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I messaggi di Evangelion


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Prego tutti di distinguere tra la 'pippa mentale' e la comprensione di un messaggio reale (inteso) di un autore.



E' un argomento che mi sta a cuore da sempre.


Ma in mancanza di dichiarazioni esplicite su ogni singolo aspetto di un'opera, come fai a distinguere oggettivamente dove finisce il messaggio dell'autore e dove comincia la sovrainterpretazione?

Ad esempio, nel tuo lungo post in cui analizzi Haruhi secondo me ci sono parecchie sovrainterpretazioni personali, come porre una barriera?
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Io vorrei punti dove emerga univocamente una caratterizzazione profonda e che siano "universalmente" buoni.



Perché quel che temo è che NGE non possa aver nulla di "dimostrabile" in questo senso. Provatemi che sbaglio, allora lo si dovrà prendere sul serio. Abbiamo ben detto che si deve andare oltre al personalistico, no?



mezzo-OT: l'unica "tutina rossa" la cui morte mi abbia colpito, a mia memoria, credo sia stata su Zipang. Questo forse dovrebbe far meditare sul "realismo"...  :sisi:


Quello che chiedi è materialmente impossibile.

Non perchè non si possano trovare interviste con i commenti degli autori, ma perchè di base, tu rifiuti queste argomentazioni, e poichè le loro parole sono l'unica cosa che abbiamo, negarle significa  poter negare poi qualsiasi cosa.

Sei furbo.  Praticamente ti sei trincerato dietro ad una sfida che nessuno può vincere.

Anche perchè, se adesso arrivasse ipotetichamente Anno a spiegarti la sua opera o dirti come sono andate le cose durante la lavorazione, probabilmente tu gli diresti che si sta inventando tutto sul momento, in quanto:

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questo a parte il fatto che le dichiarazioni lasciano il tempo che trovano (se l'oggetto cui si riferiscono non sembra dare riscontri ad essa).


:rotfl:
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Non perchè non si possano trovare interviste con i commenti degli autori, ma perchè di base, tu rifiuti queste argomentazioni, e poichè le loro parole sono l'unica cosa che abbiamo, negarle significa  poter negare poi qualsiasi cosa.


Ehm, io le volevo dall'opera; volevo elementi di "profondità" di cui discutere da là. E non mi interessa il legame con le dichiarazioni... questa è una cosa che avete fatto tutta voi :o

(né vedo che ci sia di così strano al fatto che un autore trolli. Proprio zero. E pensa che per me le dichiarazioni di cui sopra sembrano accettabili)
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No, no!

 

Sto dicendo: a parte l'archetipo che è facile (siamo d'accordo?) cosa diremmo che negli episodi di NGE renda veramente speciale Asuka (o chi per essa)? Dicendo COSA? Siamo tutti d'accordo?

 

Niente più che la serie ;)

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Il fatto che Eva sia autobiografico lo ammette Anno stesso,




E non ce ne frega un cazzo  :nono:



Voglio dire. Si suppone qualcosa lo distingua da un diario illeggibile e noioso, no? Non ci piacciono le cose per la loro "sincerità", se no leggeremmo i primi comunque, come opere di narrativa almeno.



Questo a parte il fatto che le dichiarazioni lasciano il tempo che trovano (se l'oggetto cui si riferiscono non sembra dare riscontri ad essa).


mmmh, grossomodo hai presente la poetica di Aristotele, e il suo discorso riguarda alla poesia che è 1) più filosofica della storia ( un mero diario è storia di un tizio ) perchè tratta il verosimile, indipendentemente dal servirsi di avvenimenti storici o anche fantastici; 2) produce catarsi ( ma fai conto che non l'ho messo questo ...). la differenza tra un mero diario e un'opera d'arte autobiografica è lì ( = 1) , ovvero si parla della propria situazione, che costituisce certo un caso "verosimile", perchè la si conosce bene, ma sempre con intento di "poeta" e non di semplice relatore.

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No, no!



Sto dicendo: a parte l'archetipo che è facile (siamo d'accordo?) cosa diremmo che negli episodi di NGE renda veramente speciale Asuka (o chi per essa)? Dicendo COSA? Siamo tutti d'accordo?



Niente più che la serie ;)


di solito interpretando testi basandosi solo su di essi ( il che solitamente avviene per necessità quando non ci sono dichiarazioni dell'autore; ma nell'epoca della commercializzazione ritengo lecito il tuo dubbio di considerarle cautamente ) vengono fuori anche interpretazioni opposte e contraddittorie, ma ciò non svilisce il testo.

poi boh, sotto certi punti di vista non hai torto però, parlando da amici e non solo per declassare Eva o imporre la propria interpretazione a tutti i costi, qualche punto di convergenza tra le opinioni differenti penso che possa emergere ... poi noi abbiamo anche alcune dichiarazioni che, ad esempio, eliminano a detta di tutti coloro che le conoscono le interpretazioni in senso cabalistico!
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mmmh, grossomodo hai presente la poetica di Aristotele, e il suo discorso riguarda alla poesia che è 1) più filosofica della storia ( un mero diario è storia di un tizio ) perchè tratta il verosimile, indipendentemente dal servirsi di avvenimenti storici o anche fantastici; 2) produce catarsi ( ma fai conto che non l'ho messo questo ...). la differenza tra un mero diario e un'opera d'arte autobiografica è lì ( = 1) , ovvero si parla della propria situazione, che costituisce certo un caso "verosimile", perchè la si conosce bene, ma sempre con intento di "poeta" e non di semplice relatore.


Non ho capito niente. Che passo sarebbe?

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di solito interpretando testi basandosi solo su di essi ( il che solitamente avviene per necessità quando non ci sono dichiarazioni dell'autore; ma nell'epoca della commercializzazione ritengo lecito il tuo dubbio di considerarle cautamente ) vengono fuori anche interpretazioni opposte e contraddittorie, ma ciò non svilisce il testo.


Mi sembra una scemenza, sinceramente. Un critico le cui tesi siano dimostrate soltanto dalle possibili dichiarazioni dell'autore mi sembra il peggior critico immaginabile, veramente una presa in giro.
Del resto, adesso, a parte opere strettamente contemporanee palesemente ambigue, in che minchia di critica ci si basa sulle dichiarazioni degli autori per decidere cosa intende il filmato nei suoi vari punti? :o

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parlando da amici e non solo per declassare Eva o imporre la propria interpretazione a tutti i costi, qualche punto di convergenza tra le opinioni differenti penso che possa emergere ..


Il fatto è che penso che se nemmeno i fan sanno che cosa trovino di importante nei personaggi, volendo essere onesti con noi stessi (unica critica possibile!), dovremmo assumere che non troviamo molto di più che l'estetica e i ritmi registici di serio in quest'anime - il resto che viene osannato parrebbe essere il corrispettivo del technobabble. (il che sta bene in sè, non ci piove. Porca miseria, io ADORO lo studio Shaft post-2004. E' questione di onestà, però, quando ci si chiede cosa piace di esso)
In altre parole, che la posizione di Max diventa quella più realistica. E sì che non lo crederei particolarmente, di mio, ma se arriviamo a queste conclusioni...
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di solito interpretando testi basandosi solo su di essi ( il che solitamente avviene per necessità quando non ci sono dichiarazioni dell'autore; ma nell'epoca della commercializzazione ritengo lecito il tuo dubbio di considerarle cautamente ) vengono fuori anche interpretazioni opposte e contraddittorie, ma ciò non svilisce il testo.




Mi sembra una scemenza, sinceramente. Un critico le cui tesi siano dimostrate soltanto dalle possibili dichiarazioni dell'autore mi sembra il peggior critico immaginabile, veramente una presa in giro.

Del resto, adesso, a parte opere strettamente contemporanee palesemente ambigue, in che minchia di critica ci si basa sulle dichiarazioni degli autori per decidere cosa intende il filmato nei suoi vari punti? :o

boh, parlando di filmati, quindi critica cinematografica e non di animazione, dato che una vero settore di critica degli anime non esiste ( anche perchè avrebbe poco lavoro serio  ;D ), se si ha una dichiarazione del regista ci si appiglia certo a quella ( non ti faccio esempi che sarebbe pressochè inutile dato che sono infiniti ).
Si cerca poi di individuare tematiche in comune nell'opera omnia dell'autore ( e se è un autore con la A maiuscola, ha certo delle sue tematiche ) e di evidenziare dove esse compaiano nella singola opera.
A fronte di zero dichiarazioni del regista ( e non volendo tu dare credito a quello di Anno, che sono anche molto credibili, siamo ridotti così ) si può interpretare l'opera singola solo trovando punti in comuni tra tutte le opere. Se non ci sono tematiche comuni l'"autore" è al massimo un esteta dato che è difficile che un tizio proponga una visione del mondo totalmente diversa e indipendente in ogni suo lavoro.

