Vai al contenuto

Strappare Lungo i Bordi - transustanziazione di una generazione autoreferenziale


Messaggi raccomandati

La serie di Calcare non la commenta nessuno?

Personalmente non mi è spiaciuta anche se preferisco i fumetti originali, hanno "pulito" molti dei richiami che andrebbero a rischio copyright (i capelli a lady chioccia ad esempio) che se non conosci i fumetti non capisci.

Comunque sempre contento che qualcosa di animazione italiana abbia una certa visibilità

Link al commento
Condividi su altri siti

35 minutes ago, mtpgpp said:

La serie di Calcare non la commenta nessuno?

Personalmente non mi è spiaciuta anche se preferisco i fumetti originali, hanno "pulito" molti dei richiami che andrebbero a rischio copyright (i capelli a lady chioccia ad esempio) che se non conosci i fumetti non capisci.

Comunque sempre contento che qualcosa di animazione italiana abbia una certa visibilità

Ammetto che il primo episodio mi aveva lasciato con un Meh, sembrava una di quelle vignette con cui Calcare raccontava qualche suo fatto, senza un filo narrativo, ma il filo seppur ben nascosto ci sta, ed esplode nel malinconico finale

Link al commento
Condividi su altri siti

  • 2 months later...
On 11/30/2021 at 5:31 PM, mtpgpp said:

La serie di Calcare non la commenta nessuno?

Personalmente non mi è spiaciuta anche se preferisco i fumetti originali, hanno "pulito" molti dei richiami che andrebbero a rischio copyright (i capelli a lady chioccia ad esempio) che se non conosci i fumetti non capisci.

Comunque sempre contento che qualcosa di animazione italiana abbia una certa visibilità

Si tratta de "La profezia dell'armadillo" rivista con la cognizione più amara di "Macerie Prime", ovvero quando "La paura più grande" era già stata metabolizzata. Quindi una cosa interessante, e anche intelligente - secondo me. Conosco i fumetti, ma non so chi sia "lady chioccia".

L'alibi ungarettiano (no, non "mi illumino d'immenso", ma "e qui meglio mi sono riconosciuto una docile fibra dell'universo) non mi soddisfa, perché sono un bambinone e un bambinaccio, quindi no.

Straordinaria produzione grafica. Una coerenza stilistica degna di cose davvero elevate. Straordinario doppiaggio. Incredibile che si tratti di una prima opera in un medium pressoché mai sondato dall'autore, se non con mirati esperimenti. Davvero spaventoso quasi. E sono il fan n.2 di Sarah. :-)

Due link per voi:
 


ma soprattutto:

https://lanostrarivoluzione.blogspot.com/2021/11/strappare-lungo-i-bordi-il-prezzo-della.html

 

cheers&hugs&trick&treats. :-)

 

Ah, la soluzione di Yamaga, cortesia non di Ungaretti ma di Montale:

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

---

grassetti da emishi a parte, per trovare Montale, cortesia del Bianconiglio:

 

I cimiteri non danno pensieri,
Sei tu che ti sbagli, se stanco, disperi
E piangi per colmare i buchi dell'assenza,
Vive come il pieno la vacanza e non spira mai.
Quindi lascia perdere i dibattiti,
La rete, i palinsesti
Per un giorno non studiare,
Non chattare, ma piuttosto
Stringi forte chi ti ama,
Fra le mute tombe del monumentale,
Non c'è Dio e non c'è male, solo vaga oscurità.
I camposanti non hanno rimpianti,
Sei tu che li covi, li rendi fantasmi,
Li canti per sentirne meno la mancanza,
Come non bastasse l'esistenza e l'eco che fa.
Giace qui ad libitum la tua imbecillità.
Quindi lascia perdere i programmi
Coi talenti, i palinsesti,
Per piacere non andare a navigare sulla rete,
Stringi forte chi ti vuole bene
Tra le tombe del monumentale,
Trovi Dio, trovi Montale, ed un'opaca infinità.
Quindi lascia perdere i salotti
Coi talenti e le baldracche,
Vieni all'ombra dei cipressi
Dona amore, al pomeriggio
A chi sospende la sua vita
Tra le urne amiche del monumentale,
Di realtà e d'irreale, vieni a fartene un'idea.
 
Beh, citare una canzone è terribilmente in topic se si parla dela serie animata di Zerocalcare, quindi sursum corda!
Modificato da Shito
  • Mi Piace 2
Link al commento
Condividi su altri siti

7 hours ago, Shito said:

Si tratta de "La profezia dell'armadillo" rivista con la cognizione più amara di "Macerie Prime", ovvero quando "La paura più grande" era già stata metabolizzata. Conosco i fumetti, ma non so chi sia "lady chioccia".

 

Nei fumetti utilizza personaggi di vari anime/cartoni per impersonificare alcuni personaggi.

La madre la fa lady chioccia che viene da Robin Hood della Disney, quello con gli animali. (Il padre è quello di Kung fu Panda ad esempio)

Qui per non avere casini ha "pulito" parte dei riferimenti, ti perdi inevitabilmente qualcosa.

Un po' come molti nippo fanno con i nomi o altro

Link al commento
Condividi su altri siti

Ah, capisco. Non avendo mai visto quei due film davvero non coglievo. Avevo però notato che aveva rimosso il titolo preciso del film "L'odio" (La haine), storpiandolo in "Che odio" dall'home-video che presta a un suo alunno di ripetizioni, parimenti cambiato da Blanka di Street Fighter 2 a una non citazionistica lucertola. Capisco che è lo stesso, con la stessa comprensibilissima ratio.

Per me è un bene, dato che l'uso strumentale di personaggi, feticci e cliché della narrativa sottoculturale postmoderna è una delle tre grandi cose che faccio fatica a digerire dell'autore. In questo modo è un po' depotenziata. :-)

Ah, ho editao il post aggiungendo righe di gusudio di valore personale, dato che mi sono reso conto che fino a prima non si capiva quanto mi fosse piaciuta la serie, e quanto mi abbia stupito il risultato che l'autore è riuscito ad ottenere.

PS:
De "La haine" avevo forse parlato da qualche parte. L'avevo recuperato proprio a causa di un fumetto di Michele Rech. Poi ovviamente studia il verlan e tutto, ma resta che il sottotitolo che gli affibbiai fu "I figli illegittimi del benessere".  Quindi mi era piaciuto (ci avevo pensato), ma non quanto "Haut le coeurs" dei FAUVE.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

2 hours ago, Shito said:

 

Per me è un bene, dato che l'uso strumentale di personaggi, feticci e cliché della narrativa sottoculturale postmoderna è una delle tre grandi cose che faccio fatica a digerire dell'autore. In questo modo è un po' depotenziata. :-)

 

Allora a me non dispiacciono, anzi però anche capendo il punto divista in questo caso è comunque un male, perchè il personaggio è creato così "citazionistico" se ne togli le citazioni lo azzoppi.

Un po' comq quando in anime/manga mettono personaggi reali per inquadrare la vicenda (esempio i giocatori/squadre vere in tsubasa) leggerli "camuffati" da noi mi da un po' fastidio, ecco ho avuto la stessa percezione nella serie.

Capisco che non puoi metterli come li avevi pensati (e anche lì vorrei capire perchè su carta sì in video no) ma vedere un personaggio con la parrucca per non avere problemi è un pugno in un occhio, o lo cambi completamente e te ne inventi uno nuovo ma così mi è piaciuto poco.

Link al commento
Condividi su altri siti

Sì, è il motivo per cui a me quel tipo di citazione "strutturale" no piace: perché è autostoppismo narrativo. Ovvero: se mi pongo davanti a un'opera originale non voglio avere la sensazione di essere monco nella lettura dell'opera perché non conosco... altre opere strutturalmente citate in quella. Hai presente quando T.S.Eliot parlava di wastelands? Ecco. Voglio dire, una cosa sono gli archetipi, che so, il ratto di Persephone piuttosto che la decapitazione allo specchio della Gorgone, se parliamo della cultura italica direi persino i grandi profeti trecenteschi, oppure ovviamente quella cristiana – anche io che cristiano non sono so che un giglio bianco è simbolo di purezza – ma pensare di dover avere frammenti di cose subculturali come bagaglio strumentale di lettura è un po' umiliante. Non è esattamente il canone della lettura simbolica del primo rinascimento, ecco.

Nel caso del personaggio della madre, avevo semplicemente assunto che fosse rappresentata come una chioccia perché archetipo di "madre-chioccia", seppur di figlio unico.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

2 hours ago, mtpgpp said:

Un po' come quando in anime/manga mettono personaggi reali per inquadrare la vicenda (esempio i giocatori/squadre vere in tsubasa) leggerli "camuffati" da noi mi da un po' fastidio, ecco ho avuto la stessa percezione nella serie.

Capisco. A me quelle cose danno generalmente fastidio sempre, nel senso che la mia percezione separa così tanto finzione da realtà che non vorrebbe proprio citazioni in assoluto: urtano la mia sospensione di incredulità. Per dire, un mio amico alle elementari credeva che W.Genzo scritto sul cappellino di Wakabayashi Genzo fosse una storpiatura di W.Zenga, alé. Ma è tutto storto, come la si metta la si metta. Infatti l'unico che è riuscito a farmi digerire una simile intrusione di realismo nella narrazione fantastica è stato Takahata Isao, ma credo che lui sia stato proprio unico in tutto.

Quando vidi la Tour Eiffel accoppata dal N.Nautilus in Nadia, per dire, mi smontò tutta la serie: "no, questo non è successo, non ci credo più".

Che poi è – secondo me – una delle ragioni del successo della narrativa fantastica giapponese in occidente: il Giappone comporta un livello implicito di depaysemnt che fa funzionare il fantastico. Nel senso che è ovvio che per un bimbo giapponese il Fuji-san era il Fuji-san, e no, alle sue pendici NON c'era la base di Mazinger-Z, ma per me che ero un bimbo italiano? Boh! E negli effetti il "concetto di Giappone" esso tutto diveniva subconsciamente un ideale "paese dei balocchi". E infatti questa cosa resta, e per molti occidentali il Giappone resta la terra promessa dei bambini che furono e bambinoni che sono, una sorta di enorme parco giochi. Se ci pensi, i conti tornano.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

4 ore fa, Shito ha scritto:

Sì, è il motivo per cui a me quel tipo di citazione "strutturale" no piace: perché è autostoppismo narrativo. Ovvero: se mi pongo davanti a un'opera originale non voglio avere la sensazione di essere monco nella lettura dell'opera perché non conosco... altre opere strutturalmente citate in quella. Hai presente quando T.S.Eliot parlava di wastelands? Ecco. Voglio dire, una cosa sono gli archetipi, che so, il ratto di Persephone piuttosto che la decapitazione allo specchio della Gorgone, se parliamo della cultura italica direi persino i grandi profeti trecenteschi, oppure ovviamente quella cristiana – anche io che cristiano non sono so che un giglio bianco è simbolo di purezza – ma pensare di dover avere frammenti di cose subculturali come bagaglio strumentale di lettura è un po' umiliante. Non è esattamente il canone della lettura simbolica del primo rinascimento, ecco.

Zerocalcare non ha mai fatto mistero di rivolgersi principalmente ai nerd come lui, del resto in una vecchia intervista diceva "Se non sai chi è Cthulhu non mi devi leggere..".

Link al commento
Condividi su altri siti

Sì, ricordo quella boutade, ma resta comunque una boutade.

Nulla da eccepire alla legittimissima libertà espressiva ed autoriale di Zerocalcare, comunque. Parlavo semplicemente delle mie personali, e per questo insignificanti, inclinazioni. :-)

Allo stesso tempo, ci sno cose nelle sue opere che mi paiono davvero valide e che quindi me ne hanno fatte fruire (ad apprezzare) svariate. Una cosa onestamente umana.

  • Mi Piace 1
Link al commento
Condividi su altri siti

Non so, a me Lovecraft, che è un autore letterario, pare già un po' particolare. Le basi del nerdismo sono forse Star Wars e altre bambinate holliwoodiane, poi elevate a feticci postmoderni per "giovani adulti" (ossimoro), che non a caso mi paiono ben più citate da Zerocalcare che HPL. Infatti la sua mi pare non solo una boutade, ma la tipica boutade fatta in quel modo in cui "ci si da un tono" all'interno di un determinato ambiente subculturale. Tutto molto tipico, direi. Strizzi l'occhio al pubblico con i Masters of the Universe, con Darth Vader, col Piccolo Mugnaio Bianco e Clementina (in genere senza sapere dell'autrice Nidasio, però) e i Pan di Stelle, con il GameBoy, e poi te la tiri con Lovecraft. Booooring. :-)

Se le parole scritte occupano una superficie superiore a quella occupata dai disegni, non è vero "nerdismo" postmoderno - temo.

Infatti, le graphic novel.... lol.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

1 hour ago, Eymerich said:

Nell'ambiente nerdistico Cthulhu & co. sono molto noti per via del GDR The Call of Cthulhu, assai in voga negli anni 80 e 90 (prima di allora HPL era un autore assai meno noto..).

 

 

direi che pesa anche (e forse più) il fatto che fosse molto citato da DYD negli anni in cui era in voga (io ci arrivai cosi)

Link al commento
Condividi su altri siti

40 minutes ago, ryoga said:

direi che pesa anche (e forse più) il fatto che fosse molto citato da DYD negli anni in cui era in voga (io ci arrivai cosi)

Idem. Io ne sentii parlare (ovvero ne lessi) nel primo Almanacco della Paura (1991... UUarghhhh!^^'), dove c'era un servizio su HPL, oltre ad una storia ispirata dalle sue opere:-)

Modificato da Den-chan
Link al commento
Condividi su altri siti

Io conosco HPL davvero per caso, credo che me ne parlò un amico alle scuole medie che era appassionato di letteratura horror, insieme a LeFanu, Polidori e altri.

In ogni caso, sia per estrazione letteraria che per epoca ('80-primi-'90) credo che HPL sia un po' un "quarto di nobiltà" nerdica, e lo dico con tutto l'affetto del mondo.

C'è poi il fatto che HPL mi pare fondere due elementi nerdoni, ovvero la fantascienza cosmica e la mitologia antica, con qualcosa di orrifico a glassa del tutto. Ai tempi anche avere letto "Monna Lisa Cyberpunk" faceva molto gran visir dei nerd, quando "cyberspazio" era una parola ancora così nuova e si credeva che "Koukaku Kidoutai" volesse dire "Squadra Speciale Ghost" - ma quando mai? In realtà significava "protesi di silicone in full power", ma ai tempi il giapponese era ancora una lingua esotica.

Un pochino, forse ma non so, anche E.A.Poe è un po' da nerd-posh. Forse ma forse. Ditemi voi. Di Poe (che mi fu presentato dallo stesso amico) qualcosina lessi più tardi, ma a causa degli Alan Parson Project e poi, beh, Nabokov. No more. Nevermore.

3 hours ago, ryoga said:

direi che pesa anche (e forse più) il fatto che fosse molto citato da DYD negli anni in cui era in voga (io ci arrivai cosi)

Ora che mi ci fai pensare, forse il secondo speciale, ovvero quello a mio dire obbro-briosamente disegnato da Attilio Micheluzzi, pure mi portò un poco a indagare su HPL.

Noto che questa pagina di thread è scivolata verso un consesso di otaku d'antan (tautologia). Mi piace. :-)

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

6 hours ago, Eymerich said:

Zerocalcare

Non e' un nerd, e'qualcuno di un certo schieramento politico (cfr l'elegia della lotta contro la pula) che negli anni ha fatto dellappropriazione culturale la ragione del proprio essere.

 

Cioè, gente, tutti abbiamo letteralmente subito gli anni 80 di TV in cui per riempire i palinsesti mettevano anime a pioggia.

E la TV allora era l'oggetto mistico (c) cui affidare la cura dei pargoli.

Quindi tutti in Italia sono nerd? Andiamo su, uno che mi cita a cazzo in una sua cosa Sirio il dragone, nel suo arco di cecità indotta, di un nerd?

Ditelo che al baretto sotto casa ne trovo quanti ne volete.

Link al commento
Condividi su altri siti

Devo dire che la frase (nel primo episodio della sua serie) "Credevo fosse la fila per il DVD di Evangelion!" mi aveva fatto pensare a un mischione fra l'Hype per il quarto Rebuild e quello per l'allora annunciata Ultimate Edition (la scena era ambientata nei primi anni 2000, ma non credo egli facesse riferimento alla primissima edizione DVD, risalente all'epoca), ovvero a una gag basata (in quel caso ero 'ipersensibile' LOL, ma magari ce ne saranno altri che non ho colto, dovrei rivederlo) su un qualcosa che non aveva realmente approfondito. Naturalmente è solo un'impressione. Quindi Zerocalcare sarebbe un finto nerd (con ideologie ben precise) che conquista i nerd (o altri finti nerd?) parlando il loro linguaggio. Boh, non saprei, non lo conosco/seguo abbastanza, ma può essere, chissà. Cmq lo trovo sicuramente interessante.

Link al commento
Condividi su altri siti

La discussione riprende da qua con alcuni punti di attenzione:

- Chi parla di appropriazione culturale ancora a lungo (a meno che non sia strettamente legato a come viene applicato nell'opera in questione) si prende una pagaiata
- Chi parla estensivamente di Lovecraft si becca una pagaiata
- Chi parla estentivamente di E.A. Poe si becca una pagaiata
- Pagaiare con la pagaia della scuola, quella si che è una pagaiata!

Link al commento
Condividi su altri siti

Sì, il discorso che faceva Shuji sulla "appropriazione culturale" è stato per me interessante. Non conoscevo questo concetto. Seguendo in link fornito da Shuji stesso sono andato a leggerne qualcosa. Ma non mi pare il caso di Zerocalcare, principalmente per due motivi:

1) l'uso di "miti postmoderni" che Zerocalcare fa non mi pare altro che basato su una conoscenza sua propria, e nativa, degli stessi - non parlerei quindi di "appropriazione", perché gli sono propri da principio, e

2) non mi pare che Zerocalcare ne faccia un uso strumentale preordinato e calcolato, mi sembrano semplicemente suoi referenti interiori.

Che parli dello Slime Pit dei Masters of the Universe, che si tratti del poster della Stella della Senna alle spalle della piccola Sarah che studia, che metta in scena alcuni personaggi di Star Wars (più o meno rielaborati nei loro stilemi archetipali), io vedo esattamente quello che la proto-GAiNAX faceva ai tempi dei duo DAICON o.a. - ovvero la rielaborazione genuina.

Nel caso dei corti della DAICON, si trattava del 95% della materia narrativa usata (è una narrazione c'era, sì). Nel caso dei fumetti e poi della serie animata di Zerocalcare si tratta, mi pare, di una componente diffusa e disciolta all'interno di narrazioni di stampo sociale autobiografico, ma la cosa mi pare altrettanto – se non più – genuina.

Shuji: certamente che queste sono cose generazionalmente "molto comuni", e infatti – non a caso – da molti Michele Rech viene inneggiato come nuovo intellettuale di quella generazione. Ora, a me quell'uso narrativo di "pezzi di postmodernità" (e farne quel tipo di uso è cosa terribilmente postmoderna in sé) non piace, ma questo non significa nulla - ovviamente. Per quanto abbia spiegato le ragioni del mio personale non apprezzamento di quell'elemento narrativo.

In ogni caso, non vedo in alcun modo un caso di "appropriazione culturale" nelle opere di Zerocalcare, per come tu mi hai spiegato cosa sia e per come io ho poi seguito le tue indicazioni per capirlo un po' meglio. Mi vengono in mente casi che io stesso definirei "di appropriazione culturale", ma sicuramente non Zerocalcare, e non ne parlo qui perché trovo sensate le richieste di Gara - che ringrazio per l'opportunissimo split. :-)

Magari non ho capito niente, caso in cui ti chiedo ulteriori lumi.

Ma per capirci, se al posto di Zerocalcare ci fosse Zeroshito, beh le storie dovrebbero essere piene zeppe di citazioni da videogiochi da sala ottantini e novantini, suppongo. Ognuno ha il suo retroterra consumistico, no? Ma non è che il rigurgito di quelli, per quanto sgradevole per taluni (come per me), sia meno che genuino, ecco.

Per quanto riguarda il discorso diciamo "politoco" (ho messo le virgolette) la cosa è ancora più interessante, perché ho la sensazione che il concetto stesso di "politica" sia molti diverso a seconda della generazione a cui si appartiene. E io sono vecchio, Shuji persino antico, Zerocalcare incomincia ora a essere un po' attempato. Anche di questo mi piacerebbe parlare con voi, ma con ordine, quindi per ora non metto altra carne sul fuoco. :-)

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

In senso estensivo lo e', in quanto lui fa riferimento e inserisce nella sua opera elementi culturali terzi al di là del contesto originario.

Se come dicevo in una vignetta fa un battutine inserendoci l'immagine di un Sirio il dragone (lo chiama così) a corredo della sua battuta non mostra nerditufine ma al massimo appropriazione culturale, che e' appunto uno dei modi di fare di una certa mentalità politica e sociale che tende a fare propri una serie di riferimenti similari.

Essere nati in un certo periodo ed aver subito le influenze di quel periodo non porta uno ad essere un nerd di uno specifico o piu' argomenti.

Io sono sì "figlio" di quest'epoca qua sotto:

 

Ma se in una ending di JOJO sento:

 

non sono un nerd musicale, così come potrei citare gli Zeppelin (o Samantha Fox), e' banalmente tutta roba che ho sentito in quegli anni.

Il soggetto di cui si parla non fa altro che fare riferimento alle sue esperienze personali.

E a me, di quello rimasticato che ha da dire, non interessa un bel nulla.

 

 

Link al commento
Condividi su altri siti

34 minutes ago, Shuji said:

In senso estensivo lo e', in quanto lui fa riferimento e inserisce nella sua opera elementi culturali terzi al di là del contesto originario.

Se come dicevo in una vignetta fa un battutine inserendoci l'immagine di un Sirio il dragone (lo chiama così) a corredo della sua battuta non mostra nerditufine ma al massimo appropriazione culturale, che e' appunto uno dei modi di fare di una certa mentalità politica e sociale che tende a fare propri una serie di riferimenti similari.

Essere nati in un certo periodo ed aver subito le influenze di quel periodo non porta uno ad essere un nerd di uno specifico o piu' argomenti.

Io sono sì "figlio" di quest'epoca qua sotto:

 

Capisco tutto il discorso. E lo condivido, volendo, perché ripeto: "a me le rimasticazioni subculturali non piacciono".

Ho la sensazione, e potrei sbagliare, che a me come a te piacciono le citazioni, non le appropriazioni di elementi narrativi altrui, Quindi che so, ricordo che in Nathan Never c'era una tuta spaziale che si chiamava tipo Hanson-Tomino, e ok. Ovviamente gli atlantidi in Nadia vengono dalla Nebulosa M66, e ok. La data del Second Impact viene da dove viene, e lo sappiamo, cose grosse quel dì sulla Luna. Ma sono tutte citazioni. Non sono pezzi presi di peso e messi in una nuova narrazione a scopo strumentale.

La cosa su cui mi pare io e te divergiamo è lo spirito con cui Zerocalcare opera quello che tu hai definito "appropriazione culturale", io ho chiamato "autostoppismo narrativo". Il punto è che la tua terminologia fa pensare a una cosa studiata e anche un po' bieca, come se io che sono Shitarello ora facessi lo "streamer" e in barba al fatto che non mi sento in alcun modo legato a "le principesse Disney" ne facessi una bandiera, perché so che sono popolari. Non mi pare questo il caso di Zerocalcare, che mi sembra si esprima mettendo strumentalmente in scena "pezzi" di cui è proprio fatta la sua materia mentale. Il che apre le danze a tutta un'altra più lunga e serie di paradossi, ma dicevo di voler rimanere ordinato. Anche l fatto che lui parli di "sirio di dragone", ovvero proprio a livello basico, per me sta a dire solo "era un mio tormentone di infanzia". Un po' come era, forse Ken il Guerriero per una generazione subito precedente, nella sua versione italica. Sai qual'è la differenza, Shuji? IL CARATTERE! Tipo. Se sei di Roma, sono sicuro che tu possa cogliere, o forse sono io che di Roma frequentavo solo certi circoli intorno a una certa sala giuochi ad Arco di Travertino.

A me pare che tu legga con una certa "malignità" il modo di essere narrativo di Zerocalcare, ecco. E quel modo narrativo a me non piace, ma davvero ne vedo l'onestà: tutti gli animali ci sono perché da piccolo adorava andare allo zoo con la nonna, e i pezzi di roba pop-televisiva ci sono perché è stato un bimbo italiano dinanzi a quella generazione - che io identifico molto con "il GameBoy", guarda caso un altro dei suoi feticci, per me una cosa del mio cuginetto più piccolo.

Guardando le cose di Michele Rech sento molto una frattura generazionale, o forse solo mia, in cui per me le cose "subculturali" sono in un angolo, una stanza chiusa, "fuori della vita". Una specie di sacrario, se vogliamo, ma del tutto avulso dalla quotidianità. Mi pare invece che generazioni successive abbiano del tutto attuato una fusione di quelle nel loro quotidiano a livello di linguaggio. E se guardo cose di persone ancora pù giovani di Zerocalcare, fino alle peggiori meme da FB, mi pare proprio così.

Questo mi riporta a T.S.Eliot.

Per dire che se vedessi un affiatato duo di amici, nella realtà, non direi mai "wow, siete proprio Batman e Robin" (per dire ci un classico subculturale precedente alla mia nascita, quindi da me conosciuto come "pregresso" ovvero "già dato"), e non direi mai neppure "wow come Dylan Dog e Grouchi", semmai penserei ad Achille e Patroclo, a Morgante e Margutte, a Don Quixotte e Sanch, a Garguantuà e Pantagruele persino - perché per me gli archetipi sono solo gli archetipi culturali, e la subcultura deve starsene all'angolo.

Che sì, la donna dello Stilnovismo era una "waifu", forse, ma non userei questo argomento quando spiego la secondo me FOLLIA della lettura contemporanea invertita del più celebre verso del canto di Paolo&Francesca - sul quale sono tipo Biglino. Forse Zerocalcare darebbe a Paolo&Francesca i volti di Oscar e Andrè, però. O di Marie Antoinette e Fersen, magari. Del resto la sua formazione culturale è italofrancese. E questo sì, lo capisco, perché per un quarto almeno è stato così anche per me.

Shu, a te piaceva Robert Miles? Io l'ho scoperto col ritornello del tema di Rock Howard.  Che ha la faccia di Nagisa Kaworu, si capisce. E dico, CHILDREN. Fourth Children, soprattutto. ^^;

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo