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Shito

Pchan User
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  1. Sei molto educato e non ti trovo affatto irrispettoso o pesante nel tuo commento. Di certo io sono un vecchiardo, ma non urlo al vento, nel senso che non c'è rabbia alcuna nel mio commento. Solo, la sorpresa e la disapprovazione di vedere tanta frivolezza. Gli emoji giustamente li usino con gioia chi la li apprezza, nessun problema. Ma dedicare tanto spazio a qualcosa di tanto frivolo nell'ufficialità di una presentazione tecnologica, beh, meh.
  2. E le azioni contro i remoti. Ma contro i vivi?
  3. Ciò che mi ha di nuovo colpito, e di nuovo molto negativamente, è la totale frivolezza -per non dire stupidità- dei modi e degli highlights di queste presentazioni. Non ho visto le cose importanti, materiche, quelle su cui Steve Jobs si fermava maggiormente: i confronti di dimensioni tra modelli vecchi e nuovi, i confronti di design vecchi e nuovi. Hanno detto, ma davvero en passant, che il nuovo iPhone8 ha anche il retro in vetro e ciao. Confronto col precedente modello? E sulla dimensione del nuovo iPhone X, più piccolo nel taglio di un Plus ma con lo schermo più grande? E sul fatto che lo schermo è realmente sagomato? Cosa che mi fa schifo, ma oh, è la novità del modello, no? Che fine hanno fatto le tabelline comparatistiche dei dati SENSIBILI? Diamine, una cosa importante come 2 ore in più di batteria passata in sordina, con vaghezza e sciatteria. Boh. E su cosa invece insistono tutti? Gli emoji animati. Le facce da pirla. Un top executive che fa i versi delle bestie mentre un aggeggio da 1000+ dollari, con una tecnologia spaventosa, deforma la sua faccia in modi idioti o gli appiccica sopra maschere da luchador in realtà aumentata. Quindi, i casi sono 2: A) Jobs era una semplice genio di sensatezza e common sense, e questi -con tutti i guru del marketing che avranno dietro- sono degli idioti totali, oppure B) la realtà è che quesi costosi gingilli sono ormai pensati per un pubblico di riferimento fatto di ragazzini cazzoni, che se ne fregano delle cose importanti (durata della pila, look&feel) e pensano agli EMOJI. Oppure anche A+B. You choose. Quanto all'interesse per gli oggetti, io ancora non capisco perché dovrei portami appresso un telefono più grosso di un iPhone4. Sì, già l'iPhone5 per me è troppo oblungo. La storia del pollice era già una menata.
  4. Se mai dovessi adattare ora come ora qualsiasi cosa di DragonBall, credo che i saiyani (<- con la I, che non siamo anglofoni), li chiamerei duraveriani. E i namekiani diverebbero lumakiani, forse? :-) BTW il nome saiyano di SonGoku sarebbe Cacarrot, dato che deriva da Carrot. Soprattutto il "th" finale non ha senso né giustificazione. Cmq la storia del pianeta era Plant, abitato da saiya-jin e tsufuru-jin (da "Fruits"), poi ribattezzato "Vegeta" dopo la conquista egemonica dei saiya-jin,no?
  5. Dimenticavo: uso iPhone (sempre il 4) anche molto per i PDF, di eBook e non solo. :-)
  6. Come scrivevo sul forum, credo che Bianconi sia una persona sensibile e intelligente, ma troppo debole (emotivamente) per imporsi su una donna amata, o su una società, specie ormai invertita come la nostra. Da questo punto di vista "Bruci la città" sembra l'opposto perfetto de "La cura" di Battiato, non trovi? Bianconi è un provinciale, come me. E' possibile, se non probabile, che in infanzia e adolescenza abbia visto una società molto più ordinata e solida di quella che ha trovato a Milano da fresco laureto (si trasferì). Da cui, la solitudine, l'estraniazione, l'alienazione. E forse era deboluccio già da prima, almeno da quanto ogni tanto fa capolino nelle sue interviste: esperienze di attacchi di panico, psicofarmaci... e del resto anche la necessita di una cosa come "una maschera da poseur" altro non è che un parto di insicurezza, ovvero debolezza, sociale. Tra le sue canzoni ce ne sono alcune da "ragazzino che desidera un'isolatria esclusiva con la sua ragazza", tipo Io e te nell'appartamento. Spesso c'è un senso latente di ritorno a una sorta di innocenza perduta, tipo Love Affair, o un senso di colpa da "j'ai eté trop jeune pour savoir l'aimer" - per chi ama il Principino, vedasi La canzone di Alain Delon, La canzone del riformatorio, eccetera. Lenta lievitazione, lenta cottura, lenta stagionatura, sono cose che vanno bene per gli alimentari di pregio, non per gli animi umani sensibili. Il senso sembra sempre: "ero un coglione, ho ferito la ragazza che amavo, mi sento in colpa e mi sento un coglione". Ci sono altre canzoni di tipica comprensione patetica per le debolezze e fragilità femminili, ma sempre accompagnata da un senso di incapacità, inettitudine, reale maschile: Groupies, Bruci la città e altre. Il senso è sempre: "le cose vanno male, o sono andate male, perché io maschio sono un maschio debole, e non ce la faccio". E' onesto, per lo meno. Non si piange neppure troppo addosso. C'è un periodo/gruppo di canzoni che sono proprio l'innocenza perduta della provincia, più tra amici che con una ideale o perduta compagna (Le rane, L'uomo del secolo), e poi quello di una persona cmq con un'intellettualità superiore alla media che è vittima di una società di merda che gli fa schifo ma pure è troppo debole per contrastare (Il liberismo ha i giorni contati, La bambolina). Il disco più interessante, alla fine, secondo me è Fantasma. A parte il discorso strumentale/compositivo molto interessante, lì Bianconi si era accoppiato, forse con una ragazza più giovane, e si sente. Diorama è un capolavoro. Ispirato al Museo di Storia Naturale di Milano (ho presente la precisa vetrina che descrive), poco lontano dai Giardini di Porta Venezia di cui Il corvo Joe - e ovviamente il corvo è un avatar di lui stesso, solo al parco che si sente "scartato" dalla società borghese (tutti luoghi della solitudine di un provinciale a Milano, eventualmente: more to follow). In Diorama c'è proprio l'amore di un uomo più grande e pure otaku per una ragazza più giovane. Ii desiderio di fermare il tempo, magari con lei. Gli idealismi. Nel diorama il tempo non ci può far male Non c’è prima e non c’è poi Solo il culmine di vite singolari L’illusione che non marciranno mai Figlia mia, ti chiedo il mondo e me lo dai Bimba mia, ti sposo in chiesa lo vedrai Vita mia, faccio il possibile per noi Fissi dietro il vetro a bocca aperta Fuori piove il giorno muore ma lo scopriremo poi Pensiamo agli "young adults" con le collezioni di modellini, suvvia. E i sogni delle "brave bimbe" da cartone animato (bishoujo/lolicon/moeblob). E' un capolavoro di canzone. Next to come, La cometa di Halley
  7. No, no, è che sotto quel bottone finisce sempre pulviscolo. Dico pulviscolo e grasso corporeo. E' un difetto molto comune anche a iPhone Touch di ultime generazioni. Quando smette di funzionare, se apri, pulisci e richiudi funziona di nuovo perfettamente. :-) Curiosità: ma più di quello che ho detto, per cosa si può usare un iPhone?
  8. Non so se "adolescenza bruciata" o piuttosto "adolescenza irrisolta", con sensi di colpa che si trascinano ad libitum. A me sembra piuttosto la seconda. C'è molta autorecriminazione in molti testi del Bianconiglio. Così come ritengo lui non abbia abbastanza forza per sopportare la sua stessa sensibilità, credo che, come dice Misato a Shinji poco prima di morire, lui abbia scoperto -ma troppo tardi, forse- che a fare a chi si ama fa molto più male che fare male direttamente a sé stessi. Solo mie suggestioni, ma credo che il Bianconiglio amerebbe davvero Komm, süsser Tod. ^^ Tanto per restare in tema col tuo avatar, Den-chan. E col mio.
  9. Shito

    Un Mazinger Z.

    No, che 'Mazinger' sia pronunciato alla tedesca nessuno (di sensato), lo discute. Il "problema" è solo se il Z sia pronunciata col "nome della lettera" anch'esso tedesco, e sarebbe Tzet, o il "nomel della lettera" standard giapponese, che è derivato dall'olandese, e sarebbe Tzed. Nel primo caso, "tutto tedesco", in ogni lingua il nome del robot sarebbe: "Masigaa[r] Tzet", nel secondo caso la 'Z' andrebbe 'tradotta' in ogni lingua, quindi per noi sarebbe: "Masigaa[r] Zeta". Questo in soldoni. :-)
  10. Mai avuto problemi con il bottone, ma sono un igenista patologico. ^^; Di 3s ne ho "avuti" due, un 64GB (first gen) e un 8GB (last gen), fatto brutta fine entrambi.
  11. Con iPhone4 faccio: telefonate email foto (ne ho 1100 scattate e poi gli album di iPhoto ordinati) musica (uso molto "l'iPod") web con un paio di browser diversi che hanno modalità desktop Whatsapp LINE DropBox (<- lo uso molto per lavoro) FTP (con un multi client aggregatore anche di DropBox e altri servizi Cloud) eBay PayPal (ora via web, l'App è incompatibile) Home Banking (ora via web, l'App è incompatibile) Amazon e non ricordo cos'altro... ^^; Purtroppo Trenitalia ha "ucciso" la versione della sua app che girava su iOS7. :-(
  12. Capito. Mi sono fatto ingannare dal fatto che in una storia italiana, "Il matrimonio di Zio Paperone", veniva narrata la "genesi" di Rockerduck, evidentemente riscrittura nostrana.
  13. Il 4s è molto meno solido del 4. Essenzialmente il 4s è stato ingegnerizzato molto peggio, e testato molto peggio. Hanno messo una potenza di calcolo (e uno sviluppo di calore) che l'architeturra/circuiteria non poteva sopportare. Infatti tra i molti difetti del 4s aggiornato dopo iOS7 ci sono rotture meccaniche date da eccesso di surriscaldamento: prima salta il chip del WiFi, poi quello del g - e allora game over. Inoltre, la re-igegnerizzazione del subisystem delle antenne cellulari 2G(EDGE) e 3G che serviva a risolvere il piccolo problema dell'iPhone4 liscio, ovvero "se lo tieni con la sinistra mandi in mezzo corto le antenne", fa sì che il telefono sia LEEEENTO nello switch e spesso si impalli sul 2G anche quando ci sarebbe 3G. iPhone4s con un qualsiasi iOS post-7 consuma così tanto che è quasi inutilizzabile: in realtà sono i chip WiFi e GSM-3G che impazziscono e fanno ricerca di rete continua in background. :-(
  14. Dunque, l'altro giorno sono stato a vedere il secondo concerto che abbia voluto vedere in vita mia. Il primo, e a mio dire fu ottimo, era il concerto della tournée di "Fantasma" che i Baustelle tennero a Roma, nella Sala Santa Cecilia dell'auditorium del parco della musica. Era forse tre anni fa? Boh. Questo è stato sempre un concerto dei Baustelle, che leggendo casualmente un quotidiano in un bar ho appreso si sarebbe tenuto trentasei ore dopo al castello di Santa Severa, incidentalmente a circa un'oretta di treno da dove mi trovavo. Siccome le prevendite online non erano previste, ho pensato "ci saranno quattro gatti, andiamo!" Le cose improvvisate spesso sono quelle che riescono meglio. Infatti, c'erano quattro gatti, stimo un 350 persone all'aperto, con bimbi scorrazzanti e cose, nel bel cortile interno del bel castello di Santa Severa. Il concerto è stato a mio dire mediocre, perché l'amplificazione era eccessiva per la collocazione e perché il mixing di voci e musica era, sempre a mio dire, tutto sballato. Ma tant'è. Siccome ormai un cellulare fa riprese quasi buone per il cinema, e siccome il Bianconiglio è tanto impacciato sul palco che