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BERSERK in (meno)pausa...
topic ha risposto a Wario P.W. in una m0ntella_9 nella sezione Anime & Manga
Grazie per l’appoggio! Pensavo di aver scritto una pappardella indigesta. Comunque, dopo aver esposto quelle mie prime impressioni sulla rilettura di Berserk sono andato in giro per la rete a raccattare qualche informazione in più sui preoccupanti ultimi due volumi. Ebbene, qualche informazione utile son pure riuscito a cavarla fuori. Per esempio è interessante notare come tra il volume 37 e 38 ci sia stata una lunga impasse nella pubblicazione dei capitoli mensili con in mezzo l’uscita del volume Gigantomachia. Uno stacco che ha portato pure a una revisione della grafica di copertina dei volumi giapponesi dal 38 in poi. Inoltre, c’è da notare che proprio sulla seconda metà del volume 37 appariva quello strano (nel senso di inspiegabile narrativamente) flashback di Guts ragazzo che suonava quasi una sorta di “ritorno alle origini” di Berserk. Quindi abbiamo la serie che comincia a dimostrare della stanchezza (i pirati, il dio marino) e che va a ripescare uno strano capitolo del passato prima di entrare in una lunga pausa. In mezzo come ricordavo più sopra, ci sta Gigantomachia che come volume autoconclusivo è godibile e ben realizzato e pure davvero poco “berserkiano”. Soprattutto Miura in questo volume non pare mostrare quei problemi evidenziati una volta tornato al lavoro sulla sua serie principale. Quindi tutto questo mio ulteriore sproloquio vuole dimostrare che forse il vero problema al di là della svolta digitale (che è un GRANDE problema, eh) e della storia che si sta insabbiando, va ricercato in qualcosa che deve essere scattato in Miura. Stanchezza dopo tanti anni sui soliti personaggi? Problemi extra fumettistici? Non credo si tratti di un vuoto narrativo posticipato e poi alla fine giunto dopo vari vagabondaggi della sceneggiatura. Come spiegavo nel mio scritto più sopra, davvero in Berserk non si nota un continuo rimandare a qualcosa di ancora non stabilito dall’autore. Anzi fino a lì quasi tutto pareva far parte di qualcosa già prestabilito (di sicuro pensato dopo L'Epoca d'oro). Insomma, Miura non è che verso i quaranta volumi si è scoperto tutto d’un tratto come un cialtrone e abile affabulatore del nulla. Io continuo a vedere un muro dove si è andati a sbattere. Un altro esempio di questa brutta sensazione è il ripresentare Luka a Falconia… dopo aver ampliato moltissimo i confini del mondo di Berserk Miura fa il classico errore di far incontrare per caso personaggi già noti al lettore. Il risultato? Che all’improvviso l’orizzonte si rimpicciolisce. Quando Miura presenta la famiglia di Farnese con la cornice della città portuale che si sta armando tra eserciti regolari e mercenari, proprio in quel momento allarga la visione del lettore su un modo vastissimo. Quando fa ritrovare Luka è tutto il contrario. E si badi, non sto citando due episodi lontani dieci volumi l’uno dall’altro, anzi! Infine, nella mia opera di ricerca di qualche indiscrezione su Berserk, sono andato pure a spulciare delle scan di episodi ancora inediti in Italia (pratica che di solito non amo, se esiste un’edizione nel bel paese), così, per vedere se col digitale Miura avesse fatto pace. Niente di tutto questo! -Capitolo 358. Oltre alle solite recenti tavole dal gusto estremamente scolastico (quanti dialoghi stipati in anonime vignette di primi piani) e a Sonia che fa a gara con Isidoro per l’alloro del personaggio più regredito strada facendo, oltre a tutto questo, a tavola 20 c’è un disegno di Charlotte sdraiata a letto che par fatto dal classico aiutante che non capisce un tubo dello stile del proprio maestro. Davvero incredibile che un peggioramento grafico così evidente passi inosservato all’editore certo, ma pure a Miura stesso. Anche questa cosa continua a farmi pensare che davvero sia successo qualcosa di personale a Miura. Tra parentesi, pure Charlotte, diventata regina pare trasformata in una fessa che fa gli interventi comici tra generali e politici assiepati alla tavola del Falco. -
Garion, da quel che scrivi pare che i tre romanzi siano davvero bruttarelli... ma li ritieni tutte e tre allo stesso livello o il primo, quello dal quale hanno tratto il film, è meglio degli altri? Chiedo per mera curiosità, non credo avrei oggi il coraggio di affrontarne la lettura.
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L'angolo del robottame
topic ha risposto a Wario P.W. in una Maximilian nella sezione Modellini e gadgets
Insomma per la scelta dei modelli da realizzare vige una sorta di anarchia. Godam! Mamma mia che scatolone immane! Praticamente un parallelepipedo di lamiere! Ma che si erano fumati nel creare 'sta roba? In trenta episodi mi ricordo che solo una volta il Godam finì per piegare leggermente le ginocchia... proprio un mecha multifunzione, adatto per tutti gli scenari di guerra eh? E, tra parentesi, perché nell'etichetta dietro al Godam c'è la scritta Gordam? -
Qualcuno sa dirmi se l'edizione Yamato BR di Paranoia Agent è ben fatta?
