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"To aru Hikuushi e no Tsuioku" (aka Flashbacks to a Certain Aerial Pilot)


Shuji

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Uscito nelle sale gli ultimi mesi dell'anno scorso, e da un paio di settimane circa in home video (ovviamente sempre in Giappone), e' la storia di un pilota che deve scortare una principessa in volo solitario per 12000 chilometri.

 

Niente di piu', niente di meno.

 

Tratto da una light novel (un giorno non sarebbe male fare un po' il conto di quanto stanno 'trattando' dalle light novel come serie animate/film, specie nell'ultimo periodo) di Koroku Inumura, diretto da Jun Shishido per i tizi di Madhouse (con il character design by Hidenori Matsubara, di cui non diro' cosa ha curato perche' mi viene da ridere, e con la sceneggiatura di Satoko Okudera, vd Summer wars e The Girl Who Leapt Through Time), ne esiste anche una riduzione in manga di Maiko Ogawa per la Shogakukan.

 

Cos'ha di particolare questo film?

 

Niente.

 

Proprio per questo ne parlo; e' una storia semplice, lineare, senza voli pindarici che non siano quelli dell'aereo protagonista del viaggio.

 

E' un film onesto, molto ben realizzato, senza una ricerca frenetica del 'coupe de theatre', senza baracconate.

Una boccata d'aria fresca, una 'favola' senza alcun tipo di pretese se non quello di raccontare la storia di due persone, che non potrebbero mai incontrarsi in altro modo, e che si trovano invece a volare insieme.

 

Forse e' un po' questo che in questa ennesima realizzazione Madhouse, secondo me, un po' manca nei vari summer wars e TGWLTT, ossia un certo 'calore umano'.

 

Sito: http://http://hikuushi-tsuioku.com/

 

Trailer:

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e con questa fanno tre... le volte che sarei tentato di vedere il film in questione ma qualcosa me ne tiene alla larga. forse come possa finire una favola, magari sopra le righe? forse il periodo storico durante il quale è ambientata la storia? forse la paura che la caratterizzazione dei personaggi sia un filino troppo debole? HELP :lolla:

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Si e' una specie di 'favola', ma non ha per forza di cose il finale che 'compete' alle favole :°_°:

 

Per il resto, almeno per me, e' una roba 'tranquilla' e ben realizzata; non ci sono rori, non ci sono oppai al vento, non ci sono misteriose forze magggiche... di fantabubbole ce n'e' giusto una molto curiosa sui rifornimenti; e' una storia realizzata a livello di sceneggiatura nel piu' tipico schema mainstream:

 

desiderio/obbiettivo - vari impedimenti di natura esterna (nemici) ed interna (tra i due personaggi) al suo raggiungimento - conclusione.

(e, in aggiunta, contro epilogo).

 

E' quasi scolastico narrativamente e come sceneggiatura, ma alla fine e' quel tipo di film che piace anche seguire, condotto unicamente dai personaggi-protagonisti.

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Non sono certo il maggior fan di Hosoda su questo pianeta (specie se parliamo di SW) ma la chiusura sulla mancanza di calore umano rispetto a sto coso mi è parsa veramente gratuita e immotivata.

 

Diciamo che il film è una favoletta, ci sta, di quelle che in epoca mass media sono ormai edulcorate di ogni messaggio o sfida per lo spettatore se non si parla espressamente di una retorica spicciola e conformista (la guerra succhia, viva l'ammore).

E' un lavoro senza nessun carattere che ha nel suo punto di forza il pietismo verso i protagonisti costretti in un mondo caratterizzato da figure grossolane, subito e comodamente riconoscibili come totalmente negative salvo le varie spalle di rito (l'amico disinteressato, l'ufficiale integerrimo, il nemico del destino). D'altro canto il protagonista è un fesso che adora essere preso a calci (metaforici e non) e se i suoi antagonisti fossero un minimo caratterizzati la cosa sarebbe fin troppo palese, mentre così magari a qualcuno potrebbe anche far pena.

