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BTW Jean giovane otaku in erba che va all'esposizione universale di Parigi con suo zio vecchio otaku è davvero da baby boomers giapponesi a Osaka70. E Okada che cita Ghibi e Miyazaki-san ogni tre per due, salvo che "le cose non si muovono", in effetti tutte le visuali sono praticamente inanimate. Però è pieno di citazioni storiche counque corrette. Certo che per gli otaku di prima generazione la scienza era proprio una cosa divertente! Per contro, anche solo guardando l'incipit della sigla, sono davvero affascinato nel notare come ogni personalità sia squisitamente infusa nei pochi gesti a schermo, tipo Grandis che fa "la mossa" coi capelli, Sanson che si pettina vanesio, Hanson che gioca col modellino del Gratan. La perfezione. Ma ancora di più, proprio Nadia: la telecamera sale sul profilo, lei muove gli occhi come "notando" che qualcuno la guarda, e reagisce con un sorriso da bambina. L?elonte qui è davvero eccezionale, perché poi vediamo in rapida sequenza due cut con lei depressa e lei gioiosa. In parallelo sarà poi lo stesso per Jean, che di "tira su" calcandosi il cappello, e ha quindi due primi piani di determinazione e ottimismo. Sono porprio due bambini. Mi viene voglia di dire che valeva da pena di invecchiare anche solo per rendersene conto. Da giovane la cosa non mi balzava agli occhi. Mea moratoriae culpa. Che grande privilegio avere occhi per vedere e mente per percepire e materiale da proporgli. A questo pensiero mi commuovo sempre un po'. La chiave di volta del video di Okada Toshio è quando, delicatamente, quasi subconsciamente, dice – o meglio quasi gli scappa – un "ii ne". In effetti è proprio tutto-tutto lì. Ma i più virtuosi di voi avranno già notato quale video sia in sequenza con quello qui sopra (non so se dipenda da qualcosa in locale, però). Ci sono moratorie e moratoria, individuali e comunitarie, e penso che in questo momento di congiuntura storica valga davvero la pena di pensarci una volta di più.
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Beh, lo Studio Display è molto bello. Io sono un affezionatissimo dei Cinema Display Aluminium, ne ho stoccati parecchi facendone incetta sul mercato dell'usato... Visti "di taglio", questi display hanno lo stesso identico design che avrebbe poi avuto il primo Mac Mini, ovvero superficie acrilica bianca e cintura di alluminio spazzolato. Che poi è anche lo stesso design che avrebbe poi avuto l'iPod Shuffle gen2, ovvero sempre il mio design preferito in assoluto... ...ma per la prima volta vedo qualcosa che forse potrebbe sostituirli. BTW: L'asticella dell'eleganza per me è ancora qui: Trovo vi sia un delicato senso di leggadria in questo design, poi in qualche modo mantenuta dal mix di acrilico e metallo che dicevo: Ma poi completamente persa con il design all-metal [unibody] che resta comunque... "bulky". Molto curioso che nei primi render disponibili sembrava avessero recuperato il design "originale" del Mac mini, con l'acrilico bianco on top. Ma su tutto, continuo a pensare che sia molto più Ive&Jobs" questo qui che tutta la Apple di oggi: Lo vidi dal vivo nel negozio MicroSoft di Regent Street ed era bello come nel video. Quindi forse qualcosa non torna. -
