-
Numero di post
14349 -
Iscritto dal
-
Giorni Vinti
365
Tipo di contenuto
Profili
Forum
Blogs
Gallery
Calendario
Tutti i contenuti di Shito
-
[NERD] L'angolo delle seiyuu
topic ha risposto a Shito in una Marko nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Diressi sia Novara che Ponticelli su ruoli minori in RuroKen (Seisouhen), MegamisamaGekijouban e Saikano. Attendevo coomenti soprattutto sul secondo, essendo un lavoro milanese che considero molto ben riuscito. :) -
[NERD] L'angolo delle seiyuu
topic ha risposto a Shito in una Marko nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Se il mio parere vale qualcosa, ho trovato sia Renato Novara che Benedetta Ponticelli squisitamente dotati. :) Tuttavia non li ho mai ascoltati che quando li ho diretti io stesso, quindi magari in altri modi/sedi/occasioni sono risultati in cose peggiori dell'impressione che mi hanno lasciato. Ma questo in effetti è valido nella mia mente per ogni doppiatore... -
[NERD] L'angolo delle seiyuu
topic ha risposto a Shito in una Marko nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Norio Wakamoto sings Lucky Star OP (full) -
Quote Quote Kubrick ne sa. Attento a citare certi nomi in questo forum, potresti risvegliare inquietanti presenze (soprattutto se intuisco quale film di Kubrick hai in mente). Almeno: Lolita (che però non è perfetto) e Eyes Wide Shut (che è più prossimo alla perfezione) Ma la lezione Kubrikiana viene da tante opere. :)
-
Due spunti: 1) Ogni modulo espressivo vive di canoni propri. E' impossibile pensare che un buon libro possa diventare *fedelente* un buon film, dato che ciò che rende grande un libro non renderebbe grande un film, e viceversa. Indi, la 'fedeltà' nella trasposizione transmediatica è piuttosto una trappola, imho. Kubrick ne sa. 2) Completa è un'opera che, a mio avviso, esprime in maniera esaustiva quel che voleva esprimere. Non è una questione di meccanicismo narrativo, ma di 'teleologia narrativa', semmai, ovvero non la compiacenza di 'dire tutto', ma la capicità di raggiungere perfettamente un fine (della narrazione stessa). :)
-
Quote Quote Quote Quando una cosa è perfetta (<- significa originariamente 'completa') non necessita di aggiunta alcuna. Spe', dissero questo? No, lo disse Shito. Capiamoci. Che la 'perfezione' non necessiti di nessuna aggiunta e nessuna sottrazione, è una semplice verità linguistica (questo si intende correttamente per 'perfezione'). Che IO consideri l'originale serie di Haruhi una cosa perfetta, beh, chiaramente è una mia opinione. :) Darion, al di là dei tuoi rolleyes, NON sto giudicando la seconda serie. Sto dicendo che A PRESCINDERE da essa, non ritengo che la serie originale avesse necessità di seguito ALCUNO, essendo PER ME *perfetta*. E infatti NON ho parlato della seconda serie, figurati giudicarla, ma espresso un parere sulla 'logica strutturale del sequel in ragione dell'originale', che è altra cosa.
-
Quote voglio la notarella di shitarello Quote Shito probabilmente sclererà, ma io sono felicissimo del rerun in ordine cronologico, con puntate nuove per integrare tutti i buchi! Personalmente, come ho già scritto, non sentivo alcun bisogno di alcun 'seguito' della versione animata di Haruhi. Quando una cosa è perfetta (<- significa originariamente 'completa') non necessita di aggiunta alcuna. Tuttavia, volendo produrre un seguito, credo se la siano cava con un'idea che è geniale da molti punti di vista, e al tempo stesso era l'unica cosa sensata da farsi. Quindi, applausi. :)
-
QUALCUNO UCCIDA I TELETUBBIES!!!!!!
topic ha risposto a Shito in una kevin8 nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Credo che ci siano da sempre due teorie sullo sviluppo psicocognitivo del fanciullo: 1) tratta l'infante come un mongoloide 2) tratta l'infante come una persona normale Sarò un po' Rousseau-iano, ma sono per la 2. NON-CI-CREDO che a creare un ambiente (anche solo visivo) 'a dimensione (presunta) della psiche infantile si faccia del bene. Non ha senso. E' innaturale. La mente di ogni creatura è fatta per svilupparsi nella naturale socialità della sua razza, con i limiti che gli vengono dalla natura stessa. Ripeto, non esiste un mondo com quello dei Teletubbies, e i bimbi devono semplicemente vedere/sentire il mondo normale, che è quello per il quale si devono formare. Imitando i Teletubbies, e quasi come se si pretendesse che un bambino potesse psicosvilupparsi mettendolo in un box di soli altri neonati. E' una cavolata tremenda, imho. Del resto i bambini NON imparano a parlare facendogli BAAAAH e BOOOOH, ma parlandogli normalmente dinanzi. Per natura, il bambino imita. Si sforza di imitare e riprodurre i suoni che sente, e così impara a articolare i fonemi della lingua del paese in cui nasce. Tutto qui. Quindi IMHO Teletubbies = cerebrolesione. Kevin, sono serio, eh! -
Una scoperta sensazionale!
