Roger Inviato 22 Dicembre, 2014 Share Inviato 22 Dicembre, 2014 alla fine sono riuscito a vedere utena, serie tv e film. quest'ultimo non mi ha detto granchè, al contrario della serie tv il cui finale è una sorpresa molto particolare. sapere prima che ci voleva un po' di pazienza prima che ingranasse avrebbe aiutato... cmq tutti gli eps delle ultime due saghe sono eccezionali, ma anche la seconda ha un suo perchè e non è malvagia. nel complesso la ritengo una serie intelligente ed originale, che volutamente rivela le sue carte solo ad un certo punto, dopo una bella cottura a fuoco lento; pur non mancando quel pizzico di umorismo folle, pur essendo molto affascinanti la storie del principe e della strega, dubito riuscirei a trovare la forza per guardarla una seconda volta. nel frattempo ho rivisto the soul taker ed in parte lo rivaluto in positivo, sebbene non ci si possa fare nulla per quella narrazione frammentaria e confusa nella prima metà della serie. a modo suo, per quello che vuole dire, è un'opera complessa che non avevo considerato con abbastanza attenzione. certo c'è quella scena finale WTF nell'ultimo episodio che tenderebbe a smontare tutto quello che si è visto... però potrebbe essere che un senso coerente a quanto raccontato ed idealizzato ce l'abbia, tuttavia non ne sono sicuro. invece green legend ran è stato una perdita di tempo. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
RyOGo Inviato 23 Dicembre, 2014 Share Inviato 23 Dicembre, 2014 Sto recuperando subbato spagnolo questa serie qui Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
genbu77 Inviato 23 Dicembre, 2014 Share Inviato 23 Dicembre, 2014 ah la serie che ha seguito Tiger Mask Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
RyOGo Inviato 23 Dicembre, 2014 Share Inviato 23 Dicembre, 2014 E sembra animata molto meglio... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 28 Dicembre, 2014 Share Inviato 28 Dicembre, 2014 megazone 23 è IMO ancora uno degli anime/OVA più belli mai realizzati. beh, almeno a livello concettuale per quel che riguarda il nocciolo della storia e pure per la qualità delle animazioni, che raggiungono il picco massimo nel secondo capitolo, considerando la terza parte accessoria (che di per sè non è che sia brutta, tuttavia non era proprio necessaria). i personaggi principali pur essendo pressochè tutti esagerati, a partire dalla loro caratterizzazione in quanto individui fino all'aspetto, sono funzionali ad un tipo di trama per alcuni versi non certo nuova, però interpretata con grande personalità; temi quali realtà virtuale, qui applicata a più livelli (matrix...), viaggi nello spazio, "antiche" civiltà, ribellione giovanile, potere politico e militare, responsabilizzazione, ciclicità degli eventi storici ed un pizzico di cyberpunk vengono abilmente mescolati con equilibrio. forse era l'entusiasmo di chi vi lavorò dell'epoca, forse certi argomenti erano una novità, forse c'era quindi voglia di costruire delle storie su più pilastri sia sperimentando che dando certezze (ovvero fornendo anche elementi classici, siano essi narrativi che visivi->regia e design). nella seconda parte della serie yasuomi umetsu ha fatto cose turche, al di sopra del meraviglioso, che non replicherà mai più in vita sua. megazone è uno di quei casi nei quali secondo me ci vorrebbe un remake moderno, magari una serie tv animata come avrebbe inizialmente dovuto essere, non troppo distante dall'originale. possibilmente senza affidarlo ad aramaki, se non per il mecha design (che in combinazione con obari ha fatto metà di quel che c'è di bello graficamente nella terza parte, ovvero robottoni). poi è arrivato gall force... LOL Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 29 Dicembre, 2014 Share Inviato 29 Dicembre, 2014 Non apprezzando lo stile di Umetsu, la seconda parte non riesce a piacermi. La prima parte (animazione robotica di Itano, visto che ne parlavamo altrove) soffre il fatto di essere l'inizio di una serie tv poi troncata, però è ricca di idee e tutto sommato il finale da sconfitto non mi dispiace. C'è davvero molto debito a Macross, però l'idea di vivere in una realtà finta credo che all'epoca fosse una cosa mai vista. Inoltre una realtà fissata alla metà degli anni '80, perché quello è stato il periodo più felice della storia umana (piuttosto, di quella generazione di giapponesi). Sinceramente non sento il bisogno di un remake. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 29 Dicembre, 2014 Share Inviato 29 Dicembre, 2014 C'è davvero molto debito a Macross effettivamente, dopo aver rivisto i primi due ova, ho avuto la strana sensazione che in un certo senso megazone potesse esserne la versione più cupa. alla fine, tra le tante cose, è sempre un viaggio dove si ritrova sè stessi e si scoprono le proprie origini. però mi spiace... resto dell'idea che con lo stesso staff dell'epoca (vabè se non ti piace umetsu va bene mikimoto? per ishiguro ahimè non si può fare nulla...) ne verrebbe fuori una serie tv di tutto rispetto, estremamente attuale. la bellezza di megazone IMO sta anche in questo, ovvero si tratta di una storia che non ha fatto il suo tempo. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 29 Dicembre, 2014 Share Inviato 29 Dicembre, 2014 effettivamente, dopo aver rivisto i primi due ova, ho avuto la strana sensazione che in un certo senso megazone potesse esserne la versione più cupa. Se n'erano accorti anche gli americani. (vabè se non ti piace umetsu va bene mikimoto? per ishiguro ahimè non si può fare nulla...) Il fatto è che Umetsu non rispecchia gli anni '80. Hirano era perfetto come rappresentante di quell'epoca (come anche Mikimoto, Akemi Takada, ecc...). Certo, si potrebbe fare un remake ambientando il mondo all'interno dell'astronave in un altro periodo, ma non so cosa potrebbe uscirne. Cmq Mikimoto non è un animatore, ma un character designer puro (tranne che qualcosa in Ai oboete imasuka). Poi bisogna vedere chi c'è alla direzione dell'animazione. E' quello che fa la differenza. Per la regia, non credo che Ishiguro abbia mai fatto la differenza. In Macross lo vollero per dare un nome importante come garanzia ai produttori, ma poi non decise mai niente di suo. Diciamo che dovendo scegliere fra i registi dell'epoca, ci metterei Yamaga. la bellezza di megazone IMO sta anche in questo, ovvero si tratta di una storia che non ha fatto il suo tempo. E' vero. Ma se poi ne esce fuori una cosa tipo Gundam Unicorn, a che serve? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 29 Dicembre, 2014 Share Inviato 29 Dicembre, 2014 effettivamente, dopo aver rivisto i primi due ova, ho avuto la strana sensazione che in un certo senso megazone potesse esserne la versione più cupa. Se n'erano accorti anche gli americani. ho visto il trailer. santiddio ... (vabè se non ti piace umetsu va bene mikimoto? per ishiguro ahimè non si può fare nulla...) Il fatto è che Umetsu non rispecchia gli anni '80. Hirano era perfetto come rappresentante di quell'epoca (come anche Mikimoto, Akemi Takada, ecc...). Certo, si potrebbe fare un remake ambientando il mondo all'interno dell'astronave in un altro periodo, ma non so cosa potrebbe uscirne. Cmq Mikimoto non è un animatore, ma un character designer puro (tranne che qualcosa in Ai oboete imasuka). Poi bisogna vedere chi c'è alla direzione dell'animazione. E' quello che fa la differenza. Per la regia, non credo che Ishiguro abbia mai fatto la differenza. In Macross lo vollero per dare un nome importante come garanzia ai produttori, ma poi non decise mai niente di suo. Diciamo che dovendo scegliere fra i registi dell'epoca, ci metterei Yamaga. uhm... su umetsu mi sono fatto un'altra idea. per me umetsu (come naoyuki onda) in generale è, artisticamente, ancora più rappresentativo degli anni '80 ma in un altro modo; ovvero prende una certa cultura pop di quell'epoca e nel riproporla la porta all'estremo attraverso un design ossessivo, puntiglioso e molto concreto (dandogli quella tridimensionalità che mancava), quasi si trattasse di fotografia. forse il risultato di questo modo di disegnare può farlo percepire come tutt'altro. non dico che mikimoto, takada, hirano* ed altri siano semplicistici (anzi, soprattutto questi li considero molto efficaci ed espressivi per quel che riguarda ciò che di loro ho visto in animazione; il meglio, takada e mikimoto, lo danno di certo nelle illustrazioni) però in sostanza sono modi diversi di approcciarsi ad un ideale visivo. pur apprezzandoli molto, purtroppo i tempi/gusti sono cambiati e non credo che siano più molto adatti ad un anime commerciale. a meno che non succeda qualcosa di simile ad orguss 02... cioè un kawamoto a caso che reinterpreta in modo sobrio e moderno, piuttosto accettabile e tutto sommato coerentemente, il tratto altrui (magari con una giusta dose di soldi alle spalle). poi sì, un buon direttore delle animazioni. bene... parte il crowdfunding * a proposito... non molto tempo fa ho avuto modo di vedere il film/compilation di iczer 1. pure questo non è riuscito ad annoiarmi. la bellezza di megazone IMO sta anche in questo, ovvero si tratta di una storia che non ha fatto il suo tempo. E' vero. Ma se poi ne esce fuori una cosa tipo Gundam Unicorn, a che serve? a nulla. ma gundam = rivangare il passato perchè è bello così. ormai gundam è intrappolato in questa mentalità e forse non tanto per volere di bandai/sunrise. è un caso troppo specifico... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 29 Dicembre, 2014 Share Inviato 29 Dicembre, 2014 uhm... su umetsu mi sono fatto un'altra idea. per me umetsu (come naoyuki onda) in generale è, artisticamente, ancora più rappresentativo degli anni '80 ma in un altro modo; Ho capito cosa intendi, però provo a spiegarti il mio punto di vista usando un altro esempio. Quando vedi i personaggi di Umetsu, non ti stupisci se poi fanno sesso. E' quello stile underground lì. Invece quando sono personaggi stile Hirano a fare sesso, c'è un non so che di perversione. Perché quello è un design ormai mainstream (lanciato da Urusei Yatsura), che magari ha sempre ispirato sesso ma che nessuno ha mai voluto insozzare. Fino a Megazone e poi i Cream Lemon. Per cui è lo stile del primo Megazone a rappresentare gli anni '80: lo stile più facilmente riconoscibile e il feticcio sessuale più