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Shito

Pchan User
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  1. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    in effetti quel tema musicale è davvero davvero vicino al brano dell'allenamento di Noriko... ^^
  2. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    Capisco -forse- cosa intendi, ma almeno per me il 'divertimento' è quel senso di appagamento di avere (almeno un po', o quanto più possibile) 'compreso' qualcosa. Non conosco un altro tipo di piacevolezza nella fruizione di opera alcuna, ma anche di luogo (tipo: in una vacanza). Quindi per me le due cose non sono opporte, diciamo, ma sono in effetti la stessa. Per esempio, se un'opera è un'opera datata, non solo trovo necessario calarmi nel suo 'spazio' (la nazionalità degli autori), ma anche nel suo tempo (il momento, il contesto tutto in cui è stata concepita e creata). Questo per me fa proprio necessaria parte del processo di 'divertimento' che tu citi. Dipende: se il nuovo spettatore ha fatto quello che io per uno cerco di fare, allora probabilmente si avvicinerà alla recezione corretta del valore/peso/mood di quella colonna sonora. Altrimenti no. Nel caso 'altrimenti', ovvero in quella che definirei una 'fruizione insensatamente cieca', credo che il riferimento a un certo tipo di cinematografia sia ancora sensibile/percepibile anche per noi occidentali europei, ma sicuramente più 'datato', e indi complice di dare anche all'opera che lo cita un'aura datata (cosa che, in effetti, è anche giusta). Credo che un opera sia sempre a contatto con il 'suo' presente, quello di quando è stata creata. Non penso che abbia senso relazionare un'opera al suo 'futuro', a quello che ancora sarebbe stato, se non a titolo di curiosità comparatistica. Tipo "come si immaginava il futuro nel passato", cose del genere. Ma credo davvero che il valore di ogni opera sia proprio quello di rappresentare sempre e comunque un'istantanea del momento in cui è stata concepita, ovvero proprio il suo 'essere fermo' nel tempo.
  3. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    Beh, è che per me quando si fruisce un'opera straniera questa fruzione -in ogni caso, la prima come la centesima- non può prescindere dalla documentazione, che è per me del tutto funzionale e necessaria alla compensione, e indi all'apprezzamento, dell'opera. Ogni opera, anche al suo Day1, ha un suo background. Come minimo, se è straniera, ha il background della cultura straniera di cui è figlia: prescinderne è impossibile, prenderne atto è doverso. Altrimenti, come ho scritto sempre, sarebbe come pensare di 'godere' di un opera scitta in tedesco, senza conosce il tedesco. Per me non ha senso neppure pensare che possa essere 'divertente' quello che in effetti (senza *doverosa* documentazione, per me *indispensabile* alla comprensione anche minima di un'opera straniera) sarebbe piuttosto una sorta di autolegittimata devianza di boriosa (autocompiacuta nella legittimazione del sé) ignoranza. Le cose che ho riportato, infatti, non sono di critica prospettica a posteriori (a parte quando parlavo delle tematiche dell'autore, è vero, lì ho sgarrato), ma sono cose che un appassionato giapponese avrebbe notato al Day1, appunto. :-)
  4. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    1) credo sia in effetti proprio un parto di passione per la cinematrografia dell'epoca, di cui quella generazione di otakuzoku era avida consumatrice. Mi pare sia opinione comune nel fandom giapponese che quel 'TOP' del titolo sia proprio un riferimento a TOP GUN. 2) Senza dubbio. Addiritturà la scena cliché dell'arrivo della Signorina vede una antropologia del tutto umana della sua machine, quando punta il dito in posa dominante contro le altre senpai che stanno bullando Noriko. E' senz'altro voluto. Ed è ancora più parodico perché il modo di pilotaggio della machine è ben convenzionale (leve e cose), quindi non si spiegherebbe mai una simile riproduzione dettagliata dei movimenti umani del pilota, sino appunto all'antropologia espressiva. Credo che qui ci sia una vera e propria 'metonimia grafica' del 'pilotato per il pilotante', dato che alla fine l'episodio è una parodia di uno spokon (Sport + Konjou, dove konjou è la forza di volontà). Del resto, i tetsugeta sono proprio una citazione di Kyoujin no Hoshi. Quindi qui le machine sono rappresentazioni delle persone. 3) Non credo in effetti né l'una né l'atra, in particolare. Come appunto negli spokon, credo ci sia la celebrazione del potere della forza di volonta quale 'trigger' di quel douryoku (l'impegno, la forza dello sforzarsi) che tutto rende possibile. Il dialogho topic del Coach "Non chiedere aiuto! Percepisci con il tuo corpo! Pensa con la tua testa! Decidi con il tuo animo!" è l'esaltazione della potenzialità indiduale, che si libera per forza di volontà, che si esprime nello sforzarsi/impegnarsi, che trionfa nella realizzazione del talento e nel raggiungimento di grandi obiettivi. Ma tutto questo non è né spinta alla competizione con il prossimo, né senso del dovere in quanto tale: è semmai spinta alla piena realizzazione del sé, per il sé, con il sé. Si nota peraltro l'unisono perfetto tra le lezioni di Amano-senpai e quelle del Coach: sono davvero una coppia perfetta. Infine, sempre stando a Onizuka-san, la scena che dicevo è una parodia di "Ultraman Leo", quando Moroboshi e Ootori prendono una certa decisione, ma personalmente non conosco il soggetto.
  5. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    Beh, lo sto seguendo. °_° Il modo in cui si chiude l'episodio, con il terzetto che si alza in volo su un SSTO, credo sia davvero rappresentativo di questo approccio entusiasta di quella SF. Un'altra cosa che adoro è la sigla di chiusura. Sia nelle immagini, sia nel testo della canzone, enfatizza al massimo il senso "da shoujo manga", anche qui è la fiera dei cliché. "Mi ricordi mia sorella minore" pare fosse il più classico modo di rifiutare la dichiarazione d'amore di una kohai (ah, tempi ingenui! in seguito lo si sarebbe piuttosto detto una ragone per *accettare con entusiasmo* la dichiarazione d'amore di una kohai, no?). http://www.dailymoti...yyyyyy_creation Anche lo stile dei credits, scritti a mano con grafia da diario femminile, e in rosa!, lo trovo adorabile. I disegni originali sono di Higuchi Kimiko (vedi sotto). La canzone, ovviamente, è di NoriP, nomignolo di Sakai Noriko. Una delle prime 'idol moderne' che si ricordino. Tutte Noriko! (Takaya, Hidaka, Sakai), come il buon Onizuka Kentarou ebbe a sottolineare nella sua storica 'traduzione letterale' dell'opera. :-) A tal proposito, dato che lo considero fonte autorevolissima, ecco anche le sue parole a introduzione del primo episodio di Punta al Top!, nella sua traduzione scritta circa a metà dei novanta: Sull'uso della lingua in Punta al Top!, Onizuka-san scriveva: --- Altre curiosità sono ovviamente che 'Amano Kazumi' è il nome da nubile della moglie di Okada Toshio (poi divenuta Okada Kazumi), che 'Higuchi Kimiko' è il nome da nubile della moglie di Takami Akai, qui animatrice, e che Outa Koichirou è il nome di un animatore coinvolto nella produzione di Punta al Top! Tra i credits c'è anche una Takaya Noriko, responsabile della cosideetaa 'armonizzazione' della produzione. Ah, dimenticavo, nella lista dei sopravvissuti della disfatta della Luxion che compare all'inizio dell'episodio figura il nome di Anno Hideaki. ^^ Questa invece è la nostra Higuchi Kimiko: Il suo sito ufficiale è ancora parte dell'albero GAiNAX: http://www.gainax.co.jp/hills/kimiko/ Per la cronaca, ci sono buone possibilità che la 'otaku' di Otaku no Video sia una sua rappresentazione. Inoltre, la stessa avrebbe poi disegnato le sequenze 'manga' di FLCL. ^^ Ovviamente è una rullona assoluta, perché è una fan di Misdo (Mister Donuts), la cui tradizione scorre potente a Osaka! --- Uno dei motivi per cui io mi innamorai di Punta al Top! è che, pur essendo una space opera, trasudava palesemente ai miei occhi una totale aderenza alla cultura giapponese reale. Era come vedere un realismo scolastico a là Touch poi parodizzato ma ancora grondante di riferimenti culturali, di afflato nazionale. Ricordo che mi innamorai completamente di questa componente dell'opera, così vivida nel primo episodio della serie.