la sua scaletta è sempre 1:1 in ogni concerto della stessa tournée, su YouTube si trovano tutte le versioni live di quest'ultima - persino le battute col pubblico sono sempre quelle, sempre ingessate uguali. Io che detesto il divismo trovo questa cosa molto dolce, ovvero il buon Bianconiglio è così goffo nel "fare il personaggio" che fallisce in modo così palese da "fare il giro" e demolire l'idea del poseur. E' come se fosse un poseur di un poseur. Adorabile. Cosa che del resto era ben visibile qui: In cui si vede proprio tutto il disagio di un provinciale come lui, o come me, che va a fare lo spiantato a Milano, non si inserisce, e vive la città come una collezione di luoghi della solitudine. Di questo parlerò se il topic proseguirà. In ogni caso, così sapevo che in questa tournée il Bianconiglio stava riproponendo una canzone che aveva scritto e poi "passato" a Irene Grandi, ovvero: "Bruci la città". E infatti il tema che vorrei ora affrontare è quello dell'amore maschile postadolescenziale - sennò che ci stava a fare questo topic in questa zona? :-) Dunque, il Bianconiglio aveva scritto questa canzone secondo me molto ispirata perché genuina e vera, e poi questa canzone che era maschile al 100% venne donata a Irene Grandi, che ne fece un successo - storpiandola totalmente. Ma totalmente, dico. Quesat canzone non è stata mai incisa dal Bianconiglio. :-( La facevano live col testo originale nel 2008. Sì, si sente uno schifo. Ma la versione riproposta nell'ultima tournée è purtroppo ibrida: al maschile, ma con molti cambiamenti apportati dalla "versione fake" (aka: quella popolarizzata da Irene Grandi). Quindi mi rifiuto di postarvela. Piuttosto, qui di seguito il testo *originale*, fedelmente trascritto per voi dal vostro Shitarello: Personalmente, riesco a "sentire" molto il senso di questo testo, che mi pare una delle modalità dell'amore maschile tardo-adolscenziale. Il concetto si risolve su tre punti: 1) Estasi estatica dinanzi al nudo della propria donna dopo l'amore 2) Intenzione a risolvere tutto l'esistente in quell'estasi, desiderio di isolatria 3) Sussunzione della debolezza innata femminile, desiderio di proteggere l'amata 4) Realizzazione dell'impotenza del sé maschile, nichilismo e depressione E' tutto molto bello, secondo me, perché sono cose vere. Non solo le UNICHE cose vere, ma sono una faccia di una verità - a mio dire. C'è una genuinità giovanile, in questa canzone. Il Bianconiglio è sempre stato, apparentemente, "Alla ricerca del tempo perduto", come un certo Marcello. La sensazione che mi ha sempre dato il Bianconiglio è quello di una persona con un'intelligenza, una sensibilità percettiva e riflessiva, troppo alte per la sua forza emotiva. Una condizione difficile. La versione della Grandi di questa canzone è così sbagliata, così insensata, che mi rifiuto di argomentarne i perché. In ogni caso, a seguire vorrei parlare dell'altra canzone del Bianconiglio che è stata rovinata dalla Granzi, ovvero "La Cometa di Halley". :-) E poi, magari, i luoghi dell'estraneazione e della solitudine a Milano. XD Addendum: il concerto bello che dicevo non era di tre anni fa, ma di quattro. Era del 20 Febbraio 2013. Qui invece trovate tutto il concerto "bis" che fecero quella stessa estate (27 luglio) alla cavea del medesimo auditorium romano: Nell'inverno a fine anno furono di nuovo a Roma, all'auditorium della conciliazione, con una versione"minimal" rispetto all'ensembe precedente (quartetto d'archi).
  15. Quello non era Cuordipietra Famedoro?
  16. Shito

    Un Mazinger Z.

    Come nota laterale, io sento nettamente "tzetto", proprio alla tedesca, non "tzeddo" alla "giapponese dall'olandese'. Però, è una cosa a orecchio.
  17. Il mio cell phone è un iPhone4 senza S, che funziona meglio dell'iPhone4s che comprai per sostituirlo - fallendo. :-)
  18. Io devo essere un alieno, ma ho sempre sentito solo Robinson Crusò. Da piccolo leggevo Topolino (nome fake), e il nemico di Paperone (nome fake, con mia rosicata per la perdita di citazione splendida) l'ho sempre pronunciato Rocherdac (nome inglese ma personaggio nostrano, credo). E Paperone era stato nel Clondàic, nome che avevo correlato a quello di un venale cattivone di Nanà SuperGirl (nome fake). Cioè, dai, almeno l'inglese... ;_;
  19. Shito

    Le DIVICHE

    Il bello dell'oggettività, dell'obiettività dei fatti, è che sono appunto oggettivi, obiettivi - e valgono per tutti, sopra ciascuno. Non è rassicurante? :-)
  20. E' la stessa cosa che ogni telefono è dal tempo del primo iPhone, con variazioni sul tema, innovazioni più o meno insignificanti, potenza di calcolo aumentata a vuoto, capienza esagerata. Come ogni anno, da ogni produttore. :-) Si deve ricomprare la stessa cosa quando in effetti non se ne aveva reale bisogno si da principio, no? Qual'è il significato della locuzione "un'azienda di cui ti fidi"...? ^^; Le aziende fanno i proprio interessi per il proprio utile, giustamente. Fidarsi di un'azienda è cosa data ai suoi azionisti, semmai, non ai suoi clienti. I clienti comprano prodotti, non pacchetti azionari, no? :-) Un'azienda non è un amico, un parente, o un soggetto con rapporto 'emotivo' rispetto ai clienti - se non negli inganni del marketing e delle psichi di persone deboli che definiscono la loro personalità a loro stessi tramite gli oggetti di cui si circondano. Ogni prodotto dovrebbe essere sempre valutato e giudicato da ciascun acquirente per quello che il singolo prodotto è e offre, in sé stesso. Tutto il resto è inganno o autoinganno.
  21. Shito

    Un Mazinger Z.

    Magari la nuova tipa è, che so, un clone della madre di Koji. XD
  22. Sì, ora ricordo. Si trovano anche pagine in cui giapponesi si interrogano sulla stessa faccenda. Anche perché, e credo sia il punto un po' più difficile, a volte quella Z si trova pronunciata (e trascritta) come ゼット (e quindi qui sarebbe esattamente come tu dici e spieghi: ゼット [zɛt] ) e altre invece come ツェット (e qui invece sarebbe proprio tedesco: ツェット [tsɛt] ). https://ja.wikipedia.org/wiki/Z Qualcuno ha fonti ufficiali di alto livello con una traslitterazione in kana della famosa Z?
  23. Per carità dipende sempre uno che ci deve fare per il computer ma dovrà arrivare il punto in cui bisogna arrendersi e trovare qualcosa di più moderno no? Non è che la gente possa usare roba come l'originale Macintosh per un uso produttivo o anche casuale... al massimo ci si può giocare un pò come se fosse una "fotografia del tempo che fu". Dipende molto da che uso si fa del computer. Il mio uso del computer è rimasto, rimane all'idea tardo novantina del "digital hub of your digital life". Per chi ama la terminologia freudiana, dirò che è un uso molto "anale" del computer, nel senso di: possesso (di oggetti virtuali, lol), accumulazione di dati, e ordinamento personale di dai - un certo Azuma HIroki troverebbe di certo interessante questa idea. In soldoni, benché io utilizzi 'la rete' (sto scrivendo su un forum), la mia idea di computing molto 'in locale' e poco 'in remoto'. Non amo lo streaming. Non amo il P2P e non ne faccio uso, non ho praticamente mai fatto uso (un po' ai tempi di Napster/WinMX). Mia usato un torrent. Mai voluto capire cosa siano, neanche. L'idea delle web applet mi indigna quando non mi offende. Qualsiasi cosa che farebbe uno smartphone, se la fa un computer la rifiuto. Quindi anche Tiger da me va benone. Benché giri sotto Rosetta, Office:Mac2004 va benone. I browsers d'antan mi vanno benone, e se certe cose non ci girano... tanto meglio per me. :-) Questo è uno dei motivi per cui mi sto allontanando anche da iOS (dove sono fermo al 7, e non mi smuovo): perché lì il controllo da remoto è eccessivo, per i miei gusti.
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