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Bonelli & Panini - la santa Alleanza internazionale


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L'annuncio è di quelli che lasciano interdetti...Un accordo internazionale fra le due più importanti case editrici di fumetti italiane...la Panini Comics e la Bonelli...

 

Da sole capaci di coprire - inutile ricordarlo - il sessanta/settanta per cento del mercato fumettistico italiano ( extra Disney ) un accordo a lungo termine che assegna a Panini la gestione delle licenze editoriali dei fumetti Bonelli in tutto il mondo, ad esclusione dell'Italia.

 

L'annuncio dalle pagine della Panini Comics...

 

http://www.paninicomics.it/web/guest/news?id=33319

 

Sergio Bonelli Editore S.p.A. e Panini S.p.A. sono lieti di annunciare di aver firmato un accordo a lungo termine che assegna a Panini la gestione delle licenze editoriali dei fumetti Bonelli in tutto il mondo, ad esclusione dell’Italia.

 

Bonelli, che è il principale editore di fumetti italiani, pubblica con

successo in Italia un'ampia linea di personaggi, dai classici Tex,

Zagor, Martin Mystére, Dylan Dog, Julia ai nuovissimi successi come

Dampyr, Volto Nascosto, Caravan.

 

Le sue collane sono già pubblicate negli Stati Uniti, in Francia, Spagna, Brasile, Turchia, Olanda, Norvegia, Svezia, Grecia e nei paesi di lingua slava.

 

Panini, che è uno dei principali editori di fumetti in Italia,

Francia, Germania, Spagna, Brasile, Regno Unito, Olanda e Turchia, già

gestisce internazionalmente – in oltre trenta paesi - le licenze

editoriali di titoli come Spider-Man, Iron Man, Hulk e gli altri eroi

della Marvel Comics, delle opere di Milo Manara, dei personaggi

fantasy Conan di Robert E. Howard e Red Sonja, degli adattamenti a

fumetti delle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi e di numerosi

altri titoli.

L'accordo tra Sergio Bonelli e Panini affida a quest'ultima lo

sviluppo internazionale delle licenze editoriali su Tex, Dylan Dog e

degli altri personaggi della scuderia dell'editore milanese,

nell'ottica di una crescente espansione del fumetto italiano e dei

suoi autori e personaggi nel mondo.

 

Marco M. Lupoi – direttore licensing e publishing di Panini S.p.A. –

ha dichiarato "Siamo orgogliosi di aver stretto questo accordo con

Sergio Bonelli Editore e di diventare gli ambasciatori nel mondo di

una delle più grandi scuderie di eroi mai creati. Si tratta di una

delle migliori produzioni a fumetti del pianeta, che merita una

diffusione sempre più ampia e sempre più internazionale."

 

Il Gruppo Panini, con sede a Modena e con filiali in Europa e America

Latina, è leader mondiale nel settore delle figurine adesive e delle

trading cards. Multinazionale leader nella pubblicazione di fumetti,

riviste per ragazzi e manga in Europa e America latina, è inoltre il

più importante distributore di comics e fumetti nelle librerie

specializzate italiane ed è attivo con diversi progetti nel settore

multimedia. Nel 2008, il Gruppo Panini ha conseguito un fatturato di

600 milioni di euro, con distribuzione in più di 100 paesi e un

organico di oltre 700 dipendenti

 

 

Quali sono gli sviluppi possibili di questo annuncio ?? Quali le motivazioni della Bonelli ?? Che cosa spinge la più grande casa - la vera casa editrice di fumetti italiana su questa via ??

 

Perchè Sergio Bonelli ha scelto questa strada per lo sviluppo internazionale del suo gruppo ??

 

E - domanda accessoria - quali sono esattamente le intenzioni di Panini ??

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L'alleanza più stupida, idiota ed esilarante nella storia del fumetto mondiale: l'unico mercato che potrebbe veramente far gola è quello americano dove i prodotti Bonelli sono stati notoriamente un flop colossale. Inoltre per struttura, formato, narrazione old-fashioned e da secolo scorso, mediocrità cronica di scrittura, concepts derivativi e ignobili e lontani anni luce da ogni zeitgeist e momentum li rendono secolarmente non solo inappetibili ma difficilmente esportabili in qualsivoglia Paese del mondo. La verità è che il moderno e contemporaneo fumetto italiano è quanto di peggio si possa trovare nel globo terracqueo e gli scrittori nostrani (non solo di fumetti ma dell'intero arco multimediale di casa nostra) sono in assoluto tra i peggiori mestieranti dell'industria culturale globale.

