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"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate


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No, dal 1996 al 2000 il mercato andò in espansione continua; tanto Dynamic che Yamato moltiplicarono le uscite mensili dei vari titoli, in fumetteria c'era il bollettino delle uscite del mese, un pagina intera di novità ogni 30 giorni. E questo prima degli accordi con la tv.

Le uniche serie che finirono in tv a ridosso delle uscite in VHS furono Evangelion, Karekano e credo Excel Saga. Forse c'è anche qualcos'altro, ma il catalogo Dynamic era bello grande, parecchia roba della Pioneer, miniserie OVA. Senza appunto contare la Yamato Video che aveva un catalogo anche più vasto. 

Nel 2005 circa, quando si parlava su messenger di come il mercato era andato a donne di facili costumi, si ricordava la VHS di Junk Boy, che era un titolo che era andato malino a paragone dei normali volumi di vendita, tipo 5000 copie. Chiedi adesso se 5000 copie per una pubblicazione sono poche...

La verità è sempre la stessa: negli anni 90 c'era un mercato fatto di appassionati che voleva roba inedita, che in tv non arrivava, ed era disposto a pagare. Come per vedere non era più necessario pagare, ecco che il banco è zompato. In anticipo sui tempi, perchè poi comunque sarebbe arrivata internet veloce, ma di certo non c'è stata transizione verso un mercato di collezionisti sufficientemente ampio, e il risultato oggi è che serie lunghe senza passaggio televisivo non si vedono.

Comunque questo è un discorso vecchio trito e ritrito, e anche OT rispetto al discorso del doppiaggio e dei sottotitoli.

Ascolta Taro, non penserai mica che tutte le vhs che uscivano all' epoca vendessero sfraceli, vero ?

Sopratutto a quei prezzi ?

Non crederai che boiate come Nazca, Boys Bee, Nadeshiko, vendessero bene oltre la prima vhs ( leggi alla voce " si facevano fregare dalla prima , ma dopo...") anche perché tutte le serie in vhs ( come in dvd) diminuiscono nelle vendite man mano che escono.

E fisiologico.

Per questo si sono inventai i box, per contenere la moria che una lunga serializzazione và incontro inevitabilmente.

Lo stesso vale per i film e miniserie OVA.

C'erano sicuramente i campioni di incassi ma anche tanti  buchi nell' acqua.

Ed MTV e la Rai hanno portato molti, ma molti soldi nelle casse di Dynamic, e se non c'erano loro, vai tranquillo che tante cose non si sarebbero fatte ( e tanta spazzatura non si sarebbe importata a discapito di prodotti ben più meritevoli).

 

 

C'è da dire che solo Eva aveva quei prezzi. Anche altre serie inedite 'di livello' quali Escaflowne o Nadeshiko costavano meno. ^^

Ehhh?

E Karekano , 2 episodi a 40.000 cucuzze ?

Idem per Ecxel saga ?

E Kakugo ( 34.900  lire per 35 min. di film)?

Te non sai di cosa parli.

Ma poi siamo sicuri che Nadeshiko era di livello ( per me è una cacata galattica, sia come trame che come disegni e  animazioni, veramente orribili)?

Modificato da Dio Sam
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C'è da dire che solo Eva aveva quei prezzi. Anche altre serie inedite 'di livello' quali Escaflowne o Nadeshiko costavano meno. ^^

Ehhh?

E Karekano , 2 episodi a 40.000 cucuzze ?

Idem per Ecxel saga ?

E Kakugo ( 34.900  lire per 35 min. di film)?

Ma poi siamo sicuri che Nadeshiko era di livello ( per me è una cacata galattica, sia come trame che come disegni e  animazioni, veramente orribili)?

 

 

Queste cose davvero non le so, perché a quel punto io mi occupavo di altro. Non ho mai visto una VHS d KareKano, il mio misero contributo a quel prodotto furono il titolo italiano e l'idea di ri-creare le anticipazioni con le doppiatrici filmate come nell'edizione originale.

 

Per Excel Saga invece davvero non se so nulla. In quei tempi mi stavo dedicando a FLCL.

 

Kakugo non era una serie, era un OAV - se consideri che molti anni prima Devilman o il primo 'film' di Saint Seiya già costavano 39.000L, non era un'anomalia.

 

Nadeshiko era 'di livello' nel senso che venne presentata come una serie importante, con tanto di evento promozionale come EVA (first impact - first contact).

