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Di sottotitoli e di doppiaggi


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Ma soprattutto quelle belle teorie sulla "memoria storica" che se non la rispetti poi laGGente non vuole il prodotto si dimostrano solo un cumulo di merda ogni volta che scatta la prova del nove, dovrebbero sapere tutti ormai che in SW questa volta si usano i nomi originali eppure al cinema ci vanno lo stesso a vagonate...

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Bah... tutte ste sfumature se le immagina soltanto il tizio.

Vader era più distaccato in SW e diventava più emozionale in TESB non appena interagiva con il figlio. E ciò succedeva con il doppiaggio originale esattamente come in quello italico.

Semplicemente con il doppiaggio italiano - almeno a livello puramente recitativo - sono riusciti a mantenersi fedeli. Anche il timbro di voce è molto simile, baritonale con riverbero metallico per entrambi. Ma che la voce italiana sia "migliore", sotto qualsiasi punto di vista, è semplicemente falso.

Modificato da Kuro no Kishi
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L'apologia della versione italiana di Star Wars :pazzia:

 

http://www.guerrestellari.net/athenaeum/stori_menucronicreativa_dopp.html

 

Secondo la fantasiosa ricostruzione del tizio tutti i cambiamenti furono pienamente giustificati, quoti a parte.

Ma quando arriva a parlare del doppiaggio diventa il trionfo della girella, con lui che ribatte orgoglioso come le interpretazioni delle voci italiane siano migliori degli attori originali e abbiano aggiunto più sfumature ai personaggi :fear:

 

Se ne può anche andare affanculo, il nuovo film sta incassando uno sfracello più dei suoi predecessori e Fener sarà presto un ricordo lontano lontano dei girellari incalliti per tutti gli altri esisterà solo Vader, come è già successo coi TF per cui c'è solo Optimus Prime e non Commander davanti al Potere del marketing di Hollywood il girellaro s'attacca a 'sto cazzo

 

In poche righe......una sentenza.

Saluti Toma

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Alex è il Cavaliere del Senno e del Vero, ormai.

 

Mi inchino.


A quanto pare, era nelle intenzioni degli autori che Vader apparisse robotico, "non umano":

 


https://www.youtube.com/watch?v=_RFYoZ7H67A

 

Certo riguardando questa scena, alzo il mio giudizio su TROTJ a un 8 pieno.

 

L'epicità era veramente alta e onesta, c'è poco da dire. L'uso dei temi musicali (non già la mera bontà della musica) è magistrale.

 

Interessante notare che "la voce di Vader", ovvero quella di Earl Jones, non è stata usata per doppiare Anakin smascherato.

Modificato da Shito
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Innanzitutto se è possibile inquadriamo chi ha scritto questo articolo : l'autore "Lorenzo Frati" chi è?

Un addetto ai lavori? Proprio se non lo è (va da se che un addetto di una casa di distribuzione possa essere "costretto" a difenderne l'operato) ma è un semplice fan credo che si possa spiegare il motivo delle sue argomentazioni "girellare".

Purtroppo l'essere un fan (di vecchia data) è spesso (ma non sempre) motivo di nostalgia, attaccamento ai vecchi errori ecc...

C'è una parte dell'articolo interessante (se è vera e non un'illazione dello scrittore) cioè la motivazione che ha portato gli adattori di Star Wars all'epoca a cambiare i nomi.

Tutto il resto è canonico, prevedibile, risparmiabile e per molti irritante : il fatto che i cambi siano meglio dell'originale, il costruirsi "romanzi" sulle sfumature interpretative italiane ritenendole meglio delle originali e ignorando che tali sfumature esistono anche in originale ecc.. 

Anzi per lodare il vecchio doppiaggio paradossalmente gli si fa pure cattiva pubblicità facendolo sembrare ancora di più qualcosa di arbitrario e fatto per sostituire e mettersi in competizione con l'originale, quando invece in realtà magari (cambi a parte) alcune cose erano anche fedeli o obbligate.

Ad es si potrebbe dire che il diminutivo di Chewbecca c'è anche in originale e il "Chube" italiano evita l'omissione del nomignolo

si potrebbe dire che Foschi umanizza gradualmente Darh Vader/Fener esattamente come fa Earl Jones e che è rispettato il particolare del fatto che il personaggio cambi voce (Marcello Tusco) da smascherato.

