Vai al contenuto

"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate


Messaggi raccomandati

"le nostre waifu passate, quando non sapevamo che cazzo di parole era"

Ma almeno una volta le waifu avevano una loro personalità grafica  e narrativa, oggi sono tutte uguali, anonime e fatte con lo stampino , sembrano  le varianti di uno stesso personaggio.

Link al commento
Condividi su altri siti

Beh, credo che l'idea di "waifu" sia legata al fatto di essere otaku/ritardati e coltivare un attaccamento psicologico morboso per un personaggio femminile.

 

Voglio dire, quando dico che a otto anni avevo un nijikon per Morisawa Yuu dico un nijikon vero, eh. Di brutto. E mi durò per -boh- anni? Ma avevo otto anni, persino l'adolescenza era ancora di là a venire, quindi suppongo che parlare di cose come "otaku", al di là del conoscerne la terminologia, sarebbe stato fuori luogo.

 

Però non so se questo genere di 'personaggio femminile stereotipato' si sia appiattito col tempo. Credo in massima parte siano sempre stati piatti. Perché del resto non è certo la reale complessità femminile che il pubblico maschile apprezza in un personaggio fittizio.

 

Per esempio, Nadia è un personaggio complesso. E' una ragazzina traumatizzata, essenzialmente, e tutta la serie col suo nome è la storia del suo 'recupero'. Ma Nadia viene piuttosto etichetta come "una rompipalle". Essenzialmente il pubblico maschile, con certe cose, si vuole confortare. Come con delle prostitute, no? Pagando una prostituta, non sarebbe mica accettabile che quella nell'amplesso ti raccontasse i suoi traumi d'infanzia, o avesse una crisi di nervi, no? Viene in mente il termine, di discendenza bellica, di "donne di conforto".

 

La mia idea è che esista questa componente psicologica di 'conforto' nella fruizione della finzione. Tutta la finzione. Intanto il conforto che "le cose abbiano un senso", ovvero siano governate da una logica meccanicistica. Tipicamente, i maschi e soprattutto i maschi giovani (quindi finti giovani inclusi) provano disagio dinanzi ai non-sequitur narrativi, a "le storie con i buchi", perché credo che in realtà il loro subconscio si voglia consolare del caos che regna nel mondo reale fruendo finzione dove "tutto quadra". E lo stesso con le figure femminili. Quindi Asuka è una rottura, Rei è amabile (lo faccio sempre apposta).

 

Indi, no, secondo me la maggioranza delle 'donnine' dei cartoni animati è sempre stata piatta. Voglio dire, secondo me Miyazaki ancora si sogna Hilda la notte, e dico negli incubi. Infatti lui ha fatto cose come Clarisse, come Sheeta, come Satsuki, come Fio. Su Nausicaa e San secondo me ancora ci riflette. ^^; Quanto a Takahata, lui con Hols "non stava più facendo i cartoni animati, lui stava facendo Prevert, stava facendo Edit Piaf" (cit.) - quindi anche qui i conti mi tornano.

 

Ma con tutto il mio nijikon, con tutto che era più "realistica" di molte colleghe, anche Morisawa Yuu è una "brava tùsa" ideale, ovvero una loli. ^^

Link al commento
Condividi su altri siti

 

Per esempio, Nadia è un personaggio complesso. E' una ragazzina traumatizzata, essenzialmente, e tutta la serie col suo nome è la storia del suo 'recupero'. Ma Nadia viene piuttosto etichetta come "una rompipalle". Essenzialmente il pubblico maschile, con certe cose, si vuole confortare.

Bè, lì va un pò a gusti.

C'è chi ama la ragazza dal carattere fragile e sempre composta, timida , educata ( l'ideale femminile  nipponico ) e poi c'è chi ama le rompiballe, le maschiacce,  le ribelli  o quel che è.

D' altronde, negli anime per ragazzi, ci mettono sempre almeno due tipi di ragazza : quella molto femminile e timida e quella maschiaccia ed espansiva.

Come dire, cerchiamo di accontentare tutti .

 

 

Però non so se questo genere di 'personaggio femminile stereotipato' si sia appiattito col tempo. Credo in massima parte siano sempre stati piatti. Perché del resto non è certo la reale complessità femminile che il pubblico maschile apprezza in un personaggio fittizio.

Quando io parlo di appiattimento, non parlo di realismo ( che non c'è ami stato, perché bimbe di 9 anni che ragionano come  una Yu non esistono) ma di caratterizzazione  grafica e caratteriale  che facciano il loro lavoro da chi prendono il nome, ovvero caratterizzare.

E i personaggi di oggi, sono blandi stereotipati, si perdono nel mucchio insieme a mille altri (troppo ) simili a loro.

E' una "malattia" che si sta espandendo a macchia d'olio tra gli anime ( e pure i manga) e di difficile cura.

Forse la colpa è dovuta al fatto che ormai si sono creati tanti di quei personaggi che è difficile inventarne qualcuno che non assomigli ad altri .

Seriamente, quante cloni  di Light Yagami ( specie nell' aspetto) avete visto negli ultimi 10 anni ?

Una volta invece si cercava di fare cose diverse: se Nadi ed Eva sonos tati dei grandi successi, è eprché avevano personaggi che si taccavano dal mucchio: una ragazza di colore come Nadia, con querlla faccia, quel vestito , che aveva il complesso del non mangiare carne, era qualcosa di nuovo, e ne ha decretato il successo.

Shinji di Eva non era il solito pilota ofano , magari teppista ribelle sullo stile di Nagai, e neppure  l' adolescente borghese  che  impara a vivere  man mano che combatte  come l' Amuro di Tomino.

Era un personaggio diverso, in sintonia con i problemi della sua generazione e dall' aspetto innovativo ( e infatti copiatissimo).

Mi stupisco che nessuno cia vesse pensato prima, a creare un personaggio simile.

Ma c'è una certa pigrizia in questo campo, ovvero nel creare qualcosa di nuovo invece che battere sentieri visti e stravisti.

Non è un caso se ancora oggi ci becchiamo spesso la solita minestra riscaldata di generi nati negli 70-primi 80.

Link al commento
Condividi su altri siti

Una volta invece si cercava di fare cose diverse: se Nadi ed Eva sonos tati dei grandi successi, è eprché avevano personaggi che si taccavano dal mucchio:

1. quindi vuol dire che pure prima c'era un mucchio di personaggi "uguali", allora.

2. pure oggi, ogni tanto, fanno personaggi che si staccano dal mucchio. magari, proprio per questo, non è detto che abbiano successo.

 

 

Forse la colpa è dovuta al fatto che ormai si sono creati tanti di quei personaggi che è difficile inventarne qualcuno che non assomigli ad altri .

Questa è una sacrale verità.

Poi oh, son belli pure i personaggi che assomigliano ad altri.

 

 

Non è un caso se ancora oggi ci becchiamo spesso la solita minestra riscaldata di generi nati negli 70-primi 80.

Pure i 60 sono stati piuttosto fondamentali (e quindi già nei 70 ci beccavamo anche minestra riscaldata di generi nati in quel decennio).

Modificato da -Ataru-
Link al commento
Condividi su altri siti

 

Pure i 60 sono stati piuttosto fondamentali (e quindi già nei 70 ci beccavamo anche minestra riscaldata di generi nati in quel decennio).

Non erano minestra riscaldata perché i generi venivano rielaborati con forti dose di novità.

Mazinga Z non era la copia Tetsujin 28, così come Berubara non era la Principessa Zaffiro.

Per dirne 2.

Oggi invece si copia a raffica senza introdurre vere novità ( anche se ogni tanto qualche mosca bianca c'è).

Modificato da Dio Sam
Link al commento
Condividi su altri siti

 

 

Pure i 60 sono stati piuttosto fondamentali (e quindi già nei 70 ci beccavamo anche minestra riscaldata di generi nati in quel decennio).

Non erano minestra riscaldata perché i generi venivano rielaborati con forti dose di novità.

Mazinga Z non era la copia Tetsujin 28, così come Berubara non era la Principessa Zaffiro.

Per dirne 2.

Oggi invece si copia a raffica senza introdurre vere novità ( anche se ogni tanto qualche mosca bianca c'è).

 

Infatti, ne hai detti 2. Negli anni 70 hanno fatto un po' più di 2 anime. Sei sicuro che non vi fosse anche minestra riscaldata? Guarda che sarebbe un'affermazione pesantuccia da continuare a sostenere. Oh, poi non c'era così tanta minestra riscaldata come oggi, su questo siamo d'accordo.

Come scrivevamo, più un medium invecchia più è sempre più difficile inventare qualcosa di nuovo.

Comunque, su un centinaio e più di anime all'anno, ci son sì i personaggi fotocopia ma anche quelli che un po' si distinguono dagli altri (non pretendo di dire che siano totalmente originali).

 

La cosa che vorrei far più notare è però un'altra. Mi sembra tu stia parlando di personaggi fotocopia come un fatto negativo, e di personaggi originali come un fatto positivo. Io faccio un'altra distinzione. I personaggi riusciti (che possono essere anche fotocopia) li considero un fatto positivo, i personaggi non riusciti (che possono essere anche originali) li considero un fatto negativo.

Quindi, siamo pur d'accordo che oggi c'è più fotocopiezza (anche per forza di cose). Per te corrisponde a essere un problema. Per me non è un problema di suo.

Link al commento
Condividi su altri siti

 

Infatti, ne hai detti 2. Negli anni 70 hanno fatto un po' più di 2 anime. Sei sicuro che non vi fosse anche minestra riscaldata? Guarda che sarebbe un'affermazione pesantuccia da continuare a sostenere. Oh, poi non c'era così tanta minestra riscaldata come oggi, su questo siamo d'accordo.

Le copie c'erano di sicuro, basti pensare al robotico, solo che ogni volta si introduceva un minimo di novità per differenziare una serie  dall' altra.

 

Cosa che oggi non si fa più.

E' anche una questione di personalità : basti pensare alla Tatsunoko, che una volta era famosa perché faceva gli anime con lo stile occidentalizzato e ti creava filoni originali come Time Bokan, mentre oggi fa  cazzatine dallo stile moe  con zero originalità e personalità.

Link al commento
Condividi su altri siti

 

 

Infatti, ne hai detti 2. Negli anni 70 hanno fatto un po' più di 2 anime. Sei sicuro che non vi fosse anche minestra riscaldata? Guarda che sarebbe un'affermazione pesantuccia da continuare a sostenere. Oh, poi non c'era così tanta minestra riscaldata come oggi, su questo siamo d'accordo.

Le copie c'erano di sicuro, basti pensare al robotico, solo che ogni volta si introduceva un minimo di novità per differenziare una serie  dall' altra.

 

Cosa che oggi non si fa più.

E' anche una questione di personalità : basti pensare alla Tatsunoko, che una volta era famosa perché faceva gli anime con lo stile occidentalizzato e ti creava filoni originali come Time Bokan, mentre oggi fa  cazzatine dallo stile moe  con zero originalità e personalità.

 

OGNI VOLTA

 

Bé, è vero che oggi non si fa più. D'altronde, con 100 anime in uscita ogni anno, è difficile OGNI VOLTA (quindi per cento volte all'anno) introdurre un minimo di novità.

Ci credo che prima facessero anime di almeno 50 episodi. Con tutto lo sforzo che facevano per introdurre OGNI VOLTA un minimo di novità, perlomeno la volevano sfruttare per almeno un anno di programmazione.

Poi non ci capiamo. Per dire che c'erano delle copie mi vai a pescare il robotico. Ecco, proprio nel robotico mi sa che negli anni 70 c'è ben poco di minestra riscaldata degli anni 60 (che parlavamo di confronto anni 60 e anni 70, quindi non conta se negli anni 70 hanno ripreso qualcosa degli anni 70).

 

Non basta pensare alla Tatsunoko. Anzi, non ci pensare proprio per niente. Pensa invece magari alla SHAFT che, può piacere o meno, ma uno stile originale se l'è creato (o almeno spero, mi spiacerebbe aver scritto una bischerata).

 

Se vuoi possiamo andare avanti giorni, tu a fare esempi che fanno comodo a quello che sostieni, io a farne altri che fanno comodo a quello che sostengo.

E mi raccomando, insisti con zero originalità = prodotto scarso e prodotto originale = prodotto buono.

Modificato da -Ataru-
Link al commento
Condividi su altri siti

 

E' anche una questione di personalità : basti pensare alla Tatsunoko, che una volta era famosa perché faceva gli anime con lo stile occidentalizzato e ti creava filoni originali come Time Bokan, mentre oggi fa  cazzatine dallo stile moe  con zero originalità e personalità.

 

 

 

 

Eh, sta Tatsunoko.

 

E infatti Soul Taker è un anime di bruttezza rara ( belle le animazioni e la sigla però)

 

 

Non imparerai mai.

 

Quanto dicevi e quanto dici di seguito non hanno alcuna connessione logica.

Per il resto, per il giudizio *aggiuntivo* su soul taker, oltre ad essere altra cosa rispetto a quanto affermavi cosi' perentoriamente:

"Tatsunoko fa  cazzatine dallo stile moe  con zero originalità e personalità."

 

 

e' una questione di meri gusti personali.

 

L'assunto iniziale quindi e' smentito con una facilita' imbarazzante.

E pure con qualcosa di doppiato in italiano, voglio dire.

Link al commento
Condividi su altri siti

Comunque è stato lo stesso Zio Sam a dire che le serie che sanno entrare nel cuore dello spettatore e che quindi sono destinate ad essere ricordate a lungo, sono oggi numericamente più o meno le stesse di quelle degli anni 70-80.

Pazienza se adesso c'è più moe e meno originalità.

 

 

 

sì perché TUTTO quello uscito in Giappone tra il '70 e il '90 ce lo ricordiamo vero? :lolla:

A parte che NOI non contiamo nulla, ma conta invece che siano LORO se li ricordino..... però non ho mai detto che LORO si ricordino tutto, eh!
Però una volta ( fine anni 70/inizio 80) , su 10 serie che uscivano, almeno 6 erano destinate a essere ricordate per moooolto tempo... ma adesso ?
Adesso ci sarà una media di 6 su 60 ........

 

Tu queste statistiche dove le hai trovate? ci dici la fonte di questo accurato studio durato anni e anni su un vasto campione di giapponesi? :°_°:

 

Tu queste statistiche dove le hai trovate? ci dici la fonte di questo accurato studio durato anni e anni su un vasto campione di giapponesi? :°_°:

Basta guardarsi in giro.

 


Anno 1978. Serie tv prodotte: 20. Serie destinate ad essere ricordate (6 su 10): 20/10=2, 2X6=12
Anno 2011. Serie tv prodotte:140 (un po' di più in realtà, ma vabbé, arrotondiamo per difetto che magari c'è stato qualche remake e non conta come nome nuovo). Serie destinate ad essere ricordate (6 su 60, quindi 1 su 10): 140/10=14, 1X14=14

Non va mica poi così tanto male rispetto a prima...

 

 

Link al commento
Condividi su altri siti

 

Tatsunoko fa  cazzatine dallo stile moe  con zero originalità e personalità."

A parte che io parlo di cose di oggi, non del 2001.

Che poi ST, che io ho, di stile occidentalizzato non ha nulla, che ha la sua bella dose di ragazze con gli occhioni, compresa la rori che poi hanno fatto protagonista di un orrida mini serie OVA  di maghette, che pure il boss finale è una petulante mocciosetta che se non ricordo male cresce in un batter d'occhio.

Senza contare che la serie in se è una brutta copia  degli eroi tarsunokiani del passato, ma più soporifero ( infatti non se lo inchiula più di striscio nessuno).

Non basta mettere qualche disegno statico con accostamenti cromatici tali da rendere daltonici per definirsi originale ( o almeno un originale "bello").

Modificato da Dio Sam
Link al commento
Condividi su altri siti

Beh, in linea di massima credo sia facile "distillare" da una lunga storia, da una grossa produzione, solo i personaggi "memorabili", perché di quelli ci si ricorda. Mentre la gran massa dei personaffi "nonimi" viene dimenticata. Quindi è ovvio che, voltandosi indietro, si vedono solo quelli che spiccano, e si dica "oooh, quelli sì che eran tempi", mentre sul contemporaneo ci si sente affollati dalla massa dell'anonimato.

 

In questo senso credo che Sam abbia torto.

 

D'altro canto è pur vero che il mercato degli anime ha visto una sua sotto-nicchia diventare sempre più rilevante. Mentre il medium si allontanava da un posto di "cultura popolare nazionale", la nicchia dei fanatici/fissati si ingrandiva. Questo porta autoreferenzialità creativa. A pensarci, molti anime di oggi sono costruiti su personaggi e basta, o quasi, montati a tavolino come un tempo si faceva piuttosto per i gal game. Non che non ce ne fossero anche prima, ma credo che questa tendenza sia in effetti incrementata.

Link al commento
Condividi su altri siti

 

Beh, in linea di massima credo sia facile "distillare" da una lunga storia, da una grossa produzione, solo i personaggi "memorabili", perché di quelli ci si ricorda. Mentre la gran massa dei personaffi "nonimi" viene dimenticata. Quindi è ovvio che, voltandosi indietro, si vedono solo quelli che spiccano, e si dica "oooh, quelli sì che eran tempi", mentre sul contemporaneo ci si sente affollati dalla massa dell'anonimato.

Il tuo ragionamento sensato , ma ti esorto a guardare i meri fatti.

Quanti personaggi degli anni 70 e 80 vedi ancora tirati fuori ogni tanto, sotto forma di merchandising -remake  o altro ?

Quanti dagli anni 90 in poi ?

I successi ci sono sempre stati in ogni decennio, però dagli anni 90 in poi , gli anime hanno contato sempre meno quando si trattava di tirare fuori personaggi che entravano nell' immaginario collettivo.

Questo era/è anche dovuto alla concorrenza di altre  forme di intrattenimento, come i videogame , certo ( in quanto, essendo un mercato dove girano più soldi, attirano più gente di talento)

Modificato da Dio Sam
Link al commento
Condividi su altri siti

 

 

Beh, in linea di massima credo sia facile "distillare" da una lunga storia, da una grossa produzione, solo i personaggi "memorabili", perché di quelli ci si ricorda. Mentre la gran massa dei personaffi "nonimi" viene dimenticata. Quindi è ovvio che, voltandosi indietro, si vedono solo quelli che spiccano, e si dica "oooh, quelli sì che eran tempi", mentre sul contemporaneo ci si sente affollati dalla massa dell'anonimato.

Il tuo ragionamento sensato , ma ti esorto a guardare i meri fatti.

Quanti personaggi degli anni 70 e 80 vedi ancora tirati fuori ogni tanto, sotto forma di merchandising -remake  o altro ?

Quanti dagli anni 90 in poi ?

I successi ci sono sempre stati in ogni decennio, però dagli anni 90 in poi , gli anime hanno contato sempre meno quando si trattava di tirare fuori personaggi che entravano nell' immaginario collettivo.

Guarda che è lo stesso Shito a dirlo, nel prosieguo del suo messaggio:

D'altro canto è pur vero che il mercato degli anime ha visto una sua sotto-nicchia diventare sempre più rilevante. Mentre il medium si allontanava da un posto di "cultura popolare nazionale", la nicchia dei fanatici/fissati si ingrandiva.

 

In effetti se una cosa non la si guarda, è assai difficile che rimanga nella memoria, bella o brutta che sia.

 

 

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
  • Navigazione Recente   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo