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Ossessione per la scuola


kache

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da 1 a 10 giudica tu la tua coglionagine. Quelle sono si scuole occidentali ma americane XD.

 

Endorino, saggiamente, ha parlato di QUI e da quanto detto s'intuiva parlasse dell'Italia.

 

Mi pare che Shito, se non sbaglio nella sua intervista a Nanoda, avesse anche spiegato come l'utente medio sia stato talmente lobotomizzato dai prodotti americani che pensa che la realtà che questi gli presentano sia la sua.

 

Non a caso Endorino ha parlato di scuola occidentale, dicendo QUI, e tu hai risposto citando scuole americane ...

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Va bene, mi giudico e mi dò un 1 in coglionaggine.

Al contempo essendo tu un minus habens giudico en passant anche la tua e ti dò un bel 10 e lode yeah.

 

10 perchè non rispondevo a endrino ma a bancio e la lode per il fatto che dal tuo post si evince abbastanza chiaramente che consideri le scuole americane come "non occidentali"

 

Ganbare !!!

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Secondo me sostenere come "causa diretta" di questo stilema della scuola-mondo nell'animazione nipponica la sua presenza maggiore per il suo target principale è un po' esagerato, però.

 

Cioè, non è che non sia quantomeno probabile, è ovvio: ma non è che sia automatico che posto il dato sociale di partenza la cosa dovesse evolversi in quella direzione. Altrimenti si sfocia nel sonno del determinismo, che genera mostri (perché è venuto fuori la spaghetti western da noi? Tremo al pensiero di che "cause" potrebbero saltar fuori). :happy:

 

Mi pare che Shito, se non sbaglio nella sua intervista a Nanoda, avesse anche spiegato come l'utente medio sia stato talmente lobotomizzato dai prodotti americani che pensa che la realtà che questi gli presentano sia la sua.

 

E tanti otaku fuori dall'arcipelago fanno lo stesso con gli anime e il Giappone reale, per dire. Quindi?

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Il punto è che, se davvero il motivo è il target e, appunto, la necessità di immedesimare il target nella storia, perché solo i giapponesi sono arrivati ad un tale sovraffollamento di prodotti ambientati in scuole, mentre buona parte delle opere occidentali aventi come target gli adolescenti (partendo dai comics finendo con i film) non sono ambientati in scuole, ma generalmente in ambienti molto più eterogenei (ad esempio città intere) dove un'eventuale scuola è soltanto una piccola parte dell'ambientazione, e non il fulcro della stessa?

 

Perche' la maggior parte dei ragazzi giapponesi non conosce altro che la scuola. E' luogo non solo di studio ma anche di aggregazione (diversamente dall'Italia). Innanzitutto, le lezioni iniziano alle 9 e si concludono alle 15 (c'e' in mezzo la pausa pranzo, ok), ma per chi fa attivita' sportiva seria non è raro che arrivi a scuola alle 6-7 di mattina e poi ci rimanga fino alle 18-19 di sera.

Non hanno tempo di fare materialmente altro. Tu dirai "ma se passano cosi' tanto tempo a scuola, perche' non cercano altre ambientazioni nelle opere di finzione per svagarsi?".

La risposta e' semplice. Perche' gli piace. Nessuno obbliga gli studenti a fare un'attivita' sportiva e rimanere a scuola per 13 ore filate. E' una loro scelta.

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La risposta e' semplice. Perche' gli piace. Nessuno obbliga gli studenti a fare un'attivita' sportiva e rimanere a scuola per 13 ore filate. E' una loro scelta.

 

 

perchè gli piace mi sembra un pò troppo semplicistico. A tatto però, son troppo ignorante per argomentare.

 

Vorrei vedere da dove viene questa piacenza verso la scuola. Mi suona come la condizione sociale ( in questo caso NON intesa come economica ma in senso più ampio ) determina/condiziona il pensiero ( della maggiorparte ) degli individui.

Modificato da silent bob
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La risposta e' semplice. Perche' gli piace. Nessuno obbliga gli studenti a fare un'attivita' sportiva e rimanere a scuola per 13 ore filate. E' una loro scelta.

 

 

perchè gli piace mi sembra un pò troppo semplicistico. A tatto però, son troppo ignorante per argomentare.

 

Vorrei vedere da dove viene questa piacenza verso la scuola. Mi suona come la condizione sociale ( in questo caso NON intesa come economica ma in senso più ampio ) determina/condiziona il pensiero ( della maggiorparte ) degli individui.