Modificato da Boyd
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Ma è da considerare come nei paesi slavi le opere come Dampyr,vadano molto bene..Inoltre opere come le miniserie possono essere presentate a un pubblico adulto.. Volto Nascosto ha un suo interesse notevole.

 

Durante una conferenza a Mantova sbaglio o si è parlato da parte della Panini di forti investimenti nel campo delle Action Figure e dei gadget in genere ??

 

A parte questo l'industria di Hollywod è sempre in cerca di nuove "sceneggiature originali" o mi sbaglio

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Ma infatti quello Bonelliano è materiale così osceno, marcio, ripugnante, datato e privo di qualsivoglia originalità e guizzo creativo, che può funzionare solo in Paesi sottosviluppati come l'Est Europa o di tipo Latino. Considera pure che oltre il 70% di quelle collane è in perdita e Bonelli è costretto a tenerle artificialmente in vita per mantenere una chilometrica flotta di parassiti adagiati nell'assistenzialismo statalista. Bonelli ormai non è più un editore ma un Ministero.

 

A parte questo l'industria di Hollywod è sempre in cerca di nuove "sceneggiature originali" o mi sbaglio

 

Cosa c'entra Hollywood con l'alleanza asinina Panini/Bonelli? Se a Tinseltown hanno bisogno di sceneggiature originali o di proprietà da adattare non vanno mica alla ricerca di un editore del quale non sanno neanche l'esistenza e che nel fumetto mondiale occupa a malapena una nota a piè di pagina, ci sono tanti eccellenti fumetti anglosassoni che attendono di essere tradotti in celluloide, sai che gli importa delle cloache senza sfogo, fogne a cielo aperto rigurgitate mensilmente da braccia rubate all'agricoltura.

Modificato da Boyd
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Booom. Certo, l'infame Bonelli non è quello che fa lavorare Luca Enoch e produce cose come Gea, ma solo il tizio che si riempie le tasche con Tex e Dylan (che comunque, pur decadenti, continuano ad avere più senso di qualunque Bleach e a vendere più di Superman e forse anche più degli X-Men. Fino a dieci anni fa, sicuramente di più.)

Trolla meno, via.

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Certamente lo scopo dell'accordo è quello di portare con maggiore efficacia gli albi Bonelli in tutti quei paesi in cui la Panini ha le mani in pasta: si diceva America Latina, è verissimo, ma anche Germania, Francia, Grecia (mi pare), ed Est Europa. :sisi:

 

Di certo NON è un accordo per andare in USA.

Effettivamente sarebbe un po' dura. :lol:

 

Comunque l'idea è buona e, al contrario di chi ne parla male, vedo in essa ALMENO l'intenzione di non restare fossilizzati qui, parlando sempre delle stesse cose, sempre nello stesso modo.

Si potrà obiettare che il prodotto è sempre quello, ma ritengo che una volta ampliato il bacino d'utenza il feedback cambia, portando necessariamente a cambi di rotta, cambi di prospettiva, ampliamento degli orizzonti.

 

Che sia lo stimolo giusto per rianimare un po' il parco testate della Bonelli, che stagna (pur con qualche punta di qualità) da troppo tempo?

Io lo spero, ma aspettiamo e vediamo. :snack:

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Booom. Certo, l'infame Bonelli non è quello che fa lavorare Luca Enoch e produce cose come Gea, ma solo il tizio che si riempie le tasche con Tex e Dylan (che comunque, pur decadenti, continuano ad avere più senso di qualunque Bleach e a vendere più di Superman e forse anche più degli X-Men. Fino a dieci anni fa, sicuramente di più.)

Trolla meno, via.

 

Eccone un altro che ha capito tutto. Non sto parlando di mercato, profittie volumi di vendite, ma di talento, creatività, visione artistica, capacità di manipolare le regole del linguaggio, tutti elementi assenti dal fumetto nostrano ( e da ogni segmentino dell'industria multimediale) da qualche decade. Citami un solo nome che possa anche solo lontanamente essere paragonato, non dico ai mostri sacri del rinascimento americano anni '80, ma anche solo ai nuovi talenti delle ultime generazioni tipo Aaaron Johnson, Brian Wood, Ed Brubaker, Jeff Parker, Fred VanLente, David Laphalm, Joe Michael Straczynski, Brian K. Vaughan, Darwin Cooke, Joss Whedon, Geoff Johns, Kevin Smith, Matt Fraction, Rick Reminder, Gerard Way, John Layman...devo continuare?

Enoch te lo lascio volentieri: io mi leggo Scalped o Chew, grazie. Continuate pure a divorare escrementi.

Modificato da Boyd
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Una mia chiusa finale sull'argomento: c'era un solo autore italiano che non solo aveva le potenzialità di diventare l'Alan Moore nostrano ma era anche l'unico che avebbe potuto rivoluzionare nelle fondamenta il miserabile fumetto italico traghettandolo definitivamente nel 21° secolo: Peppe Ferrandino. E' una vera fortuna che se ne sia andato sbattendo la porta perchè disgustato dall'ambiente, perlomeno ha trovato fama, gloria e fortuna nella letteratura. Ogni Paese ha gli scrittori che si merita: evidentemente noi ci meritiamo questi porci senza arte nè parte, scippati al mercato ortofrutticolo.

Modificato da Boyd
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che può funzionare solo in Paesi sottosviluppati come l'Est Europa o di tipo Latino

 

Credo tu debba aggiornare i tuoi dati sul PIL pro capite, en passant. A meno di non considerare l'Italia sottosviluppata (od una differenza di meno di mille dollari discriminante).

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Effettivamente sopratutto i paesi del centro Europa(repubblica Ceka, Ungheria ed alcuni paesi ex-Yugoslavi) in vent'anni hanno raggiunto un apprezzabile miglioramento delle condizioni economiche, comunque tornando in topic, mi sembra che l' unico bacino di udenza per i prodotti Bonelli sia sopratutto il mercato europeo, anche se io pho qualche dubbio per il mercato granco-belga già degnamente occupato da prdotti nazionali.

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anche se io pho qualche dubbio per il mercato franco-belga già degnamente occupato da prodotti nazionali.

 

Ma infatti neanche per quel mercato si presta: sarebbe come proporre la cucina rancida di una bettola malfamata e lurida a chi è abituato alle delizie della nouvelle couisine. :lolla: Adatti solo per nazioni da terzo o quarto mondo. :giggle:

Modificato da Boyd
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Ma infatti quello Bonelliano è materiale così osceno, marcio, ripugnante, datato e privo di qualsivoglia originalità e guizzo creativo, che può funzionare solo in Paesi sottosviluppati come l'Est Europa o di tipo Latino.

Quante cazzate. Il Sudamerica ha sfornato fumetti, autori e disegnatori di altissimo livello che in molti casi se li magnano gli ammerigani.

 

E pure il fumetto bonelliano, pur nei suoi limiti e difetti, ha saputo tirar fuori della buona roba con picchi di alta qualità.

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  • 9 months later...

Scusate, riporto su questo thread perchè mi ha colpito questa frase:

 

Considera pure che oltre il 70% di quelle collane è in perdita e Bonelli è costretto a tenerle artificialmente in vita per mantenere una chilometrica flotta di parassiti adagiati nell'assistenzialismo statalista.

Io sono un lettore e basta, ignorante dei dati di venduita, ma non credevo che la maggior parte delle serie Bonelli fosse in perdita.

La Bonelli riceve soldi dallo Stato, come i quotidiani?

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Io credo semplicemente che alla Bonelli si faccia un tipo di fumetto, esattamente come alla Shueisha si fa un tipo di fumetto e alla Marvel un altro tipo di fumetto.... non sò se Bonelli sia così in crisi finanziaria come si dice in giro da anni ( allora come mai non è ancora fallita?), e sicuramente gli sceneggiatori e disegnatori oggi sono un pò in crisi creativa ( ma cose belline ogni tanto le tirano fuori).

Bonelli fa un tipo di fumetto ( che può piacere o non piacere, sia chiaro) fuori dalle mode del momento, è forse è per questo che bene o male riesce sempre a stare a galla nonostante tutto.

Modificato da Zio Sam
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Bonelli fa un tipo di fumetto ( che può piacere o non piacere, sia chiaro) fuori dalle mode del momento, è forse è per questo che bene o male riesce sempre a stare a galla nonostante tutto.

Beh, Bonelli fa un tipo di fumetto che, al di la dei generi, è abbastanza simile tra le varie collane, e consolidato nel tempo.

Cioè, intendo come impianto narrativo, o come "gabbia" delle vignette.

Alcuni tentativi di svecchiare i concetti e le trame sono stati fatti, in passato. Penso alle miniserie, oppure a personaggi "strani" come Dampyr o Magico Vento.

Certamente, è dura far passare l'innovazione di qualsiasi natura in casa Bonelli; e onestamente, non posso nemmeno biasimarli più di tanto.

Se io fossi Bonelli, e Tex o Zagor (per dirne due che penso vendano abbastanza) mi assicurano una quantità di venduto soddisfacente, perchè rischiare e cambiare qualcosa?

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