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Guardando di recente Kaboom, non posso fare a meno di rendemi conto che salvo EVA, Escalflowne e Cowboy Bebop, la Dynamic importava serie di livello davvero basso, sia come disegni/animazioni, che come trame.

Trigun, è più scialbo di come ricordavo.

Se penso che con gli stessi soldi potevano doppiare un Giant Gorg, (che nonostante si ammosci nelle ultime 5 puntate, gli da la birra e pure il vino) stò male.

E che con quello che è costato doppiare Nazca(13 ep.), Boys Bee( 13 ), Karekano ( 26) ci puppavamo Ideon., che sicuramente , in italiano, sarebbe stato riscoperto e apprezzato di stà roba qui.

Ma anche Nadeshiko è veramente brutto..... si salvano Guru Guru , Dendoh, Excel Saga ( che anche lei dei cali paurosi) Strange Dawn , Ranma e poco altro.

Alla fine, le cose migliori, se le cattava sempre Mediaset ( un Card Captor Sakura  ha un livello di animazione che Trigun si scorda, e sono entrambi Madhouse).

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Girella 2.0 sono le serie mediaset AVM (sailor moon, johnny, un incantesimo etc.). Eva casomai è girella 3.0 con le serie di MTV, mentre DB è girella 4.0

 

Scusa, ma come giralla 'Johnny' è ben precedente a Sailormoon.

 

'Johnny' era il fetticcio della generazione Granata Press, non a caso il primo monografico pubblicato da Kappa passati a Star Comics.

 

Sicuramente, se parliamo a 'perle girelliche' post prima ondata prim'ottantina (i robbbbottoni in tivvù), Orange Road, Saint Seiya sono il primo step successivo, sono 2.0 - direi.

 

Sailormoon arriva in Italia ben dopo Nadia, persino.

 

Direi quindi

 

1.0 : robbottoni in TV, girella propriamente detta (tardi '70, orima metà anni '80 - robbottoni e simili, Lupin con Planet O, Harlock, Lady Oscar)

1.5 : prima vague Fininvest - primi anime con sigle di AVM, Kiss Me Licia, ci sta anche Hokuto no Ken, volendo, e Lupin con siglia v2, v3)

2.0 : tardi anni '80, primi anni '90: Orange Road, Saint Seiya, Nadia

3.0 : Anni '90 in Mediaset: SailorMoon, City Hunter, Salyers, etc

4.0 : Tardi anni '90: edizioni HV e MTV, anni delle serie Dynamic: Eva, Cowboy Bebop, etc.

 

 

Forse Dragonball Z è in parallello a 4.0, in effetti: era su Mediaset in quegli anni, direi.

Modificato da Shito
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'Johnny' era il fetticcio della generazione Granata Press, non a caso il primo monografico pubblicato da Kappa passati a Star Comics.

Be', Giovannino è arrivato in Italia nel 1989 e poi replicato nel 1991 (il 90 l'ha saltato, ma c'erano i camerieri dello zodiaco). Quindi quando arrivò Granata erano due serie ancora "fresche" e molto richieste. Poi i Kappa hanno sempre spinto sulla questione censure di Orange Road e si parlava già della saga di Hades che in animazione era inedita.

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  • 2 weeks later...

Infatti Orange Road e Saint Seiya sono stati fetish della medesima generazione. Ti senti chiamato in causa? XD

 

Orange Road e le sue censure era argomento super hot già dai tempi di Japan Magazine, iirc - mica per niente. Insieme alle illust di Federica Macchia dei tuoi santi preferiti.

 

A Roma ricordano ancora gli improperi che tuonò il Vè quando gliela nominai (innocentemente)... ^^;

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Di mio non ho mai indagato i fandom dei rispettivi anime, ma dico solo che ai tempi in cui si faceva un gran parlare dell'uno si faceva anche un gran parlare dell'altro.

 

Quanto alla generazione, non saprei: tu sei mio coetaneo, se ben ricordo.

 

Io da piccolo ovviamente guardavo tutt'altri cartoni, infatti Orange Road non lo seguii affatto. Capitò nei primi anni delle medie, quando mi ero molto allontanato "dai cartoni". A ributtarmi nell'hobby fu proprio Saint Seiya, che cadde credo nell'anno della mia terza media. Da lì, mi appassionai l'anno dopo di Nadia. E poi recuperai Maison Ikkoku. E poi nel frattempo c'erano Granta Press e cose.

 

Quindi per me è buffo: nella mia mente esiste un mio 'interesse infantile' per gli anime (elementari), e un 'interesse adolescenziale' per i manga e gli anime, nato con una volontà filolofica.

 

La cosa buffa davvero è che nella mia mente Saint Seiya è l'inizio del secondo, mentre Orange Road cade nell'interregno fra i due.

 

Non è meraviglioso come il tempo si deformi?

 

Se chiedi a me, Nadia è una cosa 'dell'adolescenza', mentre invece Eva è una cosa di appena ieri, una cosa della giovinezza.  In realtà tra i due intercorrono appena cinque anni, mentra tra Eva e ora ne passano ormai quasi venti, ma per me Eva è 'recente', Nadia è 'una cosa di quando ero ragazzino', mentre Orange Road, poci anni prima è addirittura una cosa 'di quando ero anxcora piccolo'. Mi raggelai quando, nel 2006, a cena con dei giapponesi miei coetanei conosciuti a Tokyo parlando di Eva loro dicevano 'natsukashii~na~!', e io ero tipo: WTF? Eva è ieri. Il tempo si deforma nel ricordo. Urashima Tarou rivisitato? :-/

Modificato da Shito
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  • 1 year later...

Quindi di riffa o di raffa il mondo dell'anime è sempre più ridotto a blanda pornografia dissimulata da qualcosa altro.

 

Un genere di porno leggero.

 

Non avrei mai pensato che sarebbe andata a finire così. Anche se forse era solo mia ingenuità.

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Quindi di riffa o di raffa il mondo dell'anime è sempre più ridotto a blanda pornografia dissimulata da qualcosa altro.

 

Un genere di porno leggero.

 

Non avrei mai pensato che sarebbe andata a finire così. Anche se forse era solo mia ingenuità.

Di Ecchi in giro c'è ne sono pochi, il tuo discorso non ha proprio senso visto che NON sono il grosso della produzione....

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Oddio, io da bimbo, vedendo robottino e Gigi la Trottola, un pò l'ho pensato.... cmq, più che porno leggero, lo definirei "erotismo per tutti"

 

 

 

Ma quei bambini, crescendo nel rifiuto di crescita, hanno sviluppato in loro un erotismo deforme, voyeristico ma inconscio, purinato ma lascivo. Un mostro di preadolescenzialità gonfiata. La sessualità degli otaku, proiettiva come quella dei bambini, strangolata tra idealismi e sfogo di pulsioni.

 

E il settore che aveva generato tutto ciò, per continuare a esistere, ha preso piuttosto ad alimentare il tutto.

 

E' così che il fan service ha divorato tutto.

Modificato da Shito
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Ma quei bambini, crescendo nel rifiuto di crescita, hanno sviluppato in loro un erotismo deforme, voyeristico ma inconscio, purinato ma lascivo. Un mostro di preadolescenzialità gonfiata. La sessualità degli otaku, proiettiva come quella dei bambini, strangolata tra idealismi e sfogo di pulsioni.

Sai , è tutta questione di abitudine, nel senso: ci sono i ragazzini  che guardano gli anime e non potendo vedere i film egiornaletti porno ( siamo nell' era pre internet) indirizzano le loro pulsioni sessuali pre-adolescenziali sui personaggi di anime e manga ( penso che a tutti sia capito da ragazzini, di "innamorarsi" di questo  o quel personaggio).

Fin qui nulla tragico, se non fosse che gran parte di quelli che si sgrillettavano da bimbi innocenti diventano professionisti del settore, e sfogano le loro fantasie represse realizzando concretamente negli anime in cui lavorano quello che fino ad ora era stato nella loro testa.

E dato che come tutte le cose, più si va avanti e più si deve andare avanti, da i fugaci pantyshot degli anni 70 si è passati alle docce dei primi 80, alle esibizioni di biancheria intima sempre più espliciti e via dicendo.

Poi ci sono anche gli effetti collaterali sul pubblico : cresciuti fin da ragazzini con immagini sensuali aventi come protagoniste delle lolite, hanno continuato a mantenere quel gusto lolitesco una volta cresciuti , associando l'otaku/ appassionato adulto di animazione, al lolitomane molesto e incalito.

A tutto questo i già riflettevo  a modo mio  da ragazzino,  quando vedevo negli anime delle maghette Pierrot, queste bimbette con minigonne ascellari e che a volte davano plateali  visioni di pantsu; mi chiedevo cosa spingesse degli adulti ( che immaginava sui 40 anni, mentre nella realtà avevano quasi la metà ) a mettere scene simili in un cartone ( io da piccolo mi vergognavo al solo pensiero di disegnare stè cose).

La risposta era sempre una sola....

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La cosa divertente del discorso e' che sotto-sotto qualcuno si 'lamenta' di contenuti da adolescenti in manga/serie/etc per adolescenti, il che e' tutto un programma.

E' fin troppo banale infatti sottolineare che vi siano vari prodotti per varie fasce d'eta' e che di queste tengono conto.

Andare a prendere High School D&D come rappresentante di chissa' che, e' poi abbastanza esplicitamente disonesto.

Un po' come dire che sia Takashi Miike e non Ozu a rappresentare la cinematografia di una nazione, e in questo caso manco accenno nell'esclusivo specifico al porno.

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Sam: ho trovato il tuo post ricco di spunti interessanti.

 

Ti rimanderei al quarto e conclusivo articolo della serie 'Otaku no Kenkyuu', firmato da Ejisona, che si trova, quindi al secondo (sì, in senso inverso), scritto da Nakamori Akio, che si trovano ovviamente qui. Il quarto, conclusivo, affronta molto bene la questione psicologica. Il secondo invece inchioda al muro al questione erotica.

 

Tra i due, io incastrerei questo scritto di Miyasan:

 

 

Dopo aver visto "Machi" e "Present"
Anicom Z, n° 2, newsletter del Club di Animazione dell'Università Waseda - Aprile 1983

Machi (1981) 3 min. 15 sec, 8mm, colore, animazione a carte colorate

Storia: una ragazza raccoglie un cane da un bidone della spazzatura in una strada circondata da freddi palazzi di uffici. Sta facendo amicizia col cane dandole del pane, quando appare un grosso robot meccanico dalla forma di granchio. Allungando le sue zampe e strappando il cane alla ragazza, il robot se lo butta nell'apertura che gli fa da bocca. E quindi sputa fuori il pupazzo di pezza di un cane. Una volta che il robot se n'è andato, la ragazza in lacrime abbraccia l'animale di pezza e scaglia sulla strada il resto del pane.

Present (1982) 4 min. 22 sec, 8mm, colore, animazione a carte colorate
Storia: una città col cielo riempito di aerei. Un soldato si intrufola nella stanza di una ragazza e le lascia un libro illustrato vicino al cuscino. Col libro illustrato in mano, la ragazza scende in strada dove vanno e vengono i soldati. Un uccellino mette un fiore in mano alla ragazza. Quando lei cade e spacca il fiore, l'uccellino vola via nel campo dove sbocciano i fiori. Lì il paesaggio è lo stesso che sul libro illustrato. L'uccellino dà un secondo fiore alla ragazza che lo appunta sul petto di uno dei soldati in strada.

--

Non intendo criticare "Machi" e "Present" dal punto di vista né di un regista di animazione né di un adulto oltre i quarant'anni d'età. Quando avevo la stessa età degli autori di questi film, io non avevo né la forza né il coraggio che loro hanno dimostrato. Sono immensamente impressionato già solo dal fatto che abbiano realizzato questi film.
Allo stesso tempo, mi sento come se queste opere stessero forzando su di me un certo tipo di onestà. Questo perché i desideri e i sentimenti al cuore di questi due film sono esattamente ciò che provavo quando avevo la stessa età dei loro registi - e di quei sentimenti non sono ancora riuscito a liberarmi completamente.
In un certo periodo della vita - quel tempo sbilanciato di trasformazione dall'infanzia alla giovinezza - giovani maschi con una certa tendenza iniziano a vedere un simbolismo sacrale nelle storie di ragazze. Non intendo analizzare la ragione di ciò. Tutto quello che so è che, per il meglio o per il peggio, queste giovinezze si ripropongono anno dopo anno. I loro sentimenti repressi sono troppo profondi per essere liquidati insistendo che hanno semplicemente un lolicon, o che risolverli in dei videogiochi di ruolo è del tutto sufficiente. Questo tipo di giovane inizia a nutrire la ragazza che è dentro di lui. La ragazza è parte di lui, ed è una proiezione di sé stesso. Lei è qualcuno dell'altro sesso  che offre a lui una benevolenza incondizionata. Per di più, non è come sua madre, che lo ingloba nel suo ventre e lo priva di tutte le sue forze. Invece, lui è in grado di intraprendere azioni e mostrare le sue forze per il bene di questa ragazza. Qualcuno la chiama una ragazza idealizzata, ma non sono d'accordo. L'ideale è universale, mentre in questo caso si tratta di qualcuno dell'altro sesso che esiste solo per lui come individuo.
Le donne che combattono per la loro indipendenza disprezzano queste ragazze. Sentono che questo ideale è un attacco unilaterale da parte degli uomini che cercando di infilare le donne in uno stampo. Ma noi non siamo davvero così; noi gridiamo che anche gli uomini si stanno dimenando per terra e contorcendosi. Le donne che fingono di essere carine hanno due cose che alimentano la loro rabbia: sono spinte dagli uomini a comportasi in un certo modo e sono masochisticamente incapaci di ignorare l'atteggiamento degli uomini verso le donne.
Le ragazze che compaiono nelle due opere "Machi" e "Present" sono ragazze nella mente degli autori. Sebbene i disegni delle due opere differiscano in qualche modo, loro sono indubbiamente la stessa ragazza. Su strade che hanno perduto la loro umanità, in mezzo a folle di persone i cui genitori sono stati mandati in guerra, solo queste ragazze mantengono la loro gentilezza e la loro inclinazione verso la bellezza, perché loro ricercano un genuino contatto emotivo umano. Da un certo punto di vista, queste storie potrebbero essere prese come critiche della civilizzazione. Ma vorrei azzardare che non fosse questa la vera intenzione degli autori. La strada mi appare come la proiezione del mondo esterno - il mondo vuoto, immane e ruvido dell'ignoto - in cui i registi dovranno entrare dopo aver concluso la loro moratoria dei giorni da studenti. La strada offre l'immaginario sia dell'ansia che dell'aspirazione. E' un luogo inorganico e, intendendo che un giovane non lo conosce ancora né l'ha provato - è un mondo di pagine bianche allineate. In contrasto, la ragazza è l'attaccamento che i registi sentono tra il loro sé giovanile e quello infantile che devono lasciarsi alle spalle. Lei è la proiezione della protezione, un simbolo di diritti che che loro non si rendevano conto di avere e che dovranno ora abbandonare con la crescita. Queste ragazze esprimono la nostalgia per un sè che era libero dai detriti della vita. La ragazza non vive al di fuori del giovane; lei è il il suo medesimo sé che lui ha alimentato interiormente.
Come dichiaravo all'inizio, sono anch'io uno di questi registi e non ho intenzione né qualifiche per discutere se questo genere di film sia buono o cattivo. Potrebbe essere che ancora adesso, quando vedo donne che vivono nella realtà, io stia ancora cercando di trovare la mia stessa proiezione piuttosto che cercare di capire la reale essenza delle donne. Non voglio liquidare "Machi" e "Present" come soggetti di analisi e critica.
Che c'è di buono nell'analizzare, negare e sopprimere i desideri e i sentimenti che esistono come distinte forme dentro di me? Il lavoro di creare un film dovrebbe essere diverso da questo. Come verrebbe fuori il film se la ragazza in "Machi" inseguisse e combattesse il robot per reclamare il suo cucciolo? Cosa se, invece che semplicemente scagliare il pane, lei tentasse di dare da mangiare il pane al cucciolo mentre lui è intrappolato nel granchio robot? Cosa se la ragazza in "Present" avesse provato a trovare nella fila di persone l'uomo senza volto che le aveva dato il libro illustrato?
I film potrebbero finire per diventare troppo lunghi. Le storie potrebbero diventare troppo divaganti per essere adatte alla forma di film. Le ragazze pure potrebbero non essere in grado di restare pure. Ma in questo non dovrebbe esserci rischio.
Mi viene in mente che questa è la differenza tra fare un film e creare un film - un problema che mi si continua a presentare.

 

 

Non ho trovato nulla di 'banale', nel senso denigratorio, in quello che hai scritto. Quello che trovo banale, piuttosto, è un certo tipo difesa aprioristica della finzione, nella tipica giustificazione che 'ce ne'è per tutti i gusti'. E' una cosa vuota, perché sembra ignorare -e credo lo faccia in modo sottesamente di comodo- l'andamento dell'evoluzione sociologica di una, o due, società civili.

 

Da questo punto ti vista, il libro di Prandoni è monumentale. Perché è una lettura dell'evoluzione sociologica della gioventù giapponese attraverso l'evoluzione dell'animazione giapponese, ed è fantastico, e i conti tornano. Quasi spaventosamente.

 

Alla fine, quello che viene chiamato 'otakugaku' (otakuologia) altro non è che lo studio della postmodernità giovanile di una nazione, c'è poco da fare. E la cosa interessante sarebbe parlare della diffusione via 'soft power' di questo immaginario, di questo modello di vita, persino. Proprio noi dovremmo interessarcene di più, perché che lo si ammetta o meno ci siamo dentro con tutte le scarpe, in un modo o nell'altro.

 

Quanto a chi passa nel mondo della produzione di prodotti per l'infanzia per non staccarsi da quel mondo, è una cosa che ho sempre pensato anche io. Ben, non proprio sempre. Diciamo dai vent'anni, ecco, quando inziiavo a lavorare con Dynamic Italia. Ovvero, pensavo che alla fine anche chi storicamente era stato un narratore per l'infanzia, è perché aveva un animo bambino e -pur conscio di crescere- non voleva distaccarsi da quel mondo di percezione. Non parlo solo di Lewis Carroll, eh. E quindi i conti tornano davvero, secondo me. Alla fine è una questione di affinità elettive, se vogliamo, di sensibilità che si ritrovano, ma in modo asincrono. Sarà che di questi tempi sto lavorando a Il regno dei sogni e della follia. Di recente è anche uscita una lunga intervista (del pubblico) a SHmamoto Sumi dove le chiarisce (e da donna) in maniera lampante il tipo di sensibilità di Miyasan: lavorare con lui è come lavorare con un bambino. Chi vedrà il docufilm della Sunada forse lo capirà al volo (o forse non vorrà notare l'ovvio), ma la questione è chiara.

 

Il punto qui per me diventa solo una società civile in cui l'eccezione si fa norma. L'arte è sempre stata il prodotto della stortura di qualcuno. La storia dell'arte è la conservazione che le persone normali fanno della stortura di qualche distraziato, disturbato. Ovvero, era così. L'arte nasce sempre da una turba, in qualche modo. Quel tipo di produzione nasce da una turba. Il punto, nella massificazione dell'intrattenimento, è la reianimilazzazione che induce - e qui parlo con Azuma Hiroki. Per chi mi segue.

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Beh in fondo qualche elemento di verita' nel discorso dello Zio Sam c'e'. Tralasciando i prodotti OVA e quelli hentai, questi si' dichiaratamento per un pubblico adulto (di maggiorenni insomma) le serie tv normali non erano esenti da quello che oggi chiameremo soft porn per dirla alla Shito. Ma quando vediamo scene di bagni in Zeta, Gundam, Macross Southern Cross etc... tutti anime rivolti ai ragazzini/ragazzine perche' vanno in onda in giornata (non a tarda sera !!) con le protagoniste o comunque donzelle belle che nude con accento sui seni e capezzoli beh qualche domanda uno la si fa. Quelle scene non compaiono li' per caso, non si sono autodisegnate da sole. E lo staff che li disegna, uno staff quasi per non dire completamente maschile. Non sono scene naturalistiche, sono messe li' o per gratificare l'audience o per gratificare chi le disegna. E sono scene del tutto superflue allo svolgimento della storia. Quindi doppiamente gratificanti.

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La cosa divertente del discorso e' che sotto-sotto qualcuno si 'lamenta' di contenuti da adolescenti in manga/serie/etc per adolescenti, il che e' tutto un programma.

Ahh, adesso gli anime sono per adolescenti ?

No, perché quando lo dicevo io, si affermava il contrario.

Il problema è che, non è che siccome devi fare qualcosa per adolescenti, devi fare qualcosa di necessariamente stupido.

 

 

Andare a prendere High School D&D come rappresentante di chissa' che, e' poi abbastanza esplicitamente disonesto.

No, perché sotto sotto è quello che i giappi vogliono.

Come dire che non tutti gli italiani sono ignoranti, gretti e volgari come i film dei Vanzina o Parenti, ma poi sono tutti lì a riempire i cinema.

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Erano (e sono) serie rivolte ad un pubblico ADOLESCENTE; non sono sicurissimo del perche' si voglia continuare su questa solfa; vorrei cortesemente far notare che le serie PER BAMBINI e per un pubblico INFANTILE ben ci sono in Giappone, e non sono cosi' sparute. (Ne ho indicate 'anta esempi anni fa, ma ovviamente a qualcuno fa comodo ignorare e ripetere sempre gli stessi concetti)

Ovvio, se specialmente negli anni 80 e similari, in Italia si e' conosciuto tutto un insieme di serie TV destinate ad un pubblico ADOLESCENTE, non e' che tutta la produzione sia tale. I kamen rider, ad esempio, sono destinati ad un pubblico infantile, e infatti non sono presenti ammiccamenti per adolescenti (vi sono state un paio di singolari eccezioni, una autoriale e una per la serie Ryuki che faceva addirittura vedere del sangue).

Poi, se si vuole continuare a negare la realta' dei fatti (e quella dell'importazione specialmente negli anni 80 di materiale per adolescenti e' presente in mille mila dichiarazioni di diretti interessati) si faccia pure. A me non frega nulla di stare a dimostrare quello che e' palese; se ci si vuole costruire su generalizzazioni 'a discorso', e' una delle tante cose perfettamente lecite e possibili.

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Quindi di riffa o di raffa il mondo dell'anime è sempre più ridotto a blanda pornografia dissimulata da qualcosa altro.

 

Un genere di porno leggero.

 

Non avrei mai pensato che sarebbe andata a finire così. Anche se forse era solo mia ingenuità.

 

Porno leggero ?  Non mi vorrai cadere in certi luoghi comuni ?

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Non ho trovato nulla di 'banale', nel senso denigratorio, in quello che hai scritto. Quello che trovo banale, piuttosto, è un certo tipo difesa aprioristica della finzione, nella tipica giustificazione che 'ce ne'è per tutti i gusti'. E' una cosa vuota, perché sembra ignorare -e credo lo faccia in modo sottesamente di comodo- l'andamento dell'evoluzione sociologica di una, o due, società civili.

Non dico che sia lecito "mostrare di  tutto" senza responsabilità da parte ci chi lo fa. specie se la sua diffusione è altissima, ma bisogna anche ricordare che alla fine la finzione è tale e le sue ripercussioni nella realtà sono dovute alla gente e solo loro.

Miyazaki stesso disse che gli americani hanno paura del sesso e della violenza nella fiction perché la loro società non è abbastanza forte da forgiare un individuo a non commettere tali cose nella realtà, mentre in Giappone non se ne preoccupano perché il loro sistema educativo è capace di reprimere certi stimoli negativi ( cosa di cui non sono convinto al 100% )

 

Alla fine, quello che viene chiamato 'otakugaku' (otakuologia) altro non è che lo studio della postmodernità giovanile di una nazione, c'è poco da fare. E la cosa interessante sarebbe parlare della diffusione via 'soft power' di questo immaginario, di questo modello di vita, persino. Proprio noi dovremmo interessarcene di più, perché che lo si ammetta o meno ci siamo dentro con tutte le scarpe, in un modo o nell'altro.

E' nato prima l'uovo o la gallina ?

Sono gli anime che hanno creato gli otaku o sono gli otaku che hanno forgiato gli anime a loro immagine e somiglianza ?

Penso che questo prodotto abbia colmato  un bisogno che molti  giovani degli anni 70-80 avevano  .

Un bisogno che oggi viene coltivato in altre forme di intrattenimento/media.

 

 

Quanto a chi passa nel mondo della produzione di prodotti per l'infanzia per non staccarsi da quel mondo, è una cosa che ho sempre pensato anche io. Ben, non proprio sempre. Diciamo dai vent'anni, ecco, quando inziiavo a lavorare con Dynamic Italia. Ovvero, pensavo che alla fine anche chi storicamente era stato un narratore per l'infanzia, è perché aveva un animo bambino e -pur conscio di crescere- non voleva distaccarsi da quel mondo di percezione.

 

Sono dell' idea che gli anime siano sempre  e solo per i giovani.

Questa è la loro forma più pura.

Al limite, prodotti per tutti , magari con un sottotesto di infanzia perduta e vista col senno di poi, come fa a volte Miyazaki ( in fondo Clarisse non è per Lupin il ricordo del tempo che fu ?)

Quando si è raggiunta una certa età, non si può pretendere di guardare e apprezzare genuinamente certe cose.

Ci sono sogni che si possono vedere solo da giovani, come diceva qualcuno.

 

 

 

Poi, se si vuole continuare a negare la realta' dei fatti (e quella dell'importazione specialmente negli anni 80 di materiale per adolescenti e' presente in mille mila dichiarazioni di diretti interessati) si faccia pure. A me non frega nulla di stare a dimostrare quello che e' palese; se ci si vuole costruire su generalizzazioni 'a discorso', e' una delle tante cose perfettamente lecite e possibili.

E qui, udite , udite, mi trovo pienamente d'accordo con te.

Io stesso dissi tempo fa che gli anime sono pensati quasi sempre per un pubblico di bimbi e adolescenti e mi beccai un sacco di pernacchie.

C'è anche da dire che in Occidente si fa fatica a capire queste distinzioni di target, visto che molti , quando gli dici che Dragon Ball, One Piece o Sailormoon sono prodotti per bambini, storcono il naso.

Modificato da Dio Sam
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Anche perché, 1) bisognerebbe linkare la fonte dove Miyazaki dice una cosa simile, per iniziare un SERIO discorso (non sono polemico, vorrei davvero leggere la dichiarazione), e 2) anche se così fosse, comunque IMO Miyazaki ha sempre forti connotazioni anti americane e vede la storia e la sociologia USA, da un punto di vista molto di parte, non sempre cogliendone le specificità.

Quindi, no il discorso non è molto sensato.

Saluti

Modificato da Il Toma
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In realtà Shu è pazzesco.

 

Nel senso che vidi due scene, dico DUE SCENE di 'The Games of Thrones" perché un fan me le mostrò.

 

E lui mi disse: figo eh?

 

E io, che ti giuro, NON NE SAPEVO NIENTE, risposi: dieci a uno che l'autore del soggetto è obeso.

 

E l'amico sgranò gli occhi, perché era così.

 

Ora sembrerò Bobo, lo so, ma who cares. Il punto è che quel tipo di fiction americana prima non c'era. Quella è APPUNTO una ero-doujin in telefilm, ovvero repressioni sessuali adoscenziali ipertrofiche proiettate in finction.

 

Ovvevo vedi due scene pensi al ragazzino brufoloso nerd che si masturba sul cesso pensando oh che figo il mondo fantasy violenza sgozzamenti strupi sangue l'elfa albina fragile sodomizzata.

 

Cristo, dai, è un ero doujin di Lodoss-tou Senki, o che?

 

Ecco. Stiamo parlando (o almeno io sto parldando) PROPRIO di questo.

 

Di quello che passa da una fogna piena di girini a una pioggia di rane.

 

(Ok, questa era fica, dai. Shitarello style. Sono anch'io una merda, eh.)

Modificato da Shito
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Anche perché, 1) bisognerebbe linkare la fonte dove Miyazaki dice una cosa simile, per iniziare un SERIO discorso (non sono polemico, vorrei davvero leggere la dichiarazione), e 2) anche se così fosse, comunque IMO Miyazaki ha sempre forti connotazioni anti americane e vede la storia e la sociologia USA, da un punto di vista molto di parte, non sempre cogliendone le specificità.

Quindi, no il discorso non è molto sensato.

Saluti

Prima di tutto Miyazaki lo dice in un intervista Mangazine ( mi pare il n 20) dei primi anni 90

Poi mi pare che si riferisse all' animazione ( sorry, mi sono espresso male io).

Bisogna però aggiungere che nei primi anni 90, la tv americana era molto bigotta e non si vedeva gran chè di sesso e violenza  in tv.

 

 

Gia'.

Che però vanno sulle  tv a pagamento e integrali a chissà che orari.

 

 

 

E io, che ti giuro, NON NE SAPEVO NIENTE, risposi: dieci a uno che l'autore del soggetto è obeso.

Bè , qui hai giocato un pò facile : a parte che in USA l'obesità è molto alta, 9 su 10 un tizio che sta tutto il giorno seduto a scrivere la panza deve averla, così come gli occhiali a furia di sforzare la vista. :thumbsup:

Modificato da Dio Sam
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