Garion-Oh Inviato 6 Dicembre, 2012 Share Inviato 6 Dicembre, 2012 Non so, credo che andando a diggare adesso sarebbe un po' quasi come barare. Che ne dite? Continuo a seguire la serie senza informarmi sul racconto di Miyazawa? Be', è innegabile che sia un racconto che qualsiasi giapponese ha letto da bambino e che quindi la sua citazione comporti una certa sensazione negli spettatori. Ma dato che cmq una pipa è una pipa, vedi la serie per quello che è e non per quello che potrebbe citare. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 6 Dicembre, 2012 Share Inviato 6 Dicembre, 2012 Grazie per i suggerimenti. :-) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 8 Dicembre, 2012 Share Inviato 8 Dicembre, 2012 (modificato) Letto brevemente del libro - giusto la Wiki inglese.Quindi alla fine Campanella si sacrificherà per la Mela, ottenendo così la felicità del sacrificio, e il fratello del primo monologo, immagino qui Giovanni, si pacificherà con la vita?---Visto episodio 3.Io adoro il karee e talvolta lo cucino io stesso.Ringo è la fotocopia mentale della mia sorellina.Indi, la adoro.----Visto episodio 4, ovvero BeruBara (le bocche fuori asseeeeee!) e Takarazuka.Continuano le coincidenze con la mia imouto. E' incredibile.---Visto episodio 5, che è meraviglioso e basta, direi. ^^Solo, non ne posso più della scena tormentone dell'arrivo della pinguina imperatrice. XD---Visto episodio 6.Credo che Himari si sacrificherà per riunire la famiglia di Ringo, che infine ho capito perché timbra il suo destino con le pesche. Modificato 8 Dicembre, 2012 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 8 Dicembre, 2012 Share Inviato 8 Dicembre, 2012 Hai un buon intuito, ma ti mancano ancora alcune informazioni importantissime per inquadrare tutto per davvero. Te ne accorgerai da solo di quali sono, perchè farai un salto sulla sedia. La pinguina imperatrice si chiama Princess of the Crystal. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 8 Dicembre, 2012 Share Inviato 8 Dicembre, 2012 (modificato) visto Ep 7 Ikuhara deve essere un fan del Takarazuka, ma quello del teatro di Tokyo. Io ci ho visto 'Roméo & Juliette'. Ok, quindi siamo sempre sulla Tokyo SKY Metro, che è il nostro Ginga Tetsudou... --- Interludio: credo che questa serie sia proprio bella e interessante. Sono andato indietro nel thread per vedere i commenti degli altri durante la visione degli episodi che ho visto sinora. Personalmente, ciò che mi rende questa serie interessante è il realismo dell'ambientazione da un lato, e l'archetipizzazzione dell'alltro, che è per me un buon modo di indagare l'umano (assoluto) ne contemporaneo (relativo). E' un modo di calare l'universale nel particolare. Mi piace da matti. I pinguini sono simpatici e divertenti, ma non posso non credere che non vi sia una ragione simbolica forte. Il semplice legame con l'infanzia mi pare poco. Ovviamente direi che ogni pinguino mostra l'es, o cmq l'indole, della sua controparte umana. La misofobia del fratello giovane e puro, la zozzeria di quello maturo (il dualismo era chiarissimo quando si parlava di entrare nella stanza di Ringo o meno). La logica direbbe che Kanba è un morituro, è un sacrificando. In effetti mi viene da pensare che i protagonisti del racconto sono due maschi, ed è assai possibile che Campanella sia Shouma. In effetti il ruolo più enigmatico è quello di Himari: che sia morta e basta, tipo Nonno di Arumi, e che questo anime non sia altro che il viaggio di quello che non è morto ancora, ovvero il fratello giovane? ---- Ep8: era il contrario? Il morituro era Shouma? --- Ep9: la scacchiera comincia a definirsi, e anche il senso della ending. Qui siamo proprio sul filo di Utena, imho. ---- Ep10: Mario = "Lo sposo della Mela" della piccola Himari? Fratellino di un primo amore abbandonato da Kanba? --- ep11-12: delitto e castigo, cacciata dal paradiso, amore proibito, inversione del fato insomma, Ikuhara ^^; Modificato 8 Dicembre, 2012 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 8 Dicembre, 2012 Share Inviato 8 Dicembre, 2012 Ep13: re-boot? Al giro di boa/mela, la trama di Ringo pare risolta (letteralmente), e quella grossa sembra dipanarsi. Sembra. Ah, sempre recuperando i discorsi di tutti in 'retro-synch': insomma si pensava che Sanetoshi fosse il pedobear di Momoka? Io credo che il punto del tutto stia nel disegno del padre dei gemelli. A nasissimo. ^^ Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 8 Dicembre, 2012 Share Inviato 8 Dicembre, 2012 Aggiornamento di assimiliazione. Devo dire che alla lunga la tecnica narrativa di Ikuhara mi stordisce. Nella mia grande ignoranza di genere, direi che mi ricorda un po' lo storytelling di David Lynch, dove 'per ogni mistero risolto, se ne introducono due'. Il tutto accavallandosi a simbolismi, flash back e forward, allegorie, possibili 'momenti ideali' fuor di realà, il tutto crea un certo carico/peso nella mente di chi segue con vivo interesse e molta attenzione. Che ne dite? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dk86 Inviato 8 Dicembre, 2012 Share Inviato 8 Dicembre, 2012 Aggiornamento di assimiliazione. Devo dire che alla lunga la tecnica narrativa di Ikuhara mi stordisce. Nella mia grande ignoranza di genere, direi che mi ricorda un po' lo storytelling di David Lynch, dove 'per ogni mistero risolto, se ne introducono due'. Il tutto accavallandosi a simbolismi, flash back e forward, allegorie, possibili 'momenti ideali' fuor di realà, il tutto crea un certo carico/peso nella mente di chi segue con vivo interesse e molta attenzione. Che ne dite? Lo stesso Ikuhara ha dichiarato che gli piacerebbe lavorare a un progetto in compagnia di Lynch. Credo proprio lo riconosca come uno "spirito affine" (il suo "unmei no hito"? ). Comunque è bello vedere che le trappole di Ikuhara funzionano ancora tutte. Shito, continua la visione, e vedrai che alla fine troverai tutte le risposte che cerchi. Forse. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 8 Dicembre, 2012 Share Inviato 8 Dicembre, 2012 (modificato) In realtà, non cerco nessuna risposta. Diciamo che quel modo di friure un'opera narrativa è morto in me con l'adolescenza (a lungo prolungata, suppongo). L'unica cosa che mi interessa, nel fruire ogni opera altrui, è accostarmi al pensiero che l'autore vi ha posto, cogliendolo quantopiù. Non mi interessa mai scoprire l'asassino, per intenderci. Modificato 8 Dicembre, 2012 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dk86 Inviato 8 Dicembre, 2012 Share Inviato 8 Dicembre, 2012 In realtà, non cerco nessuna risposta. Diciamo che quel modo di friure un'opera narrativa è morto in me con l'adolescenza (a lungo prolungata, suppongo). L'unica cosa che mi interessa, nel fruire ogni opera altrui, è accostarmi al pensiero che l'autore vi ha posto, cogliendolo quantopiù. Non mi interessa mai scoprire l'asassino, per intenderci. Oh, andiamo, hai capito benissimo cosa intendevo. Era solo un modo di dire. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 8 Dicembre, 2012 Share Inviato 8 Dicembre, 2012 Non ho capito davvero cosa tu intendessi. Non faccio msi il finto tonto. Semmai a volte sono davvero tonto. espedienti retorici non sono propri del mio dialogare. :-) btw, ep 14 LoL l'otokoyaku loser, e sangue dagli occhi per le auto in CG. Ma così sappiamo che anche Yuri ha le sue ferite da abbandono. Considerando che si chiama 'yuri', credo si riferisca a Momoka. Prima sembra un personaggio molto positivo, come era già da varie puntate. Qui fa Misato, e ha anche delle sue battute trademark - citazione intesa? Poi non si capisce se sia uno shemale, una vittima di stuproo marchiata, o cosa. Cmq, sempre più delitto e castigo. Invece Ringo è troppo love-love, davvero. Citazione dell'iceberg sul treno viene dritta dritta da Miyazawa.IMHO sono TUTTI già morti. Forse nel famoso incidente del '95, anzi sicuramente. Mi chiedo quale sia l'unico sopravvissuto in mezzo ai morti. Forse Campanella e Giovanni sono Himari e Ringo? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 8 Dicembre, 2012 Share Inviato 8 Dicembre, 2012 Kanbanella e Shomanni? Non sovrainterpretare troppo Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 8 Dicembre, 2012 Share Inviato 8 Dicembre, 2012 (modificato) Ep15: Ok, la mia imouto ama tre cose sopra ogni altra: - il karee - il Takarazuka - Michelangelo (è prossima alla laurea in Storia dell'Arte) Questa coincidenza sta diventando quasi inquientante. °_° Cmq, la povera Yuri veniva abusata dal padre sadico e psicotico, che fa riproduzioni di varie opere europee. Momoka è nel colore dei capelli, nella voce e negli intento in misto tra Madoka (Magica) e Dornkirk di Zaibach. Questo episodio è stato molto interessante, per me. Concordo al 100% con Ikuhara sulla necessità proiettiva dell'attrice che si prostituisce per sublimare la sua latenza affettiva infantile (è uno scenario diffuso, oggi). Il punto sulla famiglia, invece, mi ricorda di nuovo Tsurumaki e mi da sempre da pensare. Kanbanella e Shomanni? Non sovrainterpretare troppo Le butto lì, in fondo sono in corsa. BTW, che carino che ai tempi di Miyazawa per provare a forzare un suono R raddoppiato si aggiungesse un R. Che poi, quel Canpanerura verrà da Tommaso Campanella? No, perché il suo vero nome era Giovanni, eh! ^^; --- Ep16 Troppo, troppo, troppo grottesco per me. La storia dei Natsume sembra così quasi irrilevante, se non come un altro esempio di volontà di potenza di pietà filiale (era il 'chu', giusto?) La figura del vecchio mi ricorda un po' quella del vecchio Hankyu, creatore del Takarazuka e millantato responsabile della naturalizzazione giapponese del curry in 'karee'. XD Modificato 8 Dicembre, 2012 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 8 Dicembre, 2012 Share Inviato 8 Dicembre, 2012 ne dite? Lo stesso Ikuhara ha dichiarato che gli piacerebbe lavorare a un progetto in compagnia di Lynch. prego affinchè ciò non accada MAI. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 9 Dicembre, 2012 Share Inviato 9 Dicembre, 2012 (modificato) Ep17: Pare che Momoka non sia morta nell'incidente, ma per cercare di deviare da quel fato, usando il suo Dornkirk-diario, e pagandone la contropartita fisica. Showdown stile western delle due donne, e l'uomo ha il suo voltafaccia di ripensamento. No so, ho l'impressione che l'autore stia girando (mawaru?) intorno agli stessi concetti, e sia diventato un po' ripetitivo già da un pezzetto. Sbaglierò. Sono fiducioso. Sembra essere diventata semplicemente la storia del perdono o castigo del colpevole del delitto, ovvero del farsi agente del delitto-castigo (odio), o dello spezzare il cerchio (amore). Sembra. --- Ep18: Scoperto il trauma dell'occhialuto, il perché di cicatrice e fissazione ornitologica, è sempre più Lovers VS Haters. Ringo > anchedellasorellacheeralamadonnaoqualcosa. Imho, eh. --- Ep19: mmmh Ovviamente, come si sapeva dalla telefonata, Hidari non è figlia del padre di Kanba e Shoma. Quindi, se le mele sono mele, Kanba : Masako = Shoma : Hidari. Ma ci sono troppi paralleli. Abbiamo ancora visto Kanba fare con la "sorella" ciò che Momoka fece con l'occhialuto. Sembra che i genitori dei gemelli e Momoka avessero in qualche modo la stessa finalità, forse per strade diverse: share love? Ma alla fine di Mela ce n'è una sola. Sono sempre con lei! ---- Ep20 Ancora lovers e haters, chi sceglie (accetta) l'altro, chi lo rifiuta. Il progetto dei Takakura e la natura intima di Momoko non sono la stessa cosa? C'è anche, adesso, nei dialoghi tra Himari e il 'medico', una reminiscenza e di Utena, e di Anno in generale, ovvero l'idea della crescita (femminile) come rinuncia all'ideale (femminile) del "baciare uno solo", ovvero sottrarsi al gioco dell'amore (inseguimento), e non cadere nel congelamento dell'animo, ma pensare di condividere la mela della scelta con uno solo. Ah, dietro al mio iPod Shuffle, sotto alla mela morsicata, c'è scritto: Choice is Knowledge is Damnation Dietro al quello femminile, della mia imouto, c'è inciso: No Choice but Faith is Love Assonanze, ancora? Mi sa che dovrei davvero guardare Utena. Altre assonanze che trovo con Penguindrum sono invece Eve no Jikan e il live-action che consigliai altrove (chi vorrà, diggerà) ovvero Chikatetsu [Metro] no Notte. ---- Interludio dopo aver recuperato altre pagine di discussione (fin dove sono arrivato). Io davo per scontato che il child broiler fosse del tutto allegoria di una società che abbandona i suoi 'figli' perché distrugge l'amore familiare. ^^; Alla fine tutta la serie non parla dell'amore filiale e dell'amore genitoriale e della naturale ambizione alla 'kazoku' come ambito della realizzazione sentiamentale tanto del maschio (padre) che della femmina (in qualche modo 'figlia')? Davo anche per scontato che i pinguini stiano a simboleggiare un'ideale di affetto genitoriale, o comunque qualcosa del genere. Penso anche da principio che il penguin drum sia qualcosa di immateirale, come l'affetto familiare (simboleggiato dal ventre del pinguino? dalle sue uova?), che è poi la stessa ragione per cui la corporazione dei genitori dei gemelli diversi 'combatte', no? In ogni caso non ho mai pensato che nulla di ciò alludesse a in qualche item. Pare che nessuno avesse notato le giraffe sul muro del condomino dove era stata abbandonata Himari da piccola, che fanno da contraltare alla giraffa-scivolo dinanzi a casa dei protagonisti. Inoltre, il discorso sul gatto (non dargli da mangiare se non puoi tenerlo) è pari-pari quello di Kaworu (nel progetto originale, come nel manga). ---- Ep21: gloomy Quindi Kanba non è fratello di Shouma, ma di Masako. Ed è andato appresso al padre scomparso. Chi sarà il padre? Non sarà Sanetoshi? Del resto, pare sia Kanba quello che vede i fantasmi: genitori adottivi e padre naturale? Molto triste, quest'episodio - sicuramente apertura dell'ultimo ciclo, quello conlusivo. --- Ep22: L'unica cosa che manca ancora un po' è capire il legame tra Kanba e Himari. Non sarà che lei ha passato la mela a lui? In ogni caso, Kanba sembra determinato a compiere la missione dei genitori (adottivi e naturale) morti, con l'uso degli orsacchiotti. E noto che Darion, etologo del Pchan, aveva indagato i pinguini dietro la mia stessa intenzione di allegoria. ^^ -- Ep23: la fine del mondo, il destino voluto da Sanetoshi è dunque il riscatto di tutti i bambini spersonalizzati dalla società che non cura gli affetti, la società competitiva degli individui che pensano solo all'avere piuttosto che al dare? Quindi Sanetoshi e Momoka si smezzarono, dato che cmq lui era la forza dell'odio e del castigo, lei dell'accettazione e dell'amore. Due conigli neri (per un fantasma) e due pingcappelli. Mario non ha ancora fatto nulla, non è che l'incantesimo lo ricorderà lui? "Il vostro penguin drum" - non sarà il ventre materno dell'affetto familiare? --- ep24 In buona sostanza, il Penguin Drum era lo spirito del dare, del sacrificare il proprio per l'altrui, ovvero l'affetto superiore all'istinto di sopravvivenza. E sono d'accordo. Solo, alla fine la serie mi è parsa un grande intreccio sovracomplicato e sovradrammatico, eterogeneo nelle sue componenti e nel procedere dell'intreccio, per esprimere qualcosa di molto semplice, ovvero che lovers > haters, che share > greed, e che i bambini si salvano solo con l'amore dalla trasparenza di un esistenza indesiderata nel mondo della solitudine. Blu quasi trasparente. Ho sempre inteso per 'blue' il termine 'aoi', ovvero l'acerbità, la fanciullezza. Il blu quasi trasparente è quello delle generazioni senza amore, no? Così come il Perfect Blue, l'acerbità perfetta (ossimoro) è quella delle idol, no? Quella che la società della solitudine prostituisce e consuma, no? Avevo sempre inteso così. --- In chiosa, dopo aver recuperato tutti i post, mi pare che nessuno abbia sottolineato che Sanetoshi si dice prima innamorato per affinità e poi rifiutato da Momoka. Gli estremi opposti, infatti, su in cerchio coincidono. Il totale spregio di Sanetoshi e la totale accettazione di Momoka sono la stessa cosa, ma viste dai lati opposti, così come la volontà di suicidio e il desiderio di immortalità (Therru docet), così come il nichilismo estremo e la volontà di onnipotenza, così come il solipsismo radicale e l'empatia universale (tipo quella del Cristo). E' inevitabile. Comunque più ci penso e più mi pare una serie confusa nelle sue componenti, quella magica, quella allegorica, le fasi da commedia e quelle da tragedia, cosa sia elemento reale e cosa no. Per dire, lo stessissimo contenuto (anche se senza la programmata seconda serie non si capisce benissimo) c'è in Time of Eve, ma lì è tutto molto più 'pulito', per i miei gusti. Modificato 9 Dicembre, 2012 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 9 Dicembre, 2012 Share Inviato 9 Dicembre, 2012 Forse è questione di gusti, ma preferisco le opere che lasciano spazio allo spettatore. Tutto ciò che è netto e indiscutibile, alla fine mi appare anche noioso. Btw, parte dei dialoghi di Sanetoshi sono citazioni di discorsi di Shoko Asahara. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 9 Dicembre, 2012 Share Inviato 9 Dicembre, 2012 (modificato) Beh, pur senza cogliere le citazioni puntuali, la corrispondenza direi che era abbastanza spiccata. ^^ E direi che la corrispondenza è forte anche nell'organizzazione dal sapore domestico, diciamo 'tra le maglie della società urbanizzata' (i condomini abbandonati) dei genitori di Shouma. In ogni caso, noto che l'idea dalla fanciulla che si sacrifica -consumando sè stessa- per la rednezione dell'animo umano è molto in voga. Anche l'idea della cancellazione esistenziale retroattiva del sacrificando va molto di moda. Quando alle alternative assolute di visione intellettuale del mondo e dell'umanità, trovo che la migliore esplicazione sia sempre quella data da Egawa in Deadman. Sicuramente sembra che simili tensioni siano quantopiù attuali. Quanto al discorso sulla tencia narrativa, stanotte ci ho ripensato parecchio. Mawaru Penguin Drum è un'opera narrativa con un significato, questo è indubbio. Quindi per me è una serie che meritava di essere realizzata. C'è tuttavia qualcosa che non mi piace, in questa serie, e credo sia proprio questo modo che ha Ikuhara di saltare un po' di palo in frasca, di sviluppare certe cose in un modo, e poi rivoltarle, ma senza che questo rivoltamento mi appaia realmente sensato o credibile. Ovvero creare e usare un personaggio come macchietta, per un intero 'arco narrativo' (tutta la parte di Ringo piccola stalker), e poi invece utilizzarlo in altro modo. Onestamente, credo che il contenuto di questa serie avrebbe potuto svilupparsi in molto meno tempo. Alcune parti narrative, esaurite che sono, lasciano il gusto del mero filler: nella dinamica della storia tutto lo stalking di Ringo è assolutamente accessorio, per quel che il personaggio di Ringo dovrà essere (la sorella di sua sorella). Anche tutta la famiglia Natsume e la sua storia è tutto sommato accessoria. Ci sono questi elementi narrativi che più che un puzzle (dico sul significato, eh) sembrano un patchwork. Sembra l'eredità di un regista abituato a gestire serie molto lunghe, ovvero dei pasti in varie portare, più che delle portate ben armonizzate. Per dire, Madoka Magica, il cui stile grafico (e non solo) compiaciutamente perverso pure non riesco a digerire, da questo punto di vista mi sembra migliore - non perfetta ma migliore. Non si tratta di quanto spazio viene lasciato vacante affinché sia lo spettatore a riempirlo, dico sia sul piano fabulistico che allegorico. Si tratta di come i vari elementi narrativi si rivelano funzionali o opportunistici nell'uno o nell'altro. Secondo me. Modificato 30 Luglio, 2013 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 9 Dicembre, 2012 Share Inviato 9 Dicembre, 2012 ah, ma è ovvio che ci siano quegli elementi sconnessi. potrei dire che è un po' un vizio del regista. lo spettatore sta a lambiccarsi su certe cose, ma in realtà non significavano niente. è un narrazione che secondo me può starci. non comporterà nulla sul significato della serie, ma in qualche modo arricchisce il background dei personaggi (per quanto assurdo). e il senso di patchwork che trovi, secondo me ha un suo senso. basta non lasciarselo sfuggire di mano. quello che voglio dire è che a Ikuhara piace *giocare* col suo pubblico, non servirgli la pappa pronta. sono d'accordo che madoka magica è molto più schematico, solo che non so dirti se è meglio o peggio. di sicuro i pinguini mi hanno emozionato di più. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 9 Dicembre, 2012 Share Inviato 9 Dicembre, 2012 (modificato) Credo che la grande differenza tra Madoka Magica e Penguindrum è che, benché entrambi affrontino una prospettiva universale e assoluta, il primo si limita all'ambito del sentimento femminile, della crescita [sviluppo] femminile, delle aspirazioni [speranze -> disperazioni] femminili, mentre il secondo abbraccia un ambito realmente familiare e sociale a tuttotondo. Benché Madoka non rimetta proprio tutto il mondo nelle mani del sentimento femminile, solo di quello tratta. Da questo punto di vista, si direbbe che Madoka è più vicino a Utena -per parlare delle opere di Ikuhara-, dove le figure maschili sono comunque molto più oggetti/strumenti (credo). Potenzialmente, direi che entrambi i fulcri sono per me parimenti significativi e interessanti: la dinamica sentimentale femminile, la dinamica sentimentale familiare - entrambe assolutizzate nella logica della 'ricerca della felicità individuale e globale'. Ritengo peraltro che la prima delle due sia stata inserita in Penguindrum in un solo momento, ovvero il dialogo tra Himari e Sanetoshi nello studio medico verso la fine dalla serie, la raison d'etre femminile nel 'baciare tutti' o meno, nell'abbandonarsi o meno, nel rinunciare o meno, che è ciò su cui Madoka Magica impianta essenzialmente tutto il suo contenuto. Ma è rimasta una cosa molto buttata lì, come anche la parte della libreria. Vengono in mente altri 'luoghi interiori' visti in Utena, e in questo ci sono dei topoi chiaramente cari all'autore, si direbbe ora imprescindibili: ovvero i luoghi dell'anima, dove tipicamente ci sono figure di ruolo, oggetti simbolici, pavimentazioni a schacchiera pronte a mostrare facce diverse, simboli di bivi e fati che attendono di essere sovvertiti, letteralmente. Sono spazi che, personalmente, definirei molto 'onirici maschili'. :-) Modificato 30 Luglio, 2013 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 10 Dicembre, 2012 Share Inviato 10 Dicembre, 2012 (modificato) ---- Continuando a pensarci su. Lungi da me l'idea di proporre una 'lettura omnicomprensiva e dettagliata di Penguindrum', dato che io per primo ne sottolineo una certa frammentarità, e indi credo che cercare di trarne un puzzle perfetto sarebbe solo una forzatura ridicola. Tuttavia, poiché ci sono parti che ancora non mi tornano, nel senso che 'non ne capisco il senso specifico in relazione al tutto' (non dico a livello di trama, ma di significato) ho continuato a pensarci. Anche leggendo i contributi degli altri postatori ho pensato che: Un tema molto forte è quello dell'essere scelti dal destino, dalla nascita, o il non essere scelti. E' qualcosa che viene 'denunciato' da Shouma nel monologo iniziale (poi ripreso a tratti nella serie), e dal vecchio Natsume. Da un lato c'è la denuncia di una società che ordina e discrimina tra vincenti e perdenti, da un lato la denuncia dell'essere preordinato dalla nascita di tutto ciò. Ripensando ai pinguini che diceva Darion, quelli che di due uova ne salvano uno a scapito dell'altro, mi è quindi tornato in mente questo discorso, e mi è venuta in mente la scena nell'ultimo episodio di Kanba e Shouma nelle gabbie, con il solo Kanba che è 'graziato' da una mela. Come dire: il vincente, il perdente. Colui che è stato scelto, colui che non è stato scelto. Non so se fosse una boutade, ma l'idea di uno spazio pre-nascita, là da dove *parte* il destino (non dove *arriva*, ovvero dove si dirige, la sua destinazione... ma l'opposto), è suggestiva e in qualche modo appropriata e calzante. Il tutto rimanda al child broiler. Che fine fanno quelli che 'non sono scelti', ovvero i perdenti? Dimenticati. Non credo significhi davvero la morte, credo sia la morte sociale, la morte della personalità individuale, la morte dell'individualità. In buona sostanza, mi pare che questa sia la critica di una società che, scevrata degli affetti speciali (ciascuno dovrebbe essere 'scelto', ovvero 'voluto', ovvero 'graziato di una mela' dalla propria FAMIGLIA) produce reietti uniformati, esseri ingabbiati nelle celle di una società per la quale i singoli sono invisibili. Sembra una cosa forse un po' forzata, ma in questo modo capisco infine cosa c'entrino le idol (che sono cmq persone che riescono a 'spiccare' in una società del tutto spersonalizzante), e capisco anche come mai La principessa dei cristalli (ovvero del Kouri no Sekai, del mondo freezato, ovvero della calotta polare di cui i pinguini) sia una specie di diva, e si rivolga a tutti come a esseri insignificanti. E' il contrario dell'invisibilità dei bimbi del Child Broiler, una sorta di supervistosa primadonna. In questo senso, credo che le gabbie siano un po' come i gusci delle uova, che mi paiono essere un altro tormentone di Ikuhara: qualcosa da cui uscire, di cui liberarsi, per poter spiccare il volo della propria individualità. Pena il soffocamento, la morte per inedia. Dunque per questo è necessario ricevere da qualcuno la mela, essere desiderati/voluti/accettati da qualcuno. A partire dai bambini, che nascono spesso come 'bambini indesiderati' (iranai kodomo), e sono quindi in primis privati della raison d'etre (l'affetto, la mela) dei genitori. Si può poi essere scelti da una persona che si incontra, che quindi fa le veci del destino, diventa 'la persona del destino' (unmei no hito). Quindi Kanba, scelto dal destino, condivide il suo 'essere scelto' con Shouma. Il primo sceglierà poi Masako, da bambini, e lo stesso farà Shouma con Himari. E Momoka? Mi pare che lei fosse una sorta di persona dotata della possibilità di 'dare dignità di esistenza ad ogni cosa' (lo ripetono spesso Tabuki e Yuri), ovvero di 'salvare tutto e tutti'. Ogni cosa o persona su cui posa gli occhi è 'scelta', degna di esistere. Non ha una mela, è come lei stessa un albero di mele. Forse per questo il suo diario cmq infantile è quello che è in grado di cambiare il fato di tutto e tutti, e credo sia una metafora dell'amore puro, assoluto, indiscriminato di una bambina. Sanetoshi suppongo sia l'antitesi, la nemesi di un simile pensiero. Sanetoshi è solo, lo dice, dice di essersi sempre sentito tale. Questo è dunque il solipsismo radicale. Ora, mi mancava di capire il titolo. 