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MagicPress


Mutsurini

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Io sono andato in fumetteria oggi e nun c'era :nono:


E questo mica è un problema dell'editore, tantomeno mio. A oggi il distributore sostiene di averlo spedito nei negozi. Però il distributore è Alastor, non Pan e non Starshop. Bisogna anzitutto sapere se il negoziante l'ha ordinato, dopodiché da chi l'ha ordinato, dopodiché se l'ha ordinato da un distributore che non è quello esclusivo della Magic Press, ci sta poco fare: arriverà quando altri (concorrenti) decideranno di farglielo arrivare. Ci sono negozi che Georgie 2 dicono di averlo ordinato e non gli è ancora arrivato, ma non è che Magic Press può obbligare un distributore terzo (cioè uno che compra i prodotti Magic Press da Alastor e non direttamente da Magic Press) a mandare Georgie 2 a un suo negozio, di fronte a una lamentela del genere Magic Press può solo suggerire al negozio di ordinare il volume da Alastor.

Tu lettore finale o aspetti (arriverà quando arriverà) o cambi spacciatore (con uno che invece ce l'ha).
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E questo mica è un problema dell'editore, tantomeno mio.


Ma non ho detto questo, e comunque se con gli altri editori diciamo di voler considerare solo il risultato finale non vedo perché con gli editori ammanigliati col Pluschan non valga la stessa regola.

A prescindere da tutto, volevo solo dire che io cliente finale in fumetteria non l'ho trovato. Poi magari io, nello specifico, vengo sul Plus e sento da te come stanno le cose, ma un altro cliente random magari perde fiducia nella Magic Press per via dei ritardi. (E non dico che tu/voi ci possa/possiate fare qualcosa)

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A oggi il distributore sostiene di averlo spedito nei negozi. Però il distributore è Alastor, non Pan e non Starshop. Bisogna anzitutto sapere se il negoziante l'ha ordinato (...)


Non credo ci siano problemi di questa natura col mio spacciatore, perché Nanako 1 e 2 sono arrivati puntuali.
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Ma non ho detto questo, e comunque se con gli altri editori diciamo di voler considerare solo il risultato finale non vedo perché con gli editori ammanigliati col Pluschan non valga la stessa regola.


Ma la stessa regola vale, eccome. Anche perché non l'ho manco aperto io questo topic. Banalmente non viene considerato (da me) un problema se tu lo trovi in negozio il 10 Giugno invece del 28 Maggio, così come non ritengo un problema la "fiducia" dei lettori (perché non mi fa guadagnare manco 100 copie vendute in più, detto papale papale).
Quello di non avere un calendario con le date di uscita è un problema inevitabile. Si può discutere pure, ma se volete Venus Senki a 6,90 € (prezzo che NESSUNO fa, perché sono 256 pagine 15x21cm, edizione che di solito viene venduta a 9,90 da tutti, eccetto Star Comics) allora niente calendario. Le due cose sono collegate (i soldi o si spendono per il calendario oppure per l'edizione). 
Poi io posso anche essere contento di spiegare, non per questo un lettore deve cambiare idea. Ciononostante un bancio rimane un bancio.
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In che senso i soldi si spendono per un calendario o per l'edizione?



Dire al lettore "questo volume esce il giorno x" è un costo?°_°


Certo che sì. Quando hai a che fare con pubblicazioni di materiale estero (giapponese, americano, francese che sia, ma giapponese in particolare) ci sono situazioni imprevedibili che non dipendono dalla tua volontà (come ad esempio le varie approvazioni, gli impianti di stampa, i capricci degli autori e quelli della tipografia esterna ecc.). Tu sai quando inizi a lavorare su Venus Senki, ma non sai quando finisci: puoi stimare una fine, ma questa stima può essere tragicamente sbagliata (soprattutto quando Yas deve approvare tutti gli interni, cioè si fa spedire il DVD del manga letterato per guardarselo con calma prima di darti il permesso di stampare). C'è un solo modo per essere puntuali e quindi lavorare con un calendario preciso di uscite: lavorare in anticipo. Basta poco, che ce vò?
Peccato che lavorare in anticipo significa pagare tonnellate di fatture in anticipo. Ovvero un non insignificante problema di $$. Insomma, per lavorare come, chessò, Panini (nome a caso ma manco tanto) bisogna aggiungere al bilancio un rientro molto più lento, devi avere i soldi da spendere e logicamente questo è un costo in più che da qualche parte bisogna recuperare.
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Ho imparato una cosa nuova :sisi:


