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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    Oppai, Robot e varie.

    Ai tempi, tutte le riviste di animazione ne parlarono. Tutto il settore ne parlò. La GAiNAX esistette perché i producer avevano visto il Daicon IV O.A., e contattarono gli autori per fare animazione professionalmente. La GAiNAX fu *fondata* per questo, perché serviva una ditta vera. Tutto ciò che è stato, è nato dal successo del Daicon IV O.A.
  2. Giustificazioni? E di cosa? Ma tu sei impazzito? Forse non ci siamo intesi: in detto ambiente di lavoro siamo tutti liberi professionisti, ognuno risponde di sé stesso. Sicuramente io non mi sento parte della "tradizione" del doppiaggio italiano, che osteggio in mille modi (ho idee del tutto diverse proprio sul 'concetto' del doppiaggio). Ho solo raccontato direttamente delle esperienze vissute in primissima persona. Peraltro, proprio io sono uno che nel mondo del doppiaggio non ha né un parente, né un amico, né un affine. Niente. E ci sono finito per caso e per forza, non avevo alcuna intenzione di fare il lavoro che faccio, quindi figurati che interesse ho a giustificare qualcosa o qualcuno. Boh, inizio a pensare che tu sia davvero tutto scemo, eh! :) --- Su Fabrizio Mazzotta: Fabrizio è un professionista del settore del doppiaggio, attivo come dialoghista, attore e direttore del doppiaggio. Da quando ho lavorato io con la Dynamic (ovvero: da prima della Dynamic), non mi pare sia mai stato sul libro paga di detta azienda. Infatti, nel mondo del doppiaggio il contraente dei professionisti coinvolti è la "società di doppiaggio", non l'azienda distributrice di un prodotto (che si affida alla società di doppiaggio per la realizzazione del lavoro). Per quanto io e Fabrizio possiamo avere avuto nel corso degli anni divergenze anche forti di vedute professionali, non c'è mai stato nulla di losco o che dietro a una semplice collaborazione tra un'azienda e un professionista. I prodotti Granata e poi Dynamic venivano spesso o quasi sempre (almeno fino a un certo punto) affidati a lui perché in quanto professionista lui godeva di buona stima dei soggetti che commissionavano quei lavori. Tutto qui, e non c'è nulla di più normale. Sarebbe come a dire che se domani chiamo un imbianchino per ridipingermi le pareti, e trovo che faccia un buon lavoro, non dovrei poi riaffidarmi a lui? O non dovrei andare sempre dallo stesso parrucchiere, se sono soddisfatto del suo operato? Follia. Quello che Sam sta dicendo sono corbellerie belle e buone, nate dalla sua mente che come al solito scrive romanzi su quanto riesce raccattare in giro per riviste fanzine rete e voci di corridoio, unendo i puntini in modo peraltro bislacco. Esiste un CCNL (contratto collettivo nazionale) del settore doppiaggio. Che sancisce ruoli e pagamenti minimi. Ovviamente, dato che è un mondo di liberi professionisti, *nessuno è assunto*, e chiunque può chiedere la retribuzione che vuole *in maggiorazione* del *minimo sindacale* in libera privata contrattazione, a seconda della sua posizione di mercato, e del momento di mercato stesso. E' un mercato, è normale, il lavoro è un bene che si vende a un costo che qualcuno intende pagare per il servizio/qualità offerta. E' la vita e il mondo, no? Quanto al fatto del doppiaggio come settore pieno di 'famiglie', boh, proprio io che non ho nessun familiare amico conoscente nel settore non ho mai percepito questo come strano. Del resto, è un ambiente artigianale, di un mestiere artigianale. E' normale che chi nasce in mezzo a una certa 'arte' sviluppi una certa sensibilità per quella. E che magari sia invogliato o portato a praticarla a sua volta. Io ho sempre visto molta meritocrazia nel doppiaggio: se uno non è bravo, e recita male, o spesso anche semplicemente non è veloce nel fare il lavoro, nel giro di pochissimo nessuno lo chiamerà più, perché nessuno vuole grane. C'è un cliente da soddisfare. Ci saranno discorsi di simpatie e amicizie interne, forse, ma sempre in modo piuttosto normale/sfumato. Io personalmente non lavoro neanche così, non è la mia mentalità, ma non mi sento così migliore per questo: è un lavoro umano, fatto da umani, e solo i giacobini matti pensano che tra un po' pure quando un panettiere mette suo figlio come garzone in bottega dovrebbe piuttosto bandire un pubblico concorso. Nella normalità delle cose, i privati nel lavoro privato hanno piacere a fare il loro lavoro al meglio, e talvolta questo passa attraverso il lavorare con persone fidate, di provata esperienza, affiatate. Io ho sempre visto al massimo questo livello di normalissimo lavoro di gruppo. Non dico che non ci saranno eccezioni, ce ne sono in ogni campo, ma come dicevo prima: il marcio lo trova chi è marcio, perché ciascuno cerca il proprio simile. Legge di affinità di natura.
  3. Veramente il buon Romano è noto in tutto l'ambiente per aver sempre rifiutato personaggi di colore o omosessuali. ^^; E' un po' un soggettone. Quando lo ebbi in sala per Techi Muyo! - il film, ci furono siparietti epici. "Ah, quindi è un cattivo elegante, non il solito portuale del cazzo!", cose così. E poi raccontava agli astanti basiti dei suoi epici coiti dei tempi d'oro, che lo vedevano gridare "alabarda spaziale" nel copulare con le fan (groupies like) che deliravano per lui. Io non prenderei le sue parole per buone oltre al livello di folklore/mitomania, come non ho mai visto fare a nessuno che lo conoscesse. ^^ Ma voglio dire, davvero state qui scrivendo ogni sorta di ineducata sciocchezza su un mondo del lavoro che, palesemente, proprio non avete mai visto. Quindi boh, googlata più, googlata meno, qualche altra menata la troverete. BTW nel doppiaggio gli attori sono retribuiti a 'righe', oltre al 'gettone di presenza' per ogni turno, indi chi fa una riga e chi ne fa trecento non percepiscono certo la stessa retribuzione. E Fabrizio Mazzotta non fu certo "assunto" come direttore di doppiaggio dato che tutte le figure professionali del settore sono cottimanti che emettono fattura.
  4. Shito

    The Amazing Spider-man

    Il Corriere non delude mai con la qualità dei suoi articoli!
  5. Che coraggio a dire queste cose. Ma allora quando vedevi Ale di Sanzo doppiare ( in maniera molto discutibile) Lucifero nei CdZ non ti è mai sfiorata per l'anticamera del cervello che fosse lì solo perchè era parente stretto del "boss" della Dynamic Italia ? Era stata un'idea davvero stupida e insensata piuttosto ingenua più che maliziosa -in sostanza, demente- perché qualcuno aveva pensato che una voce molto "ambigua" fosse adatta al personaggio. Si era pensata la cosa a mo' di cameo (insensato), infatti non ho visto Ale DiSanzo essere una presenza fissa dei doppiaggi Dynamic Italia. Peraltro, a quei tempi, non avevo ancora iniziato a frequentare le sale di doppiaggio, e a far crollare molte false credenze. ^^
  6. "bambole gonfiabili unte", direi. ;-)
  7. Io non so chi abbia raccontato di queste cose, non so se un tempo fosse così, ma in 17 anni di lavoro non ho mai visto cose simili. Ora, in questo settore si è tutti liberi professionisti, ovvero cottimanti, fatturanti. Non c'è un "posto di lavoro". Io ho visto fare provini per i prodotti più importanti, e distribuzioni secondo il proprio sentire nei prodotti meno blasonati. Questa è una questione di budget. Non ho mai visto, intorno a me, gente che lavora per conoscenza, favoritismo, livrea calcistica o favore sessuale. Nella mia esperienza, queste sono favole da gente che si masturba con complottismo e giacobinismo. Non dubito che certe cose esistono. Ma sono certo che se esistono, esistono per chi se le cerca, e per chi le intenta. Esistono affinità elettive. Per dire, è da quando sono nato che mi dicono che tra i gggiovani gira la droga, ma a me nessuno l'ha mai offerta. Com'è? E' che "dimmi con chi vai e ti dirà chi sei", è che "il pero fa le pere" ed è che "chi si somiglia si piglia". Io, come direttore di doppiaggio, arrivo in sala prima di tutti, prima del fonico, prima dell'assistente, quando c'è ancora solo il personale che fa le pulizie nello stabilimento - che saluto sempre con grande considerazione. Apro le fineste, accendo gli impanti, avvio le macchine così che l'ambiente sia salubre per chi verrà. Sono il direttore, sono il responsabile. Me ne vado per ultimo dopo aver messo a posto le carte e le cose per il giorno dopo. Questa è la mia cultura del lavoro, lavoro così e credo nei circoli virtuosi (anche se un mio capo una volta mi disse che molti non avevano altra possibilità che odiarmi, dato che con me erano obbligati a lavorare al loro massimo). E credo che il disfattismo sia un comodo, comodissimo alibi per chi comunque non ha voglia di fare del suo meglio.
  8. LoL che mi si dice di avere 'realismo' in questo discorso, visto che ci lavoro e ci campo da mmmmh... quasi una ventina d'anni, ormai. ^^
  9. L'avevo spiegato diffusamente nel thread che penso tu stesso stia citando, in verità. :-) No, perché quel libro imho aiuta davvero a cogliere in maniera corretta qualsiasi cosa provenga dal Giappone, a cominciare da opere di finzione spesso molto 'esagerate' (poco realistiche) e dai contenuti sottilmente archetipizzati come gli anime.
  10. C'è una cosa che adoro di Miyasan, sapete? Che lui è questo fascistone che controlla a vista tutti i disegnatori e i disegni dei suoi film, e davvero spietatamente non esita un istante a dire "non va per niente bene, rifallo daccapo", e anche se è così, però, mai e poi mai dice "rinuncia". E' una figata. E' come dovrebbe essere. Un lavoro, se ce n'è il tempo, puoi essere stracciato e rifatto daccapo anche cento volte. E lì si vede che voglia ha di farlo chi lo sta facendo. :-)
  11. Ci sono tanti lavori al mondo. E nessuno ti obbliga a vivere, comunque. Vivere non è obbligatorio in primis.
  12. La vera professionalità è fare tutto al proprio meglio, sempre, al massimo del proprio impegno, a prescindere da cosa si tratti. Una decente professionalità è fare solo quello che si sa di poter fare al massimo del proprio impegno. Fare una cosa svogliatamente è, deontologicamente, solo disprezzabile. O lo fai, e lo fai al meglio, o non lo fai. Nessuno ti obbliga.
  13. ma muv-luv non era un erogee o qualcosa?
  14. No, è semplicemente ci sono situazioni dove la vittoria non è possibile (o è difficilissima), e si è contenti anche di aver fatto una bella prestazione, di essersela giocata mettendocela tutta. Ed è la parte bella dello sport (e infatti noi italiani, che dal punto di vista della sportività siamo agli ultimi posti, non abbiamo proprio questo concetto). Detto questo la Spagna ci ha semplicemente battuto nella finale, stop, abbiamo fatto un buon europeo e questo è positivo, ma è inutile accampare scusanti o che in una partita che ci siamo giocati male. Ma questa non è rivendicazione di 'vittoria morale', questa è dignità della scontitta. E sempre sia lodata.
  15. non si chiama 'Il Fenomeno' nelle girelle nostrane? Tipo Jimmy il Fenomeno, no?
  16. Infatti il Fenomento è un personaggio Marvel, non DC! Fammi indovinare...uno è Gorou Miyazaki, l'altro...non mi ricordo. Metà del duo Fujioka Fujimaki ^^
  17. Il concetto di 'vittoria morale' mi ha sempre fatto rotolare dal ridere come poche cose al mondo. La 'vittoria morale' non è che il nome che viene dato alla sconfitta dai perdenti che non sanno perdere. ^^
  18. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    No, Twilight inizia dopo. E ne avevo già parlato io per primo. Lui sta chiedendo del brano sotto il 'recap' del Daicon III in testa al Daicon IV. Tra le due c'è anche il 'Prologue' di Twilight, traccia 1 dell'album 'Time', di cui Twilight è la traccia 2. :-) Cmq, ora ho cercato. Il brano è questo:
  19. Eh, appunto, non mi ricordavo un chiaro seguito -nel film- a quella scena che vedesse un simile voltafaccia anche delle Meltran. Così repentino, poi: tipo gli Zentran sentono Minmay e 'capiscono tutto'. In ogni caso, tutto il topic è un bait. Quindi per sapere cosa c'entra la Benedict, dovrai leggerla. :-)
  20. Ma cosa dite! No perché cioè dai su, il cuore, il coraggio, grandi azzurri, un pezzo della coppa è anche nostro, eravamo stanchi, poco tempo per il recupero, massacrati, una terribile inondazione, LE CAVALLETTE! Insomma alla fine è come se avessimo vinto noi, no?
  21. Io sto parlando sempre e solo di ciò che ho postato, il film, e del 'cambio di fronte' dell'armata Zentran che si vede nella scena che ho postato. Quando tu hai ampliato il discorso a quello che succede dopo, ho appunto detto: "ma, scusa, accade nel film? mi pareva fosse nella serie" come dire: che c'entra?
  22. "dobbiamo dire che un pezzetto di questa coppa appartiene alla naziona di Prandelli..." Ma non si vergognano, i commentatori italiani? Dico, a venir pagati dicendo cose simili. XD
  23. E' fighissimo come i nostri commentatori stiano leggendo tutto il file scuse.doc XD
  24. Capisco. Beh, ovviamente con un attrice si può provare un 'calco stilistico', ma semplicemente queste cose costano molto, e il sottore dell'animazione in Italia non ha simili fondi. Se una attrice ha capacità recitativa, con il dovuto tempo può eseguire un doppiaggio ottimo, buono o almeno discreto credo in ogni caso. Ma ci vuole più tempo, chiaramente, a causa dell'insperienza specifica.
  25. Ci sono cose che non sono riproducibili. Perché, ad esempio, far doppiare a un dilettante in orginale è una cosa, ma da noi già il dover 'doppiare una cosa di un'altra lingua' non può contare su una interpretazione al 100% 'naturale'. Di mio, provo a riprodurre certe cose lo stesso. Ad esempio, in Mimi wo Sumasema una comparsa è doppiata da Inoue Naohisa, l'artista (pittore) di Iblard, che nulla ha a che fare col doppiaggio. Io ho fatto doppiare quel personaggio da Fabio Liberatori, un artista (compositore) che nulla ha a che fare col doppiaggio, ma che (così come Inoue era 'vicino' a Ghibli in Giappone), è stato 'vicino' a Ghibli in Italia (in collaborazioni 'di passione' per le canzoni in italiano, e altre necessità simili). A volte è possibile anche fare cose così, a volte no, certo. Per esempio su Coquelicot ho due camei che non credo potrò ricreare. :-/
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