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Shito

Pchan User
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  1. 獣神 hai notato la seconda pronuncia del primo kanji? Hint: è uguale alla pronuncia più antica del kanji per "cervo" [shika]. :-)
  2. Trovo che "pochitto" sia più assonante con "pochetto" (una sola lettera variata), quindi più facilmente "intuibile" :-)
  3. aznable, capisco cosa intendi, ma sono certo che ti renderai conto dell'impossibilità della cosa: i testi in questione, nella loro materialità, nella loro totalità, sono di propretità del committente che li ha commissionati, e a cui sono stati consegnati - come materiale interno a una lavorazione, sono vincolati e non divulgabili nella loro totalità. A precisa richiesta posso citarne *il contenuto* di una riga, certo - avrai forse notato che riporto solo le parole, evito persino le indicazioni tecniche, in genere.
  4. Ciao Den-chan, vedo che stai seguendo molto attentamente il nuovo doppiaggio. Me ne rallegro. Purtroppo quello che mi riporti mi rattrista più di un po'. Ho capito al volo la battuta dui Hyuuga in Air, è quando le JSSDF hanno fatto infine irruzione al Centro di Comando della Nerv e hanno ingaggiato lo scontro a fuoco, vero? Dunque, sul mio copione è: MAKOTO Pur facendo saltare in aria di qua e di là, in effetti su questo posto non alzano le mani! Durante il "semplice" scontro a fuoco, Hyuuga si riferisce al fatto che altrove hanno usato detonazioni e armi pensanti, lanciafiamme e quant'altro, ma invece lì niente. Evidentemente la battuta è stata cambiata in fase di doppiaggio. :-( La seconda frase invece è quando intorno a Gendo compaiono Yui, Rei e Kaworu, vero? In Magokoro, poco prima dello GNAM! Nel copione: KAWORU (FC) Stai solamente fuggendo./ (IC) Prima di venire ferito tu stesso… stai rifiutando il mondo. Ovviamente, "Shinji" non c'è nel dialogo. Beh, il personaggio non è neppure presente nella scena, che senso ha? Non capisco. Ho anche verificato il sistema 0-9 (o-nine) sul copione: sono scritti correttamente nove zeri, uno prima della virgola e otto dopo. Ho controllato il foglio pronunce inviato alla sala di doppiaggio: per Kaworu riporta: caóru. :-(
  5. No, non avrei mai potuto usare "pochetto", perché Shinji -che è giapponese- NON CAPISCE *cosa voglia dire* "chocchi", che non è giapponese standard. Pochetto è italiano standard. La tua idea non ha davvero senso. Oltre a ciò, l'uso che Misato fa di una parola strmpalata se non inventata come "chocchi" serve a rendere buffo e personale il suo modi di esprimersi. In giapponese per i giapponesi. E così dev'essere, secondo me, in italiano. Sbagliato sarebbe se non lo fosse. E' come per "testochili" - tamakin (obscuro manga settantino) in luogo di "kintama" (testicoli) - l'autore ha voluto fare questa gag, e non so davvero quanti abbiano colto (ma da ricerche sulla rete giapponese direi pochi davvero...), ma tant'è. Io devo cercare di rendere quello che è nell'originale, non spiegarlo. Secondo me.
  6. Come dicevamo, pare che ora incomincino ad attestarlo alcuni dizionari più "modernisti". Alcuni dicono che forse viene dal dialetto dell'Hokkaido. Altri dicono che è un modo di parlare di Misato, direttamente. Altri si chiedono: "ma vuol dire chotto?". Dico nella rete giapponese- Nella mia esperienza reale, ho conosciuto solo due tipi di risposta da giapponesi: 1) non esiste. 2) ahahaha, ma lo dice solo Misato in Eva!
  7. Per i militari: più che "ampolloso" (quella è la commissione) io direi un po' stantio, anche. ^^
  8. Wow, ora lo mettono con choppiri, che anche è abbastanza colorito. Ai tempi delle miei ricerche (e nel corso degli anni ne feci più di un po') ancora non veniva attestato. Suppongo che ogni lingua abbia i suoi neologismi. Del resto mi dicono che persino "gitai" viene ora riportato da taluni monolingua, anche se lo si considera un conio di Shirow Masamune. :-) (in effetti che ancora ora tra i "monolingua" lo attesti solo Weblio o quasi, che è tra i più "sportivi" - alcuni riportano che forse viene da un uso dialettale dell'Hokkaido, invece)
  9. Non ti sei accordo, vero, che subito dopo quella battuta Shinji entra in bagno e si imbarazza nel vedere IL BUCATO INTIMO di Misato appeso ad asciugare? *Ovviamente* se in giapponese dice "bucato" (sentaku) non è che sia a caso. Il testo originale risponde alla sceneggiatura, alle scene. Cercare di preservarne i contenuti non è mica un vezzo. Ripeto: ci sono molti più dettagli, devi stare molto più attento. Concentrati su audio(dialoghi)+video(scene), se vuoi un consiglio. Oppure no. :-)
  10. Salve! Mi aspettavo questa domanda già da tempo, di certo merita una spiegazione. Il modo di parlare di Misato è molto colorito. Dico in originale. A volte parla in modo femminile retrò nei momenti operativi. Spesso è proprio buffa. Il caso di pochitto è forse il più simbolico. In giapponese "un po'" si dice: "sukoshi", e poi in una forma un po' più colloquiale si dice "chotto". Misato dice "chocchi". Non è una parola esistente. E' una cosa tutta sua. Lo imparai nel modo più umiliante: usavo "chocchi2 pensando che fosse giapponese, finché una volta un giapponese mi chiese: "ma che vuol dire?" - da cui la spiegazione. XD Ovviamente "chocchi" è assonante con "chotto", ma non esiste. Al massimo il suo senso si intuisce dal contesto in cui viene usato, e dalla sua assonanza. Infatti quando la usa la prima e la seconda volta abbiamo una eloquente gag. Episodio2: prima dice a Shinji se gli dispiace che allunghi "un pochitto" sulla via del ritorno a casa. Shinji fa una faccia da: "what?". Poi arrivati a casa, un disastro di sidordine, Misato eufemisticamente dice che c'è un "pochitto" di disordine, ma di non farci caso. Allibito Shinji guarda iul disastro in giro e dice "questo sarebbe "un pochitto"?" [come dire: ah, è questo che vuol dire quella parola?] La cosa bella è che Misato continuerà a usare questa espresisone in lungo e in largo: chocchi, chocchi, chocchi. Il mio uso preferito è nell'episdio9, con Ritsuko. Ne fa un uso molto estensivo. La cosa è tanto "simbolica" del personaggio che nei materiali aggiunti ai LD, ovvero il celebre (?): "Eva tomonokai" (Il club degli amici di Eva), l'angolo di Misato si chiamava "Chocchi Check" - dove lei passava al microscopio le minuzie più otaku delle scene. :-) Questo è un buon esempio di una delle tante, tante particolarità dei dialoghi originale - ora preservati nel nuovo adattamento - di questa serie- Ci sono davvero tante sfumature, tanti elementi caratterizzanti che erano andati persi. Anche il dialogo coi militari citato qualche post fa ne è un buon esempio. I militari ragionano da "vecchi militari" (tipico di Anno, forse l'avevo scritto da qualche parte). Nel dire che loro non hanno risorse, poi oppongono: TUTTAVIA (anche se noi siamo incapaci!), TU pensi di poter VINCERE? Come dire, "noi, l'esercito, siamo inermi. Abbiamo perso. E tu, pivello, pensi di poter vincere?" Sono militari, ragionano in termini di vincere o perdere una battaglia, e sono campanilisti (come si vede in una sarcastica battuta precedente). Gendo risponde che la Nerv c'è proprio a quello scopo (no, non c'è il concetto di "esistere"). E allora i militari, da veri approfittatori, si congedano dicendo: ah, ok, ci facciamo conto, eh! Nei dialoghi di Eva c'è sempre molta, molta, molta più personalità e dettaglio di quella che fossi riuscito a rendere vent'anni fa, davvero.
  11. Ancora scusandomi (per la terza volta) per non aver ancora trovato il tempo (mentale) di elaborare una risposta al cortese post originale, mi permetto questo estemporaneo, ma terribilmente focalizzato quanto tranchant, self-quoting. Inizio con una risposta diretta al tuo testo citato: TUTTO IL CONTRARIO, ovvero: ---- Infine dinanzi a un computer (un vecchio iPhone non è molto agevole all'uopo), provo a fare un post più serio. In realtà già molti interventi lo sono stati, non dico i miei, ma sono andati per lo più nello sciacquone del chiacchiericcio. Bisogna essere chiari. Bisogna essere precisi. 使徒 (しと) [shito] Vox populi: https://ja.wikipedia.org/wiki/使徒 Il testo introduttivo della pagina: 使徒(しと)は、狭義にはイエス・キリストの12人の高弟を指すが、それに近い弟子(パウロ、七十門徒など)にもこの語が用いられる 。広義には、重要な役割を果たしたキリスト教の宣教者(「遣わされた者」)および、その宣教者の称号である。 使徒 (しと) [shito] in senso stretto indica i 12 discepoli principali di Gesù Cristo, ma è utilizzato anche è per riferirsi ai discepoli a loro vicini (Paolo, i Settanta Discepoli). In senso lato, sono anche i missionari ("inviati") del cristianesimo che hanno giocato un ruolo importante, nonché il titolo di quei missionari. --- Il che direi mi pare chiaro. L'immagine nella pagina è chiaramente l'Ultima Cena. La pagina essa stessa è nella categoria "Cristianesimo". Ora vi consiglio un'ulteriore, forse interessante verifica: provate a fare una ricerca testuale su quella pagina con: 天使 (tenshi, angelo). ZERO occorrenze. In tutta la lunga, dettaglia pagina di 使徒 (shito, apostolo) il termine 天使 (tenshi, angelo) NON COMPARE NEPPURE UNA VOLTA. Si parla dettagliatamente persino degli apostoli (shito) nella tradizione islamica, ma no, "tenshi" (angelo) non compare neppure una volta. Dizionari: https://kotobank.jp/word/使徒-74339 (occorrenze interne di 天使 "tenshi": ZERO) https://dictionary.goo.ne.jp/jn/99027/meaning/m0u/ (occorrenze interne di 天使 "tenshi": ZERO) https://www.weblio.jp/content/使徒 (occorrenze interne di 天使 "tenshi": ZERO) https://ejje.weblio.jp/content/使徒 (con traduzioni inglesi, anche esemplificazioni d'uso) Quindi, se non si fosse capito: "shito" in giapponese è una parola univoca, specifica, e precisa: significa esattamente, esclusivamente e precisamente proprio "apostolo" nel senso più cristiano e definito. Non ha NULLA A CHE VEDERE col termine "angelo", che esiste in giapponese, ma non ha NULLA A CHE SPARTIRE col termine "shito"(apostolo). Questa è la semplice realtà linguistica. Poi se si vogliono fare ragionamenti semantici capestri per i quali in fondo il rosso è anche un po' il blu, perché i nobili hanno il sangue blu, e il sangue è rosso, quindi il rosso è blu... beh, così si può giustificare qualsiasi IDIOZIA. A chi ha problemi a farsene una ragione, consiglio di sforzarsi e farsene una ragione. L'altra strada è solo la ridicola pazzia. LA REALTA' è che un autore ha chiamato un elemento della sua narrazione "shito" (apostolo), e poi ha deciso che NELLE SOLE SCRITTE A MONITOR (e derivate), fatte per dare un senso di internazionalità dentro alla sua narrazione, le stesse entità sarebbero state indicate come ANGEL (sempre tutto in maiuscolo) - la stessa logica verrà infatti applicata per altri vari "concetti specifici" della serie. NO, quando ci sono "cartelli narrativi" sugli "shito", questi NON sono chiamati ANGEL. Episodio 14 - lista degli apostoli apparsi sino ad allora, con numeri e nomi propri. Sono indicati come 使徒, "shito", NON come ANGEL. La stessa cosa nel successivo report che si vede nell'episodio 24, se ben ricordo - quando mancherà poi solo il nome del diciassettesimo apostolo, Tabris. Ancora: questa è la realtà. IN TUTTO "Evangelion" NESSUNO pronuncia mai, neppure UNA volta, la parola "angel". Al contrario, come qualcuno ha già riportato, ci sono dialoghi in cui i protagonisti (Shinji, in verità) si interroga sulla natura di questi "nemici" chiamati "apostoli" (shito) che recano il nome di "angeli" (tenshi). Il dualismo è persino rimarcato nei dialoghi, quindi. Sempre la realtà. Una sola. Chiara. Univoca. C'è un dualismo. Inteso. Costante. MAI rinnegato. -------- e sempre collegandomi a quanto da te (Thedasnish) elaborato inseguito (nello stesso post) sulla faccebda, faccio un altro self-quoting di un altro mio post dove stavo bruscamente rispondendo a Roger, che adduceva "ragionamenti collaterali" un po' come facevi forse anche tu, ovvero (tieni a mente che con Roger c'è una lunga conoscenza, da cui il mio uso del francese): ------- Quello che sto dicendo è appunto che quando si tratta di un singolo termine, preciso e specifico, NON C'E' CONTESTO NON C'E' METATESTO (non sto gridando, è per enfasi in lettura) Ovvero: sono tutte idiozie non so se col francese è più chiaro. (ho intenzionalmente evitato il congiuntivo che sarebbe stato dovuto nell'oggettiva retta da principale negativa, sì) Non sono io, è Ockham (Occam?). “Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem” Non si deve mistificare una cosa semplice (un singolo termine, univoco e specifico), con simili paroloni e complessità NON NECESSARIE. Questa cosa è orrenda, e più di tutto l'ho invisa. " peccato che di mezzo ci sia un indiscutibile misinterpretation dell'autore. " No, NESSUN PECCATO. NON SONO FATTACCI NOSTRI. La realtà è la realtà, a prescindere da quale sia la sua causa efficiente. La causa è una "ministerpretation dell'autore"? Ma 'sti cavolacci? Così è. Quello che è (realtà, ontica) NON CAMBIA per motivi di ragionamento (questione, ontologica). Fosse anche "ho detto A ma volevo dire B" (e NON è il caso, eh), rimane sempre amen: hai detto A. L'intenzione a posteriori non cambia l'azione già compiuta. La realtà passata non cambia. Quindi io proprio NON SONO ARRIVATO, e intenzionalmente, a tutto il costrutto fondato sulla mistificazione. Questo vuol dire questo.  "Ma se..." No. Non si fa. Non si specula a quel modo mistificando la realtà semplice. ------- Questo ruspante self-quoting per dire che il mio approccio alla lettura del testo varia. Un dato univoco e preciso è una cosa, un dialogo è un'altra, la totalità di un'opera è un'altra ancora. E nessuna delle susseguenti può inficiare la primissima: la resa di una singola, chiara, univoca denominazione (anche questo non è sempre il caso, non è che tutte le denominazioni siano così, si capisce). In anticipo del post di risposta che vorrò trovare il tempo di pensare e vergare, mi occorre anche dire che il mio rapporto con la linguistica non è di tipo accademico. Gli studi universitari che ho seguito in merito (solo studi, nessun titolo!) mi hanno avvicinato a una concezione analitica di fonologia e linguistica generale soprattutto, ma... non sono mai riuscito a trovare dei referenti assoluti, e neppure particolarmente rilevanti. Come sempre, quanto ho trovato di condivisibile p diventato parte di me, il resto lo ricordo ma non l'ho introiettato. Nessuna epifania. Nessun punto fermo. Nonostante tutto, sì, la mia visione delle cose - e la pratica che ne consegue - è per lo più autodidattica e autoreferenziata. Non mi sento particolarmente strano a agire secondo quello che penso, e pensare in base alle mie proprie considerazioni. MI sembra invero strano chi deroga la propria azione deliberata alla presunta autorevolezza del pensiero altrui. Non credo che il riconoscimento accademico del pensiero di alcuno valga nulla, o almeno non riesce a vale nulla - per sé - al mio cervello. Ovvero ho trovato interessanti le leggi di Trubezkoj (no ho controllato lo spelling della traslitterazione), ma mi fa piacere: è il suo modello. Per come me lo spiegavano era grandemente bacato, ma credo me l'abbiano spiegato male. DeSaussure anche l'ho trovato un po' interessante, ma l'ho presto rielaborato a modo mio - suppongo. In ogni caso, ogni tipo di strutturalismo che non sia endogeno mi è inviso. O almeno così è sempre stato, magari domani mi si presenterà un primo caso contrario. Per dire, qualcuno a posteriori aveva anche cercato di "incasellare" la mia "condotta professionale" in non so quale tipologia, tipo "traduzione straniante" o non so che, ma non è il mio sport. Non mi interessa proprio la "tassonomia umanistica". Invero, mi ha sempre fatto un po' pena. Almeno da Descartes in poi, ecco. Alla fine ho anticipato fin troppo. Mi faccio sempre prendere la mano, quando comincio. E magari non concludo niente. Auspico sempre di riuscire a comporre una risposta più organica ed esaustiva, e mi scuso di nuovo (è la quarta volta, ormai) per l'attesa. Scusa anche per i sempre troppi refusi, e grazie per tollerarli, se mi leggi (non ch'io lo dia per scontato). D'altro canto questo è l'estemporaneo regno del frammento, almeno per me, e vive delle sporadiche spinte dell'ispirazione. E degli sprazzi di motivazione reale nel fare qualcosa di pragmaticamente inutile. Un'attività molto cerebrale e molto infantile, tutto sommato. Ma che fare? Talvolta viviamo delle nostre manie. :-)
  12. Per le persone con cui mi consulto amichevolmente? Stima reciproca, suppongo. Piuttosto: sei conscio del fatto che se mai mettessi "leva ricattatoria" in un dialogo, almeno cinquanta persone (una prima, quarantanove appresso) direbbe: "ma non lo dice nessunooooh1!1!11!". :-) E ora me l'hai suggerito! Mi piace molto. Colpa tua, eh. Ricordo che una volta una persona mi critica molto per il mio italiano "strano", e parlava di "ridicolezza". Non avevo mai sentito la parola (sempre usato "ridicolaggine" e basta), ma imparai un nuovo termine! :-)
  13. Via ha assolutamente attinto, ce ne sono le prove tanto nel testo della serie quanto in numerose interviste. In una di queste diceva di avere un approccio freudiano e di sperare di poter passare a uno jungiano. Anche l'insistito uso del termine "catessi", specie per il personaggi di Shinji, e di Asuka, è fin troppo preciso. Il momento di maggiore interesse di Anno per la psichiatria ha senz'altro coinciso con i suoi personali problemi esistenziali, e non dico che abbia davvero approfondito la cosa, ma per certo più delle questioni cabalistiche e dire anche filosofiche, che restano più delle infarinature estetico-citazionistiche. :-)
  14. Le vecchie traduzioni erano ancora tutte a mia disposizione, e come ho sempre sostenuto sopratutto dalla 11 in poi erano eccellenti. In genere non è stata richiesta una nuova traduzione, tuttavia soprattutto per i primi 6+4 episodi, per i materiali cinematografici e per tutte le aggiunte del 5.1 (che non erano mai state doppiate in italiano, benché originariamente presenti fin dall'edizione "Renewal" - "Platinum" per l'occidente) mi sono fatto preparare delle traduzioni ex-novo con una traduttrice laureata alla Ca' Foscari che conosco da molto tempo, ma che lavorando in tutt'altro ambito, diciamo "corporate" (il suo coinvolgimento con EVA è stato motivato, per mia fortuna, per lo più per ragioni affettive e lei l'ha preso come una "eccezione") non gradisce essere accreditata. Vista tutta la prevedibile e inevitabile bagarre esplosa intorno a questo nuovo doppiaggio, suppongo che la sua scelta sia ben comprensibile. In ogni caso, è stata da me anche coinvolta e consultata per la ri-analisi di tutti gli altri episodi, punto per punto, come sono solito lavorare con i traduttori. Tanto lei come me era "coinvolta" con Eva sin da vent'anni fa. Per dire la verità, ci sono punti specifici e scelte di adattamento per cui mi sono consultato con altri due o tre traduttori, ma questo suppongo che sia abbastanza normale, dato che nel corso degli anni ho stretto rapporti personali con molti colleghi con cui intrattengo anche disinteressati rapporti amichevoli
  15. Ri-salve a tutti. In effetti dopo il molto tempo passato ieri su questa discussione ho un po' di "lavoro vero" da recuperare, mi scuso. ^^; Mi scuso soprattutto con chi meriterebbe risposte più articolate e di ampio respiro, per loro natura destinate a andare in fondo alla lista delle "domande da evadere". Mi premeva almeno rispondere sulla questione dell'arrivederci di Rei. Come giustamente ricordato da Alex, la cui memoria storica è preziosa quanto pressoché infallibile quanto nostalgica (per me), la questione si era posa, ed era stata discussa anche vent'anni fa. Negli stessi termini. Chiaramente, si è riproposta in primis a me medesimo nel ritrovarmi a ad adattare, e quindi a riconsiderare, la stessa scena. Ora come allora, mi sono ritrovato a ripercorrere la stessa strada prendendo la stessa scelta finale. Ovvero: NO, Rei non si sta affatto congedando da Shinji con l'atteggiamento di chi dice "non ci rivedremo mai più". Intanto un tale tipo di saluto sarebbe in giapponese più "saraba", che "sayonara". "Sayonara" è il tipo di saluto standard per prendere congedo, eventualmente anche definitivo - vero - ma non prettamente tale. In altre sedi io stesso l'ho reso come addio, ma qqui è proprio impossibile, perché Rei è fredda e distaccata, e saluta educatamente e formalmente, SENZA intendere nulla che salutare. A tale proposito, vi prego di ascoltare l'originale giapponese - il cui tono distacco (che è proprio quello che lascia Shinji sbigottito nel suo letto d'ospedale) ricordo ci sforzammo molto di centrare nel primo doppiaggio italiano, con la brava Valentina Mari. In quella scena, Rei "non considera proprio" Shinji. E tra l'altro è emblematico, perché poco prima Shinji cercava di "frignare" con rei come si fa con una madre, voleva riceve "amaeru" - indulgenza affettiva. Rei non può rispondere a questo, e notate: questo è proprio il contenuto delle "anticipazioni" di quell'episodio, è ciò su cui gli autori mettono loro stessi il focus: il rapporto Shinji-Rei come un rapporto figlio-madre "negato". Quindi, no. Il punto è che Rei è fredda e distaccata, non drammatica. Dice "ah, non vuoi pilotare? Oh beh, no prob: lo faccio io. Vado, arrivederci". E Shinji ci resta di sasso. E' parte del personaggio di Rei, che non ha reazioni emotive neppure quando si ritrova nuda sotto di Shnji con la mano di lui sul suo seno. Non parte una tirata da: "maniacoooo!", ma un distaccato "ti sposteresti?". In questa fase di Evamgelòion, Rei è ancora al punto di "non conoscere le sue emozioni" (cit. Anno Hideaki) - salvo nei confronti di Gendo. Quindi in quel congedo con Shinji il punto è proprio IL CONTRARIO del congedo drammatico "addio, vado a morire". I punto è "non recepisco la tua emotività, e non so rispondervi emotivamente". La cosa si "risolve" col sorriso di Rei alla fine dell'episodio, punto in cui Anno stesso dice che "il personaggio di Rei era in effetti esaurito, tanto che poi lo dimenticai per due episodi e in seguito dovetti re-inventarlo". So bene che, letteralmente, al contrario "arrivederci" implicita l'idea del rivedersi. Ma dovendo optare per il saluto italiano di congedo che fosse più neutro, più blando, più di mera cortesia in assoluto, ho trovato e ancora trovo che "arrivederci" fosse/sia meglio di "addio". Ovvero che il sottotesto di "addio" fosse/sia più ingombrante di quello di "arrivederci". Anche dicendo il che, non so come quell'arrivederci sia stato recitato in questo secondo doppiaggio. Sperando di essermi spiegato, e scusandomi per la parziale latitanza.
  16. Ti darei assolutamente ragione, SE NON si trattasse -come dicevamo- di UN termine usato come NOME di esseri di fantasia, deliberatamente. :-) Ovvero, non è una parte di un discorso "complesso" (in senso proprio), e un elemento "spiccato".
  17. @Thedanish: chiedo scusa, ho avuto ora modo di recuperare il post che era finito un po' in fondo a una pagina (almeno nel mio modo di visualizzazione), trattandosi di un discorso di più ampio respiro mi occorrerà un po' di tempo da dedicare a una risposta dignitosa e non estemporanea. :-)
  18. Certo, di base sì, il discorso su "angeli/apostoli" NON trova in quel discorso ALCUN tipo di corroborazione. Il discorso su apostoli/ANGELS si limita, obiettivamente, alla stringente questione linguistica che opponevo proprio a te in quella maniera brusca e più brusca che ho usato - proprio enfatizzandone la necessità stringente, quindi sì, è chiaro che HAI RAGIONE. Il discorso sulle varie "redazioni" del canovaccio SF di Eva, e dei vari "pezzi rimasti in giro" è un discorso collaterale da intendersi alla stregua di "curiosità" - anche interessante, ma è collaterale. Il discrorso su l'ispirazione da The Sentinel -> Hogan (Inherit the Stars) viene da un intervista a un interno della GAINAX (e qui chiedo scusa, ma nei mesi passati ne ho lette davvero tante), ma soprattutto trova conferma diciamo "interna" in molti elementi che corrono da Nadia a EVA: in primis "Adam" come "primo essere umano", in di gigante, creato/inviato da dei creatori alieni, e rinvenuto come antichità primordiale. Il discorso di Ritsuko alla fine dell'Ep.23 è ancora l'eredità più diretta di ciò. dove si parla di Adam come di "un dio" di cui gli umani "tentarono di impadronirsi". Questo torna anche con quanto detto nell'episodio 21, dove il "progetto ADAM" e il "progetto E" sono due cose distinte (e la cosa perdura in vari episodi della serie). Ma come sappiamo fu una storia scritta, riscritta e rimaneggiata in corso d'opera un sacco di volte, alla ricerca di una forma in cui tutto più o meno tornasse, che ovviamente non è mai stata trovata.
  19. In verità anche il legame con MARS c'è nelle pagine precedenti, presentato come la mera "ispirazione allusa in materiali collaterali" che si dice. :-) Ma non contrargomentavo questo, era per dire sul "l'attore avrà dovuto correre sulla frase". :-)
  20. Però sono tutte cose dette e ripetute in questo stesso thread, con maggiore dovizia di particolari... ^^; Come dicevo prima, auspico ben altra summa e compendium sulle "nostre" pagine.
  21. Allora chiedo io: qualcuno (ElBarto?) prima diceva di Kaworu pronunciato come "cauòru"... ma davvero? °_°
  22. In genere cerco di farlo anche io, come in questo caso. E poi torno ancora a editare, tant'è che il 99% dei miei post è "edited"... ^^; Ma nonostante tutto, refusi ancora restano. :-(
  23. Adesso propvo a scrivere senza fare alcun opassaggio di rilettura prima di postare. Se riescu a destruttrare in "reverse engeneering" la logica dei refusi per come si generano fuori dalle mia mani sei davvero super. Perché io stesso non ci riesco, e ci ho provaro. Alcuni si producno per vicinanza di tasto (inprecisione), pare. Altri per larenza tra mano dx e six, pare, altri ancora per "salto" di moviemtnod i mano su perioro, pare. Me ne diceva qualcosa qualcuno che si occupava di dislessia, ma boh. Tutto a cso. Mi sono piuttosto pesso scusato con i lettori, ma c'èè da dire che questa è una prova che non mi ero mai permesso di fare.
  24. A parte la malafede a cui faccio fatica a credere, non ho risposto molte volte? Ripeto: – sulla scelta terminologica, la concordanza/disambiguazione di più termini differenziati all'interno della stessa area semantica – sulla morfosintassi, la volontà di a) mantenere il soggetto dalla battuta precedente e b) mantenere in chiusura di battuta un determinato concetto, per dinamica di adattamento sulla sceneggiatura ma credo davvero l'avessi detto più volte di già, no? Che poi a te, come ad altri, queste mie scelte non piacciano, e conducano a un risultato che non piace, figurarsi: va benone, no? Comprendo che tu abbia inteso fare di questo puntuale caso un esempio estensivo di tutto il riadattamento di Evangelion e di tutto il mio modo di operare, e in effetti forse è anche sensato benché un tantino pretestuoso, ma del resto ho proprio poc'anzi riferito della mia logica di adattamento generale, ancora e ancora, e direi non per nulla si è convenuti con dei miei "detrattori" sul fondamento della diversità di visioni, e di giudizio, no?
  25. Posso però confermare che tutti, e dico tutti, i dialoghi di questa "nuova versione" sono più "corti" dei corrispondenti vecchi in media di un 15%, che non è affatto poco. :-)
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