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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Di per me concordo. C'è da dire che Uruseiyatsura era (e resta) molto, molto intriso di folklore giapponese reinterpretato in chiave pseudo SF-demenziale e cose. Credo sia davvero difficile sentirne il gusto quando non si hanno quei referenti profondamente radicati nell'inconscio fin dall'infanzia. Sarebbe come fare una nostra commediaccia con alienazzi buzzurri che reinterpretano tutti i santi, la sacra famiglia, o cose molto molto note nel nostro folklore. Che so, se Kolokolo Pollon per i giapponesi era esotico, per noi era piuttosto familiare (fin da piccolo conoscevo un po' di mitologia, favoleggiata). Se Lum-chan fosse stata, che so, Psyke-chan e l'allupato di quartiere avesse incontrato e corteggiato Athena, Artemide, Selene, Persephone e compagnia, ognuna reinterpretata in chiave postmoderna e pseudo SF, di certo l'effetto sarebbe stato molti diverso per noi.
  2. Cioè, come Uruseiyatsura, no? Ma più bambinesco. A partire dal panda - noto feticcio infantile per i giapponesi da quando la Cina ne donò uno al Paese, credo sia quello che ancora aggi attrae orde di fantolini allo zoo di Ueno, e fu già causa di un certo riciclo di un certo design di una certa Pippi. ^^
  3. Shito

    Lolita

    Dipende dalla tua idea di decenza. Ci sdono imprecisioni sui tempi verbali, errori e aggiunte deliberate. Per me la risposta è: no. Ho completato la mia (pur ancor grezza) traduzione del capitolo. Ti ri-posto tutto qui: Poi: Quel film non l'ho mai voluto vedere. Troppo, troppo sbagliato, e turpe.
  4. Cinque cose vere in quattro righe. Ottima media, davvero. :-)
  5. No, anche io ridevo con certe cose di Ranma, lavorai ai tempi di Granata Press alla revisione dei primissimi dialoghi della serie. Però, credo che al tempo ci fosse una sorta di sottesa mitologia, almeno per me e per quelli come come, nella roba fumettata e animata giapponese "presentata come veritiera". Erano gli anni della demonizzazione degli "adattamenti" Mediaset di Alessandra Valeri Manera, erano gli anni della caccia alle streghe edulcorate e censurate. Quindi Ranma sembrava la nemesi di tutto ciò, sembrava LA VERITA', non so se mi spiego, perché aveva tutti quegli innuendo pruriginosi, nella loro scempiaggine. La realtà dei fatti è che se la prima "invasione degli anime in italia" fun un mischione tutto a casaccio, con roba vecchia davvero -che so, Tezuka- presentata insieme a roba ai tempi moderna, contemporanea (Creamy Mami, piuttosto che certi Sekai Meisaku Gekijou più recenti, e poi Orange Road, piuttosto che Saint Seiya, e poi Nadia) anche la seconda non fu da meno, perché andava a recuperare cose vecchie e cose non vecchie, pubblicando roba realmente novantina e roba del decennio precedente con grande disinvoltura. In buona sostanza, non si è mai avuto nulla di ordinato, realmente correlato, spiegato. Qualcosa di sensato, dico.
  6. Faceva ridere persone di che età, scusa? ^^; Età mentale, dico. Perché IIRC Uruseiyatsura era uno shounen, MI un seinen, ma Ranma si cosiderava proprio kodomo o low-shounen, al massimo. Shogakusei, cmq.
  7. Shito

    Lolita

    Solo bozze incomplete, per appunto mio e per Kobayashi. :-) Eventualmente, auspicabilmente, affinerò.
  8. Curiosamente, proprio ieri ho sentito, in un bar, "mi hanno proprio buggerato per bene". ^^;
  9. Shito

