-
Numero di post
14349 -
Iscritto dal
-
Giorni Vinti
365
Tipo di contenuto
Profili
Forum
Blogs
Gallery
Calendario
Tutti i contenuti di Shito
-
Trovo tutto il tuo post è perfettamente, e vorrei enfatizzare il concetto di "perfettamente", sensato. Infatti mi piace leggerti, e frequento questo forum. :-) Quindi grazie.
-
I mercati sono entità che, per lo più, si autodeterminano. E questo forum non è rappresentativo del mercato attuale. Infatti lo frequento. Non c'è nulla da dire sul box di Nadia, semmai c'è da dire che il box di Eva avrebbe dovuto costare 285 euro. Non perché "i contenuti li valevano". Perché a 285 ne avrebbero venduto almeno 2000 copie IN PIÙ di quelle che hanno venduto. Chi conosce il passato controlla il futuro. Chi controlla il futuro governa il presente. In genere. Se ne ha tempo e soprattutto voglia. Yawn.
-
I must break you, Dolph said.
-
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
Questa canzone, poi pubblicata in versione vocal come 命の名前 (inochi no namae, il nome della cita) dapprima si chiamava あの日の川 (ano hi no kawa, il fiume di quel giorno), e in uno dei suoi arrangiamenti più delicati resta la theme song portante del film di cui dapprima avrebbe dovuto essere la ending (prima dell'incontro con Itsumo Nando demo di Kimura Yumi). Tuttavia, dapprima Miyazaki Hayao scrisse un "image kashi" (un testo a tema) per questa canzone, del tutto diverso da quello che sarà per "Inochi no Namae". Grazie al sempre impareggiabile Okada Toshio, ho unito un po' di puntini: Grazie all'impareggiabiler Okada Toshio, ho unito un po' di puntini: -
Non so perché, ma il pattern cromatico mi ricorda certe specie ittiche, tipo meduse e attinie...
-
Parlando di manga strani, hai mai provato a leggere Discommunication? :-)
-
La mia era solo un'osservazione sul titolo internazionale in quanto tale. Non sul suo valore, per me nullo. Non serve alcuna ricerca, su vuoi ribadisco tutto, e con rinnovato ardore! :-D Per me, io tradurrei "mawaru" e anche "pingu", perché peraltro in giapponese è pingudrum, non penguindrum. :-) Quello non è un "sottotitolo", è solo una scrittura in romaji nel titolo giapponese, perché come sugli shitajiki mettere scritture in romaji "fa fico" (nelle opere animate giapponesi) perché "fa international". :-)
-
Però provando ad accedere il sito ufficiale giapponese compare un logo col solo PENGUINDRUM. http://penguindrum.jp/wordpress/wp-content/themes/pd_theme_newTwitter2/img/10th.png http://penguindrum.jp/rdm_css/top/10th_top.png
-
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Acromio: guarda che è davvero il meno. Hai vinto un mappamondo. Ma tutti questi casi "apicali" sono il meno. Anche "questa volta la natura ha vinto" era il meno. Il più era il 95% delle restanti battute, per capirci. Anonimo: e Gianni e Pinotto? Stai bene, non sei rotto! Sempre ancora il meno. Anche questi non sono che totem, in un vero e nell'altro. Sono feticci. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh, ti rendo noto che nel 2005-06 tenni simposi in biblioteche pubbliche del milanese per mostrare il livello di fraintendimento e invenzione del doppiaggio italiano, e portavo esempi che andavano da Kubrick a Luce Besson a John Woo. Non so che faccina usare in chiusura. Scegli tu. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh, prima che io iniziassi a collaborare con Granata Press, o forse proprio in quel periodo, uscì la prima VHS della serie MANGA VIDEO (poi ribattezzata M-VIDEO), che era il primo special di Saint Seiya. A parte l'adattamento matto ereditato dalla serie TV, c'era una cosa che rimase impressa a tutti noi amichetti otakuzoku dell'epoca, ovvero la battua di chiusura di Eris, sconfitta, nel momento in cui soffrendo si "deforma". Era una "voce pensiero" molto drammatica che diceva "...chi è causa del suo mal... pianga sé stesso..." Ma non ci rimase impressa per questo. Ci rimase impressa perché l'originale giapponese era: AAAAAAAAAAAAAAAAARGH! Da allora, questo genere di doppiaggio italiano - ovvero la norma - per noi fu solo oggetto di ridanciano zimbellaggio. Non livoroso, ridanciano. Del resto, in fondo lo sapevamo da tempo. Che era sempre stato tutto così. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh, quel momento del mercato OVA era proprio tutto schiacciato sulla voglia di sesso e violenza fantasy (cfr. una certa serie live-action angloamericana molti anni dopo), da cui tutta la generazione di "bikini armor shoujo" in "isekai", da Genmu Senki Leda, a Mamono Hunter Yoko, ma anche nei videogiochi daValis alla cara Athena, ecc ecc ecc... alla fine era tutta roba da Cream Lemon, Halflita, ecc... erano quegli anni. Ah, ma tu per "stupro" intendevi in senso figurato, capisco. ;-) Bonus firmato GAiNAX: Questo invece da WoldTeam: -
Io concordo fortemente. Ma il mercato non lo determino io, chiaramente. Ovvero, ho sempre la sensazione che il mercato reale sia ben più stantio di quanto ciclicamente non ci si voglia ingannare che sia, e che un po' come in un certo tipo di calcio all'italiana si giochi senza spendersi molto, cercando di "imbroccare il gol".
-
Sì. In calo. A scemare. Stessa cosa per Hosoda, che pure LR provò a distribuire (Il cucciolo della bestia) ma che andò sempre a scemare, credo, dal pur contenuto successo di Pioggia e Neve i bambini lupo, che uscì infatti nel momento in cui il catalogo Ghibli "tirava" i film animati giapponesi "per famiglie" (o comunque di buoni sentimenti) al cinema. Ora ci riproveranno con Il drago e la principessa con le lentiggini (sì, lentiggini), per il quale si prevede un minimo di rimbalzo dato che è un film congegnato per essere "attuale" e "di mota intellettuale" negli States e in Europa. Sai qual è stato il miglior risultato in Italia di tutto il "parco" Ghibli? Si alza il vento. Un milione di euro di incasso in due o tre giorni, non ricordo, ma lo titolò anche un quotidiano. E oltre a quello? La re-release de La città incantata. Che er una cosa vista millemilla volte, che nella sua prima edizione era stata a lungo al cinema con la statuetta di zio Oscar sulla locadina, che era uscita in DVD per Mikado (vendendo bene) e forse era pure già passato in TV. Eppure.
-
Kimi no Na ha è stato uno di quei casi particolari. Credo che quel titolo sia arrivato al cinema in Italia non solo dopo il grande successo in Giappone, ma dopo tutte le manfrine del "OMG il nuovo Miyazaki". Ha quindi, direi a torto, attirato quel certo tipo di pubblico che LR aveva "allevato" al cinema, con un investimento continuativo su un brand giapponese fortissimo sdoganato da statuette dorate occidentali (cosa non ripetuta). E lo stesso autore non ha sedimentato il suo nome a quel livello, tant'è che il suo successivo Tenki no Ko non ha bissato quel successo.
-
Eva in Italia è semplicemente l'unico prodotto d'animazione che ha avuto una sua mitopoiesi commerciale in formato home-video, direi. Non mi viene in mente altro. L'effetto dura, generazionalmente, a tuttora. Ovvero, è e resta un titolo per cui "si spende". Andare al cinema costa. È sempre stato il vero pay-per-view. O meglio, nel caso, pay-to-view. Pay to view better, pay per view earlier, i format sono molti, ma è pay-per-view. Anche la mitopoiesi commerciale cinematografica fa long-seller per questo, vedasi Ghibli. Ma già la mitopoiesi televisiva rende meno sui canali realmente a pagamento per l'oggetto primario. In genere quelli sono successoni di cui tanti parlano, e a gran voce, ma per i quali pochi spendono - se non per prodotti derivati [merchandise]. Ovviamente ci sono eccezioni. Non così tante. Tipicamente successi televisivi traghettati al cinema. È anche il tipico modello commerciale di settore in Giappone, infatti. E poi ci sono i periodi. Ma un successo cinematografico animato giapponese nato al cinema in Italia, tolto il catalogo Ghibli, ancora lo devo vedere. E un successo che fosse nato in home-video, a parte Evangelion, ancora lo devo vedere. Magari sono sono distratto.
-
Dagli albori dell'editoria degli anime ad oggi: una strada sempre in salita!
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione Anime & Manga
Dando seguito al discorso del Prode Alex, questo thread mi pare il posto ideale per proporvi questa lettura: https://www.insidemarketing.it/riposizionamento-dei-manga-in-italia-un-nuovo-target/ l'autrice, una giovane ingegnere romana (se ho ben capito), è anche una youtuber che mi è stata segnalata da Domenico Guastafierro (carvernadiplatone), e a mio modesto giudizio spicca per brillantezza analitica ed espositiva - cosa che in effetti fa onore al suo ramo di studi – e che trovo da lei applicata al "nostra" ambito con intelligenza ma senza alcuna spocchia: tutti grandi meriti. Se consideriamo che la mia impressione viene da uns oggetto che ha vissuto dall'interno il settore che la giovane autrice analizza dall'esterno, e data la sua età anche un filo a posteriori, il suo contributo mi pare ancor più lodevole. Mi piacerebbe leggere uun commento soprattutto da parte di Shuji, che è un osservatore attento, esperto e veterano dello stesso settore editoriale. :-)- 1276 risposte
-
- Granata Press
- Dynamic Italia
- (e altri 8 )
-
Capisco. Certo è un nome-denominazione, come "Frecciarossa". :-)
-
Ma c'è una ragione per cui "mugen-ressha" è stato tradotto solo a metà?
-
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Salvo (sempre più) rare eccezioni, che nascono outsider e tali rimangono, è tutto verissimo. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Quello che dici è vero. Ma nel post che citi, Shuji non diceva il falso. Quello che ho verificato sul campo, sbattendo il naso e la faccia su tante esperienze e testimonianze dirette, è che dapprima vi era nell'ambiente della traduzione e dell'adattamento un assoluto semplicismo, e un'assoluta autolegittimazione di reinvenzione a proprio uso, consumo, bisogna, gusto e fantasia. Ovviamente queste stesse tendenze si sono andate nel tempo a dettagliarsi in un'ampia varianza di risultati, provenienti del resto da un'ampia casistica di situazioni di partenza. Io stesso ne ho viste molte, e molto diverse fra loro. Posso altresì dire che questa tendenza non è affatto circoscritta ai soli anime, che dapprima – nella mia ingenuità tardo infantile – immaginavo essere bistrattati in quanto ultima ruota del carro. Niente affatto. La nostra (italiana) orribile tradizione di traduzione, che oggidì viene persino vantata in sede accademica come valentemente velata di una componente di "reinvenzione", permea ovvero contamina anche la letteratura, anche la letteratura più elevata. Dalla montagna magica, che non è incantata, la castigo del delitto che arriva dalla Francia invece che dalla Russia, dove voleva citare i delitti e le pene, se ben ricordo, dell'italico caffè. Ma tant'è. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
<double post sorry> -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Confermo con piena cognizione di causa. Quel primo doppiaggio veniva da una traduzione ottima (che ho letto e verificato in ogni singola parola), che poi guastava un po' con l'adattamento italico, ma restava ben più che accettabile. Ampiamente sopra la media di ieri, di oggi, e presagisco di domani. Tutto questo non è assolutamente vero per il settore del doppiaggio, che conosco in prima persona da 24 anni e che ho retroattivamente conosciuto tramite le esperienze di decide e decine e di colleghi più anziani. Questo è invece verissimo. Pressoché oro colato. Di fatto, e sottolineo di fatto, la tradizione del settore doppiaggio era che, specie per i film (pezzi unici) il dialoghista e direttore di doppiaggio fossero la stessa persona. Non a caso. La cosa è venuta man mano meno con la massificazione del lavoro, e ovviamente era così pressoché da sempre sulle opere seriali. Salvo eccezioni. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Tieni fede al tuo avatar, eh? -
Io personalmente detesto Miller quale autore. :-) Però Carrie Kelley era simpatica. Faceva quell'effetto a là "il bestione e la loli", di cui in casa Marvel il personaggio del ghiottone fu gran maestro, prima con la gattina orgogliosa ombrosa e poi con la giubilea.