'Mawaru'. Ho pensato che 'mawaru' non è 'guruguru'. Guruguru è il vorticare, come quando ci gira la testa. Mawaru non è quel genere di girare. A me è venuta qui in mente un concetto da Arjuna, che diceva -guardano le forme di vita che in qualche modo si danno cibo a vicenda- che 'la vita mawaru'. Circola. Gira nel senso che 'gira tra persona e persona'. Ho pensato quindi che anche la mela, l'affetto, l'amore, il penguindrum è una cosa che ci si passa, che gira tra le persone che la condividono. Il penguindrum che gira. Ma forse ho sbagliato tutto, e l'autore ha dichiarato tutt'altro. Se avete infoz, prego correggermi e illuminarmi. :-) Modificato 30 Luglio, 2013 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zenone Inviato 10 Dicembre, 2012 Share Inviato 10 Dicembre, 2012 Non credo tu stia sbagliando con l'idea del "penguindrum" che gira, alla fine la storia si chiude come un passaggio di testimone che è un passaggio di affetto, di vita. Il riconoscimento sociale è anche secondo me l'elemento determinante per intendere il child broiler e la questione dei bambini indesiderati, dato che di certo il broiler non è qualcosa che possa venir preso letteralmente. In generale la serie parla per metafore, calate sì nel contesto urbano, il che le rende precise, puntuali, e terribili, soprattutto per chi Tokyo la ha vissuta, ma restano cose che non sempre è possibile concretizzare, e dopotutto non è necessario per coglierne il senso. Mi sembra tu sia d'accordo su questo. Certo, la serie verso la fine sul metaforico vira di brutto, il che rende le sensazioni alla "fine della corsa" molto stranianti. Però è emozionante, e le parole "emozionante e straniante" direi che rendono bene Ikuhara come autore. Tu giustamente parli molto di destino, e vorrei riprendere questa tua frase Un tema molto forte è quello dell'essere scelti dal destino, dalla nascita, o il non essere scelti. E' qualcosa che viene 'denunciato' da Shouma nel monologo iniziale (poi ripreso a tratti nella serie), e dal vecchio Natsume. Da un lato c'è la denuncia di una società che ordina e discrimina tra vincenti e perdenti, da un lato la denuncia dell'essere preordinato dalla nascita di tutto ciò. Per dire che secondo me il destino di cui si parla è spesso una questione di "ruolo", che trovo sia forse il tema più rappresentativo dell'autore. Persone messe dal destino in un proprio ruolo e costrette a seguirlo senza scampo, vedi i bambini che si lasciano consumare dal broiler nella rassegnazione. Tu hai nominato spesso Utena, e posto che per non averlo visto davvero trovo tu abbia afferrato molte cose giuste, quello che forse ti manca è che in quella serie - che segna Penguindrum, e non c'è ragione di far finta che non sia così - la prospettiva femminile non sia necessariamente così determinante, o meglio, è un punto tra tanti. Non solo perché il "terzo protagonista" è decisamente un maschio, ma perché quella è in generale una storia di personaggi che, per "rivoluzionare il mondo", cioé realizzare i propri sogni d'infanzia, si trovano a interpretare una serie di ruoli che a volte sono sociali - maschio o femmina, ragazzo o adulto - a volte sono narrativi - principe e principessa e via dicenda, possiamo essere ragionevolmente sicuri che Ikuhara oltre a Hesse abbia letto Propp XD. Di nuovo è una storia di predestinati, di poche persone che hanno la possibilità di combattere contro il proprio destino, di continuare a essere "ragazzi" e poter così inseguire i propri sogni. è una storia crudele, con un intero ciclo narrativo dedicato a personaggi secondari che "rubano" il ruolo ai protagonisti, ottenendo così il diritto, effimero perché non davvero loro, a combattere per i propri sogni. è crudele perché la protagonista è "prima tra i predestinati", non può perdere perché il suo primo ruolo è quella di protagonista della storia, prescelta da chi è inesorabile "sopra" a questo "vortice" di sofferenza. Mi vien da parlare di "struggling for survival", il che è molto pinguinesco, no? Strategia di sopravvivenza! Dove Utena parlava puramente per metafore, rese però concrete da personaggi belli e veri, Penguindrum si lega di più al sociale, toccando la metropoli, toccando un incidente che ha risonanza nella mente del suo pubblico. I temi secondo me sono gli stessi - e va benissimo, ci sta che un creativo di una cosa ci voglia parlare - ma mentre Utena ci parlava per archetipi narrativi, qui ci parlano di famiglie spezzate, di persone