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Anime, per bambini, adulti (o Otaku?)


Shito

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Ma qui si dicono un sacco di banalità e luoghi comuni, come quella dei bambini che sono più saggi degli adulti e che tutto quello rivolto a loro sia più intelligente di quello rivolto "ai grandi" ( si certo, come no).

 

Ci tengo a dire, anzi a ripetere, che mai e poi mai ho intesto "cosa per bambini = stupida". E' pressoché vero il contrario, dato che proprio i bambini sono ancora quelli col cervello vivo, che capiscono e imparano e apprendono e ragionano. Gli adulti sono già sclerotizzati. Da questo punto di vista, infatti, le favole sono le storie più "significative" (significanti) di sempre.

Le fiabe non sono nate coem racconti per bambini.

Erano storie che si raccontavano davanti al fuoco quando la gente non aveva di meglio da fare la sera.

Che le sentissero anche i bambini, rapiti, è una coincidenza.

Tanto che molte fiabe, nei secoli, sono state censurate, ed edulcorate per farle fruire ai bambini .

Ma ciò non significa che siano state pensate inizialmente per esse.

Che poi non è che trovi infamante dire " questo è per ragazzi/bambini" e questo "invece è per adulti".

Ma diamo a Cesare ciò che è di Cesare.

 

In realtà se uno segue Propp il caso delle fiabe è bizzarro. Se davvero sono una narrazione dei riti d'iniziazione, certo non erano raccontati ai bambini all'inizio, ma sono il ricordo di ciò che facevano ai bambini. Personalmente, mi affascinano per questo (e per l'abissale antichità).

 

BTW: Shuji, ce l'hai mica un pezzo di Todorov dal volume sulla narrativa fantastica? Per il semplice fatto che a leggerne un riassunto sembra... non so come dire... una sceneggiatura di Lynch di quelle più terribili. :frown: Sono curioso di sapere se invece è leggibile, diciamo.

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Dipende anche dalla traduzione (non ho idea di chi sia ad oggi, la mia copia avra' una ventina d'anni).

Comunque forse e' anche il fatto che analizza il testo su frammenti di testo (non solo singole frasi o estratti, quanto periodi interi)

 

1) Io non ho mai criticato la critica punto, ho sempre criticato un certo tipo di critica, che definisco 'accademica', 'ipertrofica' e 'ridondante'. Nefasta. Sono pur certo che altri, prima di me, abbiano espresso questa stessa meta-critica in maniera ben più efficace, documentata, e intellegente della mia.

 

C'e' un intero topic sulla critica che riporta cose un po' differenti.

 

E isolare un aspetto della contraddittorieta' delle tue posizioni non la sterilizza; quindi, anche seguendoti nella 'specificazione', sempre di critica parli, sempre con la critica te la prendi, adoperando di converso anche talune affermazioni di chi (lavorante in ambito critico, diciamo cosi') critica gli eccessi in se', non la critica in se', cosa che pur con mille specificazioni invece fai tu.

 

2) Io non ho mai criticato la docenza punto, ho sempre criticato un certo tipo di docenza accademica contemporanea, che definisco 'sterile', 'autoreferenziata' e 'arida'. Nefasta. Sono pur certo che altri, prima di me, abbiano espresso questa stessa critica in maniera ben più efficace, documentata, e intellegente della mia.

 

Da qualche parte sempre nella stesso topic o qua sparsi sul forum te la sei presa con i 'professori' (tra virgolette) sempre inerente quel contesto; adoperando elementi usati dagli stessi che 'critichi'.

 

3) No, non ho mai pensato che esista un unicum critico, come credo si evinca dai punti 1) e 2).

 

Piu' che pensato alla fine l'hai scritto OPPURE (va' siamo buoni per via della fine giornata) nella tua vis polemica contro 'la critica' questo e' il messaggio che si evince da quanto affermi; anche se poi non hai mai realmente fatto specificazioni di natura concreta prima d'ora.

 

Credo che tuttavia che esista una certa vague maggioritaria, diciamo, endemica nel tempo e nello spazio. Senza pensare alle puttanate tipo The Dead Poets Society credo che la vague maggioritaria di questo particulare (la U è guicciardiniana) spazio-temporale sia perlopià deprecabile.

 

Ecchilo la'.

Ti svelero' un 'segreto' (ma forse gia' ne sei consapevole, anche se a leggere prima non si direbbe); la 'critica' specie in ambito cinematografico sta morendo. QUESTA e' una realta' dei fatti, sostituita da pressapochismo sempre piu' facilmente foraggiabile. Altro che maggioranza.

Questo 'mostro' critico cui ti riferisci in realta' non esiste, anche perche' gia' mettere d'accordo due critici e' peggio che scoprire la fusione fredda.

 

p.s.

Sono altresì convinto che nessun pensiero umano sia 'necessario'. Non può esserlo. Il pensiero umano al massimo, per me può essere onesto perché sincero perché passionale, e così vivificato.

 

Come vuoi, resta il fatto che pur avendo in uggia il contesto critico (tale pero' per te, alla fine, in qualcosa di simile all'iperuranio), adoperi elementi di critica propri della critica stessa.

 

In realta' visto nell'ottica di una auto-critica, credo possa risultare interessante. :sisi:

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  • 2 months later...

i ragazzi di oggi seguono gli anime!

io ne conosco e frequento parecchi nelle loro bocche c è spesso 'dragon ball e naruto'

 

invece adulti che seguono gli anime non ne conosco manco uno :thumbdown:

 

rimarrò forever alone!

Modificato da Emeraldas
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