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Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec


Shito

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anche io non ho capito come fà ad essere fasciata alla fine del film ( però potrebbe essere stato causato da un desiderio inconscio di Shinji, infatti Asuka è fasciata come Rei alla sua prima apparizione).

Ma è un problema?

Si potrebbe dire lo stesso delle tombe, di cui si vede in particolare quella di Misato.

 

Se si vuole analizzare seriamente (e non è il caso del video) un film del genere direi che le ultime domande da porsi sono proprio queste.

Cioè, uno dà per buono che si è appena interrotta la fine del mondo e deve domandarsi perché un personaggio è fasciato?

Siamo quasi al livello delle discussioni cabalistiche.

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Cavolo, ma gli episodi tutti incentrati sui deliri mentali di Shinji, sono solo io ad aver capito che li ha copiati dall' episodio di Macross dove Hikaru è in coma?

E che la regia dei combattimenti degli Eva viene da telefilm come Ultraman?

Certo, Anno ha la dote di saper rimescolare idee altrui in maniera molto personale, quasi fosse un marchio di fabbrica, ed ha avuto un passato da otaku hardcore, che gli permette di conoscere meglio di chiunque, i propri polli da spennare.

 

1) sulle presunte copie/già detto di Eva rispetto ad altri anime ho già risposto nelle pagine precedenti a Shito. 2) Il marchio di fabbrica dalle mie parti si chiama tipo firma autoriale ed è un pregio. 3) io di Evangelion sono appassionatissimo ma non c'ho speso un euro, dico uno, sopra. Ero tentato di farmi la Platinum Dynit per leggere l'enciclopedia di Evangelion ( grande ciofeca ) ma poi l'ha presa un mio amico e quindi niente, manco cento lire sopra 8) Sai com'è piuttosto che mettermi a rimirare i miei modellini o anche la custodia del dvd ( stile: "o che bella la mia collezione" :pfff: ) ho preferito spendere tempo e soldi su qualche libro di filosofia esistenzialista.

 

- sui buchi di trama non ho mai sentito problemi, mi basta che non ci siano buchi nella costruzione dei personaggi 8)

 

- in ultimo sarei curioso sentire come Shuji mi demolisce argomentando Evangelion e perché ho letto suoi post interessanti e perché quando qualcuno prova a demolire Eva seriamente c'è sempre da ridere.

Modificato da silent bob
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Allora, il 'problema' con Eva e' proprio questo, l'analisi in se'.

 

Quando alla fine molte delle scelte a livello narrativo sono fatte piu' per inseguire certi determinati 'richiami' di serie tv, sommato ad un sesquipedalico camion di citazioni prese un po'a 360° da ovunque, l'analizzare porta alla superinterpretazione.

 

Ad esempio, se io trovo il modo di coniugare in una stessa struttura narrativa, la Bhagavadgita e dracula di bram stoker, piu' altre diecimila citazioni prese un po' da ovunque, ad esempio dal solito Heinlein, citando tanto per cambiare Rodger Young ma solo per il nome, ci sara' una quantita' industriale di persone pronte a unire i puntini ed a parlare di una sorta di geniale romanzo di formazione post litteram con protagonista un vampiro che affonda le proprie radici nella letteratura e nelle tradizioni pre-cristiane con un preciso intento dissacratorio e moraleggiante insieme.

 

Sono poi sostanzialmente 'contro' comunque un certo tipo di atteggiamento nei riguardi di elementi volutamente 'elisi' da una narrazione, che vengono considerati 'buchi'. In questo caso poi molto e' anche da considerare nell'ottica di 'unire' dei puntini lasciati in sospeso del gioco enigmistico di prima. E considerando che la figura risultante comunque non sara' mai realmente chiarissima.

 

Alla fine poi, uno dei principali compiti di chi realizza una sceneggiatura, e' anche quella di 'legare' delle scene che nello sviluppo narrativo possono essere venute in mente su sollecitazione di altri stimoli, e fare in modo che in qualche modo leghino insieme.

 

Ho avuto modo di dirlo di altro, la sospensione dell'incredulita', non opera solamente sulla verosimiglianza di un racconto o di una storia che dir si voglia, ma anche sul legare la consequenzialita' delle scene stesse tra di loro; per dire, in ogni telefilm o fiction che dir si voglia, tra differenti scene, passano anche ore e ore, ma la loro rappresentazione e' quasi consequenziale. Questo aumenta il ritmo della narrazione, ma inevitabilmente crea delle 'ELLISSI' temporali. Quelle che altri poco benignamente chiamano 'buchi', ma le elisioni sono parte integrante della sistemazione delle sequenze.

 

Per dire, in una sequenza vediamo due che parlano al telefono chiedendo aiuto l'uno all'altro, nella successiva sequenza vediamo che uno dei due entra a casa dell'altro.

 

Qui i casi sono due, o diventiamo seguaci di Tarkovskij e per questo motivo giriamo tutto l'arrivo in macchina a casa dell'altro, facendo anche una certa citazione ad esempio ad una certa scena di Solaris, rimanendo in un piano di quasi immobile sequenzialita'. Oppure diventiamo seguaci di Eizenstein e rendiamo giustizia ad un certo tipo di montaggio delle sequenze in questione, tagliando i cica 30 minuti di viaggio in soggettiva di Solaris.

 

Eva, alla fine, e' un continuo ammiccare a situazioni e citazioni.

