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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Quote Quote Ragione della scelta: suppongo dipingere un realistico scenario di rapporti familiari deragliati. Risa stordita sul letto come una ragazzina che viene consolata dal figlio è la violenza del realismo puro. Mh, ma a te sembrano rapporti deragliati? Voglio dire, Risa si arrabbia perché il marito non può tornare a casa come previsto, e d'accordo Sousuke la consola, ma basta questo per definire un rapporto famigliare deragliato? Sia la madre che il padre amano molto il figlio, i genitori evidentemente si amano molto tra di loro (come dimostra anche l'infantilità del modo di arrabbiarsi di Risa, che evidentemente non riesce a portar rancore), e il figlio ama molto i genitori. Se è deragliato questo cosa dovremmo dire di, non so, i parricidi o simili? Sì, credo che una madre che tratta il figlio con Risa tratta Sosuke (alla pari, cit Studio Ghibli), sia un deragliamento del ruolo di madre. Una madre non è un'amica, né una compagna (cit Anne Frank). Benché Risa non sia un personaggio negativo in sé, è il frutto del mondo "pieno di angosce" che Miyazaki ha inteso dipingere in questo film.
  2. Quote Visto oggi, sala per 3/4 vuota Beh sì, è proprio un film per bambini, con finale super lieto e praticamente assenza di un antagonista. Comunque molto gradevole e colorato, mi è piaciuto E' un film molto bello e molto forte. Tecnicamente parlando, a paragone nessun film di Miyazaki è mai stato 'animato', fa paura. E' assolutamente per bambini, ma è ricco di significati (come dev'essere). Il realismo del personaggio di Risa è durissimo. La sconfitta e la crudeltà della solitudine in cui finisce Fujimoto è la feroce autocritica dell'otaku Miyazaki. Quote Per Shito: - Ero già pronto a lamentarmi per le espressioni come "oltremodo sconveniente" ma visto il tipo di personaggio che si viene a delineare penso che tu abbia fatto benissimo Sì, Fujimoto è un personaggio otaku. Passa dalla serietà di un bushi (cit Miyazaki Hayao) nella sua missione di purezza, all'essere del tutto negato per i rapporti sociali umani 'normali'. Vive ritirarno nel suo mondo, una torre di cristallo, e poi nella sua 'torre d'avorio'. Tutto ciò si riflette nel suo modo di parlare, da un certo manierismo antiquato alla precisione scientifica che 'rende alcune sue battute incomprensibili a tutto il pubblico giapponese' (cit responsabile Studio Ghibli). E' un personaggio molto dolce e molto triste. Quote - Complimenti per la direzione del doppiaggio Grazie. Quote - Ovviamente suppongo che anche in originale Sousuke chiami madre e padre per nome... come mai? Non mi risulta sia un'usanza giapponese, c'è qualche motivo specifico? Sì, è tutto PRECISAMENTE come in originale. Sosuke a volte è Sosuke, a volte Sosukechan, a volte Sochan, ogni volta come in originale. Sosuke chiama sempre padre e madre per nome, solo per nome, ed è una cosa più forte in giapponese che in italiano, dato che il giapponese usa apposizioni di ruolo in luogo di nomi propri più ancora che l'italiano. Ragione della scelta: suppongo dipingere un realistico scenario di rapporti familiari deragliati. Risa stordita sul letto come una ragazzina che viene consolata dal figlio è la violenza del realismo puro. Quote - E' la prima volta che vedo il 99% dei titoli di testa dedicati all'elenco dei doppiatori, con due soli nomi dedicati allo staff (Toshio Suzuki e Hayao Miyazaki)... anche qui immagino fosse così pure in originale, c'è un motivo particolare? Veramente i nomi per lo staff sono di più: a parte Hisaishi ci sono anche i direttori di animazioni e fondali.Sì, è tutto come in originale. Anche la POSIZIONE dei titoli. L'ordine dei doppiatori. Tutto. Figura la doppiatrice giapponese delle sorelline di Ponyo i cui versi NON sono stati ridoppiati, come da volontà Ghibli. Quote - Ho notato che la pronuncia del nome Ponyo a volte è con la prima 'o' chiusa, a volte con la 'o' aperta, e poi ho visto che hai mantenuto Ri-za con la pronuncia originale... non sarebbe dovuto diventare Lisa? (chiedo) Su Ponyo: non bado mai troppo alla precisa coerenza delle pronunce dei nomi. A me, da quando son nato, alcuni mi chiamano Gualtiéro, alcuni Gualtièro. Figurati un nome giapponese. Salvo grossi errori di pronuncia, a me interessa che sia credibile e naturale il modo in cui il nome viene pronunciato e detto nella battuta. Non saprei che farmente di pronunce perfette che staccano dalle battute come negli annunci delle fermate dei treni. Su Risa: è un nome giapponese. La pronuncia più corretta è quindi Risa, che poi evita anche infelici fraintendimenti (OGM!!!!11! vedi è emancipata perché non è giapponese!!!111)
  3. Considerando che stiamo parlando di un film per bambini, non mi sembra poi così strano/sbagliato/irritante. Forse lo spettacolo delle 8 potrebbero farlo, altrimenti quando dovrebbero portali i bimbi al cinema, i genitori? Sicuramente quello delle 22 non necessita.