Beh... Ho sempre inteso che questa è farina del sacco di Anno Hideaki, come anche (notoriamente) i titoli delle tracce musicali di tutta la OST di Eva, e altre cose del genere. :-) EDIT: Grazie Armandino-san! Per merito della tua richiesta, ho trovato conferma ufficiale, ovvero: Come si vede, questa è un'altra fonte per lo stesso video. In testa c'è il cartello 庵野 秀明 総監督編集 ふしぎの海のナディア プロモション映像 ovvero: Anno Hideaki Soukantoku Henshuu Fushigi no Umi no Nadia Promotion Eizou ovvero: Montaggio del regista generale Anno Hideaki Nadia dei mari delle meraviglie Video promozionale Aaah, quella bella sensazione di quando un'intuizione vieene confermata e si trasforma in certezza! Grazie ancora, Armandino-san! Per festeggiare, OMAKE! Un vecchio video da NicoNicoDouga dove Okada Toshio (prima di aprire il suo canlale YouTube), parlava della nostra eroina, o meglio del primo episodio della serie! Mi sa che era ancora nella fase "magra" (da cui il libro con cui pare si arricchì). :-)
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Sull'adattamento, la traduzione, e fedeltà, e devozione
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Sul tema del topic, mi piaceva incollare un dialogo intercorso a distanza proprio ieri con un mio amico/corrispondente che vive in Giappone, felicemente coniugato con una donna giapponese. Lui lavora a Tokyo come direttore di localizzazione per un'azienda di videogiochi, l'anno scorso abbiamo anche collaborato. E collaborando ci siamo spesso confrontati e sulla minuta di traduzioni e adattamenti, e sulle direzioni prese dal settore. C'è questa sensazione di sedicenti "appassionati" che sono realmente disinteressati al contenuto reale delle opere che dicono di "amare", in realtà fruite come frivoli, quando non realmente stupidi, passatemi. Già si parla di subcultura e prodotti d'intrattenimento, ma qui siamo ormai al livello del guardare la manicure dell'unghia del dito che indica la Luna. Se pensiamo che la mia "nicchia di riferimento" si era distinta come una minoranza di appassionati profondamente interessati nei prodotti subculturali di un'altra nazione e cultura, riconosciuti come tali, il mio onesto pensiero è che la moratoria di crescita abbia un alto costo, e che in una nicchia di infantilità dissimulata si invecchi male. Il che riporta direttamente al "promotional video" del BOX (originariamente di LD, ora in Italia di BD) recentemente proposto da Yamato Video. La disperazione. L'invidia. L'odio. Per carità, io per primo ho avuto forse da sempre mantenuto una posizione un po' ambigua all'interno del mio ambiente "professionale", anche perché no, manga e anime non sono i miei principali interessi, che sono la filosofia, la psicologia, la sociologia, l'arte e la sua storia, e sono sempre andato alla ricerca di questi elementi all'interno delle opere di intrattenimento che mi colpivano per vari motivi. Una cosa da "vero" otaku, insomma: fare una cosa seria da qualcosa che non sarebbe poi così serio in sé. Già per questo, sono sempre stato un antipaticone, mi dicono. Ma invecchiando ovviamente la cosa peggiora. La moratoria ha un costo sempre più alto, perché reprimere nella frivolezza un intelletto sempre più adulto richiede sempre più menzogne a sé stessi. La mia posizione "intellettuale" che dapprima veniva schernita per sublimazione di imbarazzo del sé è così diventata sempre più odiosa, suppongo.Del resto, chi non ha strumenti per emanciparsi dal falso, non può davvero riconoscerlo, accettarlo. Perché ne è imprescindibile vittima. Questa è una cosa di cui non è raro che abbia a discorrere con corrispondenti vari di varie nazionalità, quindi in varie lingue. A tale proposito, dunque, ti incollo il secondo me interessante, breve scambio di cui dicevo: Io gli ho risposto: Allora lui: Infine (ad ora), io: Non è un discorso accademico, ma una cesta di uova di Colombo. E rieccoci qui sempre allo stesso punto, il Mito della Caverna (quello vero), dove quello che è uscito, e ha resistito alla luce, e torna dentro a spiegarla agli altri viene ammazzato da quelli. :-) Quanto alla situazione del settore anime, dove un tempo c'era un po' più di interesse per il contenuto reale delle cose (ma oggi direi non più), sono cose che tra le poche persone che li conoscono in giapponese, e comprendono la lingua e la cultura che li esprime, si dicono da anni, perché le si è scoperte e patite, e non cambia, né cambierà. Quindi poi si è persino smesso di dirle. Come quando qui si scoprì che no, non che Shin Getter Robo tosse preciso. O tante altre cose. Ma quella era una delle migliori. Tante altre sono molto peggio. Di precise davvero io non ne ho ancora viste, solo "fatte", e chi sa usare la funzione ricerca potrebbe trovare dei vecchi post in cui il nostro buon Garion (che non è il Verbo, ma un appassionato che mi pare giustamente stimato per la sua capacità, professionalità, nonché per il suo buon carattere non detestabile come il mio) diceva esattamente, e ancor più esplicitamente, la stessa cosa. Ma è semplicemente così. Purtroppo. -
Nulla, è solo che gli autori hanno ufficialmente dichiarato che tutta la questione della Blue Water viene da lì. Quando Dybex pubblicò, anni fa, il cofanetto, vi accluse anche la versione tradotta del corposissimo booklettone originale. Contiene molte informazioni. Fui contattato come collaboratore per supervisionare varie parti. Tra le varie interviste, trascrivo qui un brano di quella al producer Kubota, che gestiva il progetto di NHK da prima del coinvolgimento di GAINAX. La traduzione è diretta dal giapponese e venne scrupolosamente verificata. Ovviamente questa è solo una risposta tratta da una intervista. Se ben ricordo, solo ad Anno Hideaki ce ne sono tre: prima, subito dopo e un anno dopo la produzione. Oltre a quelle higuchi Shinji e Masayuki e altri ancora del Gropu TAX. E poi glossari di citazioni, soprattutto di decine di battute prese di peso da altre opere (com'è tipico di Anno, stessa cosa in GunBuster e Eva), liste di elementi sociali del Giappone del 1990 per come hanno influenzato la produzione di Nadia, un sacco di cose così. tipo: Queste sono il tipo di cose che al tempo andai a studiare, per verificare le traduzioni. In realtò, questo genere di informazioni sono quele che mi interessano di più, perché mi rendono la sensazione di una congiuntura spaziotemporale dove ero assente (Giappone, 1990 - in questo caso). Ora, "Odoru Ponpokorin" ce l'avevo sull'iPod, a causa della ricerca fatta su ChibiMarukochan per l'omonimo gioco del NEO·GEO, ma tante altre cose no. Eppure per me questo è l'unico modo per capire il tessuto mentle di un autore, ovvero approfondire il suo temo nel suo spazio come un percorso ermeneutico. Si scoprono tante cose interessanti. Poi capisci che Misato ama dire "Sharakusai!" perché lo diceva sempre quella tal protagonista di quel tal shoujo manga che spopolò quel tal anno, oppur che Touji dice "matanki!" per quell'altro manga, eccetra eccetera eccetera. Per me non si tratta di "curiosità", ma di un tessuto diffuso per capire le cose in una profondità che non p fatta di dati, ma di sensazioni. Ovvero, i dati apparentemente più frivoli sono in realtà l'atmosfera diffusa, e quindi il veicolo, delle sensazioni. Si tratta del mio modo di studiare e capire le cose. Del resto, io sono il tipo che si è andato a cercare Flower for Algernon in giapponese, e se l'è visto tutto in giapponese (oltre che nell'originale inglese, ovviamente), solo per capire la sensazione di Magokoro wo, Kimi ni. E solo dopo, dopo molte riflessioni e confronti lingiistici, è arrivato a decidere come fosse più corretto adattare il titolo, anche solo il titolo, di quell'episodio. Ma anche con questo, poi sto sempre a parlarne con le persone che stimo, perché non si tratta di chi ne sa di più. Si tratta delle intuizioni umane. E le persone intellettualmente oneste ne hanno sempre, e ne forniscono sempre.
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"Ormai, nella scienza generata dalle persone non vi saranno più sogni?" Su questa si sente proprio tutto il senso di tradimento e disillusione di un ex-bimbo di Osaka70, eh? Mentre invece, quando scrive di "i sentimenti di una generazione in moratoria" si ha molto la sensazione di riferimento all'articolo conclusivo dell'originale Otaku no Kenkyuu a firma Ejisonta, nonché ai pianti di Takaya Noriko e alle "maledizioni" di cui gli ultimi due ShinEva. Uff, è da 2018 che ho in animo di rivedere quella traduzione. :-/
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Non è che intendesse cambiare di una virgola nulla delle tue opinioni, ci mancherebbe. Era solo un mio usuale tentativo di fornire informazioni e spunti agli interessati sulla realtà autoriale e contenutistica dell'opera di cui si dice. :-) Ovviamente anche questo è un giudizio strettamente soggettivo. Se chiedi a me (a me), una cosa come una rivista non è data a una riproduzione grafica in quanto tale, mentre cose come le grafiche di copertina (cfr. VHS di Evangelion) o cose ancor più autoriali come dei montaggi di trailer assolutamente sì (cfr. anche traile di Shinko Ghiribizzo), ma questa è una mia idea/opinione (pensiero, non è una verità di volontà divina, no. Naturalmente la mia idea si fonda su ragionamenti e pensieri, non è mica a caso. Qualora ti interessasse il fondamento ovvero la ratio del mio pensiero, sarà mio piacere esportela – prima di una verifica di interesse evito di ammorbare il thread con quello che, tutto sommato, sarebbe un OT.
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Non è che intendesse cambiare di una virgola nulla delle tue opinioni, ci mancherebbe. Era solo un mio usuale tentativo di fornire informazioni e spunti agli interessati sulla realtà autoriale e contenutistica dell'opera di cui si dice. :-)
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Si tratta ovviamente del trailer originale giapponese che venne realizzato per il BOX di LD, se ben ricordo. La cosa più atroce è quando c'è la scritta "al termine del pessimismo" e subito dopo l'immagine in controluce del tentativo di suicidio di Nadia. :-( Anche il fatto che il contatto con le persone possa cambiare una persona del tutto chiusasi in sé stessa è molto Anno (cfr. idea originale per Ayanami Rei). C'è una famosa intervista dell'autore in merito a questa serie in cui gli chiedono come mai, ovvero cosa mai, lui avesse inteso fare con questo titolo, e Anno risponde "siccome sarebbe stata una serie per la TV nazionale, il mio tentativo era quello di riportare il concetto di morte nell'animazione per bambini, perché nel 1990 era già scomparsa dai palinsesti televisivi giapponesi di animazione infantile". Trovo che questo sia molto interessante. Ovviamente il buon Anno ha amato da giovane il miglior Minagoroshi Tomino, ma è vero che nel 1990 cose come le bombe umane di Zambot erano già divenute proprio impensabili, sulla NHK poi! Per contro, in Nadia ci sono morti atroci, a partire da quella dei genitori della piccola Mary Löwenbrau, per proseguire con quella di Faith, il cadavere mutilato del fratellino di Medina Ra Lungensius nel suo flashback, e poi certe altre più random (tipicamente: i sottoposti di Gargoyle uccisi a sangue freddo, ma anche alcuni fuggiaschi). Del resto, Nadia non è che la serie animata che parla del difficoltoso recupero di una ragazza depressa e per delle validissime e traumatiche ragioni – da parte di un "buon otaku". Come dite, ShinEva3+1? Ah, sì, certo. Ovviamente, vi ricordo che il tipico modo di parlare dell'anziano macchinista di colore del Nautilus viene di peso dal Matthew Cuthbert di Akage no Anne, ovvero "Souu sa naaa!" (come sottolineato dagli autori stessi). Per il resto: Blue Water
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Certo che il trailer originale giapponese fa molto ultimi due episodi di Eva, eh? :-)
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We are! (cit.)
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Lord of the Rings/Series
topic ha risposto a Shito in una Chocozell nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
You just watch the very first minute. Kinda. Like. Enjoy. Oh boy. What a time to live in, is it not? At 7:28 the guy who read be book in prison speaks truth to me. Just quoting tho. -
FLCL 2016 -TURNER/PRODUCTION I.G.-
topic ha risposto a Shito in una Tetsuo nella sezione Anime & Manga
Revised self-quoting is the new editing! (Oh, boy, I'm such a punk, am I not?) -
FLCL 2016 -TURNER/PRODUCTION I.G.-
topic ha risposto a Shito in una Tetsuo nella sezione Anime & Manga
Faccio notare che Haruhara Haruko è giustamente doppiata da Shintani Mayumi ma c'è poi Haruha Raharu doppiata da Hayashbara Megumi. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
In realtà si tratta di un primo frammento di una live che verterebbe su Shinko, ma l'argomento del frammento (direi ben spiccato e montato da Kirio19849 mi pare più in topic in questo thread. :-) -
Di recente ho visto Gravity e La caduta (no, giuro che non è stato intenzionale, solo sincronie). Li ho trovati interessanti entrambi. Il secondo più del primo. Bruno Ganz mi pare avere fatto un opera di ricostruzione antropologica incredibile. Tra le altre cose. Il doppiaggio italiano mi è parso del tutto deviante dell'interpretazione di Ganz. :-( Che una simile scena sia diventata notoriamente oggetto di "meme" varie e parimenti idoite credo sia un perfetto termometro della frivolezza, dell'infantilità, della demenza e del deragliamento intellettuale di un'epoca e di una generazione. Si tratta di una cosa offensiva più che umiliante, e fa pensare che questa società non meriti neppure la memoria umana che pure le sarebbe data. Sarebbe. Solo giocattoli per i bambini. La scena che mi ha colpito di più è stana senz'altro quella della Goebbels che prima narcotizza e poi uccide nel sonno i suoi sei figli con il cianuro. Anche se l'effettiva dinamica di quel momento è dubbia (nessun sopravvissuto a narrarla direttamente), l'ho trovata scenicamente agghiacciante nella sua silenziosa dinamica. Le figure femminili nel film sono senz'altro dei veri cardini. Oltre alla "protagonista", ovviamente, anche l'affresco della personalità di Eva Braun è terribilmente interessante. Ma quindi, quando esce il prossimo film con l'Uomo-Ragno? :-)
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A 0:59 Asapin x Jesus x Ayanami Woah, what a time to live in. Feel so lucky.
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L'anime segue il manga, arriva a un certo punto (la fine del primo anno delle superiori dei fratelli Tachibana). https://gekkansunday.net/work/415/ I 24 episodi dell'anime coprono esattamente 10 volumi del manga, più un singolo capitolo (il 59) "anticipato" (secondo me in modo geniale) dal volume 11. Attualmente il manga è giunto al 18 volume, che è uscito il 10 dicembre). Su rivista si è arrivati fino al capitolo 112, credo ce nel tankoubon numero 18 si arrivi fino al 109, quando si è conclusa la semifinale col Seinan (wow! era da Touch che si aspettava di vedere questa partita!). Poi il 110 succede una cosa brutta. Non so se a questo punto il fumetto si chiuderà, oppure proseguirà per il terzo anno di superiori dei fratelli Tachibana. Questo perché l'anno successivo in squadra non ci sarebbe più Imagawa, per dire. Però per come si sono messe le cose chiuderla qui ormai credo sia impossibile. Ma in ogni caso, sembra naturale che una "seconda serie" animata arrivi fin qui. Se mai la faranno,
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Se chiedi a me, non sbagli affatto. Ovviamente nel fascino subìto vi è una grossa componente di sensibilità individuale, ma almeno per me è proprio così. Ora, nel caso dei "manga", il tempo di lettura sta al soggetto. Posso passare dieci minuti sullo sguardo di Otomi, una vignetta, a chiedermi "cosa c'è dietro quello sguardo?" Al contrario, l'animazione ha tempi registici forzati dal montaggio sul fruitore, e per questo ho trovato sempre molto, molto malriuscite le trasposizioni animate dei manga di Adachi Mitsuru. MIX mi ha colpito per questo.
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Sì, questo te lo confermo. Come dicevamo, è un fatto che negli ultimi anni sembra che le tecniche di animazione, grazie al digitale, si siano volute avvicinare allo stile del disegno dei manga – mi viene in mente JoJo no Kimyouna Bouken – e credo che in questo si siano sviluppate nuove tecniche.
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Le risposte (e commenti) sono: sì, le scene di azione sportiva sono tutte così. E non so davvero come abbiano fatto, sia per quanto riguarda le linee "a pennino", sia per quanto riguarda il realismo dei movimenti inerziali. Credo che vedendo una cosa simile Takahata Isao sarebbe stato felice. E questo è il più bello complimento, o congratulazione, pche posso fare allo staff dell'anime. Takahata ISao, quando riuscì a completare Kaguya-hime, disse in conferenza "credo che abbiamo fatto fare un passo avanti a questa forma espressiva che è l'animazione". Credo che avesse ragione, e a quanto pare lo stiamo vedendo. Comunque, ma la cosa è meno evidente, anche nei momenti di commedia scolastica e domestica i movimenti sono sempre molto molto realistici. Anche i tempi di reazione, gli sguardi, tutti. Facendoci caso, è abbastanza impressionante. Guarda per esempio il movimento della testa di Otomi quando si volta. (preoccupata?)
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Il mio personaggio maschile preferito di MIX: Quando si tratta dei personaggio maschili di Adachi sono peggio di una ragazzina. E poi, ovviamente: I quarti battitori sono sempre quarti battitori, eh. :-)
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"Necro"...? Dopo manco due mesi? Macché, macché! Anzi, grazie. Leggere cose intelligenti sulla narrativa di Adachi, scritte in italiano, è tragicamente difficile. Tragicamente.
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Gli ultimi mesi mi hanno visto impegnato su questa serie animata, tratta dal (quasi) omonimo manga del mio mangaka preferito in assoluto. Ovviamente chi dice che i personaggi di Adachi Mitsuru sono tutti uguali è cieco più che orbo, o forse solo idiota, perché non vede l'evidentissima evoluzione stilistica dell'artista negli anni. Ovviamente Souichirou non è Kazuya, e Touma non è Tatsuya (andate a 3:10, argh!), e no, Otomi (ma neppure Haruka) è Minami. No. Certo chiamando la nostra "terza protagonista" come "Otomi" e facendole suonare il flauto traverso Adachi-sensei ha qui messo proprio a segno uno strikeout (SanKyuuSanShin), per quanto mi riguarda. E poi, beh, a 4:05 vittoria per cappotto (kanpuu) e a 4:20 partita chiusa (called game). Però, più che parlare di tutto questo, qui volevo parlare proprio della musica. Perché è una mia cosa tipica che, quando lavoro su un'opera animata, ascolto a nastro solo la OST di quell'opera, per entrare nello spirito della stessa. Non dico imparare a memoria il testo, tradurlo, eccetera. Dico proprio non ascoltare altro, modello monomania. In questo caso, tipo per sei mesi. Sino ad oggi. E ci sono due canzoni che mi piacciano tanto. Ovviamente ho poi indagato sugli interpreti, e ho trovato tutto molto interessante sono, Equal dei Sumika (è la prima opening): L'attacco del ritornello, a 1:32, è spettacolare (secondo me). Perché il crescendo musicale porta allo stacco tra prove generali e concerto e – come chi ha esperienza di live (quelli musicali, i concerti veri) sa – le differenze sono *solo* della presenza del pubblico, la prova generale in genere si fa con abiti di scena e