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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    Mawaru Penguin Drum

    Garion, personalmente avevo capito. Tuttavia, a 36 anni, mi sembra comunque una cosa parecchio vigliacca come idillio. Perché alla fine ogni forma di isolatria - sia essa di totalmente singolare, di coppia o di famiglia - 'insiste' su una società che non ragiona a quel modo, e che ha anzi permesso di nascere in un benessere tale da 'farsi certi problemi'. Non sto mettendo in dubbio il messaggio di Ikuhara in PinguDrum nel senso di 'cosa dice Ikuhara con la sua opera' - questo mi pare ormai chiaro e confermato. Ero passato a parlare della bontà del contenuto del messaggio. Personalmente, ci vedo un po' di ipocrisia. Anche se riconoscono che come punto di vista non sia molto lontano dal punto a cui il mio opensiero era arrivato più o meno cinque anni fa. Poi mi dissi che, non andava bene comunque, perché era comunque un modus di essere infantile dissimulato da fitna adultità di pietà (in senso latino) selettiva. Ma tanto anche se tu vuoi bene solo a colei a cui hai dato metà della tua mela, o da cui l'hai ricevuta, vivi studi lavori MANGI in una società di cui HAI BISOGNO, e che no, non è fatta così: perché senza l'ambizione umana di cui Kyubei saremmo ancora all'età della pietra, e hai voglia a pensare a metà della mela quando ancora devi scappare dai leoni arrampicandoti sulle piante. Intendo dire che non è così semplice. Ma è molto bello un cartone animato che ci fa riflettere e discutere di tutto questo. Direi quindi che il discorso posto sul piano più propriamente sentimentale e di personalità -Utena- sia più accettabile (molto bello il post di Zenone).
  2. Ovvero, poi, il primo Seiken Densetsu - very lol il livello di 'citazione'. ^^
  3. Shito

    Haiyore! Nyaruko-san

    Ah, ok, mi pareva... ^^; Io sono incappato totalmente random sulla opening, che mi ha conquistato col suo stile dio "benvenuto a un'altra giornata di pazzia" - XD Ho quindi indagato un minimo (doveroso), e scoperti i contenuti (era in effetti almeno 'benvenuto a un'altro MESE di pazzia) ti avevo subito pensato. ^^
  4. Shito

    Mawaru Penguin Drum

    Sì, sì, sì, Roger ha espresso perfettamente anche i miei dubbi. E' come se si biasimasse la peggiore modernità e la si volesse correggere con la peggiore postmodernità - che ne è peraltro null'altro che il prodotto (obv).
  5. Shito

    Mawaru Penguin Drum

    Credo tu abbia ragione, semplicemente. ^^; uhmmm... non sarà una scelta un po' troppo radicale? non svilupperà un ancor maggiore senso di individualismo ed opportunismo nelle persone? non farebbe aumentare il cannibalismo (dalla selezione si passa all'auto-imposizione sul prossimo, no matter what) tra simili? Era esattamente il dubbio che avevo anch'io, perché alla fine 'rifiutare il sistema in cui si vive in modo infantile' è cmq una forma di semi-parassitismo tipicamente postmoderno, ovvero si spregia con nobiltà d'animo quegli 'adulti cattivi' che hanno fatto 'il lavoro sporco', ma cmq si sopravvive tra le comode maglie della del benessere diffuso così prodottasi. Era quello che dicevo con 'Ejisonta is not amused'. MI sembra un po' la psiche della tipica ragazzina depressina di oggi, che vuole tutto senza fare niente, che si lagna di essere incapace e inutile, ma è narcisisticamente egocentrica come una bambina piccola nella pretesa di essere in qualche modo significativa e importante per tutto il mondo.
  6. Shito