    Castlevania

    C'è Julius Belmondo da giovane?
  10. Mentre prima era un manga kodomo demenziale. Ovvero: non proprio pane per denti di persone oltre l'infanzia, direi.
  11. E' terribile tradurre "it doesn't matter a jot" -scritto da uno che sa scrivere e scrive come Nabokov- con "non ha la minima importanza". :-( La variazione di registro linguistico è del tutto falciata via. Lo stesso per "then life is a joke" tradotto come "la vita è una farsa". Quel capitolo rappresenta un po' la mia visione della vita, ovvero: siccome non credo in nulla di trascendente, devo (im)pormi da solo una scala assoluta di valori, e qualsiasi credo rivelato che ammetta una salvificazione sempre possibile (a fronte del pentimento, o di quale che altra forma di espiazione più o meno rituale) rende la vita umana una presa in giro - chiaramente. Perché ho esiste un assoluto a dare un senso al contingente, o il contingente può anche cessare di esistere. Che è il solito dilemma della postmodernità, o meglio delal vita postmoderna dopo la fine della storia. Detto questo, una nota stupida: chi mi critica da un lato per "discernere con pupille non offuscate" e dall'altro per "vado a pisciare" davvero non capisce che la bontà di una traduzione/adattamento, ovvero della possibilità di fruizione in lingua tradotta di quelle opere originali, sta proprio nello scarto di registro tra quelle due espressioni, per dire.
  12. Shito

    Che cosa state leggendo

    Eh, per il ritardo, chissà dove hai la testa... ^^
  13. Shito

    Che film avete visto oggi?

    Nel mio caso, ero rimasto interdetto. Poi mi sono reso conto che, molto intelligentemente, il film aveva mostrato gli avvenimenti sempre e solo dalla prospettiva del protagonista, indi aveva messo lo spettatore nei suoi panni. Non credo ci sia una singola scena vista da altra prospettiva che gli occhi del protagonista. Indi, essenzialmente, lo spettatore viene ingannato come il protagonista. Cinematograficamente, credo sia mirabile: non è facile fare un film dove -praticamente- l'io narrante è un personaggio. Per dire, Lolita ha l'io narrante in H.H. -e infatti e un libro- e uno se non ci fa caso NON sia accorge che SOLO H.H. Chiama Dolores come "Lolita", benché lui lo dica esplicitamente nel primo, e dico primo famosissimo, capitolo. Quindi dopo un po' ci si rende conto che tutto quel libro è la visione degli avvenimenti datane da H.H. - ok. Ma un film è diverso: il regista filma tramite l'occhio della telecamera, che tende alla narrazione onnisciente - quindi è dura mettere la sceneggiatura dentro un protagonista come narrante. Uno non può fare un film tutto in soggettiva è con voci pensiero soltanto, no? Quanto al contenuto, chiaramente è affascinante. Aby Warburg, nel suo "Atlante della Storia dell'Arte", un libro fatto per mere immagini invece che testo, parlava della figura della "ninfa", ovvero del movimento come afflato vitalistico, che passa nella storia dell'arte dalle menadi che sbrano Orpheus, alla Salomé che fa decapitare Giovanni Battista, fino alle prostitute (signorine) d'Avignone, e ancora e ancora. Dall'arte classica al rinascimento all'arte francese impressionista. La figura femminile, o meglio la figura della femminilità, come la forza transistatica della nostra specie (Kaji Ryouji concorda, Kyubei annuisce). Warburg finì per impazzarci o quasi, fortuna che era amico di Freud. Altro corrispondente di Freud era Schnitzler, il cui "Racconto Onirico" (Traumnovelle) ci sbatte dinanzi la stessa cosa, sino a farci spalcastrizzare gli occhi (cit.) - davvero ci sono cose che l'uomo non vuole vedere. Così il nostro protagonista, qui. Non vede l'evidente. La sua ossessione per la figura femminile nell'arte è l'ossessione per l'altra, il diverso per antonomasia: l'altro sesso, quello femminile, incocettualizzabile perché non logico, perché caotico. Ed è ovvio che alla fine ne cada del tutto vittima, cada vittima del suo stesso sentimento, che non poteva razionalizzare, come ogni sentimento vero, e avendo sempre allontanato non conosceva neppure. E' davvero un film affascinante sia in forma che contenuto.
  14. Snì. Ovvero: il termine "neoroide" non è che un neologismo coniato per suggestione d'assonanza. In realtà, il suffisso -oide non è che un desostantivale che aggiunge al sostantivo che suffissa un'idea di "non la cosa vera, una cosa tipo quella". Quindi: umano -> umanoide (una "specie di uomo"), eccetera. Idem: "androide" è un "quasi-andros". Solo che mettendo anche il prefisso "neo", si arriva a un composto privo di lessema primcipale: "neoide" sarebbe una cosa non nuova, ma quasi nuova, "una specie di novità". "Neoroide" trova, o meglio "prova a cercare" il suo significato proprio sull'assonanza con "androide", che peraltro tende ad assumere un senso anche e soprattutto neutro, privo di genere.
  15. Shito

