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Anime, per bambini, adulti (o Otaku?)


Shito

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A parte che l'argomento del topic e' basato sugli ANIME e non sull'animazione in se', che e' un discorso un pelo piu' complesso.

 

I motivi che incatenano l'animazione giapponese e quella occidentale a tematiche infantile/adolesceziali saranno diverse ovviamente ma l'effetto e' lo stesso.

 

 

A parte questo, io un po' mi stupisco quando (visto che citi Cobra) leggo di appassionati di lungo corso che ignorano (nel senso proprio di ignorare) che nella storia delle produzioni giapponesi, sono state realizzate opere 'adulte'; nel senso di tematiche e di non immediata e palese lettura.

 

Proprio il primo titolo che m'e' venuto in mente; "Tenshi no tamago" non esiste?

 

Ho anche scritto a meno di particolari eccezioni.

Questo pero' non contraddice la situazione generale che e' quella che ho descritto.

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Ciò dovrebbe voler dire che non si possono amare alcuni elementi di letteratura per l'infanzia per sempre, e a maggior ragione dell'animazione: perlomeno esiste il medium letteratura declinato all'adultità, quindi che ti piace a fare dai diciannove anni in su chessò, Lo Hobbit?

 

Assolutamente no. Io adoro per esempio le storie di Roald Dahl oppure quelle scritte da Elwyn Brooks White.

Quello che sto dicendo e' un altra cosa. Ovverosia che l'animazione (eccetto in alcune situazione storiche particolari) non e' mai riuscita a crescere, ad andare oltre il pubblico infantile/adolescenziale. Vuoi per una condanna sociale come e' il caso in giappone, vuoi perche' l'industria stessa si e' fossilizzata su una determinata nicchia e non riesce ad andare oltre. Manca del tutto il concetto di animazione adulta. Una animazione fatta per adulti. E non intendo i porno. Adulta nei personaggi, adulta nelle tematiche, nelle situazione etc... Questo manca. E se uno non e' perennemente legato all'infanzia se ne rende conto. Ed e' una situazione alquanto avvilente.

 

Vi prego non mi citate Madoka Magica come esempio di anime adulto perche' Madoka Magica illustra proprio quello che ce' di sbagliato nell'animazione odierna. Madoka Magica e' una storia adulta, con situazioni drammatiche e un impatto emotivo non indifferente. E tuttavia per deliberata scelta del regista i personaggi sono prepubescenti solo per venire incontro al pubblico degli otaku onanisti. Nessuno mi togliera' dalla mente che mettere personaggi piu' adulti avrebbe sminuito sia la storia che l'impatto emotivo.

 

Questo attaccamento morboso agli otaku e' uno dei problemi piu' grande, ed un limite che non so se potra' essere superato senza sfondare del tutto l'industria degli anime.

 

Mi sembra piuttosto sensato tranne alcune eccezioni. Quel che non capisco è se stai implicando qualche altra considerazione.

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Sbagli. Scusa per l'espressione ma nessuno nasce "imparato" al mondo ne' con passioni predeterminate.

Gli interessi si cultivano, e possono portare poi ad appassionarsi a determinate forme culturali (che si tratti di letteratura, di anime, di modellismo etc...).

Ma ci vuole sempre una spinta iniziale, una curiosita' in partenza.

Non credo sia così.

Se tu metti un bimbo a guardare anime, avrai una delle tre reazioni: o li schiferà e non li guarderà mai più , o li guarderà e poi, crescendo, li abbandonerà e si dedicherà ad altro, o a 30 e passa anni continuerà a leggere/vedere/comprare qualsiasi cosa made in japan e a perder tempo a discutere con altri nerdacci come lui su forum dedicati all' animazione jap.

In quest' ultimo caso , cosa sei , se non portato , come gusto e sensibilità per fruire di tal prodotto ?

 

mi sa che al giorno d'oggi l'industria degli anime in Giappo esiste rigogliosa proprio grazie agli otaku,

 

Ecco, togli pure "rigogliosa " e la frase sarà corretta.

 

 

ma quello non è adulto, quello è per nerd sociopatici che si credono fighi a guardare una serie di disegni montati con un range di 1,2 secondi l'uno dall'altro

[riferito all'uovo dell'angelo]

 

No, è uno maniaco che spera fino alla fine di vedere il soldato zomparsi la rori salvo poi venir cocentemente deluso nel finale.

