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Shito

Pchan User
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  1. Shito

    Armitage III

    Luciano Setti era (è?) un adattatore del normale 'modo del doppiaggio'. Ai tempi mi pare mi misero semplicemente in mano i suoi dialoghi, senza alcuna traduzione di riferimento (che comunque era stata fatta dall'INGLESE, eh!), e mi dissero "di un occhio agli errori di italiano" (consecutio temporum = sconosciuta ai più, nell'ambiente del doppiaggio ^^; ). Tutto qui. A quei tempi andava di moda mettere nei credits chiunque avesse anche solo letto il titolo di un copione, ma non è che consideri quel titolo qualcosa che abbia 'fatto io', anzi. :)
  2. Per cominciare volevo dire una cosa in merito. Un po' di campanilismo è normale (qualsiasi componente per computer prodotto da più di un produttore finisce per essere oggetto di campanilismo, è incredibile ma succede sempre) ma, almeno per me, qui me ne esco con alcuni commenti per mac perché mi è stato assegnato questo ruolo Figurati che è da ieri sera che mi stressano su messenger dicendo che devo risponderti. E' un duro lavoro ma qualcuno lo deve pur fare. Questo mi ricorda un po' i tempi di MegaDrive vs SuperFamicom, personalmente avevo entrambi e amen. :) Parlando di OS, che poi dopo le perferiche di interfaccia è quello che fa il 90% dell'esperienza computing, io non riesco a trovare un 'preferito' tra OSX e Win. Sono due sistemi molto diversi, per me, sia come 'filosofia di base' che come 'sensazione'. Anche se grossolanamente possono sembrare molto simili. Credo che la vera debolezza di Apple sia, a causa di un certo strale di snobismo che è diventato parte integrante della 'identità' Apple, che se Win fa qualcosa di buono per primo loro non possono copiarlo. Al contrario, Win può tranquillamente prendere da OSX ogni novità e riprodurla. Quindi questa 'voglia di essere diversi a tutti i costi' diviene per Apple un po' una tagliola. Inoltre, io non sono mai passato a Leopard perché quando uscì mi sembrava una fricchettata per iPoddari, nel senso che era pieno di luccichini grafici ma come funzionalità non aggiungeva praticamente nulla a Tiger, oltre a essere pesante il triplo. E quindi sono ancora con Tiger. Ora Snow Leopard sembra infine l'arrosto del fumo di Leopard, quindi penso che passerò direttamente a quello (almeno sei mesi e due build dopo la release, si intende). Mmmh... credo che negli ambiti lavorativi in cui la potenza di calcolo sia davvero necessaria (studi audio, studi grafici, studi di rendering), Apple e Mac la facciano da padrone, però. Almeno negli studi grafici e musicali è da sempre così, e lo so non solo perché quegli ambiti rappresentano da sempre 2/3 del 'core businness' di Apple, ma anche perché ci sono passato in prima persona. :) Diciamo che nei '90 giravi anche per una cittadina e vedevi piccoli negozi di computer che facevano assemblati. Oggi, SE ne vedi uno, fa solo assistenza. Ovviamente gli appassionati restano, ma sono per lo più attività personali. Come dici tu: per il piacere di farlo innanzitutto. Quindi a livello di 'realtà di mercato', mi sentirei di dire che gli assemblatori appartengono al passato. E quanto all'entieconomicità, dai... quando ormai la realtà economica è MediaWorld, o Saturn, o chi vuoi tu che ogni mese ti butta fuori offerte 'sottocosto'... come si potrebbe competere? Oddio, ne ha preso proprio uno brutto, andando a prendere in considerazione roba compatta/da salotto si trovano case come Ok, mi puoi dire che preferisci comunque il design Apple ma non ci sono solo schifezze, e purtroppo quelle che ci sono andrebbero imputate più che altro ai gusti estetici pacchiani di molte persone, più che ad una reale incapacità in fase di design di chi produce pezzi per pc. Ovviamente ci sono gusti personali. Non so quanto siano grandi le cose che hai postato tu, ma al mio occhio sembrano piuttosto componenti hi-fi un po' retrò. La foto del Mac Mini con le mani l'ho postata per dare un'idea reale delle dimensioni dell'oggetto, e giuro che sono mani PICCOLE (se io -che non ho le manone- prendo il Mac Mini in quello stesso modo, con le dita arrivo a cingerlo fino sul retro). Cmq il mio Mini è da sempre messo così: Sotto c'è un HD dedicato che fa da hub per le varie connessioni, oltre ad avere autosleep appaiato e cose. :)
  3. Gli utenti professionali più esigenti rappresentano una grande minoranza del mercato PC. Ad aquistare i PC più spinti sono di norma i gamers (il che è un dire). Di fatto, direi che l'epoca degli assemblatori è finita in base da due dati di fatto: 1) Le vendite dei Notebook hanno superato quelle dei Desktop. I Notebook difficilmente si 'assemblano', e 2) Le grandi catene dell'elettronica (nota: neppure catene specializzate in informatica, proprio dell'elettronica generalista) fanno più del 905 del fatturato del settore. Il che vuol dire che i PC si comprano ormai bell'e fatti. E si cambiano tutti interi. Sono scomparse realtà anche come CHL, e persino catene che permettevano il built-to-order come Computer Union. Oggi come oggi i PC si comprano come al supermercato, credo sia un fatto. Come causa, o effetto, di questo: 3) 'Assemblare' un PC diviene sempre più antieconomico, dato che i prezzi delle singole parti, anche in versione 'bulk', superano di gran lunga quello dei eventuali similari preassemblati da grandi ditte (HP, Dell, Fujitsu-Siemens, Acer, Packard-Bell), che evidentemente possono ottenere per tutta la componentistica prezzi ben più convenienti che gli acquirenti al dettaglio. Ti ripeto che pure io uso XP, sempre. Io uso sempre in parallelo sia OSX che XP. :) Tuttavia una cosa, ripeto, è combinare 'parti generiche, una cosa è una ditta come Apple che si fa persino fare da Intel processori custom, quando vuole. :) Su un Mac è molto facile aggiornare RAM e HD, ovviamente. Saprei farlo pure io. Tuttavia, direi che il bello del Mac sta proprio nel NON pensare di aprirlo. Ovviamente, come giustamente dici, è una questione di gusti/stili personali. :) Tuttavia devo dirti che quando ho messo XP sul mini l'ho visto molto più performante che sul precedente PC tecnologicamente un filo anche superiore. Inoltre, non dimenticare l'antieconomicità dell'assemblaggio (vedi punto (3) di cui sopra) Non so come tu possa trovare 'sobrio' un pezzo di plastica con tutte quelle scrittine e cosine. La mia idea di sobrietà è appunto questa: Ti prego di spiegarmi come quel che hai postato tu potrebbe dirsi più 'sobrio' di un Mac mini :) Nessun problema, anzi. Diciamo che Bootcamp è stato lo scacco matto, per chi come me usava sia Mac che PC. Ovvero, con Bootcamp la scelta di un Mac diviene una MERA questione di hardware e design, dato che posso metterci XP (o Vista). Inoltre, posso usare entrambi i sistemi. Quindi direi che a questo punto 'non troverei più ragioni' per limitarmi al SOLO Windows. Anche perché molte cose di OSX rendono l'esperienza dell'home computing a mio modo di vedere molto più gradevole (così come altre cose di Windows mi sono pressoché irrinunciabili).
  4. Questo passaggio mi suona strano? :huh: Intendi dire che un mac rispetto ad un pc classico ha un miglior rapporto qualità prezzo? Personalmente credo che sia il contrario, nel senso un pc classico oltre a poter scegliere personalmente i componente(Case, scheda madre ecc..) posso scegliere anche le marca di questi e ti assicuro che facendo cosi a parità di componentistica spendo 1/4 di quello che spenderei per un mac. Assolutamente non parlo di rapporto qualità/prezzo, soprattutto se per 'qualità' tu intendi 'potenza sulla carta'. Se già si parlasse di 'prestazioni reali' (quelle che testi nelle ore di lavoro, non con un po' di benchmark fatti a macchine appena avviate) il discorso potrebbe cambiare, ma credo soprattutto che il discorso di 'montare i pezzi del PC' sia finito nei '90 un po' come 'montare i pezzi del motorino' sia finito negli '80. Io voglio un computer affidabile, solido, robusto. L'ottimizzazione dell'hardware Apple sta proprio nel fatto che hanno messo insieme i pezzi loro, e nel farlo si sono ben studiati i colli di bottiglia, e spesso anche le versioni del firmware di questo e quello. Parlando di esperienze reali e personali, credo che un software messo ad hoc su una macchina fatta ad hoc da chi ha progettato entrambi dia molta, molta più garanzia di affidabilità e rendimento di un software fatto per girare su qualsiasi delle millemila combinazioni di varie parti disponibili su un mercato libero. Altrimenti non si spiegherebbe come mai per emulare degnamente un SuperFamicom, la cui clock era sotto i 5mhz, ci vollero i Pentium e ancor più. :) Non so 'figo', ma 'bello'. Quando poi mi trovi un case PC esposto al MOMA come il Cube ne riparliamo. :) Ovviamente ci sono questione di gusti personali. Io amo i design compatti e semplici, come il Cube, o appunto come il Mac mini. Una cosa simile, a livello di compattezza e ottimizzazione degli spazi, credo sia davvero impensabile in un assemblato, ti pare? Non vorrei fare il maestrino, ma lo sa questa cosa in teoria sarebbe illegale, in quanto il signor Job impone che sulle "sue macchine"(dopo che le avete pagate le considera ancora sue) girino solo prodotti Apple. Non fare davvero il maestrino: Bootcamp è parte NATIVA di Leopard, ed è un'applicazione Apple dedicata UNICAMENTE all'installazione nativa di Windows su Mac. Windows è un software slegato da HD propietario, e possedendone una copia legale è altyrettanto legale installarlo anche sulla lavatrice, se ce la si fa. Allo stesso modo, sono perfettamente legali i software di emulazione che permettono di installare (in questo caso non nativamente) Unix e Linux su Mac. :) Ti trovo poco informato.
  5. Non è semplicemente un nome cool per delle avventure grafico-testuali?
  6. Shito

    Terminator Salvation

    Ho rimpianto il danaro dei biglietti. Ed era mercoledì (sconto). Fate voi i conti.
  7. Quote Quote La Blue Water raccoglie le anime/coscienze di tutti gli atlantidi, ed è 'come un computer', e avendo quella CONSCENZA in sé può comandare la tecnologia di Atlantide. Complimenti, hai appena descritto l'Ide, l'energia misteriosa che muove l'Ideon Beh, Evangelion è, per ammessa dichiarazione degli autori, essenzialmente Ideon+Devilman (il manga).
  8. Ah sì, Shinji non dice nulla. Ascolta. Poi arriva Misato che dice "non devi dare retta a quel tipo lì", critica Gendo per il suo triplogiochismo, e infine spinge Shinji a fare quanto Gendo voleva che facesse: salire sull'Eva.
  9. Non so, personalmente ho sempre inteso che Yui abbia fatto tutto per 'lasciare una traccia dell'umanità'. Ovvero per diventare la madre di Nadia nella Blue Water, monumento della conoscenza atlantidea. Uno dei temi ricorrenti in Anno (e non solo in lui) è la possibilità di 'non disperdere' la conoscenza umana con la morte. E' un tema classico dell'umanità, ma per un otaku -che è un collezionista in primis di informazioni- la cosa diviene stridente ancor più. Quindi, il memento è fondamentale. La Blue Water raccoglie le anime/coscienze di tutti gli atlantidi, ed è 'come un computer', e avendo quella CONSCENZA in sé può comandare la tecnologia di Atlantide. La Blue Water, non dimentichiamolo, viene anche riferita a TrisMagistos. E' insomma la 'Pietra Filosofale', che in origine sarebbe Lapis Sapientiae, la Pietra della Saggezza che permette di elevare la 'sostanza' che tocca: nel caso del metallo la sua nobiltà, nel caso dell'uomo il suo livello di conoscenza. Da cui teorie alchemiche e cabalistiche e cose. Ovviamente anche la tecnologia con cui la dottoressa Akagi Naoko trasferisce la sua psiche nel MAGI-System non è differente: sempre di modo per eternizzare la conoscenza E la coscienza (non basta scrivere un libro, insomma) si tratta. Tuttavia, al cosa può venire portata dal livello singolare (un singolo uomo) a quello di specie (l'umanità): se l'umanità verrà comunque spazzata via dal Third Impact (in un modo o nell'altro), cosa resterà a memento della nostra civiltà? Non abbiamo una Blue Water! E così l'Eva Shougoki, con l'anima di Yui dentro, lo diventa. Vagando nello spazio, con la Lancia di Longinus, forse in attesa di cadere su un nuovo pianeta abitabile e dare inizio a un nuovo ciclo della civiltà (rimandando quindi a una genesi 'aliena' dell'umanità stessa, che Anno già dimostrava di amare in Nadia). I conti così dovrebbero tornare. :)
  10. Quote Senti, Shito, seriamente. Ma che t'ha fatto Moyoco? ::) (E poi mica c'era bisogno dell' EoE per capire che Gendo ragionasse così: a me era bastato quell' "ormai manca poco, Yui" dell'episodio... boh, nemmeno io mi ricordo più quale, ma tanto mi avete capito. Più interessante sarebbe sapere perchè quei due entrarono nella SEELE all'inizio, magari.) Yui fu avvicinata dalla Seele per il suo talento scietifico. Gendo seguì lei.
  11. Quote Stavo ponderando. Ma se Mac Os X va davvero in kernel panic una manciata di volte al mese (come dice dannychoo, che è un superfan Apple) mentre Vista mi sta girando in modo impeccabile da mesi (l'unico problema è vedere per quanto tempo Enel e hardware saranno così benevoli da lasciarmi continuare) se ne deve concludere che Windows è molto più stabile di Mac Os? Personalmente uso da sempre sia Mac che Windows, e non ho mai ben capito il campanilismo (ovvero lo capisco, è una ragione commerciale di Apple). Quello che so è che da quando Apple/Mac è passata all'architettura Intel, non c'è davvero ragione di comprare un PC-Win, dato che con un miglior pezzo di hardware, dal migliore design e dalla qualità di componentistica più certificata, oltre che meglio ottimizzata nella composizione, posso avere entrambi. Il mio ultimo setup è un Mac mini top di gamma del 'penultimo stadio', che sono 20 mesi fa. Ovvero un Core 2 Duo a 2.0Gh, 2GB di Ram, un HD da 160GB, e una modestissima scheda grafica integrata. Non sono un tecnico e non amo moddare i computer. Mi piacciono gli HW dei Mac anche per questo: sembrano delle console. :) Con questo setup, io ho installato Mac OSX e Windows XP SP2 su due partizioni distinte, indi Win è nativo. Posso bootare come mi pare. Dopodiché, posso virtualizzare Win in Mac OSX, che è la mia scelta nel 99,99% dei casi, dato che in questo modo ho tutto in contemporanea, e Win è performante più che abbastanza. Sarò un precisino e un pulitino, ma non ho MAI avuto un kernel panic di Mac OSX. E anche Win non mi ha MAI dato un BSoD, né quando vitualizzato né quando nativo. Fatto questo, credo a fare la differenza dell'esperienza di computing siano le PERIFERICHE DI INTERFACCIA, qualcosa che invecchia meno della componentistica interna di un computer, che ne influenza l'uso 24/7, ma chissà perché su cui nessuno pensa mai di investire seriamente. Credo che la POTENZA (speso inusata) del computer 'soddisfi' (freudianamente) un uomo meglio di un buon schermo di fronte agli occhi. Comunque, questo è un altro GRANDE vantaccio di usare hardware Apple. Attaccato al Mini c'è un monitor Apple da 20'. Questo monitor prende con UN SOLO cavo (che si 'sfiocca') alimentazione, segnale DVI, segnale USB e segnale Firewire, replicando 2x delle ultime due porte. Il che significa che dal mio Mac mini parte UN cavo: al monitor. Al monitor sono attaccate delle casse Firewire autoalimentate (5cm di cavo, no alimentatore), e la tastiera aluminum Mac (20 cm di cavo, odio le wireless che hanno pile e cose). La tastiera in alluminio è di gran lunga la cosa più comoda, pulibile, e bella che abbia mai usato. Replica anche lei due porte USB: una la uso per il mouse (5cm di cavo da tastiera a mouse), l'altra per la base dell'ipod. Ovviamente ci sono dei benefits. Con la tastiera Mac comando direttamente molte funzioni di OSX, senza contare le funzioni multimedia (che mi valgono anche in ambiente Win, specie se virtualizzo). Il tutto è molto 'pulito', insomma, che poi tanto in latino che in giapponese vuol dire 'bello'. Credo che a settembre prenderò un nuovo Mac mini (molto più performante, in verità, specie dal PDV grafico) solo perché può gestire nativamente due monitor. E in questo modo posso allocarne uno sempre a Win virtualizzato full screen, e l'altro è OSX. Ovviamente con la virtualizzazione il drag&drop è funzionalissimo. :) PS: Sì, adoravo il G4 Cube. Sì, adoravo la connessione ADC.
  12. Essenzialmente viene infine spiegata un po' la psicologia di Gendo. E la cosa sensazionale è che avviene tramite un a lungo rimandato confronto padre-figlio. Ricorderete che nei film (quelli veri), vedevamo un po' del 'vero' Gendo solo durante il Third Impact, quando si confrontava con Yui, ReiIII, e infine veniva mangiato dallo Shogouki. La figura che ne emergeva era quello di una mentalità da otaku-hikikomori, uno Shinji in grande, che aveva rinchiuso nel suo mondo tutto interiore le sue debolezze relazionali. Che andava anche bene, per carità. La versione di Sadamoto ci da molto di più. E' infatti Gendo a giungere da Shinji invece di Misato nella scena di 'Air' (le JSSDF che assaltano il QG della Nerv), ed è Gendo a spronarlo ad andare a pilotare lo Shougoki. Shinji, che come in Air stava per venire ucciso, è nella sua fase quasi-catatonica del "chissene di tutto". Si 'ribella' agli ordini di Gendo dicendogli "proprio tu che non hai mai capito come mi sento pensi di potermi dire una cosa simile? [di andare a pilotare l'Eva]" Gendo risponde: "Ti voglio bene, credo in te... se ti dicessi questo lo faresti? Mi spiace ma non posso dirtelo. Non ti ho mai considerato come una persona amata." E quindi spiega, candidamente, che il suo 'odio' per il figlio nasce -molto meschinamente- dalla gelosia per Yui, che divenuta madre amava chiaramente il figlio più del marito. Spiega anche come lui fosse un rinnegato, come Yui fosse la sua SALVATRICE, e come lui abbia rinnegato Dio per avergli prima mandato un angelo, e poi averglielo tolto (l'incidente con lo Shougoki). Ora si potrà dire che il marito geloso del figlio è banale, e lo è, ma... Ragionate in termini Otakuzoku. Ragionate anche in termini Rebuilt. Anno c'è arrivato adesso, che la soluzione comoda per l'otaku è la moglie-mammina che compatisca il marito-otaku nel "beautiful world", una amore materno fatto di bambagia, dalla propria amante. Questo Sadamoto l'aveva hintato da subito, se andare a leggere la sua versione di Rei, che è avatar materno molto più di quella dell'anime. Ora, la questione è che un uomo 'normale' accetta (o dovrebbe accettare) pacificamente l'amore materno della moglie per i suoi figli. Per come la vedo io, è una cosa normale/sensata/logica che una madre ami i figli in una maniera in cui non dovrebbe amare il marito. Semmai è il marito che amerà anche la moglie come una figlia, "ut pater familias amat filii sui", diceva qualcuno. Ma per un otaku cresciuto? Se si prende dalla propria moglie l'amore che un bambino prende dalla madre, quando poi c'è un figlio vero, la logica competitiva è inevitabile. E infatti, nella scena, alla fine Gendo EMPATIZZA col figlio: UNISCITI A ME PER VENDICARCI DI DIO! Scritta qui la cosa potrà sembrare molto banale, ma in effeti vi assicuro che non lo è. O forse è in effetti banale, come sono tutte le cose realmente sensate.
  13. To hell with SFX. Il punto sono quel che Gendo dice a Shinji, e cosa il loro confronto significhi. :)
  14. Non avrei mai pensato di dirlo. Ma il nuovo capitolo del manga di Eva, uscito proprio in questi giorni in Giappone, credo valga di più di tutto il progetto di Rebuild. Inizialmente pensavo che il manga di Sadamoto fosse solo la "sua versione" di Eva, basata sul progetto originale, e lanciata come costola dell'anime per anticiparlo a scopo promozionale. Insomma la solita cosa. Non si discuteva il livello grafico impensabile raggiunto da un chara designer che originariamente voleva fare il mangaka. Ed era gradevole che, andando ben presto 'dietro' alla produzione animata, Sadamoto si divertisse a tappare i triviali buchi di cui Anno disseminava la trama della serie principale. Ma sembrava comunque un divertissement. Le cose avevano preso una piega diversa appropinquandosi il finale, dove Anno era impazzito, aveva cambiato idea, e cose. E il manga di Eva era diventato l'Evangelion di Sadamoto al 100%, dannatamente più compatto e coerente nella narrazione di quanto non fosse mai stato quello di Anno. Ora, col confronto onesto di Gendo con Shinji in questo capitolo, la maggiore coerenza di Sadamoto raggiunge anche l'affresco della caratterizzazione dei personaggi. Mi inchino a questa nuova magia firmata Gainax, non Khara.
  15. Credo si stia facendo una gran confusione sulla mia teoria/modellizzazione delle tre generazioni dell'otakuzoku, direi a parte Shuji che al contrario si è sforzarto di intendere ciò che -se non fosse palese- è una mia (discutibile, contestabile, condivisibile o meno) visione della cosa. Quando trovo un po' di tempo provo a mettere meglio in chiaro la cosa. :)
  16. Alfex, a tutti i tuoi ultimi post rispondo solo che io personalmente non valuto affatto né le opere, né il loro impatto, dal punto di vista della logica del successo commerciale che incontrano. Ciò che mi interessa è l'evoluzione contenutistica, stilistica ed espressiva umana, in questo caso nell'ambito dell'animazione giapponese.
