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Shuji

Troll
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  1. Pero', vedi, io sono dell'avviso che tra i compiti di un autore ci sia anche quello della divulgazione, del comunicare non solo cio' che si desidera, ma 'elargire' anche strumenti in piu' per la crescita personale. In quest'ottica, per quanto stia sul c*lo a molti, Tarantino non ha mai fatto segreto di chi citasse, e nel suo ultimo film ha 'scoperchiato' tutto un'insieme di film di genere, con citazioni puntuali e riscontrabili, che magari potevano oramai essere nel dimenticatoio. Sara' una fisima mia, ma chi scrive una storia e ottiene attenzione=fiducia dal lettore o spettatore che sia, ha anche il dovere ovviamente morale di mettere nelle condizioni di fruire appieno del punto di vista indicato nella narrazione stessa, con anche La citazione che per me e' un riferimento preciso per 'allargare' il discorso che l'autore stesso sta facendo in quel momento. Sembra strano, ma non sono pochi i film che seguono questo 'modus operandi', restando sul giapponese, il pur 'insondabile' Oshii, in Avalon ha posto ed indicato tutta una serie precisa di opere per seguire meglio il discorso. Attenzione, non sto facendo o parlando di fare un discorso 'didascalico' con 'nomi di questo o di quello', ma dare un senso al discorso citazione, sia come gioco, sia soprattutto come approfondimento del discorso fatto dall'autore nella sua storia. L'autoreferenzialita' sinceramente non mi ha mai molto convinto, e' figlia di un'ottica di sfruttamento meramente commerciale che non condivido. Non possiamo continuamente 'avvitarci' sempre sulle stesse cose, viste in modo differente. E' divertente, del resto il bungee-jumping ha avuto un ottimo riscontro di pubblico, ma non e' neanche male fare altro.
  2. (Come fomentatore pero' non me la cavo male )
  3. Ecco, vedete, il discorso e' anche quello, sono riferimenti (omaggi al massimo molto piu' che citazioni come visto prima) ad elementi di natura soprattutto 'otaku'. "E' riportato in mille mila cose" (sempre in riferimento a talune occasioni ed ambienti specifici). "C'e' anche questo e quello" (sempre comunque circoscritti ad un ambiente determinato). Eppure, il riferimento in se' e' sempre ad altre serie. Tali serie originariamente facevano riferimento in qualche modo a qualcosa che non siano state loro stesse? E' "possibile", ma quel riferimento si e' del tutto smarrito. E il riferimento 'nuovo' in relazione alla sola opera in se' risulta quindi sterile. E' un opera di 'sedimentazione', come nella costruzione delle citta' sopra le rovine delle citta' precedenti; riferimento su riferimento, ma alla fine nessuno si ricorda il perche' delle cose, ma non solo, alcuni (e' inevitabile) non si ricorderanno non solo il perche', ma il 'chi' ha originato tale o tal'altro elemento. Sta diventando tutto molto auto-referenziale, in una sorta di curioso sviluppo verticale, a 'sedimentazione' successiva, mentre le storie in realta' dovrebbero avere uno sviluppo piu' "orizzontale" in modo non solo di avere sopra di se e dentro di se i 'link' a storie precedenti, ma di modo anche da poter mostrare la 'trama' stessa dei