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Tuttavia, tutto in lei si è franto di fronte alla cultura artistica preraffaelità. Dirò che il manierismo non le aveva fatto lo stesso effetto, e lo capisco bene. :-)

 

Ci sarebbe anche da dire che i giapponesi sono uno dei popoli in assoluto più soggetti alla "Sindrome di Stendhal" (gli italiani invece ne sono completamente immuni..).

 

Questo è interessante, ma l'avevo portata a vedere il Mosé, e a San Pietro in Vincoli c'è praticamente solo quello. Non, che so, i Musei Vaticani con Sistina in coda. ;)

 

Solo... ecco... il fatto che te ne esci con un "solo quello" parlando del Mosè direi che comprova quanto detto... e puoi permetterti di dire "solo" proprio perché sei Italiano, i giapponesi non hanno avuto il rinascimento...

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mi sa che al giorno d'oggi l'industria degli anime in Giappo esiste rigogliosa proprio grazie agli otaku, ecco il perchè del forte attaccamento

e poi chi lo sa? magari essere un otaku potrebbe non essere neanche male... magari un giorno ti bussa alla porta una ragazzina dicendo che è tua figlia... chissà

 

Ma guarda che io mica odio gli otaku.

Trovo che sia deleterio l'attaccamento morboso dell'industria per questa nicchia tutto qui.

 

Spiegami perche' tutte le altre forme di espressione culturale coprono una larghissima parte delle popolazione, mentre per gli anime non e' cosi'.

Questa particolarita' deve spingerci a farci delle domande. Cosa rendono gli anime cosi' particolari che non riescono a far breccia nel pubblico adulto.

Sara' un odio verso i disegni in movimento ? Strano perche' oltre 50 anni fa Walt Disney vedeva nell'animazione un prodotto per un pubblico generalista. Dai bambini, agli adulti. Il film Fantasia nasce da questa consapevolezza. Fare un film animato per adulti. Non piu' cartoni per bambini, ma qualcosa di epico, di sperimentale di innovativo. Sara' un essere refrattario alla cultura giapponese ? Direi di no visto che i live action non se la cavano male in occidente, mentre per gli anime la situazione e' diversa. Allora dove sta questa differenza di impedenza tra le aspettative di un pubblico adulto e cio' che gli anime offrono ? Forse il problema e' che gli anime non si interessano al pubblico adulto ?

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Le tv generaliste a lungo andare scompariranno. Gli anime possono sopravvivere benissimo in canali temacici, o in canali semi generalisti.

Certo ci vuole costanza

 

No, ci vogliono soldi. Il problema è che se fai un canale tematico, con cosa lo riempi se vuoi metterci novità? Harem anime da mattina a sera?

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Spiegami perche' tutte le altre forme di espressione culturale coprono una larghissima parte delle popolazione, mentre per gli anime non e' cosi'.

 

Perchè negli altri campi per il consumo di massa non hanno trovato orde di fanatici che spendessero soldi per minchiate che non valessero un quarto del loro prezzo reale.

Da qui si è continuato a mungere basandosi sulla formula " vendo a tanto per pochi".

Ad esempio , nessuno in Occidente avrebbe speso 160.000 per una vhs di cartoni negli anni 80.

In Giappone invece si.

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mi sa che al giorno d'oggi l'industria degli anime in Giappo esiste rigogliosa proprio grazie agli otaku, ecco il perchè del forte attaccamento

e poi chi lo sa? magari essere un otaku potrebbe non essere neanche male... magari un giorno ti bussa alla porta una ragazzina dicendo che è tua figlia... chissà

 

Ma guarda che io mica odio gli otaku.

Trovo che sia deleterio l'attaccamento morboso dell'industria per questa nicchia tutto qui.

 

Spiegami perche' tutte le altre forme di espressione culturale coprono una larghissima parte delle popolazione, mentre per gli anime non e' cosi'.

Questa particolarita' deve spingerci a farci delle domande. Cosa rendono gli anime cosi' particolari che non riescono a far breccia nel pubblico adulto.

Sara' un odio verso i disegni in movimento ? Strano perche' oltre 50 anni fa Walt Disney vedeva nell'animazione un prodotto per un pubblico generalista. Dai bambini, agli adulti. Il film Fantasia nasce da questa consapevolezza. Fare un film animato per adulti. Non piu' cartoni per bambini, ma qualcosa di epico, di sperimentale di innovativo. Sara' un essere refrattario alla cultura giapponese ? Direi di no visto che i live action non se la cavano male in occidente, mentre per gli anime la situazione e' diversa. Allora dove sta questa differenza di impedenza tra le aspettative di un pubblico adulto e cio' che gli anime offrono ? Forse il problema e' che gli anime non si interessano al pubblico adulto ?

 

Però la cosa dei live non credo sia vera, se stai parlando di roba dell'arcipelago.

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Mi sembra piuttosto sensato tranne alcune eccezioni. Quel che non capisco è se stai implicando qualche altra considerazione.

 

Beh considera Patlabor 2. Questo e' un film per adulti. E un film molto riflessivo, esprime una critica molto pesante sulla pace "imposta" ai giapponesi nel dopo guerra e ne analizza le ipotetiche conseguenze. Oppure le Ali di Honneamise, o Una tomba per le lucciole, o la Principessa Mononoke. Ma sono appunto eccezioni. Ma la gran parte dell'animazione (tv o film) non e' cosi'. Dovrebbe essere normale produrre film di questo calibro (a livello narrativo) invece no. Ce posto per una animazione adulta, e' solo che e' piu' rara dei diamanti.

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Ma guarda che io mica odio gli otaku.

Trovo che sia deleterio l'attaccamento morboso dell'industria per questa nicchia tutto qui.

 

Spiegami perche' tutte le altre forme di espressione culturale coprono una larghissima parte delle popolazione, mentre per gli anime non e' cosi'.

Questa particolarita' deve spingerci a farci delle domande. Cosa rendono gli anime cosi' particolari che non riescono a far breccia nel pubblico adulto.

Sara' un odio verso i disegni in movimento ? Strano perche' oltre 50 anni fa Walt Disney vedeva nell'animazione un prodotto per un pubblico generalista. Dai bambini, agli adulti. Il film Fantasia nasce da questa consapevolezza. Fare un film animato per adulti. Non piu' cartoni per bambini, ma qualcosa di epico, di sperimentale di innovativo. Sara' un essere refrattario alla cultura giapponese ? Direi di no visto che i live action non se la cavano male in occidente, mentre per gli anime la situazione e' diversa. Allora dove sta questa differenza di impedenza tra le aspettative di un pubblico adulto e cio' che gli anime offrono ? Forse il problema e' che gli anime non si interessano al pubblico adulto ?

 

io penso solo che in Giappo l'industri dell'animazione punti tutto su quello che vogliono gli otaku perchè sono quelli che sono disposti a spendere cifre astronomiche, e che in Italia l'animazione non ha successo nel pubblico adulto per colpa del preconcetto che "i cartoni animati sono solo per i bambini"... tutto qui :sweatingbullets:

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Cazzo, da come lo presenti per fortuna che non ho visto il tuo primo esempio. Mi sa che mi sentirei parecchio trollato! :°_°:

 

Comunque credo di capire, anche se non sono troppo d'accordo coi tuoi esempi. Roba di qualità, ma non mi parrebbe sempre per bambini. Oh beh.

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@Cobra: Quando le eccezioni diventano troppe, e in questo caso SONO troppe, non le puoi più liquidare come tali, puoi dire che la maggior parte delle produzioni non sono adulte ma non puoi più assolutamente liquidare quel medium come roba da bambini

Modificato da Alex Halman
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No, ci vogliono soldi. Il problema è che se fai un canale tematico, con cosa lo riempi se vuoi metterci novità? Harem anime da mattina a sera?

 

E la risposta quale sarebbe allora ? Fare lo streaming con le novita' subbate ?

Forse, ma io non credo che lo streaming possa essere l'unica soluzione al problema della visibilita' degli anime in Italia.

Ci vogliono i canali tv. Senza quelli non puoi fare crescere una nuove generazione di bimbi che nutrono interesse verso i cartoni e relativo merchandising.

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I motivi che incatenano l'animazione giapponese e quella occidentale a tematiche infantile/adolesceziali saranno diverse ovviamente ma l'effetto e' lo stesso.

 

No, perche' sostenere che non ci siano anime 'adulti', e' una cosa; sostenere che l'animazione in se' per adulti (o per meglio dire non con pubblico minore in testa) e' altra ancora.

