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In Italia il doppiaggio non funziona più?


Roger

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un punto di vista interessante arrivato con questo articolo, nel quale si riporta l'opinione di ilaria stagni.

l'argomento fa riferimento essenzialmente ai film cinematografici ed alle serie tv, allo streaming, alle major, uffici e persone varie che si coordinano ed in parte al covid, ma diventa molto particolare quando tocca nel concreto i passaggi che portano alla realizzazione passata/presente di un doppiaggio. si scoprirà quindi che capire dove risiede effettivamente il problema di un doppiaggio italiano non è poi così automatico e banale come lo è un interruttore acceso/spento.

n.b. come si evince dalla tematica esposta, si tratta di qualcosa che va ben oltre la lavorazione degli anime (un'eccezione) e quindi si possono tranquillamente skippare tutti i soliti discorsi.

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L'ho letto anche io, la prima osservazione che mi sento di fare è che se fortunatamente il lavoro aumenta, dovrebbero aumentare i ricavi e dovrebbe quindi crescere  anche la possibilità di inserire voci nuove e forze fresche per far fronte alla mole di lavoro.  Il discorso dei referenti è la parte più  interessante dell'articolo e conferma in parte l'impressione che il controllo a monte e a valle sui lavori finiti da parte di questa grandi piattaforme è davvero lacunoso.

Citazione

 Ci sono state major che volevano imporre il loro modo di doppiare i film, i loro adattamenti. Non abbiamo mai accettato»

Non so se questo sia sempre stato un fatto positivo, visto il mondo dell'adattamento italiano.

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2 hours ago, Godai said:

Non so se questo sia sempre stato un fatto positivo, visto il mondo dell'adattamento italiano.

Credo che la Stagni si riferisse a tempi e modi di lavoro e non a particolari scelte sui dialoghi (poi che major potrebbero pretendere una cosa del genere?). Cmq fino all'altroieri dicevano tutti di rimettersi alle scelte del committente. Più che altro col covid i tempi di doppiaggio si allungano a causa della sanificazione delle sale tra un doppiatore e l'altro. Un Netflix a caso può chiedere di essere più veloci, ma se non si può, non si può. 

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"Fumano, si attardano al bar. Già mentre li saluto o scambio qualche battuta scherzosa so che i doppiatori sono delle presenze amiche. Non voglio fare della letteratura parapsicologica ma il momento del doppiaggio è il momento in cui mi vengono delle informazioni nuove sul film: per il tramite di questi personaggi. Le ombre sullo schermo, ombre i cui proprietari sono già tornati in America, Francia, Inghilterra o nell’anonimato più oscuro da cui li avevo tirati fuori durante le operazioni del casting conservano una loro tenace segretezza. E adesso arrivano delle persone, i doppiatori appunto, che, dopo averci chiacchierato un po’ insieme, vengono a riferirmi informazioni che non possedevo. I doppiatori sono degli spettegolatori da cui verrò a sapere come parlerà veramente quel tipo che nella colonna originaria mi diceva dei numeri o mi raccontava cosa aveva mangiato la sera prima.  La paccottiglia sonora della copia lavoro col suo fascino segreto e medianico adesso sarà finalmente interpretata. Il doppiaggio è come una seduta spiritica. I doppiatori sono dei medium che daranno una identità a quelle ombre. Sto esagerando. Ma l’aria è davvero quella dell’annuncio di una rivelazione portata da persone che tenteranno di dirmi chi è veramente quel personaggio. Da quale regione d’Italia o del mondo proviene. È una maggior conoscenza del lavoro che hai fatto e che prima non potevi avere. È la continuazione delle riprese. Un completamento, un arricchimento. O una contraddizione vitale. Questo dev’essere il doppiaggio".

Federico Fellini

Ecco, secondo me considerazioni anche affascinanti e legittime come questa hanno contribuito, una volta fraintese, a creare nell'ambito

del doppiaggio italiano una Mitologia interna altrimenti inesistente, ancor più in ambito localizzativo, dove le conseguenze sono state disastrose.

Riguardo l'attuale situazione, c'è poco da fare: se si lavora in fretta generalmente (esistono le dovute eccezioni) si lavora male, specie

includendo nel conto  anche i problemi legati all'attuale periodo storico. Che poi, azzardo, in un certo senso forse si è sempre

lavorato in fretta, ma la bravura dei doppiatori ci metteva -non sempre- una pezza. Ora è solo peggio.

Modificato da Den-chan
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Interessante documento, anche in omaggio al compianto Proietti. Fellini per la prima volta era stato costretto a girare in lingua inglese (di solito nei suoi film,

 nel girato, ognuno parlava la sua lingua, una vera Babele), ed eccolo in sala, anche perché Maldesi non aveva approvato la scelta di Proietti per doppiare Casanova.

Modificato da Den-chan
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  • 3 weeks later...

Letto solo ora l'articolo.

Non lo so. Rivedendo a posteriori diversi film, mi sono reso conto che il doppiaggio in sé(non l'adattamento o chi per esso) era veramente brutto(chessò, per prendere un film recente e visto altrettanto di recente, mi verrebbe in mente La Pantera Rosa. Il secondo, poi...). Che le tempestiche ristrette non contribuiscano alla buona riuscita, siamo d'accordo. Che avere referenti altrove nel mondo non serva a nulla, siamo d'accordo. Ma non sempre le cose funzionavano bene già prima.

Poi siamo i migliori del mondo, sì. Ma diciamo anche che "siamo i migliori del mondo perché all'estero sono scarsi", come dice la Stagni stessa. Insomma, siamo bravi sì, ma siamo I PIU' bravi perché il resto della classe non arriva sempre alla sufficienza. Un doppiaggio italiano, al netto di determinate contaminazioni(nel testo o nella recitazione) solitamente è migliore dell controparte estera(non dell'originale)

Trovo anche naturale che il doppiaggio non abbia più lo stesso mordente. Più si diffonde una determinata lingua, meno viene l'utilità del doppiaggio da quella lingua. Esempio pratico: Ieri sera vedevo "Vi presento i miei" con mia sorella. Determinati giochi di parole in italiano non potevano essere resi in nessuna maniera, ma è un limite del doppiaggio stesso, non è colpa di nessuno. Se io capsico l'inglese e faccio il confronto è normale trovare "Focked" più divertente di "Fotterizzato".  Senza contare che l'ascolto in originale elimina anche la barriera della re-recitazione che attua il doppiatore.
Tutto ciò lo diceva anche Totò in epoca non sospetta, quando dopo aver visto un suo film in francese, ne rimase inorridito, perché la gente non rideva dove avrebbe dovuto(e forse c'erano state delle alterazioni nel testo, ma non ricordo precisamente).

Modificato da Chocozell
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