Basta poco per vedere con chiarezza che io' che noi immaginiamo come 'sfondo' e' solamente un tipo di 'palcoscenico', di fondale con delle sagome di cartapesta.

 

Il problema e' quando si sovrainterpreta quel tipo di palcoscenico.

 

Per questo e' sempre piu' facile trovare chi cazzeggia su Eva.

Perche' dopo un po' di tempo, e' facile rendersi conto che dietro quel palco cosi' allestito, ci sono funi per tirare dei teloni, sacchi di sabbia per tenere ancorate delle sagome a scomparsa.

 

E parte il cazzeggio.

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Allora, il 'problema' con Eva e' proprio questo, l'analisi in se'.

 

Quando alla fine molte delle scelte a livello narrativo sono fatte piu' per inseguire certi determinati 'richiami' di serie tv, sommato ad un sesquipedalico camion di citazioni prese un po'a 360° da ovunque, l'analizzare porta alla superinterpretazione.

 

Ad esempio, se io trovo il modo di coniugare in una stessa struttura narrativa, la Bhagavadgita e dracula di bram stoker, piu' altre diecimila citazioni prese un po' da ovunque, ad esempio dal solito Heinlein, citando tanto per cambiare Rodger Young ma solo per il nome, ci sara' una quantita' industriale di persone pronte a unire i puntini ed a parlare di una sorta di geniale romanzo di formazione post litteram con protagonista un vampiro che affonda le proprie radici nella letteratura e nelle tradizioni pre-cristiane con un preciso intento dissacratorio e moraleggiante insieme.

 

Sono poi sostanzialmente 'contro' comunque un certo tipo di atteggiamento nei riguardi di elementi volutamente 'elisi' da una narrazione, che vengono considerati 'buchi'. In questo caso poi molto e' anche da considerare nell'ottica di 'unire' dei puntini lasciati in sospeso del gioco enigmistico di prima. E considerando che la figura risultante comunque non sara' mai realmente chiarissima.

 

Alla fine poi, uno dei principali compiti di chi realizza una sceneggiatura, e' anche quella di 'legare' delle scene che nello sviluppo narrativo possono essere venute in mente su sollecitazione di altri stimoli, e fare in modo che in qualche modo leghino insieme.

 

Ho avuto modo di dirlo di altro, la sospensione dell'incredulita', non opera solamente sulla verosimiglianza di un racconto o di una storia che dir si voglia, ma anche sul legare la consequenzialita' delle scene stesse tra di loro; per dire, in ogni telefilm o fiction che dir si voglia, tra differenti scene, passano anche ore e ore, ma la loro rappresentazione e' quasi consequenziale. Questo aumenta il ritmo della narrazione, ma inevitabilmente crea delle 'ELLISSI' temporali. Quelle che altri poco benignamente chiamano 'buchi', ma le elisioni sono parte integrante della sistemazione delle sequenze.

 

Per dire, in una sequenza vediamo due che parlano al telefono chiedendo aiuto l'uno all'altro, nella successiva sequenza vediamo che uno dei due entra a casa dell'altro.

 

Qui i casi sono due, o diventiamo seguaci di Tarkovskij e per questo motivo giriamo tutto l'arrivo in macchina a casa dell'altro, facendo anche una certa citazione ad esempio ad una certa scena di Solaris, rimanendo in un piano di quasi immobile sequenzialita'. Oppure diventiamo seguaci di Eizenstein e rendiamo giustizia ad un certo tipo di montaggio delle sequenze in questione, tagliando i cica 30 minuti di viaggio in soggettiva di Solaris.

 

Eva, alla fine, e' un continuo ammiccare a situazioni e citazioni.

Basta poco per vedere con chiarezza che io' che noi immaginiamo come 'sfondo' e' solamente un tipo di 'palcoscenico', di fondale con delle sagome di cartapesta.

 

Il problema e' quando si sovrainterpreta quel tipo di palcoscenico.

 

Per questo e' sempre piu' facile trovare chi cazzeggia su Eva.

Perche' dopo un po' di tempo, e' facile rendersi conto che dietro quel palco cosi' allestito, ci sono funi per tirare dei teloni, sacchi di sabbia per tenere ancorate delle sagome a scomparsa.

 

E parte il cazzeggio.

 

Boh per sfondo o palcoscenico di Eva a che ti riferisci ? perché se ti riferisci alle storie cabalistiche o ai complicati intrecci di trama son d'accordo che lì c'è sovrainterpretazione ma sulle storie principlai, o meglio sulle psicologie e il valore base della storia principale, ci si può muovere bene e mi capita spesso di leggere cose che ritengo sensate.

 

Mi fai qualche esempio di sovrainterpretazione, casomai fatta da me se hai letto/ricordi qualche mio post a riguardo.

Modificato da silent bob
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Evangelion = tentativo fallito di antitesi dell'angelo crudele.

 

Tutto qui. :thumbsup:

 

(Asuka alla fine è fasciata dove si era ferita perchè il suo animo si è 'ripensato' così. Dopo la dissoluzione della materia, come viene detto nell'epilogo stesso, solo "chi è in grado di determinare sé stesso" può tornare alla forma individuale, distinguendo il 'sé' dal 'tutto', ovvero riedificando il proprio ATF. Una cosa simile è predicata da svariate logge massoniche, JFYI.)

Modificato da Shito
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Boh per sfondo o palcoscenico di Eva a che ti riferisci ? perché se ti riferisci alle storie cabalistiche o ai complicati intrecci di trama son d'accordo che lì c'è sovrainterpretazione ma sulle storie principlai, o meglio sulle psicologie e il valore base della storia principale, ci si può muovere bene e mi capita spesso di leggere cose che ritengo sensate.