 

Anche perche' volendola dire tutta, gli anime in se', perlomeno quelli oramai smarriti tra un harem e un altro, hanno come target quello degli adolescenti; le VERE produzioni nipponiche per bambini, sono qualcosa di quasi inenarrabile.

 

Quindi c'e' un po' da 'tarare' l'argomento, limitatamente alle eta'.

 

Ho anche scritto a meno di particolari eccezioni.

Questo pero' non contraddice la situazione generale che e' quella che ho descritto.

 

Qua dipende fino a che punto o quali parametri adoperare per identificare un prodotto 'adulto'; per narrazione, per 'tratto', o per tematiche?

 

Altro punto ancora, bisogna anche vedere fino a che punto 'fermarsi' per parlare o non parlare di eccezioni.

 

"Memories" ad esempio non e' che sia stato un prodotto 'di nicchia', "Manie Manie Meikyu Monogatari" non e' rimasto 'al palo' del mercato interno giapponese, e sto continuando a citare anime che hanno insieme sia una realizzazione 'particolare', sia per il fatto che affrontano tematiche particolari e non immediate.

 

Altrimenti potremmo sterzare sui soliti titoli, come "Ima, soko ni iru boku", "Haibane Renmei", o verso roba molto piu' mainstream.

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E la risposta quale sarebbe allora ? Fare lo streaming con le novita' subbate ?

 

Non c'è la risposta. Gli anime spariranno dall'italia.

 

Ci vogliono i canali tv. Senza quelli non puoi fare crescere una nuove generazione di bimbi che nutrono interesse verso i cartoni e relativo merchandising.

 

Appunto, non ci saranno canali tv. E non cresceranno nuove generazioni ecc...

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ci vuole un nuovo genocyber che scuota le fragili fondamenta di questo mondo finto pacifista.

(a scanso di equivoci: non sto trollando)

 

ah ah ah Genocyber, beh gli affiancheremo anche Legend of the Overfiend.

Tanto per spazzare via un po' di questa aria poltically correct e "andiamo tutti d'amore e d'accordo, volemose bene". :giggle:

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Tuttavia, tutto in lei si è franto di fronte alla cultura artistica preraffaelità. Dirò che il manierismo non le aveva fatto lo stesso effetto, e lo capisco bene. :-)

 

Ci sarebbe anche da dire che i giapponesi sono uno dei popoli in assoluto più soggetti alla "Sindrome di Stendhal" (gli italiani invece ne sono completamente immuni..).

 

Questo è interessante, ma l'avevo portata a vedere il Mosé, e a San Pietro in Vincoli c'è praticamente solo quello. Non, che so, i Musei Vaticani con Sistina in coda. ;)

 

Solo... ecco... il fatto che te ne esci con un "solo quello" parlando del Mosè direi che comprova quanto detto... e puoi permetterti di dire "solo" proprio perché sei Italiano, i giapponesi non hanno avuto il rinascimento...

 

No, è che la presenza del Mosé, in quella chiesa, annichilisce e annulla de factu la presenza di ogni altra opera (da cui il mio 'praticamente'), incluse le le altre due statue sempre (almeno parzialmente) create da Michelangelo. E' una questione di valori relativi, capisci. :-)

 

Ed era chiaro e sensibile alla nostra ospite in primis, che cmq era già stata in Italia più volte, tra Firenze, Venezia e altre città.

 

Domanda di rito: tu sei stato a San Pietro in Vincoli, per dirmi che non c'è solo il Mosè? :)

Modificato da Shito
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Ah, no, è che San Pietro in Vincoli è una chiesa piccolina, davvero non ci sono opere d'arte così rilevanti, né magnificenza architettonica. Non è san Giovanni, o Santa Maria Maggiore. Solo, c'è il Mosè. :-)

Modificato da Shito
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ora non è che io pretenda che ogni anime, a qualsiasi epoca appartenga, mi spieghi il senso della vita...

 

Abenobashi Mahoushoutengai, Suzumiya Haruhi no Yuuutsu, Fushigi no Umi no Nadia e altri fanno un buon lavoro, in questo senso. :-)

 

Come anche "La cura" di Battiato, per dire.

Hai dimenticato Digimon e Mushiking.

 

e l'anime più importante di sempre, che fornisce sia la Risposta che la Domanda fondamentale su vita, universo e tutto quanto: Medarot.

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