battute a vuoto, persino mossette a vuoto, tutto come a teatro. La sigla vera e propria secondo me è un altro capolavoro: anche tralasciando l'emozione di sentire Hidaka Noriko dire "Doukyuusei de, "chotto wakeari"... kyoudai battery to sono imouto. Koi to seishun no monogatari. Omoi ha hitotsu: MEZASE, KOUSHIEN!" - beh, se uno ci fa caso sul fronte dell'Istituto Meisei passano le stagioni. Passano le stagioni e passano gli studenti e le studentesse, e per me che h sempre pensato (da agnostico laico) che gli istituti scolastici siano edifici laicamente sacri per i sogni e i sentimenti che generazioni e generazioni di giovani vi spendono, beh., questa è la bellezza (ovvero, la "pulizia" – sinonimi in latino [pulcher] come in giapponese [kirei]) della giovinezza. E questa bellezza/pulizia della giovinezza è secondo me il vero contenuto di tutta l'opera di Adachi Mitsuru. Oltre a ciò, chi capisce il giapponese all'orecchio ovviamente noterà quanto le immagini siano perfettamente incastonate sul testo della canzone. Che è normale. Per le sigle originali. Anche quella di Candy Candy è così, quella di Versailles no Bara non ve lo dico neanche, ma davvero, ho tenuto interi simposi sul tema, dove con l'aiuto di una talentuosa cantante catanese (ciao, Sara!) ho fatto "rincantare" le sigle originali di anime famosi adattate in italiano fedele. Quella di Creamy Mami fa tanto sorridere (tutta sulla "differenza" tra maschietti e femminucce, lol), quella finale di Nadia fa davvero paura, e male al cuore. Ma veramente la gente non ne sa nulla. Che Watanabe Takeo, il compositore della sigla di Alps no Shoujo Heidi, giovane che era, voleva a tutti i costi registrare dei cori svizzeri reali, ma la produzione non finanziava la cosa, e allora lui andò in Svizzera e fece tutto a spese sue. Perché ci teneva. E le caprette ti fanno, ciao, sì, vabbè. Insegnami, nonnino. Insegnami, degli abeti sugli alpeggi. :-( Se l'animazione di oggi è per me massimamente un insulto, un insulto alla pulizia della giovinezza vera, sana e funzionale, ho sempre creduto che le "sigle italiane" fossero degli insulti, degli insulti all'originalità delle opere e alla loro significato, e dedizione degli autori. Orokamono no Sekai. Tornando a MIX, l'altra canzone che adoro è la seconda ending, ovvero "Kimi ni Tsutaeta Story" dei Qyoto Ah, e sui Qyoto ho anche un gustoso omake: E di solito sono contrario alle cover in assoluto, ma beh, qui avevano una giustificazione. Beh, l'originale è l'originale, e postare una cover senza l'originale per me è un reato, quindi: Per l'insignificante cronaca, da ragazzino non guardai Touch sulla tv italiana. Perché mi sentivo umiliato, umiliato dalla sigla italiana. Anzi no, me ne sentivo offeso. Non che abbia fatto crociate o che, macché, solo me ne sentivo umiliato e offeso e quindi non guardai la serie. L'ho recuperata un po' adesso, in giapponese, per capire meglio il remaku (putativo) tra Meisei e Senkou. Però davvero: o-ne-gai touch, touch, koko ni touch - anata kara! TOUCH! O-ne-gai touch, touch, koko ni touch - anata kara! TOUCH! Se non si ascolta, e non si studia, e non si impara questa canzone al punto di sentirne tutta la nostalgia, di vedere Minima che piange appoggiata a un pilone, di sentirla suonare dalle bande di ottoni scolastiche dagli Alps Stand al Koushien, secondo me guardare una cosa come MIX ~ MEISEI STORY non ha molto senso. Per scaricare la tensione, tre ore dovrebbero bastare. O anche quattro minuti (call me, cal me "baka" again <- lol "back")