 

Mi fai qualche esempio di sovrainterpretazione, casomai fatta da me se hai letto/ricordi qualche mio post a riguardo.

 

(non so a cosa si riferisca l'immagine ma rende abbastanza l'idea)

 

Venezia%20palco.JPG

 

vedi dove c'e' lo sfondo?

Quello e' una parte della scenografia, al suo posto ci puo' essere uno sfondo dipinto, e sul davanti del dipinto delle sagome di cartone che rappresentano delle abitazioni davanti ad esso, ma non sono case complete; ambedue, se si va dietro lo sfondo, o se si va dietro le sagome delle abitazioni, mostrano cio' che le regge, delle impalcature.

 

Allo stesso modo in Eva, vengono posti molti elementi sul palcoscenico, ma dopo un po' si vede con chiarezza che non ci sono vere abitazioni e lo sfondo non e' reale, sono sorretti da impalcature.

E uscendo di metafora, si vede che la profondita' e complessita' della rappresentazione in Eva e' solo immaginaria, e sta unicamente nell'occhio di chi la osserva.

 

E come per lo spettatore a teatro che vede una rappresentazione, e che *vuole* credere, per la recita che vi si tiene, che vi siano case e uno sfondo di un paesaggio e non elementi fittizi, allo stesso modo molti spettatori di Eva sono portati a soprainterpretare elementi messi in scena solo per la rappresentazione e per impatto 'scenico' o citazionale. Ma che in realta', non hanno significato altro.

 

Ecco, girando dietro il palco, la 'magia' del teatro svanisce.

Molti hanno fatto analoga cosa con Eva e hanno compreso bene che la struttura complessissima e pregna di simboli vari, e' in realta' un insieme di sagome tenute su da una impalcatura.

 

Da qua, il cazzeggio.

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Che poi, cosa curiosa, un palcoscenico come quello che descrivi tu è proprio l'ambientazione degli ultimi 2 episodi televisivi >_<

Quasi come se Anno volesse dire "vabbè, ora che siamo arrivati a questo punto (e siamo pure rimasti senza soldi), smontiamo il baraccone e andiamo alle cose serie".

 

Si potrebbe fare un discorso analogo pure su EoE, dove pur con tutta la rappresentazione del Third Impact, alla fine c'è sempre un "ritorno alla realtà", uno "svegliarsi dal sogno" (il mondo senza ATField desiderato da Shinji) per affrontare la vita vera (il contatto con le altre persone), con tutti i problemi che ne conseguono.

In questo caso è come se Anno dicesse "ok, avete avuto la fappata visiva che tanto desideravate, ora smettete di fapparvi su ste cose e svegliatevi pure voi"

Peccato che però la maggior parte del pubblico abbia scelto di continuare a dormire e fapparsi. Un po' come tutti quelli che sono voluti rimanere sciolti nell'LCL, in questo Anno ci ha preso alla grande.

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(non so a cosa si riferisca l'immagine ma rende abbastanza l'idea)

 

Venezia%20palco.JPG

 

vedi dove c'e' lo sfondo?

Quello e' una parte della scenografia, al suo posto ci puo' essere uno sfondo dipinto, e sul davanti del dipinto delle sagome di cartone che rappresentano delle abitazioni davanti ad esso, ma non sono case complete; ambedue, se si va dietro lo sfondo, o se si va dietro le sagome delle abitazioni, mostrano cio' che le regge, delle impalcature.

 

Allo stesso modo in Eva, vengono posti molti elementi sul palcoscenico, ma dopo un po' si vede con chiarezza che non ci sono vere abitazioni e lo sfondo non e' reale, sono sorretti da impalcature.

E uscendo di metafora, si vede che la profondita' e complessita' della rappresentazione in Eva e' solo immaginaria, e sta unicamente nell'occhio di chi la osserva.

 

E come per lo spettatore a teatro che vede una rappresentazione, e che *vuole* credere, per la recita che vi si tiene, che vi siano case e uno sfondo di un paesaggio e non elementi fittizi, allo stesso modo molti spettatori di Eva sono portati a soprainterpretare elementi messi in scena solo per la rappresentazione e per impatto 'scenico' o citazionale. Ma che in realta', non hanno significato altro.

 

Ecco, girando dietro il palco, la 'magia' del teatro svanisce.

Molti hanno fatto analoga cosa con Eva e hanno compreso bene che la struttura complessissima e pregna di simboli vari, e' in realta' un insieme di sagome tenute su da una impalcatura.

 

Da qua, il cazzeggio.

 

se ti ho capito dici questo: le psicologie di Eva sono tutto fumo e niente arrosto, in superficie sembrano chissacchè ma in fondo in fondo son solo citazioni e trucchetti vari ?

 

se si al prossimo post ti rispondo, altrimenti scusami ma spiegami n'altra volta che non afferro bene quello che vuoi dire. :wacko:

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Nello specifico, sono cose messe insieme solo per la rappresentazione scenica, mentre c'e' la diciamo cosi' "verve" di un certo pubblico (:fap ) che si e' convinto dell'esistenza di molto al di la' di cio' che viene rappresentato.

 

 

E unendo i 'puntini' di tali elementi, ha creato dei 'mostri'.

