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E la ragione per cui mi trovo bene su Pluschan è...


Shito

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Questo è vero solo per la peggiore filosofia, infaustamente anche la più diffusa e accademicamente propugnata.

 

L'idea della migliore filosofia, come del resto della migliore scienza (che un tempo era ciò che oggi si chiama filosofia, del resto), non è già produrre un modello statico e assoluto della realtà con cui baloccarsi autocompiacendosi, quanto di fornire chiavi di lettura formali e non manualistiche su cio che abbiamo intorno e soprattutto dentro, così da poter essere la migliore 'medicina per l'animo', e portare gli umani a vivere meglio la loro umana condizione.

 

Appunto, ma per tutto ciò allora basta la "migliore scienza", che si basa su dati oggettivi e che proprio per questo ha finito per distinguersi dalla filosofia propriamente detta..

Modificato da EYMERICH
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Questo è un inganno (tipico di questi tempi tecnocratici), ma non vorrei far deragliare il deragliamento. :-)

 

La scienza, in ogni caso, non si prende cura dei mali dell'animo, che sono i più gravi e dolorosi e infausti che siano dati agli esseri umani.

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Questo è un inganno (tipico di questi tempi tecnocratici), ma non vorrei far deragliare il deragliamento. :-)

 

Macchè autoinganno: tecnocrazia unica via!

 

La scienza, in ogni caso, non si prende cura dei mali dell'animo, che sono i più gravi e dolorosi e infausti che siano dati agli esseri umani.

 

In teoria la scienza può prendersi cura di qualsiasi cosa..

Modificato da EYMERICH
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Come già detto, questa non è filosofia o scienza*, questo è culto (religioso o meno, non saprei e non mi interessa). Generalmente per affrontarlo bastano le basi (il fatto che nel mondo reale le donne lavorano in team più facilmente, ad esempio), per ora mi riservo il diritto di non commentare. Credo sia anche perché questo culto offende (in senso concreto, non di parole) troppe persone, e ne sono un po' troppo schifato.

 

*=la filosofia è un discorso logico confutabile con un discorso più ben congegnato; la scienza è una teorizzazione della realtà confutabile con gli esperimenti. Non mi pare nessuno dei due qui si applichi, specie perché non c'è confutabilità.

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Questo è un inganno (tipico di questi tempi tecnocratici), ma non vorrei far deragliare il deragliamento. :-)

 

Macchè autoinganno: tecnocrazia unica via!

 

La scienza, in ogni caso, non si prende cura dei mali dell'animo, che sono i più gravi e dolorosi e infausti che siano dati agli esseri umani.

 

In teoria la scienza può prendersi cura di qualsiasi cosa..

 

 

In effetti si, la scienza "cura" i mali dell'animo con psicofarmaci e affini.

 

Solo all'utente dire se preferisce quella cura o una più filosofica, che chiaramente è più ardua da conseguire.

 

 

 

 

Tu quali preferisci, curerai eventuali pene future cercando di rinnovare il tuo pensare o cmq "curandolo" "filosoficamente", o sceglierai la cura della scienza = medicina ?

Modificato da silent bob
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*=la filosofia è un discorso logico confutabile con un discorso più ben congegnato;

 

E' una tua definizione che trovo assai restrittiva e monofocale. Semmai questa sarebbe la descrizione della 'dissetrazione [logica] alla francese', non certo di filosofia nel suo tutto.

 

La vera filosofia non è che l'arte di amare l'umano, e di averne cura.

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La filosofia muore, la retorica no! :giggle:

 

 

Non era una domanda retorica eh! Di ragione per controllare il proprio umore e affini tramite medicinali ce ne sono a bizzeffe, su tutti rispetto alla cura filosofica danno 1) maggiori probabilità di successo 2) più facilità di utilizzo 3) effetto più immediato.

 

 

 

Tuttavia beh per certe cose la medicina/scienza non può proprio nulla.

 

Non può far crescere un ragazzino, o far capire a un otaku che le wunderkammer sono solo roba da otaku ricchi e di buon gusto.

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No, è un'affermazione retorica, che non merita ulteriore discussione.

 

Ah, quindi il collezionista è un otaku in sé, e quindi un essere inferiore (perlomeno come senso critico, che è una sciocchezza più che sufficiente). Bene, bene.

 

Non capisco perché non stai propugnando attacchi incendiari nei musei: sono obiettivi di facile raggiungimento e che certo dimostrano una società che guarda a cose che non hanno senso come importanti.

 

La vera filosofia non è che l'arte di amare l'umano, e di averne cura.

 

Le parole non le riscrivi, Gualtiero. Non lo poteva fare nemmeno Kant, se ne inventava di nuove.

Modificato da Dairon
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La semantica muta ovvero flesse il senso delle parole/significanti nello spazio e nel tempo.

 

Soprattutto per parole che indicano concetti astratti, come appunto 'la filosofia', in effetti non vi codificazione reale, lo sai bene.

 

Specie quando non abbiamo neppure un dizionario ufficiale della nostra lingua. :(

Modificato da Shito
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:crying: mi era simpatico Zio Sam...

Ma si trattava di ironia su certi stereotopi sessisti, mi auguro che qui lo abbiano capito tutti.

Anche perchè diciamocelo, differenze fisiche a parte, uomini e donne sono uguali , entrambi capaci di amare , mentire, uccidere, sognare ecc...

E invece la società che cerca da sempre di dividere e condizionare la vita di uomini e le donne per intrappolarli in schemi comportamentali e sociali prefissati.

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:crying: mi era simpatico Zio Sam...

Ma si trattava di ironia su certi stereotopi sessisti, mi auguro che qui lo abbiano capito tutti.

Anche perchè diciamocelo, differenze fisiche a parte, uomini e donne sono uguali , entrambi capaci di amare , mentire, uccidere, sognare ecc...

E invece la società che cerca da sempre di dividere e condizionare la vita di uomini e le donne per intrappolarli in schemi comportamentali e sociali prefissati.

 

:nono:

Dicevo cosi' pensando un assalto all'arma bianca della diretta interessata in tua direzione, non parlavo del contesto.

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No, è un'affermazione retorica, che non merita ulteriore discussione.

 

Ah, quindi il collezionista è un otaku in sé, e quindi un essere inferiore (perlomeno come senso critico, che è una sciocchezza più che sufficiente). Bene, bene.

 

 

 

Non inferiore ma diversamente abile. :giggle:

 

In alcuni casi si sono anched distinti molto gli otaku, vedi Socrate ad esempio che era un gran filosofo ma pessimo marito.

 

 

Tuttavia il collezionista in quanto tale lo vedo come uno dei tipi meno pregevoli di otaku perchè 1) nè produce qualcosa lui ( = artista ) né 2) disserta di contenuti ( = critico ), semplicemente continua a giocare con i giocattoli.

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Perché mai un collezionista non dovrebbe "produrre" o criticare, di grazia? E che c'entra il gioco, peraltro?

 

In ogni caso, vedo che ho colpito nel segno. Può bastare.

 

 

Il collezionista in quanto tale non è né artista né critico.

 

 

 

Ad esempio qui dentro è pieno di collezionisti che 1) non sono artisti 2) hanno anche scarso senso critico.

 

 

Come mai hai colpito nel segno ? ???

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Sì, certo, allora quando parlerai di filosofia ti risponderò parlando di yoga.

 

Invero sei spesso ritenuto fare cose di questo genere, ma non io non te ne ho mai tacciato.

 

Capisco che tu sia irretito in questa particolare sede, l'hai ammesso di prima intenzione, ma non stai dando il tuo meglio. :(

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Io sto solo usando il termine "filosofia" come tu l'hai definito: cura per l'essere umano, in un'ottica globale. Dovresti esserne felice!

In ogni caso qui non mi sono espresso come irretito, ma come disgustato, è un po' diverso :happy:

 

Il collezionista in quanto tale non è né artista né critico.

 

Tu hai fatto l'equivalenza tra collezionista ed otaku, e tra otaku e possessore (diciamo) di wunderkammer.

 

Ergo stai qui dicendo che l'ultimo elemento non potrebbe essere alcuna delle due cose citate, cosa che non solo non ha senso, ma che è storicamente falsificabile.

 

Insomma, è evidente che sia meglio resetti il discorso ed il pensiero che forse vi stava dietro.

 

Come mai hai colpito nel segno ? ???

 

Perché non rispondi alla diretta conseguenza del tuo pensiero, esemplificata da cosa dovresti fare ai musei. Come può non essere più grave la società che colleziona del singolo che lo fa? Horreur!

Modificato da Dairon
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In effetti si, la scienza "cura" i mali dell'animo con psicofarmaci e affini.

 

Solo all'utente dire se preferisce quella cura o una più filosofica, che chiaramente è più ardua da conseguire.

 

 

 

 

Tu quali preferisci, curerai eventuali pene future cercando di rinnovare il tuo pensare o cmq "curandolo" "filosoficamente", o sceglierai la cura della scienza = medicina ?

 

Beh, in realtà psicofarmaci ed affini non rappresentano l'unica forma di "cura scientifica" per i "mali dell'animo"..

La psicoanalisi è un altro esempio di approccio scientifico a tali problemi (sebbene abbia subito una "deriva filosofica" sin dai tempi di Freud..), che può servire sia a curarli che a prevenirli (anche se magari, a volte, va integrata con l'uso degli psicofarmaci..).

Comunque c'è anche da dire che, se in ambito medico-scientifico si tende a preferire il ricorso agli psicofarmaci piuttosto che alla psicoanalisi per curare i "mali dell'animo", ciò è dovuto soprattutto a ragioni pratico-economiche, visto i tempi più lunghi e le maggiori difficoltà che comporta la psicoanalisi..

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Il collezionista in quanto tale non è né artista né critico.

 

Tu hai fatto l'equivalenza tra collezionista ed otaku, e tra otaku e possessore (diciamo) di wunderkammer.

 

Ergo stai qui dicendo che l'ultimo elemento non potrebbe essere alcuna delle due cose citate, cosa che non solo non ha senso, ma che è storicamente falsificabile.

 

Insomma, è evidente che sia meglio resetti il discorso ed il pensiero che forse vi stava dietro.

 

Come mai hai colpito nel segno ? ???

 

Perché non rispondi alla diretta conseguenza del tuo pensiero, esemplificata da cosa dovresti fare ai musei. Come può non essere più grave la società che colleziona del singolo che lo fa? Horreur!

 

 

1) ho detto che il collezionista in quanto tale, tra i vari tipi di otaku, è quello peggiore. Insomma quello più deficiente piuttosto che diversamente abile.

 

 

2) ma perchè bruciare i musei ?

 

Chi dice che le creazioni di un otaku, che nella sua vita ha fatto grandi opere d'arte piuttosto che la felicità di una donna siano di valore 0 ?

 

Resta solo che non è stato realmente risolutivo/fondamentale per alcuno.

 

In effetti si, la scienza "cura" i mali dell'animo con psicofarmaci e affini.

 

Solo all'utente dire se preferisce quella cura o una più filosofica, che chiaramente è più ardua da conseguire.

 

 

 

 

Tu quali preferisci, curerai eventuali pene future cercando di rinnovare il tuo pensare o cmq "curandolo" "filosoficamente", o sceglierai la cura della scienza = medicina ?

 

Beh, in realtà psicofarmaci ed affini non rappresentano l'unica forma di "cura scientifica" per i "mali dell'animo"..

La psicoanalisi è un altro esempio di approccio scientifico a tali problemi (sebbene abbia subito una "deriva filosofica" sin dai tempi di Freud..), che può servire sia a curarli che a prevenirli (anche se magari, a volte, va integrata con l'uso degli psicofarmaci..).

Comunque c'è anche da dire che, se in ambito medico-scientifico si tende a preferire il ricorso agli psicofarmaci piuttosto che alla psicoanalisi per curare i "mali dell'animo", ciò è dovuto soprattutto a ragioni pratico-economiche, visto i tempi più lunghi e le maggiori difficoltà che comporta la psicoanalisi..

 

 

La psicoanalisi come hai detto tu è tutta impregnata di filosofia e di sicuro non ascrivibile al campo della tecnocrazia.

 

Solo psicofarmaci e affini sono tali.

Modificato da silent bob
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La psicoanalisi come hai detto tu è tutta impregnata di filosofia e di sicuro non ascrivibile al campo della tecnocrazia.

 

Solo psicofarmaci e affini sono tali.

 

Non esattamente, visto che la psicoanalisi era nata proprio come "analisi scientifica della psiche umana" (la "deriva filosofica" è giunta in un secondo momento..).

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Ok, non ammettiamo le cose (nemmeno le confutiamo). Evvabbè, sarà per un altra volta, dai. Magari là ci salta anche una definizione di "otaku".

 

L'unico dettaglio che non risulta è "risolutivo" per chi o per cosa.

 

 

risolutivo/fondamentale per "alcuno". Alcuno può indicare solo un'altra persona, per le cose si usa alcunché.

 

 

Le opere di un artista rallegreranno l'esistenza o insegneranno qualcosa a molti, ma l'unico via per cui un uomo sia risolutivo/fondamentale per un altro è come suo partner ( genitori e affetti genitoriali a parte ).

 

 

Il che mi pareva fosse già implicito in quanto scritto sopra.

Modificato da silent bob
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