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Suzumiya Haruhi no Imi


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  • 7 months later...

Bump per richiedere cortesemente ai moderatori lo spostamento di questo thread nella nuova sezione "otaku".

 

Era un po' deragliato, ma conto di riportarlo sulle analisi dei significati della serie, e sul loro livello di analisi nella sociologia sentimentale moderna. :)

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Bump per richiedere cortesemente ai moderatori lo spostamento di questo thread nella nuova sezione "otaku".

 

Era un po' deragliato, ma conto di riportarlo sulle analisi dei significati della serie, e sul loro livello di analisi nella sociologia sentimentale moderna. :)

 

commento ampiamente ritardato sulla serie.

Ho letto il tuo diario di visione. io penso che la prima serie di Haruhi risponda, oltre alla forte problematica affettiva, anche a quella della noia. In breve, il tuo post mi sembrava inquadrare la serie solo in parte, sformandola un pò con il vederla attraverso una prospettiva personale.

Mi sembra sia importante rimarcare la voglia di Haruhi per l'avventura che cozza terribilmente col mondo reale e che è una sofferenza otaku al pari delle difficoltà nei rapporti affettivi.

 

Ovvero: un otaku ormai cresciuto, che ha dell'esistenza una visione disillusa, nel vedere ancora le avventure di anime e manga avventurosi ( roba alla Escaflowne, non stupidi shonen che si fanno abbandonare ) e vederli cozzare coll'esistenza trova un bello scacco e una sofferenza enorme.

Il cercare avventure di Haruhi mi sembra come il tentativo disperato dell'otaku di ricercare avventure in anime, vg o, se è un pò atipico, addirittura nella vita reale ( l'occasione, un otaku che cerca coscientemente l'avventura dell'avventura e la disperazione kierkegaardiana dell'esteta-seduttore )

A riguardo una soluzione valida per chi non è una semi-divinità ( ma ha le palle più di Zeus però ) potrebbe essere quella mostrata in Pierrot Le Fou da Godard, non so se hai presente le scene in cui lui e lei costruiscono romanzi spensierati (= americani, alla Verne, etc. ) inventandosi una frase a testa.

 

Che ne pensi?

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Che ne pensi?

 

Che la crescita, oltre alla disillusione e l'abbandono delle dolci idealità, porti la noia e anche un po' la tristezza del distacco dai 'mondi di fantasia' è sicuramente uno dei punti di Haruhi. Però pensavo di averlo scritto. Ovvero, è nella differenza tra lei e Kyon: Kyon è l'accettazione della crescita, come si vede chiaramente nel suo monologo iniziale, quando racconta come il passaggio tra medie e superiori abbia per lui consciamente rappresentato l'abbandono dei pensieri di fantasia, e l'accettazione pacifica del 'senso comune'. Haruhi è il rifiuto di tutto ciò, il rifiuto di questa 'normalità'.

 

La cosa davvero strana è che a non voler 'crescere' è lei e non lui.

 

C'è poi che Haruhi è una personalità molto presuntuosa. Ovvero, lei per prima si ritiene 'specialissima'. E infatti, come pure credo che avessi scritto, tutto arte dalla sua tardo-infantile realizzazione intellettuale (introiezione, elaborazione) della semplice *esistenza* di altre coscienze. Per un egocentrismo infantile puro, è un grosso scacco: "non esisti solo tu, e non esistono neppure solo quelli che conosci tu... esistono MILIARDI di coscienze!". Da cui lo shock che crea la frattura nel 'tessuto dei dati' di cui parla Nagato (è quello che accade alla partita di baseball).

 

Credo che da questo shock, Haruhi tragga la necessità di differenziarsi, di demarcare la propria esistenza dall'Esistenza.

 

C'era a questo proposito una frase molto bella, che non ricordo bene ma cito a memoria, che diceva:

 

"E' un gran pugno nello stomaco quando, crescendo, ti rendi conto che tutte quelle cose che ti dicevano da bambino, che tu eri speciale e che ognuno è speciale, erano solo cavolate. E che alla fine tutta l'umanità, te incluso, è facilmente ascrivibile a un numero di fenotipi psicologici da contarsi sulle dita delle mani, più comninazioni e variazioni marginali."

 

Molto vero, a mio dire.

 

Quanto alla 'soluzione' dello 'scriviamo in coppia romanzi dilettuosi', come si diceva? "Nigecha dame da!"

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Che ne pensi?