Tutti punti a favore della fedeltà del vecchio doppiaggio

invece

Se ne ribadisce la superiorità sull'originale generando paradossi (rendere l'opera meglio di chi l'ha creata)

Anzicchè mostrare il bicchiere "mezzo pieno" se ne ribadisce orgogliosamente la vuotezza.

Modificato da Gotan x
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Quello che mi stupisce in negativo è che persino voci più critiche sugli adattamenti italiani per qualche strano motivo con Star Wars fanno l'eccezionehttps://doppiaggiitalioti.wordpress.com/2011/04/19/quei-nomi-italioti/

 

Vecchia saga di Guerre StellariVi stavate chiedendo perchè non la nominavo eh? Beh credo che tutto quello che ci sia da dire sulle alterazioni dei nomi di questa saga sia già stato ampiamente trattato qui, nel sito di guerrestellari.net (leggete questo link una volta per tutte!). Anche io accennai qualcosa a riguardo nel mio primo post su questo blog. Per concludere e farla breve, concordo praticamente a pieno con le osservazioni di Lorenzo Frati.A tutti gli italioti adolescenti che vengono a conoscenza di Guerre Stellari guardandosi prima gli episodi I, II e III e che corrono sui forum per postare che “Ian Solo” in realtà era originariamente “Han Solo” (!!!!!!!!!!) come se questo fosse il crimine peggiore mai commesso nella storia dei doppiaggi in italiano io dico… annatevene affan… no io dico: leggetevi quell’articolo di Lorenzo Frati, poi chiedete a papà di farvi vedere i vecchi Guerre Stellari (in inglese o in italiano, come preferite) e infine buttate i nuovi episodi che non sono buoni manco come sottobicchieri.
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E' come chi dice "io sono liberale, tutti hanno diritto di essere quello che vogliono, TANNE <segue lista eccezioni>".

 

no?

 

Ovvero, anche chi sputa sulla girella altrui, spesso ha la sua girella, solo che non la chiama girella.

Modificato da Shito
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Quello che mi stupisce in negativo è che persino voci più critiche sugli adattamenti italiani per qualche strano motivo con Star Wars fanno l'eccezione

 

https://doppiaggiitalioti.wordpress.com/2011/04/19/quei-nomi-italioti/

 

 

Vecchia saga di Guerre Stellari

Vi stavate chiedendo perchè non la nominavo eh? Beh credo che tutto quello che ci sia da dire sulle alterazioni dei nomi di questa saga sia già stato ampiamente trattato qui, nel sito di guerrestellari.net (leggete questo link una volta per tutte!). Anche io accennai qualcosa a riguardo nel mio primo post su questo blog. Per concludere e farla breve, concordo praticamente a pieno con le osservazioni di Lorenzo Frati.

A tutti gli italioti adolescenti che vengono a conoscenza di Guerre Stellari guardandosi prima gli episodi I, II e III e che corrono sui forum per postare che “Ian Solo” in realtà era originariamente “Han Solo” (!!!!!!!!!!) come se questo fosse il crimine peggiore mai commesso nella storia dei doppiaggi in italiano io dico… annatevene affan… no io dico: leggetevi quell’articolo di Lorenzo Frati, poi chiedete a papà di farvi vedere i vecchi Guerre Stellari (in inglese o in italiano, come preferite) e infine buttate i nuovi episodi che non sono buoni manco come sottobicchieri.

 

 

Non c'è niente di cui stupirsi, semplicemente in questo caso la "divulgazione" viene tralasciata per la girella.

Perchè alla fine non è che se tieni su un sito sui "doppiaggi italioti" improvvisamente non ti autoritardi mentalmente per la roba che ti ha fatto subire l'imprinting più profondo.

Nessuno è veramente immune dalla nostalgia in sè, e di base non c'è niente di male. Tutti siamo nostalgici.

Il problema NON è avere nostalgia di qualcosa, il problema è il volerne impedire la correzione (cosa che non comporta la cancellazione di niente, perchè la memoria non te la cancella nessuno): è lì che si scopre chi si rifiuta di crescere e vuole restare bambino per certe cose, a scapito della verità e del buon trattamento di quel che dice piacergli.

