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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Beh, io comprai il MD tardi, quando costava relativamente poco, e di certo non presi il SuperFamicom di importazione giapponese, quando lo vendevano a cifre matte. E non li comprai insieme, ovviamente. Non mi sarei potuto permettere nulla di tutto ciò. Ero il tipo di ragazzino che comprava dure, tre cartucce all'anno: natale, compleanno, promozione... Ma anche così, anche quando avevo solo il MD, non percepivo il campanilismo. Sarà che non sono una persona competitiva. Sarà che per me la fredda logica vale più del sentimento. Boh. Quindi ovviamente avevo dapprima il MD, e quando vidi per la prima volta Super Mario World (amico più ricco) adorai la palette, e adorai le musiche, e comprai il Super Famicom per quello. Questo mio amico aveva SFII giapponese appena uscito (era più ricco), ma mi colpì più Super Mario World, anche se ero un fanatico di SFII in sala, e ci passavo pomeriggi e sere e notti. Poi F-Zero non mi interessava, Pilotwings non mi interessava, il Mode7 non mi interessava. Avevo preso il MD per DaiMakaimura, e quando vidi ChouMakaimura vedevo che graficamente era superiore a DaiMakaimura su MD, ma come gameplay era molto più lento e meno arcade (infatti non era un arcade). Adorai Actraiser come pochi giochi. Adorai Wonder Boy V (Monster World III) come pochi giochi. Adoravo Sonic the Hedgehog. Pagai tantissimo Yossy Island (spelling corretto), ma non mi entusiasmò poi tanto. Però Chrono Trigger divenne per me tipo una malattia. Non so, non ho mai pensato di definirmi con le mie preferenze, con delle schiere di partigianeria. Non era una questione di andare in denial di non avere qualcosa. Io la favola della volpe e dell'uva non l'ho mai capita. Se ti piace l'uva, ti piace anche se non ci arrivi. Se dici il contrario al prossimo sei un cretino vittima del suo orgoglio. Se dici il contrario a te stesso sei un pazzo vittima del suo orgoglio. ^^;
  2. Capisco. E forse hai tutto sommato ragione. Resta la sensazione di stare sempre esagerando, cmq. Ovvero, per esempio, uso degli iDevices e credo che con iTunes funzionino alla grande. Per certi versi, iTunes su Win è meglio che su Mac, nel senso che almeno su Win posso provare una versione, e se non mi piace disinstallarla e amen. Su Mac, se installare e disinstallare le applicazioni 'normali' è ok, fare downgrade della applicazioni più innervate nel sistema è tipo come andare a Lourdes/Medjugorie o quelle cose lì. Per contro, alcune cose funzionano meglio da lato Mac. Credo che ogni ambiente informatico abbia i suoi pregi e i suoi difetti obiettivi, e oltre a quelli le sue particolarità che rispondono ai gusti soggettivi di ciascuno. Preferisco non pensare a cosa come gli ecosistemi ma usare tutto quello che mi piace nel modo in cui mi piace, in cui mi aggrada maggiormente, ecco. Per esempio i servizi di Cloud forniti da Apple non fanno proprio per me (per usare un eufemismo molto delicato). Tutte le volte che un iDevice mi prompta "subcribe to iCloud?" vorrei il bottone "No, and shut the fuck up already and for good", ma non c'è. Invece Dropbox per me è oro. Ma non penso all'ecosistema Dropbox, non sento neppure il bisogno di provare l'applicazione di mail da loro sviluppata. Mi tengo quel che mi piace. :-) Su Mac uso regolarmente Office. iWorks non mi piace e non vedo una ragione che sia una per usarlo. E' tutto un po' così. Sin dai tempi di Megadrive e SuperFamicom: li avevo entrambi e sceglievo di volta in volta i giochi che mi piacevano, indifferentemente sull'uno o sull'altro, mentre vedevo la gente litigare non ho mai capito per cosa.