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Che stress che anche la distribuzione a noleggio non funziona decentemente. In caso, scaricatelo. :) Quanto al film che ormai 'chi lo voleva vedere l'ha visto' benissimo, d'altro un valore di un film (specie di quella caratura) non è 'a consumo', ma credo resti nel tempo. :) -
Una scoperta sensazionale!
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Quote Quel film credo siano riusciti a vederlo in pochi... Troppo difficile noleggiare un DVD? -
Una scoperta sensazionale!
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Pensa Kevin, ricordo distintamente che la prima serie dei Teletubbies venne doppiata nel periodo di Eva. A quel tempo, nel cast dei Teletubbies c'era anche Ilaria Latina (aka Asuka), una persona squisita (oltre che molto brava) con cui ho da sempre avuto un cordiale rapporto. Mi raccontava che nel doppiare i Teletubbies ogni tanto dovevano fare 'pausa' loro stessi perché gli sembrava di impazzire. Non feci mai fatica a crederlo. Ah, parlando della brava Ilaria: nessuno ha notato/gradito la finezza dell'averle fatto doppiare la 'signorina' in Battle Royale. -
Una scoperta sensazionale!
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ah, credo seriamente che i Teletubbies portino cerebrolesioni infantili e ritardi cognitivi. Ma non hanno nulla a che vedere con PinoPino, no. -
Una scoperta sensazionale!
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Kevin8 è un amante di vintage toys? :) -
Una scoperta sensazionale!
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Considerando la matrice inglese, è più probabile che David Bowie avesse inciso 'scary monsters' dopo un viaggio nel futuro in cui avesse visionato i Teletubbies, che i Teletubbies fossero ispirati ai PinoPino. :) -
Ok, quando sono stato a ShinSekai in Aprile, in un negozio di roba random antica (che per ShinSekai è attuale), ho visto un pupazzetto alquanto curioso... Ho fatto le mie ricerche, e: 1) 1983 2) 1981 Cheers! Sembra che allo Studio Pierrot fossero in vena di citazioni giocattolose... EDIT (courtesy of Arcuum Ocra): Il creatore del giocattolo originale, già 'autore' di Monchicchi: Wiki Link EDIT2 (Shitarello=) Quella che vedete nella pic, con il 'dialer' pettorale rosa, è PuriPica, la principessa della linea. C'erano anche altri personaggi, tra cui Smar, con la testa stretta e un tuta custom con backpack. Ho visto anche una versione di PinoPino con spacesuit full da outer space, voglio dire con lo scafandro in vetro/plastica etc, ma non so se fosse un custom o che... :)
-
Intendi dire che ne "I cieli di Escaflowne" il nome Escaflowne diviene intrinsecamente e *necessariamente* un nome di località? Mmmh, quindi "I cieli di Zeus", per dire... o "I cieli della vittoria", o "I cieli dell'Altissimo", o 'I cieli di piombo'... (nota, ho usato intenzionalmente tre esempi diversi, il primo più vicino al nostro caso -un nome personale- seguono altre casistiche logico-sintattiche) indicano TUTTI e NECESSARIAMENTE nomi di LUOGHI nel complemento di specificazione? E non dire che sono casi inesistenti, o ti regalerò il CD 'I cieli di Rino' di Rino Gaetano, notoriamente un toponomastico italiano.
-
Quote Quote Hai letto anche che 'Il Celeste Escaflowne' in italiano significa piuttosto che Escaflowne è di color azzurro? Almeno si capisce che Escaflowne è una cosa invece che un paese o un proprietario terriero (o meglio "celiero") Veramente con 'Escaflwone dei Cieli' Escaflowne potrebbe anche essere il nome di una persona, una bestia o che. Non necessariamente una cosa, no. Attenzione che è dura spogliarsi di ciò che è già sedimentato come 'conosciuto' nella nostra mente. Tra l'altro, nel titolo giapponese è il nome 'Escaflowne' vuole intendersi chiaramente personalizzato (= Escaflowne come un personaggio, soggetto).
-
Hai uno strano concetto di 'suona male' (questione 'estetica') e 'si capisce un'altra cosa (questione di significato).
-
Hai letto anche che 'Il Celeste Escaflowne' in italiano significa piuttosto che Escaflowne è di color azzurro?
-
Quote Quote +1 per 'I Cieli di Escaflowne', quindi! E quindi ammetti che è stato scelto "I Cieli di Escaflowne" invece di "Escaflowne dei Cieli" anche perchè suonava meglio (senza contare poi la faccenda dell'aspetto grafico..). Non hai letto il post, vero?
-
Quote Quote Quote Ah, aspettatevi "Code Geass: Lelouch il ribelle" o "La ribellione di Lelouch". Di certo non "Lelouch della ribellione" Sicuramente Lelouch il Ribelle sarebbe la traduzione più corretta, è un'appositiva pura. :) sara', ma "la ribellione di lelouche" suona meglio ed e' piu' corretta con il contenuto della serie +1 per 'I Cieli di Escaflowne', quindi!
-
Quote Scusa un attimo, ma essendo "carapace" un nome comune (almeno mi pare che così tu lo abbia voluto rendere), non è meglio usare un aggettivo che magari sia più confacente al contesto rimanendo comunque collegato a qual termine, qualcosa tipo "anti-sommossa"? (essendo il carapace la parte superiore del guscio delle tartarughe mi viene subito in mente la formazione a testuggine tipica di quei corpi di polizia) Ci credi? Invero non avevo mai compiuto una ricerca puntuale su quel 'koukaku', dato che comunque non ho mai avuto professionalmente a che fare con quest'opera. Ho fatto un po' di ricerche ora. Il risultato è interessante. 'Koukaku' è un composto inesistente (non canonico). "Kaku", (-gara) è il kanji di guscio, carapace, etc. Kou- è quello di 'attacco' (soprattutto bellico, sì). E' possibile che 'Koukaku' esista nello slang militare e/o SF, ma per scoprirlo dovrei fare ricerche più lunghe e accurate. Detta così, mi fa pensare all'idea di una 'corazza d'assalto'. Quindi potrebbe essere anche "Squadra Meccanizzata Corazzata", o qualcosa di simile. La tua idea della 'corazza antisommossa' è suggestiva, e mi pare semanticamente appropriata. :)
-
Quote Ah, aspettatevi "Code Geass: Lelouch il ribelle" o "La ribellione di Lelouch". Di certo non "Lelouch della ribellione" Sicuramente Lelouch il Ribelle sarebbe la traduzione più corretta, è un'appositiva pura. :)
-
Quote Grazie della spiegazione... ho imparato cose nuove... Continuo a pensare che le lingue siano affascinanti (anche se sono maggiormente attratto dall'etimologia delle parole europee) e che se la mia storia con Kumiko fosse arrivata dove lei probabilmente voleva, ora avrei qualche conoscenza in più per discutere con te, mentre per ora posso solo affermare che è un discorso affascinante ma che rimarrà ahimè piuttosto estraneo... Grazie della lettura papirologica. :) Sì, le lingue sono affascinanti, soprattutto quando si ragiona che la lingua 'mentale' è anche il canone percettivo della realtò (che 'categorizziamo' in schemi mentali comunque linguistici, caselle con un 'nome'), e indi in qualche modo influenza la nostra visione/percezione/rappresentazioneinterna stessa della realtà. Per gli amanti della filosofia: Schopenhauer+Joyce = "il mondo è una mia rappresentazione, espressa nella MIA lingua, che poi è il mio stesso mondo rappresentato". L'etimologia è interessante. Alla radice etimologica di ogni parola c'è quasi sempre un'agglutinazione antica, e logica evolutiva semantica dell'uso funzionale delle parole. E' molto interessante, concordo. Credo tuttavia che la lingustica sia un ambito 'diffuso', ovvero solo forzosamente diviso in sottodiscipline e sottobranche, quando in realtà sarebbe un tutt'uno. :) Quote Tutto interessante, ma non si sfugge comunque dal contesto; piu' di uno negli anni a sentir parlare di "i cieli di escaflowne" ha pensato ad un mondo chiamato Escaflowne. E il bello e' che alla fine, stante la medesima delucidazione per quanto riguarda il giapponese (sull'uso del genitivo in italiano forse e' meglio parlarne altrove), proprio per questo : "Tenkuu ha un certo senso di trascendenza", penso che alla fine il titolo internazionale 'The Vision of Escaflowne" rappresenti sempre un compromesso, ma sottragga il titolo dall'ambiguita' di non poco conto di cosa si parli con precisione nel titolo; se un qualche