Ma anche no. T'avessi detto che è importante annunciare il prima possibile l'uscita di un volume, allora avresti imparato qualcosa di nuovo che non potevi sapere.
Ma che i contratti vanno firmati e pagati lo sapevi anche da solo immagino. Si tratta di fare 1+1, aritmetica. Se io, editore, debbo lavorare con 6 mesi d'anticipo per stabilire una data di uscita affidabile, i contratti vanno firmati 8-9 mesi prima e pagati, il traduttore penso che immagini anche da te che vorrebbe essere pagato, lettering e grafica idem, ma soprattutto per evitare problemi tipografici all'ultimo secondo e lasciare al distributore quei 7-10 giorni di margine per organizzare l'uscita puntuale il giorno X, bisogna anche stampare il volume prima. Che le tipografie gradirebbero essere pagate, non dovrebbe essere un mistero, no?

Si tratta di un vero e proprio modello di business che riduce i costi fissi e gli errori (soprattutto quelli di tiratura) e rende anche più veloce l'editore (può succedere di chiudere un contratto e buttare fuori il volume italiano 4 mesi dopo, un editore organizzato per mantenere scalette precise, invece, gli acquisti li rimanda sempre e comunque a 9-12 mesi). Al tempo stesso però la data di uscita te la puoi scordare e non c'entra niente la "serietà" dell'editore (c'è qualcuno da qualche parte, grande e grosso ma che l'aritmetica non la conosce e quindi parla in questi termini :rotfl: ), perché l'editore che acquista licenze e poi le butta fuori nel minor tempo possibile, può solo tentare di "prevedere" quando uscirà un volume.

Col tempo la capacità di previsione migliora (fermo restando che Yasuhiko non è un autore medio e quindi le tue doti da indovino non servono a nulla) e i ritardi coinvolgono per lo più le prime uscite (le successive si incanalano in maniera abbastanza regolare). Solo che per essere puntuali non serve a nulla "prevedere meglio" (prevedere l'imprevedibile è impossibile), bisogna lavorare col modello di "produzione anticipato" (tipico dei grossi editori che gestiscono i periodici per le edicole) e quindi cacciare fuori gli sghé e in più: acquistare nuove licenze in anticipo di quasi un anno senza conoscere i risultati di quelle precedenti (che ancora non sono iniziate) e soprattutto stampare senza aspettare di sapere quante copie sono state ordinate dalle fumetterie.

Detto questo, tu scegli cosa preferisci secondo quello che ti dice la TUA testa, non quella di qualcun altro. Quello che conta è il risultato finale, giusto, ma questo risultato finale è: da una parte hai il manga XXX in formato 13x18cm, 200 pagine da 70g a 7,50 EURO puntuale, dall'altra Venus Wars 15x21cm, 256 pagine da 90g a 6,90 EURO che non ha scadenze fisse. Non avrai tutte e due le cose.
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Ma anche no. T'avessi detto che è importante annunciare il prima possibile l'uscita di un volume, allora avresti imparato qualcosa di nuovo che non potevi sapere.

Ma che i contratti vanno firmati e pagati lo sapevi anche da solo immagino. Si tratta di fare 1+1, aritmetica.


No, non è che bisogna firmare e pagare per i contratti che ho imparato, è questo che ho imparato:

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perché l'editore che acquista licenze e poi le butta fuori nel minor tempo possibile, può solo tentare di "prevedere" quando uscirà un volume.


