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Le DIVICHE


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Dipende dai repertori, non tutto è Shakespeare o il Vangelo...

 

Se ho ben inteso, intendi dire che a seconda del valore/qualità dell'opera questa possa essere più o meno modificata con leggerezza (magari su qualche battuta)?

Personalmente non mi interessa che l'opera, quale che sia, possa essere considerata al livello di ciò che partorisce Moccia o che ha realizzato Shakespeare, voglio usufruirne per quello che è realmente, successivamente potrò dare un giudizio di valore con cognizione di causa. Ad esempio, se c'è dell'ironia potrò dire "guarda che arguto Tizio" (ove Tizio fosse l'autore), ma se l'ironia fosse parto di Caio che traduce e adatta -ed eventualmente aggiunge-, come posso giudicare l'originale, che è ciò che mi interessa? Se devo successivamente percorrere altre strade per scoprire l'originale che me ne faccio del lavoro di traduttori/adattori/interpreti che non hanno mediato ma alterato l'oggetto del mio interesse?

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Mi sembra che Zio Sam abbia più sale in zucca di altri...

 

In ogni caso, a me il Sanctuary e il Meikai (nonché il Tenkai) piacciono moltissimo, in italiano. Proprio perché ho mediato tra un passato che nel bene e nel male aveva caratteristiche precise, ma contenuto stavolta entro limiti (per me) accettabili, e una sensibilità presente che non ne poteva più di edulcorazioni (infatti il Tenkai comincia con "Muori, Pegasus" e direi che è indicativo del trend), di arbitrarie esclusioni (infatti il Buddha è regolarmente nominato, in un dialogo che parla del concetto di morte, anch'esso non grato in anni lontani), di arbitrari rimpinguamenti (i silenzi sono stati praticamente sempre rispettati), e quant'altro.

 

Capisco l'obiezione di Taro, ma tutto sta a intendersi bene sul concetto di "versione italiana". Per me, la lingua d'arrivo non ha un'importanza secondaria, tutto qui. Quanto alle altre strade da percorrere per scoprire l'originale, direi che attualmente anche quel problema sia ampiamente risolto, dal momento che ora basta un clic sul proprio lettore DVD per passare dal doppiato all'originale, e ad ogni tipo di sottotitolo.

 

Mi sembra, in buona sostanza, che le esigenze e i diritti di scelta di tutti siano rispettati. Sono peraltro anche più frequenti, oggigiorno, gli integrali ridoppiaggi, volti ad accontentare anche il pubblico di nicchia.

Modificato da Ivo De Palma
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Me lo sto rivedendo ora a midi mio (episodio in italiano e subito dopo rivedo l'episodio in giapponese senza sottotitoli), e si notano delle piccole aggiunte... nulla che stravolga il senso delle frasi o delle azioni, ma ci sono (ad esempio Ron che dice a Kamina "vedessi le mie manine cosa sono in grado di fare").

 

L'unica frase veramente aggiunta a GL che io mi ricordi era un "eh" di Yoko al posto del silenzio originale, ed era stato aggiunto in sala doppiaggio.

 

 

Non voglio fare l'avvocato difensore di de Palma, ma se il tuo capo ti dice "fallo così anche se non ti piace" tu lo devi fare o te ne vai .

C'è differenza tra stuprare intenzionalmente e doverlo fare per forza.

 

Dipende. Anche dal risultato.

Per dire, non credo che le direttive tra Sanctuary e Tenkai fossero così differenti, ma il secondo è diverse spanne sopra il primo pur con tutti i suoi difetti.

Il sanctuary è inascoltabile, il Meikai è poco sopra con qualche buon episodio.

Tra l'altro, anche il Gaiking LOD doveva avere direttive simili, e la mediazione è finita ai nomi.

 

EDIT: Rispetto dei diritti di tutti? Insomma. CDZ sicuramente (che era ciò che è stato richiesto).

Saint Seiya quasi per nulla.

Anche perchè chi cercò di parlare di Saint Seiya veramente (e ne abbiamo casi qui) non è che fosse proprio benaccetto da certa gente.

Modificato da Fencer
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Credo sia evidente che il casus di 'l'animazione di Saint Seiya in Italia' fosse destinato a essere difficile a prescindere, nel senso che -per la natura delle cose- qualsiasi editore/publisher che non fosse piccolo abbastanza, o folle abbastanza, avrebbe dovuto giocoforza rapportarsi con l'esistenza di un pubblico che, per quanto noi possiamo ritenere ottenebrato da una cattiva abitudine, esiste.

 

Non sto legittimando alcun intento con questo, si intenda, ma dico che è una realtà.

 

Tornando alla disquisizione sui 'limiti ontologici dell'adattamento', in riferimento alle risposte fornitemi dal signor De Palma, direi che il punto cruciale è che per l'adattatore professionale non c'è alcuna differenza tra Sheakespere e un film comico di serie Z. Il punto, credo, sia proprio il sapersi sollevare da ogni giudizio di valore. Perché, certo, ognuno hai i *suoi* gusti. Anche l'adattatore avrà i suoi. Ma lui, lui e non altri, lui perché sta 'mettendo le mani' su un'opera altrui, i propri gusti dovrebbe avere la forza e la capacità di dimenticarli, di non considerarli. Perché il punto non è se l'opera alturi sia di valore elevato (Sheakespeare) o infimo (chicchessia), il punto è nell'aggettivo *altrui*, che è dato oggettivo ed obiettivo, non soggettivo e discrezionale.

 

Quanto all'evoluzione storica della cultura della fedeltà nel doppiaggio in Italia, ciò che dice il signor De Palma è vero. Più radicalmente, sostengo da sempre che c'è in Italia una cattiva cultura storica del doppiaggio, e una cattiva tradizione. A fronte di una buona capacità recitativa, c'è sempre stata la boriosa pretesa di poter e sapere reinventare un'opera originale al meglio. Una voglia di autorato in territori che autorato non dovrebbero conoscere, a partire sinanco della traduzione - e non parlo di mero doppiaggio, anzi. Chi conosce le 'traduzioni' del pur pregevolissimo autore (di opere originali) Elio Vittorini, ad esempio, a questo punto dovrebbe avere i capelli dritti. E' una cosa triste che in un'area geografica che è stata pur culla della cultura classica e rinascimentale come la nostra, culla di cultura umanistica, si sia poi sviluppata una psiche al tempo stesso tanto provinciale, e tanto boriosa. Ma questo, tornano al nostro campo specifico, balza all'occhio in maniera evidente paragonando doppiaggi italiani, francesi, spagnoli e tedeschi dello stesso film inglese, ad esempio. Nella 'tradizione del doppiaggio italiano' è inclusa l'idea che "siamo i mejo", e l'ho trascritto dal romanesco per evidenziare quella che credo essere l'origine anche di questa mentalità. Non è così, non lo è stato. Partendo dal presupposto che è tremendamente difficile giudicare la recitazione, ovvero la componente 'acustica' di un'altra lingua (figurarsi recitata), è prospettiva in cui quanto a cultura del doppiaggio come "ri-creazione" di un originale preesistente noi italiani siamo all'incirca un fanalino di coda.

 

Detto questo, anche al signor De Palma vorrei ricordare una cosa amara, perché tale da distruggere il valore nostalgico della memoria individuale, ma molto vera: nell'essere umano ogni gusto è principalmente abitudine. Ciò che mi piace è ciò a cui sono avvezzo, ed è un moto antientropico inconscio della nostra psiche, forse un sistema di sicurezza del nostro cervello che surrettiziamente induce al mio amato rifiuto dell'impermanenza, sì, ma ci piacerà sempre ciò a cui siamo comodamente abituati. Tra questo soggettivo gusto e il tentativo di rintracciare un valore quantopiù oggettivo, ci passa un mondo di differenza.