  4. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Credo semplicemente che il reale mercato dell'home-video in supporti fisici sia finito, supporti di vecchia o nuova generazione che siano. Quello che resta è la GD più sbracata, ovvero cestoni, edicole e titoli autopromozionanti, e no, la fu nicchia dell'animazione non ha spazio in simili segmenti.
  5. Shito

    Sky Crawlers

    Credo che infatti la sclerotizzazione di quell'urlo, che poteva essere vivido nella giovinezza dell'autore, l'abbia reso ormai inutile. Beautiful Dreamer resta per Uruseyatsura quello che Cagliostro no Shiro è per Lupin Sansei. Ma era un Oshii giovane. Tutto sommato, se avesse accettato di andare a lavorare in quel 'Cremlino' (come lui lo definisce) dello Studio Ghibli, forse avrebbe scoperto che oltre all'autolegittimazione del sé, che puzza tanto di frignare da bimbotaku, si può anche fare del cinema d'animazione per dire qualcosa di sensato al pubblico con un'idea di responsabilità comunicativa. Forse.
  6. Shito

    Sky Crawlers

    L'inquietante commento di Miyazaki Goro, e l'ancor più inquietante raccolta di commenti a opera di Anno Hideaki, mi scoraggiano alquanto.
  7. Shito

    Shingeki no Bancio (Attack on Bancio)

    Quote No, un attimo. Questa frase l'ha detta il Miya? O_O Se si lo depenno di brutto dalla lista dei miei registi preferiti... :goccia: Che vergogna quando anche un narratore anziano e giapponese viene politicizzato all'italiana. Bancho, a tuo vantaggio, rimetto le cose in ordine. Miyazaki è un anziano giapponese. Miyazaki ha l'età per essere un nonno. Miyazaki NON è un 'ecologista attivista', queste sono tutte idiozie da critico occidentale. Miyazaki ha detto che questo film (Ponyo) è stato assai influenzato dal fatto che nello Studio Ghibli molte persone hanno avuto figli. Questo ha dato gioia e buon umore a Miyazaki. Ha aperto un asilo interno allo Studio Ghibli per i figli dei dipendenti (era un suo sogno da molto tempo), e ha fatto Ponyo, un film assai più luminoso, solare e ottimista dei suoi precedenti. Lo slogan di Ponyo è "Che bello essere nati". L'idea di Miyazaki è che, anche in un mondo così sottosopra, finché nasceranno bambini ci sarà speranza. A loro, ai bambini che nascono, è dedicato questo film. Essenzialmente questa è la storia. Dairon: quando a Miyazaki hanno chiesto *con me presente* "il suo ecologismo ci sembra cambiato nel corso della sua carriera, cosa ne dice?", lui ha risposto che invecchiando si è responsabilizzato e ora si porta sempre dietro un posacenere portatile per raccogliere i mozziconi delle sigarette che fuma, e a volta pulisce intorno al palazzo del suo Studio. NON stava trollando, giuro, perché ero a meno di 50cm da lui e lo guardavo negli occhi. Vi prego. QUESTO è Miyazaki Hayao. E' una persona semplice con i suoi pensieri profondi E semplici. Ed è giapponese. Invito tutti a sforzarsi di intendere ciò che è diverso da noi RINUNCIANDO a incasellarlo nelle NOSTRE forme a priori. Non funziona, e non serve a nulla.