 

Che la crescita, oltre alla disillusione e l'abbandono delle dolci idealità, porti la noia e anche un po' la tristezza del distacco dai 'mondi di fantasia' è sicuramente uno dei punti di Haruhi. Però pensavo di averlo scritto. Ovvero, è nella differenza tra lei e Kyon: Kyon è l'accettazione della crescita, come si vede chiaramente nel suo monologo iniziale, quando racconta come il passaggio tra medie e superiori abbia per lui consciamente rappresentato l'abbandono dei pensieri di fantasia, e l'accettazione pacifica del 'senso comune'. Haruhi è il rifiuto di tutto ciò, il rifiuto di questa 'normalità'.

 

La cosa davvero strana è che a non voler 'crescere' è lei e non lui.

 

C'è poi che Haruhi è una personalità molto presuntuosa. Ovvero, lei per prima si ritiene 'specialissima'. E infatti, come pure credo che avessi scritto, tutto arte dalla sua tardo-infantile realizzazione intellettuale (introiezione, elaborazione) della semplice *esistenza* di altre coscienze. Per un egocentrismo infantile puro, è un grosso scacco: "non esisti solo tu, e non esistono neppure solo quelli che conosci tu... esistono MILIARDI di coscienze!". Da cui lo shock che crea la frattura nel 'tessuto dei dati' di cui parla Nagato (è quello che accade alla partita di baseball).

 

Credo che da questo shock, Haruhi tragga la necessità di differenziarsi, di demarcare la propria esistenza dall'Esistenza.

 

C'era a questo proposito una frase molto bella, che non ricordo bene ma cito a memoria, che diceva:

 

"E' un gran pugno nello stomaco quando, crescendo, ti rendi conto che tutte quelle cose che ti dicevano da bambino, che tu eri speciale e che ognuno è speciale, erano solo cavolate. E che alla fine tutta l'umanità, te incluso, è facilmente ascrivibile a un numero di fenotipi psicologici da contarsi sulle dita delle mani, più comninazioni e variazioni marginali."

 

Molto vero, a mio dire.

 

Quanto alla 'soluzione' dello 'scriviamo in coppia romanzi dilettuosi', come si diceva? "Nigecha dame da!"

 

bah io intendevo una cosa un pò diversa, per questo dicevo che non l'avevi scritta. Però ora che fornisci tutti sti riscontri testuali mi fai venire il dubbio che forse sono io a deformare un pò l'opera.

Concordo che le stramberie di Haruhi siano un modo per differenziarsi dagli altri e rendersi speciali ( allora la soluzione è nel piccolo principe ), io però le ho viste anche sotto un altro punto di vista.

 

Tipo quando cerca avventure nella casa sull'isola non lo fa solo per differenziarsi dagli altri, almeno non mi sembra, e quindi determinarsi per contrasto ma più che altro per abbattere la noia. E molte altre scene mi sembra che debbano essere lette in questo senso.

 

Cioè non solo autodeterminazione per forte contrasto ( che mi sembra sia quello che tu scrivi e anch'io concordo sia un punto importante ) ma anche accanita lotta contro la noia.

 

Pure un episodio come la partita di baseball, ad esempio, piuttosto che ad una determinazione per contrasto o anche ad un rifiuto del rifiuto del fantastico avvenente con la crescita, mi fa pensare a una più semplice lotta contro la noia.

 

E nota che anche nella casa sull'isola alla fine non succede nulla di sovrannaturale, eppure Haruhi è soddisfatta comunque. Un caso di omicidio non è una cosa verso cui non si crede più con la crescita, ma un semplice diversivo per rendere speciale la vacanza ( non speciale Haruhi che fa la vacanza, ma la vacanza di Haruhi e di tutti: quindi si sente bisogno di un diversivo non per determinarsi per contrasto ma semplicemente per evadere dal consueto ).

 

Tu dici: ricerca del divertimento per: - determinarsi per contrasto; rifiuto del rifiuto del sovrannaturale. Io la vedo ( anche ) come una semplice fuga dall'abitudine del tutto priva dei due elementi di sopra. Ovvero in certi frangenti ( vedi i miei esempi ) è una semplice fuga dall'abitudinario, in altri no.

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Mi stai fraintendendo.

 

La partita di baseball che cito è quella a cui Haruhi fu portata dalla famiglia nella sua infanzia, quando realizzò l'esistenza degli altri.

 

Realizzando l'esistenda degli altri, Haruhi incomincia a cercare quella 'fuga dalla noia' che tu dici, che -se ci pensi bene- è più che altro una 'fuga dall'oridinario'.

 

Ovvero: gli esseri umani, gli ALTRI, sono 'banali', perché Haruhi vuole sentirsi speciale. Quindi la bizzaria, il voler incontrare solo "alieni, cronoviaggiatori e esper", cose così. La fuga dalla noia, per Haruhi è la fuga -ovvero la demarcazione- dalla 'umana normalità', dall'ordinarietà.

 

Anche un amore per un compagno di classe sarebbe ordinario.

