Tetsuya Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 Ma c'e' di peggio. Kevin, lo sai che negli anni '70, alla DC Comics facevano ritoccare il volto del Superman di Jack Kirby (ripeto, Jack Kirby) per allinearlo alle loro direttive commerciali? :) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
onirepap Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 Ma c'e' di peggio. Kevin, lo sai che negli anni '70, alla DC Comics facevano ritoccare il volto del Superman di Jack Kirby (ripeto, Jack Kirby) per allinearlo alle loro direttive commerciali? :) Dimmi che nelle ristampe sto stupro è stato evitato please.. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Tetsuya Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 Non lo so. Se sono intervenuti (come penso) sulle tavole originali, non credo ci siano molti margini. C'e' pero' da dire che Kirby fotocopiava tutte le sue tavole prima di inviarle, quindi almeno la possibilita' di visionare l'originale (e nel Jack Kirby Collector, la rivista della Twomorrow, ne hanno pubblicate) c'è. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 (modificato) Avete mai visto le matite di Michelangelo? Sono infinitamente più belle, espressive, intense dei disegni finalizzati (generalmente affreschi, nel caso). Questo perché, c'è veramente poco da fare, la testa-braccio-mano-matita-grafite è un canale molto più diretto che la chinatura, che il ripasso, che il touch-up. E' la ragione per cui, se vedi i genga o anche i layout (per chi usa questo passaggio intermedio) di un anime, beh, è infinitamente più intenso del prodotto finito, dei cel. La pulizia, la nitidezza, la 'normalizzazione del tratto e della tavola' ne minimizzano quell'imperfezione che *è* essa stessa l'espressività. Nel disegno originale c'è yuyya la forza vivida della generazione del disegno stesso. Del resto, la vita stessa è una perturbazione, no? Modificato 5 Agosto, 2012 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 (modificato) La pulizia, la nitidezza, la 'normalizzazione del tratto e della tavola' ne minimizzano quell'imperfezione che *è* essa stessa l'espressività. Caso mai è il contrario : è la chinatura nei fumetti , così come l'alta definizione negli anime che esaltano l'imperfezione del disegno attraverso la perfezione della riproduzione dell' immagine. Che pare un ossimoro ma è così. Perchè la matita i contorni sfocati rendono un disegno non imperfetto, ma spingono il cervello a vedere quello che non c'è, ad adattarlo al proprio gusto ed esigenza. O più semplicemente, si vedono in maniera più evidente le magagne, come quando vedi dei disegni in un formato pocket ti sembrano una cosa, li vedi nel formato gigante vedi mille imperfezioni e magagne, sembrano anche più "vuoti". E' anche vero però che tanti disegni chinati visti dal vivo fanno un effetto moooolto migliore rispetto al vederli stampati o sullo schermo di un PC. E ancora: ci si dimentica che un inchiostratore è un essere umano ed è impossibile ricalcare fotograficamente un disegno. Ogn artigiano ci metterà un pò del suo tocco. non è venuto malaccio, credo. Modificato 25 Settembre, 2012 da Zio Sam Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 Allora, provo a spiegarmi meglio. Innanzitutto il soggetto e' un personaggio solo, senza fondo. Secondo, il soggetto e' uno sketch, appunto di personaggio, e non una tavola completa. Terzo, uno dei criteri per giudicare la validita' di un disegno e' il 'come sono tirate le linee'; ok che e' una prova tanto per fare, ma la linea e' debole ed incerta; ad esempio nel braccio destro, nella spalla, la linea e' troppo poco uniforme, specie all'esterno, e la spalla risulta troppo alzata. Ci sono poi molte altre incertezze, come elementi della matita nei capelli che non sono stati cancellati. Ad esempio, bisogna anche vedere il contrasto che hai usato; mi e' capitato di vedere in diverse occasioni dei disegnatori/e anche inchiostratori, che hanno lasciato un bianco un po' sporco o hanno lasciato dei residui di layer progressivi che una volta uniti hanno 'composto' uno sfondo del tutto impercettibilmente grigio, che poi a seconda si risolve in stampa con un sottile livello di azzurro; lo si vede nelle ciano. per i punti; primo, uno sketch non ha pretese di tavola completa, anzi, non lo vuole essere, quindi e' il soggetto di prova ad essere errato per il contesto di cui stiamo parlando. Secondo, non essendo una tavola completa, puoi benissimo giocare e anche rendere uniforme il piu' possibile la china, la cosa quindi non porta concretamente granche' nell'economia del discorso. Terzo, quella linea e' realmente troppo incerta da poter essere sottoposta al vaglio di un responsabile/editore. Visto che siamo in un forum in cui si parla anche di manga, non ho idea se tu abbia visto un mangaka realizzare proprio quel tipo di sketch che hai riportato qua sopra; lo realizza senza alcuna incertezza di tratto e di linea in una manciata di secondi, perche' sa molto bene come con un paio di righe delineare un personaggio che ben conosce. Le chine che hai mostrato tu invece evidenziano insicurezza, che hai ripassato in diverse occasioni lo sketch. Un disegno 'comunica' molto anche per il 'come' e' realizzato; indecisioni sulla linea fanno passare in secondo piano il disegno stesso, come in un testo scritto dei lunghi periodi che tendono a 'specificare' meglio cio' che vogliono dire 'indicano' a loro volta insicurezza. In definitiva, lo 'stile' si ha solo ed unicamente quando, alla fine di un lungo percorso, si puo' comunicare con efficacia e immediatezza e soprattutto 'sintesi'. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 (modificato) Infatti anche se noi parliamo di 'matite', grandi artisti -da Michelangelo a Cavazzano, per coprire un arco italico- schizzano a penna o con altri tratti indelebili. La maggioranza degli schizzi di M. sono a china, direttamente, o a carboncino, raramente a punta d'argento (iirc). Cavazzano schizza con penna o pennarello con una fermezza di polso, leggiadria e a tempo stesso decisione (e quindi personalità) del tratto da fare paura, davvero. Modificato 5 Agosto, 2012 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 (modificato) E' la ragione per cui, se vedi i genga o anche i layout (per chi usa questo passaggio intermedio) di un anime, beh, è infinitamente più intenso del prodotto finito, dei cel. Lol no. Del resto, la vita stessa è una perturbazione, no? Life is negentropic and self-organizing aperiodic crystal. Il contrario di una perturbazione, in effetti. Modificato 5 Agosto, 2012 da Dairon Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 Allora, provo a spiegarmi meglio. Innanzitutto il soggetto e' un personaggio solo, senza fondo. Secondo, il soggetto e' uno sketch, appunto di personaggio, e non una tavola completa. Terzo, uno dei criteri per giudicare la validita' di un disegno e' il 'come sono tirate le linee'; ok che e' una prova tanto per fare, ma la linea e' debole ed incerta; ad esempio nel braccio destro, nella spalla, la linea e' troppo poco uniforme, specie all'esterno, e la spalla risulta troppo alzata. Ci sono poi molte altre incertezze, come elementi della matita nei capelli che non sono stati cancellati. Ad esempio, bisogna anche vedere il contrasto che hai usato; mi e' capitato di vedere in diverse occasioni dei disegnatori/e anche inchiostratori, che hanno lasciato un bianco un po' sporco o hanno lasciato dei residui di layer progressivi che una volta uniti hanno 'composto' uno sfondo del tutto impercettibilmente grigio, che poi a seconda si risolve in stampa con un sottile livello di azzurro; lo si vede nelle ciano. Uno e due :il disegno era messo solo a esempio su come una chinatura , se fatta da una persona diversa dall' autore originale, modifica sempre la traccia originale. Terzo: le linee non devono essere uniformi: se il tratto non cambia densità , non trasmetteil volume degli oggetti e persone , la loro sfericità. La spalla è troppo alta ? Bè, prenditela con Portilho, lui disegna così. Anche perchè questo non è un disegno realistico ma cartonesco: quindi alcune esagerazioni ( tipo le mega-tettone con uber capezzoli se non li hai notati) ci possono stare. Riguardo la matita che si vede sotto il disegno, credi che non me ne sia accorto ? Che sono così niubbo da non saper usare i livelli di luminosità/contrasto ? Li ho lasciati apposta perchè tanto era un esempio ( infatti sulla mia gallery c'è il disegno colorato senza alcuna traccia di matita). Ma toglimi una curiosità Shuji : sei un disegnatore professionista o un insegnate d' arte ? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 Ti sembrera' strano, ma diverse volte ho visto questo 'alone' nelle ciano anche da disegnatori non alle prime armi, dipende come si realizzano le cose. Per curiosita', a volte puo' capitare per via dei blocchi da disegno utilizzati, e poi scansionati. (o dei fogli che possono essere forniti direttamente dall'editore con le smarginature, ma e' raro) Sono dettagli che non si vedono a schermo, ma prima di consegnare un disegno e' bene verificarli, proprio agendo su contrasto e luminosita' su un painter (o sempre il solito photoshop). Io sono solo un consulente editoriale, tra le altre, quegli omini absolutely low profile che fanno in modo di realizzare cose. p.p.s le linee non devono essere uniformi: lo so, l'ho scritto anch'io, in quel contesto l'uniformita' era relativa al tratto inchiostrato, non al complesso del disegno (rivedi il tratto e vedi bene che intendo). p.s. siamo dannatamente otti', dopo penso a come chiamare sto nuovo topic Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 Sono dettagli che non si vedono a schermo, ma prima di consegnare un disegno e' bene verificarli, proprio agendo su contrasto e luminosita' su un painter (o sempre il solito photoshop). Ehh, ma c'è un trucchetto per eliminare i difetti della carta o i residui di matita invisibili su schermo in maniera definitiva e veloce senza possibilità di errore o sgradite " sorprese" in fase di stampa. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 Non sono io che disegno, ma a furia di sentire smadonnamenti quando posso 'metto sull'avviso' Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Creed Inviato 5 Agosto, 2012 Share Inviato 5 Agosto, 2012 Visto due settimane fa circa... non mi è piaciuto per niente, troppo sbrigativo e pieno di ''figate moderne'' che alla fine rimangono solo buffonate. Il costume di spidey poi.... le lenti GIALLE? I colori sballati? Il cattivo non ha un minimo di spessore psicologico ed i combattimenti mi hanno annoiato, se dovessi dare un voto darei 6 su 10 il vero film del ragno resterà sempre quello di Sam Raimi secondo me, che univa lo stile dell'originale fumetto con l'ultimate senza la pretesa di somigliargli troppo (come in quest'ultimo film dove ci hanno ficcato le stesse identiche fottute battute del comic) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 12 Agosto, 2012 Share Inviato 12 Agosto, 2012 Visto anch'io. Questo film ha un paio di grossi problemi di fondo, dei quali uno e' devastante. Breve excursus per spiegare meglio il concetto che seguira'. Cos'e' che rende qualcuno un 'personaggio'? Quel tiratore italiano alle olimpiadi, che ad un certo punto non aveva capito di star facendo le qualificazioni/finali e se n'e' accorto solo dopo, se ne e' piu' parlato per la medaglia vinta, o per questo aneddoto? Valentino Rossi, e' piu' conosciuto per le vittorie che ottiene(otteneva) o per i comportamenti 'extra gara' e il folklore relativo? Un personaggio nasce dalle contraddizioni; e' nei differenti punti di vista possibile di un qualcuno che si crea la 'tridimensionalita' di un personaggio, ed e' da qui che nasce quindi un personaggio. Ora. Questo non e' un film su Spiderman. E' un film su Peter Parker. Questo in quanto i supereroi avevano e hanno di fondo una resa e una concezione geniale del personaggio; Peter Parker e' un secchione maltrattato a scuola, ma quando *si mette* la maschera dell'uomo ragno *diventa* altra cosa; e l'accentuata dicotomia sempre presente a livello del personaggio, l'estrema differenza tra Parker e Spiderman, ha creato e crea il personaggio. Quindi il costume 'funziona' come un interruttore tra due ambiti differenti, ma che hanno in comune la stessa persona. La 'sintesi' perfetta del discorso del personaggio che nasce dalle contraddizioni. Tutto molto bello, ma ecco il problema (uno dei due) grosso, enorme, del film in questione. Qui non c'e' Peter Parker che 'diventa' Spiderman, che mette la maschera e 'spinge' l'interruttore; no. Qui c'e' una persona, Peter Parker, che la maschera potrebbe benissimo non averla proprio. Questo in quanto non esistono due ambiti e contesti narrativi che hanno in comune una persona, ma una persona (Peter Parker) che indossa un costume. Prima 'trascina' nella propria vita Gwen Stacy dicendole 'con un colpo di ragnatela' che cosa fa lui, poi sara' Lizard/Connors a rivolgersi a lui, scoprendolo, come Peter Parker, poi sara' il padre di Gwen a rivolgersi a lui come Peter Parker, e solo alla fine tanto per sport gli ridara'la maschera, che praticamente quando contava non ha mai indossato. Per poi finire il film sempre come Peter Parker. Quindi in questo film non c'e' contraddizione nel personaggio; Peter Parker mena i cattivi, eliminando nei fatti la dicotomia propria del personaggio (e dei super eroi in genere) e regalandoci un qualcuno tremendamente piatto e monodimensionale. Il secondo grosso problema e' che nei fatti manca l'elemento 'scatenante' della storia; o manca o e' naufragato nella prima parte che dovrebbe creare il livello 'normale' e quotidiano della vicenda, che pero' va sull'oretta andante. Fosse stato scritto cosi' il fumetto originale e introdotto per la prima volta il personaggio, avremmo avuto almeno 3 o 4 albi per delineare il livello del 'normale' sul quale poi 'incidere' con l'evento dinamico. L'evento dinamico e' la morte di Zio Ben, anche piu' del morso del ragno, in quanto l'effetto del morso del ragno va 'metabolizzato' in un po' di tempo e mostrato, quell'evento tragico che inneschera' un senso di colpa grande quanto una casa, sara' quello che determinera' poi lo svolgersi successivo dell'azione. Marc Webb ha stravolto la 'fenomenologia' e gli equilibri del personaggio; ha realizzato la sua versione di Spiderman, ma a livello di equilibri, tempi, caratterizzazioni, elementi fondanti del personaggio, ha fatto un bel buco nell'acqua. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Tetsuya Inviato 12 Agosto, 2012 Share Inviato 12 Agosto, 2012 Fosse stato scritto cosi' il fumetto originale e introdotto per la prima volta il personaggio, avremmo avuto almeno 3 o 4 albi per delineare il livello del 'normale' sul quale poi 'incidere' con l'evento dinamico. Che e' quello che succede in Ultimate, in sostanza. Vado a memoria ma se non erro, la morte di zio Ben e' nella pagina finale di USM 3 e si sviluppa nel 4. Marc Webb ha stravolto la 'fenomenologia' e gli equilibri del personaggio; ha realizzato la sua versione di Spiderman, ma a livello di equilibri, tempi, caratterizzazioni, elementi fondanti del personaggio, ha fatto un bel buco nell'acqua. Una cosa simile la ipotizzavo dai tempi della preproduzione di questo film, piu'o meno. E per questo a quelli che si incazzano dicendo che questo film non ha niente a che vedere con il Ragno classico dico, si e' vero ma sbagliate a incazzarvi per questo motivo. Perche' era chiaro che qeusto film avrebbe preso una direzione autonoma, nel bene o nel male. Questo a prescindere dagli innegabili difetti che ha questo film. L'Uomo Ragno e' entrato nello status dei personaggi iconici/multimediali al livello di Superman e Batman, ovvero liberta' di riscrittura piu' o meno fantasiosa rispetto alla matrice originale. Diro' di piu', mi sbilancio e dico che l'Uomo Ragno classico con tutti i crismi non lo vedrete mai in una trasposizione cinematografica o telefilmica. L'unica possibilita' era Raimi, ma anche lui l'ha fatta fuori dal vasino, all'epoca. Aggiungiamo che l'Uomo Ragno "classico" in sostanza e' stato neutralizato anche nei comics... il gioco e' fatto. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 15 Agosto, 2012 Share Inviato 15 Agosto, 2012 Tanto per intenderci; io non sto criticando il film in relazione alla figura 'originaria' dell'uomo ragno. Io sto ponendo una critica al come e' impostato questo film. Non in relazione alle origini 'originali', quanto al modo di raccontare il super-eroe. Quando un super-eroe 'indossa' la maschera, diventa cosa altra, le relazioni intorno a lui cambiano, le vicende stesse che orbitano intorno a lui mutano, si tratta di due 'domini' del tutto differenti. In questo film, nonostante che la maschera esista, non viene mai realmente indossata; togliere una maschera, per un super eroe in costume e' 'strappargliela', violentare in un qualche modo quella identita', porre dinanzi il super eroe a cio' che in realta' e'. Qua peter parker, prima rivela la propria identita' a Gwen con un numero da circo, poi perde/indossa/riperde/re-indossa la maschera, ma spesso e' a volto scoperto. Un super eroe, volente o nolente, rende anche una personalita' profondamente dissociata, quasi bipolare. Qui perter parker avrebbe potuto indossare qualunque cosa, e il film sarebbe comunque incentrato su peter parker che indossa qualcosa, poteva andar bene anche una maschera da carnevale da Goblin, per quello cui poteva servire il costume e l'identita' relativa. Questo e' un brutto film su Spiderman, che centra le proprie risorse e carte su peter parker. E, ripeto, a me non interessa che segua o meno le origini o chissa' quale incarnazione del super eroe, ma che almeno i meccanismi di un film di genere ci siano. Altrimenti prendiamo Chronicle di Josh Trank, che piu' moderno e fuori dagli schemi di genere non puo' essere e cambiamogli titolo in 'Superman'; tanto c'e' uno che vola. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 16 Agosto, 2012 Share Inviato 16 Agosto, 2012 Il post di commento di Shuji mi è parso interessante, e obiettivo. Non è che si possa non condividerlo, dato che espone due fatti. L'unica cosa che mi viene in mente è che lo scolpito dell'eroe bipartito che lui disegna è, in qualche modo, lo scolpito classico. E' possibile, forse probabile, che anch'esso, in toto, sia tramontato. E' possibile che quello che Shuji chiama 'la tridimensionalità' del personaggio che 'cambia' personalità nei suoi panni diversi sia una cosa che oggi apparrebbe macchiettistica, forzata, ridicola. Voglio dire, prendendo l'esempio classico dei classici, che Superman è ridicolo. Sei superforte sempre, perché fai il cazzone come Clark Kent? Ma chi ci crede? Forse in una società più ingenua come quella sessantina era credibile. I ruoli sociali erano più defiiti. Ma nell'anarcoidismo di una società del benessere che dura da una cinquantina d'anni, ormai non si vede neppure più la differenza tra eroe e antieroe. Batman e Joker in The Dark Knight? Vogliamo dire che quel Batman era Batman? Non aveva alcun dualismo 'personale', ma per carità, poteva essere un Ethan Hunt o che, dato che faceva qualche missione impossibile e basta. Ma di più: oggi l'eroe è il dottor House, o chi capita. Oggi l'eroe è "il figo", punto. In questo senso, la 'dissoluzione' di Peter in Spider-Man e viceversa mi pare naturale, inevitabile. Alla fine è quel ragazzino un po' sfigato a cui son capitati i poteri, un lutto di cui si sente responsabile, un po' di sfiga. Insomma, è un unicum. Con cui magari così i ragazzetti di oggi possono empatizzare. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 16 Agosto, 2012 Share Inviato 16 Agosto, 2012 Ok, provo a chiarire in modo piu' diretto, cosi' poi si puo' anche volendo fare un altro passo avanti nella discussione. I ragazzi o gli appassionati che si avvicinano alla scrittura, hanno una strana concezione del 'personaggio' e del concetto di 'tridimensionalita' dello stesso. Hanno infatti la convinzione che un personaggio sia dato da tutto un'insieme di caratteristiche e peculiarita' quasi da mettere su una carta d'identita' o su un ideale curriculum del personaggio. E credono che questo fornisca tridimensionalita' al personaggio. Questo e' un errore grossolano che moltissimi fanno. Un personaggio e' delineato dalla possibilita' di essere 'percepito' e visto da molti differenti punti di vista, ed e' questo che gli conferisce la 'famosa' tridimensionalita'. I differenti punti di vista sono come sfaccettature di un diamante, non sono mai del tutto identiche, e soprattutto non sullo stesso piano. Questi punti di vista quindi 'nascono' e sono di per se' dotati di una caratteristica; nascono nella contraddizione. Quello che hanno di 'geniale' (specie perche' di certo non calcolato a tavolino) i super eroi e' che questa natura contradditoria l'hanno per genesi; da un lato abbiamo un ragazzino che subisce i bulli a scuola, dall'altra abbiamo un superuomo che a sua volta 'bulla' (prende in giro) i suoi avversari quando li mena, schernendoli a sua volta. Il Thor originale, quello con il dottor blake, aveva da un lato un omino zoppo, dall'altro un dio quasi onnipotente (il legame del bastone che diventa un martello poi e' ancora piu' esemplare). Ironman era un moribondo che indossata l'armatura diventava un uomo indistruttibile o quasi (e che a sua volta ha 'sublimato' il mezzo del suo handicap, la famosa scheggia, facendola diventare quasi un 'pretesto' per il suo potenziamento) E si potrebbe andare avanti a lungo; cio' che accomuna questi personaggi e' la forte componente contradditoria che genera interessa intorno a loro, li fa diventare quindi personaggi. Ora, molte di queste componenti sono andate man mano scemando nel tempo, le 'zone di grigio' tra tutte le forti contraddizioni originali sono andate sempre piu' a calare sui personaggi in questione, rendendoli sempre meno icone, e sempre piu' umani. Moltiplicandone nel contempo quasi all'infinito le contraddizioni interne ed esterne. Cio' che pero' resta costante e' che pur in questa evoluzione, i contesti narrativi intorno a determinati elementi specifici sono restati costanti. I contesti narrativi sono alla fin fine sempre rognosamente ancorati a concause di causa ed effetto; e questi rapporti 'isolano' di per se' altri contesti a meno di non volerli rendere inutili. SE Spiderman affronta un supertipo, lo fa per tutta una serie di motivazioni, con tutta una serie di elementi, il tutto inserito in un contesto specifico che non e' quello di peter parker; SE peterparker affronta un supertipo, lo fa per tutta una serie di motivazioni etc, che e' solo di peter parker. SE i differenti contesti 'naufragano' e si 'contaminano' in modo non legato per esigenze narrative specifiche, creando comunque un contesto che non e' piu' quello di uno o dell'altro, non stiamo appunto piu' parlando di uno o dell'altro. Stiamo parlando di Altro. Questo e' il punto che volevo sottolineare; e' inutile stare a cercare di fare gli 'innovatori' con determinati personaggi, perche' quello che li fa funzionare e' gia' codificato nel personaggio; altrimenti si parla di 'Altro'. Batman. Batman si presta benissimo a interpretazioni particolari e peculiari, tanto appunto da farlo diventare 'Altro' nelle sue varie incarnazioni, proprio per la sua natura gia' ab origine 'borderline', al 'confine' tra diversi contesti narrativi e mai pienamente all'interno di uno. Infine. Quello che a me personalmente garberebbe molto, e' che, anche come si diceva prima, si considerassero questi personaggi come icone gia' conosciute una volta per tutte. Al diavolo come sono 'nati', al diavolo come sono arrivati a fare cio' che fanno, in ogni caso ci sono elementi che ricorrono ad ogni successiva re-imagining di questi benedetti personaggi, tanto da far capire che ormai sono CONOSCIUTI. Sono appunto 'icone'. Ecco, a me piacerebbe che si superasse il concetto di dover comunque 'illustrare' chi sono, mi piacerebbe che presa coscienza che forse forse chi siano Spiderman, Batman, Superman, oramai SI SA, e che non c'e' bisogno concretamente di stare a fare mille spiegazioni a riguardo. Mi piacerebbe ad esempio che si partisse da questa concezione 'iconografica', e che da questa si raccontassero storie che vanno al di la' della iconocita' dei personaggi. Cosa ha creato quei personaggi lo sappiamo. Non insistiamo sulle zone grigie dei personaggi in questione, ma 'inseriamoli' di gia' in contesti nuovi sui quali ritrovare nuove sfaccettature e in modo da riflettere nuovi elementi piu' o meno d'attualita'. MA abbiamo sempre a che fare con super eroi. SE e' possibile andare oltre determinati elementi, altrettanto e' improponibile per la natura dei personaggi in questione che la propria stessa loro natura duale sia 'dissolta'; altirmenti parliamo di 'altro', di 'altri' che hanno qualcosa a che fare con certi personaggi famosi. Perche' non stiamo parlando di un tipo di storia o di vicenda che vada a fare concorrenza ai film francesi che si svolgono in 4 mura, in questi ed altri in cui la trama e' dissolta, e la fanno per la maggiore coincidenze, tempo non lineare e realta' incoerenti, cadendo nel nouveau roman e nei pressi del teatro dell'assurdo. Questa e' una storia con un tipo che ha poteri di ragno perche' e' stato morso da un ragno radioattivo/geneticamente modificato. Parliamo di un tipo che si arrampica sui muri e spara ragnatele dai polsi. In un ipotetico 'turn around' clamoroso e totalizzante, scrivere un 'tipo' di film alla 'Chien Andalou' di Bunuel o alla Koshikei di Oshima con questo contesto sarebbe quasi assoluto a livello provocatorio. Ma di certo non e' quello cui, consapevolmente, chi scrive storie con l'Uomo Ragno si dirige o vuole in qualche modo dirigersi. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Tetsuya Inviato 16 Agosto, 2012 Share Inviato 16 Agosto, 2012 Infine. Quello che a me personalmente garberebbe molto, e' che, anche come si diceva prima, si considerassero questi personaggi come icone gia' conosciute una volta per tutte. Al diavolo come sono 'nati', al diavolo come sono arrivati a fare cio' che fanno, in ogni caso ci sono elementi che ricorrono ad ogni successiva re-imagining di questi benedetti personaggi, tanto da far capire che ormai sono CONOSCIUTI. Sono appunto 'icone'. Ecco, a me piacerebbe che si superasse il concetto di dover comunque 'illustrare' chi sono, mi piacerebbe che presa coscienza che forse forse chi siano Spiderman, Batman, Superman, oramai SI SA, e che non c'e' bisogno concretamente di stare a fare mille spiegazioni a riguardo. Mi piacerebbe ad esempio che si partisse da questa concezione 'iconografica', e che da questa si raccontassero storie che vanno al di la' della iconocita' dei personaggi. Cosa ha creato quei personaggi lo sappiamo. Non insistiamo sulle zone grigie dei personaggi in questione, ma 'inseriamoli' di gia' in contesti nuovi sui quali ritrovare nuove sfaccettature e in modo da riflettere nuovi elementi piu' o meno d'attualita'. Questa e' una cosa che ribadisco da anni. Basta con questo sfrangimento delle origini. Partiamo con il personaggio gia' definito. Ed e' una cosa che non riusciamo a levarci, tanto che anche il nuovo Superman di Snyder ce lo fara' sorbire. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 16 Agosto, 2012 Share Inviato 16 Agosto, 2012 Questa e' una cosa che ribadisco da anni. Basta con questo sfrangimento delle origini. Partiamo con il personaggio gia' definito. Ed e' una cosa che non riusciamo a levarci, tanto che anche il nuovo Superman di Snyder ce lo fara' sorbire. Magari Snyder ci sorprende e non ci rompera' nuovamente l'anima con tutta la genesi da krypton in poi, ma ci credo poco anch'io. Voglio infine concludere il mio 'intervento' di prima con qualcosa che lo visualizzi meglio, perche' concretamente non e' solo 'teoria'. Prendiamo uno spezzone che lo illustra molto bene, facente riferimento al mio personaggio preferito nell'animazione giapponese da qualche anno a questa parte (non e' esattamente quello che volevo, ma altro piu' specifico non ho trovato): http://www.youtube.com/watch?v=3HSMtDyzjt8& La serie e' Bakemonogatari e il personaggio (femminile) si chiama Senjougahara. E' un personaggio che adoro perche' l'autore, con pseudonimo Nisioisin, ha uno stile di scrittura per i personaggi principali di una serie, tale da far in modo da non far prendere le misure agli stessi. Se l'avete gia' visto rivedetelo un attimo. Ora, il personaggio in questione inizia ad imbastire il discorso in un certo modo, ha una mimica che 'fugge' dalla facciale ed e' piu' gestuale, di posizione; attacca quindi in un certo modo, prosegue in un certo modo, e si e' portati a 'trarre' la conclusione che si completera' in un certo modo; ma proprio in quel momento, ecco che il personaggio apparentemente 'prende' un'altra strada, il discorso muta radicalmente, le intenzioni cambiano, mutano, e con esse anche la percezione stessa del personaggio e di cio' che accade. Contraddizioni; nella nuova 'infornata' di autori di genere, c'e' una viva consapevolezza di rendere personaggi 'sfuggenti', sempre in bilico di una definizione caratteriale che non appare mai specialmente quando ce la si puo' aspettare in uno specifico contesto, ma intenti, carattere, anche oramai all'interno di una stessa frase, sono frammentati e resi in un 'bilico' sempre contradditorio. Senjogahara (ci sono punti migliori da mostrare e far leggere a riguardo) e' personaggio apparentemente apatico, ma con impeti improvvisi e repentini, apparentemente ha un passato di violenza, ma e' violenta di per se, non riesce ad esprimere compiutamente dei sentimenti, ma spesso lo fa. E' un personaggio altamente contraddittorio, ma di una contraddittorieta' particolare, che non si 'consuma' in uno scontro netto tra diversi atteggiamenti, ma questi 'sfumano' l'uno nell'altro, mai restando perfettamente delineati e tali da poter essere 'isolati' uno dall'altro. Ecco cosa intendo per personaggi che hanno una tridimensionalita', nelle contraddizioni, dove queste sono anche i punti di vista con i quali osservare le azioni di un dato personaggio. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 21 Agosto, 2012 Share Inviato 21 Agosto, 2012 Shuji, non so, ho visto la scena. Mi è parsa un cliché (la scena), che alla fine si 'rivolta' in un altro cliché, un po' come è un classico fare di un antieroe un vero eroe alla fine di una storia, con una sovversione improvvisa dei parametri, etc. Ma è solo una scena. Onestamente, avendo visto quella, mi risulta difficile credere a quanto scrivi (che il personaggio è complesso etc etc), dato che vista così come l'hai postata sembra una Haruhi dei poveri, ovvero una Haruhi che cerca di fare il personaggio raffinato giocando coi cliché, e risulta in questo modo un peggiore cliché. E' una cosa che mi capita con i protagonisti dei serial americani, soprattutto. Tipo il fatto che il dottor House abbia volontà di potenza di originalità e anticorfomismi mi fa espliodere la testa, perché è uno sterotipo al 101% della sua costruzione di personaggio, ma boh. Stavo riflettendo (ho letto il post quando l'hai postato, ma ci riflettevo anche oggi) I ragazzi o gli appassionati che si avvicinano alla scrittura, hanno una strana concezione del 'personaggio' e del concetto di 'tridimensionalita' dello stesso. Hanno infatti la convinzione che un personaggio sia dato da tutto un'insieme di caratteristiche e peculiarita' quasi da mettere su una carta d'identita' o su un ideale curriculum del personaggio. E credono che questo fornisca tridimensionalita' al personaggio. Questo e' un errore grossolano che moltissimi fanno. Questa è una bella pagina da lezione di tecnica narrativa. Sono cose con cui parlo spesso con un amico che lavora come edito presso case editrici varie (è un freelance), e di mesterie valuta e 'mette a posto' scritti altrui. E poi scrive lui stesso, parliamo soprattutto di questo. Quello che io mi chiedo sempre è quanto di questa ideale 'tecnica narrativa' sapessero i grandi autori (quelli che io considero tali) che magari hanno scritto a 18 anni e non avevamo fai seguito una *lezione* di 'scrittura'. Tipo: Akutagawa? Souseki? Moravia? Pincherle lo sai anche tu quanti anni aveva quando scrisse Gli Indifferenti. Ovvero, la sensazione è sempre che cose come quella che hai scritto, ben condivisibile, siano tratte pressoché 'a posteriori' da chi aveva scritto in un dato modo perché sentiva di fare così, e ha funzionato, e allora gli altri dopo hanno analizzato cos'è che facesse funzionare ciò che funzionava per sé. Come se le ricette chi cucina se le inventasse 'a sentimento', e poi dietro di lui qualcuno le analizzasse per scrivere libri di cucina. E vale per tutto, sai? I grandi autori di manga hanno inziato in genere a disegnare così, copiando altri autori che amavamo, non 'studiando come si disegna un manga'. Non lo so. Sarà per questo che alla prima lezione di ogni corso dico sempre: "quando un mestiere artigianale è giunto alla canonizzazione del suo sistema produttivo, allora è morto". E' strano anche che da un lato si canonizzi il vecchio distillato, e da un lato si insegua e si il nuovo, che quei canoni ignora o quasi. La stessa cosa l'ho notata anche nel mondo economico, parlando con mio fratello che ha fatto questi studi ad alto livello (fa il consulente a Singapore, ora). Alla fine è sempre la stessa cosa. I differenti punti di vista sono come sfaccettature di un diamante, non sono mai del tutto identiche, e soprattutto non sullo stesso piano. Questi punti di vista quindi 'nascono' e sono di per se' dotati di una caratteristica; nascono nella contraddizione. Quello che hanno di 'geniale' (specie perche' di certo non calcolato a tavolino) i super eroi e' che questa natura contradditoria l'hanno per genesi; da un lato abbiamo un ragazzino che subisce i bulli a scuola, dall'altra abbiamo un superuomo che a sua volta 'bulla' (prende in giro) i suoi avversari quando li mena, schernendoli a sua volta. Capisco cosa dici, ancora una volta dico che è cosa sensata e obiettiva, ma al tempo stesso credo sia una cosa figlia del suo tempo. Un tempo che non è più questo. Probabilmente, il fatto che anche negli US i manga abbiano avuto tanto successo nei 90 è perché i tempi erano già cambiati. L'eroe, anche se super, alla nipponica è ben divergente da quei canoni. Pensa (la prima cosa che mi viene in mente) a Xenon di Kanzaki, per esempio. Paese che vai, sentimento che trovi. E tutto si fludifica nelle contaminazioni e nel fattore T che le guida. Forse. (penso) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Erik Inviato 27 Febbraio, 2013 Share Inviato 27 Febbraio, 2013 Stanno girando il sequel.Si ricomincia con quella roba bella.Tipo questa scena qui:Peter si atteggia come una rockstar mentre abborda una bella figliola coi capelli rossi.Mette in mostra le sue innegabili doti di seduttore:La bella giovane scende dalla sua motoretta scassata, perché è vintage dentro e si mostra in tutta la sua avvenenza: Signori, ecco a voi Shailene Woodley, la nuove Mary Jane Watson.Che ne dici Andrew? Piace? Triangolo amoroso con Emma Stone? Già, anche secondo me... Ah, e per la cronaca, a questo giro il costume è pari pari al classico rosso-blu.Qui uno stuntman entusiasta: A chi gli piace questa roba lo detesto. Che si sappia. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 27 Febbraio, 2013 Share Inviato 27 Febbraio, 2013 *Shhhhhh*, non si e' accorto di averle postate lui le immagini, fate silenzio che ancora non e' arrivato alla fase di accettazione, di essere il piu' grande fan italiano dell'ommoragno di questi film Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Tetsuya Inviato 27 Febbraio, 2013 Share Inviato 27 Febbraio, 2013 In realta' Erik sta fondando il primo fan club italiano della nuova MJ, ma e' modesto e non vuole dirlo a nessuno. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
kevin8 Inviato 27 Febbraio, 2013 Share Inviato 27 Febbraio, 2013 Non riescono a trovare una MJ bbona... com'è possibile! Cmq si sa che Erik adora questo film... D'altronde la prima gallina che canta ha fatto l'uovo... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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