collegamenti, l'evoluzione, la novita' in se'. Tale sviluppo 'verticale' e' singolare, mostra in se' segni deleteri di autoreferenzialita' accesa, implica che alla fine si tende a raccontare solo un punto di vista differente di una storia, e non una nuova storia. Implica anche che basandosi su tali elementi il pubblico di riferimento e' sempre il medesimo, e man mano che quel pubblico cui e' mirato si allontana, il nuovo arrivera' o a non seguire quanto trattato per la cripticita' delle citazioni, oppure a riconoscere come 'originarie' le citazioni non evidenziate tali ad altre opere, nelle nuove. Io vedo un percorso che porta molto al cortocircuito autoreferenziale. Altre serie faranno riferimento a quell'immagine nello specifico di quella serie. Tra qualche anno poi quelli che vedranno quell'immagine la' si ricorderanno solo che e' Kamina. Altri, pochi, si ricorderanno le vere origini. Ma e inevitabile una cosa. Tutto questo modo autoreferenziale di realizzare opere, in realta', non porta da nessuna parte.
  4. Credo che una citazione del genere voglia comunicare solo una cosa: si tratta di una cosa importate per chi la fa, più che per chi la guarda. Si tratta di un atto di assoluta devozione a un qualcosa, in questo caso il finale di Ashita no Joe, che ha valore per chi lo manifesta ... e poco importa se la cosa è colta, o persino condivisa, dal pubblico. Dopotutto si tratta di una scena splendida che, se anche non dovesse godere del richiamo a Joe, di certo non perderebbe di forza o efficacia. Io l'ho trovato un tocco di classe non da poco e una scelta assolutamente di cuore. Per quanto riguarda chi la possa cogliere è difficile dirlo: io l'ho beccata subito, cosa facile, credo, per quasi tutti quelli della mia generazione, cresciuti a robottoni e mazzate ... mentre la cosa si fa molto più difficile per i ragazzi più giovani. Ho un amico di pochi anni più giovane di me che, nonostante si professi "appassionato di manga e Giappone", conosce molta meno roba "storica" di me ... e lui di Ashita no Joe (o di Rocky Joe) non ha mai sentito nemmeno parlare. :lol: Ma, come ho detto, non credo che questa sia una citazione pensata per essere colta. E' curioso pero' che alla fine un certo tipo di citazioni siano sempre piu' ad uso e consumo di chi realizza un prodotto. Non so se sia piu' indice di autori che piu' che raccontare 'assemblano' le proprie storie giocando con quello che e' piu' piaciuto loro in passato, o di un pubblico che sta perdendo la memoria. Trovo interessante alla fine che tra le due istanze si inserisca alla fine la realizzazione di opere che progressivamente non affondano le loro radici nel passato in modo evidente per tutti, ma si nutrono praticamente di se stesse, tendendo a sovrascrivere la memoria stessa. Mi sembra sempre piu' che gli autori non abbiano piu' voglia di raccontare storie, ma di 'giocare' con cio' che e' loro piaciuto in passato, cercando di comunicare non un 'qualcosa' ma proprio 'quelle' sensazioni che in passato quelle opere 'ora rimasticate' hanno dato loro. E' come se per quella generazione di autori non ci fosse futuro, e che cio' che per loro vale la pena di raccontare e' solo lo spettro di un insieme di emozioni del passato.
  5. Shuji

    TV 26"

    I canali a pagamento non mi interessano e ai miei anche di meno. Ovviamente sono tutti modelli col DVB-T. A me come "extra" piacerebbe poter collegare con l'usb una chiavetta con un film (molto più pratica di lettori divx e dvd) e farla funzionare in maniera autonoma. Personalmente sono attirato dal primo (prezzo) e dall'ultimo (completezza) in quanto entrambi full hd a differenza degli altri che sono hd ready. Non e' questione di 'interessare o meno', ma proprio se hanno o meno una cam relativa gia' nel prezzo iniziale. E' un costo in piu' in futuro se non e' compresa nel prezzo, e questo al di la' se si ha intenzione o meno di usare quel tipo di servizi. Quanto dici tu della 'chiavetta' puo' poi essere un simpatico gadget di alcuni modelli (forse), mentre e' piu' tipico proprio di alcuni tipi di decoder PVR. Resta il mio consiglio spassionato per restare in ambito samsung/sony. Alcuni mi hanno detto buone cose di alcuni modelli philips, ma per quanto riguarda la mia esperienza, mai ne prenderei uno.
  6. Perché? C'è una regola sulle citazioni?XD Comunque io l'ho colta alla seconda visione. Nel senso; e' bello inserire una citazione quando e' tale e distinguibile, se oltretutto orientata ad un pubblico particolare, diventa anche un gioco d'arte (Tarantino su ste cose ci sguazza, ma le evidenzia e comunque sono chiare). Usare una citazione forse non cosi' tanto riconoscibile, ha realmente senso? Proprio perche' manca la componente di 'gioco' con lo spettatore. O si parla di "omaggio"?
  7. Il problema appunto e' che dopo quella scena c'e' un montaggio fatto ad arte (solo in Italia, precisiamo) con una sequenza mi pare immersa in un bucolico paesaggio con lui (e una lei? C'era una lei? Boh) che si mostrava vivo. La potenza della sequenza e dell'immagine c'e' tutta, ma e' un po' come dire che alla fine Giuletta e Romeo si sposano e vissero felici e contenti. La famosa scena madre di la' assume i contorni di una farsa. E sta cosa della scena finale di ashita no joe in Italia, non credere sia poi cosi' stranota, eh. Ecco qua proprio non ho idea, certo ogni tanto ripoppa, il che e' indice che *per gli otaku almeno* e' celebre, ma mi piacerebbe capire se e' considerata piu' come 'un mattone' da inserire in una costruzione ogni tanto, per i giapponesi, oppure e' proprio celebre di per se'.
  8. 'na marea di manly tears
  9. Parli del Giappone o dell'Italia? Perché nel primo caso penso che l'abbiano colta in molti, non parliamo di un manga/anime sfigato che nessuno conosce. E anche chi non l'ha colta probabilmente ha poi comunque scoperto da dove veniva. Senza contare che veniva dopo altre citazioni evidenti di Ashita no Joe. Parlo in Italia soprattutto, visto che proprio in Italia e' una serie sfigata Si parla tanto del doppiaggio di Saint Seiya, ma cosa dire di questa in cui i nomi dei personaggi cambiano tra le due stagioni, e che soprattutto ne e' stato riscritto il finale con un montaggione finale osceno? Per il resto, siamo cosi' sicuri che in Giappone sia un tipo di citazioni colte 'al volo'? Parliamo del resto di una roba di almeno una trentina d'anni fa, saranno 40 parlando del manga.
  10. Shuji

    Siamo pronti per gli E-manga?

    Ma guarda che se il tuo dubbio e' se toglie o meno mercato o si sostituira' al volume o che di carta, ti puoi tranquillizzare, non lo fara' mai. Allarghera' potenzialmente il numero di proposte fatte, ma ci sara' sempre una quantita' notevole di persone che vorranno il tutto stampato su carta o simili (a seconda del prodotto in questione). Al massimo talune edizioni attuali diventeranno ancora piu' di nicchia, piu' costose, e probabilmente piu' curate, ed arriveranno magari se non contemporaneamente alla distribuzione altra, a ciclo produttivo magari non finito ma piu' in la' nel tempo. Ma questo e' GIA' nell'aria, con le edizioni come vengono realizzate ora, eh...
  11. Ho una domanda da farvi. Secondo voi, questa citazione qua: in quanti l'hanno colta? E se e' un qualcosa che non e' facile o immediato da cogliere, ha davvero un senso farla?
  12. Shuji

    Siamo pronti per gli E-manga?

    Eh, lo spazio e' oggettivamente un problema. Infatti ad una certa eta' magari si mette da parte, si colleziona, il problema poi e' che a furia di collezionare se non si ha molto spazio a disposizione, praticamente 'dedicato' a questo scopo, ci si riempie di roba. Io avro' buttato negli anni qualche migliaio di volumi (anche originali), spillati, etc. E il problema rimane lo stesso, perche' sempre negli anni tieni delle cose specifiche soltanto, ma poi anche queste si accumulano. Non e' un caso se da qualche tempo e' nato un certo 'business' di depositi che affittano per una misera al mese degli spazi frazionati si' per gestire le proprie cose per un trasloco, ma anche per smaltire sgabuzzini/magazzini/situazioni del genere.
  13. Shuji

    Siamo pronti per gli E-manga?

    Fensah, te stai facendo un discorso basato su meccanismi che ancora non sappiamo in Italia quali saranno nello specifico Non sappiamo se si usera' un prodotto 'a scadenza', se si potra' tenere o per quanto, etc. Per questo motivo piu' che fare un discorso ideale (e se ho fatto numeri e percentuali e' perche', credimi, questi numeri li conosco molto piu' nel dettaglio di quanto immagini ) stavamo parlando facendo un passo indietro, piu' che avanti, accennando a meccanismi particolari. Parlando di cio' che ora c'e', e' indubbio che i manga abbiano avuto una impennata di costi abbastanza ridicola, per non parlare dei mega volumi planeta di comics e affini. Di per se gia' questo indica un fattore preciso, che ci si sta rivolgendo sempre piu' ad una nicchia di utenti, per la maggior parte di pubblicazioni in fumetteria. E' scontato che l'estremizzazione di tale discorso sia che si arrivera' ad avere edizioni sempre piu' care e sempre piu' per l'hardcore fan. Ma tutto questo altro non puo' che generare numeri risibili, specie nella lunga distanza. A controprova e' visibile il fatto che gli editori di tali pubblicazioni stiano cercando altri canali distributivi, perche' a parte alcuni titoli (vabbe') si sta sempre piu' arrivando se va bene alla sussistenza. Progressivamente, per un motivo oper l'altro, si stanno tagliando fuori sia gli occasionali, sia tutta una fascia di lettori che magari sarebbe pure interessata ad un certo tipo di prodotto. Ma la distribuzione ha un costo. Ecco che saltare un anello della filiera del delirio produttivo aiuterebbe non poco. Per dire. E' da qualche tempo che si legge il Dazieri di Mondadori, editor, parlare di E-Book, anche se ancora limitatamente al discorso fumetti e piu' per altro ancora. Mi pare che il segnale sia chiaro a riguardo
  14. Shuji

    Siamo pronti per gli E-manga?

    Il prezzo si puo' superare SOLO se c'e' un'offerta tipo quella che accennavo. Che poi alla fine si torna sempre alla 'massa critica' di un certo numero di prodotti tali da poter avere offerta tale da avere visibilita' e funzionare come struttura distributiva. In commercio (e marketing) vale ad esempio un concetto basilare; la gente cerca sempre scuse per NON comprare qualcosa. E la prospettiva di spendere 'tot' soldi per non avere *subito* una controfferta in bundle, e' un deterrente fenomenale. Di piu', so anche di una 'certa' quantita' di contatti da varie strutture italiane che sono GIA' interessate a questo tipo di discorso distributivo che hanno contatto ad esempio Bonelli, che comunque pare non avere accettato di fornire contenuti. Alla fine e' sempre quello il discorso, che e' lo stesso per mettere in piedi una struttura distributiva, che e' lo stesso per poter mantenere in piedi portali: I CONTENUTI. SE questi non ci sono di una certa quantita' ma soprattutto di quantita' costante ed aggiornata, anche se il lettore fosse gratuito, non se lo prenderebbe nessuno.
  15. Shuji

    Siamo pronti per gli E-manga?

