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Shito

Pchan User
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  1. Non credo tu abbia da scusarti. Giustamente, la sensibilità di ciascuno è soggettiva. Non so come sia stata recitata quella scena. E' un crescendo molto difficile. Miyamura Yuuko fece un capolavoro in Rebirth, e poi lo migliorò in Air - davvero un "caso di studio" nel settore del doppiaggio, secondo me. Sono personalmente convinto che Sara Labidi sia la doppiatrice italiana ideale per Asuka. Giuro che quando l'ho reincontrata, il doppiaggio era concluso, mi sono personalmente scusato per averla suggerita e caldeggiata per una parte tanto tragica. Datemi del matto fissato, ma Sara è giovane, e l'episodio 22 è l'episodio 22. Detto il che, non so quanto abbia avuto modo e guida e indicazione per quella particolare scena. Da cui la resa interpretativa. Da cui, credo, molto dell'effetto emotivo che se ne ottiene.
  2. Air, quando Asuka è nell'UnitàDue dentro al lago sotteraneo del GeoGront, prima di "risvegliarsi" ritrovando l'anima della madre dentro al "suo" Eva. A naso, direi una ventina, ventidue minuti circa in Air (ovvero: 25').
  3. Di quella frase, però, si è già detto in dettaglio. E' un mantra infantile che Asuka ripete quando è ancora in stato pseudo-catatonico e regressivo (posizione fetale). E' quello che diceva quando, da piccola, la madre voleva strangolare anche lei. (infatti se ne sentono le voci mortifere in sottofondo: isshoni shinde choudai!) Soprattutto, deve "finire" con la particella di negazione, perché è quella che si ripete e che spicca nell'urlo finale. ^^;
  4. Più che altro, per DICHIARAZIONE dell'AUTORE, "La Tomba delle Lucciole" NON intendeva essere un film patetico, men che meno strapplacrime. Lo era diventato nella vecchia edizione Yamato, molto "disneyanizzata" nei dialoghi, povero bambino, mondo cattivo. Solo che questo NON era quello che Takahata Isao aveva fatto, e intedeva di avere fatto, e l'ha dichiarato a più riprese. Takahata aveva fatto un film per la riflessione etica sulla condotta di un ragazzino viziato in un momento di obiettiva crisi. Quindi, se la nuova versione non fa proprio piangere, sono davvero felice. Ammetto umilmente che per me c'è solo una scena che mi fa piangere un po' sempre, sempre, Spiagnucolare, diciamo. :-(
  5. Volutamente grottesche, o ambigue, o oscure o ostiche. A volte (non sempre) capita che certe frasi o espressioni siano intese così. Per fare un esempio banale, nel commentario audio a Nausicaä della Valle del Vento, inciso da Anno Hideaki (proprio lui) e il viceregista Katayama, loro dicono schiettamente che "Miyazaki usa un linguaggio strano" "fa parlare i personaggi in un modo complicato, chissà per ché", ma poi soggiungono "bhe questo però da un sapore particolare ai suoi dialoghi". E sono Anno e Katayama. Due giapponesi che parlando dell'opera giapponese. E' solo per fare un esempio. A volte inconsciamente presumiamo che un'opera straniera sia di certo "semplicissima" alle orecchie del suo originale pubblico di riferimento. Magari non è così. Con certi autori spesso non è così.
  6. E' vero che in genere scrivo testi solo per me stesso, nel senso: che diriga io stesso. E questo non perché io sia "faccia il prezioso", ma perché avevo visto sul campo che i miei testi in mano ad altri direttori sono ostici. Questa cosa la imparai definitivamente ai tempi di Casshern di Kiriya Kazuaki, altro film dai testi molto particolari di suo. Ci sono eccezioni: una è stata BLEACH, per la grande stima che nutro nei confronti di chi l'ha diretto, e delle persone che mi hanno coinvolto. Nel caso di Eva, si trattava del mio forte legame con l'opera, sì. Come ho scritto, i tempi serrati non mi avrebbero in nessun caso permesso di seguire in sala le lavorazioni. Ho avuto molte garanzie da parte dell'azienda di doppiaggio che i testi sarebbe stati toccarti il meno possibile in sala, cosa che mi pare sia stata rispettata. Come dicevo avrei amato poter collaborare di più, magari persino a distanza, per l'interpretazione delle mie frasi/battute più ostiche, ma i tempi (anche in sala) erano parecchi serrati. In qualche modo, credo che ciascuno abbia fatto del proprio meglio.
