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Lincoln (by Steven Spielberg)


Shuji

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Alla fine in questo film altro non si parla nello specifico se non del 'famoso' emendamento alla Costituzione americana che ha abolito la schiavitu'.

 

La cosa interessante e' che il commento di qui sopra mi pone quasi sullo stesso livello e tono di 'freddezza' di chi (a seguire gli eventi romanzati del film) effettivamente a quei tempi doveva compiere quella che ora noi consideriamo una svolta storica, tanto che la diamo per perfettamente scontata.

 

Il punto per me 'strano' nel film e' appunto questo; e' mai possibile che quell'obiettivo tanto importante sia stato ottenuto con espedienti che paiono uscire dal parlamento italiano nel 2011?

 

Non sto qua a farne una 'questione morale', ma il 'capire' che la fine della schiavitu' nel "paese della liberta' e della felicita' sancita dalla costituzione stessa" sia figlia anche di un emerito imbecille cui e' stato dato un posto da direttore in qualche ufficio postale per votarla... e' qualcosa che mi stranisce.

 

Forse perche' e' qualcosa di cosi' 'grande' come obiettivo ed e' alla fine cosa data per scontata nel nostro secolo, ma io immaginavo un assise di uomini virtuosi che legiferavano e dopo come mose' prima di tutti loro, il Presidente usciva dall'assemblea con le tavole della legge (anticipano si puo' dire Steve Jobs e la presentazione dell'IPad).

 

Invece no.

Una marea di persone piccole che non e' che fossero 'sensibili' all'argomento, proprio non gle ne fregava nulla, anzi, se possibile erano pure contrari.

 

Forse avevo un ultimo Babbo Natale da qualche parte in testa, ma questo film me l'ha ucciso.

E' mai possibile che sia veramente esistita gente che (ovviamente parafrasando) ad un "Vota per fine della fame del mondo" abbia risposto "E a me cosa dai da mangiare?"

 

Infine, come mai e' possibile valutare 'storicamente' un obiettivo per quanto importante, cui si arrivi non tanto per convinzione, non tanto per ideale, quanto comprando voti a destra e a manca (nel film, letteralmente)?
Quell'obiettivo per quanto nobile, continua ad avere un senso raggiunto a tali condizioni?

 

La storia e' fatta dai vincitori.
Ma vincitori come persone, persone che sono riuscite a raggiungere il loro obiettivo.
Se al posto dei perdenti ci fossero state persone piu' in gamba di loro, l'unica differenza sarebbe stata quindi un lancio di dadi. Non un ideale da raggiungere.

 

E tutto cio' e' dannatamente deprimente.

 

In quest'ottica, prova 'enorme' dell'attore di Lincoln (ma non vincera' l'Oscar visto che in precedenza c'e' gia' stato il discorso del re).

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Come dire, che la verità della storia sta nella demitizzazione storica? Concorderei.

 

Sembra un film intelligente. Devo andare a vederlo, allora. Grazie del tuo commento.

 

Il nichilismo non è cinismo, è umile realismo.

Non c'è nulla di artistico in alcuna politica che non sia dittatura,

che poi è illusione come ogni visione -appunto- artistica.

Contingenza e umanità sono abbiette per loro intima natura.

E democrazia e libero mercato ne sono monumenti.

L'assoluto è carità di Narciso.

Seme onanisticamente sparso.

E il Don Quixote si legge in genere molto male.

Di genere, in genere.

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non ho ancora capito perchè, ma da A.I. in poi il mio interesse verso i film di spielberg è calato drasticamente e questo lincoln non fa eccezione nonostante la stampa l'abbia acclamato (ma era la stampa america, quindi bò...).

sicuramente mi capiterà di guardarlo, come altri suoi, però manca quel qualcosa che una volta faceva suonare il campanello "è un film di spielberg, DEVO vederlo!".

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non ho ancora capito perchè, ma da A.I. in poi il mio interesse verso i film di spielberg è calato drasticamente e questo lincoln non fa eccezione nonostante la stampa l'abbia acclamato (ma era la stampa america, quindi bò...).

sicuramente mi capiterà di guardarlo, come altri suoi, però manca quel qualcosa che una volta faceva suonare il campanello "è un film di spielberg, DEVO vederlo!".