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Nello specifico, sono cose messe insieme solo per la rappresentazione scenica, mentre c'e' la diciamo cosi' "verve" di un certo pubblico (:fap ) che si e' convinto dell'esistenza di molto al di la' di cio' che viene rappresentato.

 

 

E unendo i 'puntini' di tali elementi, ha creato dei 'mostri'.

 

bene, veniamo ora allo specifico. Se io da questo estratto dalla puntata 3 ( http://www.youtube.com/watch?v=Skvb82UIPgk&feature=related l'ho visto a spezzoni e non so perché mi sembra messo male graficamente ma vabbé ) ti tiro fuori un mostro su uomo, solitudine, porcospino, tristezza e via così ho sovrainterpretato ?

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Nello specifico, sono cose messe insieme solo per la rappresentazione scenica, mentre c'e' la diciamo cosi' "verve" di un certo pubblico (:fap ) che si e' convinto dell'esistenza di molto al di la' di cio' che viene rappresentato.

 

 

E unendo i 'puntini' di tali elementi, ha creato dei 'mostri'.

 

bene, veniamo ora allo specifico. Se io da questo estratto dalla puntata 3 ( http://www.youtube.c...feature=related l'ho visto a spezzoni e non so perché mi sembra messo male graficamente ma vabbé ) ti tiro fuori un mostro su uomo, solitudine, porcospino, tristezza e via così ho sovrainterpretato ?

 

Silent, postami il link di *qualunque cosa sulla faccia della terra* e io ne tiro fuori un mostro su almeno 3 livelli di lettura con bibliografia annessa.

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Silent, postami il link di *qualunque cosa sulla faccia della terra* e io ne tiro fuori un mostro su almeno 3 livelli di lettura con bibliografia annessa.

 

si però forse ti potrò dire in buona fede che hai sovrainterpretato, tu puoi dirlo a me se io il mostro te lo tiro fuori da quel link ;) ?

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Silent, postami il link di *qualunque cosa sulla faccia della terra* e io ne tiro fuori un mostro su almeno 3 livelli di lettura con bibliografia annessa.

 

si però forse ti potrò dire in buona fede che hai sovrainterpretato, tu puoi dirlo a me se io il mostro te lo tiro fuori da quel link ;) ?

 

Non mi pare di averne mai fatto questione di buonafede, anzi, chi sovrainterpreta lo fa perche' appunto convinto di cio' che dice, non c'e' niente di strano.

 

E' la realta' di cio' viene sovrainterpretato che resta comunque assai piu' lineare, in ogni caso.

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Silent, postami il link di *qualunque cosa sulla faccia della terra* e io ne tiro fuori un mostro su almeno 3 livelli di lettura con bibliografia annessa.

 

si però forse ti potrò dire in buona fede che hai sovrainterpretato, tu puoi dirlo a me se io il mostro te lo tiro fuori da quel link ;) ?

 

Non mi pare di averne mai fatto questione di buonafede, anzi, chi sovrainterpreta lo fa perche' appunto convinto di cio' che dice, non c'e' niente di strano.

 

E' la realta' di cio' viene sovrainterpretato che resta comunque assai piu' lineare, in ogni caso.

 

vabbè, cmq non mi hai ancora risposto se io da quei manco 10 minuti ti tiro fuori un mostro sui temi suddetti tu sapresti dimostrarmi di aver sovrainterpretato, o essere andato più in là di quanto seminato dall'autore ?

 

Perché non mi sembra che scrivendo su solitudine, porcospino etc. etc. renderei Evangelion più complesso e denso di contenuti di quel che è. Non mi sembra nemmeno che, prendendo altri pezzi, parlerei a sproposito dicendo che nell'opera c'è dolore a vedere come l'uomo possa essere strumentalizzato tramite i sentimenti che questo prova, o mille altre cose.

 

Ma forse queste cose ci sono anche in opere di meno valore, cos'è allora che dà valore ad Evangelion? il fatto che Anno magicamente sia riuscito a rappresentare eccellentemente la tragedia della crescita o per dirla con Shito la tesi dell'Angelo Crudele, e questo deriva dal fatto che sentisse davvero le pene che raccontava.

Un es. di questo sentire davvero, però relativo ad un aspetto un pò diverso, dalla mia rece di Nadia:

E questo disgusto ha la sua punta di iceberg, tanto imponente perché mostra solo 1/8 delle sue reali dimensioni, nell’orrore, nel senso di inadeguatezza e nella paura, serpeggianti in tutta la serie, per il freddo mondo degli adulti, per lo più mosso dalle leggi del calcolo egoista piuttosto che da quelle di amicizia e amore, nonché legislatore assoluto in virtù della sua maggior forza (bruta). Una banalità, già vista mutatis mutandis in cartoni disneyani molto più vecchi, esaltata da noi solo perché firmata Hideaki Anno? Beh, tra il disagio che esprime Anno e quello di (quasi) tutti gli altri lavori di animazione c’è la differenza che scorre tra uno Zero In Condotta di Vigo e un Animal House qualunque, e non parliamo di volgarità di linguaggio.

 

Per capire Evangelion ci vuole si lo studio che dice sempre Shito, ma ciò che è necessario e forse quasi sufficiente è la sensibilità.

 

 

EDIT: ancora guarda questa immagine di Nadia che ho usato nella rece alla scheda del personaggio: in un fotogramma, ovviamente tenendo presente il cartone intero e la scena, c'è tutto il dilemma del porcospino:

vlcsnap307741.jpg

Modificato da silent bob
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vabbè, cmq non mi hai ancora risposto se io da quei manco 10 minuti ti tiro fuori un mostro sui temi suddetti tu sapresti dimostrarmi di aver sovrainterpretato, o essere andato più in là di quanto seminato dall'autore ?

