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Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ti ringrazio sentitamente e sinceramente per l'attenzione che dedichi alle mie idee/visioni dela vita e dell'umanità. Probabilmente il post a cui ti riferisci è questo: http://juste.splinder.com/post/13933557 e -dopo averlo riletto oggi- pur trovandolo un po' datato e prolisso, lo considero ancora buono. I contenuti ci sono. E non è (solo) un post su Eva. Eva è il pretesto e l'appiglio per perlare dell'umanità e della crescita psicologica individuale 'oggi'. (Che poi credo sia quello che Eva volesse essere da principio, no?) Il post che citi qui, invece, è più antico. Ancora non tutto da buttar via. Credere che una donna possa mantenere una 'fanciullina Eloisica' (versione femminile del 'Fanciullino Pascoliano') dentro di sé, è forse un concetto limite. Ovvero una meta ideale a cui si può tendere, ma che non si può raggiungere. Mi pare fu Rousseau (grandissimo otaku al 100%) a scrivere che "per un uomo avere un'amante razionale è un privilegio da omosessuale", e NON era una provocazione. C'è di base nella psiche maschile puramente 'logica/idealista' un RIFIUTO della vita che è la donna stessa, perché la vita NON è logica/pensiero: la vita è vita, per se stessa. Se si prova a volerla razionalizzare, a cercare una causa e un fine, una ragione insomma, o ci si deve autoingannare (religioni), o ci si ammazza (suicidio). Del resto, credo anche che un uomo abbia bisogno di una donna proprio per questo. Per essere 'calciato dentro la vita'. Attualmente penso agli uomini come essere autoderminati ma eterotrofi, le donne come eterodeterminate ma autotrofe. Ovviamente parlo di 'matrice interna', non di come le cose si realizzino nella realtà. La realtà di oggi è molto deforme. Idealmente, un uomo dovrebbe accettare 'la vita', con la sua insensatezza e irrazionalità, per amore della sua donna. Che è un fine *esterno* alla vita dell'uomo stesso. La donna, al contrario, trovando nel 'sistema logico' del suo uomo un riferimento stabile, riuscirebbe afissare una direzione in una vita altrimenti sempre potenzialmente allo sbando. Attenzione: non è che pensi che le donne siano idiote e vivano e basta nel senso di "tanto per loro è sempre OK". Nono, le donne soffrono intellettalmente eccome. Solo che in loro la vita vince, alla fine vince. Si vede bene che se per un uomo si può dire "meglio solo che male accompagnato", la donna sceglierà sempre "meglio male accompagnata che sola". I concetti di 'bene' e 'male' in una donna sona mi pare possano facilmente asservirsi alla necessità contingente. E' uno spirito di adattamento che permette la sopravvivenza. E' il modo della vita di vincere sulla ragione 'pura'. Avrei infinite citazioni letterarie e filosofiche che esprimono gli stessi concetti in altro modo. Freud, ad esempio, che fu medico più che filosofo, disse che in effetti nella donna il SuperEgo non si forma mai completamente. E disse forse tutto. Un'altra DONNA, disse: "Se una donna è sola, allora è posseduta dal demonio". Un'altra DONNA, disse: "Beate che le catene che mi rendono LIBERA". Del carteggio della (antica) Eloisa non voglio neppure parlare. :) Su questo direi tutto sommato che tengo per buone le cose scritte nel primo dei miei post che ho linkato. Un altro punto è Nadia. Cosa credi che sia Nadia? Nadia è la storia dell'amore puro di un otaku che riesce a 'recuperare' una ragazza che aveva molto, molto sofferto. Non so se ci avete mai fatto caso, Nadia è squisitamente femminile. Bisbetica, istetica, irrazionale. Certo, è detestabile nelle puntate 'Isolane' (by Higuchi Shinji), ma così femminile. Da crisi di orgoglio a crisi di sensualità. Ma soffre, eh! E come ha sofferto! C'è una scena in cui rifiuta anche