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Shito

Pchan User
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  1. Però vedo che questo "piano quinquennale" non venne affatto rispettato in quanto ad Howl seguì Earthsea e quindi Ponyo (quest'ultimo a solo 4 anni di distanza da Howl..). Scusami. Hai ragione perché ho sbagliato. Era dopo Ponyo, non dopo Howl. Scusa. Infatti ci furono Arrietty e Coquelicot, entrambi nati da progetti di Miyazaki padre. ^^
  2. Shito

    Le DIVICHE

    Chiaro, ma non mi pare che si parlasse di "inventare", ovvero la "creatività" non è solo invenzione e fantasia. Ripeto: io per uno ritengo il concetto di "creatività" già eccessivo se riferito all'opera intellettuale di traduzione, ma è una questione di intendimento terminologico, poiché di fatto la traduzione, come testo, prima non c'è e poi c'è, ovvero il testo in lingua tradotta è stato creato dal traduttore. Intendevo dire semplicemente questo.
  3. Shito

    Le DIVICHE

    Ma solo a me questa sembra una bestialità bella e buona? Beh, sicuramente la denuncia di malafede della terza riga è comprensibile e anche sottoscrivibile. Per quanto riguarda le prime due righe — al netto del fatto che lì Ivo DePalma esprime, per quanto in modo assai perentorio, un'opinione assai diffusa — si tratta di capire cosa si intenda per "lavoro creativo". Ovvero, come scrivevo, è una questione di intendimento sulla soglia della "creatività", ovvero la soglia di legittimità di quella. Ci sono persone (come me) che ritengono che la soglia di creatività legittima in una traduzione sia così bassa da non poter legittimamente parlare di "creatività", ma solo di "lavoro intellettuale". Ma anche così, diventa ancor più un gioco di significanti e significati, ovvero un giocare a capirsi. BTW, qui c'è tutto Moby Dick: http://etcweb.princeton.edu/batke/moby/moby-1.html qualcuno più colto di me sa rintracciare quel passo, così vediamo? :-)
  4. Certo, è come tu dici. Ma è una cosa stupida e comoda, quindi ben s'addice all'umanità. :-)
  5. Non so che voci tu legga, e in che lingua. No, non ho mai letto o sentito nulla di simile in fonti ufficiali o anche solo attendibili. Al contrario, se vuoi, quando Miyazaki Hayao completò Howl fu Suzuki Toshio a dirgli che prima di cinque anni almeno, con due film di altri autori giovani che avrebbe dovuto seguire, non gli avrebbe permesso di fare un altro film. Fu un "piano quinquennale" - tanto per citare Oshiii Mamoru che paragonava lo Studio Ghibli al Cremlino. Sicuramente l'eredità dello Studi Ghibli è qualcosa che è stato un problema da un sacco di tempo. Sin dai tempi di MimiSuma, per capirci. Ma anche prima, che Kiki avrebbe dovuto dirigerlo Katabuchi Sunao. Un altro tentativo, miseramente fallito, lo fecero con Mochizuki e Si sente il mare. E poi ancora ai tempi de La ricompensa del gatto. Ma gradualmente, a Miyazaki e Suzuki (gli unici a decidere dello Studio, Takahata non è MAI stato parte, né dipendente, né nulla - a dispetto di quello che tutti scrivono, in inglese e italiano e francese e spagnolo, additandolo come "co-fondatore", cosa totalmente falsa) si è si è fatto chiaro che no, un erede non si sarebbe mai trovato né dentro né fuori lo Studio. Perché lo Studio era nato ed è vissuto solo per produrre i film di Miyazaki Hayao, e satelliti intorno, ma tolto il sole non resta niente. Anche perché il sole ha sempre consumato qualsiasi giovane che sia entrato in orbita - come giustamente rimarcava nel documentario "Il regno dei Sogni e della Follia" la collega di una vita Tateno Hiromi, se ben ricordo.
  6. Eymerich: dove l'hai letta quella cavolata? Non è così. Miyazaki, semplicemente, è il tipo di compulsivo e ossessivo che quando fa un film "si dà tutto al film". Si consuma. E' una cosa che ha detto molte volte, che diviene "schiavo del film" (sic), e in Kaze Tachinu ha proprio fatto l'apologia del concetto di "dare fondo alle proprie forze". Non è certo una cosa solo di Miyazaki, eh. E' un tipo di mentalità che capisco, io per uno l'ho sentita in me. Saltare le notti di sonno nella compulsione del perfezionismo, dimenticarsi di mangiare e di lavarsi, questo genere di cose. Spesso anche ai giovani programmatori capita. Forse il punto è che Miyazaki Hayao ha mantenuto quella mentalità anche in un corpo di anziano. Comunque, il fatto è che ogni volta che si imbarca nella produzione di un film, si "consuma" così tanto che alla fine, dopo il parto, il suo subconscio ha bisogno di dirgli "fine, stop, non lo farai più". Credo che il suo subconscio ne abbia bisogno perché così il suo conscio può crederci (bisogna mentire a sé stessi per essere sinceramente convinti del falso), e così iniziare a riposarsi mentalmente. Ovvero, ad annoiarsi. Perché Miyazaki Hayao è fatto del suo lavorare. E in quel riposo di noia, inevitabilmente lo stillicidio delle idee sedimenterà una nuova voglia creativa, che poi traboccherà in un nuovo progetto. Ovviamente si dirà che sarebbe anziano abbastanza per conoscere il funzionamento del suo animo, ma ripeto: credo abbia bisogno di ingannarsi, nella sua propria dinamica. :-) Chocozell: non possono esserci "i nuovi Miyazaki e Takahata", perché Miyazaki e Takahata sono il frutto e il prodotto di un'altra generazione. Di vita, dico. Persone che hanno vissuto (più o meno) la guerra, e il dopoguerra, e il lavoro nel mondo dell'animazione che seguì e ci fu nel Giappone del miracolo economico. Le loro mentalità, come quelle di ognuno, vengono dal contesto educazionale che li ha formati. Così come per Anno Hideaki, otaku fisrt-gen di Osaka70, per dire. E' inevitabile, e dire anche logico e giusto, che sia così. Oltre a questa banalità, c'è giustamente quello che ha scritto Garion.
  7. Per l'ottava volta, a quanto pare. Takahata l'aveva detto. E aveva detto anche "Ma perché fa una cosa del genere? Annunciare il ritiro, per un regista non ha senso. E' una cosa infantile. Non si smette di essere un regista, quindi può sempre accadere di fare un altro film." Appunto.
  8. Shito

    Le DIVICHE

    Incidentalmente, colgo occasione per dire che "Never let me go" è una storia molto bella.
  9. Shito

    Le DIVICHE

    Shuji: chiaramente il caso da te riportato non lascia spazio a dubbi di soglia, poiché è un caso di ragione puramente obiettiva/oggettiva (criterio logico di autoidentità), e nulla di relativo/soggettivo. :-)
  10. Shito

    Le DIVICHE

    Il problema è sempre la soglia di tolleranza. :-/
  11. Per dire che Miyazaki Hayao ha rilasciato il titolo del suo prossimo lungometraggio, che pare sia "Voi come vivete?"
  12. Shito

    Un Mazinger Z.

    Sempre dalla recensione linkata: Sono scemo se dico che mi sembra un tipo di personaggio in realtà piuttosto consueto nell'animazione giapponese da Tetsuwan Atom? Persino la sigla STORICAHH (del suo copycat) ci ricorda che "tra il bene e il male lui non sa che cosa fare, più che un robot sembra un bimbo come noi"...
  13. Shito

    Un Mazinger Z.

    "Il dottor Inferno è infatti un ideologo del conflitto, un esaltato che crede nella battaglia per la battaglia e ritiene la pace come la peggior forma di decadenza umana e che per la democrazia nutre solo disprezzo." Giustamente, è uno dei capisaldi della filosofia hitleriana nazista (cfr. "Appartamento ad Atene", per dire di cinema) - la "pratica della guerra" come attività di igiene spirituale. Sovviemmi anche un paio di persone almeno, in antica Grecia, che erano d'accordo. Anche se ai tempi non si parlava ancora di "appartamenti".
  14. Shito

    Un Mazinger Z.

    Amo l'omelette classique francaise, ma lasciamo perdere l'OT. Torniamo a Mazingar Zeta, suvvia. ^^
  15. Shito

    Yamato Video - News

    Parlando di Yattaman, qualche settimana fa di ritorno da Viterbo a Roma (VIterbo è SPLENDIDA, btw), c'era sul treno regionale un bimbo occidentale, forse tedesco, che giocava con un kendama. Aveva tipo, boh, otto anni. Ed era capace un pochino - cosa che sei uso prendo in mano un kendama alla meglio mi do la pallina di legno sulla fronte, alla peggio mi cavo un occhio col puntale. Poi sbuca il fratellino MINORE dal sedile, con un altro kendama, e lui era tipo IL MAESTRO, avrà avuto cinque anni. L'intermezzo "Yatterman - storie di treni presi e persi" vi è stato offerto dal vostro Shitarello. Anyway, Santa Rosa (che ancora canonizzata non è) >>>> Kido Saori, e le sue Macchine >>> Case dello Zodiaco, augh. I Facchini di Santa Rosa >>> Gold Saints, anche
  16. Shito

    Un Mazinger Z.

    Beh, nasceva come serie dalla forte connotazione comica, che non si perde mai del tutto. Ti piacciono anche i Lumakkiani?
  17. Shito

    Un Mazinger Z.

    E non dimenticare che Kouji ha lo scouter, quindi è un duraveriano, ora. La novella Ayanami esce la nucleo del robot. Che è posto com'era posto, perché lì era Eva a citare Mazinger Z (kao... kyoudai robotto?). :-) Sarà un clone della madre o qualcosa... XD
  18. "Perfect Blue è terrificante." Ci sono video su YouTube che argomentano su questo, in lingua inglese, dove terrificante è "terrifying" e non "terrific", chiaramente (se conoscete la lingua inglese). "La dualità, l'ossessione del regista col vero e col sogno, il make-believe, la finzione del sé, gli avatar, siamo circondati dai social", blah-blah. Cose così, che sono poi corredate da spezzoni random di cose come Matrix, Blade Runner (?), o che. Un amico caro mi ha chiesto cosa ne pensassi, così ho scritto infine due righe su di un film che amo molto, che è Perfect Blue. Di Kon Satoshi. Che è tratto da un romanzo, che si chiama Perfect Blue pure lui, ed è il romanzo di una donna - in tutti i sensi. Per assonanza e affinità (oh, Wagner! Oh, Göthe!) il titolo mi rimanda a "Blu pressoché illimitatamente trasparente", di Murakami Ryuu. «Tu ti sforzi continuamente di vedere qualcosa, proprio come uno scienziato che registra tutto per poi farci le sue ricerche. O come un bambino piccolo. Ecco, sei proprio come un bambino! Quando si è bambini si vuole vedere sempre tutto, no? I neonati guardano fisso negli occhi le persone che non conoscono e poi scoppiano a piangere o a ridere; ma tu prova adesso a guardare fisso negli occhi qualcun altro, in un attimo vai fuori di testa! Provaci! Prova a guardare fisso negli occhi quelli che passano per la strada, ti senti subito strano! Insomma, Ryuu, non devi guardare le cose come se fossi appena venuto al mondo!» (nota: quel "vai fuori di testa" mi viene il dubbio che sarebbe invece "va fuori di testa", devo verificate sul testo giapponese ma ho una logica di sospetto interlingustico) Nel romanzetto lo dice lei a lui. Un altro regista che ama questo scrittore dichiarò una volta che: "in Giappone non ci sono che bambini. Questo è un paese di bambini". In giapponese blu è anche verde, ed è il colore dell'immaturità (le fruit vert, Vladimiro?) oltreché, quando limpido e cristallino, ovvero trasparente, "il colore dell'acqua". Ma io sono italiano, e sono europeo, e ho in animo i tragici greci e la loro nascita, gli Ulissi d'Omero, di Joyce, di Nessuno e Uno e Centomila e di Svevo, Italo e italico, ma anche le pipe che non sono pipe e le mele che non sono mele, e melograni in Ade con fanciulle giunte lì anzitempo, per ratto o per venefico morso, e un principino che si fece mordere per pietà, e corone di spine e uri e angeli e pigmenti durevoli. Una lunga storia. Quindi penso e dirò, pensando a Perfect Blue e alla sua messa in scena, che è fisiologico, forse, che un mondo di adulti re-infantilizzati consumi, divori, sbrani in poltrona l'infanzia reale di chi ha ancora qualcosa del bambino vero. "Tu pensa a sorridere, che io penso a vendere, una cosa da cannibali, però", cantava un certo Conte. Ci sono scimmiette nude che danzano al suon dell'organetto che le espone al ludibrio pubblico per darle in pasto ad altre depilate scimmie. E Perfect Blue è terrificante perché, come insegna Bellissima di Visconti, sgretola un pilastro della nostra mitologia occidentale moderna e ci ricorda che mettersi su di un palco vuol dire sempre e solo prostituirsi. Come sapevano gli antichi greci, giapponesi e persino inglesi. E prostituzione è sempre disperazione, come causa e come effetti. Salomè danza tra mille veli, fa decapitare Giovanni, ne bacia il capo decollato e poi viene ammazzata. Un certo Oscar, non una statuetta, ebbe a che scriverne. L'illustrò tal Aubrey Bearsdley (sp?), al cui cognome dobbiamo forse il nome del college cui fu iscritta Dolores Haze, tra cacciatori e montagne tutti incantati. Per fortuna Perfect Blue è un libro e poi un anime, che come dice Takahata è sempre uno "pseudosurrealismo": fa meno male di Bellissima, dove una bimba vera, per recitare di recitare, piange lacrime vere. E quando la nostra Anna nazionale dice "non l'ho messa al mondo per fa' divertì nessuno, io", la quarta parete crolla del tutto, insieme a certe certezze che da noi spacciano come falsi miti di progresso, creati da una borghesia per conto della quale il popolino alza sinanco barricate in piazza. Mi fa sempre riflettere, Perfect Blue. Credo sia proprio un bel film, quindi, perché poi a latere della minuta è incredibile quanto sia attuale ancora oggidì, nevvero? Sul Teatro Massimo di Palermo sta scritto: "L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire". Passeggiando nel monastero benedettino di Catania pensavo: il riso sempre abbonda sulla bocca degli stolti perché la frivolezza è l'anticamera della stupidità. L'igiene mentale non è anch'essa che una forma d'ordine. Di disciplina. La vera bellezza umana. Pulcher. Mundus. Cosmos.
  19. Shito

    Yamato Video - News

    Chi mai saprà di una stella che esplose anni luce FA? X°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
  20. Shito

    Microsoft

    This is like "Microsoft is the new Apple!". E lo dico per dire che è una cosa buona. Di recente m stavo ripassando i natali di MicroSoft, dico proprio dei giovani Gates e Allen, ed è chiaro come nel mondo del software fosse vero che "nell'industria informatica non è mai chi inventa, ma chi sa sfruttare l'invenzione ad avere successo'. E quindi MicroSoft fece così prima con il QDOS e quindi con la GUI di cui Xerox/LISA/Macintosh, no? Ma poi, quando il successo di MicroSoft aveva esaurito il suo bacino di vendita, nell'epoca dal ri-acquisto e del PC non più percepito come un bene davvero "necessario", la filosofia di quello che voleva i gadget fighi è tornata alla ribalta (AppleII era stato un successo, il Macintosh un flop fino all'iMac - i conti tornano). E ora MicroSoft sta incredibilmente abbracciano quell'approccio. Proprio mentre Apple fa un sacco di scelte discutibili perché segue il mercato degli handheld. Credo che il punto sia semplicemente che i PC di oggi sono in sé dei post-PC devices. ^^;
  21. Shito

    Uno sguardo verso il futuro

    E' il prequel di Gunslinger Girl? X°°° Oppure di G.U.N.N.M.?
  22. Ah, figo. Pensavo "no [non è come dici tu] è come dico io [e non tu]". Discomunicazione lella comunicazione. Gold.
  23. :-) La ripetizione gioverà a chi dovesse giovare.
  24. In che modo quello che hai scritto è contrario a quello che ho scritto? Oh, se diamo conto a Freud, anche il "distacco dal seno" è un "trauma". Da Treccani: "In psicologia e in psicanalisi, t. psichico, turbamento dello stato psichico prodotto da un avvenimento dotato di notevole carica emotiva." Anche "la prima volta" è o può (normalmente) essere un trauma, mica solo un tragico stupro! "Trauma" non vuol dire "tragedia", in sé. La nascita di un primo figlio può essere un trauma, come la morte di quello, o di un altro congiunto. Non credo che nessuno intenda nell'ammucchiata su Beverly un mortifero stupro di gruppo, no?
  25. Beh, ma l'atto sessuale è un atto di comunione. Tra i due amanti. Dopo la nascita, è l'atto di maggiore comunione fisica e quindi spirituale che sia dato a un essere umano, salvo forse il cannibalismo, e vorrei qui ricordare che ab initio nelle comunità paleocristiane taluni praticavano la spermatofagia -che è cannibalismo- come "comunione". Ora, quello che mi viene da pensare è che da bambini avendo - seppur non definitivamente - "rimosso"la minaccia comune (It), i bambini abbiano perso il loro primo punto di aggregazione, e quindi 'si smarriscano'. Hanno - seppur temporaneamente - sconfitto le loro paure infantili, quindi hanno perso quel pezzo di unità d'infanzia, indi si smarriscono. Non son più bambini, non sono ancora adulti. Quindi, per ritrovarsi c'è bisogno di un nuovo punto di aggregazione, e mi pare che non a caso sia lei a proporre: facciamo le cosacce. Diventando tutti amanti di lei, e in questo terminando il passaggio verso l'adultità, i bimbi ritrovano un nuovo punto comune, e quindi si ritrovano per uscire dalle fogne/buio/resti-di-infanzia verso la crescita. Tutte follie mie?
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