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Pogno al di sopra della rupe (almeno si buttasse....)


krauchan

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Vi rendete conto che con queste premesse quando vado al cinema mi pigliano per pedofilo? :crying::crying:


Io non capisco questo genere di ragionamenti... se è un cartoon di Zio Walt :hitler: , roba della Pixar, oppure i film di Harry Potter, è ritenuto normale vedere gente dai 30anni  in su entrare nelle sale da soli senza i pampini, mentre se è un anime, subito si pensare male e tutti ad avere paura di essere scambiati per petofili, perché?  >_<

Io ho detto che forse non andrò vederlo a cinema, ma perché non mi piacciono i cinema della mia città e sinceramente farmi 90km per vedere Ponyo, non mi sembra il caso. :snack:
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Vi rendete conto che con queste premesse quando vado al cinema mi pigliano per pedofilo? :crying::crying:




Io non capisco questo genere di ragionamenti... se è un cartoon di Zio Walt :hitler: , roba della Pixar, oppure i film di Harry Potter, è ritenuto normale vedere gente dai 30anni  in su entrare nelle sale da soli senza i pampini, mentre se è un anime, subito si pensare male e tutti ad avere paura di essere scambiati per petofili, perché?  >_<



Io ho detto che forse non andrò vederlo a cinema, ma perché non mi piacciono i cinema della mia città e sinceramente farmi 90km per vedere Ponyo, non mi sembra il caso. :snack:

Ma ovviamente sto scherzando, il problema se mai è che probabilmente lo daranno soolo il primo pomeriggio, senza contare che ci saranno almeno un paio di bambini di un anno che vorrebbeoro essere ovunque tranne che la.
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Vi rendete conto che con queste premesse quando vado al cinema mi pigliano per pedofilo? :crying::crying:




Io non capisco questo genere di ragionamenti... se è un cartoon di Zio Walt :hitler: , roba della Pixar, oppure i film di Harry Potter, è ritenuto normale vedere gente dai 30anni  in su entrare nelle sale da soli senza i pampini, mentre se è un anime, subito si pensare male e tutti ad avere paura di essere scambiati per petofili, perché?  >_<


Perché anche se tutti si sforzano di assicurarci il contrario, la xenofobia (in senso lato, non solo razziale) è una delle radici antropologiche dell'essere umano. ^^;

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Well, è un film sull'ammore under 10 mi pareva...  >:(


No, è l'esposizione della 'cura anti otaku' secondo Miyazaki Hayao: prender moglie e mollare le barchette giocattolo. Ma funziona solo se si è ancora molto giovani.
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No, è l'esposizione della 'cura anti otaku' secondo Miyazaki Hayao: prender moglie e mollare le barchette giocattolo. Ma funziona solo se si è ancora molto giovani.

Infatti Anno ha già dimostrato in Fushigi no Umi no Nadia che se si è appena un po' cresciutelli non funziona: vedi Jean che si accasa ma le sue "barchette giocattolo" non le molla. :rotfl:
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Perché anche se tutti si sforzano di assicurarci il contrario, la xenofobia (in senso lato, non solo razziale) è una delle radici antropologiche dell'essere umano.


Xenofobia al cinema?

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No, è l'esposizione della 'cura anti otaku' secondo Miyazaki Hayao: prender moglie e mollare le barchette giocattolo. Ma funziona solo se si è ancora molto giovani.


Beh, questo peggiora la questione dei timori di onirepap però  :rotfl:
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Perché anche se tutti si sforzano di assicurarci il contrario, la xenofobia (in senso lato, non solo razziale) è una delle radici antropologiche dell'essere umano.




Xenofobia al cinema?


Ovunque. La paura del diverso si esplica in ogni ambito. Ciò che è 'made in U.S.' viene ormai percepito come 'nostro' dalla maggior parte degli inconsci italiani. Cose che capitano con il colonialismo silente. Al contrario, l'oriente è diverso, è 'alia'. Quindi, poiché il diverso comporta sempre una componente di ignoto, spaventa. Anche l'erotofobia (pre)adolescenziale trova nella xenofobia la sua radice (l'altro sesso = diverso =  ignoto). Persino l'infantile paura del buio alla radice non è che paura dell'ignoto. La paura del diverso in quanto sconociuto è una delle fibre psicologice più innate dell'essere umano, perché rimanda a una componente instintuale (= istinto di autoconservazione). E' solo la ragione (intelletto autocosciente) che permette eventualmente di superarla, o di girarci intorno. Ma quanta ragione vera vedi nella massa d'oggigiorno?
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Chissà come reagiranno i padri italiani alla visione del film quando, dopo aver inizialmente attribuito a Fujimoto il ruolo di "cattivo" (siamo in Italia e lo spettatore medio è abituato ad aspettarsi un "cattivo da sconfiggere" in un lungometraggio animato) - gli verrà naturale effettuare questa categorizzazione in fondo, visto il ruolo inizialmente da antagonista nei confronti della crescita/emancipazione di Ponyo nonchè l'aspetto decisamente alternativo che non aiuta - finiranno poi con l'identificarsi proprio in Fujimoto, che è a tutti gli effetti un padre amorevole che giustamente si preoccupa per il futuro della figlia.

Se Ponyo e Sosuke rappresentano l'emancipazione femminile e la responsabilizzazione maschile, Fujimoto in fin dei conti è il padre che ad un certo punto della vita deve farsi da parte; alla fine personalmente l'ho trovato il personaggio più commovente del film.

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Taro, credo tu ci sia solo a metà.

 

Non credo che Ponyo rappresenti alcun punto di emancipazione. Non c'è sessismo in questo film, se non alla solita maniera di Miyazaki: i maschi sono sempre bambinoni (otaku), le femmine portano avanti il mondo.

 

Piuttosto, Fujimoto è un po' un'autocritica all'otaku (di generazione zero) che è Miyazaki stesso. Ovvero, l'archetipo di Marco Pagot è rivoltato: il rifiuto etico-misofobo dell'umanità lurida, che per il Porco era solo nobiltà d'animo e romanticismo 'kakkoi', qui viene riconosciuto come un ennesimo modo di essere otaku, di ritirarsi in una 'torre d'avorio' (qui è di corallo), e di essere uno strampalato, grottesco sociopatico. In fondo, Miyazaki stesso si è ritirato in uno studio a disegnare ragazzine giovani e pure in grado di redimere con la loro idealità gli animi neri di uomini imbruttiti, no? Clarisse de Cagliostro viene a giusto titolo considerata la capostipite stessa del moe.

 

Quindi sì, anche io trovo Fujimoto il personaggio più dolce e triste del film. E' un otaku, con tutta la sua erotofobia, il suo mondo migliore in cui ritarsi, le sue manie e le sue maniere. E le femmine odiano gli otaku. Anche Ponyo. Anche se lui è un padre amorevole. Anche se io vorrei uccidere tutte le femmine di questo film, salvo le vecchine. :(

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Ma se la prima fuga di Ponyo è più un capriccio, il disobbedire alle regole paterne per "vedere il mondo esterno", ed è una scelta infantile tant'è che finisce col mettersi nei guai, successivamente

 

dopo essere stata ricondotta a casa, a quel punto la sua volontà di andare da Sosuke è qualcosa di più di un capriccio, ha delle aspettative e lo si capisce dal modo in cui, una volta abbracciato il bambino, aspetta che questi la riconosca; l'espressione seria di Ponyo in quel momento sembra quasi dire "ehi non mi riconosci? dopo tutta la fatica che ho fatto per tornare?", ho avuto l'impressione (sperando di non sovrainterpretare) che in quel momento, se Sosuke non l'avesse riconosciuta (riconoscerla a quel punto rientra nelle sue responsabilità), Ponyo se ne sarebbe andata, ritenendo di aver sopravvalutato il bambino. Non mi è sembrata lasciare una situazione di dipendenza per cercarne necessariamente un'altra. Anche alla fine non è forse Ponyo a prendere l'iniziativa e a prendersi il bacio che rompe definitivamente l'incantesimo, mentre Sosuke è li ancora imbambolato? maschio e "bambinone" no?

 

 

Ma forse a cercare troppi significati si rischia con l'andare fuori strada, Miyazaki ha comunque fatto un film chiaramente rivolto ai bambini, a sentire certe considerazioni fatte da degli adulti magari se la riderebbe.

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Cose che capitano con il colonialismo silente


Tu hai una strana, stranissima idea di come funzioni il colonialismo.  :sisi:

Ma comunque, intendevo che sinceramente non credo uno non vada a vedersi un film di HK perché ci sono "gialli", o comunque personaggi che si vedono come una minaccia o incomprensibili. A parte che se li trova abbastanza facilmente anche in Hollywood (o i neri etc.) direi che non lo fa -a parità di pubblicità- per una differenza culturale, per altri registri espressivi - non perché il personaggio pensi diversamente (anche perché non ci vorrebbe molto ad accorgersi del contrario anche per un razzista convinto), ma perché è rappresentato con stilemi diversi.
Non per xenofobia: quello è un comportamento sociale, non di preferenza sugli spettacoli.
Né mi sembra utile, per non dir peggio, far finta che altre paure vi si innestino senza soluzione di continuità.

