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Alita: Battle Angel (Gunnm, Ganmu)


Roger

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Disse qualcosa di simile, e non ne era felice, anche Quentin Tarantino. Aveva a che fare con ficcare il suo pene in un N.E.S. - iirc. ^^

 

(sempre scusandomi per il delay sul mio vero reply)

Modificato da Shito
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Prima di rispondere seriamente a Shuji, che ringrazio per il bel dialogo, ci terrei a rimarcare che l'intervista che ho citato è stata rilasciata da Takahata nel 2008.

 

Direte "ma lui era anziano comunque". Vero.

 

Ma sappiate anche che la filastrocca/canzone chiave di Kaguya-Hime l'aveva composta lui di persona usando Vocaloid. ^^

 

E che l'uso del digitale in Ghibli l'aveva introdotto lui con Yamada-kun.

 

 

In questa scena del 1994, l'aereo e' fatto con software Renderman/Pixar.

 

Un anno circa prima, nel 1993 se non erro, Steven Spielberg aveva girato Jurassic Park, ed era circa dello stesso anno la serie tv Babylon V di Stracchino © ricordo il periodo in quanto per le due produzioni precedenti veniva usato il software Lightwave che da poco si era staccato dal videotoaster con la release 4 e veniva usato per le pre-produzione del primo e il rendering nel secondo.

 

Io avevo una licenza originale di Lightwave 4, con sparks per il movimento particellare e un altro soft Impact! per la simulazione della dinamica.

 

Un po' prima realizzavo oggetti 3d con le 3 proiezioni ortogonali a schermo quando ancora in una quadview si poteva avere solo una versione con 'hidden lines removing' e il lusso era scegliere per questa shading di gourad o phong; l'oggetto di qua sopra era una torre campanaria per una simulazione di impatto ambientale, qualche annetto prima che le chiamassero VIA.

(perche' appunto in proiezione frontale si sovrapponeva il modello con lo stato attuale)

 

Non e' quindi che sapere qualcosa detta da Takahata nel 2008 mi cambi il punto di vista, quando seguivo il tutto da 14 anni rispetto a quel periodo indicato.

 

Di piu', in 10 anni le cose sono cambiate con un rapporto quasi secolare di sviluppo (e gia' dal 1994 lo sviluppo era ben avanzato)

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  • 1 month later...

Per rispondere a Shuji, dopo tempo immemore, ho pensato a una versione molto redux del mio concetto. Auto tl;dr, versione autentica by Shitarello. Wowow.

 

Comprendo e sottoscrivo tutto il tuo discorso sullo stupore nella finzione.

 

Ma il punto è che, essenzialmente, io non penso che "lo stupore" sia il valore o il fine della finzione.

 

Penso che, giusto e solo nel caso della finzione rivolta ai più piccoli, possa al massimo essere uno strumento.

 

Di mio penso che il valore della finzione sia solo, solo, solo il suo contenuto significativo. Il messaggio comunicativo inteso da un emettitore (l'autore) al un ricevente (il pubblico).

 

Di mio ho sempre (bugia: "da tanto tempo") pensato che "se non ha un significato, non è umano".

 

Quindi per me "lo stupore", nella finzione per adulti, è balocco, fumo negli occhi, nonché appiglio di evasione ed escapismo.

 

Tutte cose che, sempre più e sempre più, disprezzo. E tendono a ripugnarmi, anche. Forse è per questo che, tendenzialmente, non sopporto quasi più l'animazione giapponese.

 

Kekkyoku, setsugyoushitakana?

 

Suppongo che il punto sia solo questo, ecco.

Modificato da Shito
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Attenzione, stupore non meraviglia.

 

http://www.letteratura.rai.it/articoli-programma-puntate/la-poesia-come-stupore/1435/default.aspx

 

 Aristotele afferma che la filosofia nasce dallo stupore (taumazein). Inoltre i primi filosofi greci, i presocratici, scrivevano "poeticamente". Qual è secondo te il rapporto tra poesia e filosofia? La poesia è uno strumento conoscitivo? O le due strade, magari unite all'origine, si sono giustamente divaricate e non si (devono) più incrociare?