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Star Comics After Kappa Boys
topic ha risposto a Wario P.W. in una uchujin nella sezione Anime & Manga
Più che non aggiungere niente, direi che toglie parecchio... Oltretutto, di tutta l'operazione crossmediale il manga è di certo il punto più basso qualitativamente. Una sorta di Utena senza quasi tutto quello che di bello c'è in Utena. Di peggio forse c'è solo la trasposizione cartacea del film... Tornando un attimo su Rocky Joe, ma qualcuno ha mai spiegato del perché fu scelto il nome di Frank Miller per Danpei? Qualche fan del cavaliere oscuro stava in sala di doppiaggio? -
Ma, a mio avviso la principale ragione di questa riproposizione della JL sta nel fatto che la versione di Whedon oltre a fare schifo ha avvelenato il pozzo. Pensateci bene, questi si son ritrovati con due personaggi della JL che han sfondato il botteghino (aquaman e wonder woman) ma con l'impossibilità di fare una futura ammucchiata pena riportare alla superficie lo sgorbio whedoniano. Io credo che questa nuova versione servirà per rendere meno traumatica una futura reunion degli eroi DC sotto il marchio JL. Dopo tutto è un'operazione simile a quella che han fatto col Suicide Squad di Gunn, una sorta di soft reboot dove si tengono parti del cast e una certa impostazione per far ripartire un brand che pur con un film bruttissimo i suoi numerini al botteghino li ha fatti. (tra parentesi, io se fossi WB non avrei buttato nel cesso quel Joker in coppia con quella Harley che il potenziale c'era eccome) Nel caso JL si son ritrovati con un film mezzo fatto in casa e con una curiosità ben carburata da parte del pubblico... quindi perché non tentare la carta rilancio? Invece sull'operazione in sé non saprei che dire. Se si trattasse di riesumare una versione del progetto come inteso in origine (parte centrale di una pentalogia) sarei più tranquillo. Qui invece si tratta di rimettere in pista una versione già bastardizzata da intromissioni esterne (il manone di Whedon credo fosse intervenuto prima dell'allontanamento di Snyder) e quindi frutto di compromessi più o meno invadenti. Certo, son convinto che uno Snyder col fiato della produzione sul collo e con un braccio legato dietro alla schiena sappia fare molto meglio di quell'incapace di Whedon (in Jl buttato nella mischia in fretta e furia, tra l'altro) ma il risultato temo sarà sempre di compromesso tra, da un parte, una visione per molti magari discutibile ma almeno ambiziosa e, dall'altra, mille e più richieste nate da un fandom sclerato dopo BvS. Quindi sì, sono certo che sarà molto meglio della versione finita in sala ma che il suo essere operazione figlia di mille intromissioni (fin dal post BvS) si sentirà lo stesso. P.S. certo che se poi il rilancio di Superman vogliono farlo fare a J.J. Abrams... buonanotte a tutti
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Ma secondo te titolandolo con quel "shin" c'era l'intenzione di portare avanti il progetto Orange road in animazione? Intendo anche senza basarsi sui romanzi (che onestamente non conosco). Perché io all'epoca l'avevo visto anche come un tentativo di ripescaggio per tastare il polso della risposta del pubblico alla riproposizione di un titolo già bello che chiuso ma con una fanbase consolidata. Non so, il radicale cambio di design mi aveva fatto pensare a un tentativo del genere. Che poi alla fine... il film come fu accolto in patria?
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L'angolo del robottame
topic ha risposto a Wario P.W. in una Maximilian nella sezione Modellini e gadgets
Grazie per le informazioni. Le passerò sicuramente. Garion-Oh ma sono previsti altri Guymelef o si fermeranno allo Scherazade? In Escaflowne di mecha interessanti ce ne sono molti che renderebbero bene in modellino. Infine, questa è una mia curiosità, mi sai spiegare perché non è stato prodotto nulla sul Reideen 2007? Capisco che la serie non sia stata un successo ma mi pare di vedere che spesso si va a ripescare mecha da serie secondarie senza badare troppo alla celebrità del titolo. Anzi, mi pare che non di rado lo spirito da collezionista vien proprio solleticato da questi ripescaggi anomali. O almeno questa è un'idea che mi sono fatto negli anni. Anche perché, aldilà della notorietà del titolo, quel Reideen è un mecha che mi pare adattissimo per un modello. -
BERSERK in (meno)pausa...
topic ha risposto a Wario P.W. in una m0ntella_9 nella sezione Anime & Manga
A causa dell’improvviso tempo libero di cui ho “goduto” recentemente mi son riletto Berserk. Innanzi tutto perché ne avevo voglia. Poi, per vedere se la leggenda dell’epoca d’oro come miglior momento del manga fosse vera dato che, a leggere un volume ogni anno o giù di lì, avevo perso un bel po’ il filo del discorso. Mah, a voler ragionare a scaglioni diciamo che la mia impressione sull’opera di Miura è ora questa -Prima parte (quella del conte lumacone): tutto molto grezzo, dal tratto alla storia davvero basica. Sinceramente il vero lato forte di questa parte è l’aria malata che (credo anche involontariamente da parte di Miura) si respira. -Seconda parte (quella del flashback): da qui il fumetto migliora a vista d’occhio diventando un’opera molto più strutturata e profonda. I disegni sono in crescita costante così come la costruzione della tavola e l’inventiva per le creature e le situazioni. Diciamo che l’unico problema di rilievo è che rende il Berserk degli inizi arido e difficile da continuare sulla scia della sola vendetta del protagonista. In effetti tutto poteva finire con Guts che va verso un destino di dannazione senza speranza e morta lì. -Terza parte (quella fino al duello sulla collina delle spade): qui Miura si vede costretto a strutturare la sua opera ben oltre alla vendetta del suo solitario protagonista. Dopo l’eclissi era impossibile tornare alle atmosfere scarne degli inizi. Beh, direi che il nostro riesce in pieno nel compito prendendosi anche il rischio di mettere un capitolo “stand alone” (la valle degli elfi) dopo il climax assurdo dell’eclissi. Il risultato è un arco narrativo che nel suo insieme da moltissime soddisfazioni e che se si può considerare inferiore all’età dell’oro è solo perché meno narrativamente definitivo. Però c’è da dire che i disegni, l’evoluzione del protagonista e i nuovi comprimari spaccano (Mozgus vero mito e il duo Farnese/Serpico interessantissimo). Inoltre il mondo di Berserk viene allargato moltissimo senza le solite cartine geografiche da classico fantasy. -Quarta parte (dalla formazione della compagnia fino all’armatura passando per i troll): qui qualche problema salta fuori. Non tanto per la svolta da fantasy classico o per la streghetta che a leggere con calma i volumi uno dietro l’altro son pure ben inserite e sviluppate (oltre che quasi inevitabili vista l’ampiezza che hanno raggiunto gli eventi narrati) ma per l’inserimento dell’armatura del berserk. Innanzitutto io avrei evitato l’uso del termine berserk all’interno di Berserk dopo una ventina e passa volumi. Poi fin da subito questo elemento si è rivelato un power up ambiguo dato che Guts anche con questa armatura è ben lontano dal solo impensierire il suo antagonista. Quindi? Spunto da sviluppare con calma più avanti? Legame che permetterà di raccontare la storia del cavaliere del teschio? Probabilmente tutte e due. Per il momento, a leggere questo arco narrativo l’armatura del berserk ha un po’ impoverito il personaggio di Guts visto che il suo gran fascino stava anche nell’essere un uomo opposto a un fato gigantesco. Comunque, i disegni qui raggiungono una fase sublime così come la composizione delle tavole. I nuovi personaggi inseriti appaiono in divenire e difficilmente inquadrabili (a partire dalla nuova squadra dei falchi che almeno visivamente comunque spacca). Menzione d’onore al flashback su Farnese e Serpico. -Quinta parte (la guarra con i Kushan fino alla partenza in nave): questo arco narrativo appare forse di transizione per i protagonisti ma di grandissimo impatto per i macro eventi narrati. La guerra tra la squadra dei falchi e i Kushan è di proporzioni titaniche e certi volumi scorrono che è una gioia per gli occhi. Totalmente accantonata la grezza povertà dei primissimi volumi ci si ritrova con un affresco fantasy amplissimo ricco di personaggi e creature. Anche qui, alcuni difetti vanno a parare verso l’armatura del berserk che danno a Guts i mezzi per affrontare medici forse troppo grandi. Sinceramente avrei preferito una fuga dal porto più disperata tra le fila dei due mostruosi eserciti messi in campo dalle fazioni avverse. Inoltre, Shilke e Isidoro sono ancor tutto sommato tenuti sotto controllo (soprattutto il secondo). Bene, fin qui posso parlare con una discreta cognizione di causa essendo archi narrativi conclusi. Ma veniamo alla sesta parte (il dio marino e l’isola degli elfi): ecco, sinceramente tutte le critiche negative che ho letto negli anni sulla deriva di Berserk vanno a mio avviso a finire su questa ultima manciata di volumi (due, due e mezzo su quaranta). -Il rallentamento narrativo. Sinceramente la battaglia con i pirati mostruosi è superflua. O meglio lo è quando i pirati tornano impossessati dato che la prima battagli navale è buonissima variante narrativa e possibilità per una volta di mettere Guts in panchina. Invece si perde un volume su l’ennesima battaglia mostruosa che oltretutto dopo il battaglione al porto appena affrontato appare inutile e ripetitiva. -La comicità invadente. Anche qui, in tutta sincerità in Berserk ci sono sempre stati inserti dal grottesco/ironico all’improprio anche nei momenti di grande patto (Mozgus e il suo god cannon a esempio) ma qui, Miura pare proprio aver perso la bussola. L’esempio che voglio fare non sono un Puk&Isidoro ormai persi nel SD perenne ma il personaggio di Magnifico. Leggendo Berserk annualmente non avevo fatto caso a come questo personaggio era stato inserito, come un pavido magari ma per nulla stupido! Il suo discorso con Roderick sul balcone della festa è tutto tranne che semplicistico o comico. Ecco, non riesco a capire come un personaggio che Miura aveva caratterizzato come poche pennellate così ben centrate sia diventato in un paio di volumi la macchietta della storia. Ripeto, questo è l’esempio forse più diretto e lampante della bussola smarrita da Miura perché se Isidoro a esempio poteva reggere nel suo lungo arco narrativo una deriva “picaresca”, Magnifico no, è proprio andato in vacca. -Infine, pure il disegno l’ho trovato svogliato nella fase del dio marino (troppe tavole dove si affollano personaggi a fare da semplici cronisti agli scontri di Guts oltre a molte soluzioni grafiche sgonfie, a esempio il re degli elfi simil kitsch) con il colpo di grazia del passaggio al digitale… Sarò onesto, ero totalmente all’oscuro di questa svolta “tecnologica” di Miura ma leggendo i volumi 39 e 40 è impossibile non notare un generale impoverimento del disegno con tavole più scolastiche e anatomie e pose molto più rigide del solito. Poi, Miura compie anche il classico errore del principiante digitale ingrandendo la tavola su cui lavora rendendo sì il dettaglio maniacale ma pure fastidioso all’occhio di chi legge. Un personaggio in secondo piano è naturale che subisca una sorta di sfumato atmosferico, renderlo al contrario iper definito finisce per appiattirlo. Davvero, non riesco a capire come si sia compiuta una scelta così scriteriata arrivati a questo punto della serializzazione. Riassumendo, pur sfatando la fola di Berserk decaduto dopo il flashback ho chiuso la lettura col timore inflittomi dagli ultimi due volumi. Berserk è un grandissimo fumetto per quasi 40 volumi (e dici poco, eh?) e spero che le debolezze degli ultimi due siano difetti passeggeri dovuto magari a una naturale fase di stanca del suo autore che spero possa riprendersi quanto prima. Insomma, mi auguro che a opera finita ci si possa ridere su sui volumetti dell’isola degli elfi come si sorvola sugli episodi dell’isola di Nadia… -
L'angolo del robottame
topic ha risposto a Wario P.W. in una Maximilian nella sezione Modellini e gadgets
Recentemente un mio vecchio amico mi ha chiesto se esistono modellini seri di due titoli un po’ datati. Ora, credo che secondo questo amico io dovrei sapere tutto di modellismo giapponese vista la mia passione per gli anime. Invece non è così. Allora chiedo in questa sezione a chi di sicuro la sa molto più lunga: esiste qualche linea seria di modellini su Escaflowne e sul Reideen del 2007? Io dal poco che so non ho trovato nulla di rilevante ma, ribadisco, sono proprio un profano nel genere. -
I due film di Orange road li ho visti troppi anni fa... ma da quel che ricordo il primo mi aveva lasciato freddino e il secondo (con tutti i distinguo) mi aveva "stranamente" convinto. Graion-Oh, non lapidarmi!