invisibili tra i propri simili. Il cerchio non può essere spezzato, perché a una vita alla fine corrisponde sempre un'altra vita. Non era stato veramente spezzato in Utena, e l'autore è coerente a se stesso. Però con il sacrificio, la propria scomparsa assume valore attraverso quello che si lascia a chi resta. Il sacrificio per amore è l'unica cosa che rompe veramente il ciclo. Sebbene legati agli eventi narrativi, Sanetoshi e Momoka sono i personaggi più archetipali, chi rinnega tutti e chi accetta tutti. Il loro è un conflitto universale, che trascende i loro legami e i loro volti. Ma credo che la storia, finendo, abbia voluto mostrare una piccola, grande vittoria di Momoka. Dove alla fine la matematica non è stata cambiata, e due mezze mele restano due mezze mele, ma chi resta non ha dimenticato del tutto. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 10 Dicembre, 2012 Share Inviato 10 Dicembre, 2012 Sono molto molto d'accordo col quasi tutto quello che scrivi, in particolar modo sul valore più reale, più sociale, più realistico di Penguindrum che pur essendo ricco di metafore archetipizzanti, pure non è mera metaforizzazzione della realtà (l'eccesso, in questo senso, per Ikuhara è stato forse il film di Utena?). Anche il discorso dei 'ruoli sociali' è condivisibilissimo, certo, e credo qui si intenda la famiglia nucleare come il primo pezzo di una società. Il parallelo etologico con i pinguini e la banchina ghiacciata, il 'mondo cristallizzato' (come spesso rispetono i genitori di Shouma, quello è il mondo dei bimbi del child broiler, il mondo dell'invisibilità), direi che è anche per questo. Il tutto torna perfettamente con la descrizione sociologica di Tokyo che mi faceva la professoressa della Todai che citavo qualche messaggio fa, in una maniera quasi spaventosa. Proverò a chiederle se ha visto questa serie animata (si occupa della materia). Concordo anche con l'archetipizzazione massima di Momoka e Sanetoshi. In un certo senso la bambina e l'imbruttito sono l'accettazione e il rifiuto discrimiinante essi stessi, in quanto tali, no? L'unica cosa nel tuo commento che penso potrebbe essere un po' sovrainterpretata, un po' forzata, è la meta-narrativa, ovvero l'idea del personaggio protagonista come 'scelto' dall'autore/destino. Del resto quello che tu chiami 'ciclo narrativo che da spazio ai comprimari' da spazio a Ringo, che un ruolo da protagonista ce l'ha eccome. Da una visione stupidina di Tabuki, che anche lui un suo ruolo reale ce l'avrà (e a quel punto sarà impossibile non sentirlo come forzato). Non so. Di certo, il mio personale rasoio di Occam taglierebbe il 90% di quel che tu chiami 'ciclo narrativo'. Perché in effetti non permette neppure una crescita organica della psicologia dei personaggi. Anche il morire e risorgere ogni volta con un espediente di Himari è anticlimatico. "Ancora una volta?". Così come la scenetta della intro della Principessa dei Cristalli. "Ancora una volta?". Non ci vedo una studiata intenzionalità, davvero. Ci vedo un vizio di manierismo personale di una autore che, a mio dire, oltre a molti meriti e virtù ha forse come difetto quello di non riuscire a organicizzare al meglio le componenti e i momenti narrativi delle sue opere. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zenone Inviato 10 Dicembre, 2012 Share Inviato 10 Dicembre, 2012 Mea culpa, in quella parte del discorso mi riferivo a Utena XD Saltavo un po' indiscriminatamente tra i due, in quel paragrafo, prime due righe a parte, mi riferivo alla serie precedente, il "di nuovo" era ingannatore. Se hai visto qualche episodio, sai del principe che lascia il suo anello a Utena: ecco, mi riferivo a quello come "predestinazione", se poi guarderai per bene la serie magari ci dici che ne pensi. Comunque, sul ritmo della serie, concordo che nell'economia complessiva della serie il ciclo di Ringo stalker concentrato nei primi otto episodi sia abbastanza innecessario e pure un po' ingannatore. Di certo introducono dei personaggi, di certo hanno un loro valore specifico - Ringo sfocia nel puro escapismo, la sua negazione della realtà spesso più che farmi ridere mi faceva paura - ma danno un'idea sbagliata della serie e diventano presto ripetitivi. Però, dal nono episodio, con l'arrivo di Sanetoshi, il ritmo sale, e il crescendo narrativo credo funzioni bene. Soprattutto l'ultimo terzo di serie lo ho trovato veramente al cardiopalma, e in un prodotto che comunque ha una sua narrativa "da serial" non ci sta male. Al di là del piacere intellettuale, la serie non mi è dispiaciuta affatto sul fronte del "plot" Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 10 Dicembre, 2012 Share Inviato 10 Dicembre, 2012 Una cosa che mi piaceva sottolineare, infatti, è che l'arrivo di Sanetoshi -ma anche della Natsume- da una brusca virata alla serie verso 'il solito Ikuhara'. Credo che prima di allora, la serie fosse molto più realistica e vera, anche con i pinguini, di quanto Ikuhara avesse mai fatto. Vedevo una grossa evoluzione dell'autore, e non a caso citavo Jarinko Chie (dico proprio il film), che per me riesce -come dice Otsuka- a riprodurre la realtà umana, la verità delle persone e della vita, "a parte i gatti". Qui era "a parte i pinguini". Ora, se tu ci fai caso, mentre in Utena bene o male i personaggio sono tutti graficamente esasperati, qui Sanetoshi pare davvero un pesce fuor d'acqua. Dico graficamente. Sembra un ospite. Quando si vede la foto al polo, Sanetoshi sembra un guest da un altra serie, molto meno realistica, con la sua capigliatura che in forme e colori sembra uscita da Utena, davvero. No? Al contrario, io ho adorato e continuo ad adorare il personaggio di Ringo sopra a tutti perché è deliziosamente realistico. Certe compulsioni, certe 'strategie di sopravvivenza' alla vita spersonalizzante e vuota di una coppia di genitori che si divide, al focolare domestico svuotato, all'insensatezza del nulla che rincorre le giornate, beh queste sono tutte cose vere. Sono cose che io vedo intorno a noi tanto quanto in Penguindrum. Sono l'ordinaria follia dei giovani (e gggiovani) nati nella società contemporanea, con tutti i suoi vicoli ciechi - e freddi. In questo senso, le cose più belle, preziose e significative di Penguindrum per me sono state i valori simbolici che vengono dati al cibo, alle pietanze, alla condivisione della tavola. All'andare insieme all'acquario, a vedere i pinguini. Le grnadi verità umane credo siano sempre rivelate nelle piccolissime cose. Perché quelle piccole cose sono davvero simbolismo intrinseco, senza neppure intentare allegoria autoriale. Sono simbolismo in sé stesse. Per questo mi piace Takahata, per indenderci. Quanto all'ingannare, sì: Ikuhara bara. Non si tratta solo di essere in gamba e indurre false credenze nel pubblico, spesso lui bara perché rivolta o ricolloca o ridefinisce a posteriori e *retroattivamente* certi elementi, e così non si dovrebbe fare. Tuttavia, lui nasconde tutti questi magheggi in uno stile spesso onirico e straniante, quindi glielo si passa in cavalleria, e io sono pure pronto a questo: dato che dell'architettura narrativa in sé mi importa quasi zero, specie quando si vede che tutto sommato anche all'autore stesso non importa granché. :-) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Chroniko Inviato 12 Dicembre, 2012 Share Inviato 12 Dicembre, 2012 (modificato) Ho letto quel che mi ero perso in questi giorni, inizio con la parte sul pinguino dato che è interessante: to make a long story short rappresenta la proiezione del sè in conflitto (motivo per cui appunto Ikuhara con ogni pinguino "rappresenta" uno dei 3 Takakura). Questo si applica in diversi modi nella serie, l'esempio più evidente imo è la loro lotta personale in questo contesto fortemente determinista/fatalista/ecc...Poi, nonostante il contrasto sia abbastanza centrale nelle sue interpretazioni, è caratterizzato in modo tale da rimandare anche a famiglia e un'eccessiva generosità (Momoka... ) Parlando sempre di psicoanalisi arriverei all'archetipo di morte-rinascita che segnano un momento di transizione, la fine e l'inizio, la ciclicità, archetipo che Jung aveva collegato a quello femminile (e volendo arriverei proprio all'archetipo femminile, legato a varie dualità tra cui creazione-distruzione e via discorrendo); l'altro lato della medaglia è l'archetipo del viaggio, le tappe, il percorso di individuazione junghiano.Ognuno poi si può collocare il tutto come crede, forse ciò che a primo impatto potrebbe venire in mente è la Seizon Senryaku o Ginga Tetsudou no Yoru (Kaeru-kun, Tokyo wo sukuu per Himari).E da qui farei una considerazione sulla cosiddetta parte della "Ringo stalker": se da un lato è vero che parte di quegli episodi sono Ikuhara che assoggetta l'eccentricità del suo personaggio -che per questo e per la convinzione di essere la reincarnazione della sorella direi un pò ispirato a Salvador Dalì- per infilare quel comedy che tanto pare piacergli così come ha fatto con i pinguini, è anche vero che quegli episodi sono molto significativi, tra le altre cose, anche in quanto parte del percorso compiuto da Shouma e Ringo. Non fosse per quello proprio del solo Shouma, che mi pare parecchio evidente, basti pensare ad esempio che rana/rospo sono anche simbolo di crescita e cambiamento, cambiamento che è simboleggiato pure dal trasloco.Infine faccio thumb up per Zenone per il discorso su destino-ruolo, è un'idea sulla quale nel tempo sono diventato sempre più radicale.edit: ritoccato qualcosina per l'ennesima volta, tolta la cosa della "soluzione" che tutto sommato in questo contesto non serviva e già che ci sono aggiungo questo per chiarezzaIndividuazione (o autorealizzazione): consiste nella distruzione della Persona (concettualmente è la maschera pirandelliana) per arrivare all'Ombra (sostanzialmente ciò di cui siamo inconsci) nel percorso verso la comprensione dell'Anima/Animus "recessiva/o" (sub-personalità presenti in ambo i sessi, Anima dominante per la donna e Animus per l'uomo) e successivamente delle personalità-mana che precedono l'incontro con il Sè, la fine dell'individuazione e la conseguente unione delle parti che costituiscono la personalità. A questo punto viene ricostruita una nuova Persona, che non è più una maschera ma il vero sè. Modificato 15 Dicembre, 2012 da Chroniko Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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