 

Dal mio punto di vista, di operatore "artistico" (virgolette d'obbligo) e non commerciale, non si tratta mai di soddisfare un pubblico o l'altro. Si tratta di "soddisfare" l'opera in quanto tale, e i fruitori di quella che *ancora non la conoscono*. Sono loro, la dovessero amare od odiare, ad avere il semplice diritto di conoscere l'opera presentata loro in modo quantopiù veritiero. La responsabilità di un operatore professionale del doppiaggio non dovrebbe essere quella di "far piacere" alcun opera a nessuno, quanto quella di fondare una "buona abitudine" (ovvero: veritiera) di quella, così che ognuno potrà farsi il proprio giudizio indossando lenti colorare di una tinta più tenue possibile.

Modificato da Shito
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In Gurren Lagann ci sta la scena in cui Yoko, rimasta sola presso la tomba di Kamina, dice qualcosa. In originale si muovono solo le labbra ma non siamo in grado di sentire ciò che dice. Nella versione italiana è stata aggiunta una frase.

--------------

 

Per quanto riguarda l'attuale possibilità di poter usufruire dei sottotitoli e della recitazione originale, è indubbiamente un aspetto non da poco.

Tuttavia la strada delle opere sub-only non è percorribile (gli esperimenti fatti hanno avuto risultati negativi a livello di vendite), quindi nel momento in cui acquisto un dvd o un BR pago anche il doppiaggio italiano, che attualmente incide enormemente sul prezzo dei prodotti in questione, e pertanto non posso ignorare qualora questo si allontani dalle caratteristiche base che dovrebbe avere data la sua funzione.

Sicuramente oggi siamo messi meglio rispetto al passato, tuttavia ci sono ancora casi in cui la cura per il doppiaggio degli anime (mi riferisco a quanto va attualmente in onda su Rai4 e/o pubblicato in homevideo) lascia a desiderare, talvolta per cazzatelle (ma talvolta i cambi dei dialoghi sono davvero deprecabili), spesso per cattive distribuzioni di voci e interpretazioni tirate via.

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Non tutte le tendenze umane sono encomiabili, e se il gusto significa abitudine ciò vale per tutti, professionisti o meno.

 

Constatazione amara, come dici, con ciò implicitamente riconoscendo che l'oggetto della questione ha una sua forza, con la quale bisogna comunque confrontarsi. Comunque, non so a voi, ma a me non piacciono affatto le stesse cose che mi piacevano a 20 anni, quindi la mia brava strada verso l'accettazione dell'impermanenza sono arcisicuro di averla fatta. Quanto a Saint Seiya, anch'io avevo ben presente l'esistenza di un grande pubblico (ottenebrato o meno non sta a me dirlo, ma poiché in genere apprezza il mio lavoro - anche e soprattutto quello di voce del protagonista - tendo a giudicarlo molto amichevolmente...), alcuni esponenti del quale avevano anche preso posizione pubblica a mio favore (chiunque pensi che fossero da me manovrati è un dietrologo da quattro soldi), ma ciò non mi ha impedito di aggiornare decisamente l'impostazione del progetto, quando sarebbe stato assolutamente più facile vivere e proseguire di rendita. Una mediazione che può comunque non soddisfare i qui presenti (nonché i da tempo ex sostenitori pubblici), ma che non può essermi disconosciuta, giacché "carta canta".

 

Attualmente, il controllo dei committenti su ciò che esce in italiano è molto più stretto, e in questo caso non è nemmeno il gusto a farla da padrone, ma i sondaggi del marketing. Le responsabilità del cast doppiaggio sono pertanto da intendersi limitate, per molta parte di ciò di cui fruite, alla sola sfera artistico-vocale.

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TE approvi la fedeltà all'originale.

 

Hai sputtanato Hades solo perché il committente lo voleva. E con l'Elysion sarà la stessa storia, ovviamente.

 

Prevedo sclerate intense :pfff:

 

 

Non voglio fare l'avvocato difensore di de Palma, ma se il tuo capo ti dice "fallo così anche se non ti piace" tu lo devi fare o te ne vai .

C'è differenza tra stuprare intenzionalmente e doverlo fare per forza.

 

Ma Divo si è sempre bullato di quanto fosse figo il lavoro fatto nella Girella Age E di quello fatto in tempi recenti.

 

Ora ci viene a dire che lui è un purista e gnè gnè è colpa di Mediaset.