Ora le tre opere veramente di Anno ( Gunbuster, Nadia, Eva ) hanno dei punti in comune ? Se si, alla tua onestà intellettuale deciderlo, quei punti possono considerarsi parte della poetica dell'autore, ovvero del suo modo di esprimere una propria visione del mondo.

P.S.
dalla qualità delle tematiche e della loro esposizione si determina poi la qualità dell'autore  ;)

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parlando da amici e non solo per declassare Eva o imporre la propria interpretazione a tutti i costi, qualche punto di convergenza tra le opinioni differenti penso che possa emergere ..




Il fatto è che penso che se nemmeno i fan sanno che cosa trovino di importante nei personaggi, volendo essere onesti con noi stessi (unica critica possibile!), dovremmo assumere che non troviamo molto di più che l'estetica e i ritmi registici di serio in quest'anime - il resto che viene osannato parrebbe essere il corrispettivo del technobabble. (il che sta bene in sè, non ci piove. Porca miseria, io ADORO lo studio Shaft post-2004. E' questione di onestà, però, quando ci si chiede cosa piace di esso)

In altre parole, che la posizione di Max diventa quella più realistica. E sì che non lo crederei particolarmente, di mio, ma se arriviamo a queste conclusioni...


boh secondo me i fan ( quelli hardcore, non  quelli che apprezzano [ solo ] i robottoni ben disegnati ) se non afferrano pienamente ciò che apprezzano, data la complessità dell'opera, ne hanno almeno una visione sfocata.
Per il resto mi arrendo, d'altronde tu stai facendo un discorso del tipo: se tutti concordano sull'essenza e le qualità di una cosa, tale cosa è determinata, discriminata e stabile. Altrimenti non lo è. La concordanza di tutti è quasi impossibile.
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se si ha una dichiarazione del regista ci si appiglia certo a quella


Gradirei un esempio o due, fuori dall'animazione. Chessò, un bel romanzo classico così non ci sono shitstorms che continuano. Perché mi sembra sinceramente una follia, non affidarsi al dannato testo per giudicarlo, e una presa in giro.

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Si cerca poi di individuare tematiche in comune nell'opera omnia dell'autore


Va buono, esse si ripetono. Però NON è quel che mi interessava... Chissenefrega, per ora, se esista una visione del mondo unitaria nel barbuto regista. Anzi, chissenefrega del tutto (vedi poi).

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dalla qualità delle tematiche e della loro esposizione si determina poi la qualità dell'autore  ;)


Direi solo dalla qualità della loro esposizione.

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, ne hanno almeno una visione sfocata.


Perché? Se uno dice che di tal anime ghe pias solo i robottoni, che c'è di male?
Sarà a lui dimostrare perché non trovi altri elementi di interesse, al massimo... sempre non sia chiaro "a tutti" che effettivamente solo quelli là rullino.

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se tutti concordano sull'essenza e le qualità di una cosa, tale cosa è determinata,


Ma figuriamoci. Questa è critica, mica scienza.  :thumbsup:
Volevo vedere tuttavia se esistevano degli elementi concreti per sostenere la "serietà" dei personaggi (quindi, elementi non contradditori). Sennò, mmmm...  :smoke:
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se si ha una dichiarazione del regista ci si appiglia certo a quella




Gradirei un esempio o due, fuori dall'animazione. Chessò, un bel romanzo classico così non ci sono shitstorms che continuano. Perché mi sembra sinceramente una follia, non affidarsi al dannato testo per giudicarlo, e una presa in giro.


guarda di letteratura non compro molti testi di critica, cmq nelle belle introduzioni e commenti della Garzanti si tiene conto di parole dell'autore che potrebbero essere in collegamento con l'opera in questione. Possibile  che tu non abbia mai letto cose del tipo: il tizio disse bal bla e anche nell'opera ...

Poi ti dico qualche testo di critica cinematografica dove si tengono in conto le dichiarazioni del regista:
Auro Bernardi: Bunuel
Rene Predal: Bresson
Tullio Kezich: Fellini
potrei continuare all'infinito XD, anzi devo dire che non conosco un testo di critica che sistematicamente non tiene conto delle dichiarazioni dell'autore ...

Per il resto non so aggiungere altro, non lo ritengo nemmeno opportuno visto che scriverei ripetendomi.
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guarda di letteratura non compro molti testi di critica, cmq nelle belle introduzioni e commenti della Garzanti si tiene conto di parole dell'autore che potrebbero essere in collegamento con l'opera in questione.


Guarda che la domanda è ben diversa. Stai parlando di APPIGLI, ovvero: decidere la propria posizione su di esse, a dispetto del testo o del filmato.

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anzi devo dire che non conosco un testo di critica che sistematicamente non tiene conto delle dichiarazioni dell'autore


Non vedo l'ora di leggere la critica dove si tiene conto delle intervista ad Omero!  :sisi:
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Dilettandomi un po' di critica, devo dare ragione a Daironne.

 

Dobbiamo innanzitutto fare una prima distinzione tra cio' di cui stiamo parlando.

 

SE parliamo di un saggio, e' normale che ci si rivolga alle dichiarazioni dell'autore.

SE parliamo di narrativa, in senso lato pur cinematografica, le intenzioni dell'autore nascono e muoiono nell'ambito di cio' che viene raccontato; se poi l'autore 'sente' di dover fare specificazioni, allora cio' che si voleva in qualche modo 'comunicare' non e' passato.

 

Il fatto e' che una qualunque opera, una volta lasciata 'la penna' dell'autore, assume e prende vita del tutto autonoma. Questo considerando anche che compito della critica e' quello di *evidenziare* determinate suggestioni che possono essere state talmente ben metabolizzate dall'autore da essere poste su un testo senza diretta cognizione o sua evidenziazione.

 

Un autore afferma su una rgomento tutto cio' che ha da dire nella sua opera; se per questa opera poi realizza un 'pechenino' allora gia' la sua opera non funziona di per se'; se poi si tratta di singole dichiarazioni prese a destra e a manca, significa poco. Chiunque, ad ogni livello, assume ed usa determinate espressioni e suggestioni anche in forma inconsapevole. Qua arriva il critico.

 

Inoltre, altro compito della critica, oltre a quello di evidenziare suggestioni ed elementi eventualmente metabolizzati dall'autore, e' quello di identificare e tracciare delle linee attraverso le quali rendere discernibile e a sua volta assimilabile l'opera stessa.

 

Quindi, le intenzioni dell'autore sono contenute nell'opera che egli realizza.

 

E questo e solamente questo e' oggetto di critica.

 

Specificazioni possono rappresentare curiosita', e come gli amici del Castoro ben sanno (sic) rappresentare specificazioni non tanto dell'opera o di un'opera in se', quanto della personalita' e della formazione di un autore, chiave questa importante per valutare elementi precipui di un'opera.

 

MA il fatto che si dica su un argomento "L'autore ha detto questo quindi e' cosi'" (anche considerando che in questo tipo di medium la catena creativa non e' MAI limitata ad un unico individuo) ha valore di curiosita'.

Di 'gadget', ma non e' elemento fondante di critica.

 

Perche' niente, veramente niente, e' piu' deleterio di un autore che fornisce una 'sua interpretazione' su quanto scrive; a quel punto scriva direttamente un saggio sull'argomento e finita li'.

 

La narrazione, la regia e quant'altro, sono un altro paio di maniche.

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SE parliamo di un saggio, e' normale che ci si rivolga alle dichiarazioni dell'autore.


E del resto anche tal saggio potrebbe non far capire ciò che viene detto nelle dichiarazioni. Probabilmente errore di revisione, ma comunque il saggio dice quello che dice.
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SE parliamo di un saggio, e' normale che ci si rivolga alle dichiarazioni dell'autore.




E del resto anche tal saggio potrebbe non far capire ciò che viene detto nelle dichiarazioni. Probabilmente errore di revisione, ma comunque il saggio dice quello che dice.


Si, ma il saggio di per se' e' spunto di discussione.
E si parla di quanto in esso contenuto, considerando quanto detto dall'autore.
Tali parole poi possono essere frutto di integrazione, rettifica, ulteriore specificazione. Nelle conferenze non si fa altro; si cercano e si offrono elementi di confronto e di dialogo.

Nella narrazione cio' che l'autore vuole e intende dire e' totalmente contenuto nella sua opera. La critica ha a che fare con tale opera, non con cio' che intenderebbe dire l'autore.
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guarda di letteratura non compro molti testi di critica, cmq nelle belle introduzioni e commenti della Garzanti si tiene conto di parole dell'autore che potrebbero essere in collegamento con l'opera in questione.




Guarda che la domanda è ben diversa. Stai parlando di APPIGLI, ovvero: decidere la propria posizione su di esse, a dispetto del testo o del filmato.



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anzi devo dire che non conosco un testo di critica che sistematicamente non tiene conto delle dichiarazioni dell'autore




Non vedo l'ora di leggere la critica dove si tiene conto delle intervista ad Omero!  :sisi:


con l'ultima frase mi uccidi la discussione, mi fai ripetere cose note: 1) Omero forse non è manco esistito 2) non ha rilasciato interviste. Ben diverso dal caso del nostro Anno o di altri autori ...
per il resto ho già detto e mi sembra d'esser stato abbastanza vicino a quanto espresso da Shuji se non nel finale:
MA il fatto che si dica su un argomento "L'autore ha detto questo quindi e' cosi'" (anche considerando che in questo tipo di medium la catena creativa non e' MAI limitata ad un unico individuo) ha valore di curiosita'.
Di 'gadget', ma non e' elemento fondante di critica.

per me non ha valore di gadget ma valore di base su cui interpretare l'opera, almeno se si vuole avere dell'opera un'immagine più vicina possibile a quella del regista.
Poi è sempre valido il discorso: " vedete nell'opera ciò che volete, interpretatela a
piacimento"; ma così abbiamo l'opera per noi e non per il regista.
E, per assurdo, un film come "Anche i nani hanno cominciato da piccoli" potrebbe essere interpretato come: " dimostrazione della cattiveria dei nani, del loro essere privi di umanità, inferiori all'uomo, perversi, e di come, per la sicurezza degli elevati essere umani, sarebbe meglio che fossero uccisi, al fine di evitare ogni loro rivolta".

Poi il discorso delle tematiche ricorrenti è sempre valido ma se non si tiene conto per niente del regista anche quello fallisce e può portare, sempre per assurdo, a cose del tipo: "l'opera di Bunuel  è l'illustrazione del piacere della vita borghese e di come, cose come uccidere il papa, non possano mai andare oltre la mente di un pervertito; di come l'eresia, e la rivolta contro la Sacra Chiesa, conducano solo alla perdizione".
Interpretazioni deviate, anche se si potrebbero ben sostenere se si prescinde totalmente dal regista...
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con l'ultima frase mi uccidi la discussione, mi fai ripetere cose note: 1) Omero forse non è manco esistito 2) non ha rilasciato interviste. Ben diverse dal caso del nostro Anno o di altri autori .


Mi pare di non essere stato io a dire che esistono solo critiche basate sulle dichiarazione autorali, no?  :smoke:

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Poi è sempre valido il discorso: " vedete nell'opera ciò che volete, interpretatela a

piacimento"; ma così abbiamo l'opera per noi e non per il regista.


O magari, abbiamo l'opera e basta, ciò di cui vorremmo parlare.
Il resto è contesto - forse determinante, forse no.
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@Silent, Guarda che la critica e' la cosa piu' FALLACE che possa esistere ;)

 

Nella storia della critica ci sono state (non mi ricordo i nomi, dopo provo a ricercarli, ora visto che sono riuscito ad uccidere qualcuno di mia conoscenza che me ne impediva la visione  :ph34r: , vo' a vedere watchmen) delle cantonate ALLUCINANTI.

 

Qua non si sta parlando del fatto che un'interpretazione possa essere o meno fallace, quanto del fatto che l'oggetto della critica e' l'opera, e non cio' che intenderebbe dire l'autore.

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con l'ultima frase mi uccidi la discussione, mi fai ripetere cose note: 1) Omero forse non è manco esistito 2) non ha rilasciato interviste. Ben diverse dal caso del nostro Anno o di altri autori .




Mi pare di non essere stato io a dire che esistono solo critiche basate sulle dichiarazione autorali, no?  :smoke:


aaargh! io ho detto che "non ci sono critiche che non tengono conto sistematicamente delle dichiarazioni dell'autore" E precedentemente ho fatto notare che non se ne tiene conto solo se l'autore non ha mai rilasciato dichiarazioni.
è ovvio che la critica su Omero non tiene conto delle sue dichiarazioni: non ci sono!

@Shuji
a si guarda sulle cantonate allucinanti son d'accordo, però a mio parere quelle più allucinanti di tutte sono quelle che deviano completamente l'intenzione del regista ( ovviamente non conosciuta da chi scriveva la critica ).

Con la tua ultima frase( Qua non si sta parlando del fatto che un'interpretazione possa essere o meno fallace, quanto del fatto che l'oggetto della critica e' l'opera, e non cio' che intenderebbe dire l'autore. ) ammetti quindi una critica fasulla tipo la mia al film di Herzog?
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è ovvio che la critica su Omero non tiene conto delle sue dichiarazioni: non ci sono!


Quindi non è vero che la critica non possa non tener conto delle dichiarazioni, vivendo felice.  :smoke:
Abbiamo risolto il problema quando non ci sono. Ora, dobbiamo risolverlo tirando fuori esempi quando se ne fotte di alcune dichiarazioni? Dovrei rivedere un po' Hemingway credo....

(tra parentesi, faccio notare che solo in alcuni casi si criticano le "intenzioni")
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è ovvio che la critica su Omero non tiene conto delle sue dichiarazioni: non ci sono!




Quindi non è vero che la critica non possa non tener conto delle dichiarazioni, vivendo felice.  :smoke:

Abbiamo risolto il problema quando non ci sono. Ora, dobbiamo risolverlo tirando fuori esempi quando se ne fotte di alcune dichiarazioni? Dovrei rivedere un po' Hemingway credo....



(tra parentesi, faccio notare che solo in alcuni casi si criticano le "intenzioni")


Ripeto quello che ho detto la critica non può non tener conto sistematicamente delle dichiarazioni
quindi:1) con Omero non è che vive felice non tenendone conto, tiene in conto che non ci sono dichiarazioni nè dati certi sulla vita! ( il che è un pò come tener conto delle dichiarazioni)
2) ho usato l'avverbio sistematicamente: il che vuol dire che ci sono anche critiche che non tengono conto, ovviamente motivando ( il che è quasi tenerne conto ), di alcune dichiarazioni dell'autore ma NESSUNA ( che io conosca ) che ignora sistematicamente OGNI SUA DICHIARAZIONE
Detto ciò mi ritiro dalla discussione  8)
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torno a vedermi scraido :sisi:


:pazzia::pazzia: :pazzia: :pazzia: :pazzia: :pazzia: :pazzia: :pazzia: :pazzia: :pazzia::pazzia:

era da tanto che non vedevo una serie tv cosi' coinvolgente (e cmq non mi era mai capitato di spararmi 12 eps di seguito :lolla: ).
finche' roba cosi' non arriva in italia, un sacco di gente si fara' le pippe con evangelion. forse perche' non conosce altro?
vabbe' proseguo con la goro collection...
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@Shuji

a si guarda sulle cantonate allucinanti son d'accordo, però a mio parere quelle più allucinanti di tutte sono quelle che deviano completamente l'intenzione del regista ( ovviamente non conosciuta da chi scriveva la critica ).



Con la tua ultima frase( Qua non si sta parlando del fatto che un'interpretazione possa essere o meno fallace, quanto del fatto che l'oggetto della critica e' l'opera, e non cio' che intenderebbe dire l'autore. ) ammetti quindi una critica fasulla tipo la mia al film di Herzog?


Beh, ovviamente nel caso di una critica appositamente fasulla non ha senso non solo non parlare di intenzioni, ma anche l'opera in se' e' una scusa per una provocazione, e quindi scarsamente presa in considerazione  :snack:
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