 

Non vedo cosa ci sia di strano nel farsi piacere la scuola, specie quando bene organizzata e con molti servizi che vengono offerti (attività sportive e club vari).

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Non vedo cosa ci sia di strano nel farsi piacere la scuola, specie quando bene organizzata e con molti servizi che vengono offerti (attività sportive e club vari).

 

 

-- non c'entra niente col discorso di prima ma già il fatto che essa, a partire dall'asilo e dalle elementari, educhi progressivamente il bambino impartendogli la disciplina fino a prepararlo, tramite liceo ed università, ad essere un buon membro della società è già un buon motivo per odiarla intensamente.

 

Dico è una specie di preparazione al lavoro, pensa al bambino che fa come cazzo gli pare a casa sua ed è bruscamente costretto ad andare all'elementari, tutti i giorni o quasi ad orari fissi e non scelti da lui. Piano piano si asservisce, poi alle medie o se proprio è fortunato al liceo gli sarà insegnata l'importanza di prendere un buon voto ed essere il primo ( tu mi dirai ci sono quelli che non studiano e del voto se ne fregano, ok! ma quelli che studiano e disprezzano il voto alto anche potendolo prendere son rari ) quindi all'università dovrà continuare a seguire le regole del liceo solo dovrà riuscire a farlo con una pressione meno forte di quella precedente e quasi di sua scelta.

 

Per finire sarà pronto a chinare la testa e fare il proprio dovere di sua scelta, sempre contento delle gratificazioni sociali che, se è bravo nel suo lavoro, otterrà.

Modificato da silent bob
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Eh che brutta cosa ricevere educazione ed istruzione, fortunati quei bambini del terzo mondo dove non esiste, così potranno diventare o schiavi nelle fabbriche di mattoni d'argilla o membri di bande armate assortite.

 

Scusa eh, ma credo tu abbia una visione alquanto distorta della realtà; non che i sistemi scolastici siano tutti rose e fiori, ma da qui alla tua descrizione ce ne passa. Per la cronaca perchè hai finito le superiori e continuato nell'università se tanto ti fa schifo il sistema? A 16 anni potevi sfanculare tutti e iniziare a cercarti un lavoro, o metter su una qualche attività. Tra la tua critica al sistema e il tuo stile di vita (mi pare tu sia iscritto a qualche facoltà umanistica, giusto?) mi pare ci sia una grossa discrepanza.

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Eh che brutta cosa ricevere educazione ed istruzione, fortunati quei bambini del terzo mondo dove non esiste, così potranno diventare o schiavi nelle fabbriche di mattoni d'argilla o membri di bande armate assortite.

 

Scusa eh, ma credo tu abbia una visione alquanto distorta della realtà; non che i sistemi scolastici siano tutti rose e fiori, ma da qui alla tua descrizione ce ne passa. Per la cronaca perchè hai finito le superiori e continuato nell'università se tanto ti fa schifo il sistema? A 16 anni potevi sfanculare tutti e iniziare a cercarti un lavoro, o metter su una qualche attività. Tra la tua critica al sistema e il tuo stile di vita (mi pare tu sia iscritto a qualche facoltà umanistica, giusto?) mi pare ci sia una grossa discrepanza.

 

alle superiori sopravvissi ...

 

fare un lavoro da laureato o non da laureato vuol dire sempre essere membro della società, il rifiuto totale è altro.

 

All'uni ci vado perché non sono ricco abbastanza per essere sicuro che non avrò mai bisogno di altri soldi, dovessi andare a lavorare meglio il prof che il muratore. è più leggero e può essere divertente. [ cmq per dire frequento abbastanza a scazzo ... potrei mettermi a raccontare storie ma evito]

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Quindi la tua è una scelta borghese :sisi:

 

Tornando al tema, mi viene comunque da pensare che è difficile fare un'effettiva stima di quanti manga (in termini percentuali) abbiano effettiva ambientazione scolastica, vista la mole di pubblicazioni in Giappone, di cui in Italia abbiamo comunque una visione limitata.

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Quindi la tua è una scelta borghese :sisi:

 

 

boh che altro potrei fare, dimmelo tu. Rubare alla fine è un lavoro come un altro e non sono il tipo da poterci sopravvivere.

 

 

Resta valida quindi tutta la mia critica alla scuola come strumento della società repressore dell'individuo.

Modificato da silent bob
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Magari accettare il fatto che in questa società in realtà ci si vive discretamente (altrimenti saresti già partito per altri lidi); poi su quello che vuoi fare, credo che tu sia abbastanza grande per decidere da solo, se non sei maturato abbastanza per fare delle scelte è ben risibile la tua critica al sistema.

Critica che per altro trovo discutibile; al di la delle storture (ogni sistema reale è perfettibile) la scuola, o un sistema educativo che dir si voglia, deve necessariamente reprime l'istinto naturale dell'individuo che, da animale egoista, tende a raggiungere il suo singolo interesse anche a discapito di chi gli sta attorno. Imparare a rapportarsi con gli altri (e quindi ricevere un'educazione in tal senso) è l'unico mezzo per vivere in un gruppo, l'alternativa è vivere da soli, in totale libertà, ma verrebbe meno anche lo stato e la civiltà stessa, e l'unico risultato sarebbe regredire ad uno stato anche inferiore a quello dei babbuini :discobongo:

Poi oh magari c'è chi sarebbe pur soddisfatto di cogliere banane per conto suo e litigare per la grotta meno umida :rotfl:

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Critica che per altro trovo discutibile; al di la delle storture (ogni sistema reale è perfettibile) la scuola, o un sistema educativo che dir si voglia, deve necessariamente reprime l'istinto naturale dell'individuo che, da animale egoista, tende a raggiungere il suo singolo interesse anche a discapito di chi gli sta attorno. Imparare a rapportarsi con gli altri (e quindi ricevere un'educazione in tal senso) è l'unico mezzo per vivere in un gruppo, l'alternativa è vivere da soli, in totale libertà, ma verrebbe meno anche lo stato e la civiltà stessa, e l'unico risultato sarebbe regredire ad uno stato anche inferiore a quello dei babbuini :discobongo:

 

 

La società è in fondo e al di là della mera apparenza - perché ricchi e poveri sennò - egoista in quanto composta da gruppi di uomini egoisti per natura.

L'unico altruisimo possibile è verso i propri cari, ma quello si chiama amore non altruismo.

 

Un sistema sociale porta l'uomo alla competizione egoistica.

Ti faccio un esempio altrimenti non mi credi:

 

test d'ingresso di qualcosa a numero chiuso o ambito. L'individuo A sa il 90% delle risposta, l'individuo B il 70%. Il 10% che manca all'individuo A è incluso nel 70% che conosce l'individuo B.

 

Mettiamo che concorrano solo loro e il posto sia uno ( ampliare il ragionamento a numeri più grandi sarà poi un gioco da bambini ).

 

B chiede ad A le risposte alle domande che egli non sa:

 

- A risponde, ma quando chiede a B la risposta alle domanda che lui non sa B non contraccambia = A viene bocciato, il suo altruismo è punito dalla società

 

- A non dà il suo aiuto = A viene promosso, il suo egoismo è premiato.

 

Tu mi dirai che è giusto che A tenga le sue conoscenze per sé, ma cià è EGOISMO in piena regola.

Guarda un discorso uguale si sarebbe potuto fare in termini economici ma se te lo avrei fatto in quei termini ti sarei parso un rosso ipocrita.

 

giusto per la cronaca: ho sempre condiviso le conoscenze, pure quando sapevo che il contraccambio non era neppure da sperare.

Modificato da silent bob
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Il sistema serve ad educare A e B affinchè non si mettano a barare durante l'esame, o che non si menino perchè uno non ha passato le risposte all'altro. La competizione e la meritocrazia sono semplice evoluzione della selezione naturale, ma mentre questa in stato di natura implica la morte del debole, nelle nostre società si tende ad aiutare il debole (occhio eh, il sistema è sempre perfettibile; si parla di ciò cui si tende e i mezzi che si reputano migliori per conseguirlo).

 

Non è che non potendo essere una società di santi allora siamo per forza egoisti nel senso più dispregiativo del termine eh.

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Il sistema serve ad educare A e B affinchè non si mettano a barare durante l'esame, o che non si menino perchè uno non ha passato le risposte all'altro. La competizione e la meritocrazia sono semplice evoluzione della selezione naturale, ma mentre questa in stato di natura implica la morte del debole, nelle nostre società si tende ad aiutare il debole (occhio eh, il sistema è sempre perfettibile; si parla di ciò cui si tende e i mezzi che si reputano migliori per conseguirlo).

 

Non è che non potendo essere una società di santi allora siamo per forza egoisti nel senso più dispregiativo del termine eh.