 

Ma l'inconscio di Haruhi né sa di più del suo super-ego, che rifiuta la crescita. Da bambini si può credere di essere speciali perché si ha un amico invisibile, o milla altri prodtti di fantasia. La vita adulta è più spesso che mai 'normale'. E va bene così. Infatti l'inconscio di Haruhi ha già scelto Kyon come 'traghettatore' nella vita adulta. Kyon che è il più ordinario, assennato, 'normale' dei ragazzi.

 

Perché?

 

Perché lui è stato l'unico a tentare, a voler capire la 'stranezza' di lei (a partire dal discorso sulla 'logica' dei cambi di acconciatura), e quindi a capire lei.

 

E come dicevo in altro thread, comprensione = amore.

 

Anche Haruhi, in fondo, crescendo non vuole altro che essere amata. E' questa la cosa 'speciale' che si può desiderare da grandi, come quando lei stessa annulla il mondo per restare sola con... Kyon. Che sorpresa, eh?

 

Bella addormentata... biancaneve...

 

alla fine tutte le bimbe sognano di essere risvegliate alla realtà dal bacio del principe della favole, dissimulato in varie vesti. ;)

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Parlando dei nuovi episodi, e di come si inseriscono del senso del tutto:

 

La conclusione di Endless Eight è stata, a mio modo di vedere, davvero maestosa.

 

La maestosità del minimalismo.

 

Ovvero, quando si arriva ormai a empatizzare *realmente* con la noia di Nagato, così come fa Kyon (che è proprio un bravo ragazzo, davvero!), allora ci siamo.

 

E' un grande miracolo compiuto dalla KyoAni, quello di farci 'vivere' i sentimenti della narrazione. Dico, nemmeno Micheal Ende era mai arrivato a tanto. Una cosa del genere non si può fare con un media a consultazione on demand, come un libro o un DVD. Salti quel che vuoi, con quelli. Si può fare solo con una prima messa in onda, i cui tempi sono scansionati forzosamente (per il pubblico, dico). Quindi credo che questa trovata di KyoAni sia stata davvero EPOCALE, nel senso che farà -giustamente- epoca.

 

E ricordate che io sono quello che non sentiva il bisogno di questa seconda serie, quindi almeno un punto per onestà credo di meritarmelo.

 

Ok, sul finale, dunque.

 

Tra suggesioni a là Twilight Zone, è come sempre l'ovvia normalità a rompere il parossistico egotismo di Haruhi.

 

Haruhi, il cui superego desidera sempre cose straordinarie, fuori dal comunque, etc etc etc, alla fine cosa voleva?

 

Voleva quello che una normale studentessa può avere d'estesta: fare i compiti col ragazzo che le piace.

 

Credo che la caratterizzazione psicologica di Haruhi sia davvero la prima 'rivelazione' nel genere, dai tempi della psicoroba di Anno, e questo l'ho già detto.

 

Il fatto che sia tutto inconscio, per lei, palesando il suo conflitto tra volontatà di potenza viziata e naturalità del desiderio della normalità è davvero un meraviglioso affresso di una 'moderna' crescita psicologica dura, in chiave femminile. Non è proprio come per un otaku (maschio), ovvero a là Sasshi, ma non è neppure come una classica femmina (a là Arumi).

 

Ed è spendido vedere come dissimula goffamente dietro la finta arrabbiatura il fatto che lei, quella che aveva già fatto tutti i compiti in un giorno, NON era stata invitata a casa di Kyon. Sentirla dire "VENGO ANCH'IO!" è davvero dolce. Poi la vedremo giocare ai terebi-geemu con la sorellina del suo innamorato, certo, ma credo che lei volesse essere proprio invitata in quella casa. "Per questa estate, vorrei avvicinarmi un po' di più al ragazzo che ho scelto per me." Ah, l'es femminile!

 

Tanto di cappello e inchino all'autore originale dei romanzi, dunque, e alla KyoAni per avere usato il media 'animazione' come mai prima d'ora.

 

In una così calda estate, chi avrebbe mai pensato in una simile ventata d'aria fresca?

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Tanto di cappello e inchino all'autore originale dei romanzi, dunque, ealla KyoAni per avere usato il media 'animazione' come mai prima d'ora.

 

Precedente animato di ben tre anni fa:

 

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_When_They_Cry_episodes

 

Non l'avevo mai sentita, ho dato uno sguardo alla pagina che linki, ma la similitudine col caso di Endless Eight non mi è balzata all'occhio. Potresti dettagliare?

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Non l'avevo mai sentita, ho dato uno sguardo alla pagina che linki, mala similitudine col caso di Endless Eight non mi è balzata all'occhio.Potresti dettagliare?

 

Sono stato bastardo perché ho linkato gli episodi, ed uno dovrebbe guardarli tutti... ma dalla pagina principale si capiva anche meno! :rolleyes:

Ogni ciclo è la ripetizione del precedente in maniera leggermente diversa; in pratica la storia verte su

una dei protagonisti

che cerca di evitare

che si ripeta il destino del massacro "sovrannaturale" (è l'unica che si ricorda sempre tutto tra una 'reincarnazione' e l'altra)

, in maniera più o meno efficiente fino alla fine.

Differenze maggiori di storia, certamente, perché un ciclo dura 3-5 puntate (e suppongo fosse lungo anche nel videogioco), ma...

Discreta serie, comunque, se ne accetti il forte "impressionismo" ma come noterai dal thread del suo erede spirituale Umineko your mileage may vary :happy:

Per inciso, Higurashi vg prima parte è di agosto 2002, e il secondo ciclo (che ti fa capire come si svolga la faccenda) è del dicembre dello stesso anno, con la prima serie anime in onda primavera-estate di tre anni fa; EE è un capitolo del romanzo di ottobre 2004. Già nel 2002 Higurashi era il secondo doujin game più di successo di sempre.

 

E soprattutto Rika fa nii-paaah, Yuki no :giggle:

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Venendo al proseguo, credo sia ormai accertato che fino all'episodio 14 si tratta del Tameiki.

 

Ho sentimenti misti nei riguardi di questa parte. Molti dicono che 'è semplicemente una brutta parte, anche nei romanzi originali'.

 

Vediamo.

 

Innanzitutto, dal punto di vista narrativo, possiamo dire che tutto si conclude con lo Yuutsu. Ovvero, che bisogno c'è di tutto il resto? Me lo sono chiesto.

 

Lo Yuutsu si conclude con la presa di coscenza di Kyon sul fatto che Haruhi, alla fine, 'vuole lui'. E' già un chiaro punto fermo sull'animo conscio-inconscio di Haruhi. Quindi ogni 'fine ulteriore' sembrerà sempre una cosa accessoria. Infatti, la genialata della prima serie animata era usare episodi random da parti più avanzate come filler a-cronici da mettere in MEZZO allo yuutsu, ovvero prima della fine 'forte'. Sensato.

 

A vedere la serie originale in ordine, beh, dopo la fine del ciclo 'yuutsu' è solo roba da filler. Si potrebbe andare avanti all'infinito, ma diventa una commediola (seppure con buoni picchi), il cui fil rouge è solo la continua presa di coscienza della realtà dei sentimenti di Haruji e Kyon.

 

In questo senso, Tameiki ci fa vedere una cosa importante, però. Come 'amare' non significhi semplicemente 'accontentare l'altro'. Come amare significhi anche non accettare l'errore dell'altro, proprio perché l'altro non è 'un altro', ma 'il nostro altro'.

 

Ovviamente il buon cuore, oltre al buon senso, di Kyon sono mirabili, e la sua pena per Asahina è molto dolce. Tuttavia, credo che Koizumi sia una persona molto egoista, che alla fine ha una finta faccia di circostanza in ogni situazione solo perché, alla fine, sta pensando alla preservazione della propria stessa esistenza (nel mondo che conosce). Quindi anche se 'dio' è crudele, boh, l'importante è che dio non si arrabbi: accontentiamolo comunque. Al contrario, Kyon è l'innamorato di Dio. E se ami davvero una persona, non le puoi permettere di essere crudele. Giudicarla 'crudele' sarebbe disistima, quindi disamore.

 

Credo che Haruhi abbia avuto un grosso shock per la rabbia di Kyon chiaramente espressa. Credo si sia sentita male, a livello inconscio, senza capirne il perché.

 

D'altro canto, è mirabile Kyon che -da perfetto innamorato- "non permette che nessuno dica male di lei oltre a lui stesso". E' proprio innamorato. Quindi rivaluta lei rendendosi conto che è migliore di chi la critica, ed eventualmente potrebbe essere migliore anche di lui stesso, nonostante la sua critica fosse giusta. E' veramente molto umano che Kyon si rammarichi di aver realizzato un suo difetto!

 

Alla fine, tutto è nel singolo sguardo di Haruhi mentre si volta alla fine dell'episodio 13, dopo l'uscita positiva di Kyon, C'è un profilo con un chiarissimo occhio di insicurezza di lei che neppure Asahina stessa. E notare che quando Kyon entra, lei stava 'tornando a variare acconciature', fatto sicuramente non casuale.

 

Ma davvero, credo che se Koizumi non avesse fermato Kyon dallo schiaffeggiare Haruhi, sarebbe stato meglio.

 

"Neppure dio può essere *realmente* *amato* nella crudeltà".

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