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Giusto per fare chiarezza:

sono soggette ad IVA tutte le importazioni (da extra UE a UE), anche tra privati.

Le condizioni che riporta Shuji devono verificarsi contemporaneamente per avere la non imponibilità. Quindi sono non imponibili le operazioni fra privati prive di carattere commerciale che non sforino i 45€. Suppongo che raramente ci si faccia arrivare qualcosa dal Giappone o dagli USa che costa meno di 45€, per cui l'IVA è effettivamente quasi sempre dovuta.

 

Normalmente, a determinate condizioni, è possibile chiedere il rimborso dell'IVA per gli acquisti esportati personalmente. Non so esattamente se la Svizzera abbia una legislazione simile alla nostra, ma dovrebbe essere possibile comprare un iPad in Svizzera di persona, portarlo in Italia, e farsi rimborsare l'IVA Svizzera alla dogana.

Modificato da pippov
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No, Pippov, non ci siamo.

E' esatta la contemporaneita' di condizioni, ma non l'ambito specifico di applicazione.

 

Punto primo; se una transazione e' tra privati, assai difficilmente ci sara' una fattura.

Ergo, il calcolo di una possibile imposizione iva e' molto aleatorio e lasciato alle dichiarazioni mandate all'ufficio dogane.

 

Punto secondo; se una transazione e' tra privati *ipso facto* non e' compiuta a fini commerciali

 

Punto terzo; ti stupira' forse ma non tutto quello che si puo' mettere in un pacco e spedito 'overseas' supera i 45 euro *per pacco* (e assai difficilmente nella franchigia per consuetudine si computa il valore del pacco in se' insieme alle spese di spedizione).

 

 

IL PROBLEMA invece e' che molti sono rimasti ad almeno 20-30 anni fa e sono convinti che dichiarare 'GIFT' o valore ZERO sul pacco sia garanzia di non pagare nulla. QUESTA e' la prima cosa che si impara, se ci si spedisce materiali tra privati, o ex demo tra societa', o materiali di altro vario tipo, e' sempre necessario indicare un valore, anche se si spediscono solo documenti.

(Nel pro forma invoice per l'appunto si indica, poi si specifica cosa ci sia, in caso di materiali rispediti indietro per danni si indica in un altro modo ancora, etc)

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Premessa, la prassi non la conosco. Ho davanti un Frizzera e da qui leggo. Mi ha incuriosito la discussione e sono andato a controllare...

 

Punto primo; se una transazione e' tra privati, assai difficilmente ci sara' una fattura.

Ergo, il calcolo di una possibile imposizione iva e' molto aleatorio e lasciato alle dichiarazioni mandate all'ufficio dogane.

 

Punto secondo; se una transazione e' tra privati *ipso facto* non e' compiuta a fini commerciali

 

Importazioni: sono imponibili in Italia anche se effettuate da soggetti privati non imprenditori. Il tributo è dovuto per il semplice fatto obiettivo dell'importazione, indipendentemetne dai presupposti soggettivi. Per mitigare l'effetto di questa norma sono riconosciute franchigie, che sono quelle di cui sopra.

 

Punto terzo; ti stupira' forse ma non tutto quello che si puo' mettere in un pacco e spedito 'overseas' supera i 45 euro *per pacco* (e assai difficilmente nella franchigia per consuetudine si computa il valore del pacco in se' insieme alle spese di spedizione).

 

Non mi stupisce affatto. E infatti dico "nella gran parte dei casi", e mi riferisco ad acquisti.

Poi, è vero che le poste e i corrieri dei limiti se ne fregano, e tassano tutto quello che gli passa in mano.

Ma se pago un'IVA non dovuta posso fare richiesta di rimborso all'agenzia delle entrate, in carta semplice. E in 2-3 anni mi arriva a casa il mio assegnino circolare da 10€... ^^

Modificato da pippov
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2n9jhus.gif

 

nella fattispecie, il fatto stesso che le transazioni siano tra privati, comporta un'assenza di fattura che viene sostituita da un 'pro forma invoice' o da comunque una dichiarazione delle parti (tipicamente del destinatario in assenza di note del mittente). Devo essere molto piu' esplicito su cosa questo comporti? 12.gif

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Oh, ma quanto la state facendo lunga? :rotfl:

 