E alla fine non è più un problema neanche quello, nel senso che in questo caso la girella corretta sostituirà la girella sbagliata, e a chi perde tempo con balle sulla memoria storica, su Vader che deve essere chiamato Fener, su Han che deve essere mantenuto Ian, sui ridoppiaggi che non s'hanno da fare, eccetera, c'è da dire solo questo, parafrasando l'Halman: andatevene affanculo, chiamate papà, ditegli di prendere le sue VHS ammuffite dove ha registrato dalla televisione i suoi film col doppiaggio scrauso, i quoti, i Fener, gli Ian, le Leile, e ditegli di buttarli nella spazzatura che siamo negli anni del Blu-Ray. Vader è finalmente a casa anche in Italia. Star Wars è finalmente a casa anche in Italia.

Non siamo più l'unico paese con i DarT (notare che il titolo di Darth è una delle basi su cui si è storicamente fondata l'esistenza dei Sith, e in Italia Vader era l'unico a non averla, nel senso: Darth Sidious, Darth Tyranus, Darth Maul, Darth Pincopallino..... DarT Fener).

Finalmente non sia più trattati come dei minus habens.

Notare poi una cosa: nonostante il cambio di nomi nessuno si è dato fuoco nei cinema o è corso per le strade urlando all'eresia. Sentire Vader non ha ammazzato nessuno e non ha sconvolto nessun'altro.

Segno che alla fine a ritenere gli italiani dei minus habens sono solo altri italiani che forse dovrebbero guardarsi allo specchio e magari si renderebbero conto di chi sono i veri minus habens.

 

TL;DR: il tizio di cui sopra è semplicemente un ipocrita che fa divulgazione solo fintanto che gli conviene o non gli toccano la sua girella.

Modificato da Fencer
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"E' come chi dice io sono liberale tutti hanno diritto di essere quello che vogliono, tranne..."

 

In pratica è questa la pecca più grave, la relatività che  porta ad innalzare i propri gusti e a disprezzare quelli altrui, o peggio a considerare storici/validi/affettivamente rilevanti solo le cose che per me sono storiche/valide/affettivamente rilevanti.

Si è detto, più volte, che se ci si attiene all'originale che è uno, preciso, quello e deciso dall'autore si elimina a monte ogni pericolo di "relatività".

Comunque è anche vero che c'è una differenza.:

C'è chi segue una linea editoriale "girellara" cioè che ripristina i nomi dei personaggi e quando è possibile le vecchie voci, perché pensa che così vendano meglio in Italia, dove sono conosciuti con quei nomi e quelle voci. E' una scelta, criticabile, personale ma che può essere portata avanti con coerenza.

Diverso è il caso di chi eleva la "propria" girella a canone per tutti, chi universalizza e non vede altro che il proprio gusto e fa due pesi e due misure.

Il professionista che segue una linea editoriale girellara utilizza tanto Malaspina su Duke Fleed, Corizza su Carletto, quanto ripristina i nomi Goldrake, Darth Fener, Morte Nera ecc...

L'individualista infantile invece magari non riesce a concepire altra voce che Malaspina su Actarus, ma gli fa schifo il nome Morte Nera e quindi lo cambia, ritiene Darth Fener un nome impareggiabile, ma sputa su Pegasus e Sirio il Dragone.

Secondo me sono due casi differenti.

Io (parlo per me) pur essendo a favore dei ridoppiaggi per il professionista coerente ho comunque rispetto, per l'individualista infantile no

Modificato da Gotan x
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Io no, perchè quello che perpetua gli errori (si può "ripristinare" solo l'originale, che è quello che è stato stuprato anni fa) tratta il pubblico come se fosse un deficiente che non sa andare oltre l'infanzia e si darebbe fuoco se sente una A al posto di una U o sente Seiya al posto di Pegasus, eccetera.

Ormai è stato bellamente provato che in realtà il pubblico semplicemente si fida di quel che gli proponi e non fa una piega se ripristini l'originale come è giusto e corretto che sia (anche solo per l'etica del rispettare il lavoro altrui). Negli anni ci sono stati ripristini più o meno consistenti in roba più o meno importante, e a parte qualche psicopatico di quelli forti nessuno si è dato fuoco in pubblica piazza.

E la roba ha venduto comunque quel che doveva vendere, senza spostamenti significativi.