Il conflitto è rappresentato in maniera ridicola, la fazione del nostro eroe è guidata da tali idioti che non si capisce come faccia ad esserci ancora una guerra, il nemico è rappresentato in maniera oppressiva, quasi invincibile, ma a conti fatti sembra sempre fare di tutto per facilitare la fuga dei due piccioncini, e quando proprio non sembrano esserci scappatoie, beh se le inventano!

Tutto ovviamente condito con zucchero e cannella.

 

D'altro canto...

non ci sono rori, non ci sono oppai al vento, non ci sono misteriose forze magggiche... di fantabubbole

quando valuta un qualcosa per ciò che non è piuttosto per quello che è/fa è più un segno di resa che non un attestato di fiducia.

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Summer Wars trasuda di autocompiacimento per il tema affrontato e per il come e' affrontato gia' dalla sigla iniziale; e' un continuo inno alla celebrazione di un'idea particolare ad ogni pie' sospinto.

 

L'umanita' mostrata e' patetica e pietista, un sottoprodotto d'accatto di campioni di natura emozionale ancora piu' falso dell'idea di base, il classico prodotto realizzato ad hoc con un ben determinato target, tendenzialmente inesistente, e che per tal motivo sembra essere dannatamente cool.

 

 

To aru Hikuushi e no Tsuioku e' una storia invece molto piu' onesta e che pone l'attenzione su due persone, non sulla rappresentazione para-semiotica delle stesse, con oltremodo fini divergenti dalla narrazione pura e semplice.

 

Le caratterizzazioni non sono affatto abbozzate come dici, ma sono ben presenti; del resto e' la base della storia, il conflitto non capisco come ti possa sembrare che sia rappresentato in modo ridicolo; ogni conflitto e' una pagliacciata di fondo, le motivazioni sono sempre egoistiche e di natura egotica, qua resta sullo sfondo e determina in modo convincente il comportamento dei personaggi e tanto basta per la storia; certo, non e' affrontato o visualizzato con dati, date, schemi o quant'altro, ma si potrebbe tranquillamente stare a parlare fino a domani di libri, racconti, serie televisive e anime in cui il conflitto ha valenza in quanto background e mood della vicenda. Qui e' cosi'.

 

Gli altri personaggi sono ben resi per la funzione che hanno sulla vicenda; trattasi di solite figure molto polarizzate nelle fattezze di figure tipiche della commedia dell'arte, o maschere che dir si voglia; scontata nel loro caso l'assenza di un tuttotondo visto la funzione relativa nella vicenda.

 

E non c'e zucchero o cannella nella vicenda.

 

Mi pare di aver parlato di tutto...

 

 

quando valuta un qualcosa per ciò che non è piuttosto per quello che è/fa è più un segno di resa che non un attestato di fiducia.

 

Quando capita di valutare un prodotto per cio' che piace o non piace e non su criteri in qualche modo condivisibili, capita che cio' che non piace divenga automaticamente 'negativo' e non 'funzionando' si 'sezioni' per cercare di comunicare cio' che non e' piaciuto.

 

Questo invece e' un film molto onesto, che non promette sfracelli, non fa sfracelli, ma cio' che rappresenta lo porta avanti bene.

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Vediamo di usare un approccio più diretto va'.

 

To aru vattelappesca è un film stupido. Lo è nel sua missione di elevare su un piedistallo i due protagonisti con il semplice contraltare di figure abbozzate, grottesche, polarizzate con una faciloneria disarmante. Non c'è impegno alla visione perché la sceneggiatura indica già allo spettatore cosa deve pensare e provare e per chi, senza che la cosa venga messa mai minimamente in dubbio. Come appunto nel concetto di favola moderna dove non c'è niente che deve nuocere allo spettatore o lasciarlo dubbioso su ciò che guarda.