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E' solo la ragione (intelletto autocosciente) che permette eventualmente di superarla


Non direi. Direi che è in primis la mera accettazione nel gruppo sociale. Una cosa decisamente più etologica che etica, toh.

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Ma quanta ragione vera vedi nella massa d'oggigiorno?


Non vedo che c'entri, come detto, ma certamente più che in ogni altro periodo della storia dell'umanità, per ovvie ragioni materiali.
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intendevo che sinceramente non credo uno non vada a vedersi un film di HK perché ci sono "gialli", o comunque personaggi che si vedono come una minaccia o incomprensibili. A parte che se li trova abbastanza facilmente anche in Hollywood (o i neri etc.) direi che non lo fa -a parità di pubblicità- per una differenza culturale, per altri registri espressivi - non perché il personaggio pensi diversamente (anche perché non ci vorrebbe molto ad accorgersi del contrario anche per un razzista convinto), ma perché è rappresentato con stilemi diversi.


E sempre di xenofobia stai parlando. Ovvero, l'avevo scritto apposta (non so se tu l'abbia letto), non mi riferivo alla xenofobia razziale, ma a quella -assai più sottile- del 'diverso' in senso lato. Quella che faceva cambiare i nomi giapponesi, e tagliare le scene in cui si beveva latte a mezzodì a AVM, perché "in Italia non si fa così". Torno sul punto: TUTTO ciò che è 'diverso dal proprio' intrinsecamente irretisce e spaventa, perché porta con se un retrogusto di ignoto.



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E' solo la ragione (intelletto autocosciente) che permette eventualmente di superarla




Non direi. Direi che è in primis la mera accettazione nel gruppo sociale. Una cosa decisamente più etologica che etica, toh.


La socialità umana, a mio avviso, E' per intelletto. Come Rousseau credo che l'uomo sia un animale antisociale (ancor più che asociale). E' il riconoscimento della comune convenienza che porta l'uomo alla socialità (e semmai una inconscia necessità esistenziale sartriana), indi è solo per ragione/intelletto che l'uomo capisce che gli conviene tollerare il suo simile. Anche se diverso, eventualmente. E indi superare tutti i livelli di xenofobia. Tollerare l'altro, tollerare il vicino (che non è della tua famiglia), tollerare quelli del palazzo affianco, dell'altro paese, dell'altra regione, dell'altra nazione... sono sottoinsiemi incapsulati. :)

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Ma quanta ragione vera vedi nella massa d'oggigiorno?




Non vedo che c'entri, come detto, ma certamente più che in ogni altro periodo della storia dell'umanità, per ovvie ragioni materiali.


Credo che per 'ragione' noi si intenda cose differenti, sai?  :thumbsup:

In ogni caso, l'ipercomunciazione che viene col questo stadio della società industrial-consumistica viene in realtà subito passivamente dalla maggioranza, il che significa che è una cosa per la quale la maggioranza NON è preparata...
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Ma se la prima fuga di Ponyo è più un capriccio, il disobbedire alle regole paterne per "vedere il mondo esterno", ed è una scelta infantile tant'è che finisce col mettersi nei guai, successivamente

Spoiler
dopo essere stata ricondotta a casa, a quel punto la sua volontà di andare da Sosuke è qualcosa di più di un capriccio, ha delle aspettative e lo si capisce dal modo in cui, una volta abbracciato il bambino, aspetta che questi la riconosca; l'espressione seria di Ponyo in quel momento sembra quasi dire "ehi non mi riconosci? dopo tutta la fatica che ho fatto per tornare?", ho avuto l'impressione (sperando di non sovrainterpretare) che in quel momento, se Sosuke non l'avesse riconosciuta (riconoscerla a quel punto rientra nelle sue responsabilità), Ponyo se ne sarebbe andata, ritenendo di aver sopravvalutato il bambino. Non mi è sembrata lasciare una situazione di dipendenza per cercarne necessariamente un'altra. Anche alla fine non è forse Ponyo a prendere l'iniziativa e a prendersi il bacio che rompe definitivamente l'incantesimo, mentre Sosuke è li ancora imbambolato? maschio e "bambinone" no?




Ma forse a cercare troppi significati si rischia con l'andare fuori strada, Miyazaki ha comunque fatto un film chiaramente rivolto ai bambini, a sentire certe considerazioni fatte da degli adulti magari se la riderebbe.


