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Shito

Pchan User
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  1. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Prego tutti di distinguere tra la 'pippa mentale' e la comprensione di un messaggio reale (inteso) di un autore. E' un argomento che mi sta a cuore da sempre. Quando si parla di mezzi espressivi 'medi' come l'animazione, ovviamente avremo cose fatte per far funzionare la trama, cose fatte per fare figo, cose fatte per avere un significato. Dico *nello stesso anime*. Quindi il discernimento è focale. E' verissimo che su Evangelion sono state fatte maree di sovra-interpretazioni ben oltre il limite del ridicolo. Sono il primo ad aver tentato di scardinarle, e poi ho ho rinunciato. :goccia: Ma se proprio mi viene chiesto di dirne due parole, almeno io cerco di focalizzarmi sui contenuti reali. :)
  2. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Grazie per le molte dimostrazioni di stima. Dunquo provo a schizzare due righe. :) Essenzialmente Rei è il simbolo dell'idea di 'formazione dell'animo come frutto delle esperienze di vita'. Tralasciando tutta la fuffa retcon che Anno ha messo dentro a partire dai film orginali (ovvero Rei con l'anima di Lilith e blablah), Rei nasce essenzialmente come una vuota ricreazione di Yui. Un avatar dell'ossessione di Gendo-otaku. Nelle parole di Anno che spiegava a Hayashibara Megumi l'essenza del personaggio: "non è che Rei non abbia sentimenti, è solo che ancora non li conosce". Se provi a rintracciare lo special bonus dedicato al personaggio di Nadia (tra gli extra dei LD giapponesi), troverai più o meno lo stesso concetto: "può l'amore recuperare il vuoto educazionale dell'assenza familiare?". In Nadia la risposta è, chiaramente, positiva. Lo è anche in Eva, ma in modo più drammatico: quando Rei ha recuperato, ovvero conquistato, la propria sentimentalità, non desidera altro che 'diventate tutt'uno' con Shinji. In Eva, molto freudianamente, la penetrazione dell'atto eterossesuale è metafora di 'penetrazione della separazione (monadistica) delle anime', come lo è la penetrazione della Lancia di Longinus di un ATF. Rei, ricavata dal materiale della madre di Shinji, ha finito per riamare suo figlio. Quindi, poiché in quel momento era già comprenetata a un Apostolo, non può che scegliere il suicidio per evitare la contaminazione di Shinji. La prima lacrima di Rei, che dà il nome all'episodio, è il segno dell'avvenuta maturazione della sentimentalità di lei. Tutto in Eva è simbolo e sostanza di psicologia sociale, e in questo grande importanza ha -chiaramente- il rapporto con la sessualità. Come per il rifiuto preadolescenziale di Asuka per la sua stessa femminilità, e per lo schifo che prova dinanzi all'adulità del rapporto consumato da Kaji e Misato. Questo è Eva.
  3. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Non è che a me non dispiaccia, eh! :goccia:
  4. Shito

    I messaggi di Evangelion

    Quote Anche io pensavo che Ilaria Latini conoscesse il tedesco da come ha doppiato quella sequenza! Eh, ci insistetti un po' su quella scena... ma pare io abbia un certo talento a far parlare i doppiatori in lingue a loro sconosciute. Forse non le sentirete mai, ma nell'ultimo episodio di Gunslinger Girl, durante il bellissimo finale, feci ricantare (e dico con gli attacchi sfalzati come in giapponese, ma il tempo giusto e la stessa tonalità) a Eva Padoan, Letizia Ciampa e Giulia Franceschetti l'Inno alla Gioia in tedesco, come da originale. Oppure, se/quando vedrete Ponyo, la prima volta che Gran Mammare dice "Fujimoto" lo dovreste sentire con leggero accento francese, come in Giapponese. Questo perché Miyazaki richiese "una pronuncia che facesse pensare a una donna straniera, europea", e la doppiatrice Amami Yuki è una ex takarazukienne, ex otokoyaku protagonista, interprete tra l'altro di André Grandier, quindi usò chiaramente una pronuncia a là francaise...