tipo di soggetto (in questo caso etc etc) o il nome dell'ambientazione/del pianeta stesso. Anche in giapponese, sentanto 'Tenkuu no Escaflowne' e non sapendo cosa sia Escaflowne, si pensa facimente a un regno nei cieli. Tipo "Tenkuu no (shiro no) Laputa", per intenderci. Del resto, anche con "Escaflowne dei Cieli", o non si capisce nulla, o si può pensare -sempra senza sapere cosa l'Escaflowne sia- che sia un qualcosa di fenomeno metereologico, ovvero 'genitivamente attribuito' ai cieli in senso più 'materiale/fisico'. Quanto al titono internazione. E' proprio un altro titolo, che usa una delle altre parole chiave della serie, "Maboroshii" (illusione, visione illusoria, visione). :) Fosse per me, ogni volta che c'è un doppio titolo in originale, dico Giapponese-Inglese, in Italiano ci sarebbe la coppia Italiano-Giappone: Nuova Era Evangelion - Neon Genesis Evangelion. Genesi in giapponesi si dice 'soseki', non 'seiki'. Non è che Anno Hideaki non lo sapesse. L'uso Anniano del doppio titolo (Nadia dei Mari delle Meraviglia - The Secret of Blue Water, Punta al Top! - GunBuster) ho sempre pensato fosse un'ossequio a Tomino. :) Quote Da abissale ignorante: in italiano "Joe del domani" risulterebbe difficilmente comprensibile (discutendo proprio di questo con persone non appassionate, è saltato fuori che sentendo un titolo del genere un italiano medio è portato a pensare che si parli di un personaggio fantascientifico: un Joe del domani visto come un Joe che viene dal futuro). "Il domani di Joe" invece, dopo avere visonato l'opera, mi sembra il titolo più giusto per una traduzione. Si capisce che si narreranno vicende che riguarderanno appunto delle scelte, degli episodi, delle situazioni che serviranno a costruire quello che Joe diventerà, crescendo. Perdonami Shito se mi sono permesso di risponderti io: non è assolutamente mia intenzione andare a competere con due stimatissime e autorevolissime persone che siete tu e Garion. Grazie di lettura e risposta, assai interessante per quanto semi-OT. :) E' una speculazione che ho fatto pure io, e credo pure Garion (a giudicare da quel che scritto in merito). Tuttavia, di mio "sento" che Ashita no Joe non vuole alludere al futuro di Joe, ma al fatto che Joe rappresenta il futuro, lui E' il futuro, e il domani di un Giappone che risorge dai poveracci degli Slums. Joe è l'araldo del futuro, come Mendoza sarà una vestigia del passato. Joe del Domani, Mendoza dello Ieri, insomma. Una cosa così. Questo non è un mio pensiero, è una mia 'percezione'. Spesso col giapponese ci si prende così, però. ^^;
-
E' un po' buffo che invece che discutere su come possa tradursi "Tenkuu no Escaflowne" (cosa effettivamente significhi in GIAPPONESE), si sia subito passati a analizzare in 'mero' italiano le differenze tra due titoli. Malevolmente, dirò che del primo caso avrebbe potuto dire solo Garion, e gli altri si sarebbero piuttosto dovuti rimettere a attesa/fiducia. Ringrazio Garion per aver diggato un post vecchio di una decade fa. I contenuti di quella spiegazione restano. Si aggiunge, ora, una maggiore conoscenza da parte mia della lingua giapponese. Garion, che l'ha studiata in maniera analitica come io non ho, avrà la cura di correggermi qualora ve ne fosse il caso. Lezione: La proposizione e il 'concetto' genitivo nelle varie lingue, triangololazioni logico-semantiche. Tutto parte dall'idea che la genitiva, che in Italia/italiano si associa al 'complemento' di specificazione, compre in realtà una gamma MOLTO più vasta di casi concettuali linguistici. Ad esempio: la maglia (oggetto) di Joe (persona) è chiaramente un'attribuzione di possesso. Ma giò se dico "La maglia di Bruce Springesteen" forse dico che sulla maglia c'è stampato un cantante. Già la specificazione conosce molte vie. Ci sono significati genitivi dal valore pressoché attributivo. Per esempio se io in inglese dico "that was the hotel of hell", ovvero "quella era l'albergo dell'infeno", non intendo dire che l'albergo si trovava all'inferno (gli apparteneva fisicamente), ma che era 'infernale' (era connotato concettualmente). Questa cosa c'è anche in italiano, ma spesso non ce ne accorgiamo: una giornata d'inferno, un'automobile di sogno, eccetera. La