    Mawaru Penguin Drum

    Garion: ti ringrazio per l'interpretazione autentica. Tutto sommato mi pare che avessi colto piuttosto il messaggio di Ikuhara, ovvero l'opposione al modello di società (come quella giapponese, o come quella francese) "volte a selezionare un'elite", ovvero le società della meritocrazia spietata - che poi la virtù, tornano a livello prenatale, può essere frutto di un casuale dono di natura, indi essere una 'virtù senza merito'. Senza dubbio la società giapponese è una società che tende a selezionare, magnificare, incensare l'eccellenza virtuosa -in qualsiasi senso- e a 'dimenticare' la norma insignificante. Credo che per noi italiani, vissuti almeno nominalmente in una società che fonda sulla carità e sull'idea che "tutti sono uguali" il proprio più intimo pensiero, sia davvero difficile 'sentire' la spietatezza di una società in cui una diciottenne può dirti, tranqulla tranquilla, una cosa come "eh, ma io sono stupida e non sono bella, quindi più che la commessa in un konbini non posso aspirare a fare" - o cose simili. Noi al contrario combattiamo persino chi voglia dimostrarsi migliore di un singolo altro - salvo che non sia un gioco, una competizione sportiva (dove comunque per noi alla fine 'vincono tutti'). La nostra è una società votata a sedare la competitività umana, e con essa l'ambizione umana (che pure Ikuhara sembra spregiare), mentre quella giapponese è l'opposto. Credo che Ikuhara, un po' uno stravagante soggetto, si sia sempre sentito un 0outcast', forse, nella società giapponese adulta, competitiva e conformista. Quindi, meglio lo status mentale del bambino buono che vuole bene al suo prossimo, che non si è ancora fatto lupo del suo simile (ah, Hobbes!), ovvero meglio un otaku-terrorista (come erano in effetti proprio quelli della setta Aum Shinkiryo - negli effetti) che rifiuta la crescita. Ejisonta is not amuserd, insomma. (Alla fine, sembra che Ikuhara parli sempre di 'rivoluzione' nel rifiuto dei ruoli di crescita che la vita/società adulta impone, o sbaglio?)
  7. Shito

    Mawaru Penguin Drum

    Pensavo che Momoka, alla fine, non fosse altro che una rori-Kannon. ^^; E' strano, perché anche quando mi approccio a delle opere giapponesi con un contenuto intelletuale palesemente profondo, la mia impressione è che un approccio da europeo (come il mio fatica a non essere) sia sempre troppo strutturato, strutturale, insomma strutturalista. Quindi cerco di sforzarmi, e di de-strutturare me dalle mie forme percettive a propri nel rapportarmi a qualcosa che posso ragionevolmente presumere che non le condivida. Quando leggo un testo come quello di Azuma Hiroki, dopo cinque pagine è chiaro come la luce del sole che il suo approccio è intriso, e definito dalle direttrici di un certo tipo di tradizione accademica Europea. E' come giocare a calcio con i giapponesi: anche se loro sono loro, le regole del gioco, il gioco stesso, sono comunque 'cosa nostra'. Con Ikuhara non scatta nulla di simile. Con Ikuhara ho la sensazione che lui parli di argomenti ben noti alla materia filosofica/sociologioca europea, ma non mi sento di fargli il torto di leggerlo -ovvero incasellarlo- in quegli schemi.
  8. Shito

    Yamato Video - News

    Skiwasser e Shirley Temple, grazie. ^^
  9. Shito

    Mawaru Penguin Drum

    Soprattutto, credo che non volesse proprio capirlo. :( E non si può capire nulla, se non ci si disponde alla comprensione, no? Io devo ancora riflettere bene su:
  10. Shito

    Edizioni J-Pop

    Sbaglierò, ma ho sempre sentito in 'ankoku' un contenuto semantico più drammatico/retorico/ridondante, e in 'yami' un contenuto più 'elementale'. Quindi direi: ankoku = tenebre, yami = oscurità, per la mia percezione. Ovviamente questo prescinde dagli usi idiomatici canonizzati. Se diciamo 'yami' a me viene in mente una zona buia dove brulicano le serpi non viste dagli ignari. Credo che questo si associ alla malavita, alle cose fatte 'al buio', proprio per questo. Ankoku mi fa invece pensare alla metafora delle tenebre infernali, metafisiche, a un jigokuhen insomma. Ah, yami in genere è anche in opposizione diretta con hikari, no? Tipo 'yami no otaku' e 'hikari no otaku'. Ancora sento una componente molto 'elmentale' anche nell'uso della genitiva esplicita. Mentre invece 'ankoku' mi pare abbia spesso un uso appositivo/aggettivale, tipo l'ankoku mandala. Ma potrei essere io. Spesso rendo 'yami' anche con 'buio', ma ovviamente dipende dal contesto sintagmatico. :-)
  11. Shito