 

Al che siamo davanti a un falso problema e tutto ciò che resta in realtà è semplicemente la decisione se fare le cose oggettivamente bene o oggettivamente male dal punto di vista della localizzazione, se trattare il tuo pubblico da ritardato ignorante oppure dargli fiducia. Se fare, insomma, il lavoro che dovresti fare o sputare su quello che è il lavoro altrui fregandotene della qualità di quel che offri in nome di non si sa bene cosa, considerando che se devi floppare floppi comunque e non dipende da come localizzi.

 

La realtà è che l'editore deve decidere cosa vendere, cos'è: è un rigattiere di spazzatura girellara o una casa di localizzazione di anime giapponesi localizzati in italiano?

Vuoi vendere spazzatura? Fai come la Yamato vecchia, che non metteva sottotitoli fedeli, anzi, leva proprio anche l'audio giapponese.

Perchè la tua roba è solo una presa per i fondelli nata per una specifica frangia di pubblico che nasce e muore con determinati prodotti (inutile sminchiare pure le novità, perchè tanto non gli interesseranno mai) e tu morirai con lei. Inutile anche mettere solo sub fedeli se devi far costare la tua roba più di dieci euro, perchè sopra quello l'appassionato non ti darà (salvo quello con poco rispetto di se stesso secondo me.... O strapieno di soldi) visto che dell'anime non è rimasto nemmeno il titolo.

 

Vuoi fare un'edizione localizzata in italiano di un anime giapponese? Ci vuole una localizzazione corretta con tutto dove deve stare e i nomi corretti, così anche da evitare problemi in futuro e senza doverti più porre il dubbio di come fare o alzare polemiche: fai crescere le nuove generazioni con la correttezza e tra le vecchie quei pochi malati d'infanzia che si rifiutano di crescere se ne faranno una ragione (anche perchè ripeto, non è che Yamato navighi nell'oro pur proponendo girelle su girelle su girelle, son sempre lì a piangere che devono fare cassa).

Nessuno si chiederà mai se chiamarlo Saitama o Rocchio, e non sorgeranno mai problemi se ripristinare alcunchè, perchè il suo nome è quello corretto ab origine.

 

La cosa più "sensibile" che puoi fare alla fine è ripristinare tutto e SE economicamente non ti costa troppo ficcarci l'audio vecchio dove sia proponibile (senza spendere soldi per rifarlo in HD 9.99999999999 come millantava qualcuno). Se no amen.

Tanto tra il tubo, internet e palle varie l'audio scazzato se lo trovano (e spesso è pure la via preferenziale).

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Si infatti io ho affermato di essere favorevole ai ridoppiaggi e che, attenendosi all'originale, si elimina ogni possibile rischio di relatività.

E' ovvio che continuando a cambiare i nomi si continuerà a riproporre anche per il futuro questa polemica tra "nostalgici degli errori" e chi vuole la serie fedele all'originale.

E' anche vero che se c'è un rilancio forte e una serie riesce a conquistarsi un'utenza di funs attuali (es. Doraemon, Transformers ecc..) il fattore nostalgico non è così preponderante. E' vero pure che lo spettatore medio che compra la serie in edicola o la vede in tv perché ci è affezionato fin da bambino solitamente non è un fan o un appassionato girellaro, ma un comune spettatore anche un po' inesperto che non fa caso ai cambi di nome o ai ridoppiaggi, altro motivo per cui rilocalizzazioni più fedeli non sarebbero poi tanto sconvolgenti.

Però resta  il problema dei titoli che più delle voci o dei nomi dei personaggi richiamano il grande pubblico e se Doraemon ha avuto la fortuna di aver mantenuto il titolo originale (in modo da poter giocare sia sul richiamo del nome che poter ripristinare tutti gli altri nomi originali) purtroppo Goldrake (non Actarus o Malaspina) e I Cavalieri dello zodiaco (non Fulmine di Pegasus e Ivo De Palma) sono i titoli con cui Grendizer e Saint Seiya sono conosciuti in Italia, non ai girellari ma a tutti

Purtroppo sulle infedeltà di ieri si devono in un modo o nell'altro fare i conti anche oggi

 

Un discorso a parte è quello detto in precedenza che riallacciandomi alla relatività dei gusti mi ha fatto distinguere una "sottosezione" a mio parere ancora peggiore della linea editoriale nostalgica, ovvero l'editore o l'addetto ai lavori arbitrariamente e individualisticamente nostalgico solo riguardo a ciò che piace a lui