  5. Shito

    I messaggi di Evangelion

    La curiosità che apre il topic è legittima. Mi sento in colpa per non aver concluso l'Encyclopedia, quindi taglio e incollo qui dal copione: Quote ASUKA: Una chiamata per me?/ Dalla mamma?/ E dammelo…!/ (DS) Hallo mutter! (RIDE) Wir haben jetzt fertig gegessen…! Danke schön!/ Und du?/ Möchtest Du willst ihn kennenlernen?/ (RISATA)(VERSO) Niemals! Er ist ungesellig!/ Ja… ja… wirklich?/ Ach so! Das ist wunderbar, Ich freue mich für Dich! [Noi abbiamo appena finito di mangiare…! Grazie tante! - E tu? – Possibile, vuoi che te lo presenti,? – Giammai! Lui non è un tipo socievole…! - Si… Si… davvero…? – Ah, capisco! È fantastico, sono contenta per te!] SHINJI (VP) Sentendola parlare in una lingua sconosciuta, Asuka mi sembra lei stessa una sconosciuta…!/ Una madre…! ASUKA (DS) Ich habe auch nichts mehr zu erzählen!/ Bis bald, zum nächsten Mal./ Auf Wiederhören…!/ Gute Nacht! [Anch’io non ho altro da dirti! - Alla prossima volta! - A risentirci! - Buona notte!] Ricordo che, a differenza del tedesco presente nell'episodio 9, questo era corretto nell'originale. Ilaria Latini ebbe qualche difficoltà a simulare una pronuncia tedesca da madrelingua (lei non conosce la lingua), ma fortunatamente Valentina Mari è quasi una madrleingua in tedesco, indi le chiedemmo consulenza facendo coincidere le loro presenze in sala per quell'episodio. :)
  6. Ehm, veramente citavo parole di Miyazaki Hayao... :) BTW, mai visto Tonari no Totoro? ^^; Cmq fare il bagno insieme ai figli piccoli (credo fino ai dieci anni, o giù di lì) di ambo i sessi è parte integrante della vita paterna in Giappone, come credo sia noto a tutti almeno in un posto come questo. :)
  7. Spiego dunque in breve cosa si è dovuto 'concertare': originariamente, la canzone fu scritta da Kondo Katsuya per la sola interprete infantile, che idealmente 'parla di e per Ponyo'. Come avrete forse notato, infatti, il demo della canzone giapponese (pubblicato nel singolo giapponese e usato per il primo teaser del film, entrambe le cose per volontà espressa del regista Miyazaki), è cantato SOLO da Ohashi Nozomi. In seguito, lo stesso Miyazaki trovò che sarebbe stato meglio aggiungere un ruolo 'maschile adulto' affianco al canto 'infantile femminile'. Nelle parole di Miyazaki: "L'immagine di questa canzone è quella di un papà e di sua figlia che cantano allegramente mentre fanno il bagno". La scelta della voce maschile ricadde così sul duo Fujioka Fujimaki: sono due 'impiegati' (uno alla Hakudo), che hanno da qualche anno iniziato a fare una sorta di folk familiare. In particolare, Miyazaki aveva avuto da poco a che fare un membro del duo, e l'aveva trovato un padre gentile, indi suggerendolo per il 'ruolo' del padre nella canzone. Ora, capirete quindi che nella canzone ogni volta che si canta 'ano ko' (quel bambino/a) si intenda Sosuke: è Ponyo che canta 'mi piace tanto quel bambino' e 'se saltello con quel bambino anche il mio animo danza', cose così. Tuttavia, alcune di queste righe sono cantate dal SOLO interprete maschile adulto. La cosa non crea scompiglio in giapponese, che non declina il genere dei sostantivi. Semplicemente, TUTTI hanno semplicemente assunto che -quando era il 'padre' a cantarlo'- 'ano ko' fosse 'quella bimba', aka l'ideale figlia stessa. In effetti, in una lingua occidentale e flessiva (aka: declinata nel genere, tra le altre cose) era impensabile che la voce maschile adulta cantasse "mi piace tanto quel bimbo": non si sarebbe capito nulla, nessuno vvrebbe pensato 'sono le parole di Ponyo', e sarebbe stato solo un grande fraintendere. Cosa fare? Altri territori europei hanno cambiato il genere, e adeguato la canzone alla voce che canta ciascuna riga. Essenzialmente, hanno legittimmato il fraintendimento iniziale. Avrei dunque potuto optare per la medesima soluzione, ma una volta discussone con il responsabile alla Ghibli, e imparato tutto quello che vi ho alla spiccia trascritto, mi sarebbe dispiaciuto sacrificare il significato originale della canzone, riferita "tutta a Ponyo", a causa del problema del cantante maschile. Quindi, ho riflettuto: Kondo Katsuya, che ha scritto il testo, l'ha pensato 'tutto riferito a Ponyo'. Miyazaki Hayao ha aggiunto la voce maschile perché voleva una canzone cantata da "padre e figlia". Quindi, per salvare capra e cavoli, ho semplicemente cambiato non il genere di alcuni sostantivi, ma la persona (dalla prima alla seconda) delle frasi cantate dal solo 'papà', che in questo modo le riferisce a sua volta a Ponyo. In questo modo, la canzone parla di nuovo "solo di Ponyo", ma quando a parlarne è il "padre da solo" lo fa in seconda persona. Allo Studio Ghibli hanno convenuto che questa soluzione era la migliore, conservando SIA l'intento di Kondo che quello di Miyazaki, e l'hanno avallata con piacere. Ecco la storia. Inoltre, mi sono stati anche suggeriti alcuni cambiamenti nel testo. Il demo italiano, che non sentirete mai, cantava: Ponyo, Ponyo, pesciolina che sei tu dal mare tutto azzurro sei giunta fin quassù Ma dispiaceva che ci fosse un 'Ponyo' in meno, e così, parlandone sempre con Studio Ghibli, ho modificato in: Ponyo, Ponyo, Ponyo pesciolina tu E altre cosette simili. :)
  8. Ho sufficiente credito per dichiarare che la traduzione del testo si direbbe 'molto fedele' persino se NON si trattasse di una adattamento nusicale (con tutte le necessità metriche che ne conseguono)...? :) Tra l'altro, alcune scelte di adattamento sono state concertate direttamente con Ghibli, nel rispetto delle 'interpretazioni autentiche' dell'autore del testo (Kondo Katsuya) e dell'ispiratore (Miyazaki Hayao). Non credo che una cosa simile fosse mai accaduta, ne sono felice. :)
  9. Grazie a tutti gli interessati, e soprattutto a Hyo che si prodiga a diffondere le notizie ghibliane su questi lidi. Il doppiaggio si è concluso nella sua parte di registrazioni in sala. Si tratterà ora di eseguire il montaggio (sincronizzazione) e il mix! :) Teniamo ancora e sempre le dita incrociate per la canzone italiana, ormai realizzata in veste 'finale' (non 'demo'), della quale mi ritengo in effetti piuttosto soddisfatto.
  10. Votato ovviamente Gundam. Chiedo gentilmente agli organizzatori di accettare il mio voto tardivo per l'altra semifinale (Lady Oscar), mi giustifico dicendo che sono impegnato fuori casa per lavoro (Ponyo).
  11. Quote Ma se la prima fuga di Ponyo è più un capriccio, il disobbedire alle regole paterne per "vedere il mondo esterno", ed è una scelta infantile tant'è che finisce col mettersi nei guai, successivamente Spoiler dopo essere stata ricondotta a casa, a quel punto la sua volontà di andare da Sosuke è qualcosa di più di un capriccio, ha delle aspettative e lo si capisce dal modo in cui, una volta abbracciato il bambino, aspetta che questi la riconosca; l'espressione seria di Ponyo in quel momento sembra quasi dire "ehi non mi riconosci? dopo tutta la fatica che ho fatto per tornare?", ho avuto l'impressione (sperando di non sovrainterpretare) che in quel momento, se Sosuke non l'avesse riconosciuta (riconoscerla a quel punto rientra nelle sue responsabilità), Ponyo se ne sarebbe andata, ritenendo di aver sopravvalutato il bambino. Non mi è sembrata lasciare una situazione di dipendenza per cercarne necessariamente un'altra. Anche alla fine non è forse Ponyo a prendere l'iniziativa e a prendersi il bacio che rompe definitivamente l'incantesimo, mentre Sosuke è li ancora imbambolato? maschio e "bambinone" no? Ma forse a cercare troppi significati si rischia con l'andare fuori strada, Miyazaki ha comunque fatto un film chiaramente rivolto ai bambini, a sentire certe considerazioni fatte da degli adulti magari se la riderebbe. Grazie per proseguire l'interessante intopic! :) La differenza che tu noti è reale, tuttavia ti invito a notare come Ponyo sia in realtà un oggetto narrativo funzionale più di quanto avere il nome nel titolo non porti a supporre. Il soggetto è sempre Sosuke. Ponyo è causa efficente e motore inconscio di una narrazione che 'deve avvenire'. Quindi, lei semplicemente vuole 'tornare da Sosuke per essere di Sosuke', simboleggiando forse il tipico passaggio di mancipio da paterno a maritale, ma non è che sia molto significativo. L'unico punto significativo di Ponyo è il ponte verso la maturazione femminile (indi verso la maternità) che inzia con l'incontro col neonato e finisce con la consolazione di Sosuke che piange. Per questo ti rimando anche alla continuity di Mei nella ending di Totoro.
  12. Quote intendevo che sinceramente non credo uno non vada a vedersi un film di HK perché ci sono "gialli", o comunque personaggi che si vedono come una minaccia o incomprensibili. A parte che se li trova abbastanza facilmente anche in Hollywood (o i neri etc.) direi che non lo fa -a parità di pubblicità- per una differenza culturale, per altri registri espressivi - non perché il personaggio pensi diversamente (anche perché non ci vorrebbe molto ad accorgersi del contrario anche per un razzista convinto), ma perché è rappresentato con stilemi diversi. E sempre di xenofobia stai parlando. Ovvero, l'avevo scritto apposta (non so se tu l'abbia letto), non mi riferivo alla xenofobia razziale, ma a quella -assai più sottile- del 'diverso' in senso lato. Quella che faceva cambiare i nomi giapponesi, e tagliare le scene in cui si beveva latte a mezzodì a AVM, perché "in Italia non si fa così". Torno sul punto: TUTTO ciò che è 'diverso dal proprio' intrinsecamente irretisce e spaventa, perché porta con se un retrogusto di ignoto. Quote Quote E' solo la ragione (intelletto autocosciente) che permette eventualmente di superarla Non direi. Direi che è in primis la mera accettazione nel gruppo sociale. Una cosa decisamente più etologica che etica, toh. La socialità umana, a mio avviso, E' per intelletto. Come Rousseau credo che l'uomo sia un animale antisociale (ancor più che asociale). E' il riconoscimento della comune convenienza che porta l'uomo alla socialità (e semmai una inconscia necessità esistenziale sartriana), indi è solo per ragione/intelletto che l'uomo capisce che gli conviene tollerare il suo simile. Anche se diverso, eventualmente. E indi superare tutti i livelli di xenofobia. Tollerare l'altro, tollerare il vicino (che non è della tua famiglia), tollerare quelli del palazzo affianco, dell'altro paese, dell'altra regione, dell'altra nazione... sono sottoinsiemi incapsulati. :) Quote Quote Ma quanta ragione vera vedi nella massa d'oggigiorno? Non vedo che c'entri, come detto, ma certamente più che in ogni altro periodo della storia dell'umanità, per ovvie ragioni materiali. Credo che per 'ragione' noi si intenda cose differenti, sai? In ogni caso, l'ipercomunciazione che viene col questo stadio della società industrial-consumistica viene in realtà subito passivamente dalla maggioranza, il che significa che è una cosa per la quale la maggioranza NON è preparata...