 

Traballa parecchio 'sta teoria :lolla:

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Il risultato è cosa che, forzatamente, va giudicata a posteriori.

Considerando anche che il gusto personale, che io ho difeso nel professionista, presiede anche alle opinioni del fruitore. Ma sempre di gusto personale si tratta.

 

Non sto parlando di scelta voci o recitazione in questo caso (per quanto sulla seconda a me pareva abbastanza evidente che a parte te e Invernici gli altri qualche problema l'hanno avuto a rientrare in parte e qualche prestazione m'è parsa altalenante rispetto ad altre).

Sto parlando del fatto che Hades presenta scene travisate, cambi di registro linguistico strani e altrettanto strane scelte che nel Tenkai non esistono. Pur avendo subito il film l'artificioso innalzamento del registro linguistico e gli "afflati drammatici"(per me errore in quanto non presenti in Saint Seiya), almeno questo registro e la recitazione restavano costanti per tutto il film, piacessero o meno. In più a parte una battuta completamente cambiata per qualche ragione (Il "La morte, eh?" cambiato in "Tutto qui?" di Seiya davanti al colpo finale di Ikaros Toma), non ci sono i travisamente o gli errori presenti nel Sanctuary.

Per tirare il primo esempio a caso da Atena Entra in Scena, il topic di commento alla serie (http://www.pluschan.com/index.php?/topic/187-saint-seiya-ma-se-atena-entra-in-scena), è la scena finale del Sanctuary:

 

Originale:

- Infiamma il tuo cosmo al massimo!

- Compi un miracolo... ---> la stessa frase di Pegasus Fantasy (kiseki o okose)

- Incontriamoci in vita negli Inferi!

 

Italiano:

- Abbiamo spinto il nostro cosmo a livelli mai raggiunti...

- Sembra quasi... un miracolo!

- Siamo vivi... nella terra degli Inferi!

 

Questo ancora nel castello di hades (ma già il compi il miracolo rispetto al sembra quasi a me non pare la stessa cosa, specie considerando che "compiere il miracolo" è uno dei temi più vecchi e pregnanti di tutto Saint Seiya)

 

Per scelte strane, un esempio è durante nello scontro Mu-Seiya-Myu di Papillon il "Non posso....morire.....adesso" di Seiya mentre barcolla davanti a Papillon è diventato una frase di venti parole per qualche ragione (e che era recitata a velocità di curvatura).

 

Questo per fare i primi esempi che mi vengono in mente. Il Tenkai questi problemi non li ha, posto ovviamente di partire dal fatto che il lavoro aveva come oggetto i CDZ.

 

Tra quelle ci sarebbe anche la mancata differenziazione dei colpi dei Aiolia (anche se io un zanna del leone me lo ricordo), ma non dipendendo da te, immagino sia inutile parlarne.

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Il grande Mu evidentemente non ha seguito con attenzione le vicende inerenti, altrimenti saprebbe che la mediazione di cui parlo fu ampiamente dibattuta e che, sullo sfondo di una continuity che non poteva essere ignorata, mi sono preso tutte le responsabilità del caso, per le scelte operate in Hades.

 

Per quanto riguarda i rilievi di Fencer, non dibatto le singole battute altrimenti non la finiremmo più e comunque si tratta di questioni già trattate in altre sedi fino alla noia. Io so che ho ascoltato anche il pubblico. Certo, solo quello che ha accettato l'invito di venire a confrontarsi.

Modificato da Ivo De Palma
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Il grande Mu, suo malgrado, ha seguito con attenzione le vicendi inerenti perché all'epoca stava in un forum brulicante di coglioni che giocavano ad inventarsi la peggio stronzata da infilare nei copioni :lolla::porco:

 

Su suggerimento di qualcuno che li ha invitati a farlo :pfff:

 

Io so che ho ascoltato anche il pubblico. Certo, solo quello che ha accettato l'invito di venire a confrontarsi.

 

AUZ :lolla:

 

Solo quelli che erano pronti a prostrarsi al sacro vincolo girellaro :lolla: Quelli che t'avrebbero detto "Và che queste sono una barca di minchiate" finivano coperti d'insulti o bannate per vilipendio di Divica maestà :lolla:

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Per quanto riguarda l'attuale possibilità di poter usufruire dei sottotitoli e della recitazione originale, è indubbiamente un aspetto non da poco.

 

Ma solo se l'editore si prende la briga di inserie i sottotitoli fedeli alla lingua originale, mentre capita a volte di trovare quelli fedeli al doppiaggio italiano.

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Erano semplici esempi circostanziati, ma era roba presente in tutto Hades (compresi i tormentoni tipo "Il dolore ha un colore"). Questi non sono difetti da poco per qualunque doppiaggio, mi pare.

Per quanto riguarda il venire a confrontarsi, alcuni di noi (non io perchè alla fine visti gli esemplari e i canoni d'adattamento del tipo "Se è più evocativo" o "Ha più fascino" tanto cari al dodecaedrico e alla maggior parte di quelli che c'erano lì era tempo perso) ci hanno anche provato (a memoria ricordo Hyo, Artamantes e Majere) e non li si filava di striscio perchè non si adeguavano alla corrente di pensiero di certa gente sul forum. E dico non li si filava di striscio per non dire che venivano bellamente fatti oggetto di frecciatine pur portando argomenti pregnanti e sensati per determinati suggerimenti, come loro stessi hanno più volte ribadito. Che senso ha il confronto quando ti trovi a dire qualcosa che nessuno vuole sentire? Far riportare "vittorie" a qualche fenomeno in qualche forum sperduto?

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Mah, io non credo di aver mai trattato male nessuno che la pensasse diversamente da me. Purché, certo, tale elemento non mi abbia attaccato frontalmente e soprattutto personalmente. Qualche volta sarà anche capitato, ma ricorderete che non ho mai fatto distinzioni tra sostenitori e detrattori. Tanto che tra i miei attuali detrattori vi sono anche alcuni ex sostenitori.

 

Per intenderci, non ho mai trattato nessuno come il grande Mu sta trattando me.

 

"Il dolore ha un colore" mi piace moltissimo. Non lo metterei altrove, naturalmente. Ma Saint Seiya è un caso a sé, come ben sappiamo. Ritengo che mediare fosse importante, ma non poteva significare abbandonare completamente il passato.

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Appunto.

 

Venire a confrontarsi, come sto facendo io in questo momento con voi, significa mettere in conto di non essere proprio graditi al mille per mille, ma restare purtuttavia a confrontarsi. Specie se intemperanze simili non provengono dal padrone di casa, e sicuramente da parte mia non vi furono verso nessuno che argomentasse con pacatezza le proprie opinioni.

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Ma appunto un cazzo :lolla:

 

"Trattar male" è una cosa, "trollare" è un altra. E no, non sono sinonimi. Benché (larga) parte dei tuoi adepti la interpretino in questo modo :°_°:

 

Great minds think alike. Maybe even small ones? :pfff:

 

E per piacere, PER PIACERE. Basta con le stronzate del "non ho mai trattato male nessuno" perché sul tuo forum qualcuno di noi ha anche azzardato a mettere il naso nel vano tentativo di far ragionare i coglioni che lo frequenta(va)no. E quando un dodo qualsiasi iniziava con le sue arringhe sconclusionate e - quelle si! - farcite di insulti non mi pare che tu ti sia immolato a difesa del dialogo. Anzi.

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@Idp: Non è questione di come tu trattavi il singolo soggetto. E' questione di chi, venendo a parlare ANCHE di Saint Seiya e ponendosi sullo stesso piano degli altri utenti, veniva allegramente trattato come un minus habendi dall'utenza crociata solo perchè aveva idee diverse dalle sue.

Tra quelli c'erano anche quelli che magari oggi saranno anche tuoi detrattori, ma allora insieme ad altri trattavano determinate persone a pesci in faccia. E nessuno li ha fermati o bloccati. Salvo quando era ormai tardi per qualunque confronto serio sull'anime.