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Però resta  il problema dei titoli che più delle voci o dei nomi dei personaggi richiamano il grande pubblico e se Doraemon ha avuto la fortuna di aver mantenuto il titolo originale (in modo da poter giocare sia sul richiamo del nome che poter ripristinare tutti gli altri nomi originali) purtroppo Goldrake (non Actarus o Malaspina) e I Cavalieri dello zodiaco (non Fulmine di Pegasus e Ivo De Palma) sono i titoli con cui Grendizer e Saint Seiya sono conosciuti in Italia, non ai girellari ma a tutti

Purtroppo sulle infedeltà di ieri si devono in un modo o nell'altro fare i conti anche oggi

Nah. Non ho fatto un esempio a caso quando dicevo che fino a oggi anche con cambiamenti consistenti non c'è stato nessuno che si è dato fuoco in piazza.

Secondo me la verità è che tutta questa necessità delle medesime voci perchè richiamano pubblico altro non è che una baracconata montata da girellari e dagli stessi doppiatori.

Per dire, l'allegro Leggenda del Grande Tempio aveva le voci vecchie, la terminologia vecchia, le invezioni stile vecchio eccetera... eppure ha floppato. Come hanno floppato tutte le incarnazioni televisive da Hades in poi.

Dragon Ball hanno cambiato tutte le voci (non solo Goku per ovvia necessità), mettendone altre per giunta più scazzate, ma comunque ha fatto 900.000 euro in tre giorni.

Captain Harlock idem.

Doraemon anche.

Questo senza tirare in mezzo Spiderman, Transformer, Tartarughe Ninja e via così.

 

Penso che la verità sia semplice: quel che resta non sono le voci bensì i personaggi. Le opere. La potenza è la loro, la voce fa solo da companatico e non è necessaria, soprattutto nei grandi numeri. A fare tutto quel casino sono solo i girellari spinti, quelli ritardati.

La gente non è stupida e non si fa problemi di sorta a sentire voci diverse o nomi diversi (anzi, secondo me se sente Seiya di Pegasus invece di Pegasus di Pegasus tira un sospiro di sollievo), a farseli sono solo gli editori che tra girella e cagarsi sotto cercando di andare sul sicuro. Se devi vendere un prodotto lo vendi, perchè tanto quello titolo o non titolo resta riconoscibile (e comunque puoi usare quel titolo come sottotitolo, anche cambiando le voci). Anche per titoli molto conosciuti.

E' il mercato, qualcosa che è in grado di riconoscere quel che vuole anche con qualche cambiamento.

I ritardati non sono tra il pubblico. Forse qualcuno vorrebbe che ci fossero, ma non è così.

 

Oltretutto se si esce dai grandi numeri si entra nel mercato di ultranicchia che è quello della vendita di anime giapponesi in Italia, un mercato di 1000-1500 persone esperte che sanno vita, morte e miracoli delle opere. E lì a maggior ragione anche se cambi il titolo, aggiusti la pronuncia, metti i nomi corretti non succede niente perchè il titolo resta riconoscibile e chi lo vuole lo compra a seconda dei vari gradi di valore dell'edizione (l'edizione Yamato è spazzatura, per dire).

E come dicevo, per chi vuole l'infanzia puoi sempre vedere di mettere il doppiaggio vecchio SE non ti devi svenare.

 

Ergo, è un falso problema dettato da gente che vuole fare il rigattiere invece del venditore di anime giapponesi localizzati.

Che vuole mantenere il ritardo mentale.

 

E per la cronaca: Saint Seiya in Italia, again, non c'è mai arrivato. I CDZ sono proprio un prodotto diverso.

 

Un discorso a parte è quello detto in precedenza che riallacciandomi alla relatività dei gusti mi ha fatto distinguere una "sottosezione" a mio parere ancora peggiore della linea editoriale nostalgica, ovvero l'editore o l'addetto ai lavori arbitrariamente e individualisticamente nostalgico solo riguardo a ciò che piace a lui

Ma quelli non sono editori o addetti ai lavori per l'appunto, sono dilettanti che si stanno scrivendo le loro fanfic e vogliono farle subire agli altri.

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Io voglio essere ottimista e sperare che il vecchio titolo relegato a sottotitolo non comprometterebbe le vendite, concordando che se una serie non è più di moda floppa comunque. Una serie vende prima di tutto di suo.