 

Non barare non è altruismo, vuol dire solo competere secondo delle regole. In un certo senso non ha senso, se si compete perché escludere i colpi bassi? è una buffonata, giustamente ci credono in pochi, quelli che vogliono salvare capra=vincere la competizione e cavoli= avere il compiacimento d'essere buoni.

 

tra gli animali c'è selezione naturale e basta. Ci si riempie la pancia senza la pretesa di essere altruista, nella società ( quasi ) tutti vogliono essere i più forti e contemporaneamente sentirsi altruisti se non addirittura cristiani ( le chiese ti dicono niente ? ).

 

Gli animali son rispettabili, il consorzio umano un pò meno.

 

Però ora siamo abbondantemente fuori tema, il che perché tu alla mia accusa alla scuola di essere un metodo per irregimentare l'individuo hai risposto dicendo che questa irregimentazione era mirata all'altruismo.

Ti ho smentito.

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Se il sistema educativo mira a creare una società dove anche il debole viene tutelato direi che è altruistico perseguirlo. Dove avresti smentito?

Sei tu che hai pregiudizi su tutti gli altri ritenendo ipocriti quelli che pensano sia possibile mediare tra il proprio interesse privato e l'interesse collettivo, anche senza l'idea di ottenere un tornaconto personale da tale mediazione.

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Ne ha fatti di danni Rousseau, eh?

 

Non so perché, ma temo ne abbia fatti di più Capitan Harlock (versione girellara scelta appositamente).

 

Voglio dire, il discorso prende le fila da una domanda che dovrebbe essere retorica ma viene vista come degna di risposta su cui meditare. Mah.

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perchè gli piace mi sembra un pò troppo semplicistico. A tatto però, son troppo ignorante per argomentare.

 

A volte le cose piu' semplici sono anche le piu' corrette. Poi la scuola giapponese ha un sacco di sfaccettature che andrebbero discusse a parte. Pero', generalizzando, agli studenti giapponesi la scuola piace. Perche' non e' un posto dove sono obbligati a studiare *e basta*.

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Trovo che Garion abbia dato una risposta un po' semplicistica, ma veritiera.

 

Bob ha fatto l'appunto che avrei voluto fare anch'io.

 

Garion gli ha risposto nel modo sensato che mi avrebbe soddisfatto.

 

Di mezzo, un po' di discomunicazione generale.

Carino che Garion abbia ripreso direttamente dalla domanda intelligente, senza considerare il deragliamento.

 

Comunque se parliamo di 'società di individui' (in effetti un apparente ossimoro), non è che Rousseau c'entri. l'ultima volta che ho riletto tutto L'Emile non c'entrava molto, in effetti. Perché Rousseau non credeva l'umo come animale sociale ab initio. Come Hobbes, per intenderci., E come me. :) Ad ogni buon grado, tutta la tradizione filosofica -a partire dalla svolta umanista data almeno dalla sofistica grecva, ha affrontato questo problema. Di cui l'esistenzialismo moderno non è che l'ultimo strale. PS per Bob: poi su Dewy 30+L+encomio del docente + applausi di un astante. E' stato buffo.

Modificato da Shito
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Adesso che abbiamo le pagelle per i post, ci mancano solo i voti :fash1:

 

 

La cosa divertente e' che tu tendi sempre a voler creare sia il contesto della discussione sia inevitabilmente le risposte ad esso coerenti.

 

L'excursus 'tra parentesi' che hai in qualche modo virgolettato, semplicemente, infatti, non c'entra nulla con la discussione e con la mia banalissima replica; Bob se la prende con la tipicita' e la tradizione scolastica e tutto cio' che e' relativo, ergo emerge chiaramente (anche) Rousseau. Anche perche', pur essendo passati oramai secoli dai miei giorni di Liceo ricordo ancora con un 'lumicino' di chiarezza quali fossero gli autori che influenzavano e stimolavano maggiormente l'immaginazione (come Hobbes, Locke e Spinoza, che per ragioni scolastiche di allora ricordo ancora in sequenza, forse sara' stato anche per raffronti con lo stato di natura, oppure con il 'mega' capitolo e tutta l'attenzione relativa per Kant).

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vabbé non avevo chiarificato per non prolungare l'OT e soprattutto la fonte delle mie idee non mi sembrava degna di nota, visto che serve chiarifico:

 

Di Rousseau so più o meno niente dato che l'ho studiato a livello scolastico. Non ho risposto anche per questo.

 

Se Shuji ha pensato che il mio pensiero si accosti in qualche modo a cose simili al buon selvaggio ha sbagliato, o non ha seguito la discussione per filo e per segno. Io non ho detto che l'educazione/ la società spingono l'uomo alla malvagità ma ho negato quello che diceva Taro, ovvero che educhino veramente all'altruismo.

 

E la mia critica di base al sistema educativo non era tanto di corruttore ( in senso di degradamento morale/incattivimento ) dei giovani quanto di loro castratore e lobotomizzatore. No dico ve le ricordate le coglionaggini da liceo: giusto due sere fa mi raccontavano di una cazziata immensa per una fumata in bagno ... oppure l'obbligo di frequenza, oppure i prof ti fanno conoscere gli autori studiandoli sulle antologie, se va bene ti leggi qualche opera per conto tuo poi ripeti e fai finta di conoscere l'autore e l'argomento quando alla fine non sai un cazzo, ti basi solo su le opinioni degli altri sul tal testo visto che tu di tuo non lo conosci.

 

Cioé la scuola è una diseducazione completa.

 

Penso che estrema conseguenza di questo profondo istupidimento dell'individuo e insegnamento di grettitudine sia anche un degrado del suo comportamento e forse della sua morale.

 

Ma non è propriamente la società che degrada l'uomo, perché la scuola/ il sistema educativo alla fine è stato fatto su misura degli educandi, quindi per loro. Non è che li degrada, sviluppa al meglio le loro attitudini. D'altronde ricevere un'educazione vuol dire accettarla, altrimenti ci si ribella. Quindi alla fine è l'individuo che accetta quella roba, tra i miei amici infatti sputiamo tutti sulla scuola, i prof per cui avevo più simpatia la disprezzavano anche loro, sebbene non come me.

 

EDIT: rileggendo i post di prima ho letto che la criticavo come repressore dell'individuo, quindi in un certo senso come suo corruttore. è vero che peggiora l'individuo ma c'è sempre la concessione di assenso di questo. Cioè a occhio quelli che si son degradati si sono degradati per aver dato il loro assenso a quanto insegnato.

Cosi il discorso è più ampio e ne parlo sempre con un mio amico ovvero su quanto la società dal microcosmo della famiglia fino a cerchi più ampi condizioni il PENSIERO dell'individuo. Su quali punti sia in grado di influenzarlo di pià, quali individui si influenzino di più etc.- etc- è un discorso troppo ampio da riportare.

 

EDIT 2: ma ora mi posso riallacciare anche il discorso fatto con Garion: ovvero quanto quella piacenza della scuola si autodeterminata?

 

Però ora risiamo OT.

Modificato da silent bob
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Se Shuji ha pensato che il mio pensiero si accosti in qualche modo a cose simili al buon selvaggio ha sbagliato, o non ha seguito la discussione per filo e per segno. Io non ho detto che l'educazione/ la società spingono l'uomo alla malvagità ma ho negato quello che diceva Taro, ovvero che educhino veramente all'altruismo.

 

E la mia critica di base al sistema educativo non era tanto di corruttore ( in senso di degradamento morale/incattivimento ) dei giovani quanto di loro castratore e lobotomizzatore. No dico ve le ricordate le coglionaggini da liceo: giusto due sere fa mi raccontavano di una cazziata immensa per una fumata in bagno ... oppure l'obbligo di frequenza, oppure i prof ti fanno conoscere gli autori studiandoli sulle antologie, se va bene ti leggi qualche opera per conto tuo poi ripeti e fai finta di conoscere l'autore e l'argomento quando alla fine non sai un cazzo, ti basi solo su le opinioni degli altri sul tal testo visto che tu di tuo non lo conosci.

 

Cioé la scuola è una diseducazione completa.

 

 

Interessante che escludi un argomento dicendo di non conoscerlo, per poi in qualche modo parlarne.

 

Comunque; a parte che ho citato Rousseau e non altro (e Rousseau non e' solo l'Emile), cio' che afferma sull'educazione e la sua critica e' perfettamente coerente con quanto affermi e di quanto 'ti lamenti'.

 

E non parlo de " l'educazione/ la società spingono l'uomo alla malvagità", quanto una qual certa 'imposizione' della societa', una 'pressione' relativa ed "esterna", specialmente dell'elemento 'educativo', che si legge chiaramente da quanto scrivi ogni volta.

 

 

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