  8. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Sto leggendo cose sensate, e quindi necessito di un reset 'alla Shito' per ripartire from scratch e cercare di farmi intendere. Quindi per favore vi chiedo di dimenticare la parola e il concetto di 'critica', di qui a scendere. Allora, vediamo così: un autore fa un un'opera. E' la sua opera. Che sia animata, scritta o che, qui non ci interessa. Che sia un'opera che si definirà bella, brutta, completa, incompleta, matura, giovane, storta, dritta, non ci interessa. Che arà o meno successo non ci interessa. Il mio punto (si noti: MIO, e con questo non dico che altri punti siano fuffa o non valgano analisi, solo dico che si tratta di altro) è il seguente: posto che in quella opera vi sia un messaggio/significato, ovvero che vi sia stato INTENZIONALMENTE POSTO dal suo autore, COME posso io sforzarmi di intenderlo il più/meglio possibile? Questa non è teoria della critica, ma semplice tentativo di realizzazione comunicativa. Una comunicazione esiste quando qualcuno ESPRIME (= vuole farlo) qualcosa, e chi riceve quella comunicazione capisce quello che l'emittente voleva esprimere. Sennò sarebbe piuttosto DIScomunicazione. Detto questo, per me l'ermeneutica (quale parolone!) è solo il tentativo, lo sforzo, di avvicinarsi il più possibile alla verità della comunicazione (artistica, eventualmente) di un autore scivolando nel SUO mondo. Io *personalmente* ho un po' inviso chi si specchia nell'arte altrui, ma alla fine vede solo sé stesso, riempie un quadro di sé come fosse uno specchio, e si contenta così. Così per me non serve a nulla. Se mi metto davanti all'opera di un altro, io voglio capire cosa voleva dirmi quell'altro. Sennò non mi ci metto neppure, sarebbe una sorta di stupro (l'uso dell'altrui senza volontà di comprensione reale). Tenete presente che per me "comprensione = amore = comprensione", ovvero se amo una cosa è perché voglio capirla, se la capisco la amo, quindi vogli capirla, e via all'infinito. Infatti sono convinto che i rapporti d'amore fasullo di oggi siano solo modi per stare 'soli in compagnia', senza capire nulla dell'altro, ma divertendosi insieme ingannando ciascuno la propria solitudine individuale. Ovvero, una sorta di masturbazione edonistica-esistenzialista (cfr. Kierkegaard, la vista estetica, Diario di un Seduttore). Detto questo, credo di avere spiegato il mio punto di vista. PRIMA di parlare se Eva sia un'opera 'buona' o 'cattiva', cerchiamo di capire COSA il SUO autore volesse comunicare con quell'opera, a chi si rivolgesse, perché. Questo serve INNANZITUTTO a rendere la comunicazione UTILE. Sennò sono tutte sovrastrutture inutili, perché senza fondamenta. Io voglio lasciarvi questo serio messaggio: la fantasia non crea NULLA. La fantasia ricombina soltanto elementi introdotti nella nostra mente dai nostri sensi (si considera qui la percezione emotiva come un senso 'interiore'). Quindi se voi non avete mai assaggiato -che so- l'okonomiyaki modan, io potrò spiegarvene il sapore per ANALOGIE con cose che conoscete, tipo: "soimiglia a una frittata, con della pasta scotta dentro, e...", ma alla fine voi NON avrete l'idea dell'okonomiyaki modan in testa, ma un patchwork delle VOSTRE sensazioni pregresse, ricombinate dalla vostra mente sulle base delle mie indicazioni. Ma la fantasia (intendo: l'attivistà psico-fantasmica) non ha creato NULLA, solo ricombinato pezzi. Detto questo, veniamo all'arte: un artista prova a esprimersi, fa opere per trasmettere sensazioni e pensieri e cose (non dico tutti gli artisti, dico quelli che IO chiamerei 'artisti', gli altri per me sono solo buffoni). Quindi, per TENTARE di sentire qualcosa, bisogna cercare di stabilire un canale di *comprensione sensibile*, quasi empatica con l'autore. Bisogna capire cosa provava LUI in merito a quello che scriveva LUI, altrimenti non si capirà mai NULLA di quello che scriveva: lo si leggerà con le errate forme a priori. E' come leggere un'opera scritta in una lingua pretendendo di capirla leggendola come se fosse stata scritta in un'altra (la nostra). Non per citare Joyce, ma ognuno ha nel suo animo una 'sua lingua', è inevitabile. Nessuno parla del mondo, tutti conoscono solo la 'loro propria rappresentazione' del mondo. E l'arte è il tentativo di esprimere (estroiettare) la propria rappresentazione. Chi volesse intenderla, deve applicarsi seriamente per farlo. I M H O
  9. Quote Quote Il film è pronto per la sua uscita nelle sale il 20 di questo mese! ^^ Si sa quante? Non mi sento autorizzato a fornire cifre, ma direi senz'altro il più alto numero che un film animato giapponese abbia mai visto in Italia. La Lucky Red sta davvero dimostrando grande serietà e competenza nella distribuzione di Miyazaki nei nostri cinema. Mi auguro che almeno ilpubblico ipù 'esperto e appassionato' saprà premiare tanto sforzo, economico e culturale.