 

Il Vero Problema e' che in realta' non c'e' nulla da interpretare.

Puo' essere divertente 'cogliere' citazioni o riferimenti qua e la', ma non c'e' tutto l'impianto para-iper-filosofico-immaginifico che si legge da anni.

 

Che poi taluni aspetti possano 'suggerire' spunti di riflessione, come dicevo, qualunque cosa per ciascuno puo' suggerirne.

 

Evangelion a suo modo e' un capolavoro, ma nel senso di aver lasciato spunti qua e la' con l'unico riferimento evidente quello del 'canone' dei robottoni affrontato in modo piu' o meno particolare, e lasciando alla sovrainterpretazione dello spettatore di 'unire' i puntini di tali spunti lanciati e lasciati isolati e non in modo sistemico.

 

Del resto, se delle macchie di inchiostro possono diventare farfalle, perche' non divertirsi sparando migliaia di puntini su un foglio di carta, e stare a vedere come il lettore puo' unirli creando un sistema...

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Non capisco tutto questo fumo negli occhi.

 

SHINSEIKI EVANGELION

 

serie animata del 1995-1996 creata dallo Studio GAiNAX, diretta da Anno Hideaki.

Poi conclusa con una doppia uscita cinematografica nel 1997.

 

Dichiaratamente, vuole essere una storia di 'SF realistica' alla Gundam.

Tuttavia, non si intenda 'realistica' come per 'hard SF'.

Non è il setting a voler essere realistico, ma la caratterizzazione dei personaggi.

 

I referenti principali della serie sono, dichiaratamente:

 

Per i contenuti:

1) IDEON di Tomino, da cui una certa verve animista

2) Devilman di Nagai Go, versione manga, da cui l'idea di DIVINITA' vs UMANITA'

3) Il tema da otaku fisrt gen che fa da leit motif alla GAiNAX essa tutta: il dolore psicologico della crescita come abbandono del dolce idealismo e purezza giovanile

4) La depressione clinica di Anno seguita a Nadia, e i suoi interessi psicanalitici (e filosofici) che ne seguirono, inclusi soprattutto alcuni capisaldi occidentali del genere (Schopenhauer., Kierkegaard, Sartre, Freud, Jung).

 

Per il setting:

1) Un po' di idee New-Age mischiate con l'imprinting di 2001 by Kubrik

2) Misticismo giudeo-cristiano usato come mero espediente estetico dal 'tocco esotico' per i giapponesi

3) La filmografia cara ad Anno, come quella di Okamoto Kihachi e quella televisiva dei coniugi Anderson

4) Gli anime cari agli autori, citati in molte stutture e figure narrative di sorta

5) La letteratura cara all'autore, sia di fantascienza (Chricton su tutti), sia giapponese (Murakami Ryuu su tutti)

 

C'è poi la questione del 'doppio finale' su cui credo si sappia.

 

Resta che Eva è

 

*SENZA ALCUNA SOVRAINTERPRETAZIONE*

 

Un anime di 'belle ragazze e robot' alla moda dei suoi tempi (misticismo, esoterismo random) che facendo della SF psico-realistica affronta i temi da sempre cari alla GAiNAX contestualizzandoli in una prospettiva più che mai schiettamente psicologica/psicanalitica per gli interessi che il regista aveva coltivato in quegli anni.

Essenzialmente, Evangelion è 'la storia del dramma psicologico di Shinji' tanto quanto Gundam è 'la storia della crescita psicologica di Amuro'.

 

Tutto quello che ho scritto qui è

 

D I M O S T R A B I L E

 

tramite fatti obiettivi quali dichiarazioni degli autori, citazioni sostanziali puntuali e altro.

 

Quello che ho scritto, dunque, discernendo chiaramente tra 'contenuto' (inteso dall'autore) e 'setting' (estetismi, etc) dell'opera, assolutamente prescinde da qualsiasi sovrainterpretazione, e anzi ne sgombra il campo e tracci i confini di quest'ultimo per un'analisi ONESTA dell'opera stessa.

 

Dunque, ben pronto ad argomentare punto su punto ognuna delle dette affermazioni, vorrei dunque sottolineare come anche la loro possibile confutazione vorrebbe essere supportata da dati e conoscenze altrettanto obbiettive.

 

Punto, a capo.

 

In particolare, Shuji: non so se vorrai replicare, ma quello che hai scritto tu, tra metafore e vagheggiamenti vari basayti più o meno sul NULLA dell'opera e sul TUTTO delle TUE idee di questo e quello, mi paiono piuttosto soltanto vuote bubbole, appunto.

 

Parla piuttosto dell'opera, dimostrando CONOSCENZA REALE dell'opera e dei suoi referenti REALI. Non delle tue teorie sulla narrativa. :)

 

E questo è Shito che una volta tanto, dopo tanti anni, ha stranamente voglia di parlare DAVVERO di Evangelion.

 

A voi.

Modificato da Shito
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Il Vero Problema e' che in realta' non c'e' nulla da interpretare.

Puo' essere divertente 'cogliere' citazioni o riferimenti qua e la', ma non c'e' tutto l'impianto para-iper-filosofico-immaginifico che si legge da anni.