Credevo cioé che le lavorazioni dei volumi richiedessero più o meno lo stesso tempo, e fosse quindi facile stabilire una data di uscita da rispettare anche in caso di lavorazione non effettuata con mesi e mesi di anticipo.
Riguardo il fatto che i siti dei piccoli editori non hanno i calendari sul sito, o li hanno delle cose già uscite (es. JPop che mette il calendario del mese trascorso), pensavo si trattasse di una questione di poca volontà di aggiornare il sito, non da un'oggettiva difficoltà di stabilire precise date di uscita.
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Credevo cioé che le lavorazioni dei volumi richiedessero più o meno lo stesso tempo, e fosse quindi facile stabilire una data di uscita da rispettare anche in caso di lavorazione non effettuata con mesi e mesi di anticipo.


Ma non capisco come hai fatto a pensarlo. Cioè, hai a che fare con opere d'intelletto di proprietà degli autori: secondo te tutti gli autori sono uguali? C'è chi scassa su ogni minimo dettaglio, chi no. Chi ha il pc e chi no. Chi si perde le illustrazioni per le copertine e se ne accorge 2 mesi dopo e chi invece è molto più organizzato e sa cosa ha e cosa non ha.
Ma non vale solo per i manga e gli autori giapponesi, è una cosa generale. Io non posso sapere quanto tempo impiegherò per preparare un volume della Ikeda, per esempio. Posso dire che in media ci vogliono X mesi per mandare in stampa un volume, questo sì, ma la mia previsione vale quanto quella del grafico che mi dice "mi servono 4 giorni e mezzo per letterare 200 pagine" e poi sbaglia l'impaginato e deve ricominciare da capo (quindi i giorni diventano 9). Può accadere di tutto e ogni volta è come la prima volta (soprattutto quando deve uscire il primo volume, con i volumi seguenti l'esperienza acquisita aiuta molto).
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Credevo cioé che le lavorazioni dei volumi richiedessero più o meno lo stesso tempo, e fosse quindi facile stabilire una data di uscita da rispettare anche in caso di lavorazione non effettuata con mesi e mesi di anticipo.




Ma non capisco come hai fatto a pensarlo. Cioè, hai a che fare con opere d'intelletto di proprietà degli autori: secondo te tutti gli autori sono uguali? C'è chi scassa su ogni minimo dettaglio, chi no. Chi ha il pc e chi no. Chi si perde le illustrazioni per le copertine e se ne accorge 2 mesi dopo e chi invece è molto più organizzato e sa cosa ha e cosa non ha.


Ma voi quindi comunicate con gli autori?
Pensavo che si facesse tutto tramite editore, gente pagata apposta per trattare i diritti esteri.

Ecco come pensavo funzionasse il circolo:
L'autore italiano acquista i diritti dall'editore giapponese: dal momento della firma del contratto scatta il calcolo della tempistica per l'uscita del volume -> Entro un tempo prefissato (es. una settimana) l'editore giapponese manda le scan hi-res all'editore italiano per via telematica (con linee a 1+ MB/s non credo sia un problema) -> Entro un tempo prefissato e imposto a chi di dovere (= deadlines) avviene la lavorazione digitale del volume (grafica, adattamento, traduzione, ecc.) -> [Passaggio eventuale su richiesta dell'editore giapponese] Il volume digitale viene reinviato per via telematica all'editore giapponese, il quale decide se approvare ciò che deve approvare, e tale approvazione avviene entro un tempo limite stabilito al momento dell'acquisto dei diritti da un congiunto accordo tra l'editore giapponese e quello italiano (la presenza di tempi da rispettare è conveniente per entrambe le parti) -> Entro un tempo prefissato e stabilito dai rapporti con la tipografia (comprendente la riparazione di eventuali errori, il tempo non deve essere per forza ristretto, basta che ci sia una data e che sia quella), avviene la stampa del volume -> Messa in vendita.

Insomma, io ho una visione estremamente sistematica e precalcolata di tutto ciò.
Non prevedo che in un contesto di puro business ci siano capricci, ritardi, lamentele e via dicendo. Dato che stanno girando soldi, la macchina deve essere ben oliata per favorire tutti quanti: venditore, licenziatore, cliente finale.
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