    Tomb Raider Reboot

    Non ho mai capito l'apprezzamento che Tomb Raider ha riscosso nei tempi. Giocai il primo ai tempi della sua uscita. A parte il personaggio brutto a vedersi e grottesco a pensarsi, pensai fosse un Price if Persia in 3D (calcolo degli spazi per il salto con rincorsa, wow!). Non era un complimento, si intende. ^^;
  12. Personalmente lo trovo un bell'articolo. :-) http://ajw.asahi.com/article/cool_japan/culture/AJ201305180032
  13. Shito

    I Generi delle Storie

    Per me è sempre un discorso perlomeno strano, perché se anche credo sempre che se 'pensare' significhi essenzialmente 'giudicare ovvero categorizzare' (e lo credo, e non è cosa originale), pure detta categorizzazione è sempre null'altro la riduzione di una gamma diffusa in una auspicabile partizione esaustiva di quella, indi limitante, e in molti casi neppure una partizione, ma in un groviglio di sottoinsiemi tutt'altro che disgiunti come li si vorrebbe (o almeno come io vorrei), perché classificati secondo direttrici descrittive tutt'altro che ontologicamente contigue, quanto piuttosto ben incidenti e intersecanti. Quindi per me è sempre un po' tutto un boh. Anche se posso capire una certa utilità di definizione e discernimento 'di genere', più che altro per comodo. Ma è un conflitto forte, per me, perché ogni linguaggio per essere comunicativo deve essere codificato e condiviso (cosa necessaria persino per violarlo!), questo lo so bene. E credo che l'arte, in ogni sua forma, sia una forma di estroiezione e comunicazione umana. Mi viene da pensare che anche i generi contribuiscono a scacciare il pericolo delle Wastelands di cui Eliot. Alla fine, siamo solo essere umani che parlano a esseri umani, no? E' un conflitto su cui ancora mi dimeno e mi contorco. Forse è una questione di macro e micro nella canonizzazione dell'elemento linguistico, ovvero di basso e alto livello del codice. Ma ci devo ancora pensare. Tanto, mi sa. Dove finiscono strutturalimso e determinismo, e dove invece cominciano le wastelands del solipsismo di fatto? :-/ E soprattutto: esiste una zona franca tra i due, o sono proprio ambienti contigui?
  14. Shito

    I Generi delle Storie

    Non era deceduta? Mi confondo con la Wynne Jones?
  15. Se ci sono problemi sul disco, questo spiega molte cose. :-) Ricordati di riparare i permessi (da CD) dopo aver riparato il disco. Lieto di essere stato d'aiuto. In realtà è vero. In 'Disk Utility' hai il controllo del disco e la riparazione permessi, tanto quanto da Onyx. Onyx non aggiunge alcun codice a OS X che uno shell per richiamare delle funzioni Unix che potresti tranquillamente usare da Terminale. Di queste, alcune sono anche nello Shell di OS X (la riparazione permessi, la verifica disco), altre sono la possibilità di "forzare a comando" cose che OS X fa comunque da solo (gli script di manutenzione periodica, il purge delle memorie temporanee e degli log, etc). In sostanza, Onyx non è che un modo per 'prendere le redini' sopra a un pilota automatico, tutto qui. Per i 'malati di controllo' come me è più che altro ipocondria, ma può aiutare a tenere 'a stecchetto' il computer. :-) Questo per essere onesti e precisi. ^^ Quanto alla condotta del Genius, beh, si potrebbe fare facile ironia dalla quale mi asterrò. ^^;
  16. L'occhio dello ZeroGouki con telecamera sferica dentro viene dal GunBuster. ^^
  17. Shito

    I Generi delle Storie

    La LeGuin era una persona di provato intelletto. Se in quella sua splendida dichiarazione sostutisci a 'fantasy' il termine 'manga e anime' trovi l'analisi che Azuma e altri fanno del settore dell'animazione e del manga giapponese una volta che è finito in mano (creativa) a ex-esponenti del pubblico. Potresti anche sostituire, ancor più semplicemente, un generico 'genere narrativo X'. Il risultato è lo stesso: l'autoreferenzialità esautora la forma del contenuto, e rende la forma vuota - una semplice compiaciuta autoindulgenza dell'autore autoreferenziale di genere, che non avendo nulla da esprimere, non fa che del pessimo manierismo. Sì, il Manifesto della Confraternita dei Preraffaeliti è ancora oggi da incorniciare, più che mai attuale. Non so a che età tu abbia letto per la prima volta il testo citato, ma immagino che leggero da ragazzo possa essere quasi una rivelazione, un'epifania. Mi rammarico di non avere avuto, io per primo, simili incontri letterari. :-(
  18. Cmq il ringraziamento doveva andare anche nel DVD/BR, titoli a video e/o cartaceo, ma l cosa è semplicemente saltata perché è la tipica cosa che, nel cerxare di consegnare il lavoro, poi uno non si ricorda. ^^; Mi spiace, ma onestamente so troppo bene che sono cose che capitano e capitano senza malizia per dirmi sorpreso. ^^ D'altro canto, come si è ben letto, la soddisfazione di chi ha contribuito è nel risultato. :-)
  19. Abitudini di quando la comunità di Mac User era piccola e molto coesa (e generalmente informata... come del resto in ogni nicchia) ^^
  20. Non ingannarti (per fare sciocche illazioni da bambino, poi): non stavo difendendo nessuno, stavo criticando te, nella mentalità che avevi espresso. :-)
  21. E ci credo che ti tieni SL! ^^ Dopo un giro di Onyx, ti consiglio di riparare permessi, riavviare zappando la p-ram, riparare permessi, riavviare. In quest'ordine.
  22. Ma non ha scritto di essere ancora a Snow Leopard, scusa?
  23. Strano! Anche io ho un Mac (mini) nativo con Snow Leopard, l'ho sempre aggiornato (a parte l'ultimo iTunes), e non ho mai avuto né crolli né flessioni prestazionali. Usi mai software di gestione come -che so- il tipico Onyx, per pulire per bene tutte le caches e forzare gli script di manutenzione quotidiana, settimanale e mensile? Hai riparato i permessi del disco dopo gli aggiornamenti (è consigliabile farlo prima e dopo ogni aggiornamento che richieda restart di sistema). Hai mai provato a resettare la PSU e zappare la PRAM?
  24. In verità, il ringraziamento al Pchan dovrebbe (dovrebbe) essere presente nel materiale cartaceo. Non ricordo per quale ragione mi si disse che la cosa era 'saltata' nei tempi di produzione dell'authoring o che. Ma ovviamente, non avendo l'oggetto in questione, non saprei come controllare. No, stai sragionando. Non esist una cosa come 'royalties' in merito ai lavori di sottotitolaggio. Non sapevo, btw, che i ringraziamenti fossero stati pubblicati sul sito. Forse allora era quello, che mi dicevano, e non il materiale cartaceo dentro al BR/DVD. Boh. This. And this. Come al solito, chi fa per davvero le cose fatte per bene le fa per farle in quanto tali, perché sente la soddisfazione della correttezza sull'errore. E' una bella cosa. ^^ Rifletti sul fatto che se a darti 'goduria' è il 'rosicamento' di qualcun altro, perosne che peraltro manco conosci personalmente, che non ti hanno fatto nulla, che sono per te solo nomi, forse facce, ma certo non conoscenze reali, beh... forse c'è qualcosa che non va in te, tutto sommato.
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