  10. Shito

    Shingeki no Bancio (Attack on Bancio)

    Did you enjoy WALL-E, Dave?
  11. Shito

    Shingeki no Bancio (Attack on Bancio)

    Sicuramente i più attenti di voi avranno notato che, in Cagliostro no Shiro, Miyazaki monta nelle memorie di Lupin stesso la classica scena del pilot giusto per farlo morire a frecciate. Così muore il 'vero' Lupin (quell'orrendo, ridicolo, stupido personaggio inutile che è sempre stato) nella narrativa miyazakiana, per rinascere tra le braccia di Clarisse (giustamente indicata da molti come la prima esemplare di moe) come un essere romanticamente etico nel suo canovaccio di antieroe miyazakiano. Come disse Miyazaki stesso: "So che quello che dirò non piacerà a molti, ma ritengo che a parte quanto abbiamo fatto noi tutto quello che è stato fatto su LupionIII sia semplicemente insignificante..." Quanta verità.
  12. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Roger è quotabile. Per fare ordine, voglio solo rendergli chiaro che "Le ragioni del successo di Evangelion" sono una cosa, e "Il tentativo di interpretazione ONESTA del significato di Evangelion" è un'altra cosa, spesso opposta alla prima. :) A Shuuji: Il tuo discorso è inoppugnabile. Ma più che il tentativo di comprensione del contenuto di un'opera, è un breve e condivisibile manifesto deontologico del buon narratore, o autore di narrativa. A te vorrei solo dire che il giudizio 'di valore' sull'opera Evangelion in qualche modo prescinde sia sul tentativo di eviscerarne il suo reale contenuto (reale = quello inteso dal suo autore), sia dal valore che ciascuno può attribuire a detto messaggio. In soldoni, sfido anche il più sfegatato fan della serie a dire che Evangelion è un capolavoro perché "è un'opera consistente e coerente nei suoi livelli di lettura, formali e contenutistici, e indi è un'opera assai completa". Sarebbe una follia oltre il ridicolo, credo. Senza fare il romanzo del romanzo, le mille storture di Eva credo siano note a (quasi) tutti. Ancora, pur con tutte queste sue storture, Eva resta permeato (almeno IMHO) dall'afflato di un messaggio importante e significativo, per quanto mal gestito nella sua forma narrativa. Proprio tale difetto di cattiva gestione narrativa rende la fruzione del messagio più ostica. Il che può voler dire che Anno NON è stato un bravo narratore con Eva, il che credo sia anche pacifico. Tuttavia, qui come altrove, l'interpretazione autentica credo debba essere non un vangelo apocrifo o l'opera a posteriori di lettura di un'opera incompleta, quanto un'eventuale 'linea guida' per la correttezza/onestà interpretativa desunta a posteriori nella semplice ottica ermeneutica di "capire il linguaggio di chi ci parla". Alla fine, è una cosa che inconsciamente andrebbe fatta per OGNI forma di comunicazione, credo.
  13. Il film è pronto per la sua uscita nelle sale il 20 di questo mese! ^^
  14. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Penso sia pacifico che le dichiarazioni intenzionalmente esplicative di un autore sulla SUA opera costituiscano quello che in esegesi delle fonti si definisce "testo di interpretazione autentica", che a giusto titolo va e deve essere considerato come la fonte PRIVILEGIATA in ambito esegetico e ermeneutico. Personalmente ho assai invisa, e ho scritto strali contro, quella branca critica che presume e ha la presunzione di credere di poter interpretare un'opera PRESCINDENDO dal tentavio di *onesta comprensione* dell'intento dell'autore profuso nell'opera. Non ha senso. Credo che un simile relativismo critico anarcoide sia piuttosto il rifugium peccatorum di chi ha studiato qualcosa (forme, stili, accademia) che vuole chiamare 'assoluto' (o nei fatti ritenerlo tale) per potercisi riferire appunto in assoluto evitando così la fatica di studiare quel che realmente si dovrebbe: il pensiero e l'opera di ogni autore, la SUA espressività e il SUO pensiero, che poi è ciò che costituisce la sola ONESTA' nell'ermeneutica. IMHO.
  15. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Se posso dire qualcosa, direi che ognuno di voi palesa una propria idea personale e abbastanza lontana/distorta dalla realtà dell'opera (che è l'idea dell'autore). Evangelion nasce come un "opera di science fiction realistica". Ovvero, usa la science fiction per narrare la realtà dell'essere umano. Questo gli da un grande valore: anche se l'apparato è fittizio per definizione (ehi, i robottoni NON esistono), permette A) grande identificabilità/riconoscibilità/empatia tra le psichi di personaggi e pubblico e B) di veicolare un messaggio umano importante. Sono queste cose che, anche se in maniera non cosciente, fanno grande un'opera, su MOLTI livelli (NON SOLO quelli intellettualoidi). Inoltre, Eva ha molti punti di fascino. Fu tremendamente 'zeitgeist' all'uscita, con il misticismo messianico un po' a là techno-new-age, ma queste cose lasciamole dire ad altri: sono comunque palesi. Resta che Eva, come Gundam, come Ideon e DevilMan (i due referenti principali, per AMMISSIONE DEGLI AUTORI) sono serie che usando scenari estremi descrivono con estrema violenza, con grande visceralità, la verità di noi tutti: i drammi dell'essere umani. Quindi, sono grandi opere.
  16. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Dairon: i personaggi di Evangelion possono avere grande coerenza di caratterizzazione e spessore psicologico, mostrato nelle loro interrelazioni e nell'analisi del loro passato, anche se poi Lilith cambia nome in Adam, o che. Il livello di 'incosistenza narrativa' può impattare o meno sulla solidità delle caratterizzazioni che vi si muovono, come del resto si possono avere caratterizzazioni inconsistenti in trame solide. :)
  17. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Quote E, no: io Eva non lo prenderò mai sul serio. Il che è legittimo, ma non ha nulla a che fare con l'opera in questione. Ovvero, parli di te e delle tue ragioni per non prendere sul serio l'opera, non dell'opera, indi un simile giudizio è egocentrizzato a là Shinji. Come vedi, Eva ne sa più di te. :)
  18. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Prego tutti di distinguere tra la 'pippa mentale' e la comprensione di un messaggio reale (inteso) di un autore. E' un argomento che mi sta a cuore da sempre. Quando si parla di mezzi espressivi 'medi' come l'animazione, ovviamente avremo cose fatte per far funzionare la trama, cose fatte per fare figo, cose fatte per avere un significato. Dico *nello stesso anime*. Quindi il discernimento è focale. E' verissimo che su Evangelion sono state fatte maree di sovra-interpretazioni ben oltre il limite del ridicolo. Sono il primo ad aver tentato di scardinarle, e poi ho ho rinunciato. :goccia: Ma se proprio mi viene chiesto di dirne due parole, almeno io cerco di focalizzarmi sui contenuti reali. :)
  19. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Grazie per le molte dimostrazioni di stima. Dunquo provo a schizzare due righe. :) Essenzialmente Rei è il simbolo dell'idea di 'formazione dell'animo come frutto delle esperienze di vita'. Tralasciando tutta la fuffa retcon che Anno ha messo dentro a partire dai film orginali (ovvero Rei con l'anima di Lilith e blablah), Rei nasce essenzialmente come una vuota ricreazione di Yui. Un avatar dell'ossessione di Gendo-otaku. Nelle parole di Anno che spiegava a Hayashibara Megumi l'essenza del personaggio: "non è che Rei non abbia sentimenti, è solo che ancora non li conosce". Se provi a rintracciare lo special bonus dedicato al personaggio di Nadia (tra gli extra dei LD giapponesi), troverai più o meno lo stesso concetto: "può l'amore recuperare il vuoto educazionale dell'assenza familiare?". In Nadia la risposta è, chiaramente, positiva. Lo è anche in Eva, ma in modo più drammatico: quando Rei ha recuperato, ovvero conquistato, la propria sentimentalità, non desidera altro che 'diventate tutt'uno' con Shinji. In Eva, molto freudianamente, la penetrazione dell'atto eterossesuale è metafora di 'penetrazione della separazione (monadistica) delle anime', come lo è la penetrazione della Lancia di Longinus di un ATF. Rei, ricavata dal materiale della madre di Shinji, ha finito per riamare suo figlio. Quindi, poiché in quel momento era già comprenetata a un Apostolo, non può che scegliere il suicidio per evitare la contaminazione di Shinji. La prima lacrima di Rei, che dà il nome all'episodio, è il segno dell'avvenuta maturazione della sentimentalità di lei. Tutto in Eva è simbolo e sostanza di psicologia sociale, e in questo grande importanza ha -chiaramente- il rapporto con la sessualità. Come per il rifiuto preadolescenziale di Asuka per la sua stessa femminilità, e per lo schifo che prova dinanzi all'adulità del rapporto consumato da Kaji e Misato. Questo è Eva.
  20. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Non è che a me non dispiaccia, eh! :goccia:
  21. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Quote Anche io pensavo che Ilaria Latini conoscesse il tedesco da come ha doppiato quella sequenza! Eh, ci insistetti un po' su quella scena... ma pare io abbia un certo talento a far parlare i doppiatori in lingue a loro sconosciute. Forse non le sentirete mai, ma nell'ultimo episodio di Gunslinger Girl, durante il bellissimo finale, feci ricantare (e dico con gli attacchi sfalzati come in giapponese, ma il tempo giusto e la stessa tonalità) a Eva Padoan, Letizia Ciampa e Giulia Franceschetti l'Inno alla Gioia in tedesco, come da originale. Oppure, se/quando vedrete Ponyo, la prima volta che Gran Mammare dice "Fujimoto" lo dovreste sentire con leggero accento francese, come in Giapponese. Questo perché Miyazaki richiese "una pronuncia che facesse pensare a una donna straniera, europea", e la doppiatrice Amami Yuki è una ex takarazukienne, ex otokoyaku protagonista, interprete tra l'altro di André Grandier, quindi usò chiaramente una pronuncia a là francaise...
  22. Shito

    I messaggi di Evangelion

    La curiosità che apre il topic è legittima. Mi sento in colpa per non aver concluso l'Encyclopedia, quindi taglio e incollo qui dal copione: Quote ASUKA: Una chiamata per me?/ Dalla mamma?/ E dammelo…!/ (DS) Hallo mutter! (RIDE) Wir haben jetzt fertig gegessen…! Danke schön!/ Und du?/ Möchtest Du willst ihn kennenlernen?/ (RISATA)(VERSO) Niemals! Er ist ungesellig!/ Ja… ja… wirklich?/ Ach so! Das ist wunderbar, Ich freue mich für Dich! [Noi abbiamo appena finito di mangiare…! Grazie tante! - E tu? – Possibile, vuoi che te lo presenti,? – Giammai! Lui non è un tipo socievole…! - Si… Si… davvero…? – Ah, capisco! È fantastico, sono contenta per te!] SHINJI (VP) Sentendola parlare in una lingua sconosciuta, Asuka mi sembra lei stessa una sconosciuta…!/ Una madre…! ASUKA (DS) Ich habe auch nichts mehr zu erzählen!/ Bis bald, zum nächsten Mal./ Auf Wiederhören…!/ Gute Nacht! [Anch’io non ho altro da dirti! - Alla prossima volta! - A risentirci! - Buona notte!] Ricordo che, a differenza del tedesco presente nell'episodio 9, questo era corretto nell'originale. Ilaria Latini ebbe qualche difficoltà a simulare una pronuncia tedesca da madrelingua (lei non conosce la lingua), ma fortunatamente Valentina Mari è quasi una madrleingua in tedesco, indi le chiedemmo consulenza facendo coincidere le loro presenze in sala per quell'episodio. :)
  23. Ehm, veramente citavo parole di Miyazaki Hayao... :) BTW, mai visto Tonari no Totoro? ^^; Cmq fare il bagno insieme ai figli piccoli (credo fino ai dieci anni, o giù di lì) di ambo i sessi è parte integrante della vita paterna in Giappone, come credo sia noto a tutti almeno in un posto come questo. :)
  24. Spiego dunque in breve cosa si è dovuto 'concertare': originariamente, la canzone fu scritta da Kondo Katsuya per la sola interprete infantile, che idealmente 'parla di e per Ponyo'. Come avrete forse notato, infatti, il demo della canzone giapponese (pubblicato nel singolo giapponese e usato per il primo teaser del film, entrambe le cose per volontà espressa del regista Miyazaki), è cantato SOLO da Ohashi Nozomi. In seguito, lo stesso Miyazaki trovò che sarebbe stato meglio aggiungere un ruolo 'maschile adulto' affianco al canto 'infantile femminile'. Nelle parole di Miyazaki: "L'immagine di