 

 

Borges diceva, citando Chesterton: "tutto passerà, rimarrà solo lo stupore, lo stupore per le cose quotidiane". Borges e Chesterton (due poeti tra l'altro molto "filosofi"), ma accanto vengono in mente altri nomi, quelli di Whitman, della Dickinson e di Peguy... è lo stupore il filo rosso che tiene insieme queste così diverse personalità ed esperienze?

 

 

Damiani: Penso che lo stupore tenga insieme tutta la letteratura. Specialmente lo stupore per le cose quotidiane, le cose vicine

 

 

Non e' un tematica che ho inventato io, ma frutto di qualche centinaio di ore di corsi e di osservazioni negli anni.

 

E ripeto, Stupore, non Meraviglia.

 

p.s.

 

se cercate 'filosofia dello stupore', trovate delle belle tracce.

Ovviamente da 'esplodere'.

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Un po' capisco cosa intendi sottolineando questa differenza, forse. Dico forse, eh. In effetti, se mi parli di "meraviglia", mi viene in mente come quest'ambito semantico si sia ammalato - nella nostra lingua italiana - passando da indicare un sentimento, anzi un'emozione affine allo sgomento e all'atterrimento che si prova dinanzi al qualcosa di incomprensibilmente potente e tremendo dinanzi a noi, volendo un po' come il sublime di cui Kant parla ne La critica del giudizio (se ben ricordo), a un semplice stato della bellezza e della piacevolezza superiore persino al superlativo. Chiaramente il primo metro di questa misura è per Carroll, giacché "il paese delle meraviglie" di cui la sua Alice non è il paese delle gran figate, ma il regno di generalmente spaventose e ignote potenze meravigliose.

 

Questo per dire di "meraviglia", forse un senso e una sensazione andata un po' perduta nella modernità. Forse.

 

Quanto a stupore, mi verrebbe da dire che si tratti più di un momento emotivo quasi epifanico? Forse la differenza è questa?

 

Potrebbe essere semplicemente, nel dualismo che poi tracciavi, e che nella mia memoria data indietro soprattutto a Göthe e alla sua "risoluzione" tra l'animo del poeta ingenuo e del letterato filosofo, che io sono una persona tendenzialmente logica e prosaica. E difatti scrivo in questo modo pedante, nel quale tento di ficcare ogni tanto qualche colpo di teatro per cercare un effetto scenico emotivo, ma tanto anche se cerco inconsciamente assonanze sono sempre cose che puzzano di macchinoso, mi sa. Essendo formatomi in una idea logica molto smutandata (dico, alla francesina), ho cercato di bilanciare solo in seconda età questa mefitica, arida intellettualità formale con i balsami profumati di una cura lutherana vecchio stile, ovvero sentimento ed emozione. Ma continuo ad essere prosaico, tant'è che l'unica poesia che mi conquista è quella di Foscolo. Come un ragazzino, un liceale, un napoleonico, e quindi...

 

...sono sempre qui. Molta congettura e poca sensazione. La mia tendenza naturale è alla razionalizzazione sinanco del sentimento, come nella cosiddetta "psicoterapia razionale-emotiva", la cui esistenza accademica ho solo recentemente scoperto, salvo avere vissuto internamente secondo i suoi dettami da quando ricordo la mia autocoscienza essere emersa all'esistenza.

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  • 1 month later...
  • 2 weeks later...

天使が戦士に覚醒める

 

L'angelo si risveglia in guerriero.

 

(risveglia anche in senso figurato, come "prendere coscienza" - c'è molto il senso di divenire)

(assolutamente l'angelo e non un angelo, perché c'è la particella rematica e non tematica)

(ma non si può fare tutta una nominativa con attribuzione "L'angelo CHE...", in ragione della costruzione non appositiva dell'originale)

(si le lingue sono una figata - la figata è capirne dettagli e sfumature e puntualità)

(enjoy)

Modificato da Shito
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  • 1 month later...
  • 2 weeks later...
  • 3 weeks later...

Come dicevo in chat sembra che i test abbiano restituito un ottimo consenso, resta a mio avviso la necessità di estraniarsi completamente dal manga in modo da valutare il film come un prodotto per-se e non una derivazione di Gunm (così i puristi sono contenti).

Sarei andato all'anteprima del 7 Febbraio ma è solo 3d, aspetterò settimana prossima per vedere se ci saranno spettacoli non3d anche se conoscendo il Cameron potrebbe darsi che mi toccherà pure mettermi gli occhialini.

Incrociamo tutte le dita.

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