Il bello è che si sa benissimo di chi sto parlando, dato che poi l'hai\ li hai cacciato\i a calci tu stesso. Ma il danno era fatto.

E questo è uno che pur essendo convinto che Queen sia lo Specter della Mandragola (errore da principianti) è il "maggior suggeritore di dialoghi di Saint Seiya". Veniva ascoltato come se fosse la bocca della verità.

Ebbe anche il coraggio di venire qui a parlare di "significati oggettivamente superiori all'originale", questo per dire che clima vigeva sul tuo forum per chi non la pensava come lui e come si sentisse autorizzato a rompere le scatole altrove trattando gli altri come dei dementi (tanto da venire a chiedere "Voi come l'adattereste?" e prendendo per i fondelli la risposta "Traducendo l'originale").

 

Non ho mai capito perchè si sia messo in mano a certa gente il potere di scelta o di "suggerimento" e sinceramente non credo che il fatto che Saint Seiya sia un caso "particolare" autorizzi a mettere roba a caso che non è presente nemmeno di striscio nell'originale come "il dolore ha un colore". Particolare in cosa? Nel committente che chiede "stretta continuità col passato"?

E come la cosa autorizza ad inventare a caso?

 

Oggettivamente, pensare che un fan di Saint Seiya debba comunque prendere per buono un doppiaggio del genere pensando anche che una giustificazione come "è un caso particolare" facendogli poi pure pesare il fatto che non è venuto a farsi mobbare sul forum divico (e non parlo del Grande Mu, che almeno attacca direttamente, parlo del classico atteggiamento "Si,sì" con pacca sulla testa che si dà ai bambini, solo fatto a gente adulta) mi sembra assurdo.

Modificato da Fencer
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Agire non esclude sbagliare, naturalmente.

E certo la pretesa di riuscire sempre brillantemente a tenere sotto controllo due fazioni, con i rispettivi estremisti, non mi ha mai nemmeno sfiorato.

 

Per me, leggere tutti i pareri era lavoro in più, che mi sono sobbarcato volentieri perché l'ho trovato stimolante. Ma certo la maturità di sapervi confrontare tra di voi dovete averla voi. Io non sono né il vostro badante né il vostro carabiniere.

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Non voglio fare l'avvocato difensore di de Palma, ma se il tuo capo ti dice "fallo così anche se non ti piace" tu lo devi fare o te ne vai .

C'è differenza tra stuprare intenzionalmente e doverlo fare per forza.

 

Se è un'imposizione, ok, il lavoro è lavoro e il committente bisogna accontentarlo se no non ti paga ma quando senza nessun obbligo o necessità (come un pezzo di copione che manca per cui o inventi o non puoi proseguire) uno da sfogo al proprio "estro creativo" il discorso cambia radicalmente

 

Tra l'altro, anche il Gaiking LOD doveva avere direttive simili, e la mediazione è finita ai nomi.

 

no, non si sono limitati a cambiare i nomi... che già quello è stato demenziale dato che il Giaking LoDM col precedente Gaiking NON HA NESSUN LEGAME a livello di storia, ci sta solo il robottone e il drago QUASI uguali nel mecha (perché non sono affatto identici) e qualche nome in comune. Con Hades c'era il problema dello scempio dei precedenti 100 e passa episodi a cui ci si accodava nel caso di GLoDM invece NO

Modificato da Alex Halman
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Agire non esclude sbagliare, naturalmente.

E certo la pretesa di riuscire sempre brillantemente a tenere sotto controllo due fazioni, con i rispettivi estremisti, non mi ha mai nemmeno sfiorato.

 

Per me, leggere tutti i pareri era lavoro in più, che mi sono sobbarcato volentieri perché l'ho trovato stimolante. Ma certo la maturità di sapervi confrontare tra di voi dovete averla voi. Io non sono né il vostro badante né il vostro carabiniere.

 

Mah. Mi pare una visione molto rosea della situazione.

Credo fosse abbastanza ovvio che le due fandom non avrebbero mai avuto delle discussioni pacifiche a meno che la discussione non si svolgesse tra chi non la pensava alla stessa maniera.

Per definizione, cercare di far passare Saint Seiya in un ambiente a maggioranza crociata ha portato sempre al trattamento di sufficienza o insulto da parte di chi voleva i CDZ che si ricordava da piccolo. E' così da anni, tutte le volte che si parla di adattamento.

 

Ed è perfettamente normale che la gente matura come dici tu, vistasi trattata come un demente e visto che le sue parole non hanno effetto alcuno spesso per via di giustificazioni insensate, alzi i tacchi e se ne vada. Perchè dovrebbe restare?

Come si fa poi a trovare maturità con gente come il dodecaedrico, il demone o in generale con persone che di Saint Seiya se ne infischiano altamente e se provi a toccargli il "loro" lavoro sclerano a prescindere? Sono anni che va così.

 

E non si possono nemmeno ignorare, specie quando sono in maggioranza e quando chi amministra è più vicino a quella frangia dato che ritiene SS un caso speciale. Cosa che porta a scegliere in primisi i suggerimenti di chi dell'opera originale poco importa ma è più interessato a cercare di mantenere la roba come la vedeva da piccolo con qualche piccola concessione, condendo il tutto con "Se non vi piace, tenetevi i vostri sottotitoli e piantatela di rompere i coglioni".

Qui tu puoi ignorare tranquillamente il grande Mu, c'è anche il comodo tastino. Da te non si poteva proprio fare, e chi era "fuori dal coro" (come a tutt'oggi veniamo definiti)..... faceva la fine che faceva.

 

@Halman: Che altre cazzate ha il Gaiking LOD?

Modificato da Fencer
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Ringraziando il signor De Palma per le sempre educate risposte,

 

nel caso di Shito, al secolo Gualtiero, ebbene il piccolo Gualtiero fruì Saint Seiya nella sua versione nota come 'I Cavalieri dello Zodiaco', che amò molto.

 

Ero del resto nell'età ideale per apprezzare il prodotto, ed ero il soggetto-tipo ideale.

 

In un tempo in cui non sapevo ancora nulla di doppiaggio, né di adattamento, né di altarini vari, 13 anni erano abbastanza per capire che tutti i nomi personali dei 'cavalieri' erano stati soppressi. Tutti meno qualcuno. Ovviamente la scritta sulla battigia lasciata da Marin a Seiya dopo lo scontro con Misty Lizard fu la prova provata del casus, ma il casus era ai miei occhi autoesplicativo.

 

Al tempo fu questo un caso che mi irritò molto, come infinitamente ancora mi dispiacque scoprire la mistificazione che era stata iniettata -in maniera del tutto deliberata- in un'opera che amavo.

 

Ero veramente, a tredici anni, un fan sfegata de 'I Cavalieri dello Zodiaco'. Quando nasai l'inganno alzai un sopracciglio, quando ne scoprii l'entità buttai categoricamente a mare tutta la mia memoria, e dolorosamente, perché io non sopporto di amare il falso. Amare il falso è falso amore.

 

Ora, stante il 'casus' di Saint Seiya, che è particolare a dir poco (grande mistificazione, grande successo, grande attaccamento del pubblico alla mistificazione), e stante il fatto che l'opera di proporre al pubblico un 'seguito' di quel lavoro sarebbe stato in ogni caso una gatta da pelare (per intenderci in soldoni: l'avessi fatto io, avrei rasato a zero ogni referente con ogni precedente edizione italiana, ripartendo da zero solo e sempre sull'originale, cosa che avrebbe senz'altro sollevato un vespaio notevole che non mi dispiace non avere a immaginare), mi pare di intendere che il signor De Palma abbia scelto una mediazione tra 'antichi errori sedimentati nel gusto del pubblico maggioritario' e 'nuova coscienza di fedeltà raggiunta da un pubblico minoritario'. Ora non sta a me giudicare l'opportunità di tale scelta, dato che non conosco sufficientemente i fatti e le loro contingenze, ma quantomeno mi par di ragguagliare una scelta consapevole e non casuale. Chi conosce i fatti che io ignoro spero avrà a parlarne con maggiore coscienza ma con pari educazione, perché "est modus in rebus", e benché questo sia un forum di trolloni -io forse il peggiore tra questi- pure sta a persone dotate di senno capire il contesto di ogni dialogo, e adeguarsi a quello e ai propri interlocutori.

 

Al signor De Palma, del tutto astraendo dalle sue capacità recitative in quanto attore (non avendo io personalmente mai avuto occasione di lavorare con lui, e sapendo che è sempre difficile giudicare la prestazione recitativa di ogni attore o doppiatore sotto altrui direzione), mi interesserebbe davvero sapere quale sarebbe -oggi come oggi- la sua prospettiva di adattamento e direzione di doppiaggio qualora posto in modo di lavorare con totale libertà di scelta operativa sul un prodotto del tutto inedito. Ovvero: nessun sedimentato precedente, nessuna richiesta perentoria da parte della committenza.

 

Lo chiedo perché, in tutta onestà, questo è più o meno la prospettiva su cui io ho sempre avuto la fortuna, il lusso e il beneficio di operare, salvo eccezioni di comunque minima restrizione. E quindi non mi parrebbe corretto maturare un mio personale (e comunque del tutto ozioso e insignificante) giudizio professionale su un collega che mi pare di capire si è per lo più trovato ad operare in condizione diverse da quelle che ho sempre cercato di creare per me stesso.

 

La prospettiva culturale individuale, in ogni lavoro di localizzazione, è molto importante. Questo io credo fortemente.-

 

---

 

Nota: il rapporto tra operatori professionali e pubblico, di nicchia soprattutto, è sempre cosa spinosa. Ne so qualcosa, e amerei anche discuterne, specie data la presenza di un collega che senz'altro ha avuto a che fare con la stessa questione, ma per ora cerco di restare focalizzato su un solo argomento nodale.

Modificato da Shito
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Saint Seiya è un caso speciale. Per i motivi che sappiamo tutti.

 

Il mio invito al confronto sul mio forum era da intendersi, ovviamente, all'interno di una direttiva ben precisa, pertanto venire lì con la pretesa di suggerire il massimo della filologia era comunque un approccio sbagliato. E' certamente un'esperienza che non ripeterò più in quei termini, quindi per il futuro, se vi sarà, il problema non si pone.

 

Per quanto riguarda la precisa domanda di Shito, non è affatto vero che io mi sia trovato sempre a lavorare in quelle condizioni, anche se certamente molto spesso. Vi sono casi in cui, avendo carta bianca su un prodotto senza precedenti da considerare, ho cercato di operare secondo criteri più aderenti a una resa più fedele dei contenuti originali, anche se il fatto di padroneggiare la musicalità della battuta può sempre orientarmi su varianti (dello stesso significato) che reputo (ahimè, a mio gusto) più efficaci musicalmente della pedissequa traduzione letterale. In che misura vi sia riuscito è, in questo momento secondario, del resto anch'io potrei non dichiararmi comunque soddisfatto del lavoro altrui, che si parli di doppiaggio, di ristorazione o di impianti idraulici. Vi è un esempio piuttosto vecchiotto, cioè i due OAV di Devilman (non molto tempo dopo la serie classica di Saint Seiya, quindi in epoca in cui si poteva supporre, sbagliando, un diversissimo approccio da parte mia). In quel caso fu provvidenziale la lungimiranza dell'allora Granata Press, che mi fece trovare tra i materiali anche tutto il manga. Più recentemente, Samurai 7, in cui il lavoro di aderenza all'originale, che non mi sognai nemmeno per un secondo di mettere in discussione, fu invece favorito dalla preesistente traduzione italiana a cura di Panini Video, che mi venne fornita.

 

Ora, che questo o quello saltino su a dire "capirai, che bella merda che erano quei due lavori" non mi cambia l'esistenza e non starò nemmeno a replicare. Mi premeva solo confermare ciò che da anni ripeto ovunque, e cioè che per me un conto è Saint Seiya, un altro conto è qualunque altra produzione. E che il mio approccio standard come dialoghista non differisce affatto da quello che si intende, attualmente, per quello più corretto.

Modificato da Ivo De Palma
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