    Io e' da una vita che ne parlo, quindi piu' che d'accordo non potrei essere ^_^ Fensah, il punto e' questo. Uno dei principali problemi, se non IL problema di questo secolo per le varie attivita' produttive ha un unico nome: Distribuzione. Per i costi di distribuzione se ne parte una quantita' quasi indecente di ricavi, oltre all'annoso problema che essendo settore vitale, la distribuzione e' generalmente in mano a 'poche' persone in base alla loro influenza financo alla proprieta' dei mezzi di distribuzione. Riuscendo ad abbassare al limite tali costi, e unendo il fatto che non ci sono spese vive per la tipografia, gli e-manga partono gia' di per se' con la possibilita' per singolo numero, tra spese lazzi e sprazzi, di costare almeno un 60-70% in meno rispetto al normale costo di copertina. E parliamo tra l'altro di introiti quasi 'puri' da spese (bisognera' poi vedere i costi di gestione e di questo tipo di distribuzione, e qua penso se ne vedranno delle belle, perche' per essere insieme concorrenziali e spingere il canale distributivo dovranno essere *BASSI*, e non ce lo vedo questo discorso nel dna degli attuali distributori per le fumetterie). Inoltre, in questo modo si stimolerebbe la 'creazione' di iniziative e di editori 'puri', che man mano diventerebbero non piu' gestori di flussi di anticipi e di carta per la stampa, quanto meri realizzatori e rivenditori di CONTENUTI. Le tecnologie usate per i lettori poi o sono OLED e non stancano *affatto* la vista (cosa diversa invece se uno ha presente un tipico display lcd-tff magari pure retroilluminato tanto per bruciarsi meglio gli occhi), e usano o questa o derivati o cose similari. Resta l'unico problema che e' il costo INIZIALE dato dal lettore. Mia previsione: quando ci sara' un lettore che gia' di per se non costa molto, e il produttore di tale e-book avra' stretto piu' che sufficienti accordi per avere diversi CONTENUTI sulla sua piattaforma, e sia lui che qualche catena di rivenditori, o qualche iniziativa similare potra' fare un discorso tipo questo: *Con il lettore PINCOPALLA puoi scegliere insieme all'acquisto tra; Biblioteca Fantasy; 40-50 libri precaricati, oppure Biblioteca Rosa; l'opera omnia di liola', Biblioteca Fumetti; tutta la collana apparsa su Repubblica in digitale per te, etc.* Allora, e SOLO allora, si creera' un percorso di natura parallela. QUANTO poi questo percorso si potra' sovrapporre al discorso cartaceo e' un'incognita, sostituire mai per una marea di motivi. PERO' diventera' sempre di piu' il 'medium' distributivo per chi vuole solo LEGGERE delle cose come prima cosa, anche perche' gia' ora al di la' di tutto, in fumetteria ci sono volumi che costano quasi oramai a livello normale sui 7 euro. 7 euro sono quasi 15.000 delle vecchie lire. Gia' ora questi prezzi stanno facendo cernita non da poco tra i clienti, e c'e' tutto un microcosmo di gente che vuole suolo LEGGERE delle cose, senza avere un'edizione rilegata in pelle umana.
  16. Shuji

    TV 26"

    Samsung o Sony Bravia e vivi tranquillo (visto che parli anche di dtt, verifica se hanno gia' o meno la CAM per le schede per i canali a pagamento, si sa mai, esistono pure quelli )
  17. Shuji

    ONE PIECE

    OK, se faccia sotto chi ha intravisto il capitolo zero
  18. Shuji

    Windows 7

    reset pure a te oggi, l'aggiornamento automatico?
  19. Shuji

    Windows 7

    Te c'hai davvero un curioso rapporto con i pc Per chiederlo pero' mo viene la curiosita' pura e semplice: PERCHE'?
  20. Shuji

    Windows 7

    E che avrebbe la parola kernel de proibito?
  21. Shuji

    ONE PIECE

    DUNQUE. E vai di anticipazioni.
  22. Shuji

    sciuggi se bagna

    Questa mi mancava... Capisco sfiga, ma rosa? Va beh, giusto per curiosità si tratta per caso di un "montaggio" di vari episodi della serie o è un film a parte? Una mia amica neomamma mi aveva chiesto se le trovavo questa serie... :goccia: Rosa per via della specifica componente femminile del soggetto che la veicola Sinceramente, non ne ho idea, io punterei sul montaggio, comunque.
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