King, gridando "NON HO BISOGNO DI NESSUNO!", salvo poi tornare di corsa ad abbraccialo, dicendo "Non è vero, scusami." E' terribile. Se si empatizza davvero, è terribile. E' terribile anche che Nadia tenti *realmente* il suicidio. Se si dimentica per un attimo la SF e il misticismo, Nadia è psicologiamente molto intensa. E il giovane Anno ha voluto farci vedere che l'amore ideale di Jean (otaku in erba) riesce a salvarla (diventa una mogliettina felice). Era davvero un Happy Edning. Anche un po' troppo comodo, forse. La riflessione resta. Io non so se lavita umana abbia uno scopo, ma non riesco a vedere scopo più elevato che uomo e donna possano darsi che la felicità reciproca. Incidentalmente, in quella reciprocità è anche la loro unica, vera occasione di felicità. Insisto che tutto il resto è autoingannno, stordimento, fuga. In varie forme, ma sempre lo stesso. --- Per Kobayashi: Non ti ho ignorato. Ho letto il tuo post e sentito la concretezza, anche un po' sofferente per come mi pare, di quello che scrivi. Credo comunque di avere proseguito 'tra le righe' il discorso. :) Per Dairon: Non trovi buffo che in un mondo finto buonista che sembra voler difendere a spada tratta ogni diversità, quella che è più sacrosanta e evidente, ovvero quella tra i sessi di una razza sessuata, sia censurata? Che ridicolaggine. Credo che neppure la neolingua di Orwell si sarebbe mai spinta a tanto, davvero. Trovo anche buffo che il tuo intervento non argomenti nulla, non dica nulla. Potrebbe essere quello di un bot che reagisce a determinate parole. Davvero, sembra mosso da una logica da robota. Se non sei d'accordo con me, benvenuto, per carità. Ma dato che io NON ho detto "tutte le donne sono delle stupide bestie inferiori ASAP!!11!!", né NULLA di simile, sarebbe fico leggere più di un banale one-liner censorio wannabe come controargomentazione, sì? :( Per Kakyoin: Ma lo sai che credo infine di avere capito il vero significato della frase di Tomino che hai in sign? A a che fare proprio con ciò di cui stiamo parlando. Magari se la discussione prosegue verrà fuori anche questo. :) -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Asuka non è una donna, è una ragazza. Nell'episodio in cui la vediamo mestruata, esprime una fortissima misoginia, chiaramente derivata dal suo forte complesso di Elettra (che, lo ricordo per chi non avesse presente, è soprattutto conflitto con la figura matera, più che amore per quella paterna). Se vi state per caso chiedendo come mai "gli otaku amino le rori" (in senso primigenio, cfr il bellissimo post sul Blog di Garion), è perché le 'rori' sono femmine con la psiche ancora idealista come maschietti. Ovvero, sono proto-donne non ancora inserite completamente nel flusso della vita/tempo. Quindi Clarice può pensare di sacrificarsi per il suo signor Ladro, e poi darsi a un abbraccio a là "prendimi e portami via". Sono cose da rori idealizzata da un otaku. eh! Se vuoi il PERFETTO esempio di questa differenza, messo in scena da una narratrice femmina, basta guardare il conflitto Kyoko-Yagami. Yagami è la rori che Kyoko fu. ma che la crescita in una vita che non avrebbe comunque potuto rinnegare le ha di certo impedito di continuare a essere. E' mirabile Godai che riesce, e anzi vuole, amare Kyoko piuttosto che la rori a portata di mano. Godai non è un otaku. -