  6. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    Una cosa che trovo molto interessante, è che tutto sommato in Top wo Nerae! non viene ancora fuori quello che è uno dei tormentoni (sono ingiusto: uno dei punti cardine) della narrativa SF di Anno, ovvero l'essere 'ascia bipenne' della scienza. Questa cosa è proprio chiara, anche dichiarata in Nadia e Eva, senza dubbio alcuno. C'è una forte assonanza con un certo tipo di SF letteraria stile Crichton (spelling?), per esempio The Andromeda's Strain, non a caso citato in maniera diretta anche in Eva. In Top wo Nerae!, invece, non si vede tutto sommato il "lato oscuro" della scienza. A parte l'inevitabile effetto Urashima, che poi di vedrà (negli episodi avanzati), a me pare che l'approccio verso la sceinza, in Top wo Nerae!, sia genuinamente entusiasta. In questo senso, la cosa è davvero concorde a tutta l'opera: un'opera entusiastica di un giovane regista entusiasta di poter finalmente usare i mezzi di una 'vera produzione' per realizzare quello che gli piace tanto. Credo che anche per questo Top wo Nerae! sia subito spiccato come un compendio, un'esplosione dell'otakuzoku sino ad allora (1st gen), e sia poi rimasto nella storia del genere. A proposito di questo entusiasmo per la scienza e il futuro che si specchia nella SF, vorrei citare Takeda Yasuhiro: Prorpio lo scorso febbraio sono infine stato la parco dell'esposizione universale di Osaka '70 - e ho studiato un po' la storia di quest'evento. Il tema dell'esposizione era proprio "Il progresso e l'armonia dell'umanità". Ci si arriva sulla Osaka Monorail, che credo sia ancora la più lunga del mondo. Quando si vede quel posto, credo si senta mento il senso di "un passato in cui si sentiva di avere un futuro". Molte aspirazione entusiastiche dei bambini di allora sarebbero poi state disattese, ma l'impronta nella narrativa di quei giovani è chiara. Credo che Top wo Nerae! ne sia un chiarissimo esempio. (no, non è il rendering di un'apostolo di Eva scartato, e non è un design di Nagai. E' la "Torre del Sole", vero pivot di Osaka '70. Ed è enorme. E sì, credo che ad Anno gli sia proprio entranta in testa.)
  7. Shito

    Oppai, Robot e varie.

    Ma chi sei tu per dire "non se l'è filata nessuno"? Un giapponese che segue l'ambiente otaku dal 1983? Il DAICON IV Opening Anime è diventato leggenda nell'ambiente per molte ragioni, e quella è una delle. Anche questo è un fatto. Senza il DAICON IV non ci sarebbe stata la GAiNAX, dato che il talento dei suoi componenti si mise in luce proprio lì, e proprio da lì venne l'opportunità di fare un film di reale produzione (Ooritsu Uchuu Gun). E dici che "non se l'è filato nessuno"? Ma soprattutto, perché sto parlando con te? Stupido, stupido, stupido io. A favorissimo della cancellazione di tutto il branch, fintanto che resta quantomento la correzione dell'oggettiva falsità riportata da Sam.
  8. Shito

    Oppai, Robot e varie.