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Schrodinger’s cat, io mi riferivo a quanto scritto più sopra da Roger. Riguardo alla faccenda di quanto copriranno del primo romanzo con i due film. Ora, dal link che hai segnalato pare confermata la mia ipotesi. Due film per il primo libro mi sembrano un’ottima soluzione che permetterà alla pellicola di avere il giusto respiro. Roger, ammetto che in linea di massima non sono molto felice quando si cambia sesso o colore a un personaggio… vedremo. Di sicuro Dune soffriva un po’ dell’assenza di personaggi femminili attivi soprattutto nella sua prima parte. Cioè Lady Jessica cresce in seguito fino ad arrivare a essere quasi protagonista di alcune fasi del romanzo ma all’inizio è un po’ relegata in secondo piano. Quindi mi sa che oggigiorno pure se dovessero adattare Il signore degli anelli dovremmo metterci il cuore in pace e accettare qualche personaggio femminile nella compagnia. Viviamo in tempi oscuri. Poi, c’è da ricordare che l’ordine delle Bene gesserit è tutto al femminile e praticamente tiene per le palle l’ordine nella galassia di Dune. Certo, immagino che qualcuno si potrà offendere quando si accennerà che il messia di questo ordine è un maschio (e credo sia dura che questa cosa venga cambiata). Ti dirò, a parte aumentare la partecipazione femminile nel film io credo che sarà arduo trasporre il Barone Arkonnen dato che nel romanzo è un cattivo mostruoso e chiaramente gay. Con una predilezione per i bei ragazzini. In Herbert si notava come questo sua caratteristica fosse messa come segnale di dissoluzione dei costumi, di lascivia e bramosia del vecchio Vladimir e già Lynch l’aveva un bel po’ sedata. Oggi giorno la vedo impossibile da rendere senza cambiare pesantemente il personaggio letterario e non credo che sarà mantenuta l’attrazione anche fisica che il Barone prova verso Paul. Vedremo. Ah, un altro eletto scomodo (oltre la soprammenzionata jihad) che sarà interessante veder sviluppato è la questione della spezia. Herbert ha scritto il libro in pieno fulgore della cultura lisergica con mezzo mondo della cultura anglosassone impastoiata di viaggi in India e soggiorni esotici a Tangeri. Da qui credo che sia nata molta della fortuna originaria del romanzo (oltre che l’interessamento di autori “fumati” come Jodorowski&soci) e oggi non so come potrebbe essere vista in un blockbuster. Villeneuve in passate dichiarazioni parlava che il suo Dune sarebbe stato un film di fantascienza matura ma si sa che nel mondo del cinema d’alto budget una delle paure maggior è tagliar fuori fette di pubblico per motivi di target.
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Sulla struttura dei libri ti dico che con la trasposizione del primo avresti già tutto il meglio del mondo di Dune senza il bisogno di andare oltre (se non per pescare alcuni approfondimenti dell’ambientazione sviluppati in seguito). Se proprio si volesse andare oltre nella trasposizione direi che sarebbero da considerare i primi tre come arco narrativo chiuso per poi vedere come va al botteghino e decidere di conseguenza. Tra parentesi, il secondo libro è così esiguo e povero che a mio avviso andrebbe sacrificato come antefatto alla trasposizione del terzo libro. Sui primi due film che dovrebbero coprire la metà del primo libro non so… credo si tratti di un’informazione errata. Innanzitutto facendo così ci sarebbe davvero troppo poco materiale da sviluppare. Poi sparirebbero due tra gli elementi più iconici di Dune, ovvero i vermi delle sabbie e i fremen che nella prima metà del romanzo appaiono col contagocce i primi e solo nominati i secondi. Secondo me il primo film si chiuderà con la fuga da palazzo e seguente incontro con i fremen con in mezzo la bella fuga dal verme nel deserto. Il secondo film coprirà Paul con i fremen e la guerra finale con l’imperatore e gli Arkonnen. A mio avviso una divisione del genere sarebbe perfetta. Grande incognita il lato religioso dell'opera... parlare di guerra santa, di prescelti e di jihad non so quanto appeal possa avere su una mega produzione americana. Vedremo. Su Villeneuve e il suo flop di Blade runner io credo che sia pesata l’enorme aspettativa (sopratutto economica) creatasi attorno al seguito del cult di Scott. Cult che, vale la pena ricordarlo, all’epoca fu anch’esso un fiasco al botteghino. Poi le tre ore, i tempi rarefatti e la grande classe del film han fatto il resto rendendolo indigesto al pubblico. Per me Blade runner 2049 è comunque un grande film che paga lo scotto principalmente nell’essere seguito di un’opera che non ne aveva bisogno. Per me Villeneuve ha fatto la scelta più sensata combattendo non sul piano dell’aura d’opera seminale acquisita dall’illustre predecessore ma mostrando i muscoli di una fattura d’altissimo livello visivo e tecnico. Riguardo agli altri suoi film io ti consiglio soprattutto Enemy (per me forse il migliore dei suoi) oppure Prisoners che come debutto del nostro nel cinema di genere è un gran bel filmone. Se invece vuoi sondare i suoi esordi canadesi ti segnalo Polytechnique.
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Beh, i fan di Lynch non credo abbiano molto da dire dato che Dune è stato "rinnegato" pure dal regista americano. Sicuramente il film degli anni ottanta ha molti aspetti di pregio ma nell'insieme appare non risolto e scorbutico. Su questa nuova trasposizione nutro grande speranza visto che apprezzo Villeneuve fin dagli esordi. Spero solo che il flop commerciale di Blade runner non si sia tradotto in una sua minore libertà di movimento. Poi, c'è da ricordare che già in delle sue vecchie interviste parlava che uno dei suoi sogni era dirigere in futuro un adattamento di Dune, quindi direi che il materiale base lo dovrebbe conoscere bene. Inoltre, sono convinto che il materiale di Herbert si presti molto bene a una trasposizione visiva visto come nei romanzi ci sia poco cura nella scrittura ma amplissimi margini d'immaginazione. Direi che per ora i miei più forti dubbi stanno nel coinvolgimento degli eredi di Herbert (che di solito gli eredi sono una proverbiale zeppa nel culo) e nel riscontro al botteghino di una saga così anomala (soprattutto se si considera il blockbuster moderno). Infine non mi è ancora chiara la suddivisione dei film. Due film mi sembrano più che sufficienti per coprire il primo romanzo (l'unico che meriterebbe seriamente una trasposizione, a mio avviso).
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Comicbook-movies - su supereroi, annessi e connessi
topic ha risposto a Wario P.W. in una Erik nella sezione Cinema
Dopo un bel po’ di tempo torno in questa discussione per concludere un mio vecchio commento. Commento riguardante la mia critica al MCU che molte pagine fa s’era fermato alla disamina di Doctor Strange. In piena fase tre, quindi. Andando avanti per ordine ora mi tocca scrivere del secondo film dedicato ai Guardiani. Guardiani della galassia Vol.2. Gunn riesce a ripetersi. Cosa non così facile, eh. Di sicuro questo secondo capitolo è meno movimentato del primo e forse dopo essere arrivati su Ego la pellicola s’incarta un po’, ma per gli dei, nel mucchio dei film Marvel rimane una piccola gemma capace di brillare. Il cast è ottimo e affiatato, inoltre la fantasiosa visione del regista riesce a sopperire dinamiche di scrittura magari troppo scontate. Unico grosso mio dubbio durante la visione è l’aver collegato troppo il film su qualcosa che andrà per forza di cose a concludersi su qualche ammucchiata degli Avengers. Avrei preferito una maggior autonomia nella trilogia dei Guardiani, magari collegandoli agli altri film del MCU solo come ponte verso storie dal respiro cosmico e nulla più. Ma qui, riconosco che rischio di ripetermi dato che questo timore già l’avevo espresso vedendo il primo film. Giudizio finale? Buon film di fantascienza col merito aggiunto di dare una boccata d’aria fresca al non di rado asfittico MCU. Spider man: homecoming. Se dovessi usare un solo termine per descrivere la pellicola di Watts direi sicuramente anonimo. Dopo aver buttato a forza il ragno nella mischia non si è riusciti a dedicare al personaggio un film autonomo e forte sulle sue gambe. Forse tra i film MCU è fino a questo momento il più episodico, il meno vedibile se digiuni di tutto il carrozzone pregresso. Watts aveva fatto bene col precedente Cop car ma qui si riduce al marchettone insapore. Degno di nota il villain istrionicamente interpretato da Keaton, sua una delle uniche scosse che questo film sa dare (quando si svela come padre della ragazza). Da notare poi, come questo film dia per scontato qualcosa come le origini del personaggio. Allora, ok che ormai certe icone fumettistiche sono di dominio pubblico (oltre che protagoniste di reboot sempre più frequenti), ma all’interno del MCU questo Spider man è da considerarsi come un personaggio nuovo e facendo come han fatto con questa pellicola non si riesce a chiarire da dove sia sbucato. Personalmente non ho amato la svolta tecnologica e da spalla a Iron Man ma riconosco che questa poteva essere una variante interessante se innestata su una precisa scrittura del personaggio qui totalmente assente. Lo spettatore deve mettersela via! Questo tizio è Spider man e tanto basta. Senza origini precise, senza una scintilla che dia al personaggio un percorso (zio Ben?). Inutile dire che il confronto con i due film di Raimi è suicida. Ma pure col più recente Spider man - un nuovo universo il risultato è di un nano che tenta di stendere un gigante. Giudizio finale? Mi ripeto: un film anonimo. Con l’aggravante che qui si parla di una dell colonne della Marvel… Thor: Ragnarok. Arrivati al terzo film dedicato al dio del fulmine una cosa ormai pare certa: a qualcuno ‘sto dio sta sulle palle! Tre film, tre tentativi diversi di trovare un approccio convincente al personaggio. Di sicuro pare che nel MCU quando si ha a che fare con personaggi troppo “grossi” ci sia una palese difficoltà nel trovare la cerchia. Con Waititi si è andati per la parodia. Punto. Ora, se si prendesse questo Ragnarok come parodia del genere, sarebbe ok. Anzi, il casino colorato e puzzone di Waititi darebbe la polvere a un bel po’ di altri film del MCU. Purtroppo, questa pellicola non può essere affrontata da sola ma va inevitabilmente collocata in un disegno narrativo più grande dove fatica a trovare una posizione sensata. Trash se si inserisce come terzo capitolo di una trilogia. Senza senso se la si guarda come prologo ai fatti di Infinity War. Fuori contesto all’interno di un gruppo di film che vorrebbero spesso essere divertenti ma non parodistici. Poi, a margine, non capisco da dove nasca tutto il credito che può vantare Waititi agli studios. Giudizio