questa canzone è quella di un papà e di sua figlia che cantano allegramente mentre fanno il bagno". La scelta della voce maschile ricadde così sul duo Fujioka Fujimaki: sono due 'impiegati' (uno alla Hakudo), che hanno da qualche anno iniziato a fare una sorta di folk familiare. In particolare, Miyazaki aveva avuto da poco a che fare un membro del duo, e l'aveva trovato un padre gentile, indi suggerendolo per il 'ruolo' del padre nella canzone. Ora, capirete quindi che nella canzone ogni volta che si canta 'ano ko' (quel bambino/a) si intenda Sosuke: è Ponyo che canta 'mi piace tanto quel bambino' e 'se saltello con quel bambino anche il mio animo danza', cose così. Tuttavia, alcune di queste righe sono cantate dal SOLO interprete maschile adulto. La cosa non crea scompiglio in giapponese, che non declina il genere dei sostantivi. Semplicemente, TUTTI hanno semplicemente assunto che -quando era il 'padre' a cantarlo'- 'ano ko' fosse 'quella bimba', aka l'ideale figlia stessa. In effetti, in una lingua occidentale e flessiva (aka: declinata nel genere, tra le altre cose) era impensabile che la voce maschile adulta cantasse "mi piace tanto quel bimbo": non si sarebbe capito nulla, nessuno vvrebbe pensato 'sono le parole di Ponyo', e sarebbe stato solo un grande fraintendere. Cosa fare? Altri territori europei hanno cambiato il genere, e adeguato la canzone alla voce che canta ciascuna riga. Essenzialmente, hanno legittimmato il fraintendimento iniziale. Avrei dunque potuto optare per la medesima soluzione, ma una volta discussone con il responsabile alla Ghibli, e imparato tutto quello che vi ho alla spiccia trascritto, mi sarebbe dispiaciuto sacrificare il significato originale della canzone, riferita "tutta a Ponyo", a causa del problema del cantante maschile. Quindi, ho riflettuto: Kondo Katsuya, che ha scritto il testo, l'ha pensato 'tutto riferito a Ponyo'. Miyazaki Hayao ha aggiunto la voce maschile perché voleva una canzone cantata da "padre e figlia". Quindi, per salvare capra e cavoli, ho semplicemente cambiato non il genere di alcuni sostantivi, ma la persona (dalla prima alla seconda) delle frasi cantate dal solo 'papà', che in questo modo le riferisce a sua volta a Ponyo. In questo modo, la canzone parla di nuovo "solo di Ponyo", ma quando a parlarne è il "padre da solo" lo fa in seconda persona. Allo Studio Ghibli hanno convenuto che questa soluzione era la migliore, conservando SIA l'intento di Kondo che quello di Miyazaki, e l'hanno avallata con piacere. Ecco la storia. Inoltre, mi sono stati anche suggeriti alcuni cambiamenti nel testo. Il demo italiano, che non sentirete mai, cantava: Ponyo, Ponyo, pesciolina che sei tu dal mare tutto azzurro sei giunta fin quassù Ma dispiaceva che ci fosse un 'Ponyo' in meno, e così, parlandone sempre con Studio Ghibli, ho modificato in: Ponyo, Ponyo, Ponyo pesciolina tu E altre cosette simili. :)
  25. Ho sufficiente credito per dichiarare che la traduzione del testo si direbbe 'molto fedele' persino se NON si trattasse di una adattamento nusicale (con tutte le necessità metriche che ne conseguono)...? :) Tra l'altro, alcune scelte di adattamento sono state concertate direttamente con Ghibli, nel rispetto delle 'interpretazioni autentiche' dell'autore del testo (Kondo Katsuya) e dell'ispiratore (Miyazaki Hayao). Non credo che una cosa simile fosse mai accaduta, ne sono felice. :)
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