prima cosa da notare è che la natura delle due parti di un genitivo influenza il valore logico-sintattico della relazione genitiva. Bene. In giapponese, vi informo, il genitivo ha una gamma ancora più vasta. A volte ha valore schiettamente attributivo, vale proprio da AGGETTIVO. Per esempio "Eikou no Napoleon" (lett: Napoleone della gloria), significa "Il glorioso Napoleone". A volte ha valore APPOSITIVO, per esempio "Kaeru no Elta" (Elta delle Rane) significa "Elta la Rana", e "Tonari no Totoro" (Totoro dei Vicini) significa "Totoro il Vicino". E ci sono anche casi più sfumati. Spero che a questo punto intuirete tutti che "Char del Contrattacco" significa, in effetti "Char contrattaccante", ovvero "Char al contrattacco" ovvero anche "Il contracco di Char". Permettete a un convinto assertore della letteralità della traduzione, quale io credo di essermi più volte provato essere, di indicare anche le logiche reali di intendimento della sintassi di una lingua straniera? Ci sono casi durissimi: per esempio "Densetsu no Kyoujin" può essere "Il gigante della leggenda" (di una data, precisa leggenda), o solo "Il gigante della leggenda" in senso indeterminato, ovvero "Il gigante leggendario". Prego non dimenticare che il giapponese non è lingua flessiva, se non in minima parte. E' lingua agglutinante e assai contestuale e pure un poco posizionale. Posso assicurarvi che in giapponese "Quest'odore di sangue" e "L'odore di questo sangue" si dicono nello stesso identico modo: "Kono chi no Nioi". A noi, infine: Tenkuu no Escaflowne. Escaflowne è un Hiryuu. Un drago volante. Ovvero è un drago che vola nei cieli. Tenkuu ha un certo senso di trascendenza. Non è "aria" come per un aereo (tipicamente: kuu e basta), e neppure "cielo" come "guarda il cielo" (sora). La kanji in lettura "Ten" è appunto un tantino trascendente. Da cui la necessità di tradurre "tenkuu" al plurale: "I cieli". La genitiva: Escaflone dei Cieli? Il Celeste Escaflowne? Il senso è quello: c'è Escaflone connotato attributivamente dal concetto di 'cieli'. Escaflowne dei Cieli come Una giornata d'inferno? In italiano, ritenni e ritengo, non passa il corretto livello di specificazione attributiva. Escaflowne Celeste? Il Celeste Escaflowne? Il richio di fraintendimento sulla semantica 'cromatica' è certo. Quindi, dato che nella genitiva italiana il soggetto sbilancia sempre su di sé la genitiva rispetto all'oggetto, la strada fu, e ancora ritengo che sia, l'inversione del rapporto formale. "Escaflowne dei Cielii" significa che escaflowne sta/ha a che fare con i Cieli. E' un rapporto che in italiano perde in primis la sua funzione connotativa immateriale, figurata. Subito sembra una cosa fisica. Inoltre, perché in italiano la genitiva diviene anche determinativa, tse dico "Escaflowne dei Cieli" sto connotando quasi questo Escaflowne come se ce ne dovessero essere altri, un po' come esistono i Draghi dei Cieli (hiryuu) porprio perché ci sono anche i Dragi della Terra e i Draghi del Mare (proprio in Escaflowne, vi ricordo). Al contrario: "I cieli di Escaflowne" sbilancia TUTTO sul soggetto, Escaflowne, e lo fa con una attribuzione genitiva inversa che diviene correttamente astratta: di certo un oggetto non può possedere dei Cieli. In buona sostanza, rimandando anche a quello che ha postato Garion, sono tutt'ora convinto che I cieli di Escaflowne sia la traduzione più corretta del COSTRUTTO Tenkuu no Escaflowne. Ho spiegato perché e per come. Se qualcuno intende sostenere il contrario, lo invito a farlo, pregandolo di portare argomentazioni altrettanto chiare e puntuali. Ripeto: il punto è che il costrutto italiano "I cieli di Escaflowne" sia la migliore traduzione del costrutto giapponese "Tenkuu no Escaflowne". Non cose che afferiscano al SOLO giapponese o al SOLO italiano, che qui non hanno luogo, parlandosi di TRADUZIONE INTERLINGUISTICA. PS1: Non è che io non abbia mai sbagliato, eh. Ai tempi, il significato APPOSITIVO della genitiva giapponese non l'avevo chiaro. Mi andò bene in questo caso, che era di tipo attributivo PS2: Garion: non so quanto, solo nel caso di Joe, si tratt di un significato diverso. Ho pensato lungamente a quel titolo, ma ancora non sono riuscito a risolvermi, lo sai?