Eymerich Inviato 27 Maggio, 2010 Share Inviato 27 Maggio, 2010 Il padre di Misato non ha mai abbandonato la famiglia. La trascurava per i suoi studi, da buon otaku, ma è la madre che chiede il divorzio (e la figlia se ne sente sollevata, perché "non facevano altro che litigare"). Beh, personalmente non ci vedo molta differenza tra il fatto che l'avesse abbandonata o che la trascurasse a vantaggio dei suoi studi.. Casomai che la trascurasse era peggio, visto che questo non faceva altro che generare litigi e sofferenze (come ricorda Misato "la mamma piange sempre.."), quindi meglio la separazione: da qui la mia idea che Misato ne abbia tratto la "lezione" che è meglio non legarsi troppo agli altri, separandosene quando il legame rischia di diventare troppo forte. I rapporti con Shinji e Ritsuko (e con Makoto, anche) non sono ascrivibili al legame con Kaji, Ritruko è un'amica di università, poi collega, con cui Misato ha un classico rapporto schietto di simpatia/competitività femminile. Non so, il rapporto con Ritsuko non mi sembra così "schietto" come dici tu.. Comunque qui ci sarebbe da considerare anche l'atteggiamento "ambiguo" di Ritsuko (che, guarda caso, ha abbandonato il suo gatto per seguire l'uomo che ama, finendo poi per pentirsene..). Shinji all'inizio è il ragazzino che 'fa pena' a Misato, nei confronti del quale semmai lei inizialmente 'prova a fare l'adulta educatrice'. Vero, all'inizio Shinji è anche "il ragazzino che fa pena" a Misato però, in quanto al fatto che cerchi di fare con lui "l'adulta educatrice", c'è da considerare quel "Anche questo fa parte del mio lavoro.." che si lascia sfuggire con lui, indizio di una certa "impersonalità" nei suoi confronti, almeno inizialmente. Tieni presente che PenPen è comunque un comic relief, per quanto si dice chiaramente che 'a causa degli esperimenti, a un'intelligenza paragonabile a un bambino di nonmiricordoquanti anni'. Si, certo, Pen-pen è comunque un "comic relief", ma anche per questo mi colpì la sua reazione in quella scena (o forse sarebbe meglio dire il suo "utilizzo" da parte dell'autore..). P.S. Nella sezione TV e Telefilm del forum stanno cominciando a fare inquietanti paragoni tra EVA e LOST, adesso che questo si è concluso.. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Lord Gara Inviato 8 Marzo, 2016 Share Inviato 8 Marzo, 2016 ...Non fosse che poi ha fatto La Storia della Principessa Splendente che è a tutti gli effetti un fantasy Scherzi a parte è una considerazione sociologica interessante nell'ottica giapponese ma appunto si sposa bene solo lì a casa loro. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 8 Marzo, 2016 Share Inviato 8 Marzo, 2016 Sei sicuro di avere visto 'La storia della Principessa Splendente', se lo definisci un fantasy? In quel film, l'idea di Takahata è infusa nel modo più brillante possibile. Perché Gemma di Bambù vorrebbe vivere mediocremente, in campagna, come "gli uccelli, gli insetti, le bestie" (i tanuki, per chi ha visto Ponpoko). Non le viene permesso e la sua bellezza, la sua presunta nobiltà, finisce a relegarla nel formalismo della vita cortese. Solo che, ancor peggio, lei lì si schifa e rifiuta, rifiuta, rifiuta. Rifiuta tutti i pretendenti che la sua nuova vita le propone, rifiuta l'Imperatore, rifiuta la vita stessa, relegandosi nel suo mondo fasullo di "mukatsuku" che cerca di gestire con freddezza. E alla fine si spezza, sino al suicidio - irrevocabile. Che poi è la stessa cosa di PoroPoro. La viziata Taeko, bimba figlia del benessere sessantino, rifuta e rifiuta nascondendosi dentro l'aura della "brava bambinina", ma quando si rende conto della realtà del suo costante rifiuto del prossimo e della vita - si spezza. In quel caso sarà 'salvata' da Toshio. E non è la stessa cosa per Seita, che rifiuta le brutture, le asprezze a cui la vita in tempo di guerra lo sottopone, rifiuta e fugge, ammazzando