 

Che poi taluni aspetti possano 'suggerire' spunti di riflessione, come dicevo, qualunque cosa per ciascuno puo' suggerirne.

 

 

 

in altri pezzi c'è molto da interpretare obbligatoriamente ma in quello linkato ben poco, o anche in quello dello scontro con l'Eva 04. è tutto molto evidente, fossimo anche del tutto digiuno della filosofia che ch'è in Eva ( tipo fossimo nati nel '700 ) capiremmo molto anche senza dargli il nome.

 

Come anche il film di Vigo che ho preso ad esempio, ci si possono scrivere mille parole o apprezzarlo in modo quasi immediato: c'è poco da interpretare molto da sentire. Oh ciò vale per alcune parti di Eva, non per tutto eh. Poi se ho studiato o ho voglia di filosofeggiare posso cominciare a dar nomi e definizioni, scrivere e altre cazzate ma l'essenza rimane.

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Il Vero Problema e' che in realta' non c'e' nulla da interpretare.

Puo' essere divertente 'cogliere' citazioni o riferimenti qua e la', ma non c'e' tutto l'impianto para-iper-filosofico-immaginifico che si legge da anni.

 

Che poi taluni aspetti possano 'suggerire' spunti di riflessione, come dicevo, qualunque cosa per ciascuno puo' suggerirne.

 

 

 

in altri pezzi c'è molto da interpretare obbligatoriamente ma in quello linkato ben poco, o anche in quello dello scontro con l'Eva 04. è tutto molto evidente, fossimo anche del tutto digiuno della filosofia che ch'è in Eva ( tipo fossimo nati nel '700 ) capiremmo molto anche senza dargli il nome.

 

Come anche il film di Vigo che ho preso ad esempio, ci si possono scrivere mille parole o apprezzarlo in modo quasi immediato: c'è poco da interpretare molto da sentire. Oh ciò vale per alcune parti di Eva, non per tutto eh. Poi se ho studiato o ho voglia di filosofeggiare posso cominciare a dar nomi e definizioni, scrivere e altre cazzate ma l'essenza rimane.

 

Ma torniamo al fatto che stai evidenziando una 'essenza' quando in realta' poi parli di interpretazione.

 

 

p.s.

Questa e' una di quelle volte in cui non comprendo benissimo come si inserisca nel contesto di una discussione un intervento di Shito :lolla:

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In particolare, Shuji: non so se vorrai replicare, ma quello che hai scritto tu, tra metafore e vagheggiamenti vari basayti più o meno sul NULLA dell'opera e sul TUTTO delle TUE idee di questo e quello, mi paiono piuttosto soltanto vuote bubbole, appunto.

 

Parla piuttosto dell'opera, dimostrando CONOSCENZA REALE dell'opera e dei suoi referenti REALI. Non delle tue teorie sulla narrativa. :)

 

E questo è Shito che una volta tanto, dopo tanti anni, ha stranamente voglia di parlare DAVVERO di Evangelion.

 

A voi.

 

?

 

e dove avrei parlato qui nello specifico di eva, o fatto strane e particolari metafore o altro?

O ti riferisci al discorso del palcoscenico?

Quello e' solo riferito al discorso 'sovrastruttura', pensavo fosse anche fin troppo chiaro, ho messo pure il disegno...

 

Io prima, ho fatto un discorso nel merito unicamente dei 'buchi di narrazione', e non si parla di *mie* teorie sulla narrativa, al massimo di cose che *tu* non conosci, tanto per dire.

 

Poi ho appunto parlato della sovrainterpretazione, mai entrando nello specifico del tema dell'opera.

Anzi, con cose che hai detto anche tu del resto.

 

Mi sfugge quindi un po' quale tipo di attinenza o coerenza ci sia nel tuo intervento a me diretto, che dimostra quello si' di non avere conoscenza reale dell'ambito della discussione o di cio' di cui sta parlando colui cui ti riferisci.

 

Poi, vedi tu.

Un po' curioso che io parli di sovrainterpretazione e di altro, e su questo poi si basi l'intervento di un altro, in piena sovrainterpretazione. O dobbiamo parlare di fraintendimento?

 

Bai bai :discobongo:

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Non capisco tutto questo fumo negli occhi.

 

SHINSEIKI EVANGELION

 

serie animata del 1995-1996 creata dallo Studio GAiNAX, diretta da Anno Hideaki.

Poi conclusa con una doppia uscita cinematografica nel 1997.

 

Dichiaratamente, vuole essere una storia di 'SF realistica' alla Gundam.

Tuttavia, non si intenda 'realistica' come per 'hard SF'.

Non è il setting a voler essere realistico, ma la caratterizzazione dei personaggi.

 

I referenti principali della serie sono, dichiaratamente:

 

Per i contenuti:

1) IDEON di Tomino, da cui una certa verve animista

2) Devilman di Nagai Go, versione manga, da cui l'idea di DIVINITA' vs UMANITA'

3) Il tema da otaku fisrt gen che fa da leit motif alla GAiNAX essa tutta: il dolore psicologico della crescita come abbandono del dolce idealismo e purezza giovanile

4) La depressione clinica di Anno seguita a Nadia, e i suoi interessi psicanalitici (e filosofici) che ne seguirono, inclusi soprattutto alcuni capisaldi occidentali del genere (Schopenhauer., Kierkegaard, Sartre, Freud, Jung).