    【伝説の自主制作アニメ】 DAICON IV 【全編神作画】 初めてアニメで乳揺れが描かれた伝説の作品をデジタルリマスタしてみました。 Preso da una qualsiasi fonte giappone (cerca pure). Non è che nessuno avesse mai animato un seno femminile, ma è conoscenza comune che la prima introduzione di 'seno sobbalzante' (乳揺れ -> muneyure) nell'animazione giapponese risalga al DAICON IV Openig Anime. Non è una mia opinione, non è un mio *parere*, è un *fatto*. Quanti videro questo o quello non cambia il fatto. Chi lo fece in altri ambiti prima o dopo non cambia il fatto. Parlando di animazione giapponese, la cosa fu introdotta per la prima volta con il DAICON IV Openig Anime. Cerchiamo di dare infornazioni corrette.
  9. Ho visto un'intervista a Balotelli. E' un rullone. Davvero. Sono diventato suo fan.
  10. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    Cinque anni prima. DaiconIV Opening Anime. Stesse persone.
  11. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    L'ho rivisto ieri. Lo ricordavo molto bene, dato che ci avevo lavorato su (che nel mio caso vuol dire impararlo a memoria, o quasi), ma mi ha fatto comunque molto effetto, dato che sono passati parecchi anni. Soprattutto, mi ha fatto effetto perché quando lo lavorai non ero mai stato in Giappone, ora invece ci sono andato sei volte, tra lavoro e diletto. La intro, dico proprio l'avant-title, l'ho sempre adorata. Adoro la messa a paragone di tema delle elementari e pagina di diario adolescenziale, che in pochi minuti coprono un arco di anni di antefatto, e senza neppure farti vedere la protagonista già ne danno un grandioso spaccato psicologico. Era una bambina così, è una ragazza cosà. E' un personaggio che ha questo tipo di vissuto, questo tipo di motivazione. Grandioso. Riflettevo oggi che probabilmente il campus a cui si iscrive ed è iscritta Noriko si trova ad Okinawa perché è da dopo la WWII che Okinawa significa 'militarismo' per i giapponesi? Probabile. Trovo molti riferimenti al 'giappone militare imperiale' in tutto il mood della intro, c'è molto tradizionalismo nella figura del padre di Noriko, e del resto prima di Top wo Nerae! i GAiNAX avevano fatto "Armate Spaziali Reali", che è tutto un dire. In ogni caso, in tutto l'episodio ciò che per me è molto forte sono solo essenzialmente due componenti: 1) Il tema di tensai/douryoku, a là manga sportivo, come scrivevo altrove. Il talento da solo non basta, è l'impegno, il duro lavoro, che portano ad emergere il talento. E, 2) Il tema da sorority a là shoujo manga. Le rose che compaiono dietro alla signorina, i cliché della senpai adorata e di quella arcigna, il bullismo femminile, il chiacchiericcio: è tutto su questo andazzo. Alla fine è davvero una parodia di Ace wo Nerae!, manco a dirlo, che per primo aveva fuso proprio queste due componenti già classiche. Top wo Nerae!, però, se possibile spinge ancor più i cliché del genere verso il grottesco, l'esagerato, usanto il tutto come premise per una space opera. Anche la sceneggiatura, la regia, è tutto da manuale del genere. Quello che succede, come viene inquadrato, tutto. Il tops della traditio omomari (la fascia che Amano-senpai dona a Noriko nel suo essere così upperclass ma così buona) è il cliché del cliché. Di mezzo ci vedo un po' di Rocky (la cui logica di 'allenamento che vince lo statu quo' è anche alla base del manga sportivo giapponese, se vogliamo) e quindi si nota una certa passione 'cosmopolita' per cinema e finzione della prima generazione di otakuzoku a cui i GAiNAX appartengono, e appartenevano. Nel coach ovviamente vedo non solo Minakata Jin, ma anche e soprattutto Kashiwaba Eijirou. Del resto, sappiamo tutti perché la voce di Noriko è Noriko, vero? Ovviamente ci sono cose molto giapponesi, come il fatto che il caduto non sia un eroe, ma una disgrazia. Un'onta. E Noriko è quindi la 'figlia della disfatta', non la figlia dell'eroe. Chi ha letto la Bededict, avrà letto del diverso modo di considerare i feriti per logica giapponese e occidentale. Di mio, non riuscivo a capire come mai Bellini e Cocciolone fossero insigniti anziché infamati. --- Cose sparse: Anno inizia a disseminare l'anime delle cose che ama, dal caffé in lattina UCC a tutte le marche che ama. L'aereo che alla fine porta il terzetto in orbita è ovviamente un SSTO (ma rigorosamente marchiato JAL, è di linea!). Si vede proprio la passione per il futurismo reale. Pare che ai tempi qualucuno della GAiNAX fosse andato alla NASA come ospite. Ovviamente, il Coach ama la Vespa. Molti anni prima di FLCL.
  12. credo che il problema e' che determinati argomenti sono diventati cosi' rapidamente di largo uso che si adoperano spesso non nell'adeguata accezione dei termini; un buco narrativo si ha quando nella narrazione ci sono vere e proprie mancanze o intralci alla lettura di un'opera; nei casi citati da roger le informazioni erano presenti e non c'erano intralci alla narrazione; se io preso da crisi esegetica da nerditudine mi faccio Lo Sacro Spadone e dico che un'ammaccatura nell'arma e' dovuta ad una battaglia, non sto creando 'buchi' ma 'instillando' un qualche alone mitico al mio spadone. I buchi narrativi, sinteticamente, sono errori. Prendere ogni cosa un autore faccia, a partire dall'elisione, e considerarlo errore/buco e' un errore di per se'. Ad esempio, mai sentito parlare di narrazione per sottrazione? Io credo che Shuji non abbia mai avuto tanta ragione come qui sopra. Per 'buchi narrativi' (Shuji mi corregga) ho sempre inteso delle reale incongruenze, dei non sequitur, non dei semplici 'non detti' che nulla tolgono alla funzionalità della narrazione. Ovviamente, non esiste meandro più buio della fantasia di ciascuno. Se dovessi narrare le più atroci nefandezze compiute a danno di un personaggio, le fare accadere dietro una porta chiusa da cui il personaggio esce in lacrime. In questo modo, ciascuno riempirebbe in modo automatico/inconscio il vuoto con il 'suo' peggio, dato che ognuno ha i suoi incubi e la sua visione dell'inferno. Nel senso che 'vuoti' narrativi non sono necessariamente 'buchi', possono essere semplici innocue mancanze, o ricercate finezze, o tutti i grigi nella gamma tra quel bianco e quel nero. :-)
  13. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Figurati, sei il benvenuto alla mia demenza! XD Fine ot - e scusate. ^^
  14. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Ero? ^^; "sono da sempre" pare più opportuno. Tieni presente che sono arrivato fino a Esaka, a incontrare lo staff e il presidente, e a parlare di come nel '96 fossero tutti matti per Evangelion, e che in fondo tanto GAiNAX quanto SNK sono "subcultura del Kansai" ^^ BTW, tanto per tua (info), il finale dell'ultimo KOF recita tutto il finale Pippa Passes di Browning, *non* a caso, e c'è un fondale come questo: Ti dice nulla? ;-) Del resto 'NeoGeo' vuol dire ShinSekai... ;-)
  15. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Dici l'Encyclopedia? Quella era un'altra cosa. Magari si riferiva al mio stupido quanto serio libro sul NeoGeo, ovvero "l'otakuzoku dall'interno" (ok, più geesenzoku che otakuzoku, ma almeno invece che merda dispensata dallo scranno è proprio lacrime e sangue )
  16. Shito

    The Amazing Spider-man

    Il film sembra molto grazioso, nei miei occhi pare recuperare l'originale feeling 'real teenager' ammodernandolo a questi tempi. L'unica cosa che non ho capito è se esce anche in versione normale (due dimensioni come il telone su cui lo si proietta), altrimenti quitto asap.
  17. Quindi in realtà è una cretina nuda travestita da robot? Vista la fonte...
  18. Hai ragione, capisco. Dato che non avevi virgolettato, non pensavo fosse una cituazione puntuale, ma un tuo ri-esprimere delle critiche generiche. :-) Sì, è vero. Tuttavia, io cerco sempre di portare all'emancipazione dagli influssi di 'soggetti terzi'. Come per il titolo di Top wo Nerae! / Punta al Top!, la traduzione inglese è "soggetto terzo", indi indebito. Come per la scrittura OAV invece di OVA. Cerco sempre e promuovo sempre l'emancipazione dall'oriente che arriva dall'Atlantico, perché ritengo che sia una cosa indebita.
  19. E' il topic delle malattie autoimmuni dei modellini, ormai... °°
  20. Beh, io ricordo quando nei novanta la si menava tantissimo con "eeeeh, in Giappone l'animazione è un mezzo espressivo come tutti gli altri, con piena dignità verso il pubblico di ogni età!" Era vero? Zac. (btw ti ricordo che "hentai" non è un genere di prodotti, ma semmai una persona. Quello che tu chiami 'hentai' sono i 'bishoujo anime' - eufemismo epico, assai simile al vecchio italiano "le cose con le donnine". ^^ )
  21. Random, solo perché è veramente carino: (we love Art Nouveau e Stile Liberty, don't we?) Back on topic: "Umi, sei diventata grande...!"
  22. Vero, vero. Più che altro, credo che un certo tipo di 'censura' ci fosse, solo che fosse più intelligente/coscienziosa/responsabile/semplicementesensata.
  23. Non parlavo neppure del lavoro, parlavo di dialoghi del tutto casuali con conoscenti casuali, amici di amici, etc. Ho ovviamente escluso i dialoghi con colleghi e persone del settore, non avrebbe senso. Come anche la Benedict sa, i giapponesi hanno da sempre un anelito al riconoscimento (mitomeru) internazionale, comunitario. Per esempio, le Olimpiadi di Tokyo64 (post Benedict, quindi) sono un momento apicale della storia contemporanea giapponese perché rappresantano per loro un essere accolti al tavolo del mondo civile internazionale industrializzato. Anche se internamente il Giappone aveva già ottenuto grandi cose (i.e.: Shinkansen), le Olimpiadi furono come un coronamento della ripresa. Allo stesso modo, come ricordava anche Ikeda Riyoko poco tempo fa, i giapponesi non sentono che qualcosa della loro cultura/produzione è davvero 'consacrato' finché non ottiene un riconoscimento internazionel, finché non viene riconosciuto anche all'estero. Una delle tipiche 'contraddizioni apparenti' è che proprio un popolo per tradizione focalizzato sul mercato interno, con scarse velleità internazionli, abbia poi questa percezione. Sembra un'antinomia da sciovinismo da un lato e esterofilia dall'altro, ma non è così. E' che i Giapponesi hanno la mentalità dei 'piccolo isolani', ovvero per quanto siano orgogliosi di loro stessi, si sentono sempre un'isoletta del mondo, e indi assurgere a un riconoscimento mondiale è per loro motivo di grande orgoglio, anche nell'ottica di "avere reso in servizio" al Giappone come stato, nazione, tradizione. Per cultura (again: Benedict) i giapponesi sono molto attenti agli 'sguardi esteriori', ovvero alla considerazione altrui, e sul piano nazionale l'atrio sguardo è proprio quello della comunità internazionale. Per esempio, Ikeda Riyoko sottolineava che Versailles no Bara divenne un piccolo caso in Giappone quando prosuddero il live-action francese. Allo stesso modo, Suzuki dichiara di aver concepito tutto il patto Ghibli-Diseny, ovvero tutta la distribuzione Ghili in US, SOLO PER FARE PROMOZIONE INTERNA a Mononoke Hime. E ha avuto ragione. Ghibli è più che 'sdoganato', quindi: è 'consacrato', come una firma che ha fatto l'onore e il lustro al Giappone. Ma in genere, io ho persino visto molti giapponesi imbarazzarsi nel capire che io conoscevo molte cose del Giappone per un interesse anche solo nato con gli anime. Si vergognavano come se mi avessero mostrato un lato misero di loro. E' un'esperienza che ho vissuto molte volte.
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