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Legge sul prezzo dei libri ( per semplificare)


Joker

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http://punto-informatico.it/3226498/PI/News/editoria-taglio-ai-tagli.aspx

 

prendiamola da qui per esempio .

 

Questa legge è come è concepita la cultura in italia , io personalmente spero di passare sui loro cadaveri , portare un ipotetico sconto dal 30% al 15% per aiutare le piccole librerie è ridicolo.

Bah aspettiamo la legge definitiva .

 

 

Baccio :sbal:

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Se ne parlava in una discussione poco sotto a questa.

Messa così (nuove uscite e libri "a discreta diffusione") non mi sembra questa tragedia. Anzi, potrei dire che mi sta anche bene (ma solo perchè non mi colpisce più di tanto ^^) e che mi sembra giusto, perchè per i piccoli quei libri magari sono il grosso delle vendite, mentre Amazon o IBS campano anche d'altro.

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Nella news-letter che mi arriva da una libreria de Roma hanno scritto che sperano che questa legge(in vigore dal 1 Settembre) porti gli editori a rivedere al ribasso i prezzi di copertina, io ci credo molto poco, intanto però fino all'entrata in vigore della legge è tempo di sconti pazzi, imperversano in questo momento un po' su tutti i siti on-line e stando alla news-letter anche nelle librerie i formati cartonati mondadori a piemme: due “campagne lampo” che scontano al 30% molte novità in hardcover: si tratta di Mondadori (dal 22 luglio al 7 agosto) e di Piemme (dal 29 luglio al 21 agosto).

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  • 2 weeks later...
Proviamo a ragionare sul prezzo dei libri facendo semplicemente qualche calcolo. L’editore stampa 1000 copie di un libro. Supponiamo che per la stampa e la promozione spenda 2 euro a copia, aggiungiamo un euro a copia che è l’utile dell’editore. Il totale fa tre euro. Ipotizziamo che l’editore venda 500 copie con il 30% di sconto e le rimanenti 500 con il 50% di sconto. A che prezzo l’editore dovrà vendere il libro per recuperare le spese sostenute e guadagnare l’euro a copia preventivato? E’ un conto semplicissimo: 3000 = PV*500*0,5+PV500*0,7. Il prezzo di vendita dovrà essere 5 euro (Ipotesi 1). Se l’editore fosse costretto a vendere tutte e mille le copie con il 50% di sconto, il prezzo di vendita deve necessariamente salire a 6 euro (Ipotesi 2). Viceversa se tutte le copie fossero vendute con il 30% di sconto, sarebbe sufficiente un prezzo di 4.28 euro (Ipotesi 3). Facciamo l’ulteriore ipotesi che le librerie che hanno ottenuto il 50% di sconto facciano ai loro clienti il 30% di sconto, mentre le librerie che hanno avuto uno sconto del 30% non facciano sconti ai propri clienti. Nell’ipotesi 2, l’acquirente finale pagherà il libro 4.80 euro, mente nell’Ipotesi 1 pagherà 4.28 euro. L’ipotesi 1 è sicuramente più vantaggiosa per il 50% degli acquirenti che pagheranno il libro 3.50, ma solo perché il rimanente 50% pagherà 5 euro. In questo caso la conclusione è paradossale. Lo sconto che aluni ottengono non dipende dalla generosità o efficenza della libreria ma è semplicemente pagato dagli altri e cioè dai clienti delle piccole librerie indipendenti che pagano il prezzo intero. Sono quindi gli acquirenti che ottengono lo sconto ad essere a carico degli altri e non le piccole libreria a carico loro come tanti credono e dovrebbero essere proprio loro quelli più interssati alla sopravvivenza delle piccole librerie, solo cosi potranno continuare a risparmiare a spese degli altri. Se le piccole libreria sparissero si cadrebbe nell’ipotesi 2 e il prezzo finale del libro salirebbe inevitabilmente. Ma l’ipotesi 1 è quella ovviamente più instabile. Non è possibile che una parte degli acquirenti accetti per sempre di pagare gli sconti praticati agli altri. Il sistema può raggiungere l’equilibrio economico solo andando verso una delle altre due ipotesi possibili. Possiamo variare a piacere tutte le percentuali ma il risultato non cambierebbe. I conti sono banali, e banali sono le conseguenze. Più alto è lo sconto praticato dall’editore, maggiore dovrà essere il prezzo di vendita. Le piccole librerie non sono la causa dell’alto costo dei libri ma al contrario, solo la loro presenza calmiera il prezzo dei libri semplicemente perché non hanno il potere contrattuale di ottenere sconti crescenti. E’ una realtà che potrà non piacere ai tanti sostenitori di un astratto libero mercato, ma non per questo è meno vera.

 

Finalmente qualche calcolo per capire un po'... Da qui: http://www.ilpost.it/2011/03/04/legge-levi-sconti-libri/ (non nell'articolo ma nel commento).

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Letta tutta la polemica del tizio della minum fax piccole considerazioni :

 

1) i libri li devi vendere : se mi fanno 2 libri a 30 euro , io ne compro uno , se me ne facevano a 20 probabilmente ne compravo due , stessa casa editrice , (mondadori -einaudi).

.

2)il tizio della minum fax puo' dire quello che vuole : non credo che il comportamento anticoncorrenza degli editori sia da fare scontare al lettore .Se vi scaricano i costi su di voi non comprate da quell' editore ..se guadagni mica mi abbassi i prezzi!

 

ah i 2 euro di promozione sono come il sovraccosto tv dei cd di svariati tempo fà

 

i piccoli editori stanno scontando una cosa che ci sono troppi libri per lo spazio che le librerie piccole hanno , il loro problema è che le grosse librierie sono franchising dei gruppi editori o direttamente di proprietà di questo, ma non possono farmene una colpa.

 

Baccio

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  • 2 years later...

http://www.mangaforever.net/131572/decreto-destinazione-italia-i-fumetti-costeranno-meno

 

Nello specifico, dal 2014 al 2016, per gli acquisti di libri muniti di codice ISBN, sarà riconosciuto un credito d’imposta, sui redditi delle persone fisiche e giuridiche, pari al 19% della spesa, effettuata nel corso di ogni anno solare, per un importo massimo di € 1.000,00 per i libri di testo scolastici/universitari e 1.000,00 per tutte le altre pubblicazioni (che includono, dunque, anche i nostri amati fumetti).

Il credito d’imposta, per la relativa annualità, non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).

Sono esclusi dai benefici i libri in formato digitale e quelli deducibili in base ad altre normative vigenti e, ovviamente, è necessaria regolare documentazione fiscale rilasciata dal venditore.

Pur essendo questa una disposizione già vigente nel nostro ordinamento (si ricorda che il Decreto-Legge è immediatamente efficace), il testo in parola rinvia, per le modalità di fruizione del credito d’imposta e per altri adempimenti necessari per l’accesso ai benefici, a successivi decreti ministeriali non ancora emanati. Pertanto l’operatività delle disposizioni richiamate non è ancora “effettiva”.

Inoltre il tutto rischia di rimanere lettera morta perché, se il Decreto-Legge non verrà convertito in Legge nel termine di 60 giorni, cesserà di avere efficacia nell’ordinamento come se non fosse mai esistito. Tale ipotesi non è così peregrina in quanto è già stato rilevato come l’ammontare massimo delle risorse finanziarie stabilite per l’intervento (50 milioni di euro dal 2014 al 2020) sia molto basso rispetto alle aspettative, considerate le cifre impiegate in Italia per l’acquisto di libri.

Inoltre il beneficio fiscale per il singolo contribuente (e solo per lui, il tipo di strumento utilizzato esclude tutti coloro che non presentano alcuna dichiarazione dei redditi) è assolutamente risibile: non più di 190,00 euro per una spesa massima di 1.000,00 euro per ciascuna delle due categorie di libri.

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 in biblioteche, musica e teatro, ma chi ha il coraggio - quando anche l'Europa taglia sulla cultura - di dire che la Cultura ha un valore in se e rende ??

 

Certo, così il cittadino paga le tasse e lo stato cialtrone rigira i soldi a fondazioni parassite, amici degli amici, parassiti vari e così via, poi con la magica parola "cultura" si giustificano tutte le situazioni di chi vuole campare alle spalle degli altri.

Un conto è sostenere chessò il teatro di Pirandello, dando un contributo a chi mette in scena le sue opere, quella è effettivamente cultura, ma erogare denaro per permettere ai cialtroni ammanicati coi partiti, incapaci di vendere al pubblico le proprie opere e rappresentazioni, di continuare a campare a spese altrui, allora no. Quella non è cultura, è voler campare alle spalle degli altri. Andassero a scaricare cassette di pomodori ai mercati piuttosto, che non si capisce perchè se fai un lavoro che nessuno richiede, devi essere comunque pagato, come i lavavetri ai semafori che pretendono a forza di lavarti il parabrezza e di ricevere minimo 1 euro. Stessa logica parassita.

 

Ovviamente, tornando al decreto, abbassare le tasse e permettere quindi un abbassamento dei prezzi era inconcepibile. No tutto deve funzionare con le detrazioni, in modo da mettere su le peggio baracconate burocratiche, lasciare in tasca due lire a pochi, mascherare tutto da grande operazione di taglio delle tasse, e poi magari usare tutto questo come pretesto per aumentarle di molto in altri settori.

No, l'Italia non è mai stato uno stato liberlae, benchè meno capitalista. Tutta la situazione di merda attuale è dovuta unicamente allo statalismo di matrice cattocomunista imperante da quasi 70 anni, che non è stato mai scalfito, a parte qualche blando tentativo perfettamente inutile.

 

E anche qui, nel settore del mercato del libro, non funziona diversamente: solo prese per il culo per il cittadino.

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  • 3 weeks later...

http://www.mangaforever.net/134386/spariscono-le-detrazioni-fiscali-sullacquisto-dei-libri

 

In data 13 dicembre il consiglio dei ministri aveva approvato il decreto “Destinazione Italia” che, tra le altre cose, introduceva un credito d’imposta del 19% per gli acquirenti di libri cartacei, fino ad un tetto di spesa massimo di 1.000 € per testi scolastici più altri 1.000 € per testi di varia. Nei giorni scorsi, però, è stato approvato un emendamento che ha sostituito la dicitura “persone fisiche e giuridiche” con quella “esercizi commerciali che effettuano la vendita di libri al dettaglio”, spostando di fatto la destinazione del bonus dai lettori alle librerie.

L’emendamento elimina anche il tetto di spesa massimo, istituendo un voucher che garantirà, ai soli studenti delle scuole superiori, uno sconto del 19% fino ad una spesa massima non ancora stabilita e sarà spendibile solo per testi non scolastici e solo presso quegli esercizi commerciali che avranno aderito all’iniziativa. L’accesso al credito d’imposta, infatti, sarà garantito solo a quelle librerie che accetteranno i voucher.

Modificato da Joker
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