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Perché non ha fatto il frignone, il wagamama, il bambino viziato, ed ha piuttosto tentato di dire quel che sentiva di dire restando dentro degli schemi che comunque ha rinnovato. Credo sia un attengiamento maturo e stimabile, sì. Mmmh... ti scuso volentieri. E proponi un ottimo (s)punto. Senz'altro l'idea di amore, o meglio rapporto uomo-donna (come tu dici) che ho descritto è -più che sterotipata o idilliaca- piuttosto 'archetipale' ovvero 'ideale'. Non credo sia un idillio, personalmente. Credo sia piuttosto l'archetipo. Credo sia anche l'archetipo di fondo della discomunicazione maschio-femmina, e nota che io penso che una donna NON possa condividere consciamente nulla di quello che ho scritto: la donna vive. Vive comunque, come se fosse condannata a farlo. E' probabile che tutta questa mia visione abbia a che fare con la compotente otaku del mio ego, dato che è una visione teoretica/ideale, e anche il pensiero speculivo/puro è in primis una cosa da otaku. I filosofi erano di certo otaku, per intenderci. Personalmene credo di essere stato abbastanza deluso sia da me stesso come uomo/maschio che dalla femminilità della donna, tuttavia credo pure che sia necessario sforzarsi di ricordare quello che (io credo) sia l'archetipo di base, per essere delle persone decenti. Altrimenti si vive solo dentro a un alibi di pessimismo (che è peggio del nichilismo) e si cade in una spirale edonista che credo essere realmente distruttiva dell'io, e di ogni cosa buona/bella vi possa esservi. Credo. -
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Nessun problema per la presunta brutalità. Che poi: dove sarebbe? Al paese mio dire 'credo tu abbia torto marcio' non è brutale. Avanti così. Ho mai detto che Miyazaki non sia altrettanto vecchio? Capisco che ormai si chiamino gggiovani i quarantenni, ma direi che alla soglia degli ottant'anni si è vecchi eccome. Non ho mai neppure detto che Tomino o Miyazaki abbiano 'fatto la guerra'. Tuttavia, se io mi ricordo cose dei miei cinque anni, perché loro non avrebbero dovuto conservare memorie (conscie e inconscie) di un'esperienza più forte di quelle che io potrei anche solo immaginare? Direi che un bombardamento possa restare più impresso di una vittoria ai mondiali, o di un giorno di asilo. Ti prego di non attaccare ai miei neutri discorsi giudizi di valore che non sono miei, per poi attribuirli a me. :( Che Miyazaki abbia disertato la casa e la famiglia per dedicarsi alla sua "arte", è cosa nota e dichiarata. Da lui, dal figlio. Che la moglie abbia dovuto lasciare la carriera di animatrice per crescere Goro è cosa altrettanto nota e dichiarata. Che Miyazaki abbia passato la vita a disegnari i suoi mondi da otaku (letteratura per l'infanzia, mondi europeggianti, romanze piratesche, rori che mondano i cuori neri di uomini imbruttiti dalla vita) è dinanzi agli occhi di tutti. E sappiamo che Miyazaki ha 'insistito' con le sue idee, voleva fare Totoro e c'ha messo ventanni (benedica Suzuki). Finché non è riuscito a costruire il suo Studio, che Oshii definisce 'il Cremlino', dove si lavora in logica dittatorial-fascista in barba agli ideali pseudosocialisti del Miyazaki giovane. E' altrettanto nota l'autocritica del Miyazaki anziano, dalle interversi (alcune rilasciate dinanzi ai miei occhi, live), e nel personaggio di Fujimoto. Benone, questo non è un topic su Eva. Tuttavia sei malinformato, non vi è l'anima di Akagi Naoko nello Zerogouki. :) -
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Sicuramente mi hai inteso, e di questo ti ringrazio davvero molto. Non nego che vedere il contenuto del post che avevo fatto venire completamente glissato dietro alla provocazione del titolo, per altro direi del tutto in linea col 'tono' di questo forum, mi aveva molto sfiduciato. Parlando della questione che argomenti, con punti validi e interessanti, ti dico che non trovo ragione di contraddirti. Non si creda che io sia qui a dire "Shinji è un inetto, basta prenderlo a schiaffi". Sarei un cretino io, a rifugiarmi -al di là della provocazione- in un simile semplicismo. Parlando seriamente, partiamo tra le differenze tra Tomino/Amuro e Anno/Shinji. Tomino è vecchio, appartiene a una