kache Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 Mi sta venendo un dubbio: ma come mai tutto il mondo anime/manga/drama/novel ecc... è così ossessionato dalla scuola, a tal punto da ambientare li una marea di storie? Francamente io, nel mio ingenuamente puro odio per la scuola, non riesco a comprenderlo. Quali sono le motivazioni di questo interesse ossessivo per la scuola? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
ryoga Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 Come mai le pubblicità degli assorbenti hanno protagonisti femminili? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 (Ma non s'era gia' parlato di questa cosa in un qualche topic precedente?) Comunque, alla fine, resta il fatto che passando cosi' tanto del loro tempo a scuola, attivita' scolastiche comprese, parlare specialmente di adolescenti giapponesi senza parlare dell'ambiente scolastico e' praticamente un ossimoro. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Highlander Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 (modificato) Anticipato da Shuji. Mi sta venendo un dubbio: ma come mai tutto il mondo anime/manga/drama/novel ecc... è così ossessionato dalla scuola, a tal punto da ambientare li una marea di storie? Francamente io, nel mio ingenuamente puro odio per la scuola, non riesco a comprenderlo. Quali sono le motivazioni di questo interesse ossessivo per la scuola? Nel 90% dei casi i protagonisti di suddetti anime sono teenager e visto che questi passano buona parte del loro tempo a scuola, mi pare una cosa logica scegliere questo tipo di ambientazione. E' anche vero che alcuni casi si tenda ad esagerare, però pare piacere agli otaku(in pratica fa vendere), quindi non credo che le cosa cambieranno tanto facilmente. Modificato 24 Febbraio, 2010 da Nemochan Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 E io che ho detto Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Highlander Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 E io che ho detto Mentre io scrivevo tu postavi, in pratica non ho visto il tuo commento. :goccia: Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
kache Inviato 24 Febbraio, 2010 Autore Share Inviato 24 Febbraio, 2010 No, un attimo, mi state dicendo che gli studenti giapponesi amano a tal punto la scuola da volerla "vivere" anche nelle opere di fantasia? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
aznable85 Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 No, un attimo, mi state dicendo che gli studenti giapponesi amano a tal punto la scuola da volerla "vivere" anche nelle opere di fantasia? No, hanno detto che se un'opera parla di teenager giapponesi per forza di cosa sarà ambientata in una scuola perché è lì che passano la maggior parte del loro tempo. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
kache Inviato 24 Febbraio, 2010 Autore Share Inviato 24 Febbraio, 2010 No, un attimo, mi state dicendo che gli studenti giapponesi amano a tal punto la scuola da volerla "vivere" anche nelle opere di fantasia? No, hanno detto che se un'opera parla di teenager giapponesi per forza di cosa sarà ambientata in una scuola perché è lì che passano la maggior parte del loro tempo. Francamente non capisco questo ragionamento. Se passano la maggior parte del proprio tempo a scuola che senso ha ambientare un'opera di evasione in tale luogo? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 Non e' che abbia tutti i torti eh Il punto e' che alla fine e' la realta' in cui vivono, non possono non tenerne conto; metti che in Italia tutti gli adolescenti siano obbligati a passare 18 ore (e' solo un esempio) a scuola. Se scrivi di adolescenti, e' inevitabile che parlerai di scuola. Inoltre le associazioni, le attivita' extra-scolastiche, le sfide, etc, sono oltremodo tutti quanti terreni 'fertili' e conosciuti su cui innestare delle storie. Uno dei principali assunti del genere fantastico infatti e' quello che indica che per 'sottolineare' e rendere la 'dimensione' reale del fantastico, si debba partire dalla descrizione nella storia che si vuole narrare della 'misura' del normale, della quotidianita'. In tal modo nella storia sara' subito palese e molto piu' evidente la misura del fantastico; se invece inizi a parlare immediatamente di un mago che fa incantesimi, per quanto curiosa possa sembrare tale asserzione, non stai parlando di 'fantastico', ma del 'quotidiano' normale del mondo in cui si trova il mago. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Highlander Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 Francamente non capisco questo ragionamento. Se passano la maggior parte del proprio tempo a scuola che senso ha ambientare un'opera di evasione in tale luogo? Scusami a te perché non piace la scuola? Presumo perché la trovi noiosa o comunque preferisti fare altro piuttosto che stare li. Ora mettiamo che nella tua classe capiti una ragazza tipo Haruhi, che per non so quale motivo decide di coinvolgerti in cose assurde e comunque avvincenti... tu in quel caso continueresti a reputare noiosa la scuola? Non credo, eccoti spiegato il motivo per cui a tanti Otaku piace l'ambientazione scolastica perché vorrebbero essere protagonisti di qualcosa di avvincente e comunque al di fuori dalla classica routine, non semplici comparse della vita come lo sono adesso. Non e' che abbia tutti i torti eh Il punto e' che alla fine e' la realta' in cui vivono, non possono non tenerne conto; metti che in Italia tutti gli adolescenti siano obbligati a passare 18 ore (e' solo un esempio) a scuola. Se scrivi di adolescenti, e' inevitabile che parlerai di scuola. Inoltre le associazioni, le attivita' extra-scolastiche, le sfide, etc, sono oltremodo tutti quanti terreni 'fertili' e conosciuti su cui innestare delle storie. Uno dei principali assunti del genere fantastico infatti e' quello che indica che per 'sottolineare' e rendere la 'dimensione' reale del fantastico, si debba partire dalla descrizione nella storia che si vuole narrare della 'misura' del normale, della quotidianita'. In tal modo nella storia sara' subito palese e molto piu' evidente la misura del fantastico; se invece inizi a parlare immediatamente di un mago che fa incantesimi, per quanto curiosa possa sembrare tale asserzione, non stai parlando di 'fantastico', ma del 'quotidiano' normale del mondo in cui si trova il mago. La cosa del rimanere pur sempre ancorati a qualcosa di "normale" o comunque un ambiente a loro familiare, potrebbe essere una spiegazione, però penso possa dipendere pure da una sorta di riscatto sociale, nel senso a chi non piacerebbe essere quello più amato, invidiato ecc.. della scuola, mentre nella realtà si è spesso solo un numero tra tanti studenti. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Endrius Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 Le divise femminili con un design spesso e volentieri improponibile è MOE e fa vendere. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Il grande Mu Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 Le divise femminili con un design spesso e volentieri improponibile è MOE e fa vendere. Te dovevi venire a Nagoya con me e Rollò Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 Le divise femminili con un design spesso e volentieri improponibile è MOE e fa vendere. Quando ha ragione, ha ragione Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
aznable85 Inviato 24 Febbraio, 2010 Share Inviato 24 Febbraio, 2010 Le divise femminili con un design spesso e volentieri improponibile è MOE e fa vendere. :sisisi: :sisisi: Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 25 Febbraio, 2010 Share Inviato 25 Febbraio, 2010 In risposta alla domanda originale: perché ciascuno non può narrare nient'altro che quello che ha vissuto, in un modo o nell'altro. Se vuole essere almeno un po' credibile, eh. E perché per rendere fruibile una narrazione bisogna fare in modo che il lettore possa empatizzare, ovvero immedersimarsi almeno un poco, con la narrazione. Quindi se sei un giapponese e vuoi narrare una storia d'amore per ragazzini giapponesi, dove l'ambienti? Sulla luna? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 25 Febbraio, 2010 Share Inviato 25 Febbraio, 2010 validi tutti gli interventi letti finora Francamente non capisco questo ragionamento. Se passano la maggior parte del proprio tempo a scuola che senso ha ambientare un'opera di evasione in tale luogo? Faccio notare però che molto spesso l'evasione c'è anche lì nei seguenti modi: - molte volte c'è un'intrusione del fantastico nel reale della scuola, il che rende quest'ultimo non reale ma fantastico ed evasivo. Il che è quello che ha detto, anche molto meglio, Shuji nel post #10 - altre volte si narra una storia di ambientazione scolastica ma si mettono dentro dei protagonisti che si comportano in modo irreale, il che rende tutto in un certo senso d'evasione ( cazzo un prof come Onizuka, che poi alla fine non è manco irreale, crea già un'atmosfera ben lontana dal grigiore scolastico medio. [ by the way: un mio amico interrogato dalla prof: ma perché fai tutte ste assenze ( tipo oltre 100 l'anno ), dritto dritto risponde: perchè non me ne tiene da veni aessi ] ) Quanto detto da Shito invece mi pare molto giusto - ricordo il detto di Char la cometa rossa - ma anche sbagliato. Chessò Evangelion narra un pò quello che ha vissuto Anno - più a livello di sentimenti che di fatti ovviamente - e mi pare ambientato più o meno su un equivalente della luna. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 25 Febbraio, 2010 Share Inviato 25 Febbraio, 2010 Diciamo che ci sono vari motivi: il primo è che i giappi, una volta finita la scuola, entrano di solito in una gabbia sociale sempre più piccola, fatta di pochi svaghi e amici, e il periodo scolastico rimane un esperienza intensa ricordata con leopardiana malinconia. Il secondo motivo va attribuito a Rumiko Takahashi , che ha creato Lamù , dove molte sue storie di genere fantastico avevano l'innovazione di essere ambientate totalmente a scuola ( penso fosse stata la prima a farlo con assiduità),e a Mamoru Oshii, che ha enfatizzato la cosa nella serie TV. Da allora,la scuola è diventata un ambientazione obbligatoria per ogni manga e anime adolescenziale, un mundus slegato dalla normale realtà, dove può accadere di tutto e veder esauditi i propri desideri. Terzo motivo, e più importante, e che ci sono troppi mangaka ed animatori con scarsa fantasia, che non sanno fare altro che copiare questo canovaccio, con tutte le modifiche del caso, da 30 anni a questa parte. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 25 Febbraio, 2010 Share Inviato 25 Febbraio, 2010 (modificato) No, un attimo, mi state dicendo che gli studenti giapponesi amano a tal punto la scuola da volerla "vivere" anche nelle opere di fantasia? O magari la odiano. Fatto sta che vende (ed è facile da usare), come i romanzi familiari dell'epoca d'oro della borghesia industriale. E non è che fossero tutti granché "realistici", sebbene non vi fosse magia: sempre base immediata per tutto quello di improbabile potesse avvenire. Non ci vorrebbe molto ad usare l'università per dire (Moyashimon), ma non "prende". perché ciascuno non può narrare nient'altro che quello che ha vissuto, in un modo o nell'altro. Se vuole essere almeno un po' credibile, eh. Quindi Stephen King da piccolo combatteva sul serio l'Orrore Venuto dallo Spazio coi i suoi amici sfigati, e Tracy Chevalier s'è fatta dipingere da Vermeer in persona? AWESOME! P.S.: a proposito di divise moe, ieri ho visto L'Altra Metà dell'Amore. Altamente unseif. Modificato 25 Febbraio, 2010 da Dairon Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
kache Inviato 25 Febbraio, 2010 Autore Share Inviato 25 Febbraio, 2010 Scusate se non riporto tutti i messaggi, ma dite fondamentalmente tutti la stessa cosa. Il punto è che, se davvero il motivo è il target e, appunto, la necessità di immedesimare il target nella storia, perché solo i giapponesi sono arrivati ad un tale sovraffollamento di prodotti ambientati in scuole, mentre buona parte delle opere occidentali aventi come target gli adolescenti (partendo dai comics finendo con i film) non sono ambientati in scuole, ma generalmente in ambienti molto più eterogenei (ad esempio città intere) dove un'eventuale scuola è soltanto una piccola parte dell'ambientazione, e non il fulcro della stessa? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Endrius Inviato 25 Febbraio, 2010 Share Inviato 25 Febbraio, 2010 Ma in uan scuola occidentale che ci vuoi ambientare, visto che noi ci passiamo dalle 5 alle 8 ore? Loro ci passano 18 ore, c'hanno i club, hanno il seto kaichou, qu a abbiamo al massimo il rappresentante d'istituto, che non è un feticcio sessuale come quello giapponese. Là la vita a scuola è un microcosmo, qua al massimo ti tirano fuori una cosa tipo Amici delal De Filippi. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
ryoga Inviato 25 Febbraio, 2010 Share Inviato 25 Febbraio, 2010 Beverly Hills 90210, Bayside School, Sweet Valley High, Buffy, Sabrina vita da strega, Hannah Montana, Boy meets world, devo realmente continuare? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
kache Inviato 25 Febbraio, 2010 Autore Share Inviato 25 Febbraio, 2010 Beverly Hills 90210, Bayside School, Sweet Valley High, Buffy, Sabrina vita da strega, Hannah Montana, Boy meets world, devo realmente continuare? Che, devo mettermi a farti la lista di tutta la roba che non è ambientata in una scuola? O_O Cioé, potrei tranquillamente prendere paro paro la lista da wikipedia e rimuovere un paio di record... Si può dire la stessa cosa dei media giapponesi? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
ryoga Inviato 25 Febbraio, 2010 Share Inviato 25 Febbraio, 2010 I motivi ti sono stati spiegati e la proporzione, tenendo conto del differente tempo che un adolescente dedica alla scuola, è la stessa. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Joker Inviato 25 Febbraio, 2010 Share Inviato 25 Febbraio, 2010 No, un attimo, mi state dicendo che gli studenti giapponesi amano a tal punto la scuola da volerla "vivere" anche nelle opere di fantasia? O magari la odiano. Fatto sta che vende (ed è facile da usare), come i romanzi familiari dell'epoca d'oro della borghesia industriale. E non è che fossero tutti granché "realistici", sebbene non vi fosse magia: sempre base immediata per tutto quello di improbabile potesse avvenire. Non ci vorrebbe molto ad usare l'università per dire (Moyashimon), ma non "prende". perché ciascuno non può narrare nient'altro che quello che ha vissuto, in un modo o nell'altro. Se vuole essere almeno un po' credibile, eh. Quindi Stephen King da piccolo combatteva sul serio l'Orrore Venuto dallo Spazio coi i suoi amici sfigati, e Tracy Chevalier s'è fatta dipingere da Vermeer in persona? AWESOME! P.S.: a proposito di divise moe, ieri ho visto L'Altra Metà dell'Amore. Altamente unseif. Mica solo per le divise! Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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