finale? Se preso a sé, trattasi di godibile parodia del genere. Se invece si tenta di collocarlo nella serie si finisce per avere tra le mani un oggetto inconcludente e fuori luogo. Black Phanter. A questo film mi sono avvicinato in maniera curiosa. Del tutto ignaro del personaggio fumettistico, con una leggere infarinatura avuta in Civil War dove il nostro se non altro pareva avere una certa presenza scenica. Assordato da una grancassa critica di gente che ne elogiava le qualità eccelse e ne vedeva un’opera finalmente capace di affrancare il cinecomics dal presunto cinema di serie b. Timoroso perché memore del gusto fetido che m’aveva lasciato in bocca il precedente film di Coogler (l’assurdamente esaltato Creed). Preoccupato per il ruolo di bandiera dei neri di tutto il mondo cui questa pellicola pareva investita e ben conscio che spesso dietro a proclamazioni del genere c’è il sorpresone. Risultato? Una porcheria di film. Alla scena del tizio di Get out in groppa al rinoceronte volevo spegnere e andare a nanna. Peccato mortale! Avrei perso le due deliranti scene post titoli (quella con lo spiegone politico e quella dove il Soldato d’inverno abdica definitivamente ogni credibilità filmica). Pellicola moscia, contorta quando potrebbe essere dritta e piallata quando dovrebbe incresparsi. Anche scorretta, se volgiamo, dato che nel film che veniva sbandierato come bandiera dei diritti degli oppressi abbiamo un’esaltazione della monarchia che a fette più grosse non si poteva. Uniche cose degne di nota sono Serkin che gigioneggia come un folle e il villain che nel finale si rivela più cazzuto del protagonista scegliendo la morte al posto di un improbabile “volemose ben”. Villain che, tra parentesi, aveva pure ragione a voler prendere a scarpate nel culo Black Panther e il Wakanda tutto. Giudizio finale? Volevo dare la palma della “porcheria ufficiale” della fase tre a ‘sta roba… ma essendo previdente ho aspettato e la mia pazienza m’ha ripagato. Quindi, nemmeno primo della lista dei peggiori. Brutto e anonimo, questo film non riesce a salvarsi nemmeno con il mestiere. Coreografie pessime, cg sotto standard e cast col pilota automatico. In più il suo voler essere “impegnato” affossa ulteriormente tutto. Avengers: infinity war. Arrivati alla terza ammucchiata si respire aria da grande evento. E di grande questo film ha soprattutto il cast super allargato e le botte da orbi che fioccano qua e la. Per il resto i fratelli Russo dimostrano una continua parabola discendente dopo l’ottimo Winter soldier e seppur meno incapaci di Whedon (non che ci volesse chissà chi, eh) non riescono a dare a questo film l’alone da spartiacque cui anelerebbe. La pellicola scorre soprattutto grazie alla curiosità di mostrare i nostri eroi alle prese con un nemico finalmente minaccioso e letale ma dove si doveva picchiare duro s’è preferito girarsi altrove. Tra valori di forza sballati, personaggi ridimensionati e una situazione pregressa appena accentata (i Vendicatori divisi dovevano mettere ansia e pressione nel pubblico e invece niente, sono solo lontani), l’unico a emergere è Thanos col suo piano dispotico e folle ma con una motivazione forte alle spalle. Purtroppo questa motivazione si ha da subito l’impressione che verrà smontata nel finale vero e proprio perché sarebbe davvero troppo mettere davanti agli eroi un dubbio morale così ambiguo. Il finale amaro è smorzato dal capitolo due in arrivo che già è facile immaginare rappacificante. Scena scult il battaglione finale con l’esercito Wakandiano che con lance e scudi affronta… delle astronavi. Col resto del mondo che sta a guardare! Giudizio finale? Migliore dei primi due Avenger, valido se preso come fuoco d’artificio pieno di botti con qualche punta d’interesse nelle motivazioni finali del villain. Buon film? Direi sufficiente se preso a sé, più che discreto se calato nel modesto MCU. Ant man and the wasp. Eccola la porcheria ufficiale della fase tre che ha scippato Black phanter del poco invidiabile alloro! Sparita l’ossatura di Wright la formica è esplosa, verrebbe da dire. Purtroppo ho il timore che Reed ha messo molto del suo nel rendere questo secondo capitolo delle avventure dell’uomo formica un disastro di dimensioni colossali. Eppure Ant man avrebbe del potenziale enorme da rendere al cinema! Oltre ad essere l’eroe forse più originale all’interno del MCU. Purtroppo se si decide di non sfruttare i suoi punti di forza la conclusione è scontata: la lenta morte. Chiedo a chi leggerà queste righe: ma era così difficile pensare un’avventura che sfruttasse il punto di vista di Ant man? Un’avventura che si basasse sul suo potere di rimpicciolirsi? Sulla ghiotta occasione di stupire con un’avventura così ben propensa al mezzo cinematografico? Ma la corsa sulla canna della pistola? La scena della vasca? Quella del plastico in miniatura? Tutta roba che esaltava il primo film sfruttando le potenzialità proprie del personaggio eh. Mica pescando chissà dove. Velo pietoso sulla fumosa questione dei mezzi rimpiccioliti con dentro persone senza tuta. O il laboratorio miniaturizzato sballottato di qua e di la. Da oscar invece la Pfeiffer che bullizza attorialmente l’imbambolata Lilly o Douglas che riesce a restare serio nella scena dell’Ant man “posseduto”. Tutto il cast è comunque col pilota automatico stra inserito. Nota interessante: al MCU blaterano tanto di inclusività razziale ma poi, in Ant man and the wasp Pena fa il messicano tonto e Park l’orientale con la scopa su per il culo che non capisce una cosa neanche se ci sbatte addosso. Se non sono questi due caratteri stereotipati… Ma forse c’è del