Se io vado a Lugano a cattare un qualsiasi prodotto lo imbosco sotto il sedile dell'auto e al doganiere che ti dice "Ha qualcosa da dichiarare?" dico "No" e tanti saluti :rotfl: Già fatto millemila volte, eh (e sospetto anche gli elfi ne sappiano qualcosa della nobile arte del trollare il doganiere :rotfl::pfff:)

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2n9jhus.gif

 

nella fattispecie, il fatto stesso che le transazioni siano tra privati, comporta un'assenza di fattura che viene sostituita da un 'pro forma invoice' o da comunque una dichiarazione delle parti (tipicamente del destinatario in assenza di note del mittente). Devo essere molto piu' esplicito su cosa questo comporti? 12.gif

 

Shuji, ti ho capito.

Ma se Shito dice che lui ha sempre pagato IVA, anche tra privati, e tu gli rispondi che non era dovuta, sbagli tu (come regola generale, dato che non sappiamo se ricadeva nei limiti della franchigia)! E da lì ero partito io nella mia mini ricerca.

Che poi ci siano modi per aggirare questo obbligo siamo d'accordo.

 

Mu, in realtà se compri qualcosa fuori UE ti conviene dichiararla "in uscita", dato che puoi chiedere il rimborso dell'IVA... Tant'è che negli aeroporti c'è l'apposito sportello per il rimborso. Se poi non la dichiari in entrata nessuno ti dice nulla.

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A dispetto della stragrande maggioranza del popolo schfizzero, i doganieri sono veramente fancazzisti sfaticati. Mio padre è frontaliere sa trent'anni e potrebbe portare ogni giorno vagonate di eroina che tanto non gli han MAI fatto un controllo :pazzia::lolla:

 

Qualcuno vuole un aipeddo made in CH? Faccio buoni prezzi :pfff:

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La verità è che va tutto a occhio.

 

 

Ovviamente, Shuji, ho ben presente le franchigie di cui tu parli. Avendo messo insieme la mia collezione NeoGeo in anni e anni di importazione diretta e da privati giapponesi, ci sono passato.

 

Spesse volte mi è capitato che la dogana NON abbia creduto alla dichiarazione di un valore basso.

 

Sul mio computer ho almeno cinque diversi template di fax da mandare ai vari uffici doganali che si sono avvicendanti negli ultimi dieci e più anni per far 'sbloccare' un pacco trattenuto ad libitum. :(

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A dispetto della stragrande maggioranza del popolo schfizzero, i doganieri sono veramente fancazzisti sfaticati. Mio padre è frontaliere sa trent'anni e potrebbe portare ogni giorno vagonate di eroina che tanto non gli han MAI fatto un controllo :pazzia::lolla:

 

Qualcuno vuole un aipeddo made in CH? Faccio buoni prezzi :pfff:

 

Allora il bisnezz si puo' fa' 24fwf4o.gif

roftl.gif

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Shuji, ti ho capito.

Ma se Shito dice che lui ha sempre pagato IVA, anche tra privati, e tu gli rispondi che non era dovuta, sbagli tu (come regola generale, dato che non sappiamo se ricadeva nei limiti della franchigia)! E da lì ero partito io nella mia mini ricerca.

Che poi ci siano modi per aggirare questo obbligo siamo d'accordo.

 

Mu, in realtà se compri qualcosa fuori UE ti conviene dichiararla "in uscita", dato che puoi chiedere il rimborso dell'IVA... Tant'è che negli aeroporti c'è l'apposito sportello per il rimborso. Se poi non la dichiari in entrata nessuno ti dice nulla.

 

Sient'amme.

 

Mi sono fatto spedire e a mia volta ho spedito con praticamente tutti i mezzi e vettori, dai corrieri (UPS, DHL, Executive, TNT-Traco, FedEx, che io ora ricordi) all'allora chiamato Ems-Cai-Post, Registered Airmail, Royal Mail, International signed for, da e per: Hong Kong, China/Ghuandong, Giappone(varie), Usa, Canada e Belgio/Francia/Uk/Ireland/Ungheria(e' una storia lunga).

 

Ho fatto collezione dei deliri di richieste che mandano per raccomandata semplice da Roma/Fiumicino, a volte ho pure pagato cifre ridicole per vaglia postale con la conseguenza di avere la consegna di pacchi nell'ordine di un mese e piu', altre ho pagato direttamente la cifra richiesta comprensiva di iva+dazio+supplemento trasporto al postino dell'SDA; ci sono ancora cose che mi domando del perche' a volte chiedano se siano liquidi o la composizione.

Ho ovviamente speso non so quanto tempo e nervi per telefonare ad un numero sempre e *perennemente* occupato (e questo sia a Roma che come diro' successivamente a Milano)

 

Ogni volta invece che passavano per Milano/Linate (NON Lonate, quello ho idea sia poi stato uno 'step' successivo per il delirio) invece regolarmente mi chiamavano al cellulare visto che sempre per dritte avute facevo lasciare sul pacco un recapito telefonico in modo da ricevere richieste di integrazione via telefono e non per altri mezzi, tra i quali sono certo da qualche parte abbiano pure i piccioni viaggiatori.

 

Da tutto questo mi sono fatto la chiara idea: e' un caos secondo il quale, ad esempio (citando la spedizione da uno shop), in una sequenza di 5 spedizioni fatte nell'arco di 3 mesi e inviate via EMS dal Giappone, il primo collo che conteneva anche un poster omaggio (poster non di quelli tascabili e quindi puoi immaginare le dimensioni della scatola che lo conteneva) era arrivato senza passare per la dogana; il secondo (busta semplice) era rimasto fermo e s'era pagata l'iva, il terzo (uguale al secondo) era arrivato direttamente, il quarto ugualmente, il quinto invece era rimasto fermo.

Trattandosi (perlomeno allora) pur sempre di controlli a campione, le buste via 'posta normale' e non per corriere avevano una bassissima percentuale di possibilita' di 'sostare' in dogana.

 

(Ricordo per la cronaca che per la 'testa' delle poste italiane le spedizioni con 'busta imbottita' a seconda di come tira il vento sono o non sono considerate come pacchi)

 

Da 2-3 anni poi ho ridimensionato la corrispondenza e gli acquisti, perche' e' abbastanza curioso farsi venire il mal di fegato per seguire ste cose, e quindi ci si deve organizzare in qualche modo ed avere il meno possibile a che fare con uffici nei quali ci sono ahiloro dipendenti spesso scazzati, malpagati o con le prospettive lavorative di un iguana.

 

Ora, in tutto questo delirio, una delle poche certezze era stata per l'appunto il discorso della spedizione tra privati, e che testualmente riportavo nelle dichiarazioni che inviavo per fax. (tralasciamo Roma/FCO, per favore).

E non c'e' mai stata una volta in cui 'non mi abbiano creduto' per il valore del pacco; cioe', a parte che comunque si tratta di dichiarazione personale, quindi non vedo cosa ci sia da non credere, ad esempio indicavo ben chiaro il controvalore in valuta di quanto in giacenza. Altro espediente che qualcuno potrebbe reputare inutile, ma funzionava, una sola volta mi era stata chiesta una stampata dell'operazione fatta via paypal.

 

Quindi, posso dire che avendo avuto a che fare (in passato) spesso con questi deliri di import/etc che dei punti fermi che e' possibile adoperare, anche se non cui fare affidamento al 100%, ci sono? Quello e' uno.

 

Ok.

discobongo.gif

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In ogni caso, import diretto è "welcome to bizzarro world".

 

La regola del pollice è che vi è un'inversa proporzionalità tra sicurezza/velocità di consegna e rischio di dazio esoso.

 

Per esempio, il corriere UPS ha un suo canale doganale privato, veloce e prioritario e tutto.

In compenso tassano anche lo scontrino del pane che il mittente aveva in tasca al momento della spedizione, più un forfait per il disturbo.

 

Al contrario, la semplice posta area, la SAL o addirittura la Seamail, SE arrivano, difficilmente vengono tassate.

 

Se non arrivano, o si sono perse, o sono state bloccate in dogana dove nessuno si prenderà mai la briga di indagare o invare nulla al ricevente. Tanto non è roba tracciaibile. :)

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Infatti la migliore e' sempre la registered airmail, raccomandata con ricevuta di ritorno, servendo due firme e' piu' difficile che lo facciano sparire whistling.gif

 

Comunque, concludendo la parentesi bucolica, FedEx parlando almeno di oriente ha la gestione migliore; tipicamente gli altri vettori, compresi il classico EMS e UPS ci impiegano 4 giorni a far arrivare materiale in Italia, con FedEx ce ne impiegano due ad arrivare, ma essendo alcuni contratti fatti con i rivenditori in modo tale passano altri due giorni in giacenza in Italia.

 

Il problema continua ad essere il depotenziamento di SDA, e quindi la consegna in Italia nell'ultimo tratto, e' piu' probabile che accada qualcosa al pacco in Italia che non in volo verso l'Italia. Se chi consegna gli SDA e' in gamba, allora tutto va bene.

A me la prima volta che le poste avevano iniziato rotazioni e outsourcing mi era toccato un pirla che al primo viaggio aveva fatto cadere il camioncino in una specie di burrone, e mi aveva consegnato il pacco rabberciato dentro un bustone SDA. Con mia grande felicita'.

 

Diro' di piu', nonostante tutti i vari 'viaggi' che ho fatto fare alla roba per il mondo, mi e' capitato di avere danni solo due volte; una un graffio in una custodia/sleeve trasparente, il secondo proprio per l'esempio di prima ma il bello e' che quello era spedito dall'Italia.

 

Cosa altrettanto singolare e divertente, quel pacco conteneva... il DVD di Terramare giggle.gif

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i doganieri sono veramente fancazzisti sfaticati.

 

all'apparenza si, pero' guarda che secondo me hanno il colpo d'occhio per beccare chi fa il furbo..

 

poi ovvio fermano TUTTI gli extracomunitari che passano :°_°: (tipo una volta avevo davanti un negrone su un mercedes con due troie a seguito e OVVIAMENTE l'han fermato :lolla::°_°: )

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Sembra che gli ultimi modelli di MacBook Pro presentino dei problemi per un certo numero di utenti: d’improvviso si bloccano senza possibilità di recupero se non con un reset della macchina. La questione sembra abbastanza diffusa e, soprattutto, tocca tanto i Mac con Intel i5 che quelli con i7, tanto da 15″ che da 17″.

 

Apparentemente il fenomeno è di difficile replicabilità, anche perché non sembra legato a fattori specifici o a particolari applicazioni, e non sembra neppure dipendere dal disco rigido, visto che nella casistica rientrerebbe anche un MacBook Pro dotato di SSD da 80 GB. Sui due thread nati sul sito del supporto Apple, qualcuno punta il dito contro il controller SATA integrato: facendo il boot del computer via FireWire, infatti, i problemi sparirebbero all’improvviso.

http://www.melablog.it/post/11730/i-primi-problemi-dei-macbook-pro-2010

:pfff:

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Notizia della settimana scorsa.

 

 

http://mangahelpers.com/news/details/369

 

iPad Says No to Violence and Adult Situations in Manga

 

[...]

Kodansha recently had 30% of their manga denied by Apple for the following reasons:

 

1) Violence.

Anything with not only violence but blood (be it even a medical manga where a person is sick and spits up blood) was taken out. So let's apply this to other manga... Naruto? Gone... Bleach? Gone... ONE PIECE?! Yep... Gone.

 

2) Adult Situations

While this I can understand. Having a boob accidentally pop out or anything else that goes past a "safe point" (don't ask me what that is) is banned for being porn.

 

When Kodansha was asked about why they were banned, they replied "Ask Apple". When Apple Japan was asked how they'll define "violence" and "Adult situations" they replied "We can't comment". They also refused to comment on why Japanese manga being sold in book stores around Japan was banned as well.

[...]

 

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MacBook entry level, che continuo a pensare sia il più bellino dell famiglia.

 

 

anche per me, me pare che lo fanno sempre meglio e che costi sempre meno. :pazzia: rimpiango di aver ceduto il 12" :crying:

 

e poi, non che sia fondamentale, preferisco al tatto il policarbonato del piccolo che l'alluminio dei fratelli maggiori...ma è una cosa assolutamente personale.

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Anche io, per un computer portatile, preferisco il policarbomato bianco. E' più 'sturdy', e nell'ultimo restyle è stato disegnato proprio così.

 

Il fatto ora è che il MacBook è davvero un cattivo affare contro il MacBook Pro della stessa taglia...

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