 

Per il setting:

1) Un po' di idee New-Age mischiate con l'imprinting di 2001 by Kubrik

2) Misticismo giudeo-cristiano usato come mero espediente estetico dal 'tocco esotico' per i giapponesi

3) La filmografia cara ad Anno, come quella di Okamoto Kihachi e quella televisiva dei coniugi Anderson

4) Gli anime cari agli autori, citati in molte stutture e figure narrative di sorta

5) La letteratura cara all'autore, sia di fantascienza (Chricton su tutti), sia giapponese (Murakami Ryuu su tutti)

 

C'è poi la questione del 'doppio finale' su cui credo si sappia.

 

Resta che Eva è

 

*SENZA ALCUNA SOVRAINTERPRETAZIONE*

 

Un anime di 'belle ragazze e robot' alla moda dei suoi tempi (misticismo, esoterismo random) che facendo della SF psico-realistica affronta i temi da sempre cari alla GAiNAX contestualizzandoli in una prospettiva più che mai schiettamente psicologica/psicanalitica per gli interessi che il regista aveva coltivato in quegli anni.

Essenzialmente, Evangelion è 'la storia del dramma psicologico di Shinji' tanto quanto Gundam è 'la storia della crescita psicologica di Amuro'.

 

Tutto quello che ho scritto qui è

 

D I M O S T R A B I L E

 

tramite fatti obiettivi quali dichiarazioni degli autori, citazioni sostanziali puntuali e altro.

 

Quello che ho scritto, dunque, discernendo chiaramente tra 'contenuto' (inteso dall'autore) e 'setting' (estetismi, etc) dell'opera, assolutamente prescinde da qualsiasi sovrainterpretazione, e anzi ne sgombra il campo e tracci i confini di quest'ultimo per un'analisi ONESTA dell'opera stessa.

 

Dunque, ben pronto ad argomentare punto su punto ognuna delle dette affermazioni, vorrei dunque sottolineare come anche la loro possibile confutazione vorrebbe essere supportata da dati e conoscenze altrettanto obbiettive.

 

Punto, a capo.

 

In particolare, Shuji: non so se vorrai replicare, ma quello che hai scritto tu, tra metafore e vagheggiamenti vari basayti più o meno sul NULLA dell'opera e sul TUTTO delle TUE idee di questo e quello, mi paiono piuttosto soltanto vuote bubbole, appunto.

 

Parla piuttosto dell'opera, dimostrando CONOSCENZA REALE dell'opera e dei suoi referenti REALI. Non delle tue teorie sulla narrativa. :)

 

E questo è Shito che una volta tanto, dopo tanti anni, ha stranamente voglia di parlare DAVVERO di Evangelion.

 

A voi.

Io non ho letto tutte le interviste fatte ai creatori di Eva, ma che Anno abbia inserito elementi addirittura da Devilman, beh, sono alquanto scettico: io di Devilman non trovo nulla, ma proprio nulla in Eva.

Forse qualcosa giusto nel finale del secondo film, ma neanche tanto, potrebbe ricordare anche il finale del Goldrake di Ota .

 

Mi piacerebbe poi sapere quanto di Eva è farina del sacco di Anno, visto che un anime, essendo un lavoro di equipe, è sempre un insieme di idee di persone diverse.

Secondo me, Anno ha preso la struttura base dell'anime della Balena Giuseppina, ci ha messo i robot, ha adattato il tutto a un linguaggio visivo da fine millennio ed ha ottenuto Eva.

E non stò scherzando.

E se la pensate diversamente , è perchè non avete mai visto tutta la serie di Giuseppina, che sicuramente ha più punti in contatto con Eva piuttosto che questa con Devilman.

Così come Nadia ha molto di Esteban e la misteriosa città d'oro, e non solo di Laputa e Matsumoto .

E anche qualche trovata grafica presa dal film la Montagna sacra di Aleandro Jodorovski, di cui Anno riprende l'idea del finale del film per riutilizzarla, in maniera ampliata , nel finale TV di EVa.

Modificato da Zio Sam
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Ah ma sul fatto che gli autori difficilmente enucleano i Veri spunti per le proprie opere, in quanto gli spunti sostanziali e reali per la creazione non sono quelli 'consci' ma quelli gia' frutto di rielaborazione personale, siamo d'accordo.

 

E per il resto, se un autore ha realmente bisogno del 'pechenino' per veicolare cio' che voleva dire e come voleva dirlo, significa che l'opera in se' ha fallito nei suoi intenti comunicativi e non solo.

 

Per quanto mi riguarda, visto che sono stato tirato in ballo per parlarne dell'opera in se' (cosa di cui non mi puo' fregare di meno, i miei interventi erano mirati ad altro), per me, Eva e' un'accozzaglia di citazioni (spesso) incoerenti l'una con l'altra, messa in piedi sul pretesto del robottone gigante.

Che poi ci sia il mondo a livello di citazioni, poco mi cale, visto che l'inconsistenza dell'opera in se' e' molto ben denotata dalla miriade di sovrainterpretazioni in giro sull'opera; quando non c'e' una reale linea comune interpretativa e le interpretazioni si basano su sovrainterpretazioni di simboli e sopravvalutazione di citazioni, significa che l'opera in questione puo', a buon titolo, significare tutto e il contrario di tutto.

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Non è il setting a voler essere realistico, ma la caratterizzazione dei personaggi.