 

Che ciò ne faccia un lavoro "onesto" e privo di molte delle imbecillità che oggi si da per scontate nelle produzioni animate (però non parliamo di un prodotto seriale, e nei film non è poi così scontato...) ci può stare, che questo basti ad elevarne o anche solo a concedergli valore è tutto da dimostrare nel momento in cui pregi reali non se ne vedono (o almeno io non ne vedo, e valutare qualcosa solo per ciò che "non è" non fa per me). Senza andare a scomodare la bibliografia della letteratura guerresca, e riprendendo le esatte parole scritte da me sopra mi pare ridicola la resa di un conflitto (chi se ne sbatte delle motivazioni alla base?) dove un nemico avvolto in un aura di quasi invincibilità si fa mettere nel sacco, e fa di tutto per aiutare la cosa, ogni volta che si arriva alla resa dei conti, nella maniera più idiota possibile (e spesso anche d più). E solo per spettacolarizzare sulle doti del protagonista in maniera facile.

 

Non capisco neanche il discorso umanità, vedo solo un tot di vicende alquanto stucchevoli (e se non lo sono non so proprio cosa possa esserlo), che tendono solo a rimarcare la purezza e la positività dei protagonisti, in contrasto col conflitto, con la bestialità grottesca (ma più che altro caricaturale nella resa generale, non si riesce a prendere proprio sul serio) che li circonda, con la loro estrazione sociale. Ma non mi pare di vedere cura o la benché minima sottigliezza nel farlo, noto solo una rituale estremizzazione idealistica (sì una stereotipazione maldestra in sintesi), che con il concetto di umanità proprio non riesco ad accostare.

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Tu l'hai presente la storia di Amedeo Guillet?

 

Essendo abbastanza certo in senso negativo, ecco un sunto.

 

pensa, e' la storia di un soldato che a guerra dichiarata conclusa s'e' messo a continuare a combattere perche' gli andava di far cosi'. OMG, hai mai sentito una storia tanto idiota?

 

Ecco il punto, se l'essenziale di quella che e' una storia realmente accaduta viene reso in quel modo e' una cosa.

 

Se invece viene detto con: http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=524

 

Nell’aprile del 1941 nell’Africa orientale la situazione italiana appare disperata: dopo sei giorni di combattimenti le truppe inglesi entrano ad Asmara costringendo gli Italiani alla ritirata. È la disfatta, ma un giovane italiano, il tenente Amedeo Guillet rimasto solo con un centinaio di indigeni a cavallo decide di non arrendersi. Nonostante sia gravemente ferito a un piede si rende conto di essere isolato dall’esercito italiano e soprattutto dimenticato dagli Inglesi, quindi insieme ad alcuni indigeni senza più ordini né riferimenti gerarchici, prende una decisione imprevedibile: “Bisogna combattere il più possibile, più si combatte più questi Inglesi rimangono qui in Eritrea e non vanno a combattere contro i nostri in Libia, bisogna combattere fino all’ultimo uomo!”.

 

Secondo il diritto internazionale di guerra non si può continuare a combattere dopo la firma della resa, eppure Guillet non vuole sprecare un’occasione così importante, ha in mente una stragia precisa: sfiancare il nemico e fargli credere che gli Italiani sono ancora in grado di combattere. Secondo il tenente solo così l’Italia può sperare di uscire a testa alta dal conflitto. Inizia quindi la sua guerra privata.

Amedeo Guillet È costretto a nascondersi, a camuffare la sua identità: smessa l’uniforme militare indossa il turbante e il tipico abbigliamento indigeno e grazie ai suoi tratti mediterranei e alla conoscenza perfetta della lingua araba per tutti È Ahmed Abdallah al Redai. Inizia così la leggenda del comandante diavolo.

 

Direi che e' un'altra cosa.

Quando la base della storia e' la medesima.

 

Il punto e' questo.

 

Tu affermi che quella di "To Aru Hikuushi e no Tsuioku" e' una storia ridicola.

 

Ma, se sono storie, non esistono storie ridicole, ma solo storie mal raccontate.

 

QUESTA di questo film non lo e'.

Per il semplicissimo e banale motivo che affronta la storia di due persone, senza cuoricini o similari da ambito rosa, con sullo sfondo un conflitto bellico che altro non serve se non a creare la circostanza della storia stessa e del suo dipanarsi.

E' una storia semplice, questo si, e questo l'ho detto gia' in prima battuta, ma non e' affatto una storia idiota, sia in quanto tale, sia per quanto dicevo qua sopra, a quella categoria in senso negativo non tanto di natura prettamente semantica, al massimo sono iscrivibili le storie mal raccontate.

 

Ti diro' di piu', nella storia che citavo prima di Guillet, e una storia accaduta realmente non puo' concretamente essere definitia idiota, c'e' una lunga sequenza del militare di carriera che ha diviso una lunga parte della propria vita e un viaggio con una donna di un altra nazione e cultura.

 

E potrei citare molte altre situazioni similari.

 

No, questa di questo film non e' una storia 'in quel senso', e' semplicemente la storia di due persone con sullo sfondo un conflitto bellico (e sui personaggi ridicoli al comando, vorrei ricordarti sempre restando in ambito italiano, la storia del Re di Maggio che a leggerla pare piu' assurda di questa di fantasia).

 

Una storia senza cuoricini e smancerie, senza "l'obbligo del sesso" in qualche modo comunque presente.

 

E molto ben realizzata, sul comparto tecnico e di linguaggio narrativo.

 

Puo' non piacerti quindi la storia in questione, puo' tranquillamente non piacerti tutto questo discorso, ma comunque tale resta.

 

Francamente, di film 'festivaioli', 'conditi' e realizzati con in primis il pubblico da festival, ne ho anche un po' le palle piene, dopo averne visti, proprio in quelle sale (se ogni tanto cito ad esempio il fare east di udine, o il future film festival di bologna, e' perche' ancora mi mandano i comunicati stampa e altro ancora).

 

Quindi, quando trovo un'opera semplice, ma non tanto banale, ben raccontata a livello di linguaggio utilizzato e ben realizzata sul comparto tecnico, ne parlo bene.

 

Poi, non preoccuparti, potrei essere anch'io uno di quelli che si alzano in sala a dire 'che cagata', ma l'ho fatto tante, troppe volte in passato per non soffermarmi un attimo ora a riflettere se il primo impulso legato o meno al gradimento personale abbia concretamente senso che non per me.

 

Alla fine, resta sempre un film, e di questo nel concreto e non su basi personali e' sempre bello discutere.

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Shuji, posto che secondo me il film sono 90 minuti della mia usati abbastanza male, trovo queste ultime argomentazioni alquanto pretestuose.

Non è sostenendo il possibile realismo della storia che si rende le situazioni del film meno ridicole, meno abbozzate.

Il fatto che nella storia probabilmente si possano trovare situazioni di razzismo da operetta non rende la trattazione dell'etnia del protagonista meno sciatta, brutta e tirata via "ehi tizio, ti sputo in faccia, sei una merda, ora vai a compiare una missione impossibile, ma non farti strane idee, pezzo di merda".

Conta il fatto che sia davvero accaduto qualcosa di simile 10, 20 o 300 anni fa chissà in quale situazione?

Per me no, e il problema del film è che non riesce a risultare interessante in alcun modo, non costruisce un mondo interessante dato che le due nazioni sono al più solo vagamente tratteggiate, non riesce a creare empatia verso il protagonista oppresso dato che gli oppressori sono delle macchiette di puro razzismo gratuito, non riesce neanche a creare chissà quale storia d'amore vista la, francamente sconcertante, banalità dei due protagonisti, la cui unica caratterizzazione sembra per larghi tratti il non essere caratterizzati in alcun modo.

 

E quando il protagonista si decide infine ad agire si mette a fare il figo lasciando scie di polvere d'oro, come per farti pensare che in fondo si stava meglio quando si stava peggio.

 

Se il film voleva dimostrare che si può fare un anime atipico inbastendo una storia basata sul nulla cosmico... direi che ci sono riusciti, se volevano fare un film onesto, schietto e interessante oserei dire che si sono dimenticati i contenuti da qualche parte, a meno di non voler proprio essere di bocca buona e voler considerare il rapporto tra i due questa gran cosa.

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Shuji, posto che secondo me il film sono 90 minuti della mia usati abbastanza male, trovo queste ultime argomentazioni alquanto pretestuose.

 

 

Uno spera e si augura sempre che si parli dell'opera e non degli argomenti usati dagli altri, ma tant'e', quando si e' a corto degli stessi e' sempre piu' facile sparare su quelli degli altri.

 

Non è sostenendo il possibile realismo della storia che si rende le situazioni del film meno ridicole, meno abbozzate.

 

 

Non ho mai sostenuto il realismo, ma fatto presente che una situazione descritta in tal modo non possa essere considerata ridicola.

 

Il fatto che nella storia probabilmente si possano trovare situazioni di razzismo da operetta non rende la trattazione dell'etnia del protagonista meno sciatta, brutta e tirata via "ehi tizio, ti sputo in faccia, sei una merda, ora vai a compiare una missione impossibile, ma non farti strane idee, pezzo di merda".

 

Il fatto che questo sia piu' che palese non sia nelle intenzioni delle storie rende quest'affermazione non molto cogente.

 

 

Conta il fatto che sia davvero accaduto qualcosa di simile 10, 20 o 300 anni fa chissà in quale situazione?

 

 

Conta solo per evidenziare che una cosa, come si evince dal tuo commento, puo' piacere o meno, ma una situazione molto semplice o lineare non si puo' liquidare ipso facto come una boiata solo perche' il tema non piace.

 

Esiste e deve esistere una differenza anche sostanziale tra cio' che piace e un giudizio su di un'opera.

 

Se dovessimo dare giudizi basandoci solo su cio' che piace, saremmo freschi.

 

Per me no, e il problema del film è che non riesce a risultare interessante in alcun modo, non costruisce un mondo interessante dato che le due nazioni sono al più solo vagamente tratteggiate, non riesce a creare empatia verso il protagonista oppresso dato che gli oppressori sono delle macchiette di puro razzismo gratuito, non riesce neanche a creare chissà quale storia d'amore vista la, francamente sconcertante, banalità dei due protagonisti, la cui unica caratterizzazione sembra per larghi tratti il non essere caratterizzati in alcun modo.

 

I due personaggi sono resi bene nello scopo della storia e nella vicenda; gli equilibri della narrazione, lo stile usato sono ben resi.

L'introduzione del personaggio femminile viene legato immediatamente al conflitto, quella del personaggio maschile viene mostrata collegata solo collateralmente alla vicenda e solo per l'aspetto specifico del pilotaggio di un aereo.

 

Il conflitto resta nel background?

In Saikano com'e'?

In 'n anime degli ultimi anni', com'e'?

Questo film non intende affrontare nello specifico il tema della guerra, e' anche fin troppo evidente dal fatto che non sono visualizzate con ogni evidenza due parti nella loro precisa delineazione.

 

Questo di per se sarebbe un male?

 

 

E quando il protagonista si decide infine ad agire si mette a fare il figo lasciando scie di polvere d'oro, come per farti pensare che in fondo si stava meglio quando si stava peggio.

 

Per te agire e' quel gesto, in realta' quella e' solo una giusta conclusione di un percorso.

Poteva finire tutto in un 'volemose bene', poteva finire tutto con il trionfo dell'ammore (e sarebbe stato ben zuccheroso), finisce con una plateale dimostrazione di una presa di coscienza.

 

Che ci sia in questo di cosi' negativo, questo si' non lo capisco.

 

 

Se il film voleva dimostrare che si può fare un anime atipico inbastendo una storia basata sul nulla cosmico... direi che ci sono riusciti, se volevano fare un film onesto, schietto e interessante oserei dire che si sono dimenticati i contenuti da qualche parte, a meno di non voler proprio essere di bocca buona e voler considerare il rapporto tra i due questa gran cosa.

 

Un anime atipico?

Una semplicissima storia che coinvolge unicamente due persone in un viaggio di natura decisamente atipica?

 

Poi, contenuti?

Questo e' una storia che fa della semplicita' e la linearita' la propria ragion d'essere, una semplice storia che coinvolge due persone.

Che contenuti dovevano esserci?

Spaccati sociali a go-go?

Mappe, strategie, trattati para-psicologici?

 

A volte un po' faccio fatica a seguire un certo tipo di discorsi.

 

Come se una semplice storia tra due persone non abbia ragion d'essere, o come se nella stragrande maggior parte degli anime attuali sia presente una serie 'congrua' di contenuti da snocciolare.

 

Ogni realizzazione ha un suo pubblico, amen.

Razionalizzare su cio' che non e' piaciuto ci sta tutto.

Bollare una produzione perche' non segue determinati canoni reiterati da anni, e presenta una situazione nella propria semplicita', non mi piace.

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Come ho detto di là, a me il film è piaciuto parecchio.

Ultimamente risento parecchio delle lunghezze superiori a 45", mentr equesta volta ho visto il film tutto d'un fiato.

Io l'ho trovato narrato bene ed ho apprezzato le scene d'azione.

E' un bel film leggero.

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concordo con endrino nel definirlo un bel film leggero. il film mi ha fatto passare piacevolmente quasi 2 ore.

in pratica, come spesso accade quando si parla di aerei, viene sfruttato il tema del volo per parlare della libertà del proprio essere; è quella libertà che si contrappone ai vincoli dovuti a convenzioni e rapporti sociali di varia natura. in quest'ottica, un rischio per il film era quello di parlare di libertà banalizzandola, ovvero caratterizzando charles come qualcuno che vuole volare soltanto per fuggire da sè, dagli altri e dal mondo; così non è stato, perchè charles paga un prezzo per realizzare questo suo desiderio: rischiare la vita (mercenario per l'esercito). l'alternativa era sopravvivere alla bene e meglio. non solo... il pilota in questione vuole anche fare qualcosa di utile nella vita. il caso vuole che, essendo tra i migliori piloti in circolazione, gli venga affidata la missione di scortare la principessa dell'impero e data l'importanza del compito lo accetta senza battere ciglio, nonostante sia consapevole che anche vi riuscisse non entrerà nella storia a causa del proprio rango sociale.

non trovo stucchevole o sdolcinata questo tipo di caratterizzazione; è semplicemente la definizione di un personaggio che per poter essere uno dei protagonisti principali necessita di qualità peculiari rispetto agli altri. diversamente non potrebbe esistere. anche il suo essere estremamente docile ha un senso, riassumibile con il classico 'il fine giustifica i mezzi'; ovvero: le piglio e sto zitto perchè, per una serie di circostanze che non posso cambiare, mi considerano/trattano come una merda MA solo in questo modo posso ottenere qualcosa dalla vita.

interessante che si guadagni più rispetto dal nemico che da chi lo paga.

poi c'è lei, la principessa. fana mi ha stupito, talvolta divertendomi: nella prima parte non parla molto ma si fa capire, è impedita e cade spesso in acqua, si sbronza passando da bambina ad adolescente un po' capricciosa, impara ad essere sincera e in conclusione arriva a maturare un po'. tutte queste situazioni erano, per me, sempre sulla linea di confine oltre la quale un personaggio mi diventa irritante senza possibilità di ritorno; invece fana è caratterizzata in modo tale da non esporsi mai oltre quella linea, tanto che "si fa perdonare" le varie ingenuità.

del resto del cast è superfluo parlarne... ci sono un promesso sposo praticamente inesistente, qualche saltuaria spalla di sostegno (compagni di ventura, alcuni vecchi militari) che rispecchiano altrettante figure arroganti, comparse (il padre di fiana, la madre di charles). non è però superflua la figura del soldato del duello finale; potrebbe anche essere la "nemesi" di charles, quello che lui sarebbe divenuto senza un obiettivo di valore (quel fare qualcosa di buono con ciò che la vita permette).

il contesto di guerra è... un contesto e basta. non avrebbe avuto senso parlare di guerra oltre quanto è stato detto, perchè ciò che conta veramente è il viaggio che compiono i due protagonisti. sono però d'accordo sulla mancanza di caratterizzazione dell'identità dell'esercito opposto; qualche dettaglio in più non avrebbe guastato.

finale agrodolce, che con questi personaggi imo ci sta bene.

giusto per essere chiari, non sto dicendo che questo film è un capolavoro (ma magari se si fosse trattato di una serie tv, senza un character design che ricorda troppo quel sadamoto...). la storia è effettivamente strutturata con semplicità, c'è qualche eccesso (figurarsi se quella serie di acrobazie, peraltro molto spettacolari, sono possibili in presenza di gravità, e alcune situazioni sono prevedibili: il taglio di capelli, la caduta di coppia sul prato, il solito quasi bacio), ma di sicuro non siamo nella mediocrità.

cmq charles inizialmente mi ha un filino ricordato isamu di macross plus. c'avevo paura della kawamorata XD

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Tu affermi che quella di "To Aru Hikuushi e no Tsuioku" e' una storia ridicola.

ma proprio no!

Io ho sempre parlato di metodo, forma, narrazione (ne contesto o mai contesterò una semplicità ben rappresentata), e senza entrare realmente in merito alla sostanza.

Non so esattamente quando ti sei perso ma riparti da questo punto per la nuova filippica.

Modificato da Woland
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Lungi da me continuare a parlare di sto film :har: , gia' e' stato detto tutto nel bene e nel male (io, almeno, inizierei a ripetermi), e altrettanto lungi da me impugnare la matita rossa, ma sei stato te, eh a dire:

 

To aru vattelappesca è un film stupido

 

anche se puo' suonare un po' singolare (io non sarei d'accordissimo), a furia di usare 'ridicolo' come 'rafforzativo' apparente insieme a 'stupido', si e' arrivati alla non poi cosi' assurda concezione consuetudinaria che stupido sia sinonimo di ridicolo.

Se ci fai caso nel linguaggio corrente sono termini che vengono adoperati insieme, spesso con funzione rafforzativa nell'aggettivare un qualcosa.

 

La storia e' una componente del film (indicato senza specificare, quindi nella sua intierezza), ergo anche la storia (ovviamente parte della produzione cinematografica) e' stupida, ergo ridicola.

 

Io, piuttosto, ho aggettivato 'ridicola' per usare un'aggettivazione meno 'tranchant'.

Ti sembrera' altrettanto strano, ma la ripetizione di un termine specifico o di un'aggettivazione particolarmente 'accesa', se ripetuta in un discorso, puo' spostare nell'essere ripetuta il bilancio della discussione verso la controparte; del resto e' significare che anche se non sei d'accordo in ogni caso stai ripetendo il giudizio dell'altro facendolo anche tuo.

 

E' molto piu' significativo l'uso che si fa di una lingua, rispetto anche a cio' che viene detto, potrei farti leggere dei dialoghi al vetriolo tra gente che non alza la voce, non dice neanche una parola 'sconcia', ma porta avanti polemiche al vetriolo.

 

Non stiamo quindi a sindacare sull'uso della singola parola, c'e' gente che ha fatto un'arte del sostenere una cosa dicendone un'altra, prendendo le parti avverse per farne a pezzi gli argomenti nella piu' quieta condiscendenza dell'interlocutore.

 

Solo che qua non mi diverto a farlo, mi piace solo parlare delle cose nello specifico. :fash1:

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Ma figuriamoci se io sia tanto inflessibile (o disperato) da impuntarmi sull'uso di un termine specifico: stupido, ridicolo, avevo capito benissimo, e infatti io che ti ho detto? -ma guarda che non mi riferivo alla "storia"...-.

 

E adesso mi devi spiegare lo scopo di estrapolare una frase, una generalizzazione a cui, presa a se , si può attribuire praticamente qualsiasi significato, senza prestare la minima attenzione (perché è la conclusione a cui mi fai arrivare) al contesto in cui è inserita e fa da preambolo.

 

To aru vattelappesca è un film stupido. Lo è nel sua missione di elevare su un piedistallo i due protagonisti con il semplice contraltare di figure abbozzate, grottesche, polarizzate con una faciloneria disarmante. Non c'è impegno alla visione perché la sceneggiatura indica già allo spettatore cosa deve pensare e provare e per chi, senza che la cosa venga messa mai minimamente in dubbio.

 

E' poco chiaro? Troppo compiaciutamente arzigogolato?

 

Sintetizzo con con un più semplice "To aru Hikuushi e no Tsuioku è un film ridicolo e lo è nella sua maniera di raccontarsi."

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E adesso mi devi spiegare lo scopo di estrapolare una frase

 

Eh?

 

To aru vattelappesca è un film stupido.

 

Non per proseguire a fare il rompiballe, ma questa E' una frase compiuta (lo 'dichiari' tu stesso ponendoci il punto), che avrei estrapolato secondo te? :giggle:

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Great, ma se vogliamo continuare sul campo della pignoleria per partito non ci vuole molto ad incontrarsi sullo stesso terreno.

 

Mi fa piacere che il periodo ti sia rimasto tanto impresso (tanto da farti perdere di vista tutto il resto).

 

Però la prima volta che l'hai riportato hai scritto

 

Tu affermi che quella di "To Aru Hikuushi e no Tsuioku" e' una storia ridicola.

 

Che non è la stessa cosa.

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Ho visto il film, non lo trovo né un bel film né un brutto film, l'unica cosa che non mi farà dormire è scoprire il perché in quel mondo ti pagano in polvere d'oro, deve essere la cosa più scomoda di questo modo da utilizzare come "moneta" :rotfl: (Sì lo so che serviva per la scena finale è tutta qui la motivazione)

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  • 1 year later...

Sequel o prequel non cambia molto, considerato che è ambientato in due imperi completamente diversi, quindi da tutt'altra parte del mondo.

Carino il pirmo ep anche se è un mezzo mischione di roba Ghibli, però me lo ricordavo meno fantasy il film.

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Beh, non e' male affatto.

 

Il film non me lo ricordo bene, ma il setup mi piace parecchio; il protagonista si comporta da normale essere umano e non da pirla-tonnato (dev'essere la duplice influenza stagionale di Oda Nobunaga  :°_°: ) le uniche due cose un po' meh' e' che il protagonista si chiama kal-el (ma io dico, di tutti i nomi...  :giggle: ) e che c'e' pericolosamente all'orizzonte un tale che sembra il fratello gemello di Eru Erfu.

 

A parte questo, non e' male.

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Direi che gia abbiamo il vincitore dell' Anime Miseria award 2014. solo Ars Nova aveva cosi tanta CG nel primo episodio

il plot sembra abbastanza banane, ma potrebbe valere la pena aspettare che il protagonista attivi la modalita "BEING A FLASHBACK PILOT IS SUFFERING" 

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