Vai al contenuto

Kaze Tachinu\Quando si alza il vento (A-Bomb)


Roger

Messaggi raccomandati

A me risultano questi numeri qui (inglese+valuta dollaro per via della fonte)

 

Ponyo - $1,013,560
Arrietty - $808,392
Spirited Away - $804,985
Laputa - $725,189
Wind Rizes - $674,464
Howl'sMoving Castle - $654,934
Tales of Earthsea - $199,415
(distribuito pero' in circa solo 30 sale)
Link al commento
Condividi su altri siti

  • Risposte 87
  • Created
  • Ultima Risposta

Top Posters In This Topic

Shu: sono sicuramente tutti molto sbagliati. Ponyo ha incassato molto meno. Si alza il vento è a ridosso del milione di euro. Howl ha incassato più di Laputa.


Io non sono nemmeno riuscito ad andare a vederlo... fosse stato fuori non dico un mese, ma almeno una settimana in più...

 

Peccato!

 

Purtroppo, si è ormai dimostrato che per certi film il "tempo limitato" porta PIU' persone al cinema che la distribuzione plenaria. Ovvero, per X persone che sarebbero andate ma non ci riescono per i pochi giorni, ce ne sono Y che ci vanno solo perché "OMG è un evento, è limited, non voglio perderlo11!1!1!", dove Y è >>> di X.

 

Certo dopo un po' che ti applichi al rilevamento delle logiche di mercato la sociologia umana scivola verso l'etologia...

 

...per me, è una forma di reminiscenza liceale. ^^;

Link al commento
Condividi su altri siti

 

A me risultano questi numeri qui (inglese+valuta dollaro per via della fonte)

 

Ponyo - $1,013,560
Arrietty - $808,392
Spirited Away - $804,985
Laputa - $725,189
Wind Rizes - $674,464
Howl'sMoving Castle - $654,934
Tales of Earthsea - $199,415
(distribuito pero' in circa solo 30 sale)

 

Facendo la somma dei quattro numero postati da Garion, il totale per Kaze Tachinu è molto più alto di quello riportato lì.:sisi:

Link al commento
Condividi su altri siti

Io non sono nemmeno riuscito ad andare a vederlo... fosse stato fuori non dico un mese, ma almeno una settimana in più...

 

 

Tranquillo, comprerai il blu-ray e un bello schermo piatto da 100 pollici.

E non avrai la rottura di avere gente che portano bambini che piangono, il vicino che ti sbrodola adosso il popcorn etc...  :giggle:

Link al commento
Condividi su altri siti

(Boxofficemojo e' una delle poche fonti quasi del tutto attendibili del web, e non ho mai registrato enormi scostamenti reali dalle cifre indicate)

 

(Che poi, giustamente si debba fare marketing alla bisogna, non ci metto parola)

 

Parlo delle cifre reali, interne. ^^;

 

Niente marketing.

Link al commento
Condividi su altri siti

Il "secondo fratello" (ni-nii-sama) è il modo in cui Kayo chiama Jirou perché hanno anche un fratello ancora maggiore. Il film non lo ritrae, ma lo cita quando Jirou da bimbo dice "mio fratello mi presta il vocabolario", all'inizio.

 

E' insomma un nomignolo forse un po' vezzeggiativo ad uso della sorellina: Ni è "due" sia in scrittura che pronuncia, mentre "Nii" è "fratello maggiore". Lo chiama proprio "secondo fratello[ne]". Quando è bambina, gli da del voi (usa il -sama) in giapponese, poi da ragazza e adulta non più, diventa paritetica nel colloquio, salvo quando gli fa le congratulazioni ufficiali per il matrimonio: torna il "sama" e quindi torna il "voi".

 

Su questo dettaglio avevo condotto una verifica di intendimenti con Ghibli, che confermandomi il tutto mi hanno specificato che loro stessi l'avevano già chiesto a Miyazaki in persona. :-)

 

E' un dettaglio che colpisce in molti. Se vuoi la mia personale opinione, credo che M. l'abbia fatto apposta per far sapere che NON aveva inteso cambiare il dato rispetto la biografia dell'Horikoshi reale (che era appunto secondogenito), pur non mostrando mai il primogenito della famiglia.

 

 

Innanzitutto, in italiano non si usano le parole fratello o sorella per rivolgersi ad altri (non fanno testo i neri dei film d'azione americani), quindi usare un'espressione simile "perché ci sta nell'originale" non è corretto (infatti i giapponesi quando traducono testi in lingue europee in giapponese aggiungono i vari prefissi tipici della loro lingua anche se negli originali, per ovvi motivi, non ci sono: se non lo facessero gli suonerebbe tutto bislacco, come appunto a noi suona bislacco "secondo fratello").

 

Ma a parte quello, "secondo"? "Volontà di far sapere che non aveva inteso cambiare blablabla"? Su serio? Vabbé, "riconosciamogli almeno la fantasia"...

Poi però uno si ferma un attimo a pensare e 二郎 ----> 二(郎)兄さん/様 ----> 二兄さん/様 con naturale cambio della pronuncia di 二.

Sì, lo so, ora sicuramente ti arriverà un telegramma di Miyazaki in persona che confermerà che la tua traduzione è la sola corretta in tutto il mondo, precisione geometrica applicata alle lingue e via dicendo, però ecco, volevo dire che tra "il paese di noialtri", "secondo fratello" e via dicendo, di perle di saggezza ne hai regalate a profusione anche stavolta.

Link al commento
Condividi su altri siti

Cosa c'è di difficile da capire in:

 

Su questo dettaglio avevo condotto una verifica di intendimenti con Ghibli, che confermandomi il tutto mi hanno specificato che loro stessi l'avevano già chiesto a Miyazaki in persona. :-)

 

?
 

 

Poi però uno si ferma un attimo a pensare e 二郎 ----> 二(郎)兄さん/様 ----> 二兄さん/様 con naturale cambio della pronuncia di 二.

 

 

Ovviamente era l'altra opzione di interpretazione e resa che ho discusso con Ghibli. Non è che non sia stata valutata, anzi. Ho proprio chiesto io stesso: "Kayo chiama proporio Jiro come "secondo fraello maggiore", o come "Fatello Maggio Ni" da 'Ji(rou)'.

 

Mi è stato confermato e poi ancora confermato una seconda volta il primo caso. :-)

 


Ma a parte quello, "secondo"? "Volontà di far sapere che non aveva inteso cambiare blablabla"? Su serio? Vabbé, "riconosciamogli almeno la fantasia"...

 

 

No, lì era una mia "personale opinione" (appunto l'ho scritto, difficile anche questo da leggere? :D ). Una supposizione del tutto oziosa, nulla che abbia determinato nulla, una nota a posteriori tra noi.

La scelta reale è stata fatta in conformità da quanto indicato dallo studio. Sì, proprio loro.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

  • 7 months later...

Visto che lo si citava in un altro thread me lo sono visto.

 

Prima cosa da precisare: il film è storicamente accurato per tutto quello che non riguarda il protagonista. Sul protagonista ci sono molti dubbi.

 

E' risaputo che Nahoko viene dal romanzo Kaze Tachinu che dà il nome del film, come pure la storia della costola di sgombro. La moglie di Horikoshi non aveva la tubercolosi, e gli ha dato 5 figli, di cui almeno 2 prima della seconda guerra mondiale.

 

Dal nome Jiro uno può capire che si tratta del secondo figlio, e in questo senso pure nel film Miyazaki ha dovuto perlomeno menzionare una volta il fratello maggiore. Nei fatti esisteva il fratello maggiore, ma non la sorella minore Kayo, un'invenzione di Miyazaki.

 

Ho sentito pure che Honjo era il senpai di Horikoshi e non viceversa.

 

L'ebreo Castorp, similmente a Nahoko, viene dal romanzo da lui stesso citato.

 

Caproni non lo sognava di sicuro da piccolo, perché da bambino non era interessato agli aerei. Scelse aeronautica solo all'università.

 

A Shito piace molto dare significato alla scena in cui sua madre gli dà la merenda nonostante lui faccia a botte con altri ragazzi, ma in realtà pure quella mi sa di invenzione. Sembra che Jiro non fumasse neppure. E' accurato il fatto che Jiro fosse solito fantasticare, il che è un particolare altamente significativo per me, ma da a qui comprendere il cosidetto otakuzoku ce ne corre. Tanto per dire, per il primogenito di Jiro a suo padre non piaceva così tanto lo zero perché lo associava a ricordi tristi.

 

E così via.

http://the-artifice.com/the-wind-rises-2013-fact-fiction/

 

Alla fine il protagonista del film non è Jiro Horikoshi, bensì Hayao Miyazaki. Il che ha senso, visto che nel manga Jiro ha la faccia di un maiale, che già in Porco Rosso era simbolo di Miyazaki. Non era mai intesa essere una biografia fedele. Peraltro è evidente dappertutto il timore di Miyazaki che il film possa diventare propaganda nazionalista, ma non gli scuso comunque relazioni umane di stampo disneyano.

Link al commento
Condividi su altri siti

Mi piace molto leggere i post di Vegeta. Perché si vede che si documenta sempre.

 

Nel film in effetti Honjo sembra un po' più grande di Jirou, eh.

 

Cmq sì, non è una cosa di storia. E' un romanzo storico. Viene da uno degli 'appunti trasognati' di Miyasan, ed è un suo vagheggiamento, dove mi pare che l'autore proietti sé stesso sul protagonista, mettendoci pure un po' di suo padre - con la memoria del quale era in corso di riconciliazione durante la realizzazione del film.

Link al commento
Condividi su altri siti

Alla fine il protagonista del film non è Jiro Horikoshi, bensì Hayao Miyazaki. Il che ha senso, visto che nel manga Jiro ha la faccia di un maiale, che già in Porco Rosso era simbolo di Miyazaki. Non era mai intesa essere una biografia fedele. Peraltro è evidente dappertutto il timore di Miyazaki che il film possa diventare propaganda nazionalista, ma non gli scuso comunque relazioni umane di stampo disneyano.

Ma a me non pare affatto che nel/nei film di Miyazaki vi siano relazioni umane di stampo Disneyano (anche perché non vi è nulla nei suoi personaggi che richiama quel modello fasullo e compiacente).

Nei suoi film risaltano spesso personaggi positivi, energici e a volte tutto il contrario. E cioè vili, meschini ed opportunisti. Ma mai fasulli e compiacenti nei confronti del pubblico come nei film Disney. Pensa al Conte di Cagliostro che a me pare il tipico villain da film di Errol Flynn. Ecco, a me Miyazaki appare estremamente classico nel presentare drammi umani, ma un classico quasi derivante dalla vecchia Hollywood. Anzi, io mi azzardo ad affermare che Miyazaki , volente o nolente, sia quasi anti-disneyano.

Link al commento
Condividi su altri siti

La prima parola che mi è venuta in mente era "disneyano". Elaborando, tirerei fuori "fiabesco". Elaborando ancora, la parola che salta fuori è "moe". Il moe delle origini, la ragazza che suscita l'istinto protettivo, il che è diverso dalle loli sessualizzate che rappresentano il moe odierno.

 

E' un bizzarro connubio questo romanzo implicitamente platonico in una storia che richiama, ovviamente senza gusto macabro, la dura realtà della guerra. In altri film la cosa funziona perché hai dei ragazzi molto giovani. Qui si parla già di lavoro e matrimonio, è un po' meno convincente farli passare per dei totali sprovveduti che devono essere messi insieme da altri.

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
  • Navigazione Recente   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo