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Anime: caratteristiche distintive dell'animazione giapponese


pluz

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Buongiorno a tutti!
La premessa è la seguente: è da tanto tempo che porto avanti l'idea di fare animazione. I miei tempi sono estremamente dilatati ma il progetto si sviluppa comunque. 
Ora, il mio indirizzo è sempre stato quello legato all'animazione classica di stampo prettamente americano e nello specifico disneyano, un'animazione piena, complessa e ricca di dettagli. Col tempo ho però maturato l'amara consapevolezza che con il mio metodo di lavoro un approccio del genere sia impraticabile.
Il mio sguardo si è rivolto poi a oriente perché negli anni ho imparato a riconsiderare quelli che ritenevo - e che per certi versi ritengo ancora - dei limiti propri dell'animazione giapponese come elementi distintivi che fanno della necessità di seguire un ritmo di produzione serratissimo, tipica del mercato giapponese, una proverbiale virtù fino a definirne una cifra stilistica e artistica. Così quindi le scene con personaggi che durante un dialogo non fanno che muovere la bocca mentre tutto il resto è sostanzialmente un fermo immagine, non sono solo il risultato naturale di un'animazione ridotta all'osso per limiti di tempo e denaro, ma conferiscono a quegli stessi personaggi e alle loro battute un carattere granitico, lapidario, definitivo e in sostanza drammatico e carico di pathos.
Di conseguenza mi sto avvicinando all'idea di ripensare ai miei progetti nell'ottica di produzione giapponese.
Quali altri limiti/qualità trovate nell'animazione giapponese?

Modificato da pluz
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Credo un po' tutta la regia degli anime televisivi giapponesi si sia sviluppata tenendo conto dei limiti economici. Carrellate, cambi di inquadratura rapidi, zoommate, linee cinetiche, inquadrature da posizioni che nell'animazione americana neanche si sognano ancora di azzardare, per non parlare dell'importanza della colonna sonora alternata coi silenzi. 

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10 minutes ago, Taro said:

Credo un po' tutta la regia degli anime televisivi giapponesi si sia sviluppata tenendo conto dei limiti economici. Carrellate, cambi di inquadratura rapidi, zoommate, linee cinetiche, inquadrature da posizioni che nell'animazione americana neanche si sognano ancora di azzardare, per non parlare dell'importanza della colonna sonora alternata coi silenzi. 

Hai dimenticato quella che forse è la madre dell'animazione televisiva giapponese: il riciclo di sequenze!

@pluz, potresti scendere più nel dettaglio di cosa vorresti fare? Hai già realizzato qualcosa che puoi mostrarci? Sono molto curioso.

 

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29 minutes ago, Taro said:

Carrellate, cambi di inquadratura rapidi, zoommate, linee cinetiche,

Verissimo. Soprattutto le carrellate sui fondali, che raramente presentano effetti di parallasse.

 

31 minutes ago, Taro said:

importanza della colonna sonora alternata coi silenzi.

Silenzi sì, decisamente rilevanti. Aggiungerei le atmosfere appena suggerite da fondali effettivamente fissi i quali però unitamente alla colonna sonora e ad effetti atmosferici danno un senso di pienezza alla ripresa, anche lunga. 

23 minutes ago, Aldo said:

Hai dimenticato quella che forse è la madre dell'animazione televisiva giapponese: il riciclo di sequenze!

 

Vero! Specialmente nell'animazione seriale.
 

 

24 minutes ago, Aldo said:

 @pluz, potresti scendere più nel dettaglio di cosa vorresti fare? Hai già realizzato qualcosa che puoi mostrarci? Sono molto curioso.

 

Su questo preferirei ancora non espormi troppo. Sto ancora scrivendo e nel frattempo sperimentando, ma credo che mi soffermerò su qualcosa di più leggero nel frattempo.

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4 hours ago, pluz said:

Buongiorno a tutti!
La premessa è la seguente: è da tanto tempo che porto avanti l'idea di fare animazione. I miei tempi sono estremamente dilatati ma il progetto si sviluppa comunque. 
Ora, il mio indirizzo è sempre stato quello legato all'animazione classica di stampo prettamente americano e nello specifico disneyano, un'animazione piena, complessa e ricca di dettagli. Col tempo ho però maturato l'amara consapevolezza che con il mio metodo di lavoro un approccio del genere sia impraticabile.
Il mio sguardo si è rivolto poi a oriente perché negli anni ho imparato a riconsiderare quelli che ritenevo - e che per certi versi ritengo ancora - dei limiti propri dell'animazione giapponese come elementi distintivi che fanno della necessità di seguire un ritmo di produzione serratissimo, tipica del mercato giapponese, una proverbiale virtù fino a definirne una cifra stilistica e artistica. Così quindi le scene con personaggi che durante un dialogo non fanno che muovere la bocca mentre tutto il resto è sostanzialmente un fermo immagine, non sono solo il risultato naturale di un'animazione ridotta all'osso per limiti di tempo e denaro, ma conferiscono a quegli stessi personaggi e alle loro battute un carattere granitico, lapidario, definitivo e in sostanza drammatico e carico di pathos.
Di conseguenza mi sto avvicinando all'idea di ripensare ai miei progetti nell'ottica di produzione giapponese.
Quali altri limiti/qualità trovate nell'animazione giapponese?

I limiti dipendono molto dallo studio, KyoAni è quasi sempre uno spettacolo per gli occhi, UfoTable pure (prendi Fate UBW e dimmi te) ma anche Bones o Mad House... ecco questo è un buon esempio facendo il confronto tra la prima stagione di OnePunch Man che hanno fatto loro con i cani che stanno facendo la seconda... non c'è paragone proprio

Poi è vero che ci sono casi in cui poveretti si trovano così con l'acqua alla gola che alcune serie si beccano episodi di recap messi solo per prendere tempo (che però possono diventare delle perle come quello di Re:Creator che si autopercula meravigliosamente per questa cosa :°_°:) oppure episodi incompleti o veramente indecenti che devono essere (se va bene) sistemati nei BD, mi viene in mente l'ultimo episodio di Yami no Yatterman che è stato praticamente rifatto per metà in home video oppure uno degli ultimi di Cross Ange pure, aveva una sequenza ripetuta completamente messa a cazzo solo perché chiaramente non hanno avuto il tempo di finirlo, di nuovo in BD hanno sistemato. (i ritocchi per l'home video sono a dire il vero pratica comunissima proprio per i tempi strettissimi della messa in onda, alcune serie sembrano quasi rifatte da zero)

Esempio clamorosamente sfigato di una serie carina ma afflitta da una lavorazione indecente è stata Marchen Madchen, praticamente segata al decimo episodio su 12 e gli ultimi 2 usciti mesi e mesi dopo. Un disastro degno di quanto si racconta per Exodus (serie immaginaria) all'interno di Shirobako (ecco, se ti serve qualcosa per avere un'idea di come funziona il pazzo mondo degli anime guardati questa serie che è meravigliosa, la migliore mai prodotta da P.A. Works... altro studio di solito buono come animazioni... peccato per l'ultimo Fairy Gone che IMHO ha abbassato la media di brutto)

Comunque la scarsità di mezzi tecnici è una scusa che regge fino a un certo punto, se c'è il manico di un regista che sa fare il suo lavoro si può anche superare. Ti faccio un esempio di pochi anni fa trovabile mi pare ancora sul canale Yamato Animation sul tubazzo, Cavalry ultimo episodio, lo scontro finale, per me è un gioiellino su come rendere di assoluto impatto un unico colpo quasi nemmeno animato.

Se c'è invece un regista cane, può avere tutti i mezzi e gli animatori migliori che vuoi ma sempre un cane resta.

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3 hours ago, pluz said:

Verissimo. Soprattutto le carrellate sui fondali, che raramente presentano effetti di parallasse.

C'è chi è andato anche oltre, gli still frame che diventano praticamente dei dipinti a olio, Dezaki ne era un maestro (Se facessero un libro di illustrazioni con le immagini di tutti i finali di episodio di Lady Oscar sarebbe da orgasmo visivo)

poi è arrivato il pollo Jonathan :lolla: 

3 hours ago, pluz said:

Vero! Specialmente nell'animazione seriale.

In tutte le serie robotiche e nei majokko le sequenze di trasformazione lunghissime servivano anche a quello, occupare tempo così c'era meno roba da animare, idem gli attacchi finali sempre uguali :giggle: 

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  • 3 weeks later...
  • 3 years later...

Ho cercato per mezzora una sezione adatta ma ho lasciato perdere e non volevo farci un topic apposito

Restando in tema di "vecchiume" qualcuno si è ricordato dell'esistenza di Shadar / La Spada di Luce

 

Modificato da VNM
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8 ore fa, Anonimo (*lui*) ha scritto:

Visto un paio di episodi. Sono sicuro che negli anni '60 fosse andata in onda almeno in America Latina, quindi qualche copia potrebbe esserci anche là.

Chissà se da qualche parte esiste una copia dell’altrettanto dimenticato Marine Boy.

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