Però ho comunque il timore che un Goldrake con il protagonista chiamato Daisuke e una voce giovane attirerebbe il pubblico generalista (che appunto conosce il nome Goldrake) se però lo chiamassero Grendizer rischierebbe di non essere riconosciuto (stiamo parlando di pubblico poco esperto, generalista, che però costituisce comunque una buona percentuale degli acquirenti).

Ancora la colpa è quella di aver cambiato il titolo all'epoca e per fortuna tanti robot hanno almeno il nome originale (Daitarn, Jeeg, in una certa misura Mazinga).

Un conto è la pronuncia (Gundam) o l'italianizzazione (Guerre stellari, L'Uomo ragno) un conto è un nome totalmente differente.

Se non è così è meglio, però è un problema su cui riflettere per trovare una soluzione che renda giustizia all'originale senza però compromettere il richiamo pubblicitario.

 

In quanto agli "scrittori di fanfiction dilettanti" che però ricoprono un ruolo di editore (e che spero esistano solo nelle mie paranoie di spettatore esageratamente preoccupato), per me sarebbero il pericolo più grande perché sono arbitrari nella loro nostalgia e lavorano solo per se stessi (in pratica editano una serie come se si stessero cuocendo la pasta per cena). Non dovrebbero essere ben accetti neanche ai girellari perché non sono trattenuti da nulla e sono pronti a calpestare i gusti altrui in nome dei propri. 

Modificato da Gotan x
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Io voglio essere ottimista e sperare che il vecchio titolo relegato a sottotitolo non comprometterebbe le vendite, concordando che se una serie non è più di moda floppa comunque. Una serie vende prima di tutto di suo.

Non è questione di ottimismo, alla fine è provato.

Un prodotto forte che ha grandi numeri non risente del ripristino del nome originale o dall'utilizzo di voci diverse, pratica che tra l'altro sta venendo regolarmente messa in atto anche per prodotti di massa per parificare l'Italia al resto del mondo (perchè ripeto: anche per roba forte come SW eravamo gli unici ad essere messi tutti, come popolo, al livello dei pochi ritardati che non si staccavano da Fener), qualunque sia il campo a cui appartiene.

Ripeto: Star Wars, Transformer, Spiderman, Avengers, Dragon Ball, Harlock, eccetera.

Hokuto no Ken la venduto anche cambiando le voci (pare anche che Cigliano non ci volesse avere niente a che fare).

Di converso, i CDZ hanno floppato anche attaccandosi fanaticamente al passato con anni di minchiate pregresse per giustificarlo.

E non tutte le girelle vendono tanto, anzi.

Un brand se è potente è potente comunque, e come si vede il pubblico non è per niente refrattario al cambiamento (Han Solo ha cambiato doppiatore). Sopratutto non lo è nella misura in cui spesso molti mitomani vogliono renderlo solo per il fatto che gli conviene, alla faccia degli appelli alla memoria storica.

 

Però ho comunque il timore che un Goldrake con il protagonista chiamato Daisuke e una voce giovane attirerebbe il pubblico generalista (che appunto conosce il nome Goldrake) se però lo chiamassero Grendizer rischierebbe di non essere riconosciuto (stiamo parlando di pubblico poco esperto, generalista, che però costituisce comunque una buona percentuale degli acquirenti).

Ancora la colpa è quella di aver cambiato il titolo all'epoca e per fortuna tanti robot hanno almeno il nome originale (Daitarn, Jeeg, in una certa misura Mazinga).

Un conto è la pronuncia (Gundam) o l'italianizzazione (Guerre stellari, L'Uomo ragno) un conto è un nome totalmente differente.

Se non è così è meglio, però è un problema su cui riflettere per trovare una soluzione che renda giustizia all'originale senza però compromettere il richiamo pubblicitario.

L'hanno già trovato in J-Pop: Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco (che poi è quello che fanno ovunque). Per i robottoni nemmeno si sprecano a mettere MazzzzingA e compagnia.

Lo stesso fanno in varie parti del mondo (l'edizione americana di Mazinger Z non si chiama Tranzor Z si chiama Mazinger Z: http://www.discotekmedia.com/mazinger_z_box_1.htm ) e io non credo proprio che gli italiani siano più stupidi di americani e spagnoli. Nè più chiusi (magari non pare, ma c'è una fortissima intolleranza per lo straniero quando si parla di alcuni addetti ai lavori del mondo del doppiaggio e di parecchi girellari, eh, con frasi tipo "se volete Rocket Punch andatevene in giappone" o le cazzate scritte da Frati e dall'altro, alla faccia del presunto multiculturalismo e tolleranza, ma è un problema degli adattatori, non del fruitore).

