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L' insostenibile leggerezza del Ranma


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Diciamo che non essendo la Takahashi un Toriyama, quando il manga si concentra su combattimenti "seri" l'opera ci rimette parecchio, al punto di diventare piuttosto noiosa.

 

Tuttavia, come Maison Ikkoku ci guadagna con una traduzione degna di questo nome, voglio sperare che con Ranma sia lo stesso.

 

Poi, oh, alla mala parata dopo qualche numero lo sego nel caso che non mi soddisfi.

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Almeno faceva ridere. Poi neanche quello, solo noia.

Cmq decifrare adesso chi ne fossero i lettori all'epoca è difficile. Sicuramente più ragazzi delle superiori che altro. Ma questo valeva per qualsiasi shounen ai tempi.

E anche oggi che sono passati 20 e più anni non è che le cose siano diverse. Di sicuro sono diminuite le vendite generali.

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Lessi Ranma/ne vidi l'anime durante le superiori. Inizialmente mi piaceva (e la s1 -i primi 20 eps- dell'anime era carina/ben fatta, la ricordo ancora con piacere, mi pare ci fossero diversi membri dello staff di MI e KOR),

ma poi diventò ben presto ripetitivo.

Quando i combattimenti diventarono più "seri", sul momento mi si rialzò l'interesse. Ma con il senno di poi in una serie del genere -decisamente demenziale- la cosa non aveva senso.

Inoltre il fatto che -come in Uruseiyatsura- le età dei personaggi fossero "congelate" e il "gran finale" del manga furono il colpo di grazia...

Modificato da Den-chan
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Almeno faceva ridere.

 

Faceva ridere persone di che età, scusa? ^^;

 

Età mentale, dico.

 

Perché IIRC Uruseiyatsura era uno shounen, MI un seinen, ma Ranma si cosiderava proprio kodomo o low-shounen, al massimo. Shogakusei, cmq.

Modificato da Shito
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Uhm, stavo per scrivere "ma Ranma non era rivolto allo stesso pubblico di Uruseiyatsura?". Poi ho riflettuto un attimo, e in effetti il pubblico in quegli anni era cambiato (vedi ad es. certi discorsi affrontati nel topic di KOR o anche altrove).

Del resto la Takahashi, almeno nelle serie lunghe, nel corso degli anni imho ha "cavalcato l'onda" di serie come Ushio to Tora e in tempi più recenti di Bleach e altro ancora, opere che credo l'abbiano ispirata fortemente nell'ultimo ventennio, al punto da renderla mooolto diversa da quello che è stato il suo "decennio d'oro" (gli '80). Insomma si è adattata, anche se in maniera a me personalmente non gradita. Ho però sentito che nelle storie brevi funziona ancora bene. Dovrò recuperarle, magari.

Riguardo il "far ridere" di Ranma, ricordo che a 16 anni mi guardavo le (sudatissime) VHS Dynamic (quelle della s1, poi mollai) assieme a mio fratello trentenne che se la rideva anche più di me.

E non era appassionato di animazione o tanto meno un bambinone... Ovviamente non stiamo parlando di umorismo fine o che, però con qualunque appassionato o spettatore/lettore casuale mi sia capitato di parlarne, l'opinione comune è sintetizzabile in "faceva morire dal ridere!"

So che tu, Shito, già da adolescente avevi degli standard qualitativi molto alti (io ero scemo^^), ma insomma, credo che molti altri della stessa età (o anche più grandi) considerassero sicuramente una serie come Ranma divertente, ecco.

Questo indipendentemente dal progressivo peggioramento qualitativo di una serie che non è certo mai stata un capolavoro.

Ah, ovviamente mi riferisco principalmente al pubblico italiano. E i bambinoni da noi abbondano: quanti padri di famiglia ho visto seguire (con passione) DB assieme ai figli...

Riguardo il pubblico giapponese di riferimento per Ranma immagino fosse -massimamente- quello descritto da Garion, cmq.

Forse sto andando un po' OT. In caso spostate pure.^^

Modificato da Den-chan
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No, anche io ridevo con certe cose di Ranma, lavorai ai tempi di Granata Press alla revisione dei primissimi dialoghi della serie.

 

Però, credo che al tempo ci fosse una sorta di sottesa mitologia, almeno per me e per quelli come come, nella roba fumettata e animata giapponese "presentata come veritiera". Erano gli anni della demonizzazione degli "adattamenti" Mediaset di Alessandra Valeri Manera, erano gli anni della caccia alle streghe edulcorate e censurate. Quindi Ranma sembrava la nemesi di tutto ciò, sembrava LA VERITA', non so se mi spiego, perché aveva tutti quegli innuendo pruriginosi, nella loro scempiaggine.

 

La realtà dei fatti è che se la prima "invasione degli anime in italia" fun un mischione tutto a casaccio, con roba vecchia davvero -che so, Tezuka- presentata insieme a roba ai tempi moderna, contemporanea (Creamy Mami, piuttosto che certi Sekai Meisaku Gekijou più recenti, e poi Orange Road, piuttosto che Saint Seiya, e poi Nadia) anche la seconda non fu da meno, perché andava a recuperare cose vecchie e cose non vecchie, pubblicando roba realmente novantina e roba del decennio precedente con grande disinvoltura.

 

In buona sostanza, non si è mai avuto nulla di ordinato, realmente correlato, spiegato. Qualcosa di sensato, dico.

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In buona sostanza, non si è mai avuto nulla di ordinato, realmente correlato, spiegato. Qualcosa di sensato, dico.

 

Concordo. Da noi è stato fatto un mischione tremendo. Ti trovavi in tv roba appartenente a decenni diversi, non c'era organicità. Poi l'appassionato ha "messo in ordine" a suo modo, informandosi, collezionando, ma l'imprinting

lo si era avuto con un guazzabuglio privo di un ordine preciso.

Idem per il discorso della "mitologia". In tempi di vacche magre, di associazioni di genitori e adattamenti di Valeri Manera, avere una serie come Ranma (anche se per anni in tv è stato trasmesso con dei tagli) era percepito come "rivoluzionario", con tutti quei riferimenti sessuali e cose.

 Anche il successo delle varie VHS con versioni integrali (lo stesso Ranma) o doppiaggi corretti (magari imprecisi ma pur sempre un' altra cosa rispetto a quello che si era visto in TV) tipo KOR è ascrivibile a quel periodo.

Non parliamo poi della roba inedita (le VHS di Eva erano tipo un tesoro^^)...

Modificato da Den-chan
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Ranma fa ridere agli adolescenti, come il target della rivista a cui era rivolto. Un uomo che cambia sesso e le relative gag associate, l'harem ante-litteram di ragazze intorno al protagonista per me parlano ben chiaro di quale sia il target di Ranma e a chi faceva ridere.

 

Credo di essere l'unico al mondo a cui il finale di Ranma è piaciuto

 

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La gag del cambio sesso era la roba meno divertente di ranma.

 

Genma, Soun, Ryoga, saltuariamente il preside, e i personaggi assurdi che lo popolavano (il vecchio delle rane, i tipi che combattevano coi giochi per bambini).

Quella roba spigneva abbestia e spignerebbe arivederla oggi

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Ah ma personalmente concordo con te, ma l'uomo che si ritrova le tette è un classico che generalmente funziona (esempio recente le risate in sala durante your name. in quel tipo di scene) ed è qualcosa che apprezzi nell' età in cui gli ormoni iniziamo a farla da padroni.

 

Poi per dire, a me faceva morire dal ridere Soun che si trasformava in panda e giocava con la palla quando era in situazioni di difficoltà

 

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Beh, certo. Certe gag e certi personaggi grotteschi erano divertenti, senza dubbio. Il limite maggiore di Ranma era imho di ricalcare troppo certi topoi di Uruseiyatsura (con le differenze del caso)

ivi compresa l'età "congelata" ai 16 anni dei protagonisti principali. In questo senso un finale che cambiasse lo status quo non aveva senso. Ma era appunto identico a quello di Uruseiyatsura.

Poi la serie -manga e anime- è stata davvero troppo lunga, pur essendo del tipo che -riciclandosi all'infinito- avrebbe potuto continuare fino ai nostri giorni, per dire.

Sui combattimenti diventati "seri" (nelle saghe più lunghe) ho già detto sopra. 

Comunque sia, passare da MI a Ranma è, per me, uno dei più lunghi passi indietro che abbia mai visto fare a un autore.

Fermo restando che a Ranma (soprattutto alla prima serie dell'anime) rimango affezionato.

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Comunque sia, passare da MI a Ranma è, per me, uno dei più lunghi passi indietro che abbia mai visto fare a un autore.

MI e Ranma sono stati pubblicati su riviste diverse dedicati a target diversi.

Se la Takahashi dopo avere disegnato un seinen è voluta tornare a disegnare shounen, ne aveva di certo il diritto.

Il successo ha poi dimostrano che la scelta era stata giusta (perché il successo si conta in soldi).

Poi ci sono i nostri gusti personali. Ognuno ha il suo e spesso cambiano col tempo.

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Comunque sia, passare da MI a Ranma è, per me, uno dei più lunghi passi indietro che abbia mai visto fare a un autore.

MI e Ranma sono stati pubblicati su riviste diverse dedicati a target diversi.

Se la Takahashi dopo avere disegnato un seinen è voluta tornare a disegnare shounen, ne aveva di certo il diritto.

Il successo ha poi dimostrano che la scelta era stata giusta (perché il successo si conta in soldi).

Poi ci sono i nostri gusti personali. Ognuno ha il suo e spesso cambiano col tempo.

 

 

Mica le ho negato (alla Takahashi) il diritto di fare -ora come in passato- quel che le pare. Parlavo infatti dal punto di vista del mio gusto personale.

Che poi MI (un seinen) in effetti, è stato pubblicato parallelamente a Uruseiyatsura (shounen), quindi quando è iniziato Ranma

l'autrice in realtà aveva da poco concluso le due opere precedenti. Io prendevo in esame MI perché lo considero il suo capolavoro (idem per la trasposizione animata).

Ranma lo trovavo divertente a 16 anni, ma a 18 mi ero già stufato e sono arrivato alla conclusione del manga per inerzia. MI lo trovavo bello a 16 e lo stesso vale oggi che di

anni ne ho più del doppio. Poi nessuno nega il successo di Ranma e dopo di Inuyasha ecc., naturalmente. Ma non è che stia lì a vedere quanto ha venduto questo o quello.

Un dato che *mi pare* obiettivo è che la Takahashi nelle sue opere più recenti ha preso ispirazione da opere di autori più giovani (di successo) di ben altra caratura rispetto a lei che è

stata grandiosa, autori che a loro volta si ispiravano magari a opere precedenti contemporanee o di poco successive alle migliori della stessa Takahashi! Ciò mi appare paradossale.

E, per un autrice che ho amato, *IMHO* l'ho percepito come un inaridimento della sua creatività un tempo così florida. Se poi quello che le interessava era vendere, immagino abbia fatto

obiettivamente bene, ma non è la mia tazza di tè.^^

Modificato da Den-chan
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Un dato che *mi pare* obiettivo è che la Takahashi nelle sue opere più recenti ha preso ispirazione da opere di autori più giovani

In realtà non ci trovo nulla di obbiettivo in quello che dici. La Takahashi non ha di certo tempo per leggere le opere altrui. Ma alla fine stiamo sempre parlando di storie che hanno il loro contesto nel folklore giapponese. Oni, Youkai e Shinigami sono sempre esistiti e sono stati utilizzati da chissà quanti mangaka.

Per cui lascia perdere questi discorsi sterili. Tieniti quello che ti è piaciuto (MI) e dimenticati del resto. Per quanto riguarda la sua creatività, leggiti i volumi di storie brevi. Ma non i Rumic World bensì cose come Il bouquet rosso e Gli uccelli del destino, per dirne due. Noterai delle critiche molto precise verso la società attuale, anche se passano sempre attraverso una certa forma di umorismo, più sottile.

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Infatti dicevo *mi pare* obiettivo, non conoscendo per bene i fatti. Poi non è che necessariamente la Takahashi debba aver letto i manga altrui per prenderne degli spunti. Magari (pura ipotesi)

è stato discutendone con gli editor che si è deciso di mettere elementi di altre serie di successo nella sue opere più recenti. Ovviamente non parlo di mero copiare, certo. E con tutti i suoi anni di esperienza

il "mestiere" alla Takahashi non manca di certo. E sì, certe tematiche sono sempre esistite, come dici tu,

ma quando ho iniziato a leggere Inuyasha ho notato molti punti in comune con Ushio to Tora. Peggio ancora per Rinne, dove mi sembrava di vedere un'influenza ancora maggiore dal Bleach degli inizi.

Il primo però l'ho letto tutto. Il secondo l'ho mollato dopo un paio di volumi. 

Detto questo, sono d'accordo con te. Mi tengo quello che di bello (per me ) ha fatto, e recupererò certamente i racconti brevi che dici.^^

Curiosità: ma poi la Saga delle sirene l'ha finita?

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Cioè, come Uruseiyatsura, no?

 

Ma più bambinesco.

 

A partire dal panda - noto feticcio infantile per i giapponesi da quando la Cina ne donò uno al Paese, credo sia quello che ancora aggi attrae orde di fantolini allo zoo di Ueno, e fu già causa di un certo riciclo di un certo design di una certa Pippi. ^^

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