desiderato. il meglio, takada e mikimoto, lo danno di certo nelle illustrazioni) però in sostanza sono modi diversi di approcciarsi ad un ideale visivo. Mikimoto e Takada sono infatti due illustratori puri. E non è un caso credo, che tutti e due siano stati animati da Hirano. Hirano da questo punto di vista è un po' a metà strada, perché ha fatto davvero degli interi lavori come animatore, ma poi è più famoso come regista o illustratore. a meno che non succeda qualcosa di simile ad orguss 02... cioè un kawamoto a caso che reinterpreta in modo sobrio e moderno, piuttosto accettabile e tutto sommato coerentemente, il tratto altrui (magari con una giusta dose di soldi alle spalle). Però, secondo me il punto è che se rifai un Megazone dove il tempo bloccato è di un'altra decade (tipo, anni '90 Sadamoto, anni '00 Hirai, anni '10 newmoe alla K-On), non funziona allo stesso modo. Perché negli anni '80 ci si poteva ancora illudere che quello fosse il periodo più pacifico della storia. Nelle altre decadi, per niente... * a proposito... non molto tempo fa ho avuto modo di vedere il film/compilation di iczer 1. pure questo non è riuscito ad annoiarmi. Ecco, lì Hirano ha praticamente fatto tutto da solo... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Eymerich Inviato 30 Dicembre, 2014 Share Inviato 30 Dicembre, 2014 Però, secondo me il punto è che se rifai un Megazone dove il tempo bloccato è di un'altra decade (tipo, anni '90 Sadamoto, anni '00 Hirai, anni '10 newmoe alla K-On), non funziona allo stesso modo. Perché negli anni '80 ci si poteva ancora illudere che quello fosse il periodo più pacifico della storia. Nelle altre decadi, per niente... C'è però da dire che la prima metà degli anni '80 fu un periodo strano, non esattamente "pacifico", perchè se da una parte c'era molta prosperità da un'altra sembrava imminente un conflitto nucleare tra USA e URSS, conflitto che nel mondo di MEGAZONE in effetti si è verificato (la dicotomia di tale periodo è evidente pure in MACROSS..). Quindi nel primo MEGAZONE il tempo è bloccato su quel periodo perchè fu quello in cui l'umanità raggiunse la maggiore prosperità subito prima della devastazione nucleare, ma forse la storia potrebbe funzionare anche in un generico "periodo di prosperità pre-catastrofe..". Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 30 Dicembre, 2014 Share Inviato 30 Dicembre, 2014 uhm... su umetsu mi sono fatto un'altra idea. per me umetsu (come naoyuki onda) in generale è, artisticamente, ancora più rappresentativo degli anni '80 ma in un altro modo; Ho capito cosa intendi, però provo a spiegarti il mio punto di vista usando un altro esempio. Quando vedi i personaggi di Umetsu, non ti stupisci se poi fanno sesso. E' quello stile underground lì. Invece quando sono personaggi stile Hirano a fare sesso, c'è un non so che di perversione. Perché quello è un design ormai mainstream (lanciato da Urusei Yatsura), che magari ha sempre ispirato sesso ma che nessuno ha mai voluto insozzare. Fino a Megazone e poi i Cream Lemon. Per cui è lo stile del primo Megazone a rappresentare gli anni '80: lo stile più facilmente riconoscibile e il feticcio sessuale più desiderato non ci avevo pensato e in effetti è pure logico. ok, la prossima serie da vedere sarà proprio cream lemon (almeno le prime due) nel frattempo ho avuto la possibilità di vedere, dopo anni che ci pensavo, il film 'il vento dell'amnesia'. non so perchè ho aspettato così tanto... forse rientra tra quei titoli poco visti ed un po' misteriosi, talvolta ricordati per alcuni particolari ma mai con entusiasmo. non so esattamente (lol) cosa ho visto, essendo un prodotto di derivazione manga video e soprattutto non avendo letto il romanzo di riferimento, tuttavia era un film piuttosto interessante dalle premesse tanto curiose quanto affascinanti. lo svolgimento del film è anch'esso particolare, ma penso sia necessario essere dell'umore giusto o le atmosfere ne penalizzerebbero la visione. bello, peccato solo per il finale un po' tirato e che per come impostato sembra più che altro un'ulteriore premessa di sviluppo/continuazione della storia. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 25 Febbraio, 2015 Share Inviato 25 Febbraio, 2015 nella pausa da cream lemon (visti i primi 4 eps e devo dire che a parte le buffe scene di sesso sono delle storielle carine; tuttavia la prima puntata è una cosa seria) ho visto un po' di roba che avevo in sospeso. dream dimension hunter fandora, che all'epoca non vidi in vhs. bè, è un anime spensierato il cui primo episodio è animato molto bene e tutto sommato presenta un buon connubio tra sci-fi volutamente bislacca e fantasy. un po' ovvio nello svolgimento, c'è un coinvolgimento di go nagai (non so di che tipo ), buono per farsi una serata scazzo. dream hunter rem. DAT RORI questa è rem. investigatrice del paranormale! nessuno sospetterebbe che possiede una cosa del genere (aka 44 magnum con proiettili d'argento sui quali è impressa una croce)! possiede due animali che la aiutano e la proteggono affettuosamente: alpha e beta! il suo vero nemico è un dottore malefico&immortale (più o meno)! in totale 5 eps ova; i più importanti e, tutto sommato divertenti, sono i primi tre... gli altri si fanno guardare non tanto per la storia che raccontano quanto per come si allarga il cast dei personaggi. purtroppo in animazione non esiste una continuazione di questa serie, ma qualcosa è stato fatto in tempi abbastanza recenti con un manga. di seiji okuda, regista di dancouga. per la stessa ragione vedrò altre sue cose protip: il primo episodio in versione originale contiene scene parecchio sporcellose che in seguito sono state eliminate. miroku, trasposizione animata dell'omonimo manga di ishikawa. per farla breve: yukimura, il cui corpo è in fase di rigenerazione grazie al sacrificio di vari umani, è intenzionato a risvegliare il dragone dorato (un'enorme astronave proveniente dal passato che apparteneva ai suoi antenati, sul quale è nato l'intero giappone) per partire alla conquista dell'universo; ciò comporterà la distruzione del pianeta terra e, poichè è fallito il tentativo di sabotare la rinascita di yukimura, miroku è ora predestinato a fermarlo. ciascuno dei due è a capo di un clan di ninja dalle abilità speciali, fedelissimi alla causa del proprio comandante e relativo casato. in realtà i ninja di yukimura sono estensioni del suo corpo e lo stesso individuo è la reincarnazione di un altro yukimura, che in passato aveva combattuto al fianco di un altro miroku in una guerra galattica ma non ne condivideva gli obbiettivi; insomma la faccenda buono vs cattivo nasceva lì. per governare il dragone bisogna essere in possesso di due infinito (else di spade), che corrispondono alla contesa in gran parte della trama, le quali danno accesso al navigator (quella specie di sedile dove "muore" go in TLD ma abbellitto da disegnini che richiamano qualcosa di h.r.giger) per lo scopo finale. una cosa particolare: spesso i personaggi si spostano attraverso le dimensioni; qualcuno usa come uscita i corpi degli avversari con ovvie conseguenze... questo anime poteva essere una bomba finchè dal terzo episodio, dove si chiude il secondo volume del manga, non ha preso la sua strada distaccandosi dalla narrazione dell'opera originale, che cmq sarebbe stata impossibile da animare vista la complessità delle tavole disegnate, per rientrarvi in parte nel finale, durante il quale sebbene ci siano dei (molto pochi) riferimenti al manga e la storia vada a parare vicino a quella disegnata, mancano tradimenti e rivalutazioni del ruolo di alcuni, dei e demoni, mostri, sacrifici, combattimenti assurdi e tanto altro, compreso il terrificante boss finale ed una catastrofe ancora più grande (della quale si parla ne i guerrieri del vuoto...) cmq il primo episodio è psichedelico, magnifico; la serie fino al terzo è molto fedele al manga ed i personaggi sono gli stessi, nonostante qualche cambio di situazione; di lì in poi diventa un classico scontro di mazzate veloci e personaggi costruiti per l'occasione (simpatica la citazione da majuu sensen con un tizio il cui corpo può generare parti di animali o animali stessi da lanciare contro il nemico) fino, appunto, al finale che restituisce abbastanza dignità alla storia. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 12 Agosto, 2015 Share Inviato 12 Agosto, 2015 e via con un'altra cinquina di eps di cream lemon; è un po' dura da sopportare quando le protagoniste sembrano più giovani di quello che sono effettivamente. cmq è un peccato non riuscire a risalire completamente allo staff degli eps perchè tutto quel che non riguarda le scene di sesso è disegnato e talvolta animato con un certo talento. le storie stesse sono meno pretestuose di quanto si potrebbe immaginare e sono molto eterogenee per stile e tematiche. certo prima o poi va tutto a parare sul trombaggio, ma è cosa veramente da poco per minutaggio e pratiche (a parte quella del cetriolo nell'episodio 10). ep 6 escalation parte 2 (di 3). questo è uno degli episodi seri. nella parte precedente si narrava dell'entrata della protagonista in un collegio cattolico; tipico luogo amministrato da suore, quindi con una certa disciplina ma non di tipo oppressivo, e dove le classi maschi-femmine sono separate. è una storia tutta al femminile dove la protagonista ha modo di crescere ma soprattutto entra in un circolo di amicizie particolare composto dalla onee-sama e dalla sua amichetta. è uno spiegone in progress sul masochismo. ep 7 don't do it mako! parte 1 (di 2). qui c'è la mano della coppia toshihiro hirano e consorte per regia, animazioni e disegni. al centro di questo primo episodio c'è mako, una ragazzina non esageratamente ingenua che sta per attraversare quella fase di cambiamento che la porta ad essere, uhm... quasi donna? è difficile inquadrarla con precisione... mako è quel tipo di personaggio che, probabilmente per via di un certo tipo di educazione, è consapevole di cosa sia il sesso ma non ne ha esperienza nè verso sè stessa nè verso l'altro genere. con hirano succede sempre qualcosa di inquietante, infatti la prima esperienza di mako non è con l'amico d'infanzia che le sta sempre vicino bensì con sè stessa. non è questa la particolarità, ma cosa è quel 'sè stessa' (anche graficamente). ep 8 super virgin episodio lol; contesto scolastico: femmine vs maschi ovvero caste e pure di ferro vs allupati. tutti hanno poteri esp. ma non tutti i maschi sono porci e non tutte le ragazze sono combattenti per la verginità. dall'incontro di queste due eccezioni... la felicità per tutti. un character design innocentissimo che... boh ancora un po' e sembra shin chan. è qualcosa che ho già visto ma non riesco ad identificare. i cani di yas? ep 9 happening summer questo episodio è abbastanza particolare e non tanto perchè la protagonista è una rori che si innamora per la prima volta; è che per una serie di equivoci si innamora del ragazzo di sua sorella maggiore, il quale si rivela essere un approfittatore (in definitiva è un figlio di papà che si dà alla bella vita, si ciula la sorellona e ci prova pesantemente con la povera rori). alla fine però prevale il sostegno -anche qui- dell'amico d'infanzia, anche lui un pervertito ma solo perchè... è l'età. ancora una volta il contesto di partenza è quello scolastico, perchè le più sveglie associano le vacanze alle esperienze con i ragazzi e ciò influenza il comportamento della rori in questione. ep 10 star trap. star trek. dirty pair. locke. nanako sos. urusei yatsura. magica emi. un pianeta alieno errante che rapisce le ragazze perchè vuole riprodursi. tutto questo per spiegare la storia dell'ape e del fiore (il pianeta è femmina... dopo millenni di viaggio si è solo dimenticata che per riprodursi servono maschio e femmina). capolavoro. se non c'era la mano di yoshinori kanada era un suo compare o allievo. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 18 Settembre, 2015 Share Inviato 18 Settembre, 2015 proseguendo con i recuperi, dopo tanta (seh...) porneria, via con guyver la serie ova del 1989. in realtà c'è un filo che lega l'autore di guyver con lemon people, ma zeorymer s'è beccato tutt'altra produzione che cream lemon (stessa sorte di iczer 1) quindi fa gnente... no cor cazzo, in giappone zeorymer omega è arrivato al decimo volume e quindi rosico. vabè in questo marasma di collegamenti m'è preso il piglio di vedere questa vecchia serie di guyver, che venne pubblicata pure in italia all'epoca delle costosissime vhs. epperò terminato il primo episodio mi è venuto un dubbio; quindi ho fatto una ricerchina ed è saltato fuori che la prima versione ammerigana (NON manga video) era in parte censurata. la serie, sempre in usa, venne però riproposta da manga video in versione integrale. il problema è: quale delle due versioni usa arrivò in italia? la prima o la seconda? do per escluso che si trattasse della versione giapponese originale perchè i dialoghi sono un po' sospetti... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 21 Luglio, 2016 Share Inviato 21 Luglio, 2016 possedete un gatto e lo ritente speciale per qualche ragione che vi è pure difficile comprendere e spiegare? è un gatto dal quale non vi separereste mai? forse che forse (forse eh!) sussiste una vostra certa dipendenza nei confronti del vostro felino? e magari da quando lo avete la vostra vita gira per il meglio, nonostante qualche scazzo quotidiano? tezuka osamu ha la risposta. il gatto della storia in questione si chiama green ed è speciale. in realtà non è nemmeno l'unico. in un tempo storico imprecisato, quello dell'ova the green cat, di tanto in tanto vengono avvistati sul pianeta terra dei misteriosi gatti verdi. questi gatti solitamente decidono di accompagnare dei bambini, instaurando una specie di simbiosi: l'accompagnato, fintanto che il felino è con lui, diventa estremamente fortunato ma estremamente dipendente dall'animale; il felino invece ottiene ben altro in quanto col tempo entra in controllo quasi totale dell'umano, grazie al quale realizza parte del suo piano di sottomissione della razza umana (o almeno questo è ciò che si è portati a pensare... insomma c'è una silente invasione aliena in corso e la forma felina degli alieni è provvisoria. insomma è un caso di mimesi.). quando il legame tra i due si spezza, l'umano muore in circostanze di sfiga violenta. la storia si concentra sulla vicenda di ban (il baffone tondeggiante tipico delle opere di tezuka) ed il suo figlio adottivo sango, preso in carico a seguito di un tragico evento in quel di chicago quasi una ventina d'anni prima. all'epoca ban gestiva una lavanderia con l'amico juno, di cui sango era il figlio ancora in fasce, fino a quanto un gruppetto di malviventi inseguito dalla polizia non fece irruzione nel locale; la capa dei malviventi era una ragazza accompagnata da un misterioso gatto verde... in un lungo ma ricco di situazioni flashback che collega l'inizio dell'ova, nel quale ban consegna una pistola a sango affinchè uccida il gatto che si nasconde in una vecchia casa abbandonata, con la fine della vicenda, si assiste allo sviluppo di una situazione tipica di dipendenza umano-gatto ma anche dei risultati di questa alleanza forzata, al mancato incontro tra ban e sango (separati quando sango era piccolissimo) a causa del malvagio felino misterioso, e ad una serie di momenti nei quali ban apprende la verità dei fatti. ne esce un piacevole episodio mistery-horror e nel contempo sci-fi; verrebbe dire di quelli d'annata. peccato per alcuni tempi registici assurdi, nei quali viene concentrato un numero esagerato di momenti in pochi minuti; non è la prima volta che tezuka, almeno in animazione per quel che ne so, diventa sbrigativo in alcuni passaggi che necessitano maggiore minutaggio, lasciando un po' di insoddisfazione. l'ova fa parte della serie-raccolta lion books, la cui fonte originale è l'omonima antologia realizzata a partire da metà anni '50 (l'ova è del 1983) dallo stesso tezuka. the green cat è il primo di sei ova. ora però non so se procedere con i restanti della serie lion books, o buttarmi su altri anime del passato dove i gatti sono al centro della vicenda. LOL sò problemi. credo chiederò consiglio al mio kyubey. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 21 Luglio, 2016 Autore Share Inviato 21 Luglio, 2016 Interessante Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 5 Novembre, 2016 Share Inviato 5 Novembre, 2016 ebbene. ieri ho visto the tokyo project, un ova del 1988. ci sono degli anime che nascono con l'intento di raccontare una "solita" storia, ma a causa mancanza della voglia di lavorare per procedere "necessitano" di qualche situazione scenica ben nota apparsa in un'altra opera; tali derivazioni c'è chi le chiama omaggi e non c'è nulla di male in ciò. davvero. gli omaggi piacciono. chi non ne vuole uno? l'omaggio è gratis! non paghi nulla! ma! non c'è nulla di male ma forse dipende da come sono usati questi omaggi? forse. di certo, dopo un inizio tutto sommato accettabile nel quale il 'principio' delle cose è pure carino, in questo ova si citano robocop, terminator, arma letale, die hard, alien e mi viene un dubbio su rambo per via del protagonista. mission impossible è quasi di un decennio successivo, ma sicuramente esisteva già un film dove il (non) protagonista* deve entrare in una (non) base militare appartenente ad una (non) industria per (non) trovare delle (non) prove di un illecito e dei cannoncini gli sparerebbero laserate affettanti © se non fosse collegato via radio con una tipa tosta che hackera qui e lì i mezzi di difesa usando programmini giapponesi dove compaiono scritte simpatiche (di solito titoli di canzoni tra una pagina e l'altra di codici copiati chissà dove). tanto scoppia tutto, quindi che ti resta in mano alla fine caro mio? che ci vai a fare se tanto muoiono tutti bruciati? ah già la topa rapita e lo scienziato (non) pazzo a cui dire in faccia "tzè ti ho scoperto!". e (non) c'è un politico di mezzo. poteva mancare la bella e dolce amicicia d'infanzia del protagonista che viene rapita dalla gang in completo armani? il vero protagonista passa metà del tempo ricoverato in ospedale, poi si sveglia e sono problemi per quei pochi che il (non) protagonista ha lasciato in giro. se siete curiosi di capire il perchè di tutti quei (non) fatevi pure del male recuperate the tokyo project opera graficamente nella media; colonna sonora... vabè. * il (non) protagonista è un atletico biondo che fa i fatti ed ha un cervello sotto alla fluente chioma bionda. il protagonista è un tozzo moretto dal capello corto che mena e va in moto. fai la somma e ti aspetti l'anime di double dragon. ma gnente. illusioni su illusioni. oggi (stasera) invece era il giorno (seraaa) delle grandi speranze e della rivincita! allora via, mi piazzo bello comodo in poltrona, copertina, e faccio partire un film di oshii. detto fatto. robetta da un'ora e dieci, non tantissimo. e si chiama l'uovo dell'angelo. che titolo curioso. ero tutto felice perchè quest'opera mi mancava ed in passato ne ho spesso letto cose bbbelle. e poi è oshii. dai. che figata. ero proprio felice come un bambino che rompe l'uovo di pasqua e ci trova dentro il regalone che non si aspettava. l'anime è visivamente stupendo; è roba che mette sull'attenti un qualsiasi amante del metallo urlante. davvero una gioia per gli occhi. il particolare chara di amano è pure espressivo. le musiche ci sono quanto basta, perchè il tono dell'opera è cupo. è grazie a questi valori che sono arrivato indenne alla fine, perchè la storia in sè probabilmente ha senso solo in alcuni segmenti; nel complesso non si sa razionalmente chi, cosa, quando, dove e perchè. chi 1 = una bambina misteriosa, pallida, dai capelli increspati, che ogni giorno raccoglie ampolle da cui beve dell'acqua (?); mangia marmellata (?) e cammina portando sotto al vestitino un uovo. chi 2 = un tizio che ha letto dell'arca di noè e che sta appresso alla bambina di cui sopra, per via dell'uovo. chi 3 = laggente, tutta uguale e munita di enormi canne da pesca ed arpioni. chi 4 = i pesci volanti. ombre di cose rimaste nella memoria dellaggente. irreali. chi 5 = la pioggia. chi 6 = un coso di forma sferica, laggente pietrificata sopra, un occhio enorme. sembra un'astronave. cosa = l'uovo. che c'è dentro? quando = un tempo imprecisato, ma non si sa se veramente. dove = un luogo imprecisato, ma non si sa se veramente. perchè = mistero il soggetto è attribuito ad oshii e ad amano, ma il secondo si è defilato rifugiandosi nel comparto tecnico (ricerca e grafica). oshii dovrebbe quindi essere il creatore del soggetto, oltre ad essersi occupato della regia del film. ci sono almeno due interpretazioni dell'opera: oshii: non so cosa ho fatto. amano: mah era un periodaccio per oshii... divorzio... una figlia... lasciarle brutti ricordi... laggente: beh è un mondo dove individui tutti uguali inseguono perennemente i propri ricordi, la memoria inizia a vacillare perchè il tempo passa ma succedono sempre le stesse cose e peggio ancora si fanno le stesse cose, il più sveglio spacca le uova che in questo caso sono un simbolo che sta per qualcosa e poi c'è questa bambina strana che... l'ufo con l'occhio e le statue... sì comunque le uova ci sono sempre state, sono in bella vista, e sono pure di dimensioni ragguardevoli mentre gli ovetti... e... le... ampolle... ecco... beh intanto falla girare, prima o poi capiremo... 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Shuji Inviato 18 Gennaio, 2017 Autore Share Inviato 18 Gennaio, 2017 Anche se non e' poi cosi' Old, lo scorso week end mi sono sparato in vena la 2' e la 3' stagione di Haikyuu (iniziato tempo fa a leggere il manga e interrotto, con la serie tv ora sto a circa il 21' capitolo del manga); Production IG ha fatto davvero un ottimo lavoro, a sto giro mi vao a vedere cosa stiano facendo. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 26 Gennaio, 2017 Share Inviato 26 Gennaio, 2017 dopo anni che ricicciava fuori per la sua comicità, ho recuperato dai-guard. effettivamente è una serie un po' particolare ed un po' anomala. in definitiva si parte dal presupposto che un robottone inutile, poichè la "guerra" si è in realtà svolta molti anni prima rispetto agli eventi narrati in questa serie ed il dai-guard stesso è stato costruito in seguito ad essa ma mai utilizzato, diventa utile; i suoi piloti sono tre addetti (impiegati) che lavorano presso l'ufficio stampa privato, e scelto dal governo, che si occupa di mantenere dei buoni rapporti con i cittadini e solo per caso si trovano catapultati nel ruolo tanto che solo uno di loro, il più vivace e macchiettistico, si adatta subito. molti anni dopo la "guerra" di cui sopra, centrata sul combattimento dei mezzi militari terrestri contro un alieno (heterodyne) e vinta impiegando delle armi di distruzione che tuttavia provocarono grosse perdite nella popolazione (una metafora sull'uso dell'atomica quale ultima alternativa), il robottone diventa così il metodo "ecologico", sicuro e giusto per combattere la nuova invasione di alieni. la storia, nel suo complesso, è strutturata su diverse fasi e non è propriamente accostabile alle serie motw anche se un po', inevitabilmente, le rappresenta; ogni fase segna un piccolo avanzamento della trama ma il più dello spazio viene dato, di volta in volta, alle diverse questioni che arricchiscono uno sviluppo generale che altrimenti di per sè sarebbe misero. dopo il flashback introduttivo e le battute iniziali prendono il via le varie storie personali sul trio di piloti (in particolare secondo e terzo pilota) e sul resto dei componenti l'ufficio, sulle loro difficoltà e sugli scontri di potere che a più riprese si verificano con l'esercito giapponese (manovrato da rosiconi, esperti dello scarica barile e gente così piena di orgoglio da essere capace di sacrificare facilmente il bene comune in favore del proprio prestigio, anche se tra tutti questi qualcuno dotato di buon senso c'è), sugli upgrade del robottone (pochi), sui misteriosi alieni e su cosa possono fare i reparti scientifico e tecnico per tenere testa ad una situazione improntata sul mutamento; più di tutto, però, con il susseguirsi degli episodi si svela essere una storia di sentimenti ed amicizia sinceri. è quella storia fantasiosa dove il mezzo per difendere l'umanità e ciò che essa rappresenta (si tenta di dire anche questo, in un modo originale) è un super robot fuori ma, come tutto quello che lo circonda, un real robot dentro e dopo averla vista dovresti dire pacifico, rilassato e soddisfatto: "qualsiasi cosa accada le persone dovrebbero essere così e non colà". dai-guard è del 1999; non so se fosse un progetto ambizioso (venne realizzato da xebec, una costola di ig, ma da qualche parte in mezzo alla produzione c'era bandai) però c'è qualcosa di strano in esso che lo rende, per l'appunto, particolare in due modi. vedere questa serie è stato come bere un frullato di mazinger z, getter robot, patlabor e... evangelion (sì, in qualche episodio meno leggero ci sono le tare sui propri genitori, ed anch'esse sono concrete); l'ingrediente segreto è però un altro: la simpatia (tranne, ripeto, in qualche episodio volutamente tendente al dramma psicologico...) nel raccontare ogni cosa. in un certo senso verrebbe quasi da pensare che, in quell'epoca, con dai-guard si fosse cercato di giocarsi il tutto per tutto, divertendosi, volendo parlare di mostri e robottoni ma senza restare ancorati alle radici del passato in modo ossessivo come il più delle volte accade quando si crea qualcosa appartenente a questa categoria. la valenza è quella di una serie sopra le righe e non convenzionale quanto poteva esserlo martial successor nadesico (sempre xebec!) però con un messaggio di fondo più vicino allo spettatore (quello di nadesico, senza nulla togliere, era più lo schiaffetto della sveglia che altro). l'identità degli heterodyne, purtroppo, è proprio il punto debole dell'intera opera; il senso che viene attribuito agli alieni è interessante ed accettabile, ma per il suo essere molto figurativo risulta essere anche una porta troppo aperta per questo tipo di storia. in altri termini grazie ad una mossa da vera volpe c'è un finale non finale. ci sono i margini per una continuazione; tuttavia dopo tutti questi anni è inutile sperare... il comparto tecnico è nel complesso molto buono ed il dai-guard, che non è proprio un robottone bellissimo a vedersi ed ha pure un corredo di gadget povero, quando serve è animato ottimamente. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 27 Gennaio, 2017 Share Inviato 27 Gennaio, 2017 Sugli Heterodyne, a me il senso pare che sia un fenomeno naturale come i terremoti e cose del genere. Per cui non possono essere "sconfitti". Prima o poi ne salterà sempre fuori uno. Per il resto, l'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è che all'inizio il Dai-Guard viene assemblato sul campo di battaglia, ma dopo metà serie diventano tre mezzi che si uniscono. Mi è sembrato un passo troppo lungo per la gamba. Cmq il modellino ce l'ho, e anche se piccolo è pesantissimo. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 27 Gennaio, 2017 Share Inviato 27 Gennaio, 2017 Sugli Heterodyne, a me il senso pare che sia un fenomeno naturale come i terremoti e cose del genere. Per cui non possono essere "sconfitti". Prima o poi ne salterà sempre fuori uno. sì, infatti viene detto e la trovo una scelta interessante, anche se un po' contro corrente rispetto al tono molto eroistico della serie che mi aveva indotto ad ipotizzare una rivelazione/svolta particolare. in tal senso era anche curioso che gli heterodyne avessero di volta in volta una struttura diversa ed un knot progressivamente più difficile da rintracciare; anche la forma dell'ultimo alieno non credo fosse casuale (di solito il "negativo" del protagonista ha un significato, anche se elementate) e quindi nel complesso sembrava fosse stata tracciata la strada per arrivare ad un momento importante. è come se mancasse un pezzo di storia e tra le varie cose non è stato spiegato perchè fosse proprio il giappone, tra tutti i posti del mondo, ad essere preso di mira (evabbè sarà pure la tradizione per serie del genere ma in questa c'era una certa razionalità a fare da collante...). Per il resto, l'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è che all'inizio il Dai-Guard viene assemblato sul campo di battaglia, ma dopo metà serie diventano tre mezzi che si uniscono. Mi è sembrato un passo troppo lungo per la gamba. Cmq il modellino ce l'ho, e anche se piccolo è pesantissimo. era chiaro che il robottone fosse in una fase di sviluppo e che non si potesse andare avanti con impalcature portate e montate sul campo per assemblarlo, anche se gli alieni lo permettono perchè badano al cibo prima di tutto, tuttavia un cambio così repentino fa inarcare un sopracciglio. certo che avere musashi come pilota della getter machine 1... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 11 Maggio, 2017 Share Inviato 11 Maggio, 2017 recuperati anche i tre rumic world degli anni che furono, mi chiedevo... perchè il terzo ova si intitola "il bersaglio che ride"? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 29 Giugno, 2017 Autore Share Inviato 29 Giugno, 2017 Ok, si prosegue con i recuperi "eccellenti" 8 MAN - after - Tratto da un manga di Haruyuki Kawajima per Kodansha del 1963, aveva anticipato lo stesso Ishinomori e il suo Cyborg 009. In realta' ne esiste una serie in 56 episodi, di quegli stessi anni, ma valla a trova'. (e poi, stiamo parlando comunque del 1963) 'AFTER e' invece una serie di OAV del 1993, circa 30 anni dopo, dovrebbero essere 4 in tutto. Ne esiste anche un Live Action. lol. Mi guardo quello. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Den-chan Inviato 23 Luglio, 2017 Share Inviato 23 Luglio, 2017 Sono in fase di recupero di Adachi Mitsuru. Pur conoscendolo di fama, lo avevo colpevolmente trascurato. Qui in particolare voglio dire due parole su Cross Game, di cui ho appena finito di vedere l'anime. Davvero bello bello: l'equilibrio tra i sentimenti e lo sport è perfetto e tutto funziona alla grande. Anche la faccenda della "sosia" (mi sa che SEO 'sta serie l'ha letta... ) della prima protagonista defunta ci sta. I personaggi sono ben costruiti, anche quelli più macchiettistici o che compaiono poco. Ko ricorda un po' Tatsuya ma brilla cmq; Aoba ha scalato la classifica delle mie tsun preferite . Anche il finale, pur molto essenziale (ho letto che Adachi ha concluso il manga prima del previsto, ma personalmente mi funziona bene così) è ottimo. Buone musiche e buone animazioni, pur con un design più spigoloso rispetto alle opere animate Adachiane del passato. Davvero bello. Più avanti parlerò anche di Slow step (già letto il manga, ora tocca all'anime). Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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