Grazie per proseguire l'interessante intopic! :)

La differenza che tu noti è reale, tuttavia ti invito a notare come Ponyo sia in realtà un oggetto narrativo funzionale più di quanto avere il nome nel titolo non porti a supporre. Il soggetto è sempre Sosuke. Ponyo è causa efficente e motore inconscio di una narrazione che 'deve avvenire'. Quindi, lei semplicemente vuole 'tornare da Sosuke per essere di Sosuke', simboleggiando forse il tipico passaggio di mancipio da paterno a maritale, ma non è che sia molto significativo. L'unico punto significativo di Ponyo è il ponte verso la maturazione femminile (indi verso la maternità) che inzia con l'incontro col neonato e finisce con la consolazione di Sosuke che piange. Per questo ti rimando anche alla continuity di Mei nella ending di Totoro. ;)
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E sempre di xenofobia stai parlando.


Non sono convinto. Perlomeno, io ho sempre distinto la xenofobia "effetto sociale subconscio" da altre possibili interpretazioni, come sentirsi meno presi da una forma culturale diversa.
Insomma, credo che uno che non si senta coinvolto da un certo stilema (diciamo, i polpettoni di bollywood) lo sia per meccanismi praticamente uguali a quando non si senta coinvolto da uno stilema che starebbe nella "sua" -ma sua poi, in che senso?- cultura.
Io non mi sento coinvolto né da bollywood né dai gialli di solito, per dire.

No, ovviamente il razzismo propriamente detto è un altro fenomeno culturale transitorio (beh, per quanto di lungo periodo) della civiltà capitalista moderna (e parzialmente contemporanea) ed "alto" (ci devi PENSARE al razzismo): un meccanismo instaurato da particolari circostanze geopolitiche-economiche (sostanzialmente euro-centriche). Fenomeno, vivaddio, in progressivo disuso per la sua palese follia.
Stavo per dire "cristiana", ma effettivamente mi pare questo c'entri poco.

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TUTTO ciò che è 'diverso dal proprio' intrinsecamente irretisce e spaventa


Questo è falso in ogni caso, ma vabbè. Ho capito che lo intendevi in specifico, non in generale.

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La socialità umana, a mio avviso, E' per intelletto.


Uhm, credo ci sia un'ambiguità di definizione qua. Voglio dire, che specie giudicheresti abbiano il dopo dell'intelletto, per confrontare?

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Come Rousseau


Ma suvvia, nel 2009 mi citi uno che parlava del buon selvaggio? E poi cosa? Hegel e l'Africa "terra senza storia"?  :rotfl:

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Credo che per 'ragione' noi si intenda cose differenti, sai?  :thumbsup:


Possibilissimo, ma sinceramente qui ero abbastanza vago.

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l'ipercomunciazione che viene col questo stadio della società industrial-consumistica viene in realtà subito passivamente dalla maggioranza


Pensavo più ovviamente alle condizioni materiali di vita delle masse, che permettono di riflesso una maggiore educazione ed una maggiore attenzione ai problemi politici (nel senso più ampio possibile). Faccio notare che facevo un confronto, non un elogio assoluto.
Non capisco di che preparazione parli. Intendo, a livello storico, che esempi di "preparazione" di una classe avresti da proporre?

(chiudiamo l'OT perché disturbiamo troppo? questo lo chiedo agli altri)
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Ponyo -> Agnese Marteddu

Sosuke -> Ruggero Valli

Fujimoto -> Massimo Corvo

Gran Mammare -> Sabrina Duranti

Risa -> Laura Romano

Koichi -> Carlo Scipioni

 

Qui il post di Shito con commenti vari.

 

Non ci crederete mai, ma un mesetto fa ero capitato sulla scheda di R. Valli sul sito di Antonio Genna e pensai "magari questo potrebbe fare Sosuke...". *__*

 

La voce di Ponyo mi pare assolutamente perfetta (Link), per quanto possa essere attendibile un giudizio basato su due parole in croce sentite nel trailer e nella scheda di AG.

 

Si aspettano i prossimi aggiornamenti, ora.

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Un grazie sia a Shito, che per quanto possibile cerca di tenere informati gli appassionati, sia ad Hyo che ci ha rigirato le notizie sul proseguio del lavoro su Ponyo.

Per quanto limitato un giudizio basato sull'ascolto di quell'mp3 linkato, direi che quella voce squillante sembra adattarsi proprio bene al personaggio.

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Grazie a tutti gli interessati, e soprattutto a Hyo che si prodiga a diffondere le notizie ghibliane su questi lidi.

 

Il doppiaggio si è concluso nella sua parte di registrazioni in sala.

 

Si tratterà ora di eseguire il montaggio (sincronizzazione) e il mix! :)

 

Teniamo ancora e sempre le dita incrociate per la canzone italiana, ormai realizzata in veste 'finale' (non 'demo'),  della quale mi ritengo in effetti piuttosto soddisfatto.

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