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Tetsuo

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1 ora fa, Chocozell ha scritto:

CR ha lo stesso problema di Netflix: la qualità dei sub. Non per niente ci hanno lavorato per diverso tempo warez che traducevano con GTranslate. Ora non ci sono più, ma la qualità continua a essere quella che è in molti casi. Imho traducono dall'inglese.

Sì, lo so (tra l'altro ho pure sbagliato a scriver nel post precedente e ho messo qualità dei titoli invece che dei sottotitoli), ma mi pare che ci sia almeno una traduttrice dal giapponese, l'ho sentita in un'intervista su animeclick insieme ad altri traduttori che lavorano per Dynit e Yamato

 

15 minuti fa, Den-chan ha scritto:

Godai, com'è l'edizione dell'Eufonio che hai? Sub Eng, immagino.

Sì sub eng, ma ora che vedo meglio è un edizione UK di All the anime, il logo di Crunchyroll sulla scatola mi ha confuso. 

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  • 11 months later...

Beh, direi che mai come ora potrebbe essere utile tirare fuori questo topic. Si parla di monopolizzazione del mercato degli anime in streaming (funi doko?). A meno di qualche colpo di genio, direi che ai nostri cavalieri (il "cav" è un caso) non rimane che diventare service con margini di autonomia in termini di gestione dei prodotti a livello hv. A questo punto si fa più concreta imho la possibilità che il discorso prenda piede. O quantomeno, ora avrebbe maggior senso di esistere forse.

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È una cosa che dico da tempo, agli editori italiani non rimane che proporsi come service per i colossi o eventualmente puntare ad un assorbimento, ammesso che Amazon & co. siano interessati ad acquisirli in toto (è più probabile che gli freghino i dipendenti). Tanto se le piattaforme fanno tutto, dai sub ai doppiaggi, l'edizione fisica è praticamente solo da stampare, non servono aziende terze che se ne occupino. O al contrario, se le piattaforme non sono proprio interessate all'home video, potrebbero essere aziende terze a proporsi di realizzarle pagando per l'utilizzo dei materiali, ma non vedo altre possibilità.

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1 hour ago, Kiba85 said:

È una cosa che dico da tempo, agli editori italiani non rimane che proporsi come service per i colossi o eventualmente puntare ad un assorbimento, ammesso che Amazon & co. siano interessati ad acquisirli in toto (è più probabile che gli freghino i dipendenti). Tanto se le piattaforme fanno tutto, dai sub ai doppiaggi, l'edizione fisica è praticamente solo da stampare, non servono aziende terze che se ne occupino. O al contrario, se le piattaforme non sono proprio interessate all'home video, potrebbero essere aziende terze a proporsi di realizzarle pagando per l'utilizzo dei materiali, ma non vedo altre possibilità.

a che pro assumere gente brava e formata quando puoi far fare tutto a neofiti che costano la metà tanto non  c'è alternativa per il pubblico?

Il service può essere una soluzione se abbinato al lavoro fatto per i collezionisti (ti lavoro la serie e nel frattempo la sparo fuori in versione lusso a tiratura limitata) anche perchè non so quanto le grandi multinazionali vogliano investire in strutture locali

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1 hour ago, Kiba85 said:

È una cosa che dico da tempo, agli editori italiani non rimane che proporsi come service

Ma in realtà già lo fanno. Almeno, Dynit ha già fatto da service (vedasi SAO 2 o i più recenti Kemono Michi e Kabukicho Sherlock), di Yamato non si hanno notizie esatte o concrete (ad esempio Lupin VI è Yamato, non Amazon. Amazon fornisce la piattaforma di distribuzione. Tipo Youtube). Il discorso era leggermente diverso on VVVVID, dove c'era una specie di partnership dietro.

1 hour ago, Kiba85 said:

Tanto se le piattaforme fanno tutto, dai sub ai doppiaggi, l'edizione fisica è praticamente solo da stampare, non servono aziende terze che se ne occupino.

Beh, la questione del kickstarter nasce per ovviare alla mancanza ( o alle mancanze) dei colossi dello streaming. Nel senso, se loro già lo portano al grande pubblico, gli editori dovrebbero portarlo a noi (possibilmente con una serie di vantaggi)

 

1 hour ago, Kiba85 said:

non sono proprio interessate all'home video, potrebbero essere aziende terze a proporsi di realizzarle pagando per l'utilizzo dei materiali, ma non vedo altre possibilità.

Ecco, questo sarebbe il punto.

Abbiamo visto che ai colossi dello streaming non frega di cosa e come arrivi. Non gli servono Dynit, Yamato o altri, tanto hanno già i loro studi affiliati che fanno il lavoro (con i risultati che conosciamo). A questo punto la soluzione ideale per gli editori (ideale per me, si intende. Magari ci potrebbe essere un'idea migliore) sarebbe quella di capire come guadagnare sull'unico "diritto" di cui non frega niente a quegli altri.

 

Modificato da Chocozell
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  • 4 weeks later...
On 11/3/2021 at 3:10 PM, Kiba85 said:

È una cosa che dico da tempo, agli editori italiani non rimane che proporsi come service per i colossi 

E ai colossi non rimane che rispondere loro picche dato che già ora riescono a gestire l'intera catena da soli, e vale sia per i generalisti (APV, Netflix, Disney+) sia per lo specializzato (Crunchyroll).
Il pubblico fruisce dello streaming in modo bulimico e acritico e questo richiede tempi di lavorazione rapidi, ergo tirarsi in casa gente esperta magari pretenziosa sarebbe come tirarsi la zappa sui piedi.
Btw, continuo a non capire per quale ragione un player che campa di streaming dovrebbe anche solo minimamente agevolare una qualsiasi edizione home video di un contenuto che crea per lui valore con le visualizzazioni che registra online.

@Choco: l'unico "diritto" di cui non frega niente a quegli altri è tale proprio perché non rende, come ci guadagni? ^^

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18 hours ago, Den-chan said:

Btw, continuo a non capire per quale ragione un player che campa di streaming dovrebbe anche solo minimamente agevolare una qualsiasi edizione home video di un contenuto che crea per lui valore con le visualizzazioni che registra online.

All'estero le edizioni home video degli anime di Chrunchyroll escono. Per esempio per Manga Entertainment.

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16 minutes ago, Garion-Oh said:

All'estero le edizioni home video degli anime di Chrunchyroll escono. Per esempio per Manga Entertainment.

Ma infatti secondo me continua a essere la fonte di introito principale di alcuni editori, a meno che non ricevano una percentuale sul numero di visualizzazioni (messo che funzioni come in Italia e quindi, chessò, la Dynit tedesca rivenda qualcosa a Netflix). Una volta coperte le spese di produzione, i soldi incamerati sono tutti di profitto/introito (ora tanto arriva @Lord Garache ci fa la lezione). Invece con gli streaming non hai nessun ritorno (Credo?)

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