  7. Questa è una domanda terribilmente precisa e sensata, di cui ti ringrazio. Metti il dito su un punto che ho pensato e ripensato, di cui non sono mai sicuro. In senso stretto, dico linguistico, credo che tu abbia ragione. Per contro, gli "Stati Uniti" sono un solo... stato, in questo caso. Ambiguità. Anche "paese/paesi" è un termine molto ambiguo. Quindi abbiamo optato per rendere il termine generico giapponese "kuni" (国) come "nazione2 in senso nonstretto, quello che tu definisci, ma più generico: Da Treccani: b. Più spesso, l’unità politica realizzata in uno stato nazionale (in questa accezione, come nella seguente, anche con iniziale maiuscola, quando ci si riferisca alla propria nazione, o in partic. denominazioni): la bandiera, l’esercito, i confini, il territorio della n.; le ricchezze della n.; il governo della nazione.
  8. Grazie a te. Sarò sgradevole (spesso lo sono, mi scuso), sarò pedante (lo sono sempre, mi scuso), ma disonesto no. La frase che tu proponevi era contenutisticamente equipollente alla mia. Non potrebbe dirsi "sbagliata", è un fatto. :-) E' quindi un discorso di resa e di opportunità [a.k.a. "adattamento]. Il fatto che io reputi ancora la mia più opportuna, per i motivi che ti ho illustrato, non vuol dire che ora tu (o chiunque altro) non possa propormi un'altra versione ancora che io stesso considererò migliore di quella che ho usato. L'adattamento di una frase è sempre "perfettibile". E comunque c'è anche dell'opinione soggettiva in gioco. :-)
  9. Sbagliato? Nulla, direi. Non cambia obiettiva<mente il contenuto. Credo sia peggiore [meno opportuna] di quella impiegata da me perché: 1) più lunga (c'è poco spazio in quel "di schiena", verifica pure, e 2) meno grottesca, l'effetto di "eccessiva formalità" è inteso e ricercato. In combo con il tuo avatar, sono sinceramente commosso. Ninamon. Che riesce a saltare l'asticella. Another Morning.
  10. L'occasione sarebbe semmai QUELLA (dato che è quella di vari giorni prima). Sicuro di sapere di cosa (che scena, che dialogo) parli?
  11. Nessun peccato. Se tu credi che "adattamento italiano" significhi "far parlare dei giapponesi come se fossero italiani", beh io non lo credo. Io credo che ci sia differenza tra parlare DA italiano e parlare IN italiano. E credo che un adattamento di un'opera straniera debba ragionare sulla seconda ottic, ovvero mettere la lingua d'arrivo AL SERVIZIO del contenuto di quella d'origine. Inoltre, no, tu non DEVI niente. Non ti obbliga nessuno. Tu PUOI capire, se VUOI. Tu puoi fare quello che vuoi.
  12. Novità: è la frase di un ragazzino GIAPPONESE, che si comporta, pensa e parla da ragazzino GIAPPONESE. La "senti" in italiano solo per il "trucco" della traduzione, ma *dovresti sapere* che quelli DENTRO la realtà narrativa (dentro la quarta parete) sono giapponesi che dicono cose di giapponesi, anche se tu li senti IN italiano per lo "schermo magico" del doppiaggio. :-)
  13. VELDOM: "shawaa ha inochi no sentaku yo" è Misato, è proprio così, un po' semplicistica, un po' ruspante, un po' colorita, molto femmina :-) Tu stai reinventando i dialoghi di un'opera altrui a tuo gusto. Fa' un'opera tua e fa' parlare i tuoi personaggi come vuoi tu.
  14. Però ora facci caso. Poi sappi che in originale dice PROPRIO "bucato" (sentaku). E quindi fai caso che la scena (grafica) non è casuale. Quindi per inventarmi un po' di "poesia" falcio via tutto questo? No. Non devo mica rendere Misato "evocativa" o che. Devo farti sapere cosa dice. Cosa dice davvero. Così che se tu vuoi, se TU VUOI, tu POSSA capire. Se cambiassi, tu non potresti capire. Anche se tu volessi. Quello che io togliessi, tu non lo sapresti mai. :-( Quindi il mio PRIMO obiettivo è "togliere il meno possibile, aggiungere il meno possibile". Che non è mai possibile al 100%, ma uno prova ad avvicinarsi quanto più gli riesce.
  15. Dimenticavo: "Ci scusi per l’ingente incomodo datovi nel frangente” . Mi dispiace se divento franco ma... bisogna guardare la scena e contestualizzare i dialoghi: Samo nell'episodio 4 - Kensuke e Touji vanno a cercare Shinji, che si è assentato per più giorni da scuola, ma la porta viene aperta da "una sventola", ovvero Misato. Questo imbrazza Kensuke e soprattutto Touji. Kensuke, che è abile con le parole, inizia a parlare con cortesia da ruffiano. Touji, che è goffo, inizia a parlare con cortesia affettata e sovrenfatica, andando su con la voce e "coprendo" Kensuke, che ne è pure *visibilmente* indispettito. Sono dialoghi. Bisogna guardare le scene.
  16. Non credo fosse (che sia stata detta) una finalità, ma un semplice "anche se dovesse far ridere ridere tutto sommato è OK, perché il personaggio è ridicolo di suo". :-) Matteo: qui c'è il caso del visivo (il bucato appeso che imbarazza Shinji), e inoltre quella di Misato NON è un modo di dire giapponese, è ancora una volt una cosa che dice lei. :-) (non cerco di farti piacere la mia scelta, te ne spiego solo le ragioni obiettive)
  17. quello sembra un po' regionale e molto assonante con "cicchetto" (shottino di vino). Considerando la predisposizione di Misato ad alzare il gomito, direi di evitare quella assonanza non presente
  18. Grazie per il consiglio, Lele! Frattanto ho provato ad avviare un SE nuovo di zecca che si è rivelato DOA (boot loop) al primo avvio. OK.
  19. Verissimo. Il non plus ultra dei tempi andati era una frase da "Junbee Ninpouchou" (Ninja Scroll), in cui lei diceva tipo: "Sono Kagero, dei ninja Koga, e devo andare a Kakkyo" - o qualcosa di simile.
  20. Suvvia prode Alex, Matteo mi stava solo trollando, e con simpatia. :-) Direi che ha colto la vera atmosfera di questi lidi meglio di tanti!
  21. Posso dire che Matteo mi è simpatico, perché è arrivato qui da contestatore, ha avuto qualche risposta, e presa placida coscienza della differenza di vedute si è ben instaurato come un amichevole interlocutore? :-) Pollice su!
  22. In genere anche l'umorismo, come la malizia, è nella volontà/subconscio del "lettore" (fruitore). Ho sentito di molte persone che non hanno né riso né strabuzzato a "IL diobestia". Io stesso sono andato a vedere il film in sala: Roma, Cinema The Space - Moderno. Nessuna risatina in sala. Non ero solo. Se poi uno si predispone alla risata, riderà anche per degli zombie che battono sui cancelli, perché invece di pensare come me a "clang clang clang" fa subito il maliziosetto di terza elementare. :-)
  23. Kiba: :-( Anche uno che dice "non sparano" mentre si ripara DAI PROIETTILI è notevole, eh.
  24. Sì, lo è. Devo dire *onestamente* che da molte critiche mosse sinora a me pare che la maggioranza dei miei testi NON siano stati cambiati, e questo mi era stato anche garantito, in effetti. Che poi taluni testi siano stati cambiati e questo abbia introdotto errori marchiani (che contraddicono IL VIDEO, come riportava Denchan) è un'altra brutta storia. :-( Questo sarebbe il diminutivo di un diminutivo, non una variazione capestra come in originale. :-)
  25. Ci avevo pensato, ma poi ho ritenuto che sarebbe suonato ispanicheggiante, e indebitamente. E quindi l'ho scartato.
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