così prima la sorellina e poi sé stesso? Dici che è una cosa solo giapponese? Guarda che le malattie da "gamma dell'autismo" sono in vertiginoso aumento in tutto l'occidente. Anche da noi. I centri di cura per la depressione giovanile sono cresciuti di una percentuale a doppio zero nell'ultima decade. E i quarantenni che si sedano con l'intrattenimento infantile (invece che con altri, ben più dannosi, tipi di droga) cosa pensi che facciano? Non stanno scappando dalla loro vita perché ne rifiutano l'imperfezione a paragone delle dolci fantasie della loro infanzia? Credo che Takahata abbia ragione, e credo che l'escapismo dell'otaku conduca, in molti casi (non tutti, certo), a un binario morto. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Lord Gara Inviato 8 Marzo, 2016 Share Inviato 8 Marzo, 2016 Allora Shito, se vuoi avere ragione te a me sta bene, se vogliamo iniziare a fare una lunghissima digressione di cosa è una storia fantasy non ho proprio voglia soprattutto perchè non inserire nel genere "fantastico" La Storia della Principessa Splendente non ha proprio senso visto che rispetta tutti i canoni. Che poi il fantastico non possa avere una morale o trattare temi "sociali" in modo allegorico è un divieto che forse ti sei autoimposto te, di certo non gli scrittori seri di genere fantastico. Relativamente al discorso che fai sotto posso semplicemente dire che sebbene anche da noi i NEET stiano diventendo una piaga siamo ben lontani dalle problematiche che ci sono in Giappone con il fenomeno degli Hikikomori. Inoltre tu parli di sedare, io parlo invece di tenere viva la mente e l'immaginazione, prerequisito fondamentale per rimanere produttivi nel mondo del lavoro, di gente che ha ammazzato il proprio "fanciulletto interiore" ne ho conosciute e bancali e non vorrei lavorare con nessuna di queste oltre lo stretto necessario in quanto normalmente rifuggono il cambiamento, sono inutilmente rigidi e generalmente non prendono il loro lavoro sul serio. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 8 Marzo, 2016 Share Inviato 8 Marzo, 2016 (modificato) Immaginavo che avresti risposto così. :-/ No, a me non interessa mai "avere ragione". Se così fosse non scriverei mai nulla da principio. A me interessa sempre e solo rendere quanto più chiari dei miei punti di vista, ad eventuale uso di comparazione dialogica e talora beneficio del lettore ideale. So bene che amanti della 'teoria narrativa' riescono ad ascrivere anche la mitologia greca nell'ambito del 'fantasy', o meglio del 'fantastico', ma è una cosa che ho sempre irriso. Perché l'idea di categorizzare la finzione narrativa umana basandosi su canoni diciamo 'estetici' (c'è un essere soprannaturale? C'è una divinità?) è superficiale, è stupida. Quando certa letteratura antica veniva scritta, la funzione, la finalità, la mente creativa delle letteratura non era quella della modernità, della contemporaneità. Per questa ragione, assoggettare la letteratura antica ai canoni, e alle 'categorie narrative', della letteratura contemporanea mi pare realmente ignorante. Quindi no, la Sfinge di cui Edipo non è equivalente a una qualche creatura Tolkeniana. Anche se entrambi potranno dirsi esseri sovrannaturali. Capisco che ci sia poi chi fa del classico uno strumento, rimaneggiato, della funzione contemporanea. E' storia di ogni dì, ma è altra storia. Quanto al beneficio del fanciullino pascoliano, credo sia un alibi che era stantio già nel secolo scorso, davvero. Anche lui, del resto, era un piagnone che non è mai riuscito a vivere con una donna, dico una vita da marito, una vita coniugale - o sbaglio, mi ricordo male, mi confondo? Non era lui che vivea quella specie di menage familiare con le sorelle a mo' di eterni bambini? Credo che il povero Pascoli, insieme al povero D'annunzio, lo si definisca infatti 'decadente'. Trovo: « Di fatto si determina nei tre che la disgrazia