generazione che la guerra l'ha vista per davvero. Differentemente da Miyazaki, non credo sia un otaku ante litteram, dato che non lo vedo viziato. Ovvero, mentre Miyazaki lasciava soli moglie e figlio per rifugiarsi nel suo studio a disegnare i mondi che gli piacevano, i meccanismi che gli piacevano, le rori che gli piacevano, Tomino produceva anime seriali sottostando alle regole del mercato e campando una famiglia. Tomino ha tentato di esprimere se stesso in questo. Credo sia un esempio mirabile. E Credo che Tomino sia stato un pensatore, uno che si rivolgeva davvero ai giovani che vedeva dinanzi a lui, alle generazioni future. A riprensarci, tutto il 'minagoroshi' e la tragedia che Tomino mette sempre in scena mi sembra solo il disperato tentativo di far vedere ai giovani nati nel benessere cosa sia la lotta per la vita, il valore della vita, con un media a loro digeribile. Le opere di Tomino sembrano voler insegnare ai giovani quello che il non aver fatto una guerra non gli ha fatto capire/imparare, tipo ripetizione privata. Il caso Anno->Shinji è simile ma diverso, perché è passato del tempo. Ovvero, Anno è Amuro. Anno è un otaku first-gen. Quindi da un lato Shinji è un caso di esistenzialismo conosciuto molto più 'dall'interno' di quanto Amuro potesse essere, dall'altro è un caso più avanzato/evoluto, e in ultimo è un caso in cui l'autore SI RISPECCHIA. I finali televisivo e cinematografico di Eva, nel loro rispettivo ottimismo e pessimismo, rappresentano i momenti di Anno Hideaki come otaku divenuto uomo suo malgrado. Sicuramente la discomunicazione tra Asuka, una ragazza, e Shinji, un ragazzo immaturo e prone alla non-crescita, è monumentale. L'erotofobia di lei non le impedisce di schifare il voyeurismo erotofobo di lui. E' perfetto. Sicuramente Evangelion è l'affresco più raffinato della cuspide esistenzialistica che rinchiude molti ragazzi di oggi nella non-crescita psicologica, emotiva e sentimentale. Chiamatela una componente dell'otakuzoku (di qualsiasi generazione) se vi va. Resta che Evangelion NON propone una soluzione. E quanto alla scena di Komm Suesser Todd, beh, è straordinaria. Ma Shinji non ce l'avrebbe mai fatta a strangolare davvero Asuka, come infatti non ce la fa alla fine. Piange, piuttosto. "Che shifo". E' sempre la debolezza di un uomo non maturato alla virilità, che la femmina non potrà dunque che schifare. Salvo che a essere una amante-sorellamaggiore/mammina, che abbia 'pena del piccolo'. E che inganni nel suo ruolo materno la sua stessa solitudine femminile. La soluzione dunque avrebbe piuttosto potuto essere nella reale possibilità di Shinji di *capire* (e quindi EMPATIZZARE davvero) col dolore pregresso di Asuka. L'episodio 22 (versione home video) è forse il mio preferito. Non so come Anno ci sia arrivato, ma davvero è incredibile quanto una ragazza, una giovane femmina, possa soffrire. Sono portato a pensare che i maschi in genere non se lo immaginino neppure. Per questo ho sempre pensato che Asuka sia un personaggio molto triste e molto dolce, e pure un personaggio utile: può far capire a un ragazzo un sacco di cose. Per esempio che comprendere davvero e abbracciare l'amata, condividendo il suo dolore e sollevandola anche solo un poco da quello, è amore. Per esempio che più che piangere per i propri dolori, un uomo dovrebbe asciugare le lacrime della donna che ama. QUESTO SASSHI L'HA CAPITO! Il finale di Abesho, anche se poi c'è il trucco, è monumentale. Il finale di Abesho è un giovane otaku che spacca il suo mondo di otaku e di fuga per AMORE. E infatti, alla fine non vedrete Sasshi frignare dinanzi a un'Arumi che finge che avrebbe preferito trasferirisi nell'Hokkaido. Yamaga-Anno: 1000 a 0 -
In effetti dopo le otto intense puntante, una bella puntata riassuntiva ci starebbe.
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Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Questo non era un topic su Eva... :( (sul serio) Perché per parlare del contenuto propostoci da una o più opere siete così convinti di dovervi riferire a una, o più, di queste? I significati si distaccano dei mezzi che li esprimono. -
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Bambino non cresciuto = otaku = introiezione quasi-autistica = sovravalutazione della *mera* individualità dei problemi. Parlavo di questo. Avete presente in Howl (altro prototipo dello stesso genere), quando lui fa il super-drama per i capelli che han cambiato di colore? E la Sophie-vecchia dice: "che sceneggiata...", e lo butta in bagno tipo mammina, perché lui appunto doveva fare la scenata per l'OMG colore dei capelli? Perdonatemi, sono vecchio. Le capacità comunicative, se mai ne ho avute, mi abbandonano. Ma sia in Tomino, sia in Miyazaki, l'uomo otaku che fugge nell'adolescenza introiettiva poi cresce per responsabilizzazione esterna di una donna amata. Insisto sul concetto di questione generazionale. -
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Il punto è il significato/valore di quel gesto. -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Dipende da quanto si vuole focalizzare una questione. Ovvero: l'altro topic che aprii significava "lo sviluppo intrapredo dal manga di Eva mi pare superiore al quello che Anno si sta reinventando". Questo è tutt'altro, significa infatti: "A ben vedere Shinji altri non è che Amuro 2.0, e Eva ripropone ciò che Tomino disse ante litteram". Il fatto che Bright dica "non ho tempo per simile FILOSOFIA" è in effetti uno schiaffo a Anno stesso, a pensarci. E' una cosa generazionale. E no, questo non è un topic di passione su Eva. E' un topic che cerca di aprire uno spiraglio ben più ampio, su questioni che sì, sono state toccate anche da Eva e GAiNAX, ma non direi che sia teatro di fanboismo. A parte il titolo un po' trollone, certo, ma se ne avessi messo uber-serio non avresti pensato "cheppalle sempre il solito Shito"...? Davvero non vedi chiaramente cosa intendevo? Tutta la cuspide esistenzialista di cui Shinji, di cui Anno, di cui una (o più) generazioni di otaku non si risolve con la fisolofia, ma a schiaffi. Entro sani limiti lo credo seriamene: la vita è una cosa che non si può spiegare, per gli umani. Si può solo vivere. La vita è sensualità. Se provi a razionalizzarla: epic fail. -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh, quasi tutto: [YOUTUBE] [/YOUTUBE] La traduzione è ovviamente fuckata. Tento di meglio a orecchio, Garion mi correggerà. :) "Lei perché combatte, signor Bright?" "Adesso non c'è spazio per roba come simile filosofia!" "Alzati, su!" "La prego di smetterla. Se vuole così tanto mobilitare il Gundam, può anche farlo da sé stesso." "Cosa...? Se ne fossi in grado lo farei. E senza neppure sorbirmi uno come te!" "Quanto a me... non è che debba farlo perché ne sono in grado." *BAM* (e uno) "Ma... mi hai picchiato...!" "Signor Bright!" "E perché sarebbe male, picchiarti? Ebbasta, tu! E poi, se hai dei guai, schiarisciti le idee!" "I-io... sarei un essere umano così sfigato?" *BAM* (e due, Bright FTW) "Mi hai picchiato una seconda volta! MA SE NEPPURE MIO PADRE MI HA MAI PICCHIATO!" "Il che è rendere molli! Senza venire picchiati neanche una sigola volta... (come si diventa uomini?)" ... Grande. Peccato che Misato fosse femmina, e non avesse picchiato Shinji nell'episodio 4. Amai, na... -
Come ho scritto altrove, Kanada è stato un gigante. Uno sperimentatore, un innovatore, un animatore che nel fare di necessità virù ha stabilito quelli che sarebbero divenuti canoni e stilemi propri dell'animazione giapponese essa tutta. Lo vedo in effetti nello stesso gruppo di geni in cui collogo Otsuka Yasuo e Miyazaki Hayao. Un grande ricordo che durerà nel mio animo.
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Si era già discusso (con tanto di referente autentico) di come la DaiconVI Opening Animation Onnanoko fosse un mix di una coniglietta di Playboy con un personaggio di Dunbine, mi pare. Garion ricorderà. Tanaka di Otaku no Video direi che è un avatar di Okada Toshio dei tempi. :)
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Chissà, eventualmente nei DVD inserirano un solo episodio "Endless Eight", contenente un editing dei vari episodi televisivi e tutte le animazioni relative. Del rest, KyoAni ha già dimostato con la prima serie di Haruhi di gestire le messa in onda televisive e le uscite home video in modo custom. Peraltro, tutta l'irritazione del fandom è la dimostrazione sostanziale della buona efficacia dell'espediente: non credo che Nagato Yuki sia felice. E Kyon...? Ancora una volta SuzuHaru mischia la dimensione scenica con quella del pubblico. I say genius.
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Dynit presenta: GURREN LAGANN
topic ha risposto a Shito in una P Again nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
Lei non sa chi sono io! (aaah, trollare quando non si è coinvolti... relief... ) -
A parte le fini differenze, sono il solo a pensare che questa cosa del timeloop sostanziale nella messa in onda televisiva sia la cosa più geniale dai tempi de... l'ordine a-cronologico degli episodio della 'prima serie' di Haruhi? :)
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Dynit presenta: GURREN LAGANN
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Direi che nella parte traslitterata hai saltato 'de ten', completo sarebbe (omae no doriru de ten wo tsuke). Beh, non è che sia proprio così lineare. Dico la etimo-logica del giapponese. 'Baka' (stupido) si scrive sempre con i kanji di 'cavallo' e 'cervo', eh! :) -
Dynit presenta: GURREN LAGANN
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Ma perché tutti speculano ponendo il loro GUSTO PERSONALE sul piano dell'obiettiva CORRETTEZZA dell'originale? Oh, io non c'entro NULLA, ma lo dissi al tempo: 'toppa' è 'superato', 'oltrepassato' e -metaforicamente- 'sfondato'. Si usa anche per le linee di demarcazione nei grafici. Per intenderci, 'superare una soglia' è 'toppa'. In Eva, quando il tasso di sincronia supera un certo livello (quello di attivazione), è 'toppa'. Distruggere NON c'entra. In alcun modo. -
Dynit presenta: GURREN LAGANN
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Ho come l'impressione che il buon Garion stia sempre più comprendendo certi modi mentali del povero Shito. -
No, ovvero non solo. Il girellismo è l'attaccamento spesso a-critico a un idoli di infanzia, il che è molto più comune e vasto del fenomeno otaku. La mentalità dell'otaku vivev di una passione molto più intensa, scavatrice (= si documenta, va a fondo) e più critica. Inoltre, l'otaku in genere è attaccato a certe forme espressive oltre che a certe espressioni effettive. Quindi non solo 'il libro di SF letto da piccolo', ma 'i libri di SF'. L'otakuismo, più che la celebrazione della propria infanzia tout-cour, è la proroga ad libitum di quella. Altrimenti non esisterebbero i Saint Cloth MYTH, no? Garion: ci credi che non l'avevo mai notato? E' evidente quanto tutto il design della 'generazione Cream Lemon' sia derivato da quello di Azuma. E direi anche tutta la generazione di "guerriere fantasy in bikini armor" che ne seguì a breve...