Credo che sia una cosa anche anagrafica, ci sono davvero pochi autori che invecchiando hanno mantenuto quel quid creativo che li ha portati nell'olimpo, Spiebelg ne è un esempio anche se  se a cava ancora molto bene dietro alla camera da presa per altri la cosa anche piu catastrofica(Qualcuno ha nominato Lucas? ), però noto che non è solo un fenomeno che tocca il cinema, se andate a vedere le vecchie glorie dei comics vedrete che certi autori si sono letteralemente ridolti in uno stato pietoso(mi vengono in mente Miler e Byrne).

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O forse è una questione anagrafica del pubblico? :-)

 

O forse ancora anagrafica dello spirito del tempo.

 

Certo che la combo "infanzia" + "eighties" è una congiuntura tremenda in quanto a percezione di sense of wonder. ^^;

Modificato da Shito
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Secondo me a quello che fa Spierlberg da anni manca il 'sense of wonder', il suo canone e' sempre piu' andato a virare verso una ricerca di realismo tutto particolare. Resta la 'lirica' della narrazione, ma senza la ricerca di un quid di speciale e particolare verso cui incanalarla da' una sorta di impressione di 'compattezza' che magari non e' proprio nelle corde di Spielberg, resta troppo confinata all'interno del tema trattato (vedi ad esempio Munich)

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Credevo che il sense of wonder fosse appunto un modo di fascinazione prettamente infantile, e che gli ottanta fossero anni bambinosi proprio perché pieni di sense of wonder nello spirito del tempo. Per questo dicevo della combo esponenziale.

 

Tipo quando ho detto a mia madre, chiacchierando, che:

 

"Beh, da anni ormai nessuna narrazione mi interessa pe sé. Se non rintraccio un'intento comunicativo del narrratore condotto *tramite* la narrazione, cosa mi importa della finzione?"

 

lei ha risposto:

 

"Beh, è naturale, non hai più 15 anni."

 

Credo avesse infatti ragione.

Modificato da Shito
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No, le raccontiamo ai bambini per stupirli e affascinarli mentre gli veicoliamo un contenuto educativo, e agli adulti per veicolare un messaggio comunicativo senza aver più bisogno di orlare di miele il calice dell'amaro assenzio. ^^

 

Tutto il resto non è che narrativa escapista e/o sedativa, ovvero ignobile passatempo, no?

 

Ma sono davvero solo le mie concezioni delle cose, lo so. ^^;

Modificato da Shito
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O forse è una questione anagrafica del pubblico? :-)

 

O forse ancora anagrafica dello spirito del tempo.

 

Certo che la combo "infanzia" + "eighties" è una congiuntura tremenda in quanto a percezione di sense of wonder. ^^;

 

Ciò che dici è  vero , ma hai dimenticato un altra variabile importantissima

 

 

 

forse in più di 30 anni di carriera hanno esaurito  la loro vena artistica e non sanno più che cavolo inventarsi di buono per stupire il pubblico.

 

 

Cosa che a ad alcuni colleghi più giovani e desiderosi di successo riesce invece benissimo.

 

 

Credevo che il sense of wonder fosse appunto un modo di fascinazione prettamente infantile, e che gli ottanta fossero anni bambinosi proprio perché pieni di sense of wonder nello spirito del tempo. Per questo dicevo della combo esponenziale.

Credo che quello tu chiami sense of wonder, negli anni 80 era invece l' impennata economica di benessere che quel decennio ha dato.

Tutto sembrava possibile,  i soldi giravano in grandi quantità , e  questo stato di eccitazione collettiva forzata ha caricato un po tutti gli ambienti creativi/artistici.

Abbiamo bruciato tante di quelle idee in quegli anni  che potevano bastare per 2 decadi, non una.

Modificato da Zio Sam
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Credevo che il sense of wonder fosse appunto un modo di fascinazione prettamente infantile, e che gli ottanta fossero anni bambinosi proprio perché pieni di sense of wonder nello spirito del tempo. Per questo dicevo della combo esponenziale.

Credo che quello tu chiami sense of wonder, negli anni 80 era invece l' impennata economica di benessere che quel decennio ha dato.

Tutto sembrava possibile,  i soldi giravano in grandi quantità , e  questo stato di eccitazione collettiva forzata ha caricato un po tutti gli ambienti creativi/artistici.

Abbiamo bruciato tante di quelle idee in quegli anni  che potevano bastare per 2 decadi, non una.

 

Non erano la stessa cosa, erano l'uno l'effetto dell'altro.

 

L'impennata economica, il baby boom, il consumismo del benessere diffuso -> postmodernità, ovvero bambagia, baloccamento generale, individualismo, narcisismo, e poi ancora prolungamento indefinito della 'psiche' infantile. Sai cosa significa.

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Ma ci sono dei combattimenti? 8)

Mi fà ridere che  si pensi che  XIII emendamento sia stato comprato , gli scilipoti sono sempre esistiti .

Vi era una minoranza di zeloti che pensavano che la schiavutu' fosse peccato, al resto non glele poteva frgare di meno .

E' stata una genialata dei nordisti il trasformare la guerra civile in guerra giusta contro la schiavitu', ma lo hanno fatto dopo la vittoria a gettysburg.

Poi grazie al beep tutti li stati nordisti tranne maryland, kentacky e missouri non avevano manodopera schiavista gli bastavano gli immigrati europei da licenziare  ...

Me lo vedro' con molta calma , ma speravo in qualche battaglia :frown:

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Credo che quello tu chiami sense of wonder, negli anni 80 era invece l' impennata economica di benessere che quel decennio ha dato.

Tutto sembrava possibile,  i soldi giravano in grandi quantità , e  questo stato di eccitazione collettiva forzata ha caricato un po tutti gli ambienti creativi/artistici.

Abbiamo bruciato tante di quelle idee in quegli anni  che potevano bastare per 2 decadi, non una.

 

No.

 

Ma ci sono dei combattimenti? 8)

Mi fà ridere che  si pensi che  XIII emendamento sia stato comprato , gli scilipoti sono sempre esistiti .

Vi era una minoranza di zeloti che pensavano che la schiavutu' fosse peccato, al resto non glele poteva frgare di meno .

E' stata una genialata dei nordisti il trasformare la guerra civile in guerra giusta contro la schiavitu', ma lo hanno fatto dopo la vittoria a gettysburg.

Poi grazie al beep tutti li stati nordisti tranne maryland, kentacky e missouri non avevano manodopera schiavista gli bastavano gli immigrati europei da licenziare  ...

Me lo vedro' con molta calma , ma speravo in qualche battaglia :frown:

 

ha sullo sfondo qualche battaglia, come all'inizio (ma intendo proprio sullo sfondo), poi si svolge tutto 'indoor' ^^

 

No, le raccontiamo ai bambini per stupirli e affascinarli mentre gli veicoliamo un contenuto educativo, e agli adulti per veicolare un messaggio comunicativo senza aver più bisogno di orlare di miele il calice dell'amaro assenzio. ^^

 

Tutto il resto non è che narrativa escapista e/o sedativa, ovvero ignobile passatempo, no?

 

Ma sono davvero solo le mie concezioni delle cose, lo so. ^^;

 

Ok non raccontiamo piu' storie e facciamo lezione su testi di antropologia criminale (cel'ho) e medicina legale (cel'ho).

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No.

 

Il sense of wonder per me è quello degli anni 20, 30 , 40, 50 : a cominciare dai 60  in poi  il sogno si è incrinato e si è ricercato sempre più realismo e cinismo nelle storie ( che sono  l' inverso del sense of wonder), che ha poi  infettato la narrazione tutta, in qualsiasi media.

Dopodiché negli anni 90 si è come  ritornati a qualcosa di più fantasioso, di mero entertainment, come se l'abbuffata di realismo e cupezza  degli anni 80 avesse rotto gli zebedei.

Adesso però mi sembra che siamo a una via di mezzo tra uno e l' altro ...

Modificato da Zio Sam
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No, le raccontiamo ai bambini per stupirli e affascinarli mentre gli veicoliamo un contenuto educativo, e agli adulti per veicolare un messaggio comunicativo senza aver più bisogno di orlare di miele il calice dell'amaro assenzio. ^^

 

Tutto il resto non è che narrativa escapista e/o sedativa, ovvero ignobile passatempo, no?

 

Ma sono davvero solo le mie concezioni delle cose, lo so. ^^;

 

Ok non raccontiamo piu' storie e facciamo lezione su testi di antropologia criminale (cel'ho) e medicina legale (cel'ho).

 

Come si vede dal quoting, non è affatto quello che ho scritto e inteso io. In nessun modo.

 

A me il tuo sembra piuttosto un alibi con iperbole inversa per giustificare la propria continuata voglia di 'fascinazione infantile' anche in età adulta.

Come quanto facendo un discorso serio la gente per scansalo ti epitet con "eeeh, ma questa è filosofia!".

O come quando dici che tutti dovrebbero pagare le tasse, e ti dicono "eeeh, e allora lasciamoci morire di fame".

Iperbole inversa per negare qualcosa. Un espediente retorico spesso inconscio, specie quando propone alibi.

 

Sarà cetamente solo una mia impressione, sul tuo messaggio, ma di sicuro io non dicevo né implicavo quanto tu fingevi di assumere dalle mie parole, no. ^^;

Modificato da Shito
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No.

 

Il sense of wonder per me è quello degli anni 20, 30 , 40, 50 : a cominciare dai 60  in poi  il sogno si è incrinato e si è ricercato sempre più realismo e cinismo nelle storie ( che sono  l' inverso del sense of wonder), che ha poi  infettato la narrazione tutta, in qualsiasi media.

Dopodiché negli anni 90 si è come  ritornati a qualcosa di più fantasioso, di mero entertainment, come se l'abbuffata di realismo e cupezza  degli anni 80 avesse rotto gli zebedei.

Adesso però mi sembra che siamo a una via di mezzo tra uno e l' altro ...

 

Sapro' ancora quanto intendo dire e il mio 'no' era legato all'affermazione precedente.

 

No, le raccontiamo ai bambini per stupirli e affascinarli mentre gli veicoliamo un contenuto educativo, e agli adulti per veicolare un messaggio comunicativo senza aver più bisogno di orlare di miele il calice dell'amaro assenzio. ^^

 

Tutto il resto non è che narrativa escapista e/o sedativa, ovvero ignobile passatempo, no?

 

Ma sono davvero solo le mie concezioni delle cose, lo so. ^^;

 

Ok non raccontiamo piu' storie e facciamo lezione su testi di antropologia criminale (cel'ho) e medicina legale (cel'ho).

 

Come si vede dal quoting, non è affatto quello che ho scritto e inteso io. In nessun modo.

 

A me il tuo sembra piuttosto un alibi con iperbole inversa per giustificare la propria continuata voglia di 'fascinazione infantile' anche in età adulta.

Come quanto facendo un discorso serio la gente per scansalo ti epitet con "eeeh, ma questa è filosofia!".

O come quando dici che tutti dovrebbero pagare le tasse, e ti dicono "eeeh, e allora lasciamoci morire di fame".

Iperbole inversa per negare qualcosa. Un espediente retorico spesso inconscio, specie quando propone alibi.

 

Sarà cetamente solo una mia impressione, sul tuo messaggio, ma di sicuro io non dicevo né implicavo quanto tu fingevi di assumere dalle mie parole, no. ^^;

 

Hai perfettamente ragione non parlavi di Antropologia Criminale o di Medicina Legale.

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E neppure parlavo di alcuna forma espreissiva di intrinseca o esplicita intenzione istruttiva.

 

Parlavo di fare narrazioni (storie, in qualsiasi forma) solo quando si ha qualcosa da comunicare con esse.

 

Tipo: per i più piccoli 'delectando docet' (si diceva così?), per i più grnadi anche il generico 'delectando' non dovrebbe intendersi come necessario. Non che lo si debba spregiare per sé, intendiamoci. Dico che si dovrebbe spregiare il 'delectando' fine a sé stesso, perché quello è stordimento evasivo, crapula, sedazione.

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Anche qui, stai assumendo tu cose da me non dette. Né implicate.

Non ho citato l'autore che citi, in alcun modo, neppure tangenzialmente. Fermo restando che sì, c'era stata una deviazione del discorso centrale, senza dubbio.

 

Mi chiedo cosa c'entri questo col mio 'non sapere di cosa parlo', ma suppongo che ti volessi leggere scriverlo. ^^;

Modificato da Shito
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