 

:filmevamungi: (e non diciamo che non ci sta tutta :P)

 

Comunque credo che sia più utile se uno vuole dire che la sua critica sia dimostrabile NON ribattere in generale bla bla potrebbe essere così o colà ma elencare elementi il più possibile specifici. Insomma, fregarsene che sia ammissibile che la critica sia o meno dimostrabile o meno, semplicemente essere il più concreti possibile.

 

E proprio su questo mi spiego: io alla fine non vedo persone realistiche manco per il cazzo in NGE. Io ci vedo estremismi più o meno clinici messi come estremismi, specie con un finale (introspezione simil-monologo teatrale) ma non solo; vedo invece "esemplari" non realistici di quello che sarebbero nella realtà.

In altre parole, che minchia mi rappresenta Rei? Una autistica? That's not how an autistic functions. Fine dei giochi, non è realistica.

E non mi si dica che l'ambiente peculiare della NERV dovrebbe renderli irrealistici quando lo scopo sia il realismo, come su espresso.

 

Il tutto NON è un giudizio di merito. Anzi. L'idea rulleggia nella sua estremizzazione, un po' come un Mononoke che ti dice "lol, io me ne fotto di farti vedere qualcosa di realistico, e ti dò il Venditore di Medicinali psichedelico". Il che ha anche parecchio senso visto che cosa ti narra.

La cosa divertente è che che faccia schifo o meno NGE non credo questo approccio abbia ispirato nessuno (il che è un po' strano perché non lo vedo così anticommerciale, ma cmq).

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Il Vero Problema e' che in realta' non c'e' nulla da interpretare.

Puo' essere divertente 'cogliere' citazioni o riferimenti qua e la', ma non c'e' tutto l'impianto para-iper-filosofico-immaginifico che si legge da anni.

 

Che poi taluni aspetti possano 'suggerire' spunti di riflessione, come dicevo, qualunque cosa per ciascuno puo' suggerirne.

 

 

 

in altri pezzi c'è molto da interpretare obbligatoriamente ma in quello linkato ben poco, o anche in quello dello scontro con l'Eva 04. è tutto molto evidente, fossimo anche del tutto digiuno della filosofia che ch'è in Eva ( tipo fossimo nati nel '700 ) capiremmo molto anche senza dargli il nome.

 

Come anche il film di Vigo che ho preso ad esempio, ci si possono scrivere mille parole o apprezzarlo in modo quasi immediato: c'è poco da interpretare molto da sentire. Oh ciò vale per alcune parti di Eva, non per tutto eh. Poi se ho studiato o ho voglia di filosofeggiare posso cominciare a dar nomi e definizioni, scrivere e altre cazzate ma l'essenza rimane.

 

Ma torniamo al fatto che stai evidenziando una 'essenza' quando in realta' poi parli di interpretazione.

 

 

 

Ho ben detto che nei pezzi linkati c'è poco da interpretare obbligatoriamente, può sentirne l'essenza una persona sensibile portata qui di peso dal 1700 come può scriverci sopra uno che ha studiato un pò della filosofia/psicologia che c'ha messo dentro Anno.

 

L'interpretazione è invece obbligatoria in un pezzo come la fasciatura di Asuka. ora io credo a quanto detto da Shito ma non metterei la mano sul fuoco che la fasciatura ci sia davvero per quel motivo, anche se mi sembra plausibile e quasi necessario.

 

Eva ha un essenza coglibile senza interpretazione di immenso valore ( e parlo per esperienza perché 1) io l'ho visto a 14 anni quando non sapevo praticamente nulla, non che ora sappia ma sto un passettino avanti 2) conosco gente che l'ha apprezzato molto avendo una cultura liceale [ = nulla ] ), che può essere osservata con maggiore precisione, discernimento se lo spettatore ha studiato e la interpreta. Confuti? ;)

 

Lo studio e l'interpretazione mettono ordine nei sentimenti e intuizioni del mondo confuse e turbate che l'anime desta nello spettatore sensibile.

 

 

@Dairon che dice che in eva non ci sono persone realistiche: cazzata sentita molte volte. 1) leggi roba mediocre visto che di psiche fuori dalla mediocrità borghese in letteratura ce ne sono a bizzeffe 2) frequenti gente mediocre e, permettimi di inferirlo, sei abbastanza mediocre tu stesso. Se giudichi le psiche di eva casi clinici e non realistici di conseguenza giudichi ogni psiche agente fuori dalla norma borghese ( aggettivo abusato ma consentimi l'uso ) non realistico ergo sei abbastanza inquadrato ahahaha

Modificato da silent bob
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Eva, si è già detto, ha dei buchi e delle incongruenze assurde , che Sadamoto cerca di correggere nel fumetto.

Faccio un esempio: Quando Shinji aferra Kaworu davanti a Lilith, non la nota neanche.

Dico io, si trova davanti un mostro di 20 metri crocefisso a mò di Gesù Cristo, e lui niente, manco lo caga, non viene neanche sconvolto alla sua vista; si vede che ha fatto l'abitudine alle "stranezze" della Nerv.

Oppure era troppo impegnato a guardare gli occhietti rossi di Kaworu, chissà.

Sadamoto corregge questo errore nel manga, facendo incontrare Shinji e Lilith molto prima.

Non parliamo di Toji, che sparisce nelle ultime puntate della serie e non si sà che fine fà.

Ma dico, almeno dargli una scenetta quando ( in teoria) muore assieme a tutta l'umanità per colpa del desiderio di negatività di Shinji.

Chissà che tipo di Ayanami avrà visto prima di crepare.

Non lo saprò mai.

Ti odio per questo, Anno.

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