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Il sistema continua a mangiarmi messaggi, è frustrante. Riprovo. Non credo che la 'generazione zero' abbia un vero referente. Credo che si tratti semplicemente del brodo primordiale dell'otakuzoku, ovvero di una società -come quella giapponese del dopoguerra ormai in avviata ricostruzione- che da un lato permetteva una diffusione di benessere tale da indurre a una certa potenziale 'proroga d'infanzia/adolescenza e dei suoi idoli', e dall'altra mercificava una gran mole di merchandise, sia interno (i film Toho, i daikajuu, i primi sentai) che d'importazione (fantascieza sia letteraria che audiovisiva, etc). Un mondo infantile già abbastanza dorato da essere poi rimpianto per tutta la vita, insomma. Credo sia l'humus dell'otakuzoku, che per me è un fenomeno spontaneo di una certa situazione socioeconomica delle società industrializzate consumistiche a benessere diffuso. Curiosamente, il Daicon IV opening anime è un perfetto esempio, anzi un monumento, del coacervo che cito. Dall'entertainment made in USA a quello giapponese autocnoto, c'è tutto. E risuonano le note di Twilight, il cui testo è davvero anatemico, e precorre il dramma di chi segue l'Otaku no Michi: come si torna indietro, quando il fasto e l'eye candy inizia a disgutare? Personalmente vedo Macross come un punto di discontinuità: la prima animazione 'da otaku per otaku' è made in Gainax, o Daicon, se vogliamo. Macross era proprio al limitare, lo vedo come un territorio ibrido. Altrimenti anche Cagliostro sarebbe già nella stessa generazione. Del resto, Miyazaki era un bimbo fortunato che si poteva permettere di ammirare le linee degli Zero quando altri ci morivano, e leggeva letteratura per l'infanzia occidentale mentre altri non potevano neppure sognarsela. E ha continuato a parlare delle sue passioni, a disegnare i suoi mondi ideali popolati dalle sue ragazzette ideali per tutta la vita. Chi disse "nigecha dame da?" Beh, Miyazaki non l'ha sentito. E' fuggito nel suo studio d'animazione, nel suo regno di fantasia. Mentre una moglie cresceva a casa un figlio che poi avrebbe detto di non conoscere suo padre come padre. L'autocritica insita nel personaggio di Fujimoto è davvero stridente. A volte la vecchiaia fa bene.
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Tratto da un racconto di Gaiman, che può piacere o meno. Riassunto del film: Pinocchio + Sen to Chihiro + gusto gothic-fantasy anglosassone = Coraline Nel globale non è malaccio, e direi che merita visione. La fabula e l'intreccio perdono per strada molti pezzi, ma come al solito non è che importi. La morale resta sempre "Too good to be true can't be true", e quindi passa anche la realtà grigia e anche un po' triste d'oggigiorno, ma solo con il trucco vile: il dopo è effettivamente meglio del prima. Così son capaci tutti, come dire.
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Caro Garion, non ti si può che ringraziare per questo magnifico pezzo, così documentato e ricco di informazioni. Grazie per la fatica che ti deve essere costato scriverlo, come ogni buona scrittura costa fatica. :) Complimenti a parte, mi permetto di aggiungere un'osservazione a mio modo di vedere cruciale. Il pezzo è squisitamente focalizzato sull'otaku come 'anime/manga otaku', ma sappiamo che poi il termine è stato retroattivamente applicato a una casistica sociologica più ampia. E anche più antica. In questo, mi riferisco alla prima parte, ovvero quella a mio dire più interessante e condivisibile, della speculazione di Okada Toshio. Ovvero: otakuzoku come prodotto subculturale del Giappone postbellico. Otaku come frutto nato in quel crogiolo di intrattenimento multuculturale che fu quel Giappone, con un benessere diffuso in crescita. Credo sia un punto focale, ed è la ragione per cui ho personalmnte elaborato la teoria di Okda aggiungendo la 'generazione zero' all'inizio del tutto. Che ne pensi?