  3. Anche Brionvega va molto bene.
  4. Beh, diciamo che per me parlare di "ecosistema" in ambito tecnologico è già una di quelle cose ridicole che il marketing mette in atto, un genere di espressione che mi innervosisce molto - come chi dice di "bomba d'acqua", "milioni di euro bruciati dal crollo in bors", questo genere di accostamenti semantici metaforici che si canonizzano nell'idiozia sensazionalistica. Oh, nel mio ecosistema informatico uso il panda rosso111!!1!11111 chissà che bambù celeste mangia. Dai, sul serio.
  5. Io non sono fedele a nessun brand. La partigianeria per qualsiasi cosa è una logica che non mi appartiene, perché va in deroga di pensiero critico. Non fa per me. A me piace ogni cosa che mi piace, quella singola cosa per i suoi precisi motivi. Il che non mi impedisce, né mi inibisce, nell'enuclearne i difetti. :-) Uso Windows dal 1996, e a tutt'ora. :-)
  6. Dalle mie parte Jeeg era ITB, molto prima che JuniorTV esistesse.
  7. Gara: non dimenticare quello su questi stessi lidi (non ricordo se poi spostato altrove). XD [ovviamente il concetto di utilità/inutilità di una cosa come un "post" è altamente soggettivo] BTW, cos'è la AB International? PS: credo tu intendessi "minimo sindacale", non "minimo sindacabile", salvo che non fosse un portemanteau per i travasi di bile di girellari di sorta. ;-)
  8. Cito dialogo tra me e mio amico Mac-esperto (intendo: davvero esperto, non pirla). AmicodiShito: a me piace da morire l'interfaccia grafica di windows phone e secondo me ad apple gli rode di non averla inventata Shito: concordo che è un'interfaccia intelligente e bella per un telefono. Apple ha messo OSX su un telefono, castrandolo. Questo è noto. Alla fine la cosa che rende iOS utilizzabile un po' è Dropbox, che ti da un file system ^^
  9. Shito

    Saint Cloth Myth

    La cosa che mi ha sempre colpito, è che gli shitajiki sono al 95% "engrish ONLY", riportano i titoli di distribuzione internazionale degli anime, o cmq delle traduzioni, breve sinossi in inglese, e rarissimamente caratteri giapponesi.
  10. Shito

    Saint Cloth Myth

    C'è da dire che, per qualche ragione a me ignota, gli shitajiki (e le lamicard, e spesso gli articoli di cancelleria -> stationary) mostrano sempre questo look "engrish", all-engrish, è una cosa davvero tipico.
  11. Shito

    Interstellar

    Ho visto ieri questo film, e l'ho trovato meraviglioso. L'ho trovato meraviglioso, intelligente, significativo, bello, discreto, incisivo, efficace. Riuscito in ogni suo singolo comparto. Sottoscrivo FORTEMENTE ogni riga scritta da Shuji in questo thread. Da aggiungere c'è poco. Scriverò le cose che ho particolarmente apprezzato, da un pdv personale. - Ottimo casting e recitazione. Gli attori non rubano mai, mai la scena al soggetto, al significato del film. Ottimo. - Ottima cinematografia, non c'è alcun, alcun sensazionalismo. Nessuna scena che sembri gratuita. Tutto è molto sensato, accurato, preciso. - Ottima colonna sonora, di grande atmosfera, estremamente appropriata, mai roboante, mai invadente. Splendida. - Ottimi scenari/scenografie. Anche qui, nessun sensazionalismo. Che meraviglia. Finalmente un film, e un film di science fiction, che non sembra un fumettone. E sopra a tutto: GRANDE contenuto. Questo film ha un grande contenuto umano, umanista. Come la migliore science fiction riesce talvolta a fare. Senza volerti mai sgomentare, ti fa riflettere sull'umano. E lo fa a molti livelli. A livello sociologico. A livello psicologico. Ovvero: a livello individuale e di gruppo etnico. A livello scientifico, evolutivo. Ma non se la tira neppure su queste cose. E' molto bilanciato. Ci sono fin poche spiegazioni. Non so quanti, nel pubblico, fossero in grado di cogliere i concetti di event horizon e singularity di un buco nero. Dico almeno al mio livello, ovvero quello di un ignorante della materia. Le cose erano introdotte come normali, perché tutto sommato il film non se la tirava neppure per essere OMG hardcore. Non hanno parlato dei raggi di Schwartzchild, neppure. L'unica cosa spiegata era quella più fiction che science, ovvero il wormhole, e tutto sommato ci sta. Avrebbero persino potuto citare il Tannhauser Gate e non avrebbe infastidito. Perché, chiaramente, il punto non era l'onanismo fantascientifico. Ora si potrebbero dire un sacco di frasi a effetto da otakummerda, e citerei l'effetto Urashima di Top wo Nerae, certo (perché io SONO un otakummerda, eh!), oppure potremmo dire che all'interno di una singolarità c'è essenzialmente la Time Machine di OSX da Leopard in poi, si potrebbero fare un sacco di battute del cavolo per sentirsi fighi, ma anche no. Oppure citare certi referenti cinematografici, non so se intenzionalmente ripresi dall'autore o solo presenti nel suo subconscio (com'è naturale), e certo anche io a tratti ho pensato a 2001 (più che altro per una certa ricercata 'staticità scenica', invero), ma chissene? Vale il contenuto del film. Ed è un contenuto magnifico. Vale il modo in cui questo contenuto è stato espresso e messo in scena. Ed è un modo magnifico. Non so come si faccia a tacciare un simile film di freddezza. C'erano scene che prendevano davvero il cuore, la misera pochezza del dottor Mann (un cognome a caso? chissà) su tutte, forse - proprio lui mi ha ricordato HAL, più delle voci dei simpatici robot. C'è naturalmente il tema di "una storia di andata e ritorno", e più che a Tolkien sto pensando all'Odissea. Abbiamo un Odisseo che stretto nell'aridità (in tutti i sensi) di una vita da fattore sente il richiamo della scienza, della scoperta, dell'esplorazione (qui ho pensato a Honneamise, invero), e va, e parte, ma poi sente il richiamo al ritorno in patria, dai suoi cari. La forza degli affetti umani, e il contrasto delle due indoli maschili: quella giovanile e quella maritale/genitoriale. Le donne di questo film sono meravigliosamente tratteggiate. Il modo in cui tutti i personaggi cambiano, a dire il vero, lo è (splendida la crescita del figlio maschio), ma c'è così tanto di umano in ogni personaggio, in ogni inganno, in ogni verità, che a me veniva da piangere spesso e volentieri, anche se poi non lo facevo. Per me è un film davvero meraviglioso. Di quei film che ti fanno apprezzare l'esistenza del cinema.
  12. Dici che è tweakato artificialmente? Di mio, in genere dopo il 50% di un semitono in genere lo percepisco molto... :-/
  13. Nelle cover italiane il povero robot, già non particolarmente elegante di suo, ha sempre un che di mildly retard, di clueless, di 'cosa ci faccio qui' non trovate? E' molto italiano, molto "tengo famiglia", davvero storico, memorie di anni più poveri (ma quando mai?), ma genuini, tutti di cuore, gente cresciute a libri di cibernetica e cavolate di matematica, il cuore e l'acciaio, pane e girella, grandi feste alla corte di Francia, mito, mito111!!!! e tante cose, tante cose. Ma graficamente, boh, saranno gli occhi resi porcini e un po strabici (strabismo di Vega, non di Venere), il collo breve, storto o assente da cui la testa incassata nelle spalle, tanti lievi dettagli, davvero, ma la cosa stupenda è il pugno sparato fuori asse. Tipo la pallottola magica che uccise Kennedy, forse.
  14. Posso dire una cosa? Ivo De Palma, anche se abbiamo sentito una sola battuta, mi sembra quasi incredibile per quanto suona "giovane". Non sto dicendo che il personaggio originale non lo sia molto di più, ma la tecnica dell'attore, beh, mi ha colpito molto. In quel trailer, testi modificati a perte, direi che la cosa più straniante è la voce della ragazzina con il cellulare con i dangler che parla con quella voce lì...
  15. Ecco, di questo sono felice. La parola chiave è: Overwrite? Y/N Y return
  16. Permettimi di dire che hai un concetto piuttosto discutibile di cosa sia "essere seri" Sarcasmo, fratello. Sarcasmo. :-D
  17. Sì, ha proprio quell'espressione, quella posa da grosso idiota nerboruto e arrabbiato senza un perché, nevvero?
  18. Shito

    Che cosa state leggendo

    Sto leggendo e rileggendo il libro originale de "La tomba delle lucciole", scritto da Akiyuki Nosaka, nella sua traduzione a cura di Maria Teresa Orsi. Nel frattempo, a tempo perso, ho Shuppatsuten (in inglese), ma le edizione cartacee mi sono sempre pesanti. :-/ Purtroppo l'ebook non esiste. Voglio fortissimamente leggere "Il mio individualismo" si Natsume Souseki, quanto prima.
  19. Comunque, volendo essere seri, nella cover Jeeg sembra lanciare un attacco ascellare, tipo "Stink Miasma!" o qualcosa di simile?
  20. Come al solito tu fai discorsi intelligenti. Ma spesso i discorsi intelligenti, specie quando rivolti alla società, sono sporcati da una pur buona visione ottimistica e nobilitante delle cose. Mi spiego. Ovviamente ci sono persone degnissime che possono apprezzare anche il calcio. Ma sono una ristretta minoranza. Perché è dinanzi ai nostri occhi la reraltà maggioritaria del calcio quale valvola sociale di sfogo della componente più bassa, belluina, ignobile dell'essere umano. Non citerò I Mostri di Dino Risi (ops, già fatto), né le cronache, ma solo la realtà dinanzi ai nostri occhi (se non offuscati). Allo stesso modo, ci sono pur "brave ragazze" che "vogliono andare in discoteca solo perché amano ballare", e allora diremo che sono brave e cretine, perché bad news for them: la discoteca *nella realtà dei fatti* è il luogo dato allo sballo (non dico droga, dico sballo in senso lato), non al ballo. Allo stesso modo ci saranno persone intelligenti e nostalgiche, che amano sfiorare dolcemente i ricordi di una infanzia pacatamente rimembrata, ma questi non sono i girellari - è ovvio, no? C'è una componente di brainless nella intesa connotazione del girellaro tipo, nel tifoso tipo, nel discotecomane tipo. Nell'otaku tipo. E 'tipo' significa 'espressione della norma di genere, della maggioranza'. Da cui poi i groviglio delle code di paglia di molti (no, non mi sto riferendo a nessuno in particolare, sto generalizzando*) Quindi io ho detto "gridare GOOOOOOOOOL", non "apprezzare il calcio" o men che meno "apprezzare lo sport". Ora se chiedi a me, alle Olimpiadi ci sarebbero solo le discipline classiche dell'atletica, e solo maschili. E allora potremmo parlare di sport, ed essere in disaccordo magari, ma sono certo che il dialogo sarebbe per me piacevole quanto foriero di riflessioni. Ma non mi pare si tratti di questo, per la maggioranza, no? Vedi. (*) Non capirò mai, poi, perché "generalizzare" sia un tabù. Sembra sia diventato un concetto innominabile, impensabile, ma la gran parte del pensiero umano - da quello scientifico a quello speculativo filosofico, si basa in effetti su generalizzazioni dall'osservazione particolare alla concezione più universale. Di volta in volta tali generalizzazioni si riterrano più o meno sensate. Ma perché mai "non generalizziamo" è diventato un jolly dialettico per bollare un argomento avverso come insensato a priori? Non è così, non a propri. Esistono pensieri umano rivolti al generale, all'umano. Saranno giudicati per quello che sono, con tutta la loro generalizzazione, che potrà essere intelligente o idiota, a seconda dei casi, come ogni umana asserzione.
  21. No, no, non intendevo dire questo. Perché messa così sembra che tutti siano in grado di capire che c'è un bello e un brutto, e taluni si accontentsno, sono accomodanti, poco pretenziosi. Ma non è così. E' che per taluni è BELLO ciò che per noi puoi essere BRUTTO, e viceversa essere brutto quello che per noi sarebbe bello. Per capirci: quelle che immagino sarebbero belle cover per me come per te, delle illustrazioni originali che so di Araki, disposte con un senso di composizione grafica, ricerca dell'equilibrio visivo (tipo: Mondrian è OBV), per molti sarebbero cose brutte, da frocetti, o che. Anche ai tempi di Dyamic ricordo diatribe perrché cose che a me parevano eleganti venivano tacciate da altri come "gusto frocesco", e questi altri proponevano cose di -per me- volgarità e bruttezza inenarrabili. Che io sapessi spiegare il canone di ciò che dicevo bello e ciò che dicevo brutto, e magari loro no, non è che un elemento accessorio.
  22. Quello che volevo timidamente suggerire è che probabilmente quelle copertine, che a noi (ripeto: NOI, ci sono io incluso, eh) fanno schifo al limite del risibile per motivi troppo palesi per enuclearsi, a molti degli acquirenti PIACCIONO. So che è difficile crederlo, ma la diversità è quella cosa che si fatica a "sentire" davvero. Non so se riesco a esprimermi. Voglio dire che ci sono best sellers scritti con una lingua tanto misera, tanto pedestre che viene da ridere per quanto sono brutti, ma *sono best sellers*. Tutto qui.
  23. @Ryoga: sì, ricordo le tue teorie sull'emozione calcistica. :-) Credevo però che solo la Sindrome di Stendhal fosse considerata patologica quanto a "emozione e arte". In effetti forse è più sintomo di patologia *produrre* arte che emozionarsene, ma questa è davvero un'altra storia. :-)
  24. Dici? Però sono contento, perché vedo che la terminologia psicanalitica ha attecchito da quando venivo irriso per utilizzarla. Ora puoi dire che l'avevi fatto apposta per sarcasmo, se vuoi. :-) Ma no, tranquillo. Sono ok col fatto che si siano persone diverse da me. A quanto pare sei tu che salti su quando qualcuno si dimostra diverso da te, evidentemente. Lascio a te unire i punti, eh. ^^; Poi se ti va rispondimi sulla retrosintomatologia psicosociale delle logiche di ogni mercato. Sembra una cosa diffile, ma non lo è affatto. E' palese. Parlavo di quello, non di te e neppure di me, se leggi.
  25. No, a essere realisti il mercato vuole l'offerta determinata dalla domanda. E sì, la televisione italiana è demente perché quello piace al suo pubblico, tranquillo. La politica idem, O credi eni complotti e nei burattinai? LoL. Io non identifico niente. I fatti parlano da soli, sei tu che non li vuoi analizzare/accettare perché, evidentemente, sei in negazione. Quanto al mondo da cui arrivo, boh. Ah non so. Volevo solo un'immagine di calcio, e ho chiesto a Google Images "calcio volgarità". Quello era l'hit di dimensione più adatta e maggiore eloquenza, ai miei occhi. ^^ Perché per me il calcio esso tutto, le urla, il tifo, gli strepiti, il gesticolare, è la volgarità e la bruttura in sé, capiamoci. Come la musica fatta negli stadi, l'ubriachezza, l'essere umano pecoreccio e un sacco di altre cose (non necessariamente, per quanto pur speso, legate al calcio - ma è altro discorso). Chi apprezza queste cose apprezza volgarità e bruttura, bene per loro se sono contenti, ma non cambia la realtà dei fatti che vedo con i miei occhi e giudico con la mia mente. E' legittimo sia commuoversi dinanzi all'arte che andare a gridare GOOOOOOOOL! Il fatto che siano entrambe attività legittime non diminiusce di un centimetro la distanza, la differenza che intercorre tra le due, no? In genere, sono solo i secondi che invece no, vorrebbero negare l'esistenza di questa distanza. Indovina perché.
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