  17. Quote Quote Il topos anniano del 'valore del miracolo', ovvero del superalimo del deismo col miracolo 'compiuto dalle mani dell'uomo'. In italiano? Scusate, era uno slato davvero fantasioso "superamento del deismo"
  18. Macross è una cosa molto particolare, perché è il frutto di menti molto giovani. Non si può neppure parlare di 'first-gen' di Otaku, con Macross. La rialaborazione è proto-otaku. Siamo a cavallo tra la zero-gen e la first-gen. Macross sarà infatti il feticcio DEFINITIVO della first-gen. E sono il primo a dire che Macross abbia riassunto e ridetto all'incirca TUTTO (cfr mio thread sul plus). Quanto a Top wo Nerae, è chiaro che dal punto di vista produttivo parliamo di 'Bishoujo to Robotto Anime', che è un'alchimia perfetta per un araldo del periodo OVA. Tuttavia, non sono solo quelli gli elementi che l'hanno reso memorabile sopra altri infiniti prodotti del genere. Ciò che Anno vi iniettò, col suo bagaglio di passioni e cognizioni da otaku first-gen e con la suo talento giovanile, furono molte cose diverse. A naso: -La rielaborazione del dualismo tensai-doryoku (genio-impegno) classica dell'educazione postbellica nipponica. -Elementi di sci-fi very very hard con elementi di sci-fi del tutto fantasy. -Elementi di psicologia della non-crescita, che poi è il fulcro di tutta l'autoanalisi speculativa della Gainax. L'effeto Urashima messo in campo dai viaggio nello spazio è pretesto per "stare con la propria passione e perdere il tempo della propria vita". Noriko che rincontra Kimiko fattasi -mamma è una pietra miliare, perché NORIKO HAI POSTER DI TOTORO E AI OBOETEIMASUKA in camera. -Elementi di alto livello di tensione emotiva/bellica. -Il topos anniano del 'valore del miracolo', ovvero del superamento del deismo col miracolo 'compiuto dalle mani dell'uomo'. -Il limite del valore della verità scientifica contro la forza della volontà umana. -Il valore estremo umano del saluto d'addio e di quello di ritorno. In Top wo Nerae c'è INDUBITABILMENTE tutto questo. Il resto è storia. http://juste.splinde...archive/2007-05
  19. Quote Quote il tutto variato bene su tante passioni personali tipiche della sua generazioni (i treni, i mezzi bellici della sua memoria) e cose... E la musica classica. Le opere di Wagner lo hanno influenzato non poco. Per non parlare di tutta una certa narrativa corsara da antieroe autoesiliato rinnegato... :) (Su Wagner Miyasan c'è arrivato solo con Ponyo... )
  20. Quote qualcosa non mi torna... gigi matsumoto a quale generazione di otaku appartiene? Mmmh, non lo conosco abbastanza per giudicare bene, ma direi che lui sarebbe uno zero-gen come Miyasan. Sì, le donne della sci-fi americana e inglese devono averlo colpito, considerando che il suo modello è un misto tra barbarella e le magre settantine a là B.B. (contaminatio), il tutto variato bene su tante passioni personali tipiche della sua generazioni (i treni, i mezzi bellici della sua memoria) e cose...
  21. Quote Quindi in realta' una differenziazione potrebbe essere anche piu' evidente dal fatto che se la 'prima' generazione aveva spinte contaminative (e questo alla fine e' scontato per ogni tipo di rappresentazione artisica), l'afflato rielaborativo e personalizzante della contaminatio ha prima lasciato spazio ad un'istanza sincretica in nuce, per poi sostituire la contaminatio con un sincretismo asettico tout court, ed alla fine limitarsi alla rielaborazione autoreferenziale di quanto gia' realizzato unicamente nell'ambito mediale di turno (carta stampata o animazione)? Direi proprio di sì. Il che è esattamente il quid del: "da cosa vieni contaminato?", ovvero "tu otaku, su quali materiali hai accumulato il tuo bagaglio compulsivo di nozioni, quali erano i materiali a disposizione della tua mania?". Ovvero, la prima generazione *estrapolava* l'aspetto più maniacale da prodotti di varia natura, NON loro dedicati, ed era un lavorio anche intellettuale. La seconda generazione aveva prodotti loro dedicati, il cui contenuto era il frutto del documentarsi assai vario della prima. La terza, beh, sembra scontato dire come stia andando... Serve un rinascimento, se mai ci sarà. Questo è certo.
  22. Quote L'assunto divertente e anche un po' inquietante, che dir si voglia, e' che pare quasi quasi che ci sia una contrapposizione autoreferenziale - originale; si possono benissimo raccontare storie che non abbiano l'assoluta presunzione dell'originalita', senza per questo metterle insieme riferendosi esclusivamente ad elementi pescati dal passato del medesimo ambito mediale. Non si parla di mettere da parte la contaminatio, quanto di cercare di evitare di riproporre sempre le medesime cose, rimaneggiandole, con l'effetto di rivolgersi sempre al medesimo pubblico. Se non si esce dal circuito dell'autoreferenzialita', altro che crisi... L'assunto divertente e anche un po' inquietante, che dir si voglia, e' che pare quasi quasi che ci sia una contrapposizione autoreferenziale - originale; si possono benissimo raccontare storie che non abbiano l'assoluta presunzione dell'originalita', senza per questo metterle insieme riferendosi esclusivamente ad elementi pescati dal passato del medesimo ambito mediale. Non si parla di mettere da parte la contaminatio, quanto di cercare di evitare di riproporre sempre le medesime cose, rimaneggiandole, con l'effetto di rivolgersi sempre al medesimo pubblico. Se non si esce dal circuito dell'autoreferenzialita', altro che crisi... Infatti la differenza tra la prima generazione di otakuzoku e le successive sta proprio nell'autoreferenzialità di queste ultime. Ovviamente una 'prima' generazione non può essere autoreferenziale, perché dietro di sé non ha il sé a cui riferirsi. Quindi certo Miyazaki, che è uno zero-gen, si riferiva a cosa? Alle sue passioni da otaku per aerei, design, letteratura per l'infanzia europea, letteratura fantasy occidentale. Soprattutto a questo. Quindi contaminatio e variatio, ed ecco che da i romanzi della LeGuin, più un sacco di altre influenze, vien fuori Nausicaa. La creazione culturale è più spesso che no ibridizzazione culturale. Prima di iniziare a esprimersi, si tratta sempre di 'mettere dentro di noi' un bel serbatoio di immaginifico, è del tutto naturalmente umano. La generazione di Anno (first gen) aveva nel suo serbatoio un sacco di roba. Principalmente la sci-fi occidentale E orientale, scritta E filmata E animata. Un serbatoio enorme, perché erano otaku (fagocitatori di livello). Quindi quando poi lui ha iniziato a raccontare, dentro c'erano le influenze di Crichton sulla scienza bipenne, soprattutto (un assonanza che per natura deve colpire la mens nipponica, è ovvio), ma anche tutta la filmografia di daikaijuu by Toei. C'era la letteratura di Murakami Ryu e i film di Okamoto Kihachi. C'era la passione per i treni. C'era tutto questo. Perché erano otaku first-gen con interessi vari, e fondati sul consumo di media vari. Questa generazione non è autoreferenziale in senso sterile, ovvero parla soprattutto 'agli altri otaku', come creando un dialogo un po' a sé stessi, ma questo è anche naturale per chi abbia un occhio interiore molto sviluppato sulle proprie stesse problematiche psicologiche. Il che potrebbe andare benone. L'autocitazionismo Gainax è fanservice di lusso, e autoaffermazione di identità, e non è l'araldo di una sterilità comunicativa. Perché ogni opera Gainax non si riduce a quell'autocitazionismo, anzi. L'autoreferenzialità sterile comincia semmai con la seconda generazione, la generazione di quelli che compravano le VHS e LD a partire -diciamo- dai tempi di Top wo Nerae (fine ottanta, insomma). Consumava quelli E POCO ALTRO, è questo il punto. Gli otaku incominciavano ad avere la pappa pronta, piatti cucinati apposta per loro. E non so quanti di questi siano passati al lato produttivo/creativo, dico fuori dal circolo doujin.
  23. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Ovviamente Miyazaki non ha nulla o quasi di orginale. Come otaku generazione zero, all'inizio aveva delle idee da sottocultura semi-esterofila da rifriggere, e va benone. Perché, vi prego, smettiamola con la questione dell'originalità. Dato che tutta l'arte, ivi inclusa la narrativa buona, nasce per CONTAMINATIO -> VARIATIO. Un'otaku resca affascinato e colpito dallo 'scontro' con una cultura aliena, mix-up, e variazione sul tema. L'originalità finisce con i classici veri, già Seneca, come ben sappiamo, era contaminatio&variatio. :) Il bello di Miyazaki è che permettersi (per permettere a sé stesso) di raccontare una storia deve legittimarsi nei confronti del suo pubblico di riferimento. A parte Kurenai no Buta, ha sempre fatto così. Per questo è da ammirarsi/seguirsi, e poi eventualmente dissentire con lui, ma almeno pensa qualcosa e dice quel che pensa, e lo dice per un fine (senza il quale anche dire quello che si pensa è presuntuoso onanimo, imho). C'è una dignità teleologica dell'interno umano. PS: Quanto al riferimento di Electra, c'è un extra in un LD di Nadia che la vede parlare delle 'cose che sono cambiate' in una sorta di intervista rilasciata in un bar. Ha i capelli corti e l'anello. Le chiedono "ma non si vergognava con quella tutina?", e lei "Beh in effetti sì, ma sapete... per una nave spazionale sembrava appropriato..."
  24. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Quote C'e' giusto una voce sul sequel di Porco Rosso Molto voce. E cmq mi pareva che riguardasse uno dei suoi brevi 'manga'. A chi dice di Miyazaki mangaka: a rigore non dovrebbe neppure chiamarsi mangaka. La sua impostazione non può ricollegarsi a tezuka, più al fumetto franco-belga, se vogliamo. E' un outcast, da otaku quale è. :) Io attendo ardentemente il prossimo film di Goro, tratto dall'opera di Hotta Yoshie.
  25. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Quote Quote Quote Ma perchè questo dovrebbe essere un male? Quattordici anni non saranno passati per nulla.... MACCOME! "Nigecha dame da!" Gualtiè, prendendo in prestito le parole che hai dato ad una certa dodicenne di Osaka, "è talmente da fanatici che non capisco". Se ti esprimi solo per battute non riusciamo a intenderci bene :P Comunque, la mia risposta al "maccome" è questa: se un artista riprende dopo oltre dieci anni un'opera che ha in qualche modo segnato un punto di svolta nella sua vita, mi aspetto che la trasformi radicalmente alla luce di tutte le esperienze avute successivamente. Altrimenti che senso ha riprenderla? E lasciami dire che se pure te che sei un addetto ai lavori dopo aver visto qualche elemento secondario che non ti piace in una storia che ancora non si capisce dove voglia andare a parare subito dici "OMG S'E VENDUTO", allora siamo messi proprio male... La Gainax non è una grossa azienda, non lo è mai stata. E' sempre stata una maniac-kaisha, una gabbia di otaku matti, da quando si chiamava DAICON FILM. Quando fecero Eva, gli vennero tanti soldi che non ne avevano mai visti, e l'amministratore finì in galera per frode fiscale... il commento di Takeda Yasuhiro in merito fu esemplare: spiegava che aveva comprensione per l'amministratore, perché la Gainax *non aveva mai avuto alcuna solidità economica*, e quindi... Stiamo parlando di una compagnia di matti in cui uno di questi, Akai Takami, fece Princess Maker (inventandosi praticamente un intero genere) DA SOLO, dal design al coding. Stiamo parlando di gente che si faceva i sentai in casa, capisci? Kaettika Ultraman, Yamata no Orochi no Gyakusho, NOTENKI! Non stiamo parlando di gente comune. Parliamo di otaku. Parliamo di persone che si sono messe sulle spalle il peso del rifiuto cosciente e intellettuale della crescita, il rifiuto della Tesi dell'Angelo Crudele, ovvero "crescere significa tradire l'idealismo e la purezza infantile". Maya lo sa, quando parla di misofobia con Ritsuko (se risposti il quadro patologico in ambito etico, è lo stesso). E anche Sasshi lo sa. Noriko lo sapeva, dato che l'effetto Urashima in Top wo Nerae era tutta una metafora per questo. Solo gli otaku 'viaggiano nello spazio' e perdono il tempo della loro vita, e poi salendo sull'SDF-1 da vecchi, togliendocisi i caschi, ci si ritrova ragazzi (questo è il finale di Otaku no Video). Quindi Anno, che viveva tutto questo in maniera dolorosa, continuava a dirci che "non si deve fuggire, non si deve fuggire, non si deve fuggire". Ti giuro che io il messaggio vero di Eva l'ho sentito, oltre ad averne parlato a cena con Yamaga Hiroyuki e Takeda Yasuhiro. E poi? Poi è fuggito. E' fuggito nella 'vita da adulto', infine, facendo un remake di un money-maker tanto per rimettere in moto la giostra mangiasoldi? Mmmmh... No, non va bene. Almeno per me. Mi andava benone la rassegnazione di Otaku no Video. Mi andava benone il favolismo intellettuale di Sasshi e Arumi, per tornare a quella dodicenne. E mi va benone la narrativa 'nuova vecchia' di Tsurumaki, che per me è davvero l'unico genio nuovo. Non so, sarà che ci sono dentro pure io con tutte e due le scarpe. Sarà che l'essere diventato un professionista di settore non cambia la cosa, e non vuole neppure dissimularla (che ipocrisia, sarebbe), ma Anno, per me, ha toppato di brutto. :( Così come non accetterò M A I l'estromissione di Akai. C'è un'etichetta, un'etichetta! Come un altro otaku disegnato da un altro ancor più vecchio otaku, diceva (il boss dei Mammaiuto) (Di questi tempi mi sento un po' vicino a Smith Toren, non quello disegnato, quello vero) Ma io sto ancora cercando un'Antitesi. Un modo di crescita scevro da tradimento infantile. Per diventare "Un adulto che non verrebbe deprecato dal bambino che fui", come scrissi una volta. Un'ibrido tra Kiki e Marco Pagot, forse. In fondo a Shizuku una cosa così andava a genio (Mimi wo Sumaseba), e forse Seiji è proprio la risposta. Forse. ---- PS: per rispondere nel merito della 'necessità del remake', bah! Io odio i remake. Odio anche i sequel. "Le lancette dell'orologio non possono tornare indietro", sì? Puah! Ha fatto allora di meglio Miyazaki, otaku tutta la vita, e poi autocritica genuina da vecchio. PS: scusa per l'incedere aforistico citazionistico. Sono un po' eracliteo, di questi tempi. Mi scuso sinceramente per la scarsa leggibilità. Dev'essere una contronda di risacca dopo tanti anni di iperdidascalicità.
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