  13. Taro, credo tu ci sia solo a metà. Non credo che Ponyo rappresenti alcun punto di emancipazione. Non c'è sessismo in questo film, se non alla solita maniera di Miyazaki: i maschi sono sempre bambinoni (otaku), le femmine portano avanti il mondo. Piuttosto, Fujimoto è un po' un'autocritica all'otaku (di generazione zero) che è Miyazaki stesso. Ovvero, l'archetipo di Marco Pagot è rivoltato: il rifiuto etico-misofobo dell'umanità lurida, che per il Porco era solo nobiltà d'animo e romanticismo 'kakkoi', qui viene riconosciuto come un ennesimo modo di essere otaku, di ritirarsi in una 'torre d'avorio' (qui è di corallo), e di essere uno strampalato, grottesco sociopatico. In fondo, Miyazaki stesso si è ritirato in uno studio a disegnare ragazzine giovani e pure in grado di redimere con la loro idealità gli animi neri di uomini imbruttiti, no? Clarisse de Cagliostro viene a giusto titolo considerata la capostipite stessa del moe. Quindi sì, anche io trovo Fujimoto il personaggio più dolce e triste del film. E' un otaku, con tutta la sua erotofobia, il suo mondo migliore in cui ritarsi, le sue manie e le sue maniere. E le femmine odiano gli otaku. Anche Ponyo. Anche se lui è un padre amorevole. Anche se io vorrei uccidere tutte le femmine di questo film, salvo le vecchine. :(
  14. Quote Quote Perché anche se tutti si sforzano di assicurarci il contrario, la xenofobia (in senso lato, non solo razziale) è una delle radici antropologiche dell'essere umano. Xenofobia al cinema? Ovunque. La paura del diverso si esplica in ogni ambito. Ciò che è 'made in U.S.' viene ormai percepito come 'nostro' dalla maggior parte degli inconsci italiani. Cose che capitano con il colonialismo silente. Al contrario, l'oriente è diverso, è 'alia'. Quindi, poiché il diverso comporta sempre una componente di ignoto, spaventa. Anche l'erotofobia (pre)adolescenziale trova nella xenofobia la sua radice (l'altro sesso = diverso = ignoto). Persino l'infantile paura del buio alla radice non è che paura dell'ignoto. La paura del diverso in quanto sconociuto è una delle fibre psicologice più innate dell'essere umano, perché rimanda a una componente instintuale (= istinto di autoconservazione). E' solo la ragione (intelletto autocosciente) che permette eventualmente di superarla, o di girarci intorno. Ma quanta ragione vera vedi nella massa d'oggigiorno?
  15. Quote Quote Vi rendete conto che con queste premesse quando vado al cinema mi pigliano per pedofilo? Io non capisco questo genere di ragionamenti... se è un cartoon di Zio Walt , roba della Pixar, oppure i film di Harry Potter, è ritenuto normale vedere gente dai 30anni in su entrare nelle sale da soli senza i pampini, mentre se è un anime, subito si pensare male e tutti ad avere paura di essere scambiati per petofili, perché? Perché anche se tutti si sforzano di assicurarci il contrario, la xenofobia (in senso lato, non solo razziale) è una delle radici antropologiche dell'essere umano. ^^; Quote Well, è un film sull'ammore under 10 mi pareva... >:( No, è l'esposizione della 'cura anti otaku' secondo Miyazaki Hayao: prender moglie e mollare le barchette giocattolo. Ma funziona solo se si è ancora molto giovani.
  16. Nella clip racconta anche quello, spiegando che al regista non andava comunque bene come veniva la battuta (mio adattamento: "Farmi uccidere da uno come te, ma proprio no!" ). Si vede che mima quando spiega che la Ogata la provava a strangolare in sala. :)
  17. Grazie per la considerazione, Taro! Chi ne avesse voglia, può spostare da queste parti il bellissimo post (e i bei commenti) che Muska scrisse facendo una critica colta ma sincera alla Kanno Yoko come compositrice di COLONNE SONORE? La musica d'uso va sempre giudicata in relazione al prodotto che vuole musicare, sì. :)
  18. Credo che avessi già parlato, da qualche parte, di detta genesi. Era bello postare il documento verace, però.
  19. C'è in effetti da dire che anche Sceriffi delle Stelle è davvero imbarazzante. Come l'anime, però. Capisco fare un sentai animato, ma a tutto c'è un limite. Dovrebbe esserci.
  20. Dk: il doppiaggio effettivo deve ancora iniziare. Siamo riusciti a trovare una Ponyo che definirei PERFETTA, e non ci speravo, e un Sosuke che definirei OTTIMO, e non ci speravo. Chi mi conosce sa che non sono indulgente nel giudicare me stesso o i miei lavori, e quando poi si tratta di interpreti infantili (non fanno vent'anni in due), ci vuole anche fortuna. Ce l'abbiamo avuta. Altri personaggi sono molto più difficili. Faremo del nostro meglio. Ma nel frattempo Mondadori pubblicherà il picture book di Ponyo, e dico un libro per bambini, non per appassionati. E' una visibilità onesta sul mainstream, ed è significativa. E poi pare si stia riuscendo a ricantare, TUTTA SULL'ORIGINALE (musica, testo tradotto fedelmente, interpretazione canora ricalcata) la sigla finale. E in un film per bambini, questo significa: onestà della fedeltà all'originale. Spero, prego e mi impegno affinché tutto vada per il meglio. :)
  21. Non posso che votare Grendizer, non c'è lotta. Una nota di merito alle solite Mele Verdi. La lead voice aveva una tonalità meritevole, notevolissima voce. E bene anche il coro. Peccato solo per la second voice troppo forzata, imho. Merito anche per un testo che c'entra con la canzone, e esprime qualcosa in italiano corretto (soprattutto: "Dementan stringe Ranatan sul cuore... ma quel dittatore lo sbatte nello stagno con disprezzo e grande sdengo, gli gracida imperioso "con mia figlia non ti sposo!" - a parte l'ottimo italiano, tra cui spicca l'uso transitivo di 'sposare', è una metrica perfetta e raffinatissima °_° ) BTW odiavo il cartone, dal design all'orrendo doppiaggio italiano. Epico il video. Onesto come negli anni ottanta ancora si riusciva a essere, a volte. E' infantile per un cartone infantile. Sembra quasi una cosa alla 'tv show giapponese', per la sua onestà. Sarebbe potuto essere, con le Mele Verdi, l'inizio di una piccola tradizione nostrana. Peccato davvero. Ma l'avete vista la COREOGRAFIA DEL CORO? Guardate i 'live' di Ponyo oggi, e ditemi se non è lo stesso. Viene da piangere a pensare che quella genuinità che tanto amo nella società giapponese, poteva essere ed era anche in noi. Mi sento qui, ora, come Pasolini che denunciava la perdita di ingenuità del proletariato sessantino, denunciando invece la perdità della semplicità della media borghesia ottantina. Ma la cosa PIU' GIAPPONESE DI TUTTE è il senso apologetico della famiglia nucleare che si ritrova in: "Ranatan con la lacrima nell'occhio, trepita per l'intrepido ranocchio. SOGNA IL SUO DOMANI: e sogna sei girini che saranno i suoi bambini, la casa nello stagno, tre locali e un grosso bagno". Bello davvero, è epica infantile a sfondo familiare. Lei che sogna la vita con lui, il suo cavaliere. Devo davvero vergare un plauso sincero a tutto questo. E' quanto di meglio si sia mai sentito in una sigla dei tempi, vale da ogni punto di vista, e fa piangere che tanta onestà sia finita tutta lì, insieme ad altre sigle delle Mele Verdi, sempre tese a centrare il feeling delle serie che accompagnavano. Voglio ricordare la romanticheria di Haikarasan ga Tooru, uno degli shoujo migliori di sempre, splendida rappresentazione della nouvelle vague settantina (in giappone). Si guardi anche la coreografia qui: (la cantante ogni tanto perde la camera... ^^) Con tutti gli errori del caso: Il fujihama vegliava su di me, sui miei pensieri riflessi in un bicchiere di profumato té, che c'è sotto i mandorli in fiore. Guardavo il cielo pensando: "cercherò un piccolissimo mondo tutto mio, dove io sarò io e tu disegnarai dentro al blu la mia via". Beh, molto bello. Romantico in una maniera antico-adolescenzale che trovo toccante. Cosa da far sentire ai bambini, davvero. A parte che ci sono allungamenti tonali di vocali del tutto pregevoli, e cose. Il dolce sole d'oriente non mi da di ciò che voglio più niente nell'acqua chiara non mi rifletto più, perché sogno nuovi orizzonti per me. Si alza vento a ponente, soffia già la profumata e inebriante mia realtà sento al libertà che c'è in un una rondine che se ne va. Unico commento: ma voi avete presente cosa furono le haikarasan, nel Taisho (mi viene quasi da dire tardo Meiji, se penso a Natsume Soseki...)? Pare che loro lo sapessero, o quasi, o l'avessero capito, o intuito, e avessero GUARDATO LA SERIE ANIMATA per cui fecero la sigla. Potrei dire lo stesso anche per Pat la ragazza del baseball... Forse metterò queste due canzoni sull'iPod. :) (io uso solo iPod shuffle per sollevarmi dal peso del libero arbitrio, che sempre paralizza, e mischio apposta classica e cose matte ^^). Mi dispiace, signori, ma se voi non vedete la differenza che c'è tra la sigla di Demetan e quella di Lady Oscar, la differenza concettuale e vivida, siete ciechi -nell'antigirellismo- quanto i girellari. :(
  22. Posso dirvi che Ponyo segnerà un significativo passo in avanti per quanto riguarda il livello di visibilità mediatica di un anime in Italia. :)
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