ha diviso e ricongiunto una sorta di infatuazione e mistificazione infantili, alle quali Ida è connivente solo in parte. Per il Pascoli si tratta in ogni caso di una vera e propria regressione al mondo degli affetti e dei sensi, anteriore alla responsabilità; al mondo da cui era stato sbalzato violentemente e troppo presto. Possiamo notare due movimenti concorrenti: uno, quasi paterno, che gli suggerisce di ricostruire con fatica e pietà il nido edificato dai genitori; di investirsi della parte del padre, di imitarlo. Un altro, di ben diversa natura, gli suggerisce invece di chiudersi là dentro con le piccole sorelle che meglio gli garantiscono il regresso all'infanzia, escludendo di fatto, talvolta con durezza, gli altri fratelli. In pratica il Pascoli difende il nido con sacrificio, ma anche lo oppone con voluttà a tutto il resto: non è solo il suo ricovero ma anche la sua misura del mondo. Tutto ciò che tende a strapparlo di lì in qualche misura lo ferisce; altre dimensioni della realtà non gli riescono, positivamente, accettabili. Per renderlo più sicuro e profondo lo sposta dalla città, lo colloca tra i monti della Media Valle del Serchio dove può, oltre tutto, mimetizzarsi con la natura. » ([M. Luzi, Giovanni Pascoli]) Tipo, un hikikomori con il complesso delle imouto? XD Ah, beh, sì, bell'esempio di uomo! Come capirebbe bene Soren Kierkegaard, e chiunque l'abbia studiato per capirlo, si trattava probabilmente di un "figlio" che non ha mai lasciato la fase "estetica" della vita, per passare alla fase "etica" (adulta). E' sulla profonda tristezza di queste figure che si legge la verità della loro vita, e del loro fallimento. Film consigliato: The Dreamers ("Lo accettiamo, uno di noi!" -> Dis-moi que c'est pur toujour!) (prevedo spostamento dei post - in caso suggerisco il thread dedicato a Takahata Isao, dove riprendevo il post che ha poi commentato Gara ^^ ) Modificato 8 Marzo, 2016 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Lord Gara Inviato 8 Marzo, 2016 Share Inviato 8 Marzo, 2016 (modificato) In attesa di spostamento io continuo qua, se i mod si sono adoperati a spazzolare la sporcizia del Vate Sam ogni tanto possono lavorare anche per me. Shito, sui generi letterari sinceramente lascio cadere il discorso, nemmeno a me interessa avere ragione però se ci perdiamo in un eterno relativismo del "secondo me" non si va da nessuna parte perchè allora io da domani stabilirò che secondo me il cielo è rosso e non azzurro perchè boh. Nei manuali di letteratura (la cosiddetta accademia) il genere fantastico è descritto in modo decisamente chiaro, il fatto che poi come dicevo sopra ha anche una finalità didascalica e allegorica è un plus che rende ulteriormente pregevole il costrutto fantastico in quanto l'autore vuole anche veicolare un messaggio reale attraverso un contesto di finzione che in qualche modo inganna il lettore rendendogli la lezione più gradevole e non solo raccontare una storia di escapismo dalla realtà per titillarci il tempo libero, quindi per me la questione finisce qua, va bene discettare del nulla però quattro punti cardinali diamoceli suvvia. Sul discorso che fai tu citando tutta quella disamina su Pascoli (che personalmente disprezzo come tutto il fenomeno del decadentismo, quelli si che erano dei proto-Hikikomori, fossero andati a lavorare in fonderia almeno avrebbero avuto una ragione per struggersi) credo che che tu abbia spaziato un po' troppo rispetto a quello che volevo dire io. L'adulto "giusto" che tu descrivi è sostanzialmente il Salary Man nipponico o l'impiegato statale italiano, ovvero un drone che esegue le sue mansioni e il suo valore sociale si esprime nel ciclo casa-lavoro-famiglia il perfetto essere umano dell'era consumistica; nell'adulto che tu descrivi non è previsto l'intrattenimento in quanto qualsiasi forma di intrattenimento è di per se evasione, fantasia, stupidità, fammi qualsiasi esempio di attività extra lavorativa e io te lo declinerò in questi tre assi. L'intrattenimento, la fuga dalla realtà, sono necessari per mantenere allenata la mente, per non subire passivamente la realtà, per ricordarci sempre che ci sono delle alternative, che esiste la parola ALTERNATIVA e che forse una azione può essere eseguita in modo diverso dal quale ti viene spiegato da chi c'è prima di te, è tramite l'immaginazione che si genera l'innovazione che poi si declina in produzione. Poi il fatto che determinato intrattenimento sia più o meno infantile per via del medium che utilizza, di nuovo, è un assolutismo tuo ma dopotutto, secondo me, il cielo è rosso quindi direi che possiamo perfettamente essere d'accordo. Modificato 8 Marzo, 2016 da Lord Gara Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Kamisama Inviato 8 Marzo, 2016 Share Inviato 8 Marzo, 2016 E' un paradosso affermare che il genere, l'etichetta, nasca prima della storia, prima si ha il prodotto e poi lo si colloca nella sua categoria se esiste o la si crea se abbisogna il che può avvenire anche molto dopo. Se un mezzo ha quattro ruote e un volante è un automobile anche se mi rifiuto di chiamarla così. Non vedo la correlazione tra finalità, funzione e la modernità, contemporaneità, gli elementi che caratterizzano tal racconto generando l'incasellamento sono scevri da entrambi i gruppi, l'autore che inserisce il minotauro nella sua storia lo fa con lo stesso spirito per cui è presente Zodd in Berserk. La principessa è una favola dai risvolti tetri come lo erano quelle dei fratelli Grimm prima che venissero edulcorate, entrambe ricadono nel genere fantastico. Altrimenti siamo al punto di chi disprezza il fantasy e mette Star Wars tra i film preferiti, quello col cavaliere con la spada magica che sfida l'oscuro signore per salvare la principessa. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
ryoga Inviato 8 Marzo, 2016 Share Inviato 8 Marzo, 2016 sento che sta per aprirsi un portale per la zio zone... chi lo attraverserà? và che bello, dairon, bobo, shito, si parte da tolkien e si parla di evengelion ogni tanto lo rileggevo questo topic, sono proprio contento che torni in auge Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 8 Marzo, 2016 Share Inviato 8 Marzo, 2016 (modificato) Caro Gara, ti seguo! Un bel dialogo va cotto e mangiato! Chi volesse spostare sposterà, con tutta la mia benedizione (ed eventualmente i miei ringraziamenti - per il nulla che valgono). Considero chiusa con te la parentesi sulla classificazione delle opere. Mi preme sottolineare che anche se ho chiara la critica di Takahata, e penso che ci sia del vero, non riesco a sposarla al 100%. Takahata Isao è per me una di quelle persone il cui pensiero mi mette fortemente in discussione. Da un lato, per essere concreti, credo che Mononoke Hime sia la cosa più seria e matura che Miyazaki Hayao abbia mai fatto, e credo che sia un'opera molto valida. Dall'altro lato, sento molto vivida sulla mia pella, sulla mia vita, la critica di Takahata Isao. Sono diviso tra queste due componenti del mio pensiero, che cerco di conciliare, di risolvere. La cosa che mi viene da pensare, in questo momento, è il fattore T. Forse la discriminante sta nel fattore T. Ovvero, forse la fantasia e il fantastico sono bene e vanno bene per l'età infantile, come a essere una sorta di incubatrice del pensiero, del superego. Ma se la permanenza in questa incubatrice si protrae (nell'età adulta) si genera una deformità. Quindi favole, fiabe, fantasticherie - finché sono intelligenti e con un significato, ché l'idiozia è SEMPRE male - vanno bene per i bambini. Non perché siano bambinate, ovvero sì, ovvero perché è un linguaggio compatibile e al tempo stesso 'innocuo' alla formazione del superego nel fanciullo. Una sorta di nutrimento infantile da cui ci si dovrebbe poi svezzare. Al momento mi viene da pensare questo. L'adulto "giusto" che tu descrivi è sostanzialmente il Salary Man nipponico o l'impiegato statale italiano, ovvero un drone che esegue le sue mansioni e il suo valore sociale si esprime nel ciclo casa-lavoro-famiglia il perfetto essere umano dell'era consumistica; nell'adulto che tu descrivi non è previsto l'intrattenimento in quanto qualsiasi forma di intrattenimento è di per se evasione, fantasia, stupidità, fammi qualsiasi esempio di attività extra lavorativa e io te lo declinerò in questi tre assi. A dire il vero non tracciavo una figura di 'adulto giusto', mi pare che tu l'abbia desunta dal discorso. Il che non mi offende di certo, anzi, ti ringrazio per la lettura. C'è un difetto, secondo me, nel tuo modello. E credo che Takahata concorderebbe. Ovvero, tu parli di un robota. Ma l'essere umano non è così perfetto. L'essere umano, anche nella routine che tu descrivi, sbaglia inciampa e piange e poi ride e gioisce insieme ai suoi cari, ai suoi affetti, ai suoi figli, ai suoi "nemici", eccetera. Qui siamo con la Principessa Splendente che parla con la selenita al momento dell'addio. In questo senso, ti prego davvero di guardare "Yamada-kun" ora che sarà disponibile anche in home-video e di dirmi che effetto ti fa. Con tutta la sincerità di cui sono capace, ti dico che sul finale i mio metto sempre a piangere. Ma non sono le calde lacrime che verso per certi picchi emotivi in altre storie, come un bambino. Sono lacrime amare e fredde. Ti prego davvero di farmi sapere cosa ne penserai, e aspetterò il tuo confronto. :-) Quando alla tua idea di intrattenimento, concordo. Ovvero, concordo che l'intrattenimento è male. Lo dice la parola stessa: intrattenere. Perder tempo. Da cosa? Dalla percezione della propria vita? Blais Pascal diceva "Chi l'ha detto che è necessario divertirsi?". Non so la bontà della traduzione, ma credo che il concetto sia che di-vertirsi, s-vagarsi significa sempre divergere dalla lucida percezione dell'essere vivi. In questo, dico, è una forma di sedazione. Per esempio, io ora sto rispondendo a te, e non lo sto facendo come passatempo. Lo sto facendo nella onesta coscienza e cognizione di quello che sto facendo, perché lo voglio fare. Non mi sto 'intrattenendo' a risponderti. Non mi sto 'divertendo' in quel senso. E' un'attività, questa per me, appagante e interessante e sinanco piacevole. Ma questo non ha nulla a che fare con il concetto di 'intrattenimento'. L'intrattenimento, la fuga dalla realtà, sono necessari per mantenere allenata la mente, per non subire passivamente la realtà, per ricordarci sempre che ci sono delle alternative, che esiste la parola ALTERNATIVA e che forse una azione può essere eseguita in modo diverso dal quale ti viene spiegato da chi c'è prima di te, è tramite l'immaginazione che si genera l'innovazione che poi si declina in produzione. Poi il fatto che determinato intrattenimento sia più o meno infantile per via del medium che utilizza, di nuovo, è un assolutismo tuo ma dopotutto, secondo me, il cielo è rosso quindi direi che possiamo perfettamente essere d'accordo. Il primo discorso mi sembra onestamente una riga molto retorica, molto bonaria, molto poco valida. Ci sono mille modi per allenare la propria mente, e quelli meno 'diversivi' sono i più efficaci. C'è differenza tra l'umorismo idiota che fa abbondare il riso sulla bocca degli stolti e la sagacia di Voltaire, certo che c'è differenza, e credo si debba anzi il coraggio e la forza di affermarlo e ribadirlo a gran voce, per far si che non si livelli e non si sdogani tutto al più basso livello dell'umorismo idiota. E' quando i migliori perdono il coraggio di dimostrarsi e affermarsi tali che tutto va verso il peggio, si capisce. sento che sta per aprirsi un portale per la zio zone... chi lo attraverserà? và che bello, dairon, bobo, shito, si parte da tolkien e si parla di evengelion ogni tanto lo rileggevo questo topic, sono proprio contento che torni in auge Ryoga: è vero, è proprio un bel topic. Un certo tipo di ironia cieca e sterile che inframmezza gli interventi intelligenti lo rende ancora più gustoso. Davvero un'ottima scelta di collocazione per lo spostamento! :chapeau:(quasi quasi telefono a Cristiano/Kin e gli chiedo una riapparizione! ^^ ) Modificato 8 Marzo, 2016 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
ryoga Inviato 8 Marzo, 2016 Share Inviato 8 Marzo, 2016 E' che quando hai a che fare con gente che non sa di cosa parla o la prendi per il culo o la istruisci, ma se non vuole essere istruita la scelta è una sola Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 8 Marzo, 2016 Share Inviato 8 Marzo, 2016 Concordo appieno e ribadisco i miei ringraziamenti (per il nulla che valgono) per l'opportuno spostamento, in attesa della risposta di Gara. :-) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Final Vegeta Inviato 28 Marzo, 2016 Share Inviato 28 Marzo, 2016 Guarda che le malattie da "gamma dell'autismo" sono in vertiginoso aumento in tutto l'occidente. Anche da noi. I centri di cura per la depressione giovanile sono cresciuti di una percentuale a doppio zero nell'ultima decade. E i quarantenni che si sedano con l'intrattenimento infantile (invece che con altri, ben più dannosi, tipi di droga) cosa pensi che facciano? Non stanno scappando dalla loro vita perché ne rifiutano l'imperfezione a paragone delle dolci fantasie della loro infanzia? L'autismo non è in aumento vertiginoso, è che è migliorata la rilevazione dei casi di autismo. L'autismo c'è sempre stato. Nel folklore c'erano storie di bambini rubati da folletti e troll e scambiati con uno dei loro. E' chiaramente una spiegazione parascientifica di disturbi vari, tipo il nanismo. La depressione a occhio e croce è correlata alla crisi del lavoro. Un'altra cosa: la depressione è positivamente collegata al senso della realtà, e anche al pessimismo. I depressi vedono il mondo per quello che è, è solo che si aspettano il peggio. Quando certa letteratura antica veniva scritta, la funzione, la finalità, la mente creativa delle letteratura non era quella della modernità, della contemporaneità. Per questa ragione, assoggettare la letteratura antica ai canoni, e alle 'categorie narrative', della letteratura contemporanea mi pare realmente ignorante. Quindi no, la Sfinge di cui Edipo non è equivalente a una qualche creatura Tolkeniana. Anche se entrambi potranno dirsi esseri sovrannaturali. Capisco che ci sia poi chi fa del classico uno strumento, rimaneggiato, della funzione contemporanea. E' storia di ogni dì, ma è altra storia. Anche nei greci antichi ad un certo è spuntata l'idea che tutte le storie sugli dei fossero balle. Lo avevano pure loro il concetto di fantasia. Tra parentesi, con i miei studi sull'arte dello storytelling posso dire che la Sfinge di Edipo è una scena archetipa in cui ci si ritrova tra una strettoia e un mostro. Nel Signore degli Anelli questo avviene quando devono scegliere tra Celebrimbor e Moria, i quali sono una coppia che richiama i giganti di ghiaccio e i giganti di fuoco delle leggende nordiche. Altrimenti siamo al punto di chi disprezza il fantasy e mette Star Wars tra i film preferiti, quello col cavaliere con la spada magica che sfida l'oscuro signore per salvare la principessa. E hai dimenticato di dire che lui era solo un giovane contadino all'inizio. Ma in realtà, anche se come storia riprende il tipico monomyth usato nel fantasy, come setting è sci-fi. E' un po' una reinvenzione del genere pianeta&spada, che è sempre stato a metà tra fantasy e sci-fi. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
ryoga Inviato 28 Marzo, 2016 Share Inviato 28 Marzo, 2016 Forse intendevi caradhras e moria Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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