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Made in Japan - Il topic sulla musica Giapponese


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Ok lo so, il titolo, a parte la citazione di uno dei più grandi live di sempre, è un po' squallido. Ma non mi è venuto in mente altro.

 

Visto che in shout e in altri topic è capitato di parlare di musica giapponese e di solito da quegli scambi ne sono sempre uscito con qualche buona dritta, credo sia una buona idea avere un luogo dove approfondire e postare le proprie fisse/scoperte.  

 

Inauguro il topic con una delle mie canzoni giapponesi preferite in assoluto, Kaze wo Atsumete degli Happy End, che ho conosciuto, suppongo come molti altri, grazie al fatto che fosse presente in Lost in Traslation. È anche la canzone che fa da sfondo nel manga di Inio Asano "La Ragazza in riva al mare"

 

 

 

Il pezzo fa parte di un album, Kazemachi Roman (1971), che Rolling Stones Japan ha messo al primo posto nella classifica degli album giapponesi più importanti di sempre. Gli Happy End infatti sono senz'altro uno dei gruppi più importanti della musica nipponica, furono i protagonisti di quella che è chiamata la "controversia del linguaggio nella musica Rock Giapponese".

In pratica quando sull'onda dei Ventures prima e sopratutto dei Beatles con il tour del 1966 arrivò la musica rock in Giappone per alcuni anni ci furono band che scopiazzarono lo stile dei Beatles cantando in inglese (si chiamavano tutte con il" the" davanti). Cantando in inglese il genere però vedeva declinare il proprio successo e si creò un dibattito su quale fosse la lingua da usare nel rock in Giappone, alcuni sostenevano che per essere autentico rock doveva essere mantenuto in inglese, gli Happy End al contrario sostenevano che si potesse fare del rock cantando in giapponese e proprio con il successo di Kazemachi Roman dimostrarono di avere ragione. Quindi possono essere considerati i primi ad aver scritto della musica rock (più precisamente folk-rock) cercando di mantenere una sensibilità più giapponese. 

L'album da ciò che ho letto è un concept riguardo la Tokyo pre-Olimpiadi del 1964 che è stata spazzata via dal progresso. Purtroppo è uno dei quei casi in cui non capire i testi porta via molto dell'ascolto di un album.

Edited by Godai
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  • 2 weeks later...
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Eh, con Junko Yagami mi tiri fuori un bel pezzo da 90,  Tasogare no Bay City è un pezzone City Pop da manuale, da 4.20 a 4.40 c'è un esempio di dinamica pazzesco. Notevole anche Communication dall'alb

Ok lo so, il titolo, a parte la citazione di uno dei più grandi live di sempre, è un po' squallido. Ma non mi è venuto in mente altro.   Visto che in shout e in altri topic è capitato di parlare di

Agosto, il caldo, la quiete e le cicale e voglia di non muoversi da vicino al condizionatore mi fanno bumpare il post e visto il successo di Pchan Official Radio linko un po' di video di approfondimen

Volevo parlare brevemente di Kanno Youko.

 

Credo sia un'artista molto sopravvalutata. Credo sia una compositrice molto talentuosa, molto capace, ma raramente ho sentito nelle sue composizioni una intenzione espressiva poderosa. Ho più spesso sentito quello che mi pare il divertimento dell'esercizio di stile. Per questo, mi pare che il talento di Kanno Youko ben si presti a 'creare un ambiente musicale' intorno a un opera e a un concetto, ma difficilmente entri nel profondo delle componenti e dei significati delle opere che va a integrare.

 

Mi sembra quindi una musica d'uso (<- nome nobile delle "colonne sonore") molto appariscente e molto meno efficace.

 

C'è almeno un'eccezione, però, ovvero questa:

 

 

(a 1:30 è wow)

 

E' comunque Kanno Youko. Quindi si sentono le eco di qualcosa, come un "setting mentale" che l'autrice si è posto. In questo caso, cosa? Forse un po' di Adiemus e quelle cose lì, con i vocalizzi (qui dell'alter-ego Gabriela Robin).

 

Però è davvero imparagonabile a quello che fece ai tempi di Macross Plus, credo.

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  • 3 months later...

Toh la casualità. Questa estate cercando le canzoni originali di cui Tsuji Ayano ha cantato delle cover in un suo album mi imbatto in Downtown di EPO e da lì perdermi nel City Pop giapponese è stato davvero un passo, Tatsuru Yamashita è stata una delle ultime scoperte e sono andato discretamente in fissa con questo album qua:

 

https://www.youtube.com/watch?v=W9sxKjq44AA&t=1430s

 

Era già un po' che ascoltavo le radio smooth jazz, fusion e AOR, ma la sintesi che ne hanno fatto in Giappone con il City Pop mi piace molto di più, adoro il sound e gli arrangiamenti che creano.

 

Già che ci sono metto pure il link all'album della sopracitata EPO, davvero meritevole di ascolto.

 

 

Qui un bell'articolo sulla nascita del City Pop, naturalmente anche qui di mezzo ci sono Haruomi Hosono e gli Happy End, così tanto per ricollegarci al primo post. Comunque sì, era decisamente musica che rappresentava quel periodo storico in Giappone. 

Edited by Godai
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Di Yamashita apprezzo molto la vena funk, la sua voce e i giri di basso dei pezzi.

 

Interessante il dossier! E' stato scritto da una persona molto competente. :)

 

For You. Mica male. Il mio pezzo preferito lì dentro è Futari, un bel brano lounge dal mood anni '80 intenso.

 

Anche Down Town ha dei bei bassi.

 

Rimanendo sempre in tema, di solito ascolto anche questa roba qui:

 

http://vgmdb.net/album/59277

Edited by AkiraSakura
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  • 1 year later...

Bumpo il topic per segnalare una trasmissione di Radio 3 proprio sulla musica giapponese, in particolare sul folk-rock con venature psicadeliche che è anche un po' figlio della questione della "controversia del linguaggio nella musica Rock giapponese" di cui parlavo nel primo post. Degli artisti proposti conoscevo solo Yamasaki Hako. È sicuramente musica di non facilissimo ascolto, ma se si ha orecchie abituate alla psicadelia occidentale o anche più in generale a delle sonorità anni 70 si può apprezzare la commistione tra i suoni psicadelici e quelli della tradizione giapponese.

 

Ogni tanto sapere che i soldi che versiamo con il canone vanno anche a persone che propongono qualcosa di interessante fa piacere. 

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  • 5 months later...

Agosto, il caldo, la quiete e le cicale e voglia di non muoversi da vicino al condizionatore mi fanno bumpare il post e visto il successo di Pchan Official Radio linko un po' di video di approfondimento sul City Pop. Del resto è estate e non c'è periodo migliore per ascoltare un lontano eco di benessere consumista che non c'è più. 

 

Qui lo stesso ragazzo che gestisce la radio fa un ottimo sunto della storia del City Pop 

Lui stesso racconta di come è arrivato a questo genere tramite la vaporwave, in effetti il revival improvviso di un genere di 30 anni fa di un altro continente è dovuto proprio all'utilizzo massiccio che le canzoni city pop hanno avuto nella corrente del Vaporwave e anche del Future Funk. La Vaporwave in piena crisi economica, distorce, rallentando, brani degli anni '80 e 90' dandoci una visione malinconica e distorta su un'epoca di grandi illusioni e di ipertrofico benessere che ad oggi pare così distante. Cosa poteva di esserci di meglio di un genere nato nella bolla economica giapponese degli anni '80? Ben poco, infatti nomi di artisti giapponesi fin lì conosciuti solo da pochi cultori iniziano a diffondersi. Capita quindi che youtube inizi a consigliare questo video che ad oggi conta 15 milioni di visualizzazioni  e che il bel faccino della Takeuchi sia diventato anche un meme. La Takeuchi è anche la moglie di Tatsurou Yamashita, padre del City Pop e autore di alcune sue canzoni. Un matrimonio davvero fruttuoso che al contrario di quanto accade spesso nello showbusiness dura ancora oggi

 

update ottobre 2018: 20 milioni di visualizzazioni

update dicembre 2018 a 24 milioni di views il video è stato rimosso per controversie sull'immagine in seguito ricaricato, perdendo le visualizzazioni ed un immagine ormai iconica

update Giugno 2019: Dopo aver risolto la controversia con Alan Levenson l'autore della foto che lamentava di non aver mai avuto riconosciuto dalla Warner Bros i crediti del suo lavoro, la versione storica dle video è ritornata. Ormai è un pezzetto di storia di Youtube. Ah e ha raggiunto 25 milioni di views

Ah sempre update di Giugno, Plastic Love avrà un video ufficiale dopo più di 30 anni dalla sua pubblicazione, in occasione di un best of della Takuchi. Per ora c'è una versione breve, ma quando ci sarà quella completa mi pare giusto visualizzare quella per dare il giusto tributo e riconoscimento a questa artista.

E qui un altro video per chi vuole saperne di più.

 

 

 

Un altro video sempre su Plastic Love che ne sviscera proprio la struttura musicale cercando di capire quale possano essere stati gli elementi che hanno portato a questo incredibile successo un pezzo giapponese del 1984 che neanche fu una hit della Takeuchi ai tempi.

 

 

 

Intanto dal Giappone, mi è arrivata un po' di scorta...

 

gallery_317_86_92781.jpg

Edited by Godai
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Interessante.

 

Come si diceva di la', secondo te quest'altro canale (quello e' sempre aperto) che ha la dicitura 'the end' a cosa si riferisce?

 

 

Intro by Lady Keikei

Margarita Yurie Kokubo

Complication Shakedown - 佐野元春

冷たい雨 - 池田典代

Hot Shot - Tatsuro Yamashita

Sweet Surrender - Hidecki Saijo

Weekend Lover - Chocolate Lips

Dancing Blue - Anri

Imagination - Junko Yagami

Yumedono - 大村憲司

August Rain - Toshiki Kadomatsu

Losing You - 黒住憲五

Mercury Lamp - Anri

Can't Say Goodbye - Tomoko Aran

 

questa e' la lista dei brani

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  • 4 weeks later...

Rimpolpato un po' il post sul City Pop e Plastic Love con qualche informazione e video in più.

 

Già che ci sto posto un album che è stato un po' il papà di quel genere lì

 

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In merito al CityPop, mi torna sempre in mente quell'OVA lì di cui parlai un tempo, Machikado no Meruen ~ Radio City Fantasy.

 

E Creamy Mami, ovviamente. In particolare non Mami stessa, ma Ayase Megumi. Good Luck!

 

Ah, anche lì c'è "I can't say bye-bye". :-)

 

La cosa bella di Creami Mami è che fin dall'inizio sai che è solo un giro in giostra, perché ha una durata. Un anno. Poi finisce. E dopo i primi momenti di dolcezza piena è già anticipazione dell'amarezza della fine. Tipo i fuochi d'artificio, per me. Il padre di Sasshi mi viene incontro in un quartiere natale raso al suolo, ma non dalla guerra.

 

E' proprio vero che la vita umana riesce a essere pienamente gioiosa solo in quegli sciocchi momenti in cui si inganna di essere eterna, immortale... eh, Giampaolo?

 

Alla fine si torna sempre a Beautiful Dreamer.

 

O a Arren e Therru, volendo. "Dire di voler vivere per sempre, o che vivere e morire non fa differenza sono proprio la stessa cosa: solo paura di vivere l'unica vita che ci è data".

Edited by Shito
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Questi giorni mentre approfondivo la mia conoscenza sulla  discografia della Takeuchi (mai fermarsi ad un solo album, mai) vado a scoprire che pubblicò un album di cover "My Longtime Favorites" dove vi sono ben 3 canzoni italiane, due delle quali proprio cantate nella nostra lingua, Non ho l'età e L'amore ha i tuoi occhi (che scopro poi essere stata anche cantata da un'artista giapponese ad un festival di Sanremo) e una adattata in giapponese, Un buco nella sabbia. L'album è qui e i pezzi sono nell'ordine a 11.07 - 20.03 - 25.29. 

 

Mi è venuta in mente la storia di Ue o muite arukou di Sakamoto Kyu, a mio avviso uno dei pezzi più belli che abbia ascoltato di musica giapponese, che nel  1963 ebbe un grande successo negli Stati Uniti con il tremendo titolo "Sukiyaki" , mi capitò di ascoltare anche la versione italianizzata di Claudio Villa dove Sukiyaki diventa una ragazza (sic). Lì per lì e per anni pensai che la cover italiana fosse figlia del successo della canzone in America.  Ma mettendo anche in conto i tremendi pezzi cantati in giapponese da alessandra mussolini e del grande successo che nel sol levante i grandi gruppi di progressive rock italiano ancora hanno, mi è venuto il dubbio però che ci fosse una connessione musicale più profonda tra Italia e Giappone. In effetti così è, chi ha un minimo di conoscenza della musica degli anni 60 e 70 sa benissimo che moltissimi artisti italiani esportavano i loro album in Giappone, tenevano concerti e cantavano anche nella loro lingua. Io ne ero all'oscuro e l'ho scoperto oggi e in questa pagina  c'è un elenco abbastanza ampio di artisti italiani che hanno inciso brani in giapponese. Scopro quindi che Claudio Villa ha cantato in giapponese già dal 1961 e forse quella cover di Sukiyaki non era solo dovuta al successo della versione americana e che tra i pezzi che abbiamo esportato ci sono proprio le tre canzoni di cui ho parlato inizialmente.

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Io ho conosciuto Ue wo Muite Arukou con Miyazaki Gorou.

 

Devo dire che canticchiarla a Yokohama aveva poi un sapore speciale.

 

Brutto disastro aereo, btw. Altro che La Bamba.

Edited by Shito
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Sarà che sono un lolicon ma devo ammettere che le BabyMetal mi piacciono parecchio (e neanche mi frega niente del metal):

 

 

Poi ho trovato questo:

 

 

Cover di un originale dei Vapors prodotto da Murakami Takashi, non so se ne è già parlato in passato.

Trovo comunque curioso come la concezione che si ha di un paese cambi nel corso del tempo, nel video originale del 1980 c'erano solo Geishe e Samurai.

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Quando la ascoltai su "La collina dei papaveri" già la conoscevo e fu abbastanza soddisfacente fischiettarla. Insieme ad un altro grande brano di Sakamoto "Miagete Goran Yoru no hoshi wo" è davvero un pezzo storico lì in Giappone. Me ne resi conto quando la Suntory usò proprio questi due pezzi per una campagna benefica dopo la tragedia del maremoto del 2011. Le canzoni vengono cantate da molti artisti un po' a la "We are the world".

 

 

Credo sia stata davvero una grande perdita umana e artistica per i giapponesi, Sakamoto, per chi non lo sapesse, morì in un disastro aereo nel 1985

 

Kobayashi, le Babymetal sono state anche un mio guilty pleasure, la fusione di due cose così agli antipodi devo dire che gli è riuscita bene. Ma dopo un po' stufano, poi dei pezzi più recenti non hanno azzeccato uno (più che altro chi scrive per loro).

Edited by Godai
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Kobayashi, le Babymetal sono state anche un mio guilty pleasure, la fusione di due cose così agli antipodi devo dire che gli è riuscita bene. Ma dopo un po' stufano, poi dei pezzi più recenti non hanno azzeccato uno (più che altro chi scrive per loro).

Le Babymetal le ho scoperte da poco e sono ancora nella fase dell'innamoramento spinto.

Poi io tendo ad essere un otaku monomaniaco quindi...

 

 

Una stranza combinazione fa sempre associare Kristen Dunst a tutte le cose che mi disgustano di più.

 

O forse è lei.

Mi pare di ricordare che Eternal sunshine of a spotless mind ti piacesse però.

Ma ammetto che di suo ho visto solo quello e la trilogia dell'uomo ragno.

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L'eterno splendore dell'immacolata mente, per chi come me ama colei che amò l'autore de la Historia Calamitatum Mearum, nonché il poeta che la cantò, è molto bello. Se si capisce il buono in Nietzsche, poi. Ma la Dunst era nella melodia la nota più greve, insieme all'attore con l'ineluttabile esoftalmo, non effetto speciale come i suoi piedi grossi altrove.

Edited by Shito
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Ma posso chiederti cosa trovi di particolarmente sgradevole nel video che ho postato?

Io ho sensazioni piuttosto ambivalenti a riguardo. Diciamo che lo trovo attraente e schifoso allo stesso tempo.

Ma immagino voglia essere una parodia dei weeb, che credono che sia sufficiente imitare gli aspetti più appariscenti della cultura giapponese per essere come loro.

Da qui una trentenne occidentale vestita da majocco, immagino.

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Puoi chiedermelo, ma la risposta non può che rimandare a una genuina sensazione di disgusto simile al vomito incombente, uno stato sensoriale in alcun modo accompagnato da alcun sensazione di attrattiva, come quando guardo una cosa in decomposizione, marcita, maleodorante o livida. Chiaramente una cosa del tutto soggettiva e personale, che si esprime in genere nel verso senso di termini quali "ripugnante", o "voltastomaco" - ormai usati in modo generalmente retorico, ma pure dapprima portatori di significati precisi e pressoché sensoriali.

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  • 1 month later...

Ma il problema non è l'essere ottantina, non è che sia un difetto intrinseco, è che è un pop ottantino scialbo che scimmiotta lo stile nipponico senza metterci niente. Se un artista straniero canta qualcosa in un'altra lingua deve metterci qualcosa di suo che crei un ibrido (cosa difficile). Nel caso dei pezzi della mussolini a questo punto preferisco ascoltarmi una idol semi-sconosciuta con un solo singolo di successo, almeno è pienamente nello stile di quel genere.

 

Visto che siamo rimasti in tema di artisti giapponesi che cantano canzoni giapponesi o viceversa butto là un altro esempio.

 

Qui si tratta niente meno che di Ray Charles che reinterpreta un pezzo dei Southern all stars. Anche se il pezzo in questione non è propriamente nipponico e che un paragone tra la mussolini e Ray Charles è impensabile credo che possa spiegare quello che dicevo sopra. 

 

 

Qui il pezzo originale dei Southern All Stars:

 

 

 

E qui la versione di Ray Charles, che venne registrata per uno spot della Suntory e che fu uno dei pezzi cantanti da occidentali più venduti in Giappone di sempre

 

 

 

Insomma, il tocco di Ray Charles si sente eccome. 

Edited by Godai
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