Penso che si voglia tentare di mantenerli così (sono più facili da trattare) e non gli si voglia dare fiducia e\o credito.

 

Perchè seriamente, se io ti presento questa immagine:

 

Ufo-Robo-Grendizer.jpg

 

Se anche ci metto un Grendizer come titolo principale e un Goldrake più piccolo sotto dici che il tizio che lo vuole comprare non lo riconosce?

Non riconosce il tizio vestito da carnevale e il cornutone?

Io penso di sì. Anche perchè diversamente vorrebbe dire che è ritardato o che il ricordo magari non è così forte come si crede, eh (e comunque Goldrake non è che lo levi, è lì, solo come sottotitolo).

E' questo il punto. Secondo me si parte dal presupposto che il grosso del pubblico sia completamente ritardato e sia tutto come quelli che vanno a fare le crociate su Pegasus, MazzingA, eccetera.

Ma non è così. Quelli sono solo una minoranza casinista (campata per anni sui pezzotti, infatti girella girella e alla fine a vendere sono i soliti quattro e Astrorrobbò e compagnia non vendono un kaiser) che si decide di assecondare per non si sa bene quale motivo.

Ci sono le prove ormai. La gente non si da' fuoco se sente altre pronunce, vede altri nomi (oh, c'era LEIA grosso così nel testo scorrevole di Episodio VII) e se la serie non interessa non interessa comunque.

E questo è vero due volte nel nostro piccolo campo di appassionati che comprano anime, che è notoriamente un campo di informati (notare che ho scritto "che comprano") e comunque gli si appioppano lavorazioni merdosamente girellare col contentino non si capisce bene perchè o sperando in che cosa.

 

Anche perchè detto brutalmente, se vai coi girellari morirai con loro. Perchè la girella è per definizione un mercato che va a morire.

Uno dei simboli di questo è lo stesso Goldrake. Certo, ha venduto sulle 100.000 copie in edicola (che già questo indica che va solo in certi canali, in quelli normali da fumetteria fa un decimo).

Ma all'epoca se lo vedevano in dieci milioni.

E quei 100.000 a mio parere i BR non se li pigliano più.

 

Il problema, alla fine, non sono i girellari, i nostalgici, i normali, gli appassionati. Il problema sono gli editori, che hanno una bassissima considerazione del pubblico e probabilmente una troppo alta considerazione di se stessi.

Non hanno mai veramente valorizzato la lavorazione nè creato una vera cultura dell'originale, hanno solo voluto celebrare la loro stessa limitatezza con l'hype da due soldi.

E a distanza di vent'anni ci dobbiamo ancora beccare merda per questo. Anche fuori da quel periodo.

Altrove si corregge.

Qui in linea di massimo no, anzi, si gonfia l'ego di una categoria che il lavorare bene non lo conosce nemmeno di striscio (lo spettacolo dato da Ward e Iacono in occasione di Battle of Gods fu veramente pietoso, e sono uomini di mezz'età).

 

E'... patetico.

Non è il pubblico. Non è mai stato il pubblico. Il pesce puzza dalla testa.

 

In quanto agli "scrittori di fanfiction dilettanti" che però ricoprono un ruolo di editore (e che spero esistano solo nelle mie paranoie di spettatore esageratamente preoccupato), per me sarebbero il pericolo più grande perché sono arbitrari nella loro nostalgia e lavorano solo per se stessi (in pratica editano una serie come se si stessero cuocendo la pasta per cena). Non dovrebbero essere ben accetti neanche ai girellari perché non sono trattenuti da nulla e sono pronti a calpestare i gusti altrui in nome dei propri.

Se hai amici in posizione di potere (relativo) e che se ne sbattono della qualità con cui buttano fuori roba, sei a cavallo comunque.

Non è questione di qualità della localizzazione in Italia. Non lo è mai stato.

Altrimenti la sbruffoneria di certi settori del doppiaggio sarebbe stata messa a posto anni fa.

 

E comunque non so i girellari ritardati (che se ne sono sempre strafregati della qualità e pur di sentire le stesse voci a loro va bene anche trasformare il film in un porno, e non sto scherzando), ma i nostalgici si sono lamentati sì quando hanno notato che l'audio nuovo di Mazinger Z non corrispondeva ai sub, essendo un doppiaggio moderno.

 

Ma di nuovo, se te ne fotti e fai fare l'adattamento a uno che prende i testi originali e se li riscrive per farci le sue fanfiction, il problema non è il pubblico.

Modificato da Fencer
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Il punto centrato credo sia proprio quello : gli arbitri fatti nei nuovi doppiaggi come Marchese Pigmeo in Mazinga Z, o Capitan EFFE Harlock e IllumidUs, gli anti anglicismi, le frasi orgogliose di "girellarità" come "se volete Rocket Punch andatevene in Giappone", "Morte Nera suona meglio di Death Star (perché è a forma di planetoide e non di stella)", "la L di Leila e la I di Ian suonano meglio Leia e Han Solo". "i dialoghi di Guerre Stellari hanno espresso l'opera meglio di Lucas stesso".

Quello che innervosisce me, come ho già scritto qualche pagina fa, è che non si tenta nemmeno di difendere la parziale fedeltà all'originale dei vecchi doppiaggi come Star Wars ma anzi se ne ribadisce orgogliosamente la differenza in meglio.

Quando un opera passa per le mani di un editore che la pensa così è sicuro che subirà cambi, avrà un trattamento retrò e verrà penalizzata ulteriormente, anche quando non ce n'è bisogno e tutto questo non mi fa pensare ad una linea editoriale fatta per "fifa" che con i cambi originali non venderebbe ma di un attaccamento personale di questi "editori/fan" alle vecchie edizioni o a quello che questi ritengono essere tali.

 

Anche perché volendo essere utopicamente fiducioso credo sempre che un editore che ha come obiettivo quello di vendere se magari capisce o gli si fa capire che il pubblico è più aperto verso l'originale cambia la sua linea editoriale, il fanatico del "proprio passato" no, continua ad inventare a costo di non vendere

Modificato da Gotan x
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No ne reitero la scrittura per errore, non so esattamente come si scriva : fan singolare, fans plurale?

Comunque il concetto è quello di appassionato/ammiratore che non sempre (secondo quello che ho espresso) è garanzia di qualità se ha delle convinzioni troppo ferree e nostalgiche e soprattutto antepone il proprio gusto ad un'impostazione oggettiva dell'edizione italiana (qualunque essa sia).

Il tutto è partito anche dalle idee espresse in quell'articolo su Guerre stellari e il vecchio doppiaggio, ecco l'autore è un genere di fan che a mio parere non renderebbe un favore all'opera se se ne occupasse lui, a differenza di un editore "neutro" che magari fa scelte retrò per un tornaconto di vendita e può modificare la propria linea editoriale se capisce che l'aderenza all'originale può vendere di più

Modificato da Gotan x
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C'è anche da dire che in terra anglofona si usa appunto 'fun' in luogo di 'fan' per indicare i dilettanti (da "funster" - colui che fa una cosa per divertirsi, per diletto) in senso derogatorio in luogo del più neuto "amateur" (chiaramente un francesismo).

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A rigore, tutti i forestierismi di tipo 'prestito diretto' dovrebbero essere indeclinabili in genere e numero, tutti maschili neutri.

 

Non si pluralizzano né secondo la lingua di provenienza, né secondo la nostra (altrimenti sarebbero 'calchi', non 'prestiti diretti).

 

Quindi: un kimono, due kimono.

 

A rigore sarebbe 'un katana, due katana'.

 

Ma per il genere noi italiani non ce la facciamo: siccome è una spada, e poi finisce con la A, zac: femmile. Quindi: la katana.

 

Ma almeno si eviti sempre katane, kimoni, euri.

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  • 1 month later...

Mi sono imbattuto in questo documentario americano sul doppiaggio nostrano:

 

http://www.betterinitalian.com/

http://doppiaggiitalioti.wordpress.com/2015/07/10/gli-italiani-lo-fanno-meglio-un-documentario-americano-sul-doppiaggio-italiano/

 

Se fosse disponibile integralmente mi piacerebbe sapere se fa una indagine seria o è l'ennesima sviolinata. La locandina 100% romana è già tutto un programma :°_°:

Modificato da Ombra Salmastra
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  • 4 weeks later...
  • Fencer featured e unfeatured this topic

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