razzismo tra le cosiddette minoranze e alcune possono ancora essere rappresentate senza troppi timori. Giudizio finale? Una sozzeria. Podo da dire. Captain marvel. Come da tradizione MCU: film di origine piattissimo dove si ha l’ardire di aggiungere il carico della valenza femminista. A fette grosse ovviamente, con Yon Rogg occupato a tarpare le ali alle potenzialità della nostra eroina, come ogni buon maschio caucasico si rispetti. Peccato che il film sorvoli sul fatto che la nostra si sia salvata la pellaccia un bel po’ di volte durante tutto il film proprio in virtù dei castranti insegnamenti impartiti dal maschilista Rogg! Il ribaltamento finale è ridicolo perché se trasformi i buoni in cattivi e viceversa non fai altro che reiterare la struttura manicheista che vorresti smontare. Scena scult? Scoprire che per tot film Fury non era lui ma uno Skrull. Quell’uomo è proprio una sagomaccia! Giudizio finale? Blandissimo capitolo d’intermezzo buono solo per presentare un altro personaggio del calderone. Personaggio tra l’altro presentato come fondamentale nella futura lotta contro Thanos ma che si rivelerà del tutto marginale in Endgame. Avenger Endgame. L’inizio di questo film m’ha stupito. L’aria è abbastanza pesante e a sprazzi la tensione si fa tangibile. Bella l’idea di far fuori Thanos quasi all’inizio per poi mettere i nostri eroi pienamente davanti al loro fallimento. Poi però si è deciso di imbastire il viaggio nel tempo più sconclusionato della storia. E il film è andato a rotoli tra umorismo fuori luogo, spiegazioni rapide o insensate e un ritmo claudicante. Eppure verso sul finale stavo ridando fiducia alla pellicola. Interessante il mettere di fronte un Thanos “dal passato” ai tre Vendicatori rimasti. Uno scontro che per una volta tanto aveva le potenzialità di un duello crepuscolare, fisico ma pure morale dove a un confuso senso di giustizia dei nostri potesse fare da contraltare la granitica e disumana volontà del villain. Invece niente. Quando Thanos dice che vuol godersi la distruzione della terra si vanifica tutta la costruzione del suo personaggio trasformandolo nel solito cattivo senza per altro con questo rinsaldare la claudicante motivazione degli eroi. Alla questione sollevata in Infinity war da Thanos si è preferito non dar risposta se non spingendo il titano pazzo verso la confort zone del cattivo che alla fine era solo un cattivo. In più il solito battaglione finale è solo fumo negli occhi. Insensato nel momento in cui non si fa indossare il guanto a Captain Marvel quando questa l’aveva in braccio con la scusa della macchina del tempo nel furgoncino. Giudizio finale? Brutto. Davvero brutto. Spider man: far from home. Come il primo capitolo. Anonimo. Con un villain interessante sia per l’attore utilizzato che per quello che rappresenta (col solo difetto che io non l’avrei collegato un’altra volta a Stark come per l’Avvoltoio). Da censurare come si è deciso di risolvere le conseguenze dello snap… Insensata la scelta di usare Simmons nello stesso ruolo avuto nello Spider man di Raimi. Giudizio finale? Insapore. Per concludere, e volendo tirare le somme di questa lunga galoppata filmica, non mi resta che ripetere quello che già avevo scritto da questa parti qualche anno fa. Ovvero “che probabilmente la maggior attrattiva di queste pellicole verso il pubblico sta proprio nella serialità della proposta, nel non volersi perdere nessuna puntata della saga cinematografica del momento pena essere spennacchiato davanti al cinema” dalla compagnia di amici e morose al seguito. Perché a ben guardare la qualità media è bassa e quasi tutti i film della serie non invogliano alla seconda visione salvo qualche eccezione”. -
Onestamente Shito non ho capito il tuo commento al mio precedente intervento. Una serie di informazioni (alcune già da tempo note) non hanno aggiunto nulla sulla questione da me esposta. Ovvero: ai tempi delle vhs di Evangelion, il malcontento per le lungaggini di rilascio e i mugugni per i prezzi non certo sensati, sempre son stati ricacciati al mittente con una sola e monolitica tiritera. Se si vuole un lavoro fatto bene, fatto da professionisti sul pezzo, si deve aspettare, pagare & muti. Si capirà che all’epoca la comunicazione era certo meno puntuale ed efficiente di oggi e al compratore non rimaneva che adeguarsi credendo nella buona fede del venditore. No, non si tratta di voler essere dei polli creduloni da spennare ma di credere del principio per cui non sempre il compratore è lì pronto a sodomizzarti con violenza. In più, sul finire degli anni novanta si usciva da un periodo di adattamenti assassini e il timore di rivedere certe castronerie pure in video era abbastanza da far abbassare la testa a chiunque fosse dotato di buon senso. Oggi, sul finire del 2018, ci viene detto che no, delle prime dieci puntate di Evangelion non si salva nemmeno una parola. Si badi, non che quegli episodi andrebbero corretti o ri-calibrati in virtù di una maggiore competenza acquisita, ma proprio che sono spazzatura da cestinare in toto. E non si tratta di una gola profonda che va spifferando cose senza fondamenta per i famosi cinque minuti di celebrità. ma a dir ciò è proprio chi, al tempo, lavorò alla versione italiana della serie. Quindi, all’epoca si è atteso e pagato per avere? E soprattutto una volta scottata la manina sulla fiamma perché io dovrei credere che, no, stavolta le cose si faranno alla perfezione? Mah. Come vedi, questa situazione non ha bisogno di informazioni aggiuntive perché tutti i pezzi son già ben schierati sulla scacchiera e l’amarezza sta pizzicando la punta della mia lingua da un bel po’.
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Devo dire che capitando per queste lande a leggere su la questione de “il vecchio doppiaggio da rifar daccapo”, un’ombra è sorta ampia sulla mia fronte inquieta. Il pensiero mi va infatti a scappar agli amari tempi delle cremisi videocassette di Evangelion, alle attese sfibranti, ai costi esorbitanti, infine al rovinare la visione di un’opera che ben altra periodicità avrebbe meritato per essere ben goduta. All’epoca come aspra medicina fu sparsa a piene mani la novella per cui se ben fatta si vuol avere una cosa, altrettanto si dev’essere disposti aspettare e oltre a spendere. Povero me! Al tempo tanto mi bastò. Invece no, giunto infine in questa triste epoca nostra, oltre al danno pur la beffa mi tocca subire. Ah, caso acerbo! Ah, spietata frode! Tempo che non più vedrò tornare e monete d’oro frutto di ferro e sangue furono cacciate fuor di senno. Troppo, troppo ottenne da me la mia sciagura.
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FOTTE SEGA!
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Star Comics After Kappa Boys
topic ha risposto a Wario P.W. in una uchujin nella sezione Anime & Manga
A me non pare... dovrei ricontrollare. Mi ricordo che all'epoca ci fu della perplessità verso questa scelta. Comunque, nel volume originale non sono in fondo ma sempre tra le vignette o a piè di pagina. Non capisco perché si sia deciso per le pagine in appendice. Altro mio dubbio oltre a quello delle alette tradotte a parte... -
Yggdrasil, che ti devo dire... sono un lettore di Jojo dalla sua prima edizione Star comics e se devo vedermi la versione animata di una storia che già conosco preferisco che questa sia, appunto, animata. Non dico bene ma almeno decentemente. Altrimenti, credo sia meglio rileggersi il manga originale. O no?
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SDF Macross - Serie tv e DYRL Bluray (jp)
topic ha risposto a Wario P.W. in una Garion-Oh nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
Chiudendo l'OT... ecco, sinceramente fossi stato Kawamori avrei preso il film come canonico per tutte le successive incarnazioni del brand. Dopotutto si poteva anche farla una scelta del genere senza stravolgere grandi cose. Al limite, se alcuni elementi della serie il nostro li considerava imprescindibili li poteva reinserire post film in altre opere legate a Macross (ambientate sia prima che dopo la pellicola cinematografica). Non so, di solito non amo i paletti che costringono in binari ferrei la creatività ma se un brand resta sempre nell'orbita del suo creatore (come nel caso di Macross con Kawamori) preferirei almeno una certa coerenza interna. -
Che bello discutere con uno che a delle obiezioni esposte con pacatezza risponde con FOTTE SEGA! Sulla questione "versione estesa" credo che il massimo che ci si può aspettare è un minutaggio più disteso. Un po' come con SS... anche se in quel caso il film non è migliorato 'sto granché . Per BvS l'edizione estesa era praticamente già fatta, in JL temo che oltre a quello che si è visto sullo schermo ci siano solo ritagli sparsi (con annessa effettistica da inserire). Sinceramente, sarebbe interessante vedere uno Snyder cut anche se già con Zack al timone il film era stato bastardizzato dalla produzione (qualcuno ricorda che JL dovevano essere due film?) e quindi non so quanto il gioco varrebbe la candela. Tra l'avere una JL solo gonfiata al minutaggio e un finto Snyder cut direi che la WB sceglierà la prima ipotesi. Inoltre credo che per mettere la dicitura "Snyder cut" ci voglia la partecipazione di Snyder (per l'appunto!) e non se il nostro ha questa gran voglia di tornare a lavorare su un mondo che pare respingerlo. Senza tra l'altro prendere in considerazione il fatto che Snyder dovrebbe iniziare a girare il suo prossimo film (non DC) il prossimo anno...
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Visto Scappa get out. Mai capitato di incontrare un'opera così razzista. A parti invertite ci si beccherebbe il gabbio per direttissima. E dire che ne ho letto una recensione entusiastica dove si elogiava il "razzismo giusto" della pellicola. Una porcheria di film.
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Alex, continuo a non capire. BvS sarà anche merda ma visivamente da le piste a JL. Basta confrontare l'inizio del primo con il prologo del secondo. Inoltre BvS tenta almeno di percorrere una sua via, di trovare una personalità nel marasma dei cinecomics. JL nemmeno quello. Tu mi dici che JL è meglio perché è caciarone... ok, ma resta pur sempre il seguito diretto di BvS e in quanto tale non ha il minimo senso la sterzata a U fatta di corsa. Quindi, anche da questo punto di vista è un'opera deficitaria. Ripeto, se si voleva svoltare lo si poteva fare con maggior perizia. Infine JL è un film chiaramente "rattoppato" da tutte le parti, sia narrativamente che visivamente presenta voragini e cadute di stile assurde. Il problema è che se proprio devo vedermi un film di supereroi caciarone c'è di meglio in giro, soprattutto di meglio organizzato. Quindi, ripeto, capisco possano far schifo entrambi (con l'aggiunta magari di MOS) ma trovare migliore una versione di quello stesso universo imbruttita e scollata no, non riesco a comprenderlo. Poi, eh, il mondo è bello perché è vario e la mia era solo una tenue provocazione.
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Mah, io lo z l'ho visto prima nella sua versione cinematografica e l'effetto "casino a tutti i costi" mi è sembrato turgido. Magari vedere prima la serie può far apparire la recente trilogia più lineare (vista la cesoia su mille parentesi inutili) ma vi assicuro che da spettatore "neutro" lo spettacolo è lo stesso difficilmente digeribile. P.S. su Macross film vs serie io son sempre stato per il primo. Certo molto della serie viene sacrificato sull'altare del minutaggio inferiore ma la versione cinematografica vanta un respiro molto più ampio come potenza immaginifica.