    Riflessione del dì

    Godai, ti aspettavo al varco. Di questi tempi, pensando alla storia dell'arte, all'effetto d'impatto che poteva avere, prima del filmato d'un treno in corsa verso la telecamera, la semplice immagine di "un uomo non vero, ma disegnato" su una pale d'altare medioevale quando fuori non esistevano immagini, pensando all'iconoclastia da un lato e alla mitizzazione delle immagini commerciali che si fa oggi, penso che persino Andy Warhor avesse la sua parte di ragione. Aby Wargbur avrebbe forse solo detto che la Monroe era l'ennesima incarnazione della Ninfa, come la Salomè prima nelle pitture antiche, e poi le damigelle d'Avignone. La kore, la ninfa. L'idealizzazione del pensiero, che stasi, e il divenire della vita, che è movimento. Memosyne non so se pianga o rida, di certo Euridyce sogghigna, accanto a Persephone, mentre il povero Orpheus se lo sbranano le menadi, no?
  16. Shito

    Che film avete visto oggi?

    Volevo dire che dopo anni di riflessione, avendolo visto al cinema all'uscita, mi sono infine risolto sul dilemma: "La migliore offerta" (di Tornatore), è un film capolavoro geniale o uno schifo totale insensato? La mia risposta è: la prima opzione. Il tempo che ci ho messo per risolvermi suppongo ne sia ulteriore prova. Nulla di scontato.
  17. Shito

    Il topic definitivo delle Sigle!!!

    BTW l'intruso nel post di Fencer era Choukosenki Kikaioh, suppongo, perché è un videogioco (Capcom), col design curato da Kawamori Shouji, ma sempre non un anime. :-)
  18. No, non lo sapevo e ti ringrazio per l'info. Giuro, croce sul petto e potessi morire, che quando lavorai al live di Kiriya Kazuaki mi trovai dinanzi 'shinzouningen' e pensai di tradurlo "neoroide" senza sapere che fosse persino nella serie originale, dato che non ne ricordavo nulla (e che non era proprio necessario approfondirla per lo stampo del film live). I quattro cattivi hanno una traslitterazione ufficiale? Per Bri/Burai ci pensai un sacco...
  19. Shito

    Riflessione del dì

    Mah, sull'ascolto è solo una mia suggestione, certo. Non è Battiato che cantava "moRtitudine" invece di "moLtitudine" nell'eaodo, o Bowie che pronunciava Lennon come Lenin parlando di Vita su Marte? Però cavolo, la suggestione viene dal paradosso. Le canzoni dei primi due dischi di Madonna sembrano roba di OrangeRoad. Li metti in shuffle e ti aspetti, che so, CHOOSE ME da un momento all'altro. Gli Ottanta erano certi anni molto materialistici, ma è incredibile pensare come il proseguo del benessere, del consumo, abbia piuttosto portato alla virtualizzazione dei beni, all'immaterialità diffusa degli idoli, quando non nei sentimenti e dei rapporti. In fondo, del resto, quella di cui si innamora Narciso non è che un'immagine, no? E poi ne muore. Da stupido.
  20. Di questi tempi sto corrispondendo con un apprezzato filosofo giapponese, stimato docente alla Waseda Daigaku e autore di vari libri molto noti in patri, di nome Morioka Masahiro. La cosa che mi piace del professor Morioka è che alla sua attività accademica affianca una visione vitalistica e divulgativa della filosofia: http://www.lifestudies.org/ http://www.philosophyoflife.org/ Questo rende la sua visione della disciplina in qualche modo affine a quella antica (greca), in cui la filosofia è esercizio intellettuale. Con questo pensiero apriva qualche settimana fa la sua lezione sotto il platano il pur valente Remo Bodei, sotto un cinquecentenario albero nel giardino di Villa Falconieri. Mi veniva in mente quel che Heloise ricordava ad Abelard (nella Historia Calamitaris Mearum): i filosofi un tempo altro non erano che monaci laici (seguiva lo scongiuro a non sposarla, condita dall'episodio di Santippe e Socrate). Ma torniamo ad oriente. Incontrerò il professor Morioka tra qualche settimana, e quindi - oltre a voler concludere la lettura del suo libro Confession of a Frigid Man (Kanji-nai Otoko), riflettevo sui vari temi di cui i suoi altri testi, e di cui discutiamo: "Per vivere in un'epoca senza Dio" "Il metodo di 'conoscenza' di fronteggiarare il sé" (<- qui mi viene sempre in mente un verso di Changes, di Bowie) "L'amore definitivo lo portano gli uomini erbivori" "Lezioni d'affetto per uomini erbivori" "La questione della civiltà senza dolore" Sono tutti temi che girano intorno all'evoluzione sociologica postmoerna. Dopo la fine della storia di cui Hegel, nella ricarca di stratagemmi di cui Kojeve. L'otakuzoku tra questi. La cosa buffa è che oggi, per caso, mi è ricapitato di sentire la canzone del primo 45giri che comprai coi miei soldini in prima media: Material Girl. Ed è buffissmo: l'ascoltavo da un mp3 vynil-rip fatto la un mago giapponese del fatto, uno di quei santoni che trovi solo su blog a accesso ristretto, invito dietro esame su cultura audio, musicale, etc. Vynil rip con impianto dove la sola puntina di lettura costa 3000 euro, perché è fatta di non so che minerale, e lasciamo perdere il resto. C'è chi da valore matto alla gamma dinamica, davvero. La cosa vera. La sua immagine digitale. E sapete cosa? Invece di "cause we are lining in a material world, and I'm a material girl", dopo quasi trent'anni dagli ultimi ascolti, sentivo "cause we are living in unmaterial world, and I'm a unmaterial girl". Società liquida? Già vaporizzata, forse. Che buffo, davvero.
  21. JinzouNingen - "essere umano di umana fattura" - "essere umano artificiale" - "androide" ShinzouNingen - "essere umano di nuova fattura" - "essere umano di nuova fabbricazione" - "neoroide"
  22. Credevo che in The Return of the Jedi il ritorno di Luke da Yoda fosse dopo tutta la parte del salvataggio di Han presso il covo di Jabba. Quanto al nuovo film, non so se la tizia diverrà una Jedi (cosa probabile), ma dubito che il titolo originale possa riferirsi a lei, visto che -allo stato attuale - (all'inizio del film), di certo non lo è. Inoltre, sarò banale, ma in inglese il plurale di Jedi è Jedi o Jedis? E no, quando è in apposizione (Jedi knights) è ovvio che non si pluralizzi... ma da solo?
  23. Ma, non so, non ho visto Il risveglio della Forza, ma L'ultimo Jedi non è il chiaro riferimento al fatto che il secondo film è incentrato su Luke, essenzialmente assente nel primo? Del resto, c'è stato anche un Il ritorno dello Jedi, sempre per lo stesso Luke. E per la cronaca, all'inizio del film, mi pare che Yoda fosse ancora in vita.
  24. Shito

    Kimagure Orange Road

    Ma Yagami è candida nel suo essere vera. Ci mette tutta sé stessa, persino tra gli scherzi/provocazioni crudeli dei coinquilini. Si mette in gioco, e sotto il futon. E poi resta sola davvero. Yagami è IDOLO.
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