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bassho

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E' davvero molto bello leggere un dialogo così su un libro.

 

Verrebbe voglia di leggerlo solo per capire appieno il dialogo.

 

Solo un interludio: su ateismo e agnosticismo ha ragione Ryoga.

 

Cosciamente o meno, l'ateo 'crede' che 'non esista dio'. E' un atto di fede, conscio o inconscio. E' fanatismo, indi.

 

L'agnostico non riesce a credere a nessun dio, "non-dio" incluso. Scettico di tutto e indi possibilista di tutto.

 

E' la situazione di massima onestà e massima angoscia, credo.

 

Del resto, o si pensa (agnosticismo) o si crede (fede / fanatismo).

Un assioma dicotomico molto semplice che come sapete non è mio.

 

Detto questo, a Bob:

 

dal tuo raccontare il racconto, mi sembra un romanzo sul fail della 'filosofia dionisiaca', che anche quando realizzata è comunque fail.

Il pensiero è fail, anche quando pensa che il pensiero sia fail, anche quando lo realizza, perché nel realizzarlo STA PENSANDO, indi fail.

 

La vita è femmina, flusso, per sé stessa.

Anche se te l'ho scritto, anche se lo sto realizzando, sto fallendo perché lo esprimo [lo posso esprime solo] in forma 'logica'.

Infatti Federico si ammazza, eh!

 

Mi sa che il santo dell'Acquario non è che abbia poi aggiunto molto di che a questa semplice realtà (nota: non 'verità', ma 'realtà').

 

Quindi se ho come ho nasato, capisco il senso di 'ma a che serve sto libro' di Ryoga.

Ma prendete queste parole con un grano di sale: sono le intuizioni intellettuale di un ignorante del caso.

 

Mi verrebbe da concludere con:

 

Dinanzi all'insensatezza (vita, donna) per logica (uomo) è: o amore, o morte. La "comprensione" non è un'opzione.

E credo che la donna sia il salvangete che è stato dato all'uomo nel mare della sua vita insensata: amando una donna puoi riconciliarti con la vita, perché sono la stessa cosa.

 

E scusate l'intrusione: con il vostro discorso avete dato un senso a tutto il thread, forse per la prima volta. :sisi:

Modificato da Shito
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Su ateismo e agnosticismo, non concordo. O almeno ritengo sia possibile una posizione tanto debole a riguardo da non sfociare né nel campo della fede, nè nel campo della conoscenza.

 

Proprio un personaggio come Mersault inficia il tuo aut aut rigidissimo, come definirlo precisamente ?

 

 

Alla questione importante mi riservo di rispondere con calma :happy: / EDIT sotto:

 

 

Detto questo, a Bob:

 

dal tuo raccontare il racconto, mi sembra un romanzo sul fail della 'filosofia dionisiaca', che anche quando realizzata è comunque fail.

Il pensiero è fail, anche quando pensa che il pensiero sia fail, anche quando lo realizza, perché nel realizzarlo STA PENSANDO, indi fail.

 

La vita è femmina, flusso, per sé stessa.

Anche se te l'ho scritto, anche se lo sto realizzando, sto fallendo perché lo esprimo [lo posso esprime solo] in forma 'logica'.

Infatti Federico si ammazza, eh!

 

Mi sa che il santo dell'Acquario non è che abbia poi aggiunto molto di che a questa semplice realtà (nota: non 'verità', ma 'realtà').

 

Quindi se ho come ho nasato, capisco il senso di 'ma a che serve sto libro' di Ryoga.

Ma prendete queste parole con un grano di sale: sono le intuizioni intellettuale di un ignorante del caso.

 

Mi verrebbe da concludere con:

 

Dinanzi all'insensatezza (vita, donna) per logica (uomo) è: o amore, o morte. La "comprensione" non è un'opzione.

E credo che la donna sia il salvangete che è stato dato all'uomo nel mare della sua vita insensata: amando una donna puoi riconciliarti con la vita, perché sono la stessa cosa.

 

E scusate l'intrusione: con il vostro discorso avete dato un senso a tutto il thread, forse per la prima volta. :sisi:

 

 

Il romanzo è sull'estraniazione, sull'assurdità del mondo ( nei termini in cui è stata definita prima, e su un personaggio che si estranea dal mondo per estraniarsi da questa.

 

Di come si innamori e si riaccenda un poco, di come poi torni più convinto ancora nella sua estraniazione al mondo ( in flusso, immanente, insensato, disordinato ). E di come, alla fine, riesca ad amare il mondo per quel che tutto scorre che è.

 

Non accettarlo come all'inizio, e ne venne l'estraniazione, ma proprio amarlo.

 

è diverso dal tuo pensiero, però ci ho trovato del contatto.

 

Come anche ho trovato contatto tra Camus e Georges Bataille, entrambi dicono che il mondo sia COSI e che nonostante ciò di debba amarlo. Per Camus, però il cosi è più sulla mancanza di un ordine e di un senso, per Bataille sul fatto che tutto scorra, nasca e perisca.

 

Uno dei comandamenti di Bataille, contenuti nelle sue 11 aggressioni è infatti: la pratica della gioia dinanzi alla morte.

 

 

p.s. il romanzo però si concentra più che altro sul fatto di essere straniero al mondo, il resto della mia interpretazione è giustificato dalle due pagine finale, dal coevo mito di sisifo e poi dal pensiero di camus in generale.

Modificato da silent bob
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Uno dei comandamenti di Bataille, contenuti nelle sue 11 aggressioni è infatti: la pratica della gioia dinanzi alla morte.

 

 

 

E' la stessa menata della Nascita della Tragedia di N, se ci pensi.

 

Credo fosse e sia una menata, che fallisce miseramente.

 

Nichilismo non buono, ma marcio.

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Uno dei comandamenti di Bataille, contenuti nelle sue 11 aggressioni è infatti: la pratica della gioia dinanzi alla morte.

 

 

 

E' la stessa menata della Nascita della Tragedia di N, se ci pensi.

 

Credo fosse e sia una menata, che fallisce miseramente.

 

Nichilismo non buono, ma marcio.

 

 

Non conosco abbastanza la nascita della tragedia, ma avendo letto poco dopo che Bataille Golden Boy ho spesso ripensato alla frase vedendo come Kin Taro si rialza dopo ogni storia.

 

E non è che non si faccia coinvolgere eh, altrimenti la cosa andrebbe catalogata sotto l'indifferenza o irrilevanza.

 

 

Chiaramente con Camus non c'entra più niente: sono tutte tangenti al margine, il filo si perde facilmente.

Modificato da silent bob
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  • 2 weeks later...

Sto leggendo Tokyo Decadence, di Ryu Murakami.

Sorvoliamo sul fatto che il titolo originale dell'opera sia Topaz, ovvero il titolo del primo racconto, e che sinceramente Tokyo Decadence non ho capito da dove sia saltato fuori.

 

Abbastanza pesantuccio come contenuti, non è certo il massimo della serenità leggere di certe cose. Leggevo sulla Wiki che il seguito del primo film è stato diretto da Hideaki Anno, proprio non lo sapevo, cercherò di recuperarlo in qualche modo.

 

Poi, in Italia non è mai uscita una versione completa del primo film, ma solo quella con 30 minuti tagliati?

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  • 4 weeks later...

Tempo fa, discutendo con un mio amico, questo mi disse: e perchè con i soldi che guadagno - nell'ideale mio stato perfetto - non posso comprarci un piccolo equivalente del mezzo di produzione, qualcosa che mi frutti ? cos'altro dovrei farci se ne ho in vasto sovvrappiù ?

 

Gli dissi: spendili, comprati macchine, case di villeggiatura ( di cui però sia vietato l'affitto ) o tutto quel che vuoi, ma tieniti lontano dal capitale, che creerà col tempo schiavitù e diseguaglianze gravi.

 

 

 

HO finalmente realizzato, che il senso de La Parte Maledetta di Bataille, come di tutti i suoi studi di economia, è lo stesso di sopra.

 

La parte maledetta è il sovrappiù complessivo della produzione, che però è maledetto perchè o viene sprecato in guerre o si accentra nelle mani dei ricchi, il che crea diseguaglianza.

 

Dunque l'unico modo legittimo di usare il sovrappiù è sperperarlo completamente, cosicchè lo si liberi dalla sua maledizione.

 

 

 

 

p.s.

tokyo decadence sembra molto interessante anche a me, volevo leggerlo insieme a tokyo soup e blu quasi trasparente, che, ho visto sull'archivio online, è addirittura bnella biblioteca del mio selvaggio borgo natio.

Modificato da silent bob
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Murakami Ryuu è probabilmente meglio del più noto Murakami Haruki, sì.

 

Anche se alla lunga stanca anche lui. Ma anche subito, in effetti.

 

Vorrei leggere "Il fascismo dell'amore e dell'illusione", ma non è mai stato tradotto.

 

Ho però schizzato un soggetto per il Takarazuka con lo stesso titolo, suggestionato solo da quello (wow, più o meno come Tezuka per 'Metropolis'!)

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  • 1 month later...

Ho ripreso con Murakami, e ho fatto anche un salto indietro.

 

Hitsuji wo meguru bouken, di cui mi rifiuterò per sempre di pronunciare il titolo italiano, mi sembra molto più duro come critiche dei suoi ultimi lavori. Sono ancora all'inizio, ma frasi come

 

Il film sembrava dire che se tutto va a finire bene, la guerra non è poi questo gran male. Prima o poi faranno un film a lieto fine dove la razza umana viene distrutta in un conflitto nucleare.

 

anche se sembrano abbastanza scontate mi hanno un po' colpito, molto più ciniche e pesanti di quelle che ho letto finora.

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L'ho visto più volte in libreria, ha la copertina che attira la sguardo! :°_°:

 

Tokyo Decadence immagino sia semplicemente il titolo che fa fico secondo l'ufficio marketing dell'editore!

 

Oppure richiama qualche titolo di film? :giggle:

 

 

Letti tokyo decadence e tokyo soup, aspetto di poter comprare Blu Quasi Trasparente per leggere anche lui.

 

Da quanto letto Murakami si concentra sulla deprivazione emozionale della società moderna, da qui la critica al mondo della prostituzione alta o anche dell'enjo kosai, fatto da studentesse per ingannare la noia piuttosto che per vera voglia di soldi.

 

 

Sono molto carini, a mio parere meritano la lettura: l'unica cosa triste è che Tokyo Decadence viene fatto passare da alcuni come classico dell'erotismo bdsm quando invece non lo è proprio negli intenti dell'autore.

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Topaz -il libro- divenne l'omonimo film, poi pubblicato in occidente come Tokyo Decadence.

 

Topaz II -il libro- divenne il flm intitolato Love & Pop, dove per la prima volta Murakami Ryuu lasciò ad altro regista un suo soggetto.

 

L'altro era Anno Hideaki. Vi ricordo che Suzuhara Touji e Aida Kensuke sono i nomi dei protagonisti di Ai to Gensou no Fascism, altro libro di Murakami Ryuu.

 

BTW, sempre di cul-de-sac da esistenzialismo postmoderno metropolitano si parla.

 

Buffo come Haruki e Ryuu facciano proprio la stessa cosa: continuare a parlare dello 'spiriti del loro tempo'. Alla fine sono parimenti inutili. Nulla di universale o assoluto in loro.

 

Per dirla con Eliot, la loro 'letteratura' è tutta "wastelands",

 

Bob: il tema della 'deprivazione emozionale' è interessante. L'altro giorno mi commuovevo intonando Il Cantico delle Creature di San Francesco, perché se ci fai anche solo un po' di indagine ermeneutica è davvero incredibile. Altro che Ungaretti, altro che Joker. E' già tutto lì-

Modificato da Shito
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Le mappe dei miei sogni. Parere a lettura conclusa.

 

EDIT: quasi dimenticavo del post! Uh, beh, non male, ma a parte l'idea del commento grafico, non propriamente di serie A: non mi è sembrato introspettivamente abbastanza approfondito.

Modificato da Dairon
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  • 2 weeks later...
  • 3 months later...

Lo avevo visto in libreria, è bello?

 

Dopo The Road(o la strada che dir si voglia) ho letto Maximum Ride Vol.2 di Patterson, Culla di Gentry Lee, una sola spacciata per un libro di Arthur C. Clarke, se va bene sono suoi solo gli inframezzi procedurali tra un gruppo di capitoli e l'altro.

Poi del duo Preston&Child Cemetery Dance(diventato il Sotterraneo dei Vivi...) e Fever Dream(L'